Cosa vedere in un soggiorno a Bassano del Grappa

Cosa vedere in un soggiorno a Bassano del Grappa

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Cosa vedere in un soggiorno a Bassano del Grappa? Bassano del Grappa è una ridente cittadina attraversata dal fiume Brenta in provincia di Vicenza. Famosa per il suo ponte costruito seguendo il progetto di Andrea Palladio è stata un punto strategico durante i due conflitti mondiali.

Passeggiando per il centro scoprirai che è stata la città natale del pittore Jacopo da Bassano e mentre sorseggerai una grappa in una delle celebri grapperie, cercherai di intonare il pezzo alpino “sul ponte di Bassano” in modo più o meno intonato…

IL CENTRO STORICO DI BASSANO DEL GRAPPA

Gli accessi al centro storico partendo dalla stazione dei treni sono cinque: la prima attraversando l’ex stazione delle corriere nella parte più a sinistra e vicina ai giardini Parolini, l’altra leggermente più a destra attraverso le mura, entrando in Largo Corona d’Italia; l’entrata principale da via Jacopo da Ponte, la quarta a destra vicino al Generale Giardino e l’ultima che porta a Prato Santa Caterina.

Partendo invece da Marostica l’ingresso al centro storico è possibile attraversando solo i due ponti: dal Ponte Nuovo in macchina e dal Ponte degli Alpini a piedi.

Via Jacopo da Ponte

Iniziamo il nostro viaggio dalla via principale ossia via Jacopo da Ponte che segna l’inizio del mercato nei giorni di giovedì e sabato. Da una parte all’altra il nostro sguardo si sofferma sulle vetrine dei negozi che adornano la via fino a scorgere, sulla sinistra, la statua di Jacopo da Ponte all’incrocio con il vicolo omonimo. Il pittore del XVI secolo nacque e trascorse la maggior parte della propria vita a Bassano nel periodo della florida Repubblica di Venezia. La più grande raccolta mondiale delle sue opere è conservata nel vicino Museo Civico. Più avanti vediamo una libreria considerata una delle più belle d’Italia. Si tratta di Palazzo Roberti che è stata residenza di Napoleone Bonaparte durante il periodo della Campagna d’Italia dall’8 settembre 1796 al 10 marzo 1797.

Palazzo Roberti

La costruzione risale al XVII secolo ed è costruita seguendo lo stile rinascimentale veneto. Entrando camminiamo in una pavimentazione veneziana con antichi travi in legno nei soffitti. Tra gli scaffali rimaniamo sorpresi nel vedere una porta a vetri che si apre in un giardino interno. Le stanze sono ampie e danno una sensazione di nobiltà. Due scale laterali che salgono prima al secondo piano, con differenti sale divise per aree tematiche, e poi al terzo piano dove si tengono conferenze e incontri con gli scrittori. Qui si può ammirare un salone luminoso con affreschi della scuola del Tiepolo (www.palazzoroberti.it).

Via Barbieri e via Museo

Arriviamo dunque all’intersezione tra via Barbieri sulla destra dove si trova Palazzo Agostinelli sede di esposizioni temporanee, e via Museo sulla sinistra che porta alla biblioteca civica all’interno della galleria Ragazzi del ’99. La biblioteca nata dal lascito del naturalista Giovanni Battista Brocchi vanta un patrimonio di 140.000 volumi.

Piazza Garibaldi

Proseguendo diritti raggiungiamo la prima piazza, chiamata Piazza Garibaldi. Per i bassanesi invece è consuetudine chiamarla in altri modi. Il primo è piazza delle Erbe perché anticamente vi si svolgeva il mercato degli ortaggi, e il secondo è semplicemente piazza con la fontana perché al centro vi si trova appunto, una fontana, opera dello scultore Carlo Spazzi e intitolata al sindaco Antonio Bonaguro. Nacque con l’intento di portare pura acqua di sorgente in centro città. Sulla nostra destra troviamo lo IAT ossia l’ufficio per l’accoglienza turistica e dietro la Torre Civica. Una salita ci permetterà di scoprire le colline e le montagne che circondano il centro storico.

vista su piazza libertà

Piazza libertà

Torre civica

Con un’altezza di 43 metri fu costruita come protezione al borgo nuovo che si era formato all’esterno delle mura tra il XII e XIII secolo. Si ha sue notizie nel 1349 quando venne aggiunta una campana dal peso di 500 chilogrammi. Il nome fu attribuito nel 1494 dall’incisione dello stemma della città.

Chiesa di San Francesco

A sinistra scorgiamo la chiesa di San Francesco nata nel periodo della dominazione degli Ezzelini che serviva come ricovero ai pellegrini che giungevano stremati e affamati in città. La leggenda narra che a volerla fu Ezzelino il Balbo per assolvere a un voto fatto al ritorno dalla Terrasanta. Originariamente fu dedicata alla Vergine Maria ma nel XIII secolo i frati minori conventuali la omaggiarono a San Francesco. All’interno vi si trovano opere dei pittori Luca Martinelli, Battista da Vicenza e la copia del crocifisso ligneo di Guariento. L’originale è conservato all’interno del museo civico che è posizionato esattamente dietro la chiesa.

Museo Civico

Il museo civico è uno dei più antichi musei del Veneto nato nell’ex convento di San Francesco. Inizialmente ospitò libri e collezioni di storia naturale grazie all’enorme eredità lasciata dal Brocchi. Nel tempo la collezione è andata arricchendosi tanto che ora ne è visibile solo una parte. La pinacoteca in particolare conta 500 dipinti tra cui come già accennato prima moltissimi di Jacopo da Ponte e vari lasciti di Antonio Canova.

Via Roma

Proseguendo arriviamo alla seconda piazza. Anche qui si incontrano due strade. Via Roma a sinistra, la principale arteria dello shopping, che porta alla chiesetta dell’Angelo e a Porta Dieda. La chiesa costruita da Giambattista Bricito nel 1655 è dedicata all’angelo custode apparso alla co-patrona della città Beata Giovanna Bonomo su volere di don Domenico da Veggia. Si presenta in pianta ellittica, unica del genere in città, con un coro laterale e una cappella con un altare in marmo.  Avanzando arriviamo a Porta Dieda sorta sul castello dei Berri del 1315. La facciata sud presenta un affresco rappresentante la fedeltà alla repubblica di Venezia con un leone alato che sorregge un libro. Sotto un affresco di Jacopo da Ponte, del quale ne rimangono solo poche tracce, rappresentava il coraggio con Marco Curzio Rufo a sella di un cavallo impennato nell’atto di gettarsi armato nella voragine.

Via Matteotti

A destra invece si sale a via Matteotti sede del Municipio della città. Chiamata anticamente come Loggia di Piazza era stata dipinta da Jacopo da Ponte ma un incendio ne distrusse gli affreschi. Ne rimane solamente uno di Francesco Bassano il vecchio, padre di Jacopo. La facciata nella piazza presenta un orologio con quadrante realizzato da Mastro Corrado da Feltre e successivamente rinnovato dall’orologiaio Bartolomeo Ferracina di Solagna.

Piazza Libertà

Davanti si apre Piazza Libertà, una volta Piazza dei Signori, ritrovo dei bassanesi nei giorni festivi e feriali. Storicamente diventò famosa con l’apertura della stamperia di Giovanni Antonio Remondini che assieme agli eredi, raggiunse una produzione a livello planetario.

La piazza è delimitata da due colonne: l’una rappresenta la repubblica di Venezia con il leone di San Marco, e l’altra San Bassiano patrono della città opera di Orazio Marinali, scultore bassanese. Sulla sinistra si erge la chiesa di San Giovanni decorata con statue e bassorilievi del Marinali e stucchi di Abbondio Stanzio e Carpoforo Mazzetti. La cappella barocca del Sacramento contiene la pala d’altare raffigurante San Giovanni Battista capolavoro del pittore veneziano Piazzetta.

Piazzotto Montevecchio

Oltrepassata la piazza e continuando leggermente sulla destra si raggiunge piazzotto Montevecchio cuore della città medievale. Reca infisso il più antico stemma della città: due leoni rampanti ai lati di una torre. Inoltre erano affrescate scene bibliche di Francesco e Bartolomeo Nasocchio, ancora parzialmente visibili, e decorazioni di Jacopo da Ponte ora conservate al museo civico.

Museo della grappa distillerie Poli

Proseguendo e tenendo sempre la destra continuiamo per via Menarola, sorpassiamo salita Ferracina fino ad arrivare all’incrocio con via Gamba al museo della grappa Poli. Il museo è costituito da cinque sale dove si possono scoprire tutti i segreti della produzione, videoproiezioni, descrizione dei vari articoli presenti, la collezione di grappe mignon e uno show room dove acquistare e testare i differenti sapori (http://www.poligrappa.com).

Scendendo ancora possiamo ammirare il simbolo della città: Il Ponte Vecchio chiamato oggi Ponte degli Alpini.

 Palazzo Sturm

(Museo della Ceramica e Museo della Stampa Remondini)

Prima di oltrepassare il ponte ed essere rapiti dal profumo della grappa e dal rumore del Brenta, si può salire la strada sulla destra per visitare Palazzo Sturm e il suo museo della ceramica. Il palazzo risale al ‘700 e presenta un salone affrescato dal pittore veronese Giorgio Anselmi e decorazioni rococò tra le più rilevanti della regione. Al suo interno troviamo il museo della ceramica che contiene una raccolta di 1200 pezzi tra maioliche, porcellane e altri suppellettili catalogati cronologicamente.

Ospita inoltre il museo Remondini dedicato alla stampa e allo sviluppo commerciale della famiglia Remondini. Comprende incisioni, acquaforti, xilografie di Mantegna, Dürer, Tiepolo e molte altre testimonianze della civiltà europea tra la metà del seicento e la metà dell’ottocento.

vista su piazza garibaldi

Piazza Garibaldi

Tempio Ossario

Continuando per via Ferracina e poi scendendo a Porto di Brenta, lungo il fiume, si incontra via Bastion che conduce a Piazzale Cadorna. Qui si erge il tempio Ossario, concepito come duomo della città, diventato sacrario militare per commemorare i caduti della prima guerra mondiale. Dentro sono tumulati più di 6000 militari, fortunatamente non ignoti, provenienti da tutta Italia e deceduti negli ospedali di campo.

Via Pusterla

Ancora una volta ritrovandoci all’imbocco del ponte scegliamo di scendere sulla destra, proseguendo per via Pusterla, ci possiamo ristorare sulle sponde del Brenta in quella che può essere considerata una piccola spiaggia e luogo ricreativo dei bassanesi. Una volta riacquistate le energie, si sale prima in via Sant’Anna e poi si continua sulla destra in Salita del Margnan, costeggiando il Castello degli Ezzelini.

Castello degli Ezzelini

Girando in via Bonamigo si arriva in Piazza Terraglio. Qui si può ammirare il Castello degli Ezzelini di epoca preromanica con la chiesa di Santa Maria, la torre dell’Ortazzo e la torre di Ser Ivano. La cinta muraria a difesa del castello, ha una forma di quadrilatero irregolare alta oltre trenta metri.

Viale dei Martiri

Se in Salita del Margnan si prosegue diritti si giunge a Viale dei Martiri. L’infausto nome deriva dai terribili fatti che ebbero luogo il 26 settembre 1944, quando 31 giovani, simbolo della resistenza, videro la morte per impiccagione nei lecci che ancora oggi vivono lungo il viale.

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Alle spalle dei lecci invece, si può ammirare uno dei paesaggi più osannati del territorio con la vista sull’Altopiano di Asiago sulla sinistra, il Monte Grappa sulla destra e le colline circostanti.

(La cartina di Bassano la trovi in questo link)

Piazzale Generale Giardino

A chiusura del viale si trova Porta delle Grazie che sorge accanto alla chiesa omonima e si fonde con la vecchia cinta muraria. Tra le macchine che sfrecciano veloci si nota una statua in un piazzale: si tratta del Generale Giardino che in groppa al suo cavallo osserva attentamente il massiccio del Grappa. Eretto nel 1938 a ricordo dell’impegno tenuto durante la prima guerra mondiale e simbolo della lotta alla libertà e della patria.

Ponte degli Alpini

La prima traccia storica del ponte risale al 1124 quando si decise di creare un collegamento tra le due sponde del fiume. Il disegno odierno si basa sul progetto dell’architetto vicentino Andrea Palladio. Inizialmente presentò una proposta per un ponte in pietra che stravolgeva completamente l’architettura precedente. Il comune rifiutò per cui rifece il progetto in legno mantenendo l’architettura originale e apportando sostanziali innovazioni strutturali. Grazie alla robustezza dell’ossatura il ponte resistette per ben duecento anni fino alla Brentana del 1748. Andato completamente distrutto fu ricostruito seguendo il progetto originale del Palladio, del 1569, da Bartolomeo Ferracina. Altre tragiche sventure toccarono al ponte che  durante il conflitto della seconda guerra mondiale per mano dei partigiani a seguito di un piano voluto dagli alleati. Nel 1948 fu ricostruito per mano degli alpini e inaugurato da Alcide de Gasperi.

Statua “il Bacio”

Una volta attraversato il ponte, in piazzetta Angarano, troviamo la statua di Severino Morlin, artista originario di Nove, chiamata “il Bacio” posizionata in occasione del raduno triveneto delle penne nere.

Le due vie che si intersecano a destra e a sinistra portano da una parte verso la passeggiata lungo Brenta e dall’altra al Ponte Nuovo.

Chiesa di San Donato

Proseguendo diritti per via Angarano troviamo subito sulla sinistra Via S. Donato che ci conduce alla chiesa dedicata a San Donato e all’annesso Convento. Costruito per volere di Ezzelino II, fu testimone della divisione dei beni fatta in favore dei figli Ezzelino, successivamente conosciuto come “il Tiranno” e Alberico da Romano. All’esterno si può ammirare una statua di Sant’Antonio da Padova e all’interno della chiesa si riconoscono diversi affreschi di Noé Bordignon.

Palazzo Bonaguro

Proseguendo lungo via Angarano troviamo, sempre sulla sinistra, Palazzo Bonaguro che presenta differenti sale adibite a mostre permanenti ed eventi temporanei. All’ultimo piano è presente “Mondo Animale” una mostra permanente con le collezioni zoologiche Luca e Cites che comprendono circa cento grandi mammiferi e poco meno di 700 uccelli tassidermizzati di provenienza paleartica, mentre nella sezione naturalistica sono presenti l’erbario Parolini, una raccolta di 15.000 campioni botanici, la collezione geo-paleontologica Brocchi-Parolini e le collezioni entomologiche Ferruccio e Mario Meneghetti.

 

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