Recensione film Wanderlust: nudi e felici con Jennifer Aniston

Recensione film Wanderlust: nudi e felici

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Wanderlust è una parola che i viaggiatori conoscono molto bene  e significa desiderio di viaggiare che diventa quasi una necessità. Il film Wanderlust, in realtà, non racconta questo desiderio impellente, ma è una commedia tipicamente americana che dimostra alcune vie di fuga.



Recensione film Wanderlust

Il film uscito nel 2012 ha come protagonisti la bellissima Jennifer Aniston, una creativa alla ricerca del lavoro della sua vita e Paul Rudd che interpreta il marito della Aniston, infelice impiegato in una grande azienda di New York. Proprio quando si decidono ad acquistare un appartamento, Paul perde il lavoro.

I due sono così costretti a trasferirsi ad Atlanta dal fratello di Paul, per lavorare nella sua azienda di noleggio bagni ecologici. Ma la coppia non è molto felice all’idea dato che il fratello non perde occasione di denigrare il povero Paul. Durante il tragitto decidono di fermarsi una notte in un bed & breakfast che scuoterà le loro coscienze. La struttura infatti è gestita da una comune di spiriti liberi che li metterà, loro malgrado, a valutare le rispettive esistenze.

Ma prima devono recarsi dal fratello. Dopo pochi giorni di lavoro e di vessazione, Paul prende per mano Jennifer e la riporta al b&b. Assieme decidono di provare a vivere questa strana esperienza per due settimane, al termine delle quali prenderanno la decisione se fermarsi o tornare a New York.

Una commedia a tratti esilarante che esaspera un po’ i rapporti che si vivono all’interno di una comune e descrive in modo divertente quanto sia difficile imparare a condividere i propri averi con degli sconosciuti.

Non voglio fare spoiler e raccontarti il finale per cui lascerò in sospeso il finale del film…

 

 

Ma volevo solo raccontarti come può essere interpretato il film. Al centro del racconto c’è il viaggio che aiuta a vedere la prospettiva della vita in modo differente. Conoscere e sapere che altre vie lavorative sono percorribili può aiutare le persone a trovare una strada che forse differenzia dalle altre. Non sempre infatti il percorso che abbiamo scelto è quello più giusto per noi. Di conseguenza ogni tanto sarebbe bene fermarsi, prendere un respiro, e capire se stiamo andando nella direzione giusta. Non è detto che quello che va bene agli altri possa andare bene anche a noi. A volte la serenità si trova in mezzo ed è doveroso perseguirla.

Thoureau diceva che la maggior parte della gente vive in una “quieta disperazione” accontentandosi di vivere un’esistenza che non li rende felici. Credo sia importante apportare dei piccoli cambiamenti per ritrovare la felicità se sentiamo di non essere soddisfatti di noi stessi. E uscire dagli schemi può essere di aiuto in questo senso.

Non fossilizziamoci quindi ma cerchiamo di esplorare come se, al di fuori, ci fossero sempre nuove terre da scoprire!



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