Nel lago di Garda lato bresciano ci sono tantissimi piccoli paesi da scoprire che sono certa da viaggiatore/trice ti interesserà conoscere.

A seguito di una prenotazione sul sito di Groupon (te ne parlo qui) sono stata catapultata nella fertile campagna che divide i confini veneti da quelli lombardi mentre, percorrendo qualche chilometro di distanza, si può raggiungere il lago di Garda.

LAGO DI GARDA LATO BRESCIANO

 

DESENZANO DEL GARDA

Desenzano del Garda invita alla camminata per ammirare il Castello originario dell’alto medioevo e il vivace centro cittadino. In estate è frequentatissimo e dovrai quindi armarti di pazienza per trovare un parcheggio. In alternativa lo puoi raggiungere con il treno o le corriere.

Il porto vecchio, invece, è un lascito della Repubblica di Venezia che edificò inoltre un ponte levatoio di cui non si sono mantenute le tracce e un altro ponte in stile veneziano, fra i monumenti più amati dai turisti.

Non manca, a sorpresa, un dipinto raffigurante l’Ultima Cena di Gian Domenico Tiepolo custodito all’interno del Duomo assieme ad altri affreschi dell’artista Andrea Celesti.

Ci sono diverse spiagge attrezzate ma anche alcuni punti liberi dove potrai fare una nuotata e prendere un po’ di sole. Allontanandoti dal centro ti accorgerai come la zona si farà via via paludosa ma conserverà comunque il proprio fascino.

 

SIRMIONE

Sirmione è famosa per le terme celebrate e ammirate dal poeta romano Gaio Valerio Catullo. Il percorso si snoda attraverso un dedalo di via che salgono fino al punto culminante della penisola.

Raggiungerla non sarà semplicissimo perché i parcheggi più economici sono posizionati a qualche chilometro di distanza dal centro e si dovrà salire su un autobus per non fare tutto il tragitto a piedi.

L’entrata è gloriosa e ti condurrà dritto all’interno dell’antico castello scaligero. Ti accorgerai ben presto, però, che non rimane nulla di medievale se non l’ossatura del castello in quanto ad attirare la tua attenzione ci sarà la forte presenza di locali e negozi.

Se vuoi rintanarti nel passato dirigiti verso le grotte di Catullo, uno degli esempi meglio conservati della domus romana, ovvero una villa per le vacanze come la chiameremmo oggi.

Il lungolago offre degli scorci meravigliosi e dei riflessi spettacolari, luoghi in cui cercare la solitudine o fare un bagno e attracchi per le imbarcazioni che possono portarti a visitare altre località lagunari.

 

 

LIMONE SUL GARDA

Limone sul Garda è chiamato così per la massiccia presenza di agrumeti, uliveti e ovviamente limonaie anche se c’è chi sostiene che non sia questa l’originale etimologia del nome.

Se deciderai di soggiornare qui saranno le piante a guidare la tua visita e non i monumenti o i musei. A impreziosire il paesaggio c’è anche la diffusione delle piante di cipresso che sanno sempre regalare dei momenti di intimità e introspezione.

Persino Goethe al suo passaggio in questa località ne rimase affascinato tanto da sottolinearne la naturale disposizione contemplativa. Le limonaie, infatti, si estendono in filari situati sulle pendici dei monti che segnano il confine con il Trentino Alto-Adige. Oggi sono protette e tutelate come patrimonio comunale di inestimabile valore storico.

 

GARDONE RIVIERA

Gardone Riviera è notoriamente famoso per il “Vittoriale degli Italiani”, luogo in cui visse il poeta abruzzese Gabriele D’Annunzio dal 1921 al 1938. È questa città a vantare il premio come la meta turistica lagunare più visitata dai turisti italiani e stranieri.

Fa parte del Parco regionale dell’Alto Garda Bresciano ed è avvicendata dai comuni limitrofi di Salò, Toscolano Maderno, Manerba del Garda, Vobarno e Torri del Benaco. Anche qui c’è una presenza moderata di agrumeti e uliveti ma la meta è frequentata per il monumento del Vittoriale.

Si tratta di un complesso museale composto da un teatro all’aperto, giardini architettonici, corsi d’acqua, edifici che ospitano vari cimeli, strade, archi, statue e piazze progettato dall’architetto Giancarlo Maroni.

Il suo intento fu quello di omaggiare il genio del poeta-soldato e imprimere le difficili imprese del popolo italiano durante il sanguinoso conflitto della Prima Guerra Mondiale.

SALÒ

Salò è ricordata per essere stata sede della Repubblica Sociale Italiana per un breve lasso di tempo che iniziò nell’ottobre del 1943. La scelta cadde su questa città per la sua vicinanza alla Germania Nazista durante il periodo in cui a guidare il popolo italiano c’era il dittatore Benito Mussolini.

Uno dei monumenti religiosi più importanti del paese è il duomo di Salò con la facciata esterna che rimane ancora incompleta ma impreziosita in parte dal portale in marmo del Tamagnino e di Gasparo Cairano.

L’edificio è dedicato a Santa Maria Annunziata e preserva le tele Paolo Veneziano e altri artisti dell’epoca mentre le dieci statue lignee sono state ideate da Pietro Bussolo.

 

veduta sul castello di Sirmione sul garda lato bresciano

 

I DINTORNI DEL LAGO DI GARDA LATO BRESCIANO

 

POZZOLENGO

Ho soggiornato qui, immersa nella fantastica zona dei vini, soprattutto del Lugana, dove a far risaltare il verde dei filari ci sono le tipiche case di campagna. La sua particolarità è determinata dalla posizione confinante con tre provincie: Brescia, Mantova e Verona.

Tra i prodotti tipici di Pozzolengo ci sono:

  • il salame Morenico di Pozzolengo, a cui è stata attribuita la DeCO (denominazione comunale di origine);
  • i biscotti tradizionali di Pozzolengo con la farina di farro;
  • lo zafferano.

Il borgo di Pozzolengo è abitato fin dalla preistoria e viene definito il “centro del mondo”. Al suo interno cela delle torbiere e dei pozzi che rivelano così l’origine del nome.

Il luogo di interesse principale è il castello costruito fra il IX e il X secolo come difesa dai magiari, ottimamente riqualificato ed esteso su una superficie di circa 10 mila metri quadri.

 

l'ossario con teschi e ossa di arti

 

SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA E SOLFERINO

Vicino a Pozzolengo compreso nel comune di Desenzano del Garda, c’è San Martino della Battaglia, famoso per una terribile battaglia. La quale fu combattuta dalle forze del Regno di Sardegna, capitanate da Vittorio Emanuele II, a fianco dei francesi contro gli austriaci. Le vittime furono ingenti e in ricordo di tale tragedia fu eretta la chiesa di San Martino adibita poi a ossario.

Vicino a questa c’è la città di Solferino, in provincia di Mantova, che si affaccia sui colli morenici del lago di Garda. Viene ricordata anch’essa in combinazione a San Martino per la terribile battaglia in cui persero la vita oltre 29 000 uomini.

La più importante struttura da visitare è la Rocca di Solferino, che viene comunemente chiamata la “Spia d’Italia“. Si trova a un’altezza ragguardevole di 23 metri e da lassù è possibile controllare tutta la zona circostante.

Vicino si trova anche Il Memoriale della Croce Rossa, in ricordo di Jean Henry Dunant, il fondatore dell’associazione, che proprio qui ebbe l’idea di istituire la società.

Piazza Castello, invece, ospita il castello di Orazio Gonzaga, una famosa famiglia di Mantova. Ma il sito più impressionante di tutti rimane l’Ossario di Solferino, che contiene oltre 1400 teschi e le ossa di oltre 7000 caduti. Un luogo carico di tristezza per i soldati caduti.

 

Torre a San Martino della Battaglia

 

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

La flânerie ti porterà a girovagare fra angoli rustici e insoliti dove sarai ricompensato di vedere mille dettagli interessanti. Il mio breve soggiorno non mi ha permesso di scoprire a fondo il Genius Loci, so solo che è autentico come i prodotti agricoli che qui prosperano. Ascolta i suoni della natura che gravitano attorno a ciò che è vita e nutrimento. 

L’odore è salubre a Sirmione dove puoi rilassarti consumando un ottimo gelato. Oppure potrai trovare qualche sbocco termale e ti verrà spontaneo immergerti nel calore delle acque. Hanno un alto potere curativo quindi sfruttale più che puoi ma fa attenzione che non siano troppo calde!

 

Musica consigliata: Muse – Exogenesis (parte terza)

Lettura consigliata: La soffitta sul lago di Viola Shipman

Ero scettica all’idea di viaggiare con Groupon perché nutro un sentimento di amore e odio verso la piattaforma. Come sarà andata a finire?

Mi piace per le tante opportunità che offre ma non sopporto la difficile accessibilità al servizio clienti. Mi dà la sensazione di scarso rispetto nei confronti del compratore.

Nonostante questo ho voluto provare, anche perché, spesso, ci sono delle offerte davvero interessanti. Così ho deciso di raccontarti com’è andato il soggiorno e se lo consiglierei.

VIAGGIARE CON GROUPON

 

Viaggiare con Groupon: foto dell'agriturismo corte la sacca di pozzolengo Ho aspettato un po’ prima di decidermi a prenotare. Ho vagliato con attenzione le varie proposte leggendo attentamente tutte le clausole. Poi mi sono decisa. Ho individuato un possibile acquisto e ho sfruttato la mia carta di credito.

Ho comperato un soggiorno di due notti a Vilminore di Scalve, in provincia di Bergamo, attirata dall’atmosfera alpina dell’offerta, e poi, ho proseguito scegliendo un soggiorno di tre notti a Pozzolengo, in provincia di Brescia, vicino al lago di Garda.

Li ho acquistati a maggio e ho sfruttato i coupon a settembre. Ho prenotato le strutture in due modi differenti: la prima attraverso la piattaforma di prenotazione di Groupon, la seconda chiamando direttamente l’agriturismo per sapere se c’era posto per le date prescelte.

 

PRO E CONTRO DI GROUPON

 

immagine di vilminore di scalve nella strada principale con gli edifici di latoMa allora ne vale la pena o è meglio affidarsi ai siti di prenotazione alloggi con più rilevanza?

Vediamo assieme quali sono i pro e i contro di viaggiare con Groupon. Iniziamo dalle note dolenti, ossia i contro:

  • Bisogna fare molta attenzione alle date inserite nella piattaforma di prenotazione perché spesso non è possibile cambiarle. E neanche a farlo a posta è capitato a me. Invece di prenotare per il 6 e 7 settembre, ho prenotato erroneamente le notti del 7 dell’8.

Degenerazione neuronale precoce?

Non so, sta di fatto che ho chiamato prima la struttura che mi ha detto di non poter fare nulla in quanto le prenotazioni erano gestite direttamente da Groupon.

Così ho chiamato Groupon, in Albania (!), sentendomi dire che il tipo di acquisto che avevo fatto non prevedeva alcun tipo di modifica. Per cui ho dovuto di buon grado accettare l’errore e partire un giorno dopo a quello preventivato.

  • La conferma di prenotazione non è molto chiara e non è facilmente leggibile o consultabile come quella di altre piattaforme di prenotazione alloggi.
  • La maggior parte delle offerte sono dedicate a viaggiatori in coppia e quindi se sei solo non conviene acquistare la proposta.

 


I pro, invece, sono:

  • I soggiorni sono stati fantastici, entrambi i luoghi mi hanno colpito per qualche loro particolarità, soprattutto perché non li conoscevo affatto, pertanto c’è la possibilità di viaggiare in località che altrimenti non visiteresti mai. Un po’ come succede con gli ebook
  • Le aspettative riguardo le strutture sono state pienamente soddisfatte
  • I prezzi sono competitivi e validi
  • La maggior parte delle proposte valuta luoghi di grande interesse turistico e anche quelle di minor interesse così che possa diventare istruttivo avventurarsi in località nuove.

Ecco dunque la mia valutazione: se dovesse capitare nuovamente l’opportunità di prenotare con Groupon non esiterò a farlo, ma questa volta presterò molta attenzione alle date!

Prima della recensione sul libro di Fioly Bocca “l’emozione a ogni passo” voglio narrarti la storia di due donne nel cammino di Santiago.

 

Il corpo sa da subito quello che la mente capisce più tardi. Ha i suoi tempi, la mente, con l’intralcio di tutti i ma, i forse, i nonostante da elaborare.

 

Del libro di Fioly Bocca non è piacevole solo la trama ma anche il personale stile di scrittura. Leggendolo non si trova mai una frase banale o stucchevole, come capita a volte con i romanzi, ma perfettamente ancorata ai fatti e ai protagonisti.

Può sembrare adatto a chi sia in procinto di intraprendere il cammino di Santiago di Compostela, ma in realtà va bene anche per chi ha voglia di leggere semplicemente un romanzo d’amore.

Al termine i dialoghi letti gireranno nella mente per alcuni giorni perché, ti renderai conto, non serve essere dei personaggi inventati per provare le stesse sensazioni, né tantomeno soffrire di qualche patema d’animo.

 

Non è mai stupido fare quello che sentiamo di dover fare, anche se non è esattamente razionale. Lo stomaco sa molte più cose della ragione.

 

RECENSIONE LIBRO DI FIOLY BOCCA

 

La scrittrice si concentra su due storie d’amore e sul caso che fa incontrare e conoscere le persone.  Le protagoniste della storia, infatti, sono due donne Alma e Frida, che hanno perso entrambe, ma in modo differente, degli affetti.

La prima per una relazione in stallo, che fatica a decollare a causa della distanza. La seconda per la perdita del marito a causa di una malattia incurabile.

 

Non farti ingannare: la perfezione appartiene solo agli amori finiti.

Per questo gli amori imperfetti valgono molto di più.

 

Come spesso accade le anime simili si sfiorano, si avvicinano e alla fine si conoscono. Così succede per Alma e Frida, dove le ferite d’amore richiamano l’una all’altra mettendole in contatto lungo il cammino.

Si raccontano della propria vita, abbandonando passo dopo passo, rimorsi pesanti e dolorosi che portano a fatica nell’animo. Alma cerca di dimenticare Bruno, con il quale ha avuto una relazione importante e profonda, ma che non riesce a partecipare nella sua vita quotidiana.

Frida cerca ricordi del marito, attraverso le persone che lo hanno conosciuto e amato, per condividere il dolore e rispondere a domande rimaste ancora senza risposta.

Il cammino non risolverà i loro problemi ma le aiuterà a trovare una soluzione e un espediente per provare meno sofferenza. E porterà a entrambe una sorpresa.

Perché il cammino lascia sempre un’impronta di ciò che è stato ma in cambio richiede un pezzettino di anima. Bisogna essere disposti a lasciare andare per essere felici.

 

Qualcuno dice che camminare aiuti a pensare. Io credo sia vero il contrario:

camminare aiuta a smettere di farlo,

sgombera la mente come una mareggiata pulisce la spiaggia.

Quali sono le migliori app per viaggiatori, quelle che tutti noi dovremmo avere a portata di smartphone? Scoprilo leggendo l’articolo!

In un articolo di qualche mese va ti avevo consigliato delle app utili da scaricare e da portare con sé in viaggio. Siccome internet è un mondo in eterno aggiornamento te ne volevo aggiungerne altre che ho scoperto e che ho iniziato ad utilizzare in modo più o meno frequente.



 

LE MIGLIORI APP PER VIAGGIATORI

 

logo dell'applicazione TripIt

Logo di TripIt

TRIPIT:

Si può scaricare sia per iOS che per Android. Si tratta di un’applicazione che permette di registrare gli itinerari di viaggio inserendo tutti i dati dei voli, dell’hotel, dei partecipanti, dell’agenzia viaggi e dei percorsi, per avere tutto a portata di mano nel caso servissero. Può essere un valido strumento nel caso si viaggiasse con un gruppo di persone o solo per tenere traccia dei dati importanti. Esiste la versione PRO a pagamento con più funzioni e la versione trial è disponibile per i primi trenta giorni.

 


 

Logo dell'applicazione Poracci in viaggio

Poracci in viaggio logo

PORACCI IN VIAGGIO:

La maggior parte di noi conosce già l’applicazione del sito “Pirati in Viaggio” che propone offerte provenienti dal mondo del travel. Poracci in Viaggio è molto simile ma con un budget di viaggio molto più conveniente. Le offerte sono molto allettanti e vantaggiose. Utile da tenere sempre sotto controllo per non perdere nemmeno un’occasione! E poi il progetto è interamente italiano, di conseguenza, per qualsiasi richiesta potrai contare su uno staff che parla la tua lingua e che ti segue in ogni dettaglio.

 


Logo dell'applicazione di Flightaware

Flightaware logo

FLIGHTAWARE:

Disponibile per Android e iOS. Il sito Flightaware e la sua corrispondente app, sono un prodigio della tecnologia, perché ti permettono di sapere se il tuo aereo è in volo e se sta arrivando a destinazione. Puoi seguire il tragitto direttamente nel telefono o nel computer e non avrai più sorprese in aeroporto. Puoi vedere anche tutti gli altri voli scegliendo se inserire un numero del volo, un aeroporto, una compagnia aerea, l’origine o la destinazione.

 


Logo dell'applicazione AroundMe tra le migliori app per viaggiatori

Logo AroundMe

AROUNDME:

Disponibile per iOS, Android e Windows Phone. La migliore del suo genere, secondo me, basta inserire ciò che si vuole trovare e ti aiuterà a farlo in un attimo. Ottimo soprattutto per trovare i bancomat, i parcheggi, gli ospedali, i cinema, le stazioni di carburanti, eccetera. AroundMe si scarica semplicemente nel telefono e quando serve aiuta a risolvere piccoli problemi dei viaggiatori che si trovano in un luogo sconosciuto.

 

Fare un itinerario “Napoli in un giorno” è possibile scegliendo i percorsi giusti, i punti di interesse preferiti e delle pause ad effetto!

Napoli è una città fantastica: rumorosa, colorata, ricca di odori e di scorci inimitabili. Il cibo è ciò che di meglio si possa chiedere dalla tradizione italiana, mentre l’impatto iniziale lascia per un momento disorientati.

Vie strette che si chiudono come un imbuto addossandosi a palazzoni a volte eleganti, a volte fatiscenti. Motorini che sfrecciano senza pietà suonando impunemente clacson e ancora commercianti che espongono la merce, rivelando la più alta forma di creatività che si possa trovare nell’intera penisola. Napoli è tutto questo, una raccolta di emozioni e di sensazioni particolari che rimangono sulla pelle e nel cuore.

ITINERARIO NAPOLI IN UN GIORNO

 

Ma è davvero possibile stilare un itinerario Napoli per un giorno? La bellissima città partenopea meriterebbe, ovviamente, molto più tempo per essere visitata, ma se si ha a disposizione un solo giorno, si deve essere pronti a camminare.

O almeno, questo è ciò che ho fatto io. Grazie alla proposta di un’amica che mi ha segnalato la promozione di Ryanair, a circa 20 euro, di andata e ritorno a Napoli in un giorno.

dal porto parte l'itinerario napoli in un giornoSiamo partite alle 8.15 di mattina da Treviso per arrivare a Napoli verso le 9. Il ritorno invece è stato alle 7 di sera. Abbiamo avuto la possibilità di passeggiare per l’intera giornata.

Eravamo vestite con pantaloni lunghi e scarpe da ginnastica, perché al mattino in Veneto fa abbastanza fresco. Giunte a Napoli abbiamo maledetto il fatto di non aver portato un paio di sandali, dato che la temperatura raggiungeva e, oltrepassava, i 30 gradi.

Abbiamo preso l’Alibus, l’autobus che porta dall’aeroporto Capodichino al centro città. Siamo scese alla fermata del porto e ci siamo avviate all’ufficio di informazione turistica più vicino.

Abbiamo preso una cartina e abbiamo studiato un percorso ad hoc per visitare i quartieri più famosi di Napoli. Per una questione di tempo, abbiamo deciso di rinunciare ai musei, che ci avrebbero tolto troppo tempo. E ovviamente, abbiamo scelto di camminare un bel po’, saltando definitivamente la metro.

PERCORSO

 

Abbiamo iniziato dal porto facendo una piccola deviazione per ammirare Piazza del Plebiscito, la piazza che ospita i più importanti eventi napoletani. Visitare Napoli in un giorno è una sfida e quindi abbiamo proseguito imperterrite verso il lungomare.

Qui mi sono nuovamente maledetta per non essermi portata il costume da bagno. Il mare ha dei riflessi talmente stupendi e invitanti da farmi nascere la voglia di fare bagni e tuffi.

Ma diciamo che il lungomare è una zona piuttosto turistica e quindi non si può ammirare il cuore della città. Così ci siamo avventurate tra i vicoletti.

piazza plebiscito nel cuore di napoliAbbiamo fatto una sosta per prendere una bottiglia d’acqua e ci siamo infilate tra i Quartieri Spagnoli. E qui abbiamo iniziato a respirare la vera aria di Napoli.

Ci siamo perse tra le vie fermandoci di tanto in tanto a mangiare qualcosa. Abbiamo raggiunto il quartiere di Spaccanapoli con il suo mercato variopinto dotato di ogni genere di prelibatezza.

Dal pesce fresco alla pizza, ogni tesoro nascosto, lì è svelato. Proseguendo con la pancia più piena, siamo andate verso il centro storico dove si trovano gli artigiani. Le statuette del presepe conosciute in tutto il mondo per la loro originalità e ricercatezza.

Ci siamo fermate ad acquistare un prodotto tipico napoletano. Dato che la mozzarella non la potevamo portare a casa senza una valigia in stiva, abbiamo preso il Provolone del Monaco, per assaggiarlo nel delizioso piatto “spaghetti alla Nerano” come consigliato dal commerciante della Charcuterie.

Stremate, ma insaziabili, siamo tornate indietro passando davanti all’Università di Napoli. Ci siamo fermate a bere qualcosa e una volta giunte nelle vie dello shopping adiacenti la Galleria Umberto I, ci siamo fermate a comperare qualche dolce tipico. Non ci rimaneva che tornare al punto di partenza e riprendere l’autobus che ci avrebbe portato all’aeroporto.

 

CONCLUSIONI

 

Alla fine posso decretare che un itinerario “Napoli in un giorno” può solo dare l’idea della potenzialità che offre la città. Sono mancate le varie stazioni della metropolitana, considerate tra le più belle d’Europa, abbiamo perso i musei, in una delle città culturali tra le più interessanti.

veduta sul vesuvio da vedere nell'itinerario napoli in un giornoMa abbiamo anche messo un tassello importante nella nostra conoscenza. Ora controlliamo con frequenza i voli per Napoli. E speriamo di tornarci presto, magari con la valigia, questa volta per rimanerci di più.

Un’altra offerta di Ryanair mi ha permesso di visitare l’isola di Procida, puoi leggere l’articolo qui. Mentre un altro soggiorno mi ha portato a Ischia (leggi qui).

Infine su Get Your Guide, ci sono tantissime interessanti proposte da fare a Napoli e dintorni, ed è un’ottima soluzione si ti trovi ad avere poco tempo come me. Consulta cliccando in questo link

 

L’Italia è un paese fantastico ricco di posti interessanti, hai già letto l’articolo sui Borghi più belli d’Italia? Potresti scoprire che si trovano proprio vicino a te!

Infine… Flânerie super consigliata ma con attenzione a dove ci si sta dirigendo per non incappare in quartieri ritenuti poco sicuri. Il Genius Loci di Napoli è un essere autentico con un anima da artista e da poeta e con un cuore che canta in rima anche nei momenti più bui. 

 

Musica consigliata: musica napoletana

Lettura consigliata: I pesci non chiudono gli occhi di Erri de Luca

Vilminore di Scalve è una cittadina a 1018 metri sopra il livello del mare, immersa tra le Alpi e le Prealpi Orobie, in Val di Scalve.

Una città dal fascino antico dove le tradizioni sopravvivono grazie al mantenimento dei propri cittadini che le tramandano da padre in figlio. Visitarla significa fare un tuffo nel passato e rivivere momenti rurali e comunitari.

VILMINORE DI SCALVE

 

Il paese si trova a  60 chilometri dalla provincia di Bergamo, all’interno della Val di Scalve, vicino alle più note Valcamonica, Valtellina e Valseriana.

La città racchiude al suo interno le frazioni di Nona, Pezzolo, Teveno, Bueggio, Vilmaggiore, Pianezza, Meto, S.Andrea e Dezzolo. Gli altri capoluoghi vicini, facenti parte della Val di Scalve sono: Azzone, Colere, Schilpario.

Per arrivare a destinazione si esce a Brescia Ovest e si prosegue in direzione lago d’Iseo. Si fa obbligatoriamente tappa al paese di Boario Terme per assaggiare le sue acque benefiche, per poi salire fino a oltrepassare la Valcamonica ed entrare in Val di Scalve fino a Vilminore.

Il borgo è fornito di ogni genere di necessità: dai negozi di alimentari, ai panifici, alle edicole, eccetera. Ma immagino siano i monumenti e i musei quelli che interessano anche a te, giusto? Ebbene, in centro città si trova il Palazzo Pretorio, edificato nel 1375, che ospita le cinquecentesche prigioni ottimamente conservate.

L’antica Pieve di Scalve, invece, sovrasta dall’alto del suo campanile. Le chiese sorsero nei borghi rurali delle valli proprio per permettere alla comunità di ricevere i sacramenti e per ritrovarsi. I popolani, infatti, si riunivano deliberando i principali fatti riguardanti la comunità e le vallate vicine.

Dal centro città parte, all’altezza della chiesa, una Via Crucis che attraversa in alto tutto il paese.

 

la diga del gleno com'è oggi

 

LA DIGA DEL GLENO

 

Dalla cittadina si può decidere di salire a piedi fino a raggiungere la Diga del Gleno oppure, per un percorso più semplice, salire in auto fino a raggiungere la piazza principale di Pianezza e da lì arrivare alla diga con una salita di un’ora circa.

La diga fu teatro di una tragedia avvenuta solo dopo pochi mesi dalla sua inaugurazione. Morirono diverse persone e alcuni borghi vennero completamente cancellati.

 

Il 22 ottobre 1923 si riempì il bacino per la prima volta e nel mese successivo ci furono numerose fuoriuscite d’acqua. Il 1° dicembre del 1923 alle ore 7:15 la diga crollò e 6 milioni di metri cubi d’acqua con scivolarono senza trovare impedimento verso il lago d’Iseo. Occorsero 45 minuti perché la massa d’acqua giungesse il lago d’Iseo. I morti furono ufficialmente 356, ma i numeri sono ancora oggi incerti. (fonte Wikipedia)

 

 

abitazione tipica montanara

 

DA VISITARE

 

Partendo da Ronco si raggiunge il rifugio Tagliaferri dove si possono ammirare, lungo il tragitto, le cascate del Vò, il fiume che attraversa la vallata.

La valle è abitata dall’Orso Valdevò, simbolo della Val di Scalve e protettore della natura. Ma se ti interessano i trekking impegnativi puoi affrontare dei percorsi per escursionisti esperti come quelli al:

  • massiccio della Presolana a 2521 mt;
  • Pizzo Tornello a 2687 mt;
  • Cimon della Bagozza a 2409 mt.

Ritornando a ritroso nella valle si può visitare Luine nella Valcamonica dove si trovano numerose incisioni rupestri con scene di caccia, di guerra, di vita quotidiana degli antichi abitanti della Valle Camonica, i Camuni dell’Età del ferro (I millennio a.C.).

Più in basso, come ti anticipavo all’inizio dell’articolo, si trova il comune di Darfo Boario con le sue famosissime Terme di Boario: le 4 acque (Antica Fonte, Fausta, Igea, Boario) sono vere fonti di benessere, note per la loro azione benefica nell’alleviare i disturbi dell’apparato digerente ed epatico, disturbi da ricondurre allo stress e alle tensioni della vita quotidiana.

Proseguendo ancora si arriva al lago di Iseo diventato famoso l’anno scorso per la fantasiosa opera “The Floating Piers” dell’artista bulgaro, che ha registrato un record di visitatori.

 

fiume vò nei pressi di vilminore di scalve

 

*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Essendo una località montana la flânerie può essere fatta solo all’interno dei borghi che costellano la valle. Ti sorprenderà vedere con quale cura vengono adornate le case,  quasi fossero sempre vestite a festa.  

Il Genius Loci di Vilminore di Scalve è infatti un essere genuino, curato e attento alla bellezza. La casa deve rispecchiare l’ambiente e per questo deve apparire altrettanto accogliente. 

Tutti i sensivista, tatto, odorato, udito e gusto – saranno chiamati al rapporto per dare un giusto bilanciamento all’esperienza vissuta. Sarà un’ancora a cui potrai aggrapparti ogni qual volta ne sentirai la necessità.

Musica consigliata: musica rilassante con i grilli in sottofondo

Lettura consigliata: Al ritmo delle stagioni di T. d’Errico e A. Battistoni

La Val Sarentino è nascosta tra le montagne dell’Alto Adige, dove la tradizione e la natura sono protagoniste assolute del panorama.

Un tripudio di verde che risplende in ogni sua più piccola sfumatura passando dal verde chiaro dell’erba al verde scuro dei pini. Intorno pochi centri urbani, tante chiese e torrenti implacabili che scorrono nonostante la siccità.

Nascosti tra i boschi fanno capolino appetitosi funghi mentre fiori di ogni tipo sono odorati da api svolazzanti che seguono imperterrite il loro lavoro in un ronzio felice.

Questa è l’immagine della vita sotto le Dolomiti: da una parte la fatica dell’uomo, dall’altra la magnificenza della natura. L’Alto Adige che fatica a levarsi dalla mente nel momento in cui i tuoi piedi hanno calpestato quelle magiche terre o le tue mani sfiorato i fili d’erba.

 


 

VAL SARENTINO

 

Per raggiungere la Val Sarentino bisogna prendere l’uscita dell’autostrada Bolzano Sud e seguire le indicazioni per Sarentino (Sarntal). Non ti preoccupare è difficile sbagliare strada, le indicazioni sono ben segnalate.

Una volta usciti dalla città si intravedono i primi scorci delle montagne e si percepisce il cambiamento di temperatura. Più si sale e più l’aria diventa frizzantina.

Anche i paesaggi cambiano diventando sempre più pacati e rilassanti. Ed eccola sbucare dal nulla: un agglomerato di case e di vita dispersa tra le pendici che si arrampicano come delle pareti verso il cielo.

Sarentino presenta un centro storico che racchiude notevoli edifici e masi databili inizio anno 1200. Numerose chiese nascondono all’interno affreschi di importanza artistica dal valore inestimabile e il castello dall’altra parte della montagna che la controlla, le regala un senso di regalità e di potenza economica.

Il piatto tipico è il Sarnel Striezl, una specie di focaccia imbottita di speck, ottimo da gustare accompagnato da una birra gelata Forst.

Grazie al temperamento conservatore della popolazione, si possono ammirare i vestiti tipici della zona che ancora mantengono un’importanza elevata all’interno della società sarentina.

 

Lago di Valdurna nei pressi di Sarentino

 

I DINTORNI DI VAL SARENTINO

 

I sentieri naturalistici da scoprire sono innumerevoli e adatti a qualsiasi livello di preparazione. Niente flânerie ma immersione nella natura, dunque!

I centri da non perdere nei dintorni sono:

  • la Valdurna, con il suo splendido lago
  • San Martino conosciuto come centro sciistico nel periodo invernale.

Una volta raggiunto San Martino non rimane che tornare indietro con la macchina perché la strada finisce e l’unico modo per attraversare i valichi che portano a Vipiteno e al Brennero è quello di attraversare il passo Pennes.

Non sarà facile andarsene di lì, la melodia dei torrenti e lo stormire degli alberi, entreranno nella tua anima e ti faranno sentire la mancanza ogni qual volta sentirai il bisogno di staccare la spina. Rimarrà lì presente a ricordarti che il Paradiso esiste e che si trova a pochi passi da te.

Potresti portarti a casa un po’ di quella melodia ascoltando le tipiche canzoni tirolesi oppure leggere un bel libro di Messner, un altoatesino doc.

 

Torrente, prato e case solitarie

 

Sei sei in Trentino ti potrebbe venire voglia di visitare anche il lago di Carezza, puoi leggere l’articolo qui e scoprire la leggenda della sirenetta e del mago Masaré.

A proposito di Messner…. essendo vicino a Bolzano potresti visitare l’affascinante museo dell’alpinista a Castel Firmiano. Sarà amore a prima vista, vedrai!

Fernweh nostalgia della lontananza, è un vocabolo tedesco che racchiude in sé l’irrequietezza che contraddistingue i viaggiatori. Il significato non si riferisce alla nostalgia della propria casa o della propria terra d’origine, ma al senso di movimento che pervade gli spiriti nomadi.

FERNWEH NOSTALGIA DELLA LONTANANZA

 

Quante volte ti è capitato di non riuscire a spiegare con un semplice vocabolo quella necessità impellente di scappare, fuggire via dalla routine che ti appesantisce?

Fernweh, nostalgia della mancanza, è il termine coniato in lingua tedesca per sopperire a questa mancanza. Nella lingua italiana non troviamo una corrispondenza esatta, se non a livello emozionale dentro di noi.

La parola ha un determinato scopo: esprimere il vuoto che si prova rimanendo intrappolati nella quotidianità, quando ben si conoscono le infinite alternative che il mondo offre.

Nuovi orizzonti, nuove amicizie, nuovi occhi e nuovo stato d’animo. Si contrappone a Heimweh che significa nostalgia delle proprie origini, casa o patria.

Mentre come sinonimo troviamo Wanderlust, un vocabolo più conosciuto e utilizzato dai viaggiatori, che imprime all’interno della combinazione di lettere la voglia di camminare e di fare escursionismo.

Molti si paragonano al desiderio migratorio di certi tipi di uccelli che con il loro Wandertrieb, istinto di migrazione, vivono nel perenne stato di Zugunruhe, irrequietezza del mondo migratorio. Un desiderio di continuo moto, di non porre radici e di cercare sempre al di là del proprio passo qualcosa di nuovo e di sconosciuto.

 

due sposi dentro il cenote

 

 

C’è un momento in cui il viaggio iniziato non può più essere interrotto,

corriamo verso una frontiera, passiamo attraverso una porta misteriosa

e ci svegliamo dall’altra parte, in una nuova vita. 

ISABELLE ALLENDE – PAULA

 

MOVIMENTO = MUTAMENTO

 

Fernweh nostalgia della lontananza, è un sentimento che accomuna me a tutti quelli che sentono continuamente il bisogno di prenotare un altro volo, di visitare una nuova città, di incontrare nuove culture e di sorridere ad altre stelle nel cielo.

Come se si agitasse lentamente, all’interno del nostro essere, un vento leggero che necessita di uscire, di muoversi, di volare. Un istinto che non riusciamo a tenere sotto controllo e che ci fa vivere nella trepidante attesa di una nuova avventura.

Può diventare debilitante per qualcuno, esaltante per altri. Può essere difficile da gestire o interessante da seguire. Qualunque prospettiva si scelga, una volta percepito, è difficile da evitare e si legge negli occhi bramosi di vita dei viandanti. I viaggiatori si riconoscono per questo, per il loro essere oltre le regole e il buon senso, per la loro curiosità che li divora e li fa vivere sopra le righe.

Altre spiagge, altre valli, altre montagne, fiumi e laghi li aspettano, guidati dal loro Fernweh, non si fermeranno e continueranno il viaggio indisturbati per inseguire quel vento che li porterà sempre più lontani.

 

 

Gli scienziati dicono che siamo fatti di atomi, ma un albero mi ha sussurrato che siamo fatti di sogni,

un’onda mi ha detto che siamo fatti di viaggi, un bambino che gioca con le fate mi ha raccontato che siamo fatti di meraviglia.

FABRIZIO CARAMAGNA