Cosa scoprire e visitare ad Assisi oltre che la basilica di san Francesco e santa Chiara? Tantissimi altri luoghi, che ti svelerò uno a uno. Per cominciare collochiamola nello spazio: si trova in provincia di Perugia, in Umbria quindi, beatamente adagiata fra le curve del monte Subasio.

Se hai a disposizione un giorno per vederla, come l’ho avuto io, sarà una corsa contro il tempo per ammirare tutte le testimonianze che hanno dato vita alla città così come la vediamo oggi. Non perdiamo altro tempo dunque, allacciamoci le scarpe e iniziamo a camminare.

Cosa scoprire e visitare ad Assisi

 

Alloggiando a Perugia mi è stato comodo raggiungere Assisi in treno. Una volta scesa dalla stazione ho dovuto acquistare il biglietto per l’autobus che si trova al bar e uscire dopo il parcheggio dei taxi, a sinistra dell’entrata della stazione.

Il mezzo passa ogni 20 minuti circa e ci sono diverse opzioni di fermata.  Ti consiglio di scendere all’ultima così da non dover salire a piedi, anche se dovrai comunque prepararti a una scarpinata.

Sì, perché una volta raggiunta piazza Matteotti, ti suggerisco di andare subito a visitare l’Anfiteatro Romano che si trova proseguendo sulla via principale a destra della piazza. Per la verità ciò che rimane della struttura è solo un arco in cunei di travertino ma rende l’idea di come fosse strutturata la città in epoca romana.

 

Sei al pieno delle tue forze, giusto? Quindi, che ne dici di goderti la natura scegliendo un percorso che si discosta di qualche chilometro dalla città?

 

Sto convincendoti a visitare l’eremo delle Carceri, un tratto della via Francigena che prosegue in direzione Roma e che è stato per qualche tempo dimora di san Francesco.

La strada da seguire è molto semplice: da piazza Matteotti si sale lungo una stradina laterale, chiamata appunto eremo delle Carceri, e una volta oltrepassato una delle otto porte antiche della città, si prosegue attraverso un percorso acciottolato che porta nel bel mezzo del bosco.

Il tratto è prevalentemente in salita e dura circa un’ora. Prima di raggiungere l’obiettivo si fa un breve tratto in discesa fino a trovarsi dinanzi al cancello dell’eremo.

Se avrai fatto il percorso come me, canticchiando e fischiando, ora sarà giunto il momento di silenziarti perché questo è un luogo di meditazione e di preghiera.

 

cartello della via francigena

 

Eremo delle Carceri e Rocca Minore e Maggiore

 

Ti ricordi prima quando ti ho detto che ci saremmo discostati dalla città per alcuni chilometri? Ecco, per la verità sono ben 4 chilometri di distanza da Assisi e San Francesco e i suoi seguaci lo scelsero proprio per la sua posizione isolata e tranquilla.

D’altronde sono qui per rispondere alla domanda su cosa scoprire e visitare ad Assisi, quindi non voglio farti perdere nulla!

Ritornando all’eremo al suo interno potrai vedere, per usare un eufemismo, il “giaciglio” dove soleva riposare il santo. Più che altro è una parte concava del pavimento dove veniva messa un po’ di paglia che fungeva da materasso.

Le stanze sono molto piccole e collegate da scale a chiocciola che portano all’esterno verso il vero cuore dell’abitacolo. Sto parlando di un percorso fra gli alberi, racchiuso nel verde, dove si respira tutta la sacralità della natura.

Il luogo è intervallato dai punti in cui i monaci pregavano ed è quindi da attraversare in punta di piedi. Ma credo non ci sia bisogno di sottolinearlo  perché l’atmosfera è talmente satura di spiritualità che la percepirai anche tu. Prenditi un momento di raccoglimento e sii grato per questa meravigliosa esperienza.

 

Cosa ci sarà poi da scoprire e visitare ad Assisi?

 

È arrivato il momento di retrocedere in direzione Assisi seguendo il tragitto all’inverso. Scendendo, dato che non sarai offuscato dalla fatica, potrai ammirare la rocca Minore, uno dei simboli difensivi della città chiusa, ahimè, ai visitatori.

In compenso potrai visitare la rocca Maggiore, una volta che sarai giunto di nuovo in città. Ti costerà un’ultima salita ma vedrai che ne varrà la pena.

La rocca offre una bellissima vista campagna circostante e all’interno del castello potrai salire sulla torre, vedere armi e costumi dell’epoca ma soprattutto consultare un libro magico che ti darà finalmente le risposte che cercavi nella tua vita.

Non voglio svelarti di più, non è un compito che mi compete… 😉

Ci sono due opzioni per il biglietto d’entrata: il primo a 6 euro ti offre l’ingresso alla rocca, il secondo a 9 euro, invece, oltre alla rocca acquisti l’ingresso anche per la Pinacoteca e il Foro Romano. Vantaggioso, no?

 

Veduta dalla rocca maggiore

 

Foro Romano e Pinacoteca

 

Già l’inizio sarà stupefacente, ovvero quando ti ritroverai davanti al fascinoso tempio di Minerva, ultimo baluardo della religione pagana, riconvertito nel cinquecento come chiesa di Santa Maria sopra Minerva, posizionato centralmente nella piazza del comune.

Proseguendo in via Portica giungerai all’entrata del Foro Romano: un museo nel museo. Sarà incredibile scoprire come tutta la civiltà moderna si basi, in realtà, sul prototipo del mondo romano.

Per accedere al Foro dovrai scendere sottoterra riscoprendo così i resti dell’antichità civiltà classica posizionati esattamente sotto le fondamenta della città nuova.

Il percorso museale è talmente ricco di informazioni, cimeli, statue, mosaici e curiosità che ti ruberà almeno un’ora. Non per niente è considerato uno dei meglio conservati del mondo antico.

Per arrivare alla Pinacoteca, invece, dovrai continuare per via Portica e poi cambiare in via Arnaldo Fortini che poi diventerà via S. Francesco (non manca mai!). 

A metà via scorgerai l’entrata della Pinacoteca dove, ad attenderti, ci saranno i dipinti e gli affreschi di Giotto, Puccio Capanna, Andrea d’Assisi e molti altri.

 

Bellissima via da fare come cosa da scoprire e visitare ad assisi

 

Le chiese

 

Sarai stanco di camminare e di visitare chiese ma non hai ancora visto nulla! Ad Assisi c’è davvero l’imbarazzo della scelta, fra cui spiccano le due principali e più famose.

La Basilica di San Francesco che custodisce le spoglie del santo patrono d’Italia fa parte dei patrimoni dell’Unesco, mentre la basilica di santa Chiara contiene anch’essa le spoglie della santa ma è affrescata in toni decisamente minori.

Non è finita! Ci sono ancora la cattedrale di San Rufino, antico tempio romano dedicato alla Bona Mater, la chiesa Nuova considerata come la casa natale e paterna di San Francesco, la parrocchia di santa Maria Maggiore anch’essa di epoca romana e infine l’Abbazia di San Pietro, voluta dai monaci di san Benedetto al Subasio.

Un’altra piccola chiesa che merita di essere vista è l’sratorio dei Pellegrini che si trova sulla stessa via della pinacoteca e anticamente ospitava i pellegrini che transitavano per Assisi con il desiderio di rendere omaggio al santo.

Contiene dipinti e affreschi come quelli di Andrea d’Assisi, allievo del Perugino, Matteo da GualdoPierantonio da Foligno. Ancora oggi rimane come luogo di culto in cui i pellegrini di passaggio possono fermarsi e pregare.

Ora ti si è svelato cosa scoprire e visitare ad Assisi ma c’è una cosa ancora da comprendere…

Il filo conduttore di tutta la visita è sempre lui: san Francesco. Il quale, seguendo i suoi sentimenti, è riuscito a dare vita a un nuovo ordine religioso improntato sulla frugalità che spicca in modo consistente con la sua odierna rappresentazione. Il suo Cantico delle Creature è considerato a tutti gli effetti l’opera letteraria più antica, capostipite della letteratura italiana.

Assisi, dunque, non è solo una città umbra ma il cuore pulsante delle nostre radici che partono da una storia semplice: quella di un uomo che ha dato tutto sé stesso per insegnare e perseguire l’amore e il rispetto.

Possa questo “ritorno alle origini” risvegliare la parte più nobile e pura che alberga in ognuno di noi.

 

Chi lavora con le proprie mani è un lavoratore.

Chi lavora con le proprie mani e la propria testa è un artigiano.

Chi lavora con le proprie mani, la propria testa e il proprio cuore è un artista.

 

 

prodotti tipici umbri pasta

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

Il tuo soggiorno ad Assisi deve essere improntato sulla spiritualità. Non importa di che fede religiosa tu appartenga: devi ricercarla anche nella tuo modo di fare flânerie.

In questo ti sosterrà il Genius Loci impersonato da san Francesco e il suo immenso amore per tutto il creato. Osserva i dettagli: come le diverse influenze religiose si siano mescolate, senza mai sovrapporsi. Ascolta i canti nelle chiese e cerca le parole che risuonano dentro di te.

Assapora il dolce e delicato profumo della natura durante il percorso sulla via Francigena e avvicinati alle piante assorbendo, tramite le mani appoggiate alla loro corteccia, tutta la loro benefica energia. Vivi il  soggiorno senza nulla perdere, se non ciò che sentirai esserti superfluo.

 

Musica consigliata: canti gregoriani

La città medievale di Città della Pieve in Umbria è un gioiellino incastonato nella val di Chiana che confina anche con Lazio e Toscana.

La città medievale di Città della Pieve in Umbria se fosse una melodia assomiglierebbe alla voce graffiante e avvolgente di Etta James, se fosse un quadro sarebbe una composizione cromatica dei colori più vibranti dell’autunno e se fosse una poesia sarebbe un verso ermetico libero nello spazio e nel tempo.

Ho avuto la piacevole possibilità di trascorrere qui lo scorso fine settimana, grazie a un progetto lanciato da Città della Pieve promotion e conoscere uno dei borghi bandiera arancione del Touring Club Italiano, che afferma a proposito della cittadina umbra:

 

La località si distingue per la presenza e la completezza dei servizi di informazione turistica. Per le strutture ricettive numerose, varie e integrate nel contesto architettonico e di alto livello qualitativo. Per i servizi complementari, il valore e il grado di conservazione e fruibilità delle risorse storico-culturali e la varietà e l’alto livello qualitativo di manifestazioni ed eventi.

 

Ma dove si trova Città della Pieve?

Il borgo, interamente costruito di mattoni rossi, unico nel territorio, si affaccia sulla val di Chiana ai confini con Toscana e Lazio. È facilmente raggiungibile sia in auto che in treno, con quest’ultimo, scendendo alla stazione di Chiusi-Chianciano e prendendo un autobus che porta alla città in circa dieci minuti.

Una volta arrivato a destinazione la città medievale di Città della Pieve si aprirà ai tuoi occhi e tutto ciò che dovrai fare sarà perderti nei vicoli e partire alla scoperta delle sue bellezze nascoste.

 

vista della campagna della città medievale di città della pieve

 

IL CENTRO STORICO

 

Per visitare il centro storico ci sono quattro opzioni:

 

1- seguire il percorso museale e ammirare la Rocca, la Cattedrale, il Palazzo della Corgna, l’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi, le Rimesse del Palazzo Vescovile e Santa Maria dei Servi;

2- scegliere il percorso del paesaggio per visitare la Torre del Vescovo, via del Pero, via Case Basse, Piazza Sandro Pertini, Via del Fango, San Pietro, via Garibaldi e la Rocca;

3- fare il percorso dei vicoli seguendo i cartelli e scoprendo il vicolo Baciadonne, considerato il più stretto d’Italia;

4- camminare un po’ come ti pare facendo la nostra amata flânerie.

 

Scegliendo quest’ultimo accederai al centro storico. Alla tua sinistra vedrai la Rocca, edificata dagli architetti senesi Ambrogio e Lorenzo Maitani per proteggere e valorizzare la città. Oggi qui si trova l’ufficio di informazione turistica (0578 298520).

Di fronte c’è la Chiesa del Gesù che conserva una tela di Antonio Pomarancio. Il pittore è nato proprio a Città della Pieve come il più famoso collega Pietro Vannucci, detto Il Perugino.

Sempre in piazza Matteotti si trova il bar da Pippo diventato famoso grazie alla serie televisiva “Carabinieri” registrato qui per sei fortunate stagioni.

Proseguendo si raggiunge piazza Plebiscito con la cattedrale che cela il famoso “il Battesimo di Cristo e la Madonna in Gloria e Santi” del Perugino, la Torre Civica, il monumento più antico della città e palazzo della Corgna eretto per volontà di Ascanio della Corgna governatore perpetuo di Castel della Pieve.

Scendendo a piazza XIX giugno si può ammirare il teatro degli Avvaloranti, un teatro neoclassico di tipico stile italiano, aperto solo in occasione di manifestazioni e all’incrocio con via Po’ di Mezzo il Palazzo della Fargna, un bellissimo esempio di rococò romano.

 

vicolo baciadonne nella città medievale di città della pieve

 

Scendendo ancora si possono ammirare i vari punti panoramici della città e scattare delle bellissime foto ai vicoli e al paesaggio circostante. Poi, senza perdere i dettagli degli edifici, si può risalire e passare attraverso il vicolo Baciadonne il quale si restringe sempre più portandoti ad attraversarlo solo di fianco.

Seguendo via santa Maria Maddalena trovi il pozzo che serviva in antichità come cisterna di acqua piovana e più avanti il palazzo Vescovile con la sua collezione d’arte permanente “Spazio Kossuth” dell’artista contemporaneo Wolfgang Alexander Kossuth.

E ancora la chiesa e l’oratorio di santa Maria dei Bianchi che conserva “l’Adorazione dei Magi“, una delle opere più importanti che Il Perugino ha lasciato in eredità alla sua città natale.

Ritornando verso piazza Matteotti non puoi perderti il santuario della Madonna di Fatima e le opere di Domenico di Paride Alfani e di Antonio Pomarancio. Sempre in largo della Vittoria puoi visitare l’Oratorio di San Bartolomeo con un affresco del pittore senese Jacopo di Mino del Pellicciaio.

È arrivato il momento di fare una sosta, mangiucchiare e di riposare le gambe.

 

piatto di pici con ragù bianco

 

MANGIARE E BERE NELLA CITTÀ MEDIEVALE DI CITTÀ DELLA PIEVE

 

Dato che ritrovi vicino al santuario della Madonna di Fatima potresti approfittarne per fare uno spuntino o bere qualcosa al Café degli Artisti proprio di fianco alla chiesa, dall’altra parte della strada.

Ha un voto di 4,5 su TripAdvisor e potrai ricordartene alla mattina quando sarà ora di colazione perché qui si trovano i prodotti naturali della zona. Appena entrato sentirai un profumo dal quale non riuscirai a resistere, mentre il suono delle campane vicine sarà un invito ulteriore a proseguire.

Più avanti c’è l’hotel Vannucci con piscina e annesso ristorante Zafferano Pievese con una cucina di carne e pesce di impronta tradizionale.

Altri due ristoranti che mi sento di consigliarti sono Bruno Coppetta, uno dei più rinomati in città, e New Castle, una trattoria ma anche pizzeria con un punteggio di quattro stelle su TripAdvisor.

Per bere del vino ed eventualmente tornare a casa con una bella scorta, dirigiti verso il podere Fontesecca (info@fontesecca.it) dove potrai assaggiare vino per tutti i gusti: bianco, rosato e le specialità al ciliegiolo e al Sangiovese. Paolo Bolla, veronese trapiantato a Città della Pieve, ti parlerà del suo lavoro da enologo che svolge seguendo una particolare attenzione verso l’ambiente.

 

 

Le città sono come le persone: hanno un nome che le distingue e pregi, difetti, particolarità che conferiscono loro un carattere preciso.

Ma c’è sempre qualcosa che sfugge, labile e indefinibile, così da renderle sempre nuove e inaspettate ogni volta che le si rivede.  (Fabrizio Caramagna)

 

 

tipico fiore di zafferano

 

 

LA STORIA DELLO ZAFFERANO

 

La coltivazione dello zafferano a Città della Pieve si svolge dal XIII secolo e per omaggiare questo lungo sodalizio, la città lo festeggia tramite la manifestazione “Zafferiamo”, nell’ultimo o penultimo fine settimana di ottobre.

In questo contesto si può partecipare alla sfioritura che consiste nel togliere i pistilli per poi seccarli in un contenitore posizionato sopra la brace. Poi si prosegue con la dimostrazione della pratica della tintura, usata anticamente per colorare i vestiti.

E, infine, si termina la giornata con la preparazione dei “i pici” con lo zafferano, la pasta tipica della zona. Volendo ci sono altre attività a cui partecipare:

  • l’assaggio della Torta del Perugino;
  • il massaggio al viso offerto dalle terme di Chianciano
  • visitare il mercatino biologico e molto altro.

 

 

bustina giustadose di zafferano essicato in vendita nella città medievale di città della pieve

 

 

E per il riposo a chi ti puoi affidare? Ti consiglio il Borgo Vacanze PanElios: un’oasi di pura pace immersa nella campagna con una fantastica piscina a tua disposizione.

Sarà il momento in cui potrai finalmente rilassarti e pensare al Genius Loci della città medievale di Città della Pieve. Non ti pare un folletto un po’ invadente, genuino e sanguigno ma allo stesso tempo delicato e prezioso come il fiore di zafferano?

 

Gaio Fratini, poeta nato nella città medievale di Città della Pieve, disse: “niente è valido una seconda volta“.

Io vorrei invece affermare che “se si guarda con gli occhi colmi di meraviglia, sarà sempre la prima volta“.

 

Un ringraziamento speciale a:

Skiplagged recensione: viaggiare e risparmiare in modo ridicolo con promozioni che non troverai in nessun altro sito presente nel web. Questo è lo slogan scritto nell’home page dell’azienda. Cosa significa?

SKIPLAGGED RECENSIONE

 

Skiplagged nasce dalla mente di un ventiduenne americano di nome Aktarer Zaman che se ne andava in giro per il web ricercando le tariffe aeree migliori.

Vagliando e studiando le varie tratte, si accorse che spesso risultava più economico prenotare un volo con diversi scali per una destinazione lontana piuttosto che prenotare un volo diretto.

Tutto ciò, in effetti, corrisponde al sistema arcano delle leggi aeroportuali.

Seguendo questa logica, valida prevalentemente per i viaggi intercontinentali, il viaggiatore compera il biglietto aereo per una destinazione di lungo raggio ma scende a uno scalo intermedio.

Ti faccio un esempio: prenoto un volo da Venezia per Città del Guatemala ma in realtà voglio scendere a Cancun. Se acquisto il volo diretto Venezia-Cancun mi costerà di più che non prendere un volo che giunge a Città del Guatemala ma fa scalo a Cancun.

Non si sa perché ma risulta più conveniente usare questa tecnica invece di acquistare un biglietto diretto. 

 

Foto da Livingston

Bisogna ricordare, però, che se si prenota un viaggio tramite questa piattaforma, è necessario viaggiare solo con il bagaglio a mano, per non ritrovarsi senza valigia alla fermata intermedia.

 

Molte persone sono rimaste soddisfatte dall’utilizzo del sito tanto da farlo crescere in modo esponenziale in un breve lasso di tempo. In più il giovane imprenditore ha fatto un gran lavoro di passaparole e pubblicità casalingua sul web per far conoscere in tutto il mondo il suo progetto. 

 

Il sito ha fatto infuriare il personale aereo tanto da aver richiesto la rimozione dello stesso. Gli organizzatori delle compagnie aeree lamentano, infatti, problemi gestionali importanti e ritardi dovuti alla mancata presenza nei voli.

Aktarer ovviamente non ci sta ed è tutt’ora in causa per verificare se il procedimento possa essere considerato legale o meno. Ha attivato una campagna di crowfunding per difendere i suoi diritti e quelli dei viaggiatori.

 

Ho cercato aggiornamenti riguardo i risultati della causa civile ma non ho trovato alcuna notizia nel web. Il sito, tuttavia, continua a funzionare pertanto credo che, vinta o persa la sfida, a noi viaggiatori rimane un’opportunità in più per risparmiare sui voli.

Le isole della laguna nord di Venezia più visitate sono in ordine: Burano, Torcello Burano e San Francesco del deserto. Ecco la loro storia…

TORCELLO

 

Torcello è considerata la “nonna” di Venezia e quindi la più antica, perché è stata la prima isola a essere abitata. Il nome deriva dalle torri che difendevano l’antica città romana di Altino, conosciuta ora come Quarto d’Altino, che fungeva da porto nella laguna veneziana. Fu costruita interamente in mattoni, le altinelle, come la città di Altino anche se nel tempo sono stati in parte sostituiti.

La sua evoluzione non ebbe dei risvolti positivi. Infatti, dal 1300 al 1800 fu abbandonata a causa di un’epidemia di malaria trasportata, probabilmente, dai sedimenti dei detriti del Sile e del Piave. I sassi dei due fiumi in qualche modo concorsero a portare le uova di zanzara che poi si moltiplicarono grazie alla fertile conformazione lagunare.

In quei 500 anni si passò, pertanto, da una popolazione fiorente al smantellamento degli edifici e i mattoni vennero utilizzati per costruire i primi edifici veneto-bizantini, ai quali seguirono quelli gotici e rinascimentali.

E ancora oggi non si è ripopolata: gli abitanti dell’isola risultano infatti un totale di 11 abitanti in inverno e 14 in estate. Bisogna altresì dire che la distanza dalla città e le dimensioni dell’isola non favoriscono il ripopolamento. Questo è un vantaggio per noi turisti che possiamo ancora visitare un angolo autentico dell’antica Repubblica marinara.

Per raggiungere l’isola si prende il vaporetto da Fondamenta Nove, linea 12, fino a Burano e da lì il 9 per Torcello (ogni 30 minuti).

Una volta scesi dal traghetto si percorre il lungo viale che porta al centro città. A un certo punto si scorge un ponte, chiamato il ponte del diavolo, il quale nascoste un antica leggenda

 

chiesa con cupola circolare a torcello

 

 

Si narra, infatti, che una giovane di Torcello si innamorò perdutamente di un austriaco e cercò in tutti i modi di diventare sua moglie. L’uomo, purtroppo, morì poco tempo dopo e la donna pianse tutte le lacrime che aveva in corpo. Al colmo della disperazione decise di fare un patto con il diavolo che abitava sul ponte, il quale le promise di rincontrare il suo amato in cambio di 7 anime di bambini. Lei obbedì ma proprio quel giorno la giovane venne a mancare. Il diavolo si presentò la sera stabilita, il 31 dicembre, per ricevere quelle anime ma non trovò nessuno. Per questo la sera di ogni 31 dicembre il diavolo si presenta sul ponte in attesa del compenso mai ricevuto.

 

Continuando, si raggiunge un altro ponte e sulla destra si vede la locanda Cipriani con il suo famoso ristorante e le sei camere da letto, mentre più avanti si arriva al centro dell’isola.

Sulla sinistra è situato il museo di Torcello che contiene i reperti archeologici ritrovati sull’isola. Di fianco si trovano, invece, la chiesa di Santa Fosca il cui ingresso è gratuito e la Cattedrale di Santa Maria Assunta, quest’ultima a pagamento. Il prezzo è di 5 euro per visitare l’interno e altri 5 per visitare il campanile. All’interno si trova uno dei più bei esempi di mosaici di arte veneta.

Davanti si può notare invece un enorme trono, chiamato il trono di Attila. Un’altra bizzarra leggenda racconta che qualunque donna si sieda in quel trono rimanga incinta!

 

edifici colorati a burano

Gli edifici colorati lungo un canale a Burano

 

BURANO

 

Burano è famosa essenzialmente per i merletti e il fatto che si sia sviluppata qui quest’arte ha un motivo ben preciso. Le donne hanno dovuto ingegnarsi fin dall’antichità per riparare le reti da pesca dei mariti che riportavano spesso danni e rotture.

Avevano affinato una tecnica talmente particolare da rendere le reti praticamente indistruttibili. La loro naturale evoluzione fu quella di creare dei prodotti in tessuto che potessero essere venduti alle classi più abbienti.

Da una parte c’erano quindi le donne che tessevano e dall’altra gli uomini che andavano a pesca. Come ti accorgerai camminando tra le calle dell’isola, le case assumono tutte dei toni insolitamente sgargianti. La differenza dei colori serve proprio a identificarne la proprietà.

Questo perché gli uomini di ritorno dalla pesca si ritrovavano spesso alticci e nei periodi in cui il caigo, ovvero la nebbia, era piuttosto persistente, succedeva che i pescatori perdessero la strada di casa. Alle donne toccò ingegnarsi nuovamente per ovviare il problema e così si inventarono i colori al fine di riavere i propri mariti a casa sani e salvi.

L’ultima stranezza da raccontare è quella del campanile che pende inesorabilmente verso il basso proprio come fa la Torre di Pisa e, allo stesso modo, rimane stabile senza alcun problema di afflosciarsi.

 

campanile storto a Burano

Oltre al museo del merletto che illustra questo nobile mestiere nei secoli, merita una visita anche la casa di Bepi Suà, forse una delle abitazioni colorate più rappresentative dell’isola.

La chiesa di San Martino Vescovo, invece, situata nella piazza principale Galuppi, nasconde al suo interno una bellissima tela del Tiepolo. L’edificio, purtroppo, non è sempre aperto al pubblico quindi ti consiglio di controllare gli orari qui.

Nella stessa piazza troviamo ancora la statua dedicata a Baldassare Galuppi eseguita da Remigio Barbaro, noto scultore dell’isola e, a fianco della chiesa, si può vedere la cappella di Santa Barbara, oltre al Palazzo del Municipio costruito interamente in pietre d’Istria.

 

chiostro nel giardino interno del convento

 

SAN FRANCESCO DEL DESERTO

 

L’isola è popolata dai frati minori francescani che vivono qui dal 1230 circa. Anche San Francesco toccò questo luogo, intorno al 1220, lasciando il ricordo del suo passaggio.

Ad abitare il monastero oggi sono rimasti quattro frati pronti ad accogliere i visitatori nei fine settimana e i pellegrini in cerca di meditazione e di tranquillità.

Per raggiungere l’isola è necessario arrivare a Burano e da lì, non essendoci mezzi pubblici, bisogna spostarsi con Laguna Fla consultando gli orari nel sito, oppure contattare Massimiliano (3479922959) come suggerito dal sito dei frati.

Un’esperienza spirituale davvero unica dove ritrovare la pace e la calma interiore. Ma tutte e tre le isole Torcello, Burano e san Francesco del Deserto sono un’esperienza da vivere!

 

scritta di san Francesco nell'isola dei frati

 

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

La flânerie a Torcello, Burano e san Francesco del Deserto non si può fare. Forse l’unica in cui puoi passeggiare seguendo il tuo istinto è Burano, dove puoi abbandonarti ai dettagli che disegnano le diverse case colorate. Il Genius Loci è sempre diverso e forse perso nelle pieghe del tempo. Io non sono riuscita a scovarlo tranne a Burano che si manifesta nell’ingegno delle donne. 

I colori saranno l’elemento dominante che attireranno la vista ma anche il campanile pendente farà la sua parte. Il rumore che ti accompagnerà durante tutta la visita sarà quello dei motori del traghetto e il vociare continuo della gente mentre a San Francesco potrai godere finalmente del silenzio.

L’odore è salmastro e lagunare, non necessariamente fastidioso, solo particolare e unico. Il gusto, infine, lo dovrai stuzzicare con i prodotti tipici, in particolare  i biscotti “Buranelli”, orgogliosi della loro antica tradizione (trovi la ricetta qui).

E il tatto? Sfruttalo per avvicinare i polpastrelli l’uno all’altro in atto di preghiera quando sarai in compagnia dei frati, farà loro sicuramente piacere e sarà un modo per ringraziali della loro ospitalità.

Musica consigliata: G. Mahler, Symphony numero 5 – Adagietto

Libro consigliato: Commedie di Carlo Goldoni

Workaway e Worldpackers nascono per mettere in contatto chi desidera soggiornare gratis in cambio di un contributo lavorativo.

In queste piattaforme puoi trovare tantissimi tipi di lavoro diversi come giardiniere, tuttofare, social media manager, fotografo, centralinista in ostello e tante altre opportunità.

Le destinazioni a cui rivolgersi sono pressoché infinite e spaziano dall’Europa, all’Asia, all’America, all’Africa e all’Oceania. Basta solo scegliere dove andare e preparare la valigia. L’intento è quello di vivere un’esperienza indimenticabile e formativa.

WORKAWAY

 

workaway logoLa prima piattaforma si propone di presentare i datori di lavoro ai lavoratori. Spesso sono privati che cercano persone che si occupino dei lavori all’interno della casa, ma ci sono anche tantissime strutture che cercano collaboratori per i vari periodi dell’anno.

In cambio si riceve l’alloggio e a volte anche il vitto. Il sito propone offerte di lavoro in tutto il mondo e tantissime figure diverse sono richieste. È impossibile non trovare l’opzione che fa al tuo caso.

Per iscriversi bisogna registrarsi come volontario e pagare un fisso quotato sui 36 dollari o 48 dollari se si è in coppia, per avere l’accesso annuale. Si possono così controllare e valutare le varie offerte.

Il costo dell’iscrizione è una specie di copertura assicurativa nel caso tu decidessi di scegliere un soggiorno lavorativo. Il sito è interamente consultabile in inglese quindi devi per forza conoscere almeno a livello base la lingua per comunicare e leggere le inserzioni.

WORLDPACKERS

 

logo worldpackers

Worldpackers è molto simile ma per spulciare le offerte non è necessario pagare da subito la quota associativa. Se si sceglie una destinazione e si vuole contattare l’host, però, bisogna pagare l’abbonamento annuale di 49 dollari o 59 dollari se si è in coppia.

Rispetto a Workaway ha un Academy dove imparare trucchetti o consigli suggeriti dagli altri lavoratori e la possibilità di guadagnare qualcosa grazie al programma GiGs. In che modo?

Scrivendo articoli, trovando nuovi host, aiutando le persone della community o condividendo video di un’esperienza vissuta come ospite in una struttura.

Anche qui le offerte sono numerosissime e di ogni tipo, inoltre puoi segmentare in modo più approfondito le offerte di lavoro presenti. In ogni mansione vengono presentati:

  • le ore di lavoro richieste
  • i giorni liberi
  • i pasti (se compresi)
  • il tipo di alloggio (se singolo o condiviso)
  • lingua o lingue richieste
  • disponibilità minima
  • descrizione del lavoro
  • recensioni.

 

come prenotare all'ultimo minuto e all'avventura

 

Workaway e Worldpackers sono molto utilizzati dai viaggiatori di tutto il mondo come valida alternativa ai Classici alloggi o hotel. In questo modo si ha la possibilità di rimanere più tempo in un luogo senza spendere troppi soldi ed entrare maggiormente in contatto con la realtà locale e conoscere altri viaggiatori.

A molti serve anche come esperienza formativa, come nel caso dei lavori digitali o nel gestire un ostello. Oppure semplicemente per imparare una lingua e avere un’esperienza da raccontare agli amici.