Dieci motivi per visitare la Polonia e vedrai che ti sembreranno pure pochi in rapporto alle numerose bellezze paesaggistiche e culturali! Partiamo, allora…

Quali sono i dieci motivi per visitare la Polonia?

 

1- I mezzi pubblici sono molto efficienti e capillari in città. Anche gli spostamenti fra le diverse località sono ben collegati tramite i pullman di Przedsiebiorstwo Panstwowej Komunikacji Samochodowej (prova a ripeterlo!) o il Flixbus.

La rete ferroviaria è ben distribuita e per seguire l’andamento dei treni basta consultare il sito delle ferrovie nazionali Polskie Kaleje Panstwowe. Oppure gli intercity più veloci e per tragitti più lunghi.

 

2- In questa terra sono nati tantissimi personaggi famosi tra cui: il Papa Giovanni Paolo II, il musicista Fryderyk Chopin, lo scienziato Niccolò Copernico, la chimica Marie Curie, Leach Walesa, premio nobel per la pace nel 1983, lo scrittore Joseph Conrad e molti altri.

 

3- Il museo di Czartoryski a Cracovia ospitava uno dei più grandi capolavori dell’arte italiana: la dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci. Eseguito durante il primo periodo milanese di Leonardo non si conoscono i dati della commissione. Faceva parte della collezione della principessa Izabela Fleming ed è stato successivamente ceduto al comune di Varsavia per una somma irrisoria suscitando notevoli polemiche. Attualmente è esposto al Castello di Wavel.

 

“Partire continuamente era l’ossessione di papa Wojtyła e il nomadismo è una malattia nazionale polacca. Non è solo la voglia di libertà dopo il comunismo. È anche il riflesso di un’antica claustrofobia, quella nata dal sapersi schiacciati da ingombranti vicini, Russia e Germania“.  (Trans Europa Express – Paolo Rumiz)

 

4- Sempre a Cracovia si può visitare la miniera di sale Wieliczka, un’opera della natura e dell’uomo. Rappresenta un elemento del tutto unico nella cultura mondiale.

Le gallerie raggiungono una lunghezza di 300 chilometri e l’opera risale a 800 anni fa. All’interno si trovano laghi sotterranei, gallerie in legno, lampadari ricavati dalla salgemma e sculture di sale.

Inoltre si trovano tante altre attività come ristoranti, una sala da concerto e da ballo, un ufficio postale, eccetera. Un mondo sotterraneo incredibile e impensabile.

 

tipiche case colorate della polonia

 

5- Un viaggio nella memoria ad Auschwitz. Per non dimenticare gli orrori della guerra e non ripetere gli stessi errori. Nella cittadina di Oswecim sorge uno dei più tristi ricordi della Seconda Guerra Mondiale: il campo di concentramento più grande in Europa ideato da Hitler. Per raggiungerlo si prende il National bus da Cracovia oppure il treno per Oswecim più il minibus diretto al campo.

 

6- Nella conca di Klodzko puoi trovare diverse stazioni termali a quattrocento metri sopra il livello del mare. Tra le più famose ci sono Kudowa Zdroj, Polanica Zdroj e Duszniki Zdroj. In una cornice fantastica puoi respirare aria pura e bere acqua salutare in un luogo paradisiaco.

 

 

“Tradire. Parola grossa. Che significa tradimento? Di un uomo si dice che ha tradito il paese, gli amici, l’innamorata. In realtà l’unica cosa che l’uomo può tradire è la sua coscienza”. (Joseph Conrad)

 

7- A Varsavia, capitale della Polonia, puoi passeggiare nel cosidetto “Tragitto Reale” che comprende il Castello Reale, il parco di Lazienski e il Palazzo Wilanow.

La città era stata distrutta quasi per l’84% durante il secondo conflitto mondiale ed è stata ricostruita nel giro di soli 15 anni. Nel Teatro sull’isola che ospita il monumento di Chopin, in estate pianisti di fama internazionale si esibiscono in concerti che richiamano visitatori da tutto il mondo.

 

8- Il popolo polacco è molto ospitale e seguono l’antico detto: “un ospite in casa è come avere Dio in casa“. Amano imbandire le loro tavole a festa per accogliere parenti e amici con pasti sostanziosi e succulenti.

Secondo un’antica tradizione l’ospite va accolto con pane e sale. Il primo simboleggia la fiducia e il secondo la costanza. Non di meno si prodigano ad aiutare i turisti in difficoltà nelle loro escursioni, suggerendo gli itinerari migliori.

 

9- La cucina polacca attinge dai prodotti della terra creando degli accostamenti originali e unici. Gli ingredienti sono particolari e danno vita a contrasti che vibrano in tonalità piuttosto acidule. Immancabili sono i cetriolini in salamoia, le farine di cereali, la farina di avena acida, i crauti, i funghi essicati e il latte acido.

 

10- In Polonia convivono tranquillamente diversi gruppi religiosi. La maggior parte sono cattolici, ma non mancano gli ebrei, gli ortodossi, gli anglicani e i musulmani. Nella sua storia non si sono mai combattute guerre di religione. Fino alla Seconda Guerra Mondiale viveva la più grande comunità ebrea in Europa.

veduta dall'alto della città di cracovia

 

I siti Unesco da visitare per completare i dieci motivi per visitare la Polonia sono:

 

  • la miniera di sale Wieliczka;
  • le chiese evangeliche della Pace a Jawor e Swidnica;
  • il Palazzetto del Centenario (o Palazzetto del Popolo) a Wroclaw;
  • i campi di sterminio di Auschwitz Birkenau a Oswiecim Brzezinka;
  • i centri storici di Cracovia, Varsavia, Torun e Zamosc;
  • le chiese in legno della  Malopolska meridionale;
  • il complesso conventuale di Kalwaria Zebrzydowska;
  • il parco paesaggistico di Muzakow
  • il castello gotico dell’Ordine dei Cavalieri Teutonici a Malbork.

Le pupusas salvadoregne sono tipiche della tradizione centro americana, si consumano all’interno di locali o per strada come spuntino. Assomigliano a delle tortillas in quanto di base hanno la farina di mais ma in realtà sono degli involtini che vengono serviti caldi.

Puoi trovare le pupusas salvadoregne nei locali specializzati detti “pupuseria” che propongono una grande varietà di ripieni. La nostra ricetta avrà un ripieno di formaggio e fagioli come vengono serviti nella migliore tradizione centroamericana.

 

INGREDIENTI PER LE PUPUSAS SALVADOREGNE

 

Farina bianca di mais 500 grammi

900 ml di acqua a temperatura ambiente

Olio di semi per friggere

300 grammi di formaggio a pasta molle

150 grammi di fagioli ridotti a purea

olio di oliva

sale q.b.

PROCEDIMENTO

 

Iniziamo preparando l’impasto con farina di mais, acqua e sale. Bisogna preparare un composto omogeneo che non sia né troppo molle, né troppo duro.

Aggiustare quindi di acqua o di farina in base alla consistenza. Una volta raggiunto il giusto compromesso, lasciare riposare la pasta per una decina di minuti.

Il passo successivo è quello di creare un rotolino di pasta di forma allungata in modo da poterlo tagliare poi in piccoli pezzetti. Subito dopo va creata una pallina dallo spessore di circa 5 cm di diametro.

immagine delle pupusas salvadoregnaMentre la pasta si riposa occupiamoci della farcitura. Prendere il formaggio e tagliarlo in piccoli pezzi. Schiacciare i fagioli in modo da trasformarli in una purea alla quale aggiungeremo un cucchiaio di olio di oliva.

Ora che abbiamo le palline pronte possiamo inserire all’interno il formaggio e la purea di fagioli. Il fine è quello di creare una specie di involtino con del ripieno che si cucina assieme alla pasta. Bisognerà prestare quindi grande attenzione a richiudere in modo corretto il ripieno affinché non fuoriesca.

Arriva la parte più difficile! Dovrai trasformarti nella perfetta massaia salvadoregna!

Devi creare con le palline dei dischi passandole da una mano all’altra e schiacciandole. Oppure puoi fare la versione più semplice e stenderla con un mattarello facendo sempre attenzione che il ripieno non fuoriesca. Una volta pronti dovrai metterli a cucinare in una piastra unta e calda.

Lasciare cuocere le pupusas salvadoregne una o due minuti per lato fino a che non vedi che la pasta diventa di colore ambrato e poi togli dal fuoco.

Servile con un po’ di verdura fresca e una salsa in accompagnamento. Potresti usare carote e cavoli leggermente lessati e conditi con un po’ di salsa guacamole o salsa piccante. Ti lascio un video nel quale puoi vedere la preparazione dei dischi:

 

Chi organizza viaggi per single? Leggendo spesso queste domande ho voluto fare una ricerca per poterti dare dei consigli utili in merito. Capita a volte, per desiderio o per necessità, di ritrovarsi a viaggiare soli. C’è addirittura chi lo preferisce, chi vuole mettersi alla prova o chi lo fa per conoscere persone. I siti web si stanno accorgendo del fenomeno e crescono le proposte per single.

Di quali portali sto parlando?

Per iniziare vorrei dividere i siti dedicati ai viaggi per single e quelli per viaggiatori singoli.  Da come ho potuto rilevare in rete  portali per single sono essenzialmente tre. Te li elenco di seguito:

 

Speed Vacanze

È uno dei più antichi tour operator che opera dal 1999. Si definisce l’inventore della formula viaggi e crociere di gruppo per single. Le proposte sono varie e per tutti i gusti e si possono scegliere crociere, settimane bianche o tour nelle città d’arte. Il calendario per il 2018 è già fissato e puoi trovare tante idee per ponti e festività.

Speed Vacanze è dedicato alla fascia di età che si aggira soprattutto tra i 30 e i 50 anni e permette di entrare in contatto prima della partenza con le persone che parteciperanno ai tour.

Non sempre le offerte sono per stanze singole. Esistono infatti due tipologie di viaggi, single o individuali, ed è meglio chiedere in fase di prenotazione. Capita di dover pagare un supplemento per la singola se si vuole rimanere in stanza da soli. Ma la maggior parte delle proposte sono riferite ai single.

 

Single in Vacanza

Simile al primo, propone vacanze anche di breve durata per single e divide le proprie offerte per età. Le suddivisioni riguardano le fasce 18-25, 25-35, 30-45, 35-50, over 45, 50 o 55, single più bambini, single e cane.

Con questa soluzione ogni partecipante può entrare in contatto con il gruppo che più lo rappresenta e conoscere persone simili a lui. Anche qui c’è la possibilità di conoscere prima il gruppo e valutare se l’offerta possa essere interessante.

Rimane più difficile invece garantire le partenze per ogni fascia di età di conseguenza è meglio contattare prima l’ufficio clienti per assicurarsi la prenotazione. Un altro aspetto positivo per Single in Vacanza è che non fa quasi mai pagare il supplemento della singola, garantita per il 90% dei casi senza sovrapprezzo.

 

Travelsingle

L’Agenzia non garantisce l’omogeneità maschi e femmine per gli over 50 e nemmeno la singola gratuita. Spesso infatti ti potresti trovare a condividere la stanza con un’altra persona per contenere i prezzi. Diciamo che è un misto fra viaggiatori single e singoli ed è meglio valutare le proposte contattando l’agenzia.

 

 

ragazzo vicino a un fiume fra i sassi

 

Seconda tipologia per viaggiatori singoli

 

L’idea di viaggio per questa tipologia è completamente diversa. Le persone sono alla ricerca di un gruppo per condividere un’esperienza di viaggio. Non guardano l’età o il sesso, vogliono solo trovare compagni di avventura.

Ovviamente a questo profilo corrisponde un numero infinito di agenzie, ma io ti voglio presentare le più avventurose e le più richieste dal mercato. Quindi, fra queste, chi organizza viaggi per single?

 

Jonas

Jonas risponde all’esigenza di chi preferisce una vacanza in un gruppo misto di persone che viaggiano da sole, dove il numero di donne e uomini non è uguale. Lo scopo non è quello di creare nuove coppie ma aggregare persone che vogliono visitare le stesse mete.

Propone viaggi autentici e particolari seguendo percorsi poco battuti. La maggior parte si basano sulla lentezza e quindi vengono fatti su barche, bici o itinerari a piedi. In questo modo rimane più tempo per il dialogo e la conoscenza con gli altri partecipanti.

 

Viaggi Avventure nel mondo

Forse è la compagnia più conosciuta e la più usata dai viaggiatori avventurosi, propone viaggi in tutto il mondo in diversi periodi dell’anno.

Si acquista il viaggio e in più si usa un fondo cassa per gli spostamenti e altre spese. C’è chi lo ama e chi lo detesta. Non è una scelta per tutti ma solo per chi ha un grande spirito di adattamento.

Gli alloggi sono spesso spartani e gli spostamenti vengono fatti con i mezzi pubblici. Capita di dormire in camerate da più persone o negli ostelli. Si è guidati da un tour leader che si occupa di organizzare il tour e seguire l’itinerario deciso.

 

Vagabondo

La filosofia è simile ad Avventure nel mondo, con itinerari avventurosi, indipendenti e fuori dalle rotte del turismo di massa. Non sono pacchetti viaggio dei classici tour operator ma una soluzione di destinazioni in ogni parte del mondo.

Guidati da un tour leader, grande conoscitore della zona scelta, si parte alla scoperta della realtà locale immersi nel tessuto sociale. Lo scopo è quello di vivere un’esperienza a 360 gradi, di quelle che rimangono nel cuore.

Anche in questo caso gli alloggi sono spartani e gli spostamenti vengono fatti con i mezzi pubblici nella maggior parte dei casi. Si richiede un grande spirito di adattamento e voglia di stare in compagnia.

 

Weroad

Weroad è un’agenzia che prepara gruppi di massimo 15 persone suddivise in fascia di età (25-35, 35-40+). Le mete sono fra le più popolari e le più varie, adatte a tutti i gusti. Ogni gruppo è composto da un coordinatore che si occupa della parte logistica in modo da non dover preoccuparsi di organizzare i dettagli di viaggio.

Le sistemazioni saranno, per esempio, guest house locali, piccoli alberghi e ostelli. Ci si muove con i mezzi pubblici e si prediligono tour non troppo turistici. Il prezzo finale non è compreso del volo.

Spero di averti dato un’idea generale sull’argomento su chi organizza viaggi per single, le scelte per quanto riguarda le agenzie sono infinite, rimane a te il compito di scegliere la soluzione più adatta.

Per questo ti invito a consultare i siti per capire ciò che accomuna il tuo stile di viaggio. Poi quello che devi fare è lasciarti andare e divertiti!

 

Scopri quali sono i compagni di viaggio da evitare in questo articolo:

Ho pensato ad alcuni consigli e idee per sostituire i liquidi nel bagaglio a mano dati i recenti sovrapprezzi delle compagnie low cost.

Ryanair e Wizzair, attualmente, stanno facendo pagare anche i piccoli trolley ai viaggiatori occasionali nonostante ciò non sia consentito dalla legge.

Per non farci cogliere impreparati dobbiamo cercare di inventarci metodi sempre più ingegnosi per limitare il peso del bagaglio ed evitare di pagare una sovrattassa per quello da stiva.

In questo contesto ti racconto quali sono gli accorgimenti che uso per il mio beauty case e come riesco a risparmiare spazio per una maglia in più!

 



Idee per sostituire i liquidi nel bagaglio a mano

 

  1. Per risparmiare spazio di solito non porto con me bagnoschiuma liquido ma lo sostituisco con il sapone. L’uso del sapone infatti oltre a essere più igienico, grazie al suo ph basico, è utile sia per viso che per corpo. In questo modo evito anche il trasporto dello struccante. Spesso utilizzo le saponette omaggio dell’hotel mentre in inverno prediligo quelle più delicate. Le migliori sono quelle di Aleppo, leggere sulla pelle ma comunque sgrassanti.

  2. Di solito uso la crema o l’olio per il corpo ma quando viaggio ho preparato delle saponette adatte al corpo e al viso. Preferisco l’olio di avocado o quello di mandorle dolci. Crearle è semplicissimo: basta aggiungere all’olio della cera d’api. Si scalda in un pentolino a bagnomaria la cera e poi si aggiunge l’olio. Si inserisce il composto all’interno degli stampini e una volta raffreddati sono pronti da usare. In alternativa, in inverno, si può usare il burro di karité, un prodotto eccezionale e ultra nutriente. Con il freddo però è un po’ difficile da stendere. Ma basta scaldarlo fra le mani e diventa malleabile. In estate invece potrebbe facilmente sciogliersi con le alte temperature.

    ragazza con capelli rossi e corona di fiori fra i capelli


  3. Il dentifricio lo inserisco in una scatolina vuota di piccole dimensioni, calcolando il contenuto necessario per i giorni di viaggio. Spesso le confezioni in vendita sono di 250 ml oppure la versione di 100 ml costa più di una confezione grande. Inserendo il dentifricio in una scatola puoi ovviare il problema.

  4. Idem per il liquido delle lenti, se porti le lenti a contatto dovresti procurarti un contenitore con un foro piccolo che non superi il contenuto di 100 ml. Qui puoi trovarne di utili.

  5. Per lo shampoo ho trovato come soluzione il rhassoul. Si tratta di una polvere lavante originaria del Marocco dalle proprietà lucidanti e pulenti. Non è adatta a tutti i tipi di capelli però. Se hai i capelli secchi e fragili ti consiglio di evitarla.

  6. Infine come deodorante uso l’allume di potassio, ossia un minerale solido naturale che ha la facoltà di bloccare la proliferazione dei germi. Anche questo è da testare perché i pareri sono discordanti.

L’unico prodotto che ancora non sono riuscita a trovare una soluzione è il balsamo. Se hai qualche consiglio da darmi sono pronta ad ascoltarti, sono anni che cerco un’alternativa.

Ho provato con le saponette ma non ne ho trovata una che sia capace di ammorbidire i capelli, così opto per la classica confezione piccola in cui inserisco il prodotto che uso di solito.


Prenotare su Lastminute è piuttosto semplice. Con pochi click puoi avere la possibilità di costruire un viaggio su misura. Seguendo i passaggi indicati non rimarrai deluso dall’acquisto e sarai pronto a muoverti in completa autonomia.

Come prenotare su Lastminute

 

Dalla home principale si accede ai vari menu. Puoi scegliere la soluzione viaggio a te più adatta. Le opzioni sono:

  • volo
  • hotel
  • volo + hotel
  • weekend
  • vacanze (pacchetti tour operator)
  • mari tropicali
  • crociere
  • auto
  • last second
  • case vacanze

 

Come vedi la scelta è varia e puoi veramente costruire un itinerario su misura. Per quanto riguarda i voli si appoggia al portare viaggiare gratis. L’unica cosa della quale dovrai avere premura è quello di consultare le regole di viaggio perché spesso non prevedono il bagaglio in stiva.

All’inizio dei miei viaggi, quando ero ancora una novellina e iniziavo a muovere i miei primi passi da sola per l’Europa, utilizzavo Lastminute.

Era perfetto dato che mi dava la possibilità di prenotare il volo più l’hotel. Poi però sono cambiate le regole e mi sono ritrovata a Berlino a dover pagare il bagaglio.

Ciò mi ha spinto a fare uno step successivo. Prenotare direttamente dalla compagnia aerea e l’hotel sui portali dedicati. Ma rimane comunque una buona soluzione per chi non ha voglia di smanettare troppo nel web.

Volo + hotel è secondo me la soluzione più interessante. Puoi scegliere tutte le varianti che desideri e quindi essere il tuo personale agente di viaggio.

In più, avrai la possibilità di guardare le foto delle camere, scegliere le varie proposte di pernottamento e inserire degli optional come prima colazione, navetta aeroportuale, eccetera.

Come ti dicevo prima, per il volo dovrai avere maggiore attenzione. In questa pagina però trovi le regole relative alle diverse compagnie aeree. Potrai prenotare il bagaglio se ne hai bisogno direttamente dal servizio clienti.


Prenotare su Lastminute come tour operator

Se desideri fare una vacanza in un villaggio vacanze o con la formula tutto compreso, puoi consultare le varie proposte offerte nei menu vacanze, mari tropicali, crociere e last second.

Inserisci le date, l’aeroporto di partenza e di destinazione, il numero di persone e ti verranno elencate le proposte presenti. Dalla partenza all’arrivo sarai seguito dal personale specializzato che ti accompagnerà per tutta la durata della vacanza.

Oppure potrai valutare l’opzione delle case vacanze con un’ampia gamma di proposte in tutto il mondo grazie all’appoggio del portale Homeaway.

 

Il pagamento

Le carte di credito accettate per il pagamento sono: Visa, Mastercard, Paypal e Masterpass. I pagamenti sono sempre anticipati e si diversificano in base alle opzioni scelte.

Ovviamente appoggiandosi a vari portali cambiano anche i metodi di pagamento. Ma di regola Visa e Mastercard sono accettate ovunque.

Ho prenotato diversi viaggi con lastminute e ti posso assicurare di non aver mai avuto brutte sorprese. Ho utilizzato anche il servizio clienti che si è sempre rivelato veloce e preparato.

Per concludere, ti consiglio di prenotare con lastminute se non hai voglia di passare da un portale all’altro per prenotare la vacanza dei tuoi sogni e affidarti a un unico operatore.

Sei mesi in Centro America. Sei mesi di viaggio intenso e di emozioni forti. Per la seconda volta da sola in luoghi extra europei: questo il resoconto del mio viaggio.

Se ripenso a quante volte ho sognato di viaggiare da sola nel mondo e di quando sono riuscita a metterlo in pratica, sento crescere il rispetto per me stessa di due spanne!

Sono convinta, infatti, che i desideri debbano essere coltivati e, non appena si presenti un’occasione, ci voglia altrettanta determinazione per metterli in pratica.

Questa è sempre stata la mia filosofia di vita e mi soddisfa sapere che lentamente riesco a fare ogni cosa mi passi per la testa. Un passo dopo l’altro. Un sogno alla volta. Poi si gira pagina e si va avanti, altri sogni e altri obiettivi da raggiungere.

Sei mesi in centro America

 

Sono partita a ottobre, colma di dubbi e di ripensamenti, chiedendomi costantemente se stessi facendo la cosa giusta. Pochi mesi prima, tra l’altro, avevo conosciuto una persona con la quale stava nascendo qualcosa e avevo paura di perderla lungo il cammino.

La fedeltà a me stessa e ai miei sogni mi hanno impedito di fermarmi e, sono felice di affermare a distanza di qualche tempo dopo il ritorno a casa, ho fatto la scelta più azzeccata.

Messico 

Mérida

La prima tappa, una volta scesa dall’aeroporto, è stata Mérida, nello Yucatan: una settimana presso una stanza prenotata su Airbnb con dei ragazzi che abitavano nelle vicinanze del centro. La camera conteneva un letto, un’amaca e un ventilatore che sentivano anche i vicini.

La prima notte la trascorsi insonne a causa del fuso orario e dell’adrenalina a mille. Poi, il giorno dopo, ero stremata dal caldo e bevvi tre litri di acqua in un’ora ma i colori e la vivacità del Messico mi stavano lentamente rapendo.

Quando camminando per le vie della città, ammirandone i dettagli coloniali, scoprii il mercato cittadino entrai totalmente in fusione con il luogo sebbene fossero i parchi a catturare la mia attenzione: trascorrevo ore ad ammirare i lineamenti dei messicani e l’intensità dei loro occhi scuri.

I loro sorrisi così genuini e carichi di gioia cullavano le mie paure. La domenica, invece, fui sorpresa dalla giornata ecologica dove molte strade del centro rimangono chiuse al traffico a favore delle bici e dei pedoni. Ogni angolo è un occasione per organizzare canti, danze e musica.

Durante la settimana di permanenza a Mérida feci diversi tour per vedere i cenotes, la riserva della biosfera Celestun, le piramidi di Uxmal e la spiaggia di Progreso.

Eppure il tempo trascorso qui, nonostante avessi avuto l’opportunità di conoscere nuove persone, non mi aveva allentato del tutto il cuore e mi sentivo ancora sulla difensiva.

 

cielo messicano

 

Playa del Carmen

Puntavo tutto sull’arrivo a Playa del Carmen, il posto già lo conoscevo, c’ero stata con una mia amica due anni prima e da subito mi ero sentita a casa. Qui, ne ero certa, avrei lasciato andare quei lacci che mi avviluppavano e mi facevano sentire così insicura.

Nella mia precedente vacanza mi ero fermata una settimana a Playa del Carmen mentre la seconda l’avevamo trascorsa a Cancun: questa volta avrei avuto la possibilità di soggiornare un mese.

Ero decisa, quindi, a trascorrere questo tempo all’insegna della lentezza, del godimento e della conoscenza: volevo sapere tutto su Playa del Carmen, entrare nel vivo della vita della riviera maya.

Anche qui trovai alloggio sul portale di Airbnb ospitata da una signora alquanto particolare con una cagnetta di nome Agua. Lei era insegnante di yoga kundalini: al martedì e al giovedì alle 4 di mattina teneva la sua lezione in casa.

Durante quelle lezioni mi svegliato sentendo gli interminabili canti tipici della pratica ma vivevo tutto in modo decisamente rilassato perché mi trovavo esattamente dove volevo essere.

Durante il giorno, camminavo lungo ogni Avenida e ogni spiaggia scoprendo anche i più piccoli angoli nascosti. Visitai tutti i cenotes più celebri, seguii qualsiasi lezione di yoga per conoscerne i vari stili, nuotai con tartarughe e delfini e assaggiai frullati e frutta fresca mai visti prima.

Dopo aver trascorso interminabili ore con persone diverse mi sciolsi lentamente lasciando andare quelle ultime barriere di difesa mentre i sorrisi diventavano meno tirati e la mente brillava di ritrovata serenità.

 

spiaggia di tulum

 

Città del Messico

Terminato il mese mi diressi a Città del Messico per una sola settimana. I miei obiettivi erano quelli di visitare la casa di Frida Kahlo e la piramide di Teotihuacan.

Il D.F. come lo chiamano i messicani, è culturalmente ricco di fascino ma pur sempre una città coloniale con chiari riferimenti occidentali. Mi resi conto ben presto che non era una località adatta al mio tipo di viaggio.

Questa tappa, però, mi insegnò il valore dei simboli e di quanto importanti essi siano per gli uomini. La guida mi raccontò che molte piramidi maya furono distrutte dagli invasori e sopra di esse vennero eresse le chiese.

Tale violenza portò alla distruzione dei popoli nativi che ritrovandosi senza radici, persero i loro riferimenti e si piegarono, loro malgrado, ai voleri dei nuovi dominatori. Piansi lacrime amare e ancora oggi, quando ci ripenso, sento ribollire il sangue di fronte a questa tremenda ingiustizia.

Al termine della settimana era ora di riprendere l’aereo: mi mancavano ancora 120 giorni per completare i miei sei mesi in Centro America.

 

Chiapas

Ero salita per poi ridiscendere nel sud del Messico, questa volta nella parte opposta, per immergermi in ciò che resta delle vere radici maya. Forse la tempistica era stata perfetta: prima avevo visto lo scempio commesso alle comunità native, ora potevo saggiare ciò che rimaneva delle radici maya.

Attraversai le città di Tuxtla Gutierrez, San Cristobal de las Casas, dove sentii anche alcune scosse di terremoto fintanto che ero al telefono con un’amica, e Palenque.

Odiai a morte quelle strade costellate da dossi artificiali, messi dai nativi per far rallentare le macchine, uno ogni minuto circa, perché non mi permettevano di riposare durante gli spostamenti.

Ma i paesaggi che vidi furono qualcosa di stupefacente: la legge della natura potente e rigogliosa preservata dalla determinazione dei nativi. Tra questi visitai: i laghi di Montebello, le cascate di Agua Azul, le cascate di El Chiflón, el Cañon del Sumidero e i suoi coccodrilli.

Mentre i miei viaggi urbani verterono verso le città rimaste intatte e autentiche come Chiapa de Corzo, San Juan Chamula e Zinacantan. Presso quest’ultima vidi, con mio immenso sgomento, un santone sacrificare una gallina per proteggere una famiglia e la riunione domenicale della comunità pronta a giudicare i misfatti dei suoi concittadini.

Sarebbe difficile raccogliere in brevi e succinte frasi tutte le emozioni indelebili che quel soggiorno mi regalò, sarebbe come minimizzarle e trasformare qualcosa di anacronistico in banale e assurdo.

 

immagine di iguana

 

Guatemala

 

Lago di Atitlán 

Nel lago di Atitlán e nella cittadina di San Pedro trovai un luogo ideale nel quale vivere. I miei sei mesi in Centro America si stavano drasticamente riducendo ma il ritmo di vita si faceva più fluido. Ora non bramavo più la scoperta ma la lenta conoscenza di luoghi che mi parevano quasi incantati.

La mia vita si ridusse in lezioni di spagnolo e yoga. Fu questo a spogliarmi di altri strati di frenesia e velocità, tipici della cultura occidentale. Un lago magico, capace di infondere calma, al quale ripenso con immensa nostalgia.

 

Antigua e Monterrico

L’antica capitale del Guatemala, ferita e distrutta varie volte dai temuti vulcani che la circondano, il volcan de Fuego e il Pacaya, non mi attirò come fece il lago Atitlan.

Forse c’erano troppi riferimenti coloniali e cozzavano contro la cultura che avevo conosciuto un mese prima, dove la foga del successo e del denaro non si presentava se non nei locali stranieri.

Scappai così al mare, a Monterrico, sperando di ritrovare la quiete del Guatemala e ciò che mi aspettavo dai miei sei mesi in Centro America. La trovai: nel disegno di una distesa di sabbia nera dove bazzicano cani abbandonati e affamati, dove si poteva prendere il sole solo al mattino perché la sabbia diventava incandescente al salire del sole e l’acqua era intoccabile per via della forza delle onde dell’Oceano Pacifico.

 

spiaggia di monterrico al tramonto

 

Breve sosta in Honduras e ritorno in Guatemala

 

San Pedro Sula e Roatan

Uscii dal Guatemala ma solo per un breve periodo. A casa mi ero lasciata influenzare dai racconti sull’Honduras e decisi di visitare anch’io una delle sue idilliache isole. Prima feci sosta a Copán Ruines per vedere le ennesime piramidi maya.

Partii da Antigua con uno Shuttle (una corriera privata) e raggiunsi Copán in giornata. Il giorno dopo sarei ripartita alla volta di San Pedro Sula, uno delle città più pericolosi al mondo.

Ebbi una certa fifa soprattutto perché lungo il tragitto per raggiungere la città con la corriera lessi lo stesso timore anche negli sguardi della gente con la quale viaggiavo. Fortunatamente in serata raggiunsi l’hotel e, senza perdere troppo tempo, volai nell’isola di Roatan.

Qui ebbi sfortuna perché metà del viaggio la trascorsi rinchiusa in bungalow a causa della pioggia. Non fui però sola, bensì in compagnia di una favolosa gattina di appena sei mesi di nome Princesa. Utilizzai quel tempo per mettere nero su bianco i miei pensieri e le mie avventure trascorse nei quattro dei sei mesi in Centro America.

Nei giorni di sole uscivo a fare snorkeling, passeggiare o a fare tour dell’isola in motorino. Mentre gli altri mi rinchiudevo fra le pagine del mio diario accarezzando il dorso morbido di Princesa.

Dopo tanti mesi ebbi la strana sensazione di sentirmi infastidita al sentire parlare in italiano: ero stata come rinchiusa in una bolla di vetro maya e non avevo alcuna intenzione di uscirne prima del tempo.

 

Spiaggia di Livingston, una delle tante viste nel mio viaggio di sei mesi in centro america

Ritorno in Guatemala

 

Al mio rientro in Guatemala il funzionario doganale mi fece osservare, prima di rimettere il timbro, che mi rimanevano 23 giorni da trascorrere in Guatemala. Mi sarebbe piaciuto vedere tanti altri posti ma dovetti fare una cernita.

Scelsi così Livingston, Coban e Flores. Il primo è soprannominato il “Caraibi del Guatemala” dove vivono i Garifuna una popolazione di origine africana trapiantata dai coloni.

Pensai da subito che la cultura africana assemblata a quella latina non fosse un buon miscuglio. Difatti nonostante il luogo sia piuttosto suggestivo, la cultura ambientale lascia alquanto a desiderare. I cumuli di immondizia deturpano inesorabilmente il paesaggio.

Cobán, invece, si trova fra le montagne e fa veramente freddo in inverno ma intorno si possono ammirare piantagioni di caffè e, a sorpresa, anche quelle particolari di cardamomo.

Sì, perché qui si assaggia il caffè al cardamomo, come se ci trovassimo in una piazza mediorientale, una prelibatezza che continuo a bere ancora oggi. La città, invece, non è molto frequentata da turisti se non da americani e nord europei.

Flores è una graziosa isoletta che si trova nel lago Petén Itzá, in uno dei dipartimenti più belli del Guatemala: il Petén, appunto. Da qui partono le escursioni per visitare Tikal, uno dei siti maya più suggestivi perché ancora inesplorati e immersi in una foresta immacolata, lontana da qualsiasi insediamento umano. Ma avevo solo tre giorni a disposizione: poi avrei dovuto salutare il mio amato Guatemaya e dirigermi in Belize.

 

mare azzurrissimo in belize visto nei sei mesi in centro america

 

Belize e Messico

 

Belize City e Caye Caulkner

Ero giunta all’ultima tappa del mio viaggio, poi sarebbe toccato il momento del mio ritorno a casa. Avevo trascorso cinque mesi e mezzo ma mi credi se ti dico che i miei occhi non erano ancora sazi?

Da Flores partii con una corriera in direzione Belize City, un’altra città non troppo sicura, quindi saltai la visita. Mi diressi allora direttamente ai traghetti per raggiungere l’isola di Caye Caulkner.

Arrivai con un venticello caldo, avvolgente e rilassante. Vicino a me era posizionata l’isola di Ambergris Caye, meglio conosciuta come la Isla Bonita di Madonna.

Ma Caye Caulkner ha la particolarità di veder circolare solo biciclette e golf car, nessuna auto. Ciò permette un clima più rilassato e blando tanto da rischiare di perdere il traghetto di ritorno in Messico perché il mio autista aveva festeggiato troppo la sera prima e non si era svegliato in orario!

Il colore del mare è spettacolare: un’acqua talmente azzurra da sembrare quasi dipinta. Ma le spiagge a disposizione sono poche e ripararsi dal sole risulta difficile.

 

Trascorsi i 15 giorni ripresi il traghetto e la corriera per Playa del Carmen: fu giusto così, dovevo concludere un cerchio che si era aperto a ottobre e si richiudeva ad aprile.

 

***

 

Sei mesi in Centro America mi hanno cambiata perché sono tornata più leggera, spogliata di quelle cose superflue di cui non avevo bisogno: maschere, pregiudizi, condizionamenti sociali, senso del tempo. Il viaggio mi ha insegnato che la serenità si raggiunge solo tagliando e non costruendo.

Ogni tanto riaffiorano gli insegnamenti avuti: cercherò di non essere mai più la persona che ero prima di partire, farò in modo che la routine non cancelli ciò che quei mesi mi hanno lasciato.

Se mi chiedono se ne è valsa la pena, con un gran sorriso rispondo di sì. Se mi chiedono se mi sono sentita sola rispondo no. Essere stata finalmente con me stessa, fuori dal mio contesto abituale, mi ha dato una forza e una lucidità che non credevo di avere. Ritrovarci è il dono più grande che ci possiamo fare.

Ti sorprendi spesso a osservare le stelle nel cuore della notte? Sì? Allora ti spiego io dove viaggiare per visitare i planetari in Italia.

Quando ho vissuto a Ulm mi ritrovavo spesso in terrazzo a pensare a quante volte il piccolo Einstein, nato in quel comune tedesco, rimanesse con il naso all’insù a fissare le stelle. E questo mi ha portato a interessarmi un po’ di più della materia e dei misteri dell’universo.

Fortunatamente in Italia possiamo scegliere di visitare tantissime città che ospitano dei planetari. Così ho deciso di stilare una lista per avere i riferimenti comodi a portata di click.

Cos’è un planetario?

 

Il primo planetario fu inventato nel 1925 a Jena e fu costruito in modo che il pubblico si mettesse al centro di una cupola. Da quella posizione veniva proiettata l’immagine dei pianeti movimentati da meccanismi a orologeria: ciò consentiva di studiare e scoprire i movimenti durante le varie fasi delle stagioni.

Qual è la differenza fra planetario e osservatorio? Il planetario è una creazione che simula i movimenti dell’universo attraverso un proiettore, mentre l’osservatorio possiede un telescopio. Il primo è aperto al pubblico con determinati orari, il secondo non sempre permette alle persone di accedervi.

Dove viaggiare per visitare i planetari

 

Ammetto che il lavoro è stato arduo ma sono riuscita a mettere assieme, grazie anche al sito dedicato ai planetari, una lista in cui poter esprimere i desideri osservando le stelle. Già perchè per me, le stelle, saranno sempre qualcosa utile a segnalare la strada verso la mia bambina interiore.

ABRUZZO

Osservatorio Astronomico Colle Leone: via Colle Leone, Mosciano Sant’angelo – tel 340 2429851

BASILICATA

Planetario osservatorio: salita Rosario, Anzi (PZ) – tel 320 2236876

CALABRIA

Istituto Tecnico Nautico Statale Mario Ciliberti: via per Capo Colonne, Crotone – tel 096224534

Planetario Provinciale Pitagora: via salita Zerbi, Reggio Calabria – tel 0965324668

CAMPANIA

Osservatorio Astronomico Capodimonte: salita Moiariello, Napoli – tel 0815575433

Planetario dell’Istituto Tecnico Nautico Statale: via Madonna del Principio, Torre del Greco: tel 0818811061

Città della Scienza: via Coroglio, Napoli – tel 0813723728

EMILIA ROMAGNA

Aula Didattica Planetario: via Dante Alighieri, Bologna – tel 051348946

Osservatorio Astronomico di Montemaggiore: via Montemaggiore, Predappio (FC) – tel 0543921348

Planetario Comunale: viale Jacopo Barozzi, Modena – tel 059224726

Museo del Seminario Vescovile: via don Stefano Raffi, Bedonia (PR) – tel 0525824420

Osservatorio Sismico Bendandi: via Luciano Manara, Faenza (FA) – tel 054629473

Planetario: viale Santi Baldini 4/a, Ravenna – tel 054462534

L’Officine del Cielo: via Rotta, Ravenna – tel 054431115

FRIULI VENEZIA GIULIA

Scienze Centro Immaginario Scientifico: riva Massimiliano e Carlotta, 15 Trieste – tel 040224424

LAZIO

1 Planetario Comunale: via Vaschetta 1, Frasso Sabino (RI)

2 Planetario del Gruppo Astrofili Hipparcos: piazza della Torre, Rocca di Cave (RM) –  tel 069584098

3 Planetario e Osservatorio Astronomico: strada Romana per Bagnaia, Soriano nel Cimino (VT)


LIGURIA

Progetto Cassiopea: via Lorenzo Pareto 1/2, Genova – tel 010310292

Osservatorio Astronomico Comunale G.D. Cassini: piazza Monsignor Rossi, Perinaldo (IM) – tel 3485520554

LOMBARDIA

La Torre di Sole: via Locatelli, Brambate di Sopra (BG) – tel 035621515

Museo Civico di Scienze Naturali: via Orzanam, 4 Brescia – tel 0302978662

Planetario, via Mazzini 92, Lumezzane (BS) – tel 030394225

Osservatorio Serafino Zani: colle San Bernardo (BS) – tel 030394225

Gruppo Astrofili Lariani: via Risorgimento 21, Tavernerio (CO)

Planetario città di Lecco: corso Giacomo Matteotti, 32 Lecco – tel 0341367586

Civico Planetario “Ulrico Hoepli”: corso Venezia 57, Milano – tel 0288463340

MARCHE

Museo del Balì: località San Martino di Saltara, Saltara (PS) – 0721892390

PIEMONTE

Museo di Scienze Naturali e Planetario: via 1821 11, Alessandria – tel 0131254633

Planetario di Torino: via Osservatorio 30, Pino Torinese (TO) – tel 0118118740

PUGLIA

Osservatorio Astronomico Sirio: piazzale Anelli, Castellana Grotte (BA) – 0804998230

Il Planetario di Bari: Bari – tel 3200462159

Planetario della Comunità Emmanuel: via Lecce, Novoli (LC) – tel 0832351340

SARDEGNA

Istituto Tecnico Nautico: via Balai 1, Porto Torres (SS) – tel 079502245

SICILIA

Planetario di Riposto: via Duca del Mare 19, Riposto (CT) – tel 095933783

Planetario Andromeda: via Guglielmo Siracusa 47, Castroreale (ME) – tel 3497167804

Istituto Nautico Gioeni: via Vittorio Emanuele 27, Palermo – tel 091586329

Osservatorio Astronomico: contrada Pizzo Sauro di Regalgioffoli, Roccapalumba (PA) – tel 0918215207

Star Freedom: via Elia Crisafulli, 3 Palermo – tel 393 4845660

 



TOSCANA

Istituto e Museo Storia della Scienza: piazza dei Giudici, 1 Firenze – tel 055265311

Fondazione Scienza e Tecnica: via Giusti Giuseppe 27, Firenze – tel 055290112

Museo di Storia Naturale del Mediterraneo: via Roma 234, Livorno – tel 0586266711

Istituto Tecnico Nautico Statale Artiglio: via dei pescatori, Viareggio – tel 0584390281

1 Planetario: via Bassagrande, Marina di Carrara (MS) – 3331731533

2 Planetario: via Mario Lalli 4, Pisa – tel 050580456

3 Planetario Civico: via Sestini 331, Pistoia – tel 05734523441

TRENTINO ALTO ADIGE

Museo Civico: Borgo Santa Caterina 43, Rovereto – tel 0464439055

Museo Tridentino di Scienze Naturali: via Calepina 14, Trento – tel 0461270311

UMBRIA

Osservatorio Astronomico Cittadino: via Bolletta 18, Foligno (PG) – tel 0742353586

Planetario: strada Annunziata 3, Amelia (TR) – tel 0744970010

VENETO

Planetario Liceo Scientifico “Dal Piaz”: via Boscariz 2, Feltre – tel 0439301548

Associazione Astrofili Agordini Cieli Dolomitici: località Celat, San Tomaso Agordino (BL) – tel 0437590804

Planetario di Padova: via Pietro Micca 17, Noventa Padovana (PD) – tel 049773677

Gruppo Astrofili: via Baccanazza 13, Santa Maria Maddalena (RO) – tel 33852264372

Associazione Incontri con la Natura: via Santa Lucia 45, Crespano del Grappa (TV) – tel 0423934180

Planetario: lungomare d’Annunzio, Venezia – tel 041731518

Istituto Tecnico Nautico Sebastiano Venier: via Castello 787, Venezia – tel 0415225295

 

Purtroppo mancano il Molise e la Valle d’Aosta in quanto non ne posseggono neanche uno. Ma sono sicura che in un viaggio fuori porta potrai comunque recuperare.

Immagina di partire con la tua famiglia e insieme ai tuoi figli trascorrere una piacevole serata alla scoperta dei meccanismi della natura. Non sarebbe stupefacente?

Spero di aver esaudito il tuo desiderio di scoprire dove viaggiare per visitare i planetari in Italia e non dimenticare che…

 

In certe notti d’estate,

perdersi con lo sguardo fra le stelle

è uno dei modi più saggi

di impiegare il proprio tempo.

(Anton Vanligt, Mai troppo folle)

La compagnia aerea Ernest si è affacciata da poco sul mercato italiano offrendo le sue linee per Tirana, Kiev e Lviv. Vediamo assieme come avviene la prenotazione e quali sono i giudizi dei passeggeri.

 

Compagnia aerea Ernest

I collegamenti dall’Italia per le tre città europee non sono molte. Ci sono infatti:

  • Milano Malpensa per Tirana, Lviv, Kiev e Kharkiv
  • Milano Bergamo per Tirana, Kiev e Lviv
  • Verona per Tirana, Iasi e Bucharest
  • Bologna per Tirana, Kiev
  • Pisa per Tirana
  • Venezia per Tirana e Lviv
  • Cuneo per Tirana e Iasi
  • Napoli per Lviv e Kiev
  • Genova per Bucharest e Kiev
  • Roma Fiumicino per Lviev, Kharkiv e Kiev

I prezzi rispetto alle altre compagnie aeree che viaggiano per le stesse tratte sono piuttosto competitivi e ciò segna un punto a favore della compagnia aerea Ernest.

Ma, leggendo le recensioni, molti clienti lamentano il fatto che gli orari non siano a volte rispettati causando gravi ritardi negli spostamenti. A parte questo sono tutti d’accordo sul fatto che i voli siano efficienti e abbordabili.

Non esiste un’app si è quindi costretti a stampare il documento di bordo prima di presentarsi all’aeroporto. Altra pecca della quale i viaggiatori si lamentano.

Come appare il portale

La grafica semplice e intuitiva permette a chiunque di prenotare un volo direttamente dal sito della compagnia aerea Ernest. La parte superiore a tendina permette di entrare in 5 differenti menu:

Cerca volo

Destinazioni

Assistenza

Gestione prenotazione

Agenzie viaggi

 

A noi interessano i primi quattro. Su cerca volo puoi trovare le varie soluzioni di viaggio a te più consone. Basta inserire l’aeroporto di partenza, quello di arrivo, un coupon sconto se lo si possiede, il numero dei passeggeri e si clicca su continua.

Viene chiesto di riconfermare le persone a bordo e successivamente le date di prenotazione. In questo passaggio conosciamo le tariffe e le regole di prenotazione. I bagagli fino agli 8 kg sono gratuiti poi si pagano. La scelta del posto ha un costo di 6 euro e ci sono varie tariffe per le cancellazioni, penale e quant’altro.

A ciascun passeggero è consentito portare un solo bagaglio a mano che, includendo manico e rotelle non superi le seguenti dimensioni 55x35x25 cm e che non ecceda gli 8 kg. 

Nella prossima schermata possiamo scegliere il numero dei bagagli e anche il peso che preferiamo. Le tariffe sono in linea alle altre compagnie aeree, mentre fino a poco tempo fa erano molto più convenienti.

Attenzione però! Le tariffe si intendono solo per l’andata per il ritorno bisogna rifare lo stesso calcolo!!!

Se hai necessità di portare il tuo amico a quattro zampe lo puoi fare al costo di 40 € per l’andata e altri 40 € per il ritorno. Ogni posto aggiunto costa 6 € mentre i posti comfort 14 €. Le schermate successive riguardano la creazione di un account, l’inserimento dei dati personali e poi quelli di acquisto. Le carte di credito accettate sono le maggiori usate tranne Visa Electron.

Su Gestione Prenotazione puoi consultare il tuo volo ma anche qui, dalle recensioni, sembrerebbe che l’assistenza clienti sia piuttosto scarsa e difficile da contattare.

Riassumendo i punti a favore sono:

  • il prezzo del volo
  • le tratte particolari
  • la facilità di prenotazione

Gli svantaggi sono:

  • ritardi sui voli
  • assistenza clienti scarsa
  • pochi voli a disposizione

Spero di esserti stata utile nella conoscenza di una nuova compagnia aerea e fammi sapere se hai già viaggiato con Ernest e come ti sei trovato.

 

City card e tourist card

 

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE!!!

 

La compagnia Ernest Airlines ha ufficialmente chiuso i battenti l’11 gennaio 2020. Non si vola più in bella compagnia come diceva il suo slogan…

Il motivo ufficiale qual è?

L’ENAC ossia l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ha sospeso temporaneamente la sua licenza operativa in data 29 dicembre 2019 con possibilità di revoca. Al momento però non ci sono notizie di riassestamento da parte dell’azienda per cui si suppone abbia chiuso per sempre.

Sono stati tre giorni intensi fra borghi, castelli e storie umbre: il tempo è volato mentre i ricordi sono rimasti vividi.

Paciano

 

Tre porte di accesso conducono all’interno di Paciano: Porta Fiorentina, Porta Perugina e Porta Rastrella. All’interno del borgo ad aspettarci la nostra formidabile guida Bianca che per tutto il periodo del blog tour ci ha incantato con storie umbre e racconti che caratterizzano i vari comuni.

Abbiamo visitato Palazzo Paldeschi e il suo Trasimemo-Banca della Memoria del Trasimeno adibito ai laboratori didattici per la lavorazione della ceramica e del tessile. Qui i bambini di Paciano si sono divertiti a creare le mattonelle contenenti i numeri di casa dell’intero borgo.

Una signora ci ha fatto scoprire i segreti del bijoux, le perline di ceramica scivolavano veloci fra le sue mani mentre ci raccontava come venivano cotte e poi lucidate.

Al piano inferiore invece ci aspettava la signora che si occupava del tessile, ci ha illustrato l’interessante collezione di manufatti e i vari tipi di filati.

La sua passione l’ha portata a studiare i metodi di lavorazione dalle donne messicane per poi riportare il sapere nella sua terra e applicarla in modo creativo. Una delle storie umbre artigianali più belle perché fusa con un altro pezzo di mondo.

Di fianco ha un negozio dove vende le sue idee e un po’, anche i suoi sogni.

Poi ci siamo fermati ad ammirare i quadri nella chiesa di San Giuseppe con un affresco di Francesco di Nicolò datato 1452 che rappresenta la crocifissione. Nella chiesa di San Sebastiano e Rocco ci sono due cappelle dove figura anche San Francesco probabilmente di passaggio verso Assisi.

 

quadro crocifissione forse di raffaello

 

Panicale

 

A Panicale si può visitare la stupefacente chiesa di San Sebastiano costruita fuori dal circuito murario a causa della peste che scoppiò nel ‘400.

In un quadro del Perugino datato 1505 si vede al centro della scena San Sebastiano trafitto dalle frecce, con un’espressione di mancata sofferenza come volevano i dettami dell’epoca, come a trasmettere la gioia del sacrificio umano, e il paesaggio tipico di Panicale.

Vicino un quadro che si presuppone sia stato fatto da Raffaello che si trovava nella chiesa di Sant’Agostina della Madonna della Mandorla. Si è deciso di spostarlo in questa chiesa a causa dell’umidità che lo stava irreparabilmente rovinando. L’opera risale al periodo che va dal 1502 al 1506.

Piegaro

 

A sorpresa, a Piegaro, ho trovato un po’ delle mie origini venete all’interno del Museo del Vetro. Nel XIII secolo giunsero in questo paesino umbro uno sparuto gruppo di vetrai di Murano in fuga dalla Repubblica di Venezia dando il via alla produzione di vetro che è durata fino al 1958.

Rimane la fornace e i tunnel in cui venivano conservati la sabbia che poi si sarebbe trasformata in vetro. Chiuse all’interno di teche o esposte in scaffali fiaschi e damigiane impagliate, prodotti di design e parte del corredo matrimoniale della figlia dei nobili proprietari del Castello di Montegiove.

 

Ficulle

 

Ficulle era nota nell’antichità per essere un avamposto di controllo sull’antica via Cassia romana. Si è sviluppata sopra uno sperone di roccia che a mano a mano si allarga per un’altezza che raggiunge i 400 metri.

Il calendario eventi del borgo è molto attivo e il gusto festaiolo è rappresentato anche dalle decorazioni natalizie ancora presenti.

Un incontro fortuito con due simpatiche signore ci ha confermato la sensazione. Forse proprio grazie all’entusiasmo che qui si respira Ficulle può vantarsi dei seguenti riconoscimenti:

  • Città dell’Olio
  • Città del Vino
  • Strada dei Vini Etrusco-Romana
  • Città della Chianina
  • Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana
  • Bandiera Gialla ACT Italia – Turismo del movimento

La punta di diamante della zona però è la presenza dei calanchi. Ne hai mai sentito parlare?

Si tratta di colline ricchissime di argille soggette al fenomeno dell’imbibizione: con l’umidità si rigonfiano come argilla bagnata mentre in estate si creano delle erosioni, dando vita a delle forme di grande impatto paesaggistico.

 

cagnolino che ci osserva da una finestra a ficulle

 

Parrano

 

Parrano è un piccolo borgo che nasconde nelle vicinanze un centro termale e antiche origini di appartenenza allo Stato Pontificio. Era qui infatti che il papa veniva a riposarsi quando era di passaggio.

Mi sono divertita come una pazza a rincorrere il sindaco di Parrano mentre apriva porte per lo più chiuse ai turisti e ci spiegava i segreti del suo piccolo borgo.

In un altro edificio invece l’assessore aveva preparato assieme alle sue compaesane un piccolo buffet di benvenuto con pizzette, focacce e bibite. Un’accoglienza con i fiocchi che ci ha ricaricato di energie.

Gli abitanti, in tutto una ventina circa, si erano prodigati affinché trovassimo il paese tirato a festa ed è stato davvero piacevole scoprire la collaborazione che nasce e si mobilita spontaneamente per un evento che va a spezzare la routine.

Ho visto persone entusiaste e solari, felici di promuovere il proprio territorio.

Un Umbria con un’anima e una gioia di dimostrarsi e di far conoscere le proprie bellezze, che sono dobbiamo ammettere davvero tante. Un’appartenenza che valorizza le radici e il senso comune.

 

veduta sul castello di montegiove e le sue innumerevoli storie umbre

 

Le cantine di Montegiove e Pomario

 

Oltre alle bellezze paesaggistiche e culturali l’Umbria ha un importante tessuto culinario tra cui spicca l’olio e il vino. In questo tour abbiamo avuto la possibilità di assaggiare diversi prodotti tipici e visitare una notevole varietà di cantine vinicole.

Tra queste figura l’azienda agricola Castello di Montegiove che ci ha accolto raccontandoci delle storie umbre e le vicissitudini del castello nel corso dei secoli.

Il marchese ci ha poi portati ad assaggiare i suoi vini conservati all’interno delle sue cantine che io ho assaggiato con vero piacere.

Una produzione di classe e raffinata che termina con prodotti dal gusto unico e inimitabile adatti ad ogni occasione.

A Pomario invece, abbiamo potuto approfittare di un buffet di prodotti tipici e assaggiare i diversi tipi di vino in produzione. Ma prima abbiamo seguito una dettagliata spiegazione sui metodi di coltivazione della vite seguendo i dettami della coltivazione organica.

Il rispetto per la terra li ha portati a sperimentare un insetticida naturale composto da propoli e aloe riscontrando dei buoni risultati. Inoltre, hanno una particolare attenzione anche della fauna locale.

Un tentativo per salvaguardare il rapporto uomo-animale-terra senza che gli elementi entrino in conflitto. Anche questa fa parte delle storie umbre da raccontare…

 

Scopri altre località in Umbria su Punto e Viaggio:

 

E le ricette umbre con lo zafferano: