L’isola di Pantelleria è una delle più affascinanti nel mar Mediterraneo grazie al suo mare blu e trasparente e alla sua natura selvaggia. Si trova in provincia di Trapani dalla quale dista circa 175 chilometri. Si raggiunge tramite traghetto da Trapani o con l’aereo.

Il cibo ti delizierà il palato e i panorami ti sazieranno gli occhi. Vorrai fermare il tempo e assaporare ogni istante. La sua magia ti rapirà la mente e non ti lascerà andare. Almeno questo è ciò che è successo a me.

Sono passati due anni dal mio viaggio nell’isola di Pantelleria ma i ricordi rimangono intatti.

A dire la verità non avevo programmato il viaggio ma, cercando una meta per la settimana di ferie in giugno e puntando il dito a caso nel mappamondo, era uscita Pantelleria.

Ho trovato una sistemazione su booking e ho prenotato il volo con Volotea. Ho affittato una macchina (ma puoi scegliere anche un motorino) e ho fatto una delle vacanze più belle della mia vita.

 

porto dell'isola di pantelleria al tramonto

 

Dove alloggiare? 

 

Gli alloggi caratteristici nell’isola di Pantelleria sono i Dammusi. Si tratta di costruzioni derivanti dall’edilizia araba adattati alla conformazione dell’isola secondo un sapiente lavoro degli abitanti. Gli elementi presi in considerazione sono: il caldo, il vento, l’assenza di pioggia e il materiale lavico.

Per ogni problema si è trovata una soluzione ideale.Nel dammuso si trovano tetti a forma di cupola per convogliare l’acqua piovana nelle cisterne. Finestre e porte sono più piccole rispetto alle misure standard e i muri sono spessi per proteggere l’abitazione dal freddo e dal caldo.

Nei giardini si trova, di solito, una costruzione circolare in pietra lavica adatta a coltivare alberi da frutto, protetti dal vento. Qui trovi una lista di dammusi in affitto per le tue vacanze nell’isola di Pantelleria.

 

i bellissimi fiori di cappero

 

Cosa mangiare? 

 

I prodotti tipici dell’isola sono il Passito di Pantelleria, i capperi, e l’origano. Il primo lo puoi trovare in una delle tante aziende vinicole presenti nell’isola. Il passito è un vino dolce da accompagnamento ai dolci. Il gusto è corposo e raccoglie tutti i sapori della terra.

I capperi e l’origano crescono selvatici un po’ dappertutto. Ma devi fare attenzione a dove li acquisti. Gli originali fanno parte della cooperativa dei capperi che comprende la maggior parte dei produttori del territorio.

Le pietanze che trovi nei ristoranti sono quelle tipiche siciliane a cui vanno aggiunte le specialità dell’isola come il cous cous, l’insalata, la pasta con l’ammogghio (pesto pantesco), i ravioli amari e il bacio pantesco (scopri la ricetta qui).

 

Cosa visitare? 

 

Pantelleria inganna i vacanzieri che credono di trovare solo spiagge e mare. In realtà i siti turistici da visitare sono numerosi e insoliti.

 

Clicca qui e da un’occhiata alla cartina per scoprire i posti che sto per suggerirti. 

 

La prima cosa da fare è prenotare un tour dell’isola in barca, in questo modo puoi avere un’idea generale dei luoghi da vedere e in quale direzione dirigerti.

In centro, nella zona portuale, si trova il Castello di Pantelleria adibito a museo che conserva reperti archeologici e le teste imperiali di Giulio Cesare, Antonia Minore e Tito. La sua origine risale al medioevo ed era stato costruito a difesa della città, poi riconvertito a carcere fino al 1975.

Cala Gadir nasconde due vasche termali naturali con acqua che raggiunge i 30 gradi circa, accanto al porticciolo. Sarà difficile però entrare dato la grande affluenza turistica. Nel frattempo puoi fare un bagno nella piscina creata vicino alle vasche.

In prossimità della costa e a pochi metri di profondità, sono state ritrovate delle anfore appartenute a dei relitti datati tra il III e il II secolo A.C., per questo Cala Gadir è diventata una meta frequentata dai subacquei.

Il luogo simbolo dell’isola di Pantelleria è l’Arco dell’Elefante, uno scoglio in pietra lavica a forma di proboscide che crea un grande arco. Meno famosa della scomparsa Finestra Azzurra di Gozo ma ugualmente suggestiva.

Con una breve passeggiata da Punta Spadillo, dove si può ammirare il faro, si raggiunge il Laghetto delle Ondine. Si tratta di un lago naturale formatosi grazie alla conformazione rocciosa degli scogli in prossimità del mare. Le onde cambiano di continuo l’acqua all’interno mantenendo l’ambiente pulito.

 

cala tramontana una delle più frequentate perché provvista di pontile in legno sull'isola di pantelleria

 

Dove fare le immersioni? 

 

Le zone delle immersioni sono: Cala Gadir, Arco dell’Elefante, Punta Spadillo, Punta Fram, Scauri, Nikà, Balat dei Turchi, Dietro Isola, Punta Limarsi, Cala Tramontana, Cala Levante.

 

Dove sono le spiagge più belle? 

 

Le spiagge a Pantelleria non hanno sabbia ma scogli o roccia. Ricordati dunque di portare un tappetino di plastica per essere più comodo. Le principali sono:

  • Bue Marino, vicinissimo al centro è molto grande e molto frequentata. Puoi trovare un angolo tranquillo nel quale rilassarti e fare un bagno.
  • la Cala Gadir
  • Cala Cinque Denti, si raggiunge tramite barca o a piedi, ma l’accesso in acqua non è semplicissimo.
  • Cala Cottone, si raggiunge dopo una breve passeggiata immersi nella natura pantesca.
  • Arco dell’Elefante
  • Nikà, alterna la temperatura naturale dell’acqua con ondate di acqua più calda regalando un’esperienza unica
  • Balata dei Turchi, una baia con dei fondali ed un costone dai colori sensazionali.
  • Martingana, una delle baie più belle dell’isola
  • Lido Shurhug, l’unica spiaggia attrezzata.

 

cala cottone con sassi e scogli

 

Cosa vedere all’interno dell’isola? 

 

Il lago di Venere è uno specchio di acqua blu nel quale puoi fare i fanghi termali. Si tratta infatti di un lago nato nel cratere di un vulcano con l’unica spiaggia di sabbia in tutta l’isola.

 

La leggenda narra che la Dea Venere si specchiasse in queste acque prima di incontrare Bacco e parte della sua bellezza è rimasta intrappolata nelle acque. Ciò spiegherebbe la trasparenza e la magia del lago.

 

La Montagna Grande si raggiunge dalla contrada Sibà ed è alta 836 metri. Si snoda in numerosi percorsi di trekking, uno dei quali porta anche alla grotta di Benikulà. Conosciuta come bagno asciutto è una sauna naturale grazie alla fuoriuscita spontanea di vapore acqueo.

 

arco dell'elefante, pezzo di roccia che assomiglia a una proboscide sull'isola di Pantelleria

 

Ti lascio con una citazione di Gabriel Garcia Marquez:

 

“Stavamo passando l’estate nell’isola di Pantelleria, all’estremo sud della Sicilia, e non credo che esista al mondo un luogo più consono per pensare alla Luna.
Ricordo come in un sogno le pianure interminabili di roccia vulcanica, il mare immobile, la casa dipinta a calce fin negli scalini, dalle cui finestre si vedevano nella notte senza vento i fasci luminosi dei fari dell’Africa.
Io pensavo con una certa nostalgia premonitrice che così doveva essere la Luna. Ma lo sbarco di Armstrong aumentò il mio orgoglio patriottico: Pantelleria era meglio”.

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Le strade sono percorribili solo con mezzi di trasporto o con mezzi pubblici e non ci sono dei piccoli centri storici da visitare per cui la flânerie non è possibile praticarla.

Però puoi cercare il Genius Loci che quando si arrabbia soffia con un forte vento di Scirocco, mentre quando dorme lascia che l’isola sia alimentata da una dolce brezza.

Si occupa inoltre di preservare la naturalità del luogo e il riflesso dell’acqua cristallina. Anche gli abitanti hanno un animo cristallino, generoso e solare, ma mi preoccupa il vento… che possano cambiare umore come succede al Genius Loci?

Musica consigliata: Carmen Consoli e Mario Venuti 

Lettura consigliata: Il delfino di Sergio Bambarén

I gustosi cevapcici sono delle salsicce tipiche slovene che trovi anche in Croazia, a Trieste e in generale in tutti i Balcani. Sono molto apprezzati dai bambini perché vengono accompagnati da patatine fritte e contengono ingredienti semplici.

 

Ingredienti per quattro persone:

 

250 grammi di carne di manzo tritata

150 grammi di carne di maiale tritata

1 cipolla

Farina

Spezie: sale, pepe e paprica dolce

 

foto dei cevapcici su un piatto bianco

Salsicce cevapcici slovene

 

Preparazione dei gustosi cevapcici

 

Tritare la cipolla finemente. Mettere i due tipi di carne tritata in una casseruola con il sale, il pepe, la paprika e la cipolla. Lavorare per amalgamare i sapori con le mani per una decina di minuti.

Preparare le salsicce seguendo le seguenti misure standard: 8 centimetri di lunghezza per 2 di larghezza. Devono assomigliare a degli arrosticini.

Infarinare le salsicce con un po’ di farina e lasciarle riposare per un’altra decina di minuti. Quando la farina si sarà attaccata alla carne sarà arrivato il momento di cucinarle.

Prendere le salsicce e passarle alla griglia fino a quando saranno ben rosolate e appariranno di colore dorato.

 

Di solito i gustosi cevapcici vengono accompagnati a una salsa di colore rosso fiammante. Si tratta della salsa ajvar che presenta come ingrediente di base il peperone rosso.

 

Ingredienti per la salsa di accompagnamento:

 

Olio extravergine di oliva almeno 5 cucchiai

3 Peperoni

Aceto di mele 2 cucchiai

1 spicchio Aglio

1 cucchiaio Zucchero

Sale, pepe e peperoncino in polvere

 

salsa rossissima di accompagnamento

Sembra molto piccante ma non lo è!

 

Preparazione:

 

Lavare e pulire i peperoni, poi metterli in forno per circa 40 minuti. Saranno pronti quando si vedrà la pelle risultare bruciacchiata e i peperoni si saranno ammorbiditi.

Lasciarli raffreddare e togliere la pelle. Passarli al frullatore fino a ridurli a una crema. Nel frattempo in una padella inserire 4 cucchiai di olio e lo spicchio d’aglio.

Dopo pochi minuti togliere l’aglio e aggiungere alla salsa di peperoni il peperoncino in polvere (secondo i gusti), sale, pepe, zucchero e aceto. Il composto deve sfumare, dopo circa 10 minuti aggiungere gli altri due cucchiai di olio e lasciare cuocere per altri 10 minuti circa.

La salsa è pronta! Ora può essere conservata in frigo all’interno di un barattolo di vetro e servita con i vostri gustosi cevapcici.

Disclaimer: Le foto sono prese dal web.

Cosa vedere in un soggiorno a Bassano del Grappa? Scoprirai una ridente cittadina attraversata dal fiume Brenta in provincia di Vicenza. Famosa per il suo ponte costruito seguendo il progetto di Andrea Palladio è stata un punto strategico durante i due conflitti mondiali.

Passeggiando per il centro scoprirai che è stata la città natale del pittore Jacopo da Bassano e mentre sorseggerai una grappa in una delle celebri grapperie, cercherai di intonare il pezzo alpino “sul ponte di Bassano” in modo più o meno intonato.

 

IL CENTRO STORICO DI BASSANO DEL GRAPPA

 

Gli accessi al centro storico partendo dalla stazione dei treni sono cinque: la prima attraversando l’ex stazione delle corriere nella parte più a sinistra e vicina ai giardini Parolini, l’altra leggermente più a destra attraverso le mura, entrando in Largo Corona d’Italia; l’entrata principale da via Jacopo da Ponte, la quarta a destra vicino al Generale Giardino e l’ultima che porta a Prato Santa Caterina.

Partendo invece da Marostica l’ingresso al centro storico è possibile attraversando solo i due ponti: dal Ponte Nuovo in macchina e dal Ponte degli Alpini a piedi.

 

Via Jacopo da Ponte

Iniziamo il nostro soggiorno a Bassano del Grappa dalla via principale ossia via Jacopo da Ponte che segna l’inizio del mercato nei giorni di giovedì e sabato.

Da una parte all’altra il nostro sguardo si sofferma sulle vetrine dei negozi che adornano la via fino a scorgere, sulla sinistra, la statua di Jacopo da Ponte all’incrocio con il vicolo omonimo.

Il pittore del XVI secolo nacque e trascorse la maggior parte della propria vita a Bassano nel periodo della florida Repubblica di Venezia.

La più grande raccolta mondiale delle sue opere è conservata nel vicino Museo Civico. Più avanti vediamo una libreria considerata una delle più belle d’Italia.

Si tratta di Palazzo Roberti che è stata residenza di Napoleone Bonaparte durante il periodo della Campagna d’Italia dall’8 settembre 1796 al 10 marzo 1797.

 

Palazzo Roberti

La costruzione risale al XVII secolo ed è costruita seguendo lo stile rinascimentale veneto. Entrando camminiamo in una pavimentazione veneziana con antichi travi in legno nei soffitti.

Tra gli scaffali rimaniamo sorpresi nel vedere una porta a vetri che si apre in un giardino interno. Le stanze sono ampie e danno una sensazione di nobiltà.

Due scale laterali che salgono prima al secondo piano, con differenti sale divise per aree tematiche, e poi al terzo piano dove si tengono conferenze e incontri con gli scrittori. Qui si può ammirare un salone luminoso con affreschi della scuola del Tiepolo.

 

vista su piazza libertà a bassano del grappa

 

Via Barbieri e via Museo

Arriviamo dunque all’intersezione tra via Barbieri sulla destra dove si trova Palazzo Agostinelli sede di esposizioni temporanee, e via Museo sulla sinistra che porta alla biblioteca civica all’interno della galleria Ragazzi del ’99.

La biblioteca nata dal lascito del naturalista Giovanni Battista Brocchi vanta un patrimonio di 140.000 volumi. Il tuo soggiorno a Bassano del Grappa non potrebbe essere più intellettuale di così!

 

Piazza Garibaldi

Proseguendo diritti raggiungiamo la prima piazza, chiamata Piazza Garibaldi. Per i bassanesi invece è consuetudine chiamarla in altri modi.

Il primo è piazza delle Erbe perché anticamente vi si svolgeva il mercato degli ortaggi, e il secondo è semplicemente piazza con la fontana perché al centro vi si trova appunto, una fontana, opera dello scultore Carlo Spazzi e intitolata al sindaco Antonio Bonaguro.

Nacque con l’intento di portare pura acqua di sorgente in centro città. Sulla nostra destra troviamo lo IAT ossia l’ufficio per l’accoglienza turistica e dietro la Torre Civica. Una salita ci permetterà di scoprire le colline e le montagne che circondano il centro storico.

Torre civica

Con un’altezza di 43 metri fu costruita come protezione al borgo nuovo che si era formato all’esterno delle mura tra il XII e XIII secolo.

Si ha sue notizie nel 1349 quando venne aggiunta una campana dal peso di 500 chilogrammi. Il nome fu attribuito nel 1494 dall’incisione dello stemma della città.

 

Chiesa di San Francesco

A sinistra scorgiamo la chiesa di San Francesco nata nel periodo della dominazione degli Ezzelini che serviva come ricovero ai pellegrini che giungevano stremati e affamati in città.

La leggenda narra che a volerla fu Ezzelino il Balbo per assolvere a un voto fatto al ritorno dalla Terrasanta. Originariamente fu dedicata alla Vergine Maria ma nel XIII secolo i frati minori conventuali la omaggiarono a San Francesco.

All’interno vi si trovano opere dei pittori Luca Martinelli, Battista da Vicenza e la copia del crocifisso ligneo di Guariento. L’originale è conservato all’interno del museo civico che è posizionato esattamente dietro la chiesa.

Museo Civico

Il museo civico è uno dei più antichi musei del Veneto nato nell’ex convento di San Francesco. Inizialmente ospitò libri e collezioni di storia naturale grazie all’enorme eredità lasciata dal Brocchi. Un must da visitare durante il tuo soggiorno a Bassano del Grappa

Nel tempo la collezione è andata arricchendosi tanto che ora ne è visibile solo una parte. La pinacoteca in particolare conta 500 dipinti tra cui come già accennato prima moltissimi di Jacopo da Ponte e vari lasciti di Antonio Canova.

 

Via Roma

Proseguendo arriviamo alla seconda piazza. Anche qui si incontrano due strade. Via Roma a sinistra, la principale arteria dello shopping, che porta alla chiesetta dell’Angelo e a Porta Dieda.

La chiesa costruita da Giambattista Bricito nel 1655 è dedicata all’angelo custode apparso alla co-patrona della città Beata Giovanna Bonomo su volere di don Domenico da Veggia.

Si presenta in pianta ellittica, unica del genere in città, con un coro laterale e una cappella con un altare in marmo.  Avanzando arriviamo a Porta Dieda sorta sul castello dei Berri del 1315.

La facciata sud presenta un affresco rappresentante la fedeltà alla Repubblica di Venezia con un leone alato che sorregge un libro.

Sotto un affresco di Jacopo da Ponte, del quale ne rimangono solo poche tracce, rappresentava il coraggio con Marco Curzio Rufo a sella di un cavallo impennato nell’atto di gettarsi armato nella voragine.

Questa è anche la più importante arteria dello shopping e dovrai concederti qualche momento di relax durante il tuo soggiorno a Bassano del Grappa, no?

 

Via Matteotti

A destra invece si sale a via Matteotti sede del Municipio della città. Chiamata anticamente come Loggia di Piazza era stata dipinta da Jacopo da Ponte ma un incendio ne distrusse gli affreschi.

Ne rimane solamente uno di Francesco Bassano il vecchio, padre di Jacopo. La facciata nella piazza presenta un orologio con quadrante realizzato da Mastro Corrado da Feltre e successivamente rinnovato dall’orologiaio Bartolomeo Ferracina di Solagna.

 

Piazza Libertà

Davanti si apre Piazza Libertà, una volta Piazza dei Signori, ritrovo dei bassanesi nei giorni festivi e feriali. Storicamente diventò famosa con l’apertura della stamperia di Giovanni Antonio Remondini che assieme agli eredi, raggiunse una produzione a livello mondiale.

La piazza è delimitata da due colonne: l’una rappresenta la Repubblica di Venezia con il leone di San Marco, e l’altra San Bassiano patrono della città opera di Orazio Marinali, scultore bassanese.

Sulla sinistra si erge la chiesa di San Giovanni decorata con statue e bassorilievi del Marinali e stucchi di Abbondio Stanzio e Carpoforo Mazzetti. La cappella barocca del Sacramento contiene la pala d’altare raffigurante San Giovanni Battista capolavoro del pittore veneziano Piazzetta.

 

piazza garibaldi che potrai vedere in un soggiorno a bassano del grappa

 

Piazzotto Montevecchio

Oltrepassata la piazza e continuando leggermente sulla destra si raggiunge piazzotto Montevecchio cuore della città medievale. Reca infisso il più antico stemma della città: due leoni rampanti ai lati di una torre.

Inoltre erano affrescate scene bibliche di Francesco e Bartolomeo Nasocchio, ancora parzialmente visibili, e decorazioni di Jacopo da Ponte ora conservate al museo civico.

 

Museo della grappa distillerie Poli

Proseguendo e tenendo sempre la destra continuiamo per via Menarola, sorpassiamo salita Ferracina fino ad arrivare all’incrocio con via Gamba al museo della grappa Poli.

Il museo è costituito da cinque sale dove si possono scoprire tutti i segreti della produzione, videoproiezioni, descrizione dei vari articoli presenti, la collezione di grappe mignon e uno show room dove acquistare e testare i differenti sapori (poligrappa.com).

 

Scendendo ancora possiamo ammirare il simbolo della città: Il Ponte Vecchio chiamato oggi Ponte degli Alpini.

 

Palazzo Sturm

(Museo della Ceramica e Museo della Stampa Remondini)

Prima di oltrepassare il ponte ed essere rapiti dal profumo della grappa e dal rumore del Brenta, si può salire la strada sulla destra per visitare Palazzo Sturm e il suo museo della ceramica.

Il palazzo risale al ‘700 e presenta un salone affrescato dal pittore veronese Giorgio Anselmi e decorazioni rococò tra le più rilevanti della regione.

Al suo interno troviamo il museo della ceramica che contiene una raccolta di 1200 pezzi tra maioliche, porcellane e altri suppellettili catalogati cronologicamente.

Ospita inoltre il museo Remondini dedicato alla stampa e allo sviluppo commerciale della famiglia Remondini. Comprende incisioni, acquaforti, xilografie di Mantegna, Dürer, Tiepolo e molte altre testimonianze della civiltà europea tra la metà del seicento e la metà dell’ottocento.

Tempio Ossario

Continuando per via Ferracina e poi scendendo a Porto di Brenta, lungo il fiume, si incontra via Bastion che conduce a Piazzale Cadorna.

Qui si erge il tempio Ossario, concepito come duomo della città, diventato sacrario militare per commemorare i caduti della prima guerra mondiale.

Dentro sono tumulati più di 6000 militari, fortunatamente non ignoti, provenienti da tutta Italia e deceduti negli ospedali di campo.

 

Via Pusterla

Ancora una volta ritrovandoci all’imbocco del ponte scegliamo di scendere sulla destra, proseguendo per via Pusterla, ci possiamo ristorare sulle sponde del Brenta in quella che può essere considerata una piccola spiaggia e luogo ricreativo dei bassanesi.

Una volta riacquistate le energie, si sale prima in via Sant’Anna e poi si continua sulla destra in Salita del Margnan, costeggiando il Castello degli Ezzelini.

 

Castello degli Ezzelini

Girando in via Bonamigo si arriva in Piazza Terraglio. Qui si può ammirare il Castello degli Ezzelini di epoca preromanica con la chiesa di Santa Maria, la torre dell’Ortazzo e la torre di Ser Ivano.

La cinta muraria a difesa del castello, ha una forma di quadrilatero irregolare alta oltre trenta metri.

 

Viale dei Martiri

Se in Salita del Margnan si prosegue diritti si giunge a Viale dei Martiri. L’infausto nome deriva dai terribili fatti che ebbero luogo il 26 settembre 1944, quando 31 giovani, simbolo della resistenza, videro la morte per impiccagione nei lecci che ancora oggi vivono lungo il viale.

Alle spalle dei lecci invece, si può ammirare uno dei paesaggi più osannati del territorio con la vista sull’Altopiano di Asiago sulla sinistra, il Monte Grappa sulla destra e le colline circostanti.

 

(La cartina di Bassano la trovi in questo link)

 

Piazzale Generale Giardino

A chiusura del viale si trova Porta delle Grazie che sorge accanto alla chiesa omonima e si fonde con la vecchia cinta muraria.

Tra le macchine che sfrecciano veloci si nota una statua in un piazzale: si tratta del Generale Giardino che in groppa al suo cavallo osserva attentamente il massiccio del Grappa.

Eretto nel 1938 a ricordo dell’impegno tenuto durante la prima guerra mondiale e simbolo della lotta alla libertà e della patria.

 

Ponte degli Alpini

La prima traccia storica del ponte risale al 1124 quando si decise di creare un collegamento tra le due sponde del fiume. Il disegno odierno si basa sul progetto dell’architetto vicentino Andrea Palladio.

Inizialmente presentò una proposta per un ponte in pietra che stravolgeva completamente l’architettura precedente. Il comune rifiutò per cui rifece il progetto in legno mantenendo l’architettura originale e apportando sostanziali innovazioni strutturali.

Grazie alla robustezza dell’ossatura il ponte resistette per ben duecento anni fino alla Brentana del 1748. Andato completamente distrutto fu ricostruito seguendo il progetto originale del Palladio, del 1569, da Bartolomeo Ferracina.

Altre tragiche sventure toccarono al ponte che  durante il conflitto della seconda guerra mondiale per mano dei partigiani a seguito di un piano voluto dagli alleati. Nel 1948 fu ricostruito per mano degli alpini e inaugurato da Alcide de Gasperi. Anche questo è un altro must da vedere assolutamente durante il tuo soggiorno a Bassano del Grappa.

 

Statua “il Bacio”

Una volta attraversato il ponte, in piazzetta Angarano, troviamo la statua di Severino Morlin, artista originario di Nove, chiamata “il Bacio” posizionata in occasione del raduno triveneto delle penne nere.

Le due vie che si intersecano a destra e a sinistra portano da una parte verso la passeggiata lungo Brenta e dall’altra al Ponte Nuovo.

 

Chiesa di San Donato

Proseguendo diritti per via Angarano troviamo subito sulla sinistra Via S. Donato che ci conduce alla chiesa dedicata a San Donato e all’annesso Convento.

Costruito per volere di Ezzelino II, fu testimone della divisione dei beni fatta in favore dei figli Ezzelino, successivamente conosciuto come “il Tiranno” e Alberico da Romano.

All’esterno si può ammirare una statua di Sant’Antonio da Padova e all’interno della chiesa si riconoscono diversi affreschi di Noé Bordignon.

 

Palazzo Bonaguro

Proseguendo lungo via Angarano troviamo, sempre sulla sinistra, Palazzo Bonaguro che presenta differenti sale adibite a mostre permanenti ed eventi temporanei.

All’ultimo piano è presente “Mondo Animale” una mostra permanente con le collezioni zoologiche Luca e Cites che comprendono circa cento grandi mammiferi e poco meno di 700 uccelli tassidermizzati di provenienza paleartica, mentre nella sezione naturalistica sono presenti l’erbario Parolini, una raccolta di 15.000 campioni botanici, la collezione geo-paleontologica Brocchi-Parolini e le collezioni entomologiche Ferruccio e Mario Meneghetti.

 

***

L’articolo fa parte dell’ebook Mini Guida di Bassano del Grappa che trovi su Amazon e Kobo.

Se l’idea di fare un soggiorno a Bassano del Grappa ti stuzzica allora non perderti tutte le altre informazioni!


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*** SENSI IN VIAGGIO ***

Potrei passare ore a parlarti di Bassano del Grappa dato che è la mia città natale ma te le risparmio! Ti consiglio di concederti della flânerie e di perderti nei vicoletti silenziosi. 

Il Genius Loci ti sorprenderà perché dapprima ti apparirà come una persona snob e altezzosa ma poi ne scorgerai l’anima gioiosa. Ciò che amano i bassanesi è divertirsi ma solo dopo lavoro.

I continui riferimenti storici ti apriranno gli occhi sul passato che ha formato l’Italia. Verrai assalito dai profumi alcolici della grappa e sentirai parlare e ridere con toni abbastanza alti in prossimità del Ponte degli Alpini: benvenuto alla grapperia Nardini!

Il gusto sarà deliziato dai sapori della terra. Quasi tutti posseggono un orto, di conseguenza la qualità dei cibi deve eccellere. Infine, fermati a guardare il Brenta, tocca la sua acqua gelida e rigenerati sulle sue sponde. Te lo meriti: è ora di assorbire tutto ciò che hai fatto, visto e vissuto nel tuo soggiorno a Bassano del Grappa.

Musica consigliata: canti alpini


Quali sono i borghi più belli d’Europa escludendo quelli italiani? Gli esperti hanno scelto le più visitate e le più amate dai turisti.

Non è possibile paragonare l’uno all’altro, in quanto si differenziano in posizione, architettura e cultura, ma solo presentare e dare qualche spunto per un possibile soggiorno primaverile.

I borghi più belli d’Europa

 

Reine in Norvegia

Si tratta di un caratteristico villaggio di pescatori nelle isole Lofoten. Le case sono di colore rosso, circondate da neve in inverno e di fiordi ai lati. Quante volte avrai visto la foto della cittadina nelle varie riviste di viaggi?

Pucischie in Croazia

La località si trova sull’isola di Brazza nella regione spalatino dalmata ed è apprezzata per le sue acque dalle tonalità celesti. Le sue case caratteristiche e fissate nel tempo la fanno apparire magica.

I tetti in cotto come voleva la tradizione della zona, fanno risaltare il candore pallido delle abitazioni che riluccicano con il riflesso del mare. Un’oasi protetta dalle ondate di turisti che ogni anno visitano la Croazia.



Gruyeres in Svizzera

Immagina una località svizzera circondata dalla natura e dalla rilassante tempra degli abitanti. Questa è Gruyeres, nel cantone Friburgo, che produce il famoso formaggio con i buchi.

L’architettura è di stampo medievale con un castello che domina dall’alto della collina e delle mura a difesa della città.

Rochefort-en-Terre in Francia

La città è caratterizzata da botteghe di artigiani, boutique e gallerie a rallegrare le antiche vie medievali del centro. Un borgo fiorito con i classici tetti in ardesia e l’aria frizzante della Bretagna.

 

foto di Albarracin con la sua cinta muraria

Albarracin e la sua cinta muraria

 

Albarracin in Spagna

Il comune si trova nella regione autonoma dell’Aragona ed è considerato il più bel borgo di tutta la Spagna. Sorge su uno spuntone di roccia che è stato tagliato dal corso del fiume Guadalaviar, tra paesaggi aridi e secchi.

Al suo interno nasconde monumenti che si susseguono nelle varie epoche storiche, dalle mura erette dagli arabi alle tracce lasciate dai romani. Ogni angolo è un ricordo delle dominazioni passate.

Folegandros in Grecia

Nelle Cicladi, lontano dalle rotte turistiche di Mykonos, Creta e Santorini, si trova questa graziosa località che richiama la tipica architettura ellenica. Il tempo sembra essersi fermato e gli asini lavorano ancora fianco a fianco con gli uomini.

L’isola è frequentata da moltissimi italiani, per lo più del nord, che hanno scelto di vivere in questo angolo di paradiso lontano dalla movida vacanziera.

Hallstadt in Austria

Il borgo, patrimonio dell’Unesco, si trova sulle rive dell’omonimo lago nel distretto austriaco del Gmunden. Una volta era una città mercantile raggiungibile solo via barca. Solo nel XIX secolo fu costruita una via praticabile per trasportare l’immenso quantitativo di sale ritrovato nelle miniere.

 

foto di Hallstatt che si affaccia sul lago con le montagne come sfondo

Hallstatt in Austria con le montagne sullo sfondo

 

Castle Combe in Regno Unito

Tetti spioventi, ponti in pietra e la classica architettura inglese che invita all’ordine e alla pulizia. Benvenuto a Castle Combe il borgo che è stato votato come il più bello del Regno Unito nel 1962.

Gieethorn nei Paesi Bassi

È considerato uno dei borghi più belli d’Europa e più green perché gli unici modi che hanno gli abitanti di spostarsi è tramite imbarcazione o bicicletta. Si trova, infatti, immerso in un parco naturale con un centinaio di ponti e di canali che attraversano il comune.

Il luogo è apprezzato dai turisti per la quiete e la natura incontaminata.

Cong in Irlanda

Città natale di sir William Wilde, padre del celeberrimo Oscar Wilde, si trova nella contea di Mayo ai confini con Galway. La sua particolarità è quella di trovarsi nella posizione di passaggio del fiume che alimenta due laghi.

L’architettura è quella classica irlandese con case in pietra, muretti in sassi e il verde brillante dell’erba. Tra gli edifici famosi figurano i resti di un’abbazia agostiniana e un castello riqualificato in hotel.

Avere delle informazioni utili su Gozo ti permetterà di visitare i siti migliori e di sapere come muoverti con i mezzi pubblici. La sorella “selvaggia” di Malta ti sorprenderà per il suo clima e i suoi paesaggi spettacolari.

Informazioni utili su Gozo e le sue località

 

Per raggiungere Gozo da Malta dovrai dirigerti a Circewwa e seguire le indicazioni per la Gozo Channel Company. Ti ritroverai all’interno di un ufficio a guardare il cartellone degli orari delle partenze, attendendo il tuo turno. Le partenze sono previste ogni 45 minuti e per entrare non dovrai pagare nessun biglietto. Il viaggio infatti si paga al ritorno.

 

Victoria/Rabat

Mezz’ora dopo arrivi al porto e per andare in direzione Victoria o Rabat ti consiglio di prendere gli autobus 301-303-323, il centro dell’isola, da dove partono tutti gli autobus.

La città merita una visita in quanto le sue vie nascondono siti di importanza storica e musei di una certa rilevanza. Inoltre sarà anche piacevole vedere le tipiche case adornate di fiori, piante e orpelli vari.

Rabat è l’antico nome dell’isola cambiato poi in Victoria nel 1897 in onore dei 60 anni di reggenza della Regina inglese. La somiglianza del nome con la sorella Malta non è casuale anche qui infatti si trova la Cittadella.

Chiamata anche Gran Castello per arrivarci bisogna salire a 140 metri e attraversare l’entrata dove a sinistra puoi trovare anche i bagni pubblici. Si inizia a camminare fino a trovare la Cattedrale di Santa Maria che contiene un osso del braccio di Sant’Ursula, patrona di Gozo e ossa dell’addome di Santa Lucia.

Il Natural History Museum è abbastanza piccolo ma presenta una collezione di fossili marini impressi nella roccia. Mentre le Old Prison rappresentavano fino all’avvento di Napoleone le carceri vip dell’isola. Aperto dalle 9 alle 16.30 tutti i giorni.

Il Museo Archeologico invece conserva la famosa stele di Maymunah del 1174 e altri suppellettili ritrovati nel territorio di Gozo. Ma la meraviglia che incanta sono le mura che circondano la Cittadella, ancora perfettamente intatte che per secoli hanno protetto i cittadini dalle invasioni nemiche.

 

spiaggia con ombrelloni ad aqaba

Marsalforn

Malsalforn e Xlendi sono le uniche stazioni balneari dell’isola dove si accentrano gli hotel e i ristoranti per i turisti. Ma non aspettarti chissà che, in realtà la spiaggia di sassi è molto piccola e l’acqua non è fra le più pulite. In alternativa c’è un lungomare di cemento dove puoi sdraiarti e fare il bagno. Per raggiungerla dovrai prendere a Rabat l’autobus 310 o 322.

Xlendi

Si arriva con l’autobus numero 306 o 330 da Rabat e ci si addentra in un villaggio di pescatori dall’aria selvaggia e incantata. Ricca di baie, insenature e grotte ci si può perdere fra i sentieri che la costeggiano in un mirabolante intreccio di natura e mare. Un luogo davvero unico dove rigenerarsi e ricaricarsi per affrontare il traffico e il caos di Malta.

Qui puoi trovare il gemello dell’Azure Window, la finestra azzurra, andata distrutta a causa dell’erosione del mare qualche anno fa. Si chiama Saint Andrew’s Divers Cove ed è un luogo dove vengono fatte le immersioni.

 

Xaghra

Con l’autobus 307 e 322 ci si addentra in questo paesino dall’aria apparentemente sonnacchiosa, dove si nascondono alcuni interessanti siti fra cui il Museo del Giocattolo, di proprietà di una coppia inglese, due interessanti grotte il Ninu’s Cave e lo Xerry’s Grotto, e un mulino a vento Ta’kolla Windmill.

Le due grotte sono completamente diverse l’una dall’altra. La prima, piuttosto piccola, presenta qualche stalattite e stalagmite e si trova dietro la chiesa, all’interno di un’abitazione privata.

La seconda è stata scoperta casualmente da un abitante dell’isola mentre cercava di scavare un pozzo. Si trova, seguendo le indicazioni, a circa 200 metri dalla piazza principale.

Ma l’attrazione principale del luogo rimangono i Templi di Ggantija che si trovano prima di raggiungere la città di Xaghra. La parte più antica risale a circa 3600 anni a.c. e sono considerati i più antichi del mondo.

Sono protetti dall’Unesco e sono composti da monoliti che raggiungevano anche i 15 metri di altezza, erano colorati di rosso ed erano fatti in pietra. Oltre a questo gli scavi hanno rivelato antichi simboli di fertilità, ossa di animali e varie sculture.

Nadur

Nadur significa in arabo “vedetta” ed è abitata per la maggior parte da americani che si sono trasferiti stabilmente qui. La famosa spiaggia di Ramla Bay infatti richiama i turisti per la sua grandezza e per la tranquillità dei suoi fondali.

Al di sopra della spiaggia uno dei possibili siti che ispirò Ulisse a scrivere le sue peripezie per raggiungere Itaca. La dea Calypso l’avrebbe imprigionato in una caverna  qui presente e rinchiuso per sette anni negandogli la libertà.

Altre due calette interessanti sono San Blas Bay, poco frequentata durante la settimana, e Dahlet Qorrot dove attraccano le barche per usufruire dei garage presenti.

vista dalla scogliera di dingli sul mare nella top 10 di malta

Dwejra

Da Victoria autobus numero 311 e si raggiunge il luogo simbolo di Gozo prima che l’Azure Window franasse rovinosamente in mare. Ma c’è molto altro da vedere qui.

La zona è stata nominata dall’Unione Europea come riserva naturale grazie alle sue coste frastagliate, alle sue rocce e alle falesie che cadono a picco verso il mare. Una piccola spiaggia permette l’accesso con la barca alle grotte nella Inland Sea. Una specie di rientranza del mare che appare come laghetto. Puoi fare una nuotata e prendere il sole, la spiaggia è acciottolata.

Potrai visitare Fungus Rock, una roccia sulla quale crescono delle piante che erroneamente si pensava fossero un fungo con proprietà benefiche, che i templari vendevano a peso d’oro in Europa.

Dweira bay è luogo piuttosto inospitale dove ci sono dei ripari per le barche ma anche degli scalini dove scendere e fare dei tuffi. L’acqua è davvero spettacolare con riflessi che vibrano dal blu all’azzurro.

Prima di andartene potresti anche dare un’occhiata alla Kappella Sant’Anna, una piccola chiesa piuttosto intima che alcune volte è aperta ai visitatori.

Gharb

Si raggiunge con l’autobus 312 per visitare la Basilica di Ta’ Pinu prima di entrare in paese. Il papa Giovanni Paolo II è stato qui nel 1990 mentre la consacrazione l’ha fatta papa Pio XI. La storia narra che una contadina di nome Carmela Grima ha sentito una voce soave provenire dalla cappella e tutti hanno pensato fosse quella della Madonna. Un uomo ha confermato il fatto diventando un luogo di pellegrinaggio che attira ogni anno migliaia di maltesi e turisti.

Mgarr

Prima di andare via ti consiglio e di dirigerti al porto potresti fare alcune foto a Our Lady of Lourdes, una chiesa neogotica sulla sinistra adagiata su una falesia, purtroppo chiusa al pubblico ma dall’aspetto molto affascinante.

Soggiornare a Gozo:

 

Molti a Gozo scelgono di dormire nelle fattorie chiamate Farm House per respirare  la solitudine del luogo. Se anche tu vuoi provare questa esperienza ti lascio un indirizzo dove potrai trovare alloggio:

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

Come ti ho già accennato Gozo è un’isola piuttosto selvaggia e la flânerie qui ha un sapore particolare. Scoprirai quanto è bello camminare fra le strade che paiono disabitate ma in realtà brulicano di vita. Le spiagge poi saranno una sorpresa… finalmente sabbia e viste eccezionali sul mar Mediterraneo, a differenza di Malta.

Il Genius Loci di Gozo è una creatura molto schiva e legata ai valori spirituali. Molte leggende sono legate all’isola, ognuna delle quali nasconde un fondo di verità.

Quando si arriva a Rabat si percepisce un’atmosfera diversa rispetto a Malta anche se la vista si è già abituata ai monumenti che si illuminano seguendo il movimento lineare del sole.

L’odorato invece si fa più fine perché se ci si sposta dal centro cittadino l’aria si fa più delicata, si mescola al potere curativo del mare. Nella sabbia verrà voglia di toccare, tramite il senso del tatto, qualche conchiglia che sembra possa nascondere la stessa timidezza e durezza del Genius Loci di Gozo.

Il gusto invece si rifà al mare e a tutte le pietanze a esso collegato. L’udito cerca un suono lontano, primordiale ma l’unico eco di rimando è quello del canto dei gabbiani. Immagina se potessero parlare quali storie saprebbero raccontare…

Musica consigliata: Malta – Memórias

Lettura consigliata: Mini guida di Malta, Gozo e Comino di Tayanita Travel

Il sorprendente Coco Bongo è uno dei locali più famosi al mondo e si trova sia a Cancun che a Playa del Carmen in Messico. La sua notorietà si deve al filmThe Mask” con protagonista Jim Carrey che ha adattato perfettamente l’irriverenza del personaggio con la particolarità del locale.

Un’esplosione di musica, alcool e ballo che da vita a serate all’insegna del divertimento intramezzate da spettacoli studiati nei minimi particolari. Questo è il Coco Bongo, un appuntamento imperdibile nella Riviera Maya!

 

 

Ai proprietari del locale piace definire il Coco Bongo come un’esperienza più che una semplice discoteca. 

Io sono andata a Cancun una sera in cui, stremata dal mio hotel tutto incluso, avevo voglia di evadere dalla struttura per fare qualcosa di divertente.

Ho preso i biglietti da un ragazzo che vendeva tour e, nonostante abbia provato un sussulto nel conoscere il prezzo, ho preso un bus sgangherato e sono andata nella zona hotelera.

Il sorprendente Coco Bongo è un’istituzione e la fila all’entrata è infinitaa. Il locale dall’esterno sembra una qualsiasi discoteca ma all’interno scopri un’idea di divertimento davvero insolita. La serata inizia con musica da discoteca, alternata a rock e altri generi musicali.

Di solito il biglietto di entrata, se lo acquisti prima, comprende l’opzione “open bar” ciò significa che si può bere illimitatamente qualsiasi bevanda desideri. I bicchieri sono di plastica e non vengono servite bottiglie per evitare che la gente possa farsi del male dato che il tasso alcolico è piuttosto elevato.

Come si è svolta la serata? Stavo ballando una musica ritmata quando all’improvviso la musica si è spenta ed è partita la colonna sonora a introdurre il tema della serata: Spider Man.

 



 

Si presenta un corpo di ballo che inizia a deliziare il pubblico con uno spettacolo composto da acrobazie e numeri incredibili. Poi il gruppo si ritira e si ricomincia a ballare nuovamente.

Dopo circa dieci minuti riprende lo spettacolo e non si sa mai da dove. Potrebbe essere sul palco, sopra al bar centrale, sugli spalti, dappertutto.

 

Si rimane per tutto il tempo in balia del pensiero “dove uscirà il prossimo spettacolo?”

 

La vera star del locale, però, rimane sempre lui il personaggio mitico “The Mask” che continua a girare per chiedere se vuoi fare una foto assieme, per la quale dovrai pagare però un prezzo pari a 5 dollari.

La lotta fra Spider Man e il suo nemico inizia con una discesa dal soffitto dei due personaggi. I due si confrontano prima a parole e poi inizia la battaglia vera e propria sopra il bancone che fino a qualche minuto prima serviva da bere. Ovviamente tutto il pubblico tifa per il beniamino più famoso e forte di questo, riesce a sconfiggere anche questa volta il male.

 

 

L’entrata al Coco Bongo

I locali in Messico sono due a Cancun e a Playa del Carmen. Da poco è stato aperto anche un locale a Punta Cana nella Repubblica Domenicana.

A Cancun lo trovi nella zona cosidetta “hotelera” perchè ci sono tutti gli hotel più rinomati della zona, a Playa del Carmen nella famosa 5a avenida e a Punta Cana nel centro commerciale Downtown nella carretera Barcelo e a Los Cabos nella Bassa California.

I biglietti sono di due tipi: Regular e Gold Member. Il primo costa 60 dollari a Playa del Carmen e a Punta Cana mentre 70 a Cancun. Comprende l’open bar e l’entrata senza fare fila all’ingresso.

Il biglietto Gold Member costa  dai 130 ai 140 dollari e prevede oltre all’open bar e all’entrata diretta, il posto e bevande aggiuntive in omaggio.

Se si vogliono riservare i tavolini si può arrivare a pagare fino a 1000 dollari a serata. I prezzi sono indicativi e aumentano durante il fine settimana di circa 5 o 10 dollari.

 

 

I prezzi sono variabili da location a periodo dell’anno ma se vuoi acquistarli in anticipo a un prezzo più o meno stabile ti consiglio di farlo qui:

 

Se non ti interessa la movida in Messico puoi visitare i cenotes o fare un corso di yoga: