Sei un viaggiatore consapevole? Quando viaggiamo c’è la possibilità di incappare in pericoli dei quali potremmo non esserne a conoscenza.

Certi atteggiamenti e abitudini sbagliate possono indurre a fraintendimenti o addirittura farci vivere delle brutte esperienze.

Pertanto è importante essere consapevoli della realtà e prendere degli accorgimenti che possano aiutarci a viaggiare in tutta sicurezza. Ti lascio alcuni consigli che ho imparato a tenere a mente durante i miei viaggi, soprattutto nei paesi più difficili.

Zaino o valigia?

 

La risposta è dipende. Se il tuo viaggio è orientato a rimanere nella stessa città per tutta la durata del soggiorno, ti conviene usare la valigia.

Se sarà un viaggio suddiviso in diverse tappe durante le quali dovrai spostarti più volte con i mezzi pubblici, allora ti consiglio uno zaino. Sarà più semplice da riporre negli scompartimenti e da trasportare in spalla durante i lunghi tragitti.

Se viaggi nei paesi dell’America Centrale o del Sud America, la valigia sarà veramente difficile da posizionare dato che si ha l’abitudine di riporre gli oggetti di viaggio sopra il mezzo di trasporto.

Ricordati di non mettere oggetti di valore nelle tasche esterne dello zaino, ma di averli sempre sotto controllo, sono articoli allettanti da sfilare!

 

donna che tenta di chiudere una valigia strapiena

Foto dal web.. non sono io eh!

 

Carta di credito o contanti?

Io non amo particolarmente viaggiare con troppi contanti, mi sento perennemente in pericolo e una facile preda. Ma anche con la carta di credito non si è completamente al sicuro.

Durante un soggiorno a Berlino, nel momento del ritiro delle banconote, mi sono accorta che la carta di credito si era smagnetizzata.

Panico il primo minuto, poi mi sono ricordata di avere con me la Postepay ricaricata a dovere. Non erano tantissimi i soldi a disposizione ma mi sarebbero bastati comunque per tornare a casa.

Da quel momento cerco sempre di avere contanti a sufficienza e carta di credito. In Guatemala, solo con la Maestro, ho avuto molta difficoltà a ritirare le banconote in tutti gli sportelli.

L’ideale è avere sempre con sé una carta che lavora nel circuito Visa o Mastercard, accettate praticamente in quasi tutto il mondo.

Un’altra soluzione che ho trovato per sentirmi più sicura è quello di acquistare un marsupio da runner nei quartieri in cui percepiamo maggiore pericolosità.

Lo trovi in vendita su Amazon ed è stretto e sottile, ottimo da camuffare sotto una maglietta non troppo aderente.

Possiamo nascondere le nostre carte di credito e i contanti senza avere borse o portafogli in tasca che possano essere facilmente rubati.

 

Mappa o applicazione?

Meglio avere sottomano un’applicazione e non farsi vedere come dei turisti sprovveduti se si ha bisogno di consultare una cartina per trovare la nostra destinazione.

La soluzione migliore è usare un’app come MapsMe che ti permette di consultare l’itinerario anche se non si è connessi a internet, basta aver precedentemente scaricato la cartina.

Farsi notare dagli altri con una cartina in mano è come gridare al mondo che siamo dei turisti che non sanno dove stanno andando…

 

portafoglio con soldi che escono dappertutto

Documenti digitali o cartacei?

Anche in questo caso comportati da viaggiatore consapevole e cerca di avere entrambi per non incorrere in situazioni imbarazzanti. Non possiamo fare completo affidamento al telefono, potrebbe capitare di avere la batteria completamente scarica o di non avere la possibilità di connettersi a internet.

Uno screenshot del biglietto potrebbe essere una mezza soluzione, ma dobbiamo ricordarci di avere sempre a disposizione il cellulare nel momento del bisogno.

Attenzione anche ai check in online, ad alcune persone è capitato che non siano stati accettati i biglietti di imbarco nel cellulare dal personale aereo, nonostante la conferma della compagnia nell’utilizzo.

Per sicurezza, quindi, ti consiglio di fare una copia cartacea evitando di incappare in spiacevoli situazioni. Non c’è nessun problema invece per i biglietti del treno. I biglietti digitali oramai stanno surclassando in numero quelli cartacei.

Essere un viaggiatore consapevole significa anche seguire l’istinto

Ogni sensazione strana non deve essere sottovalutata. L’istinto è la nostra forza e il nostro termometro di sicurezza.

Se provi una sensazione di disagio in una data situazione cerca di uscirne al più presto. Molto spesso, infatti, quando percepiamo un pericolo tendiamo a sentirci inadeguati. Questo è il primo segnale che ci induce a fare qualcosa.

Fai una prova molto semplice: pensa a un ricordo felice e prova a captare tutte le sensazioni che suscita. Ora prova ad avvicinare un ago alla mano. Proverai il desiderio di allontanarti e ogni fibra del tuo essere si ribellerà al gesto.

Forse sentirai anche qualche brivido e crescerà la voglia di liberarsi di questa sensazione. Gli stessi stimoli vengono inviati dal cervello quando registra un momento di pericolo.  Tieni a mente le sensazioni provate e sarai pronto a recepirle quando ne avrai necessità.

In vacanza a Malta non si può evitare di assaggiare i deliziosi pastizzi: lo street food per eccellenza dal prezzo contenuto. Sono venduti nelle pastizzerie in ogni angolo di Malta e quelle più blasonate hanno la fila di persone che aspettano il turno per acquistarli.

Si regalano anche in occasione di compleanni e sono uno snack sfizioso, ma non troppo salutare, da gustare in spiaggia o durante la passeggiata. Il ripieno varia in base ai gusti, la ricetta che ti propongo è quella con crema di piselli e menta. Un accostamento alquanto particolare, che necessita di abitudine per bilanciare il forte sapore della menta con quello delicato dei piselli.

 

Ingredienti:

 

Per i pastizzi:

  • circa 200 grammi di farina di tipo 0 oppure farina macinata a pietra per un gusto più particolare
  • 150 grammi a scelta fra burro, margarina o strutto
  • acqua e sale quanto basta

Per il ripieno:

  • 100 grammi di pisellini secchi
  • metà cipolla
  • cinque foglioline di menta fresca
  • olio, sale q.b.
  • un cucchiaino di curry

 



Procedimento:

 

Iniziamo la ricetta preparando l’impasto. Ciò che servirà sarà la farina setacciata con il sale e dell’acqua per lavorarla. Creare un composto morbido e lasciarlo riposare in frigo per un ora avvolto nella pellicola trasparente.

In una ciotola mettete il burro, la margarina o lo strutto in modo che si ammorbidisca. Eventualmente lavorarlo con un mestolo in modo che diventi una specie di crema.

Preparare il ripieno affinché non sia troppo caldo quando lo andremo a inserire all’interno dei deliziosi pastizzi. Quindi cuocere i piselli nell’acqua bollente salata per circa 40 minuti fino a quando non diventano morbidi.

Terminare gli ultimi due minuti di cottura in una pentola con dell’olio dove avremo precedentemente soffritto la mezza cipolla. Aggiungere il cucchiaino di curry e frullare il tutto fino a che diventa un composto cremoso.

A parte pestare in un mortaio le foglioline fresche di menta e aggiungerle alla crema. Mescolare fino ad amalgamarle nel composto e lasciare riposare.

 

foto dei pastizzi con piselli

 

Terminato il ripieno sarà arrivato il momento di lavorare l’impasto. Infarinare il tavolo di lavoro e rendere la pagnotta di pasta più sottile possibile. Prendere ad esempio lo spessore e la larghezza che si usa per fare la comune pasta.

Ovviamente con la macchina per la pasta il lavoro diventa molto più semplice e veloce. Quando diventerà più sottile possibile ungere il lato superiore con la materia grassa e creare un rotolo che andrà poi messo in congelatore per circa 15 minuti.

Fare attenzione che la pasta non si attacchi troppo e quindi infarina generosamente il lato non unto.

Trascorso il tempo di riposo creare un salsicciotto largo circa cinque centimetri. Da questo devono uscire circa 6 o 7 pastizzi. Ognuno di questi deve avere un diametro di circa 5-7 centimetri e assumere la forma di cerchio.

Collocare il ripieno al centro in modo generoso e poi richiudere come una semplice sfoglia partendo da un lato e richiudendo a mezzaluna. Terminato l’impasto mettere i deliziosi pastizzi in una teglia con della carta da forno e cuocere a 200 gradi per circa 40 minuti. Il risultato deve essere un impasto dorato e croccante e bisogna fare attenzione a richiudere bene la pasta in modo che non fuoriesca il ripieno.

Grazie allo IAT ho avuto la possibilità di visitare il centro storico medievale di Cittadella e di fare un giro completo delle sue mura. Il comune si trova nelle vicinanze di Bassano del Grappa e di Castelfranco Veneto e quindi ai confini con le province di Vicenza e Treviso.

Come raggiungere Cittadella

 

Se si arriva in auto o in camper i parcheggi si trovano al di fuori delle mura. Cittadella si trova a 29 km da Padova, 22 km da Vicenza, 38 km da Treviso e 14 km da Bassano del Grappa. Si trova lungo la direttrice Padova Trento nella Statale 47 Valsugana e la S.R. 53 Postumia tra Vicenza e Treviso.

Dalla stazione dei treni e delle corriere di Padova ci sono numerosi collegamenti per raggiungere Cittadella: il tragitto è di circa 30 minuti.

 

vista sul centro storico medievale di cittadella

 

Centro storico medievale di Cittadella

 

Il centro storico si trova all’interno delle mura che sono rimaste fortunatamente intatte nel tempo. Per questo il comune ha deciso, in un progetto piuttosto recente, di riqualificare i punti non percorribili regalando alla comunità uno dei sistemi difensivi più belli in Europa.

La risonanza storica la percepisci non appena ti appresti a percorrere la cinta muraria. Sono difatti numerosi i turisti, di origine europea, che scelgono di visitare Cittadella. Non solo per l’indiscutibile bellezza delle mura ma anche per la meravigliosa vista a 360 gradi sui territori circostanti.

L’ingresso costa 5 euro e spesso c’è la possibilità di fare il camminamento in orario serale godendo di uno spettacolare tramonto. Per informazioni rivolgiti all’ufficio turistico dello IAT.

Le porte di ingresso nel centro storico di Cittadella sono quattro: Porta Bassano, dove si trova l’ufficio del turismo e l’ingresso al camminamento sulle mura, Porta Vicenza affrescata con l’immagine della Crocifissione, Porta Padova con l’orologio e l’antica campana e i giardini pubblici a lato e Porta Treviso affrescata con l’immagine dell’Incoronazione della Vergine e l’Annunciazione.

 

mura di cittadella in città

 

La storia di Cittadella

 

La città nasce attorno al 1220 quando Padova decide di creare un’area di controllo sulle province rivali di Treviso e Vicenza. E lo fa lungo la via Postumia, l’antica arteria romana che collegava Genova ad Aquileia.

Negli ultimi anni c’è un lavoro di recupero della via Postumia, in cui è stata coinvolta anche Cittadella, attraverso servizi di segnalazione con frecce gialle. Nel sito www.viapostumia.eu ci sono tutti i dettagli per percorrerlo, informazioni sul pernottamento e i punti di ristoro.

Successivamente il dominio passa al tiranno Ezzelino da Romano che controllava buona parte dei territori circostanti. In questo periodo decide di costruire all’interno della Torre di Malta un luogo di detenzione per i suoi nemici.

Tra il ‘300 e il ‘400 il comune ritorna sotto la potestà padovana della famiglia dei Carraresi che lascia in ricordo sulla torre di porta Bassano il suo stemma.

Nel 1406 passò sotto la direzione della Repubblica di Venezia e infine, dopo il passaggio di Napoleone e la guerra che portò la costituzione del Regno d’Italia, Cittadella ritornò ad appartenere alla giurisdizione di Padova, tranne nel periodo della parentesi austriaca.

 

arena spettacoli nel centro storico medievale di cittadella

Gli edifici più importanti

 

Al centro della scena della vita cittadina c’è il Duomo costruito tra il 1774 e il 1826 da tre differenti architetti. Conserva al suo interno “La cena di Emmaus” di Jacopo da Ponte, il “Lamento sul corpo di Cristo” di Andrea da Murano e “La Flagellazione” attribuita a Palma il Giovane.

Il Palazzo Pretorio nei pressi di porta Treviso è sede di mostre temporanee mentre nell’antichità serviva come alloggio dei potestà inviati dal comune di Padova prima e dalla Serenissima poi. L’ingresso è composto da marmo rosato e l’interno è decorato con finta tappezzeria a bande verticali.

Il Teatro Sociale a Porta Vicenza è stato curato da importanti artisti che hanno lavorato su progetti maestosi come la Fenice di Venezia e il Caffè Pedrocchi a Padova. Gli affreschi, infatti, appartengono a Francesco Bagnara e rappresentano fiori, amorini e figure allegoriche, mentre la facciata neoclassica è opera di Giuseppe Japelli.

La Chiesa di Santa Maria del Torresino vicino a Porta Padova conserva un importante crocifisso ligneo, un pulpito e una vasca marmorea di epoca medievale.

Il Palazzo della Loggia invece conserva gli stemmi dei potestà veneti e il bassorilievo del Leone di San Marco che fu nascosto durante il periodo di conquista napoleonica.

Il Palazzo del Municipio Andrea Mantegna nasce sull’edificio che ospitava le scuole elementari dedicate a Vittorio Emanuele II. È considerato il simbolo dell’architettura moderna della città.

All’esterno del centro storico si trova il Cimitero Militare austro-ungarico che raccoglie le salme di circa 17.000 caduti. I deceduti sono sepolti in file regolari di croci bianche, identiche l’una all’altra, creando un impatto visivo emozionante.

 

Duomo di cittadella nella piazza principale

 

Prodotti tipici

 

Cittadella ha il suo aperitivo e si chiama Mesoevo. L’idea è venuta al Caffè Milano, in Piazza Martiri della Libertà, vicino all’autostazione.

La ricetta è composta dal liquore Strega, il Mezzo e Mezzo del Nardini, selz, uno spicchio di limone e foglie fresche di menta.

Il liquore Strega è originario proprio da Cittadella e già lo scrittore Hemingway durante il suo soggiorno nel territorio aveva avuto la possibilità di assaggiarlo.

In un passaggio del racconto “La scomparsa di Pickles Mc Carty” diceva:

 

“Hai tu mai visto il sole sorgere, almeno una volta, dal Monte Grappa, o sentito nel sangue dentro di te il crepuscolo di giugno sulle Dolomiti? O gustato il liquore Strega a Cittadella?”

 

Da buon intenditore Hemingway sapeva apprezzare la qualità quando la riconosceva…

Ma l’aperitivo non è molto leggero, per cui è meglio consumarlo a stomaco pieno. Ti consiglio perciò di assaggiare la Dama dei Carraresi, il dolce di Cittadella.

La ricetta è frutto dell’idea di Massimo Beghin e Francesco Rossi, che hanno voluto creare un dolce dal colore dell’oro ricoperto da zucchero a velo.

Il bistrot lo trovi in centro storico in via Marcon e solo lì puoi assaggiare questa magica ricetta che affonda le radici nel passato e nella tradizione cittadellese. Il nome del locale è Carraresi Bistrot.

 

saliscendi lungo la cinta muraria di cittadella

Arte moderna nel centro storico

 

Nel centro storico medievale di Cittadella da qualche tempo campeggiano delle opere di arte contemporanea realizzate da Rabarama. L’artista originaria di Roma si è trasferita da giovanissima a Padova.

Quella che ha destato più scalpore è denominata Co-Stell-azione. L’idea è quella di rappresentare un viaggio tra le stelle, attraverso la figura di un uomo accovacciato in un’espressione di serenità. L’opera è interamente in alluminio e salta subito agli occhi per la sua particolarità.

Non tutti i cittadellesi sono unanimi nel considerare l’opera apprezzabile ma ti confesso che l’impatto è talmente forte da suscitare molteplici sensazioni. D’altronde questo è lo scopo dell’arte moderna e a mio avviso l’artista ha colpito nel segno. Manca solo la tua opinione, cosa aspetti a visitare Cittadella?

 

opera denominata costellazione di rabarama

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

La città permette di fare della flânerie e di perdersi all’interno dei suoi vicoletti silenziosi. Ci sono due vie principali che tagliano a croce il centro storico medievale di Cittadella e altre vie più tranquille, sentiti libero di esplorarle.

Il Genius Loci è un incontro di personalità differenti ma legate dalla stessa radice, un essere sociale che ama stare in compagnia e divertirsi. All’apparenza burbero, in realtà può trasformarsi nel giullare di corte.

Siamo nella culla di una città medievale e ogni dettaglio va osservato con cura. Percepirai un odore salmastro provenire dall’acqua che circonda il centro storico e volendo potrai anche farci un giro con un’imbarcazione.

Il forte suono delle campane magari ti distrarrà dai tuoi pensieri e vedendo dall’alto i localini ti verrà voglia di mangiare qualcosa. Avrai così le forze completare il giro e percepirne la solidità rimasta intatta nei secoli: un lavoro sapiente disposto ancora oggi a raccontarci il passato. 

Musica consigliata: Enigma

Come prenotare i tour nel mondo con Get Your Guide? Ma soprattutto cos’è Get Your Guide e di che cosa si occupa? Ne vale la pena?

Sono pronta a rispondere a queste domande quindi accompagnami nella lettura dell’articolo!

 

Cos’è Get your Guide?

 

Get your guide è la piattaforma che ti permette di prenotare qualsiasi attrazione turistica nel mondo. Immagina di voler andare a Cancun ma di non voler portare con te troppi soldi.

Però, non vuoi neanche perdere l’occasione di visitare i luoghi che hanno reso famosa la Riviera Maya: la piramide di Chichen Itzá, Isla Mujeres, Isla Contoy, eccetera.

La soluzione la trovi su Get Your Guide: la quale ti offre la possibilità di prenotare in anticipo le escursioni che pensi di voler fare. Così, non dovrai perdere tempo a contrattare un tour in loco al fine di goderti pienamente la vacanza.

Magari penserai che contrattare sul prezzo direttamente con l’operatore in loco sia più profittevole oppure preferisci scegliere un tour da inserire nella tua vacanza giorno per giorno e che quindi Get your guide non sia adatto a te.


 

Ti assicuro, invece, che la soluzione appena illustrata ti farà risparmiare un notevole dispendio di tempo. Quando decidiamo di affidarci a un tour operator nella località di villeggiatura dobbiamo consultare diverse offerte e potremmo imbatterci in una truffa.

Questo perché il turista è spesso visto come un “pollo da spennare” e non ci sono sempre degli operatori onesti ad accoglierci. Inoltre, non abbiamo parametri di prezzo a cui affidarci pertanto, potremmo acquistare un tour a prezzi fuori dal normale.

Ecco perché molte persone decidono di affidarsi a un’agenzia viaggio: proprio per non incappare in queste problematiche. Se, nonostante questo, decidi di organizzare un viaggio fai da te, seleziona almeno gli strumenti giusti.

 

Sei il classico viaggiatore last minute? Puoi consultare Get your Guide come metro di giudizio sul prezzo.

Il prezzo proposto è più alto di quello presente sulla piattaforma? Cercano di guadagnarci.

È più basso? Significa che è anche più conveniente.

Non serve aggiungere che oltre al prezzo dovrai controllare anche le tappe proposte, al fine di vedere tutte le attrazioni turistiche che ti sei prefissato di visitare durante la vacanza.

 

Di che cosa si occupa?

 

Get Your Guide non è solo prenotazione dei tour nel mondo ma anche prenotazione di musei in Italia o all’estero, acquisto di biglietti per eventi e city card.

Ciò che voglio dire, in sostanza, è che non è necessario che tu vada dall’altra parte del mondo per usare il sito. Le opzioni disponibili sono talmente tante che sicuramente ne troverai una che fa al caso tuo.

L’utilizzo della piattaforma è molto semplice: nella mascherina ti ricerca ti basterà inserire la destinazione o il nome dell’attrazione che vorresti prenotare. Poi, aggiungi le date e clicchi sul tasto cerca.

Per esempio, decidiamo di prenotare l’entrata alla Galleria dell’Accademia: inserisco nome e data e clicco invia. Usciranno in questo modo tutti i tour disponibili:

 

pagina offerte get your guide

 

Una volta scelta l’opzione desiderata si entra nella schermata di acquisto. Qui troverai tutte le indicazioni relative al tuo biglietto (se necessita della versione stampata, la durata della visita, il luogo di ritrovo, eventuali optional, eccetera).

Ora puoi definire l’acquisto oppure comperare il biglietto per un regalo. Ti verranno fornite altre informazioni e la conferma della disponibilità.

L’ultimo passaggio sarà quello di aggiungere il prodotto nel carrello e inserire i dati di contatto e di pagamento. Le carte di credito accettate sono anche le più usate e comprendono il servizio Paypal.

Una volta cliccato su “procedi con il pagamento” il biglietto è tuo e sarai pronto a vivere l’esperienza che hai desiderato.

 

Scopri il sito di Get Your Guide da qui!

 

A mio avviso Get Your Guide è la soluzione ideale per evitare di:

  • viaggiare con troppi contanti;
  • fare la coda ai musei;
  • prenotare all’ultimo momento;
  • saltare la visita ad alcuni siti turistici.

Il tempo risparmiato lo potrai usare per goderti al meglio il tuo meritato viaggio!

Il blog tour sui monti Dauni mi ha permesso di conoscere una Puglia lontana dagli itinerari turistici pertanto più autentica e particolare.

Ciò è stato permesso grazie al supporto di Daunia Press Tour che ha organizzato un viaggio di cinque giorni nelle città di Troia, Ascoli Satriano, Candela e Biccari.

Troia

 

Troia è stato il punto di partenza per conoscere il territorio circostante. Adagiata su morbide colline dal colore verde brillante del grano appena nato, Troia si presenta ai visitatori in tutta la sua bellezza nel suo centro storico.

La sua fama la deve alle processioni che avvengono durante il periodo di Pasqua quando la religiosità raggiunge il suo culmine. In queste occasioni si possono visitare le numerose chiese presenti in città:

  • la Concattedrale della Beata Vergine Assunta in Cielo;
  • la chiesa di San Basilio Magno, chiesa di San Benedetto dell’Addolorata, la chiesa di San Giovanni di Dio, chiesa dei Morticelli, ex chiesa dell’Annunziata, la chiesa di San Vincenzo Martire, la chiesa di San Domenico, la chiesa di San Francesco e infine la chiesa di San Giovanni Battista (o al mercato).

Ho già parlato della Concattedrale nell’articolo precedente ed è l’edificio religioso più importante del centro storico. Ma il più antico invece è la Chiesa di San Basilio Magno che conserva anche le croci usate durante le processioni.

Le sue origini risalgono al periodo paleocristiano ma è stata menzionata per la prima volta in una pergamena nel 1087. L’interno è austero e nell’abside in pietra rimane un fonte battesimale di origine rinascimentale.

La Chiesa di San Francesco presenta un’unica navata ed è arredata in stile barocco. Annesso vi si trovava il monastero guidato da Padre Maestro San Francesco Antonio Fasani di Lucera. Oggi ospita il Centro del Gusto e il Gal Meridaunia dei monti Dauni.

 

veduta sulla campagna di Troia

 

Nel Museo Ecclesiastico Diocesano è conservato al suo interno il capitello delle 4 razze di cui una copia identica è presente al Metropolitan Museum di New York, donato da un certo James Hyden nel 1955.

Mentre al Museo del Tesoro della Cattedrale si possono ammirare 3 dei 32 esemplari di Exultet presenti al mondo. Sono dei rotoli di pergamena redatti tra il XI e il XII secolo che contengono delle profonde verità teologiche.

Dopo esserti graziato gli occhi nelle bellezze religiosi e culturali per scoprire Troia al meglio non ti rimane che attivare il gusto.

 

I prodotti enogastronomici tipici sono:

  • il famoso vino Nero di Troia;
  • le Passionate, i pasticcini di ricotta e pasta di mandorle prodotte dalla Pasticceria Casoli;
  • il Pancotto, cucinato in tutta la Puglia ma qui arricchito dalle erbette selvatiche e proposto nei migliori ristoranti.

 

Ascoli Satriano

 

Ascoli Satriano si trova su un’altura che domina la valle del Carapelle dove si combatté e ci fu, nel 279 A.C., la famosa vittoria di Pirro da parte del re Epiro contro i Romani.

La zona è terreno fertile per i ritrovamenti archeologici. Per questo motivo è stato istituito il Polo Museale, ex convento del XV secolo completo di chiesa e monastero.

Gli oggetti all’interno sono ritrovamenti storici rinvenuti nella zona, rubati e rivenduti all’estero per poi ritornare dopo molti anni in possesso al comune.

 

la campagna di ascoli satriano vista durante il blog tour sui monti dauni

 

Ma il pezzo forte è il Trapezophoros, meglio conosciuti come i Grifoni, parte del corredo funerario appartenuto a una tomba macedone in marmi policromi.

Rappresenta due grifoni nell’atto di azzannare un cervo.  La bellezza della statua è ineguagliabile e accentuata dalla disposizione buia della stanza che esalta la ricercatezza del lavoro di intarsio e il pregio del marmo talmente levigato in modo perfetto da far nascere la voglia di sfiorarlo.

All’interno della Basilica di Ascoli Satriano è conservata invece una statua del patrono della città, San Potito, portata in processione durante la festa del patrono, di fattura napoletana con gli occhi sormontati da due diamanti.

Candela

 

L’ultima tappa del blog tour sui monti Dauni è stato Candela. Nonostante sia caduta una pioggia torrenziale durante la visita alla città di Candela, a me è piaciuta molto, anche grazie al contributo della guida Benito Quaglia.

Si trova tra il fiume Ofanto e il torrente Carapelle ed è abbarbicato su due colline dette di San Rocco e di San Tommaso. Le sue vie strette e tortuose sono conosciute come trasonne e la più importante è appunto “la trasonna” perché risulta essere la più stretta in Italia con i suoi 38 centimetri di larghezza.

Il borgo reca tracce di un importante passato storico. Fu dato in concessione ad Andrea Doria che fece crescere la cittadina fino a farla diventare un punto di riferimento della zona. La sua fortuna era dovuta anche alla posizione in cui si trovava, fra Puglia, Campania e Basilicata.

In quel periodo vennero edificate la Chiesa Madre, la Chiesa della Concezione, un ospedale civile annesso ed il Palazzo Doria. Oggi il comune tenta la via del ripopolamento con una manovra di aiuti economici destinati a chi decide di trasferirsi in paese.

 

case tipiche di candela viste durante il blog tour sui monti dauni

 

Biccari

 

Grazie alla gentile ospitalità del sindaco di Biccari abbiamo avuto la possibilità di scoprire una zona verde di Foggia che non mi sarei mai aspettata.

Non a caso è chiamata la “piccola Svizzera” grazie alle sue vallate e alla presenza del lago Pescara. Un bellissimo bacino naturale diventato un luogo ideale nel quale trascorrere dei momenti di relax.

Diversi percorsi e itinerari si diramano per poi raggiungere il picco più alto in Puglia, il Monte Cornacchia, con i suoi 1152 metri di altezza. Dalla cima si possono ammirare, in una giornata di sole e senza nuvole, le isole Tremiti.

Ma la maggior parte dei visitatori si ferma al Daunia Avventura, un bellissimo parco divertimenti dove si possono fare discese in carrucola e testare il proprio equilibrio arrampicandosi sugli alberi. Salendo sentirai i canti degli uccelli ancora più vicini e percepirai il profumo di resina degli alberi.

Un modo originale per trascorrere un pomeriggio in compagnia dei propri amici o della propria famiglia.

Un blog tour sui monti Dauni da non dimenticare! Tantissime altre città e piccoli borghi mancano all’appello perché la ricchezza in questo angolo italiano è davvero incredibile.

Ci sarebbe voluto molto più tempo per conoscere a fondo il territorio, ma rimane la consapevolezza di aver visto un luogo incantato, fermo nel tempo e magnifico non solo per il suo mare, ma anche per la realtà paesaggistica del suo interno. 

 

lago di pescara

 


Dovrai assolutamente fare della flânerie il tuo punto di forza perché c’è veramente tanto da scoprire. Il Genius Loci si tiene ben nascosto ed è di difficile interpretazione. Certamente si presenta nella sua ospitalità, nella sua generosità e ovviamente nella sua immensa passione per il cibo.

Musica consigliata: Caparezza

Lettura consigliata: Lo sguardo del paesaggio di Giuseppe Goffredo

Le processioni di Pasqua a Troia sono state un’esperienza toccante che ho potuto vivere grazie all’invito dell’agenzia Daunia Press Tour. Un ringraziamento va anche al supporto dell’assessore del turismo di Troia, Margherita Sara Guadagno.

Troia è una bellissima cittadina a circa 15 minuti di auto da Foggia. Negli anni ha acquisito fama per le sue processioni che vengono fatte durante il periodo pasquale e che richiamano visitatori da tutta la Puglia.

Non solo. Nel bed and breakfast nel quale soggiornavo era presente un parcheggio per i camper e la maggior parte dei turisti erano stranieri, venuti in occasione della Settimana Santa.

I riti sono di origine antichissima e sono molto sentiti dagli abitanti che cercano di preservarne la tradizione. Ciò si legge nei loro occhi, si percepisce dalle loro anime e diventa evidente osservando la loro partecipazione silenziosa. Le processioni sono diventate parte dell’identità culturale, non solo per i partecipanti ma anche per gli spettatori.

 

Troia

 

Per raggiungere Troia in auto bisogna prendere l’autostrada Bologna-Bari e uscire dal casello di Foggia. Poi seguire la Statale 16 (circumvallazione di Foggia), la Statale 90 delle Puglie e infine la Statale 546.

Oppure dall’autostrada Napoli-Bari si esce a Candela, per poi prendere la Superstrada per Foggia. Quando si arriva al bivio di Palazzo d’Ascoli si continua sulla statale 190 per Troia.

L’edificio religioso più importante è la Concattedrale della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo che spicca per la sua armonia architettonica e le perfette proporzioni.

Perché concattedrale? Perché fa parte della diocesi Lucera-Troia dove la sede vescovile è a Lucera con una cattedrale già presente. Pertanto la Cattedrale di Troia diventa concattedrale.

Eretta per volere del vescovo Girardo da Piacenza nel 1093 a sottolineare un periodo particolarmente fiorente della città. Decide di inglobare e ampliare la già presente chiesa di Santa Maria, edificata tra il 1080 e il 1086, donando un simbolo di potere alla città.

Tra il 1950 e il 1960 la Cattedrale subisce un radicale cambiamento che va a togliere l’impronta barocca guadagnando un aspetto più semplice e meno raffinato. In questo luogo prendono parte i maggiori eventi religiosi della città tra cui le processioni di Pasqua.

 

le pesanti catene che portano legati alle caviglie

 

 

La prima è la processione delle catene fatta la mattina del venerdì santo

L’evento è particolarmente toccante, anche per chi non è credente. Il simbolismo associato è talmente forte da coinvolgere ed emozionare buona parte dei partecipanti.

I cinque penitenti camminano per la città con un cappuccio, un saio bianco e delle catene legate alle caviglie dal peso di 30 chilogrammi ciascuna. Tra le braccia sorreggono una croce in legno e passano davanti alle chiese più antiche del centro storico.

Il primo a compiere questo tragitto con la croce e le catene è stato il vescovo di Troia a insaputa dei fedeli.

Poi hanno preso il suo posto cinque famiglie, si vocifera fra le più peccatrici, e sono rimaste le stesse dal 1701. I penitenti possono essere il primo o l’ultimo figlio e una volta accettato il ruolo devono farlo per cinque anni. Ma non esistono leggi scritte a riguardo.

Uno dei penitenti si è offerto di raccontarci la sua storia con l’unico desiderio di non essere ripreso. Dalle sue spiegazioni si è riconosciuto un sentimento molto forte di legame familiare e di spiritualità.

Ha confessato che ogni anno, nonostante lo abbia già fatto più volte, riesce sempre ad emozionarsi. Ha sottolineato, inoltre, che il pathos in quei momenti è realmente contagioso e si diffonde velocemente tra la folla. Devo ammettere che ha colpito anche me, lasciandomi trasportare dal sentimento di sacralità generale.

 

momento di processione con la croce

La seconda è la processione dei misteri

La sera del venerdì santo avviene la Processione dei Misteri. Si tratta di una rievocazione della via Crucis, di origine spagnola, iniziata nel 1700.

Vengono portate in processione delle statue, chiamate dei “Misteri”, dalle cinque confraternite del paese.

L’evento è accompagnato dalla banda cittadina che esegue marce funebri lungo tutto il tragitto. La processione viene seguita dalla folla in totale silenzio, l’unico a parlare è il parroco con preghiere e omelie. La folla segue rapita l’evolversi della scena in un momento di compassione e di umiltà.

Una volta le figure usate per la processione erano in cartapesta, ma a causa dell’usura del tempo e delle condizioni atmosferiche ora si preferisce utilizzarne altre. Le originali vengono però conservate al Museo Diocesano.

Le processioni di Pasqua a Troia non sono ancora finite perché manca l’ultima quella che si svolge la sera, prima di andare a cenare.

 

momento di processioni di pasqua a Troia

 

La processione del bacio

L’ultima processione viene fatta il giorno di Pasqua, nella piazza davanti la Concattedrale di Troia. L’inizio è sancito dalla banda cittadina che intona una marcia dai toni molto più vivaci rispetto la Processione dei Misteri.

I protagonisti sono la Madonna, in arrivo dalla chiesa di San Domenico, e suo figlio, il Cristo Risorto, dalla chiesa di San Francesco.

Le due figure si incontrano davanti alla Concattedrale, accompagnate dai trasportini che li avvicinano per due volte per poi ritrarsi.

La terza volta, nel momento in cui Madre e Figlio si avvicinano nuovamente, la figura di Cristo viene fatta abbassare, in un atto di rispetto e umiltà, ricreando l’effetto di un bacio ai piedi della Madre.

La folla accompagna il gesto con un lungo applauso e segni di giubilo e si riunisce, con le due figure, all’interno della Cattedrale per un momento di festa generale. L’atto religioso è concluso e i fedeli festeggiano la rinascita della vita e della gioia spirituale.

Ogni processione ha un suo specifico significato che risiede nelle fondamenta della religione cattolica. Anche se non si è devoti assistere alle manifestazioni non lascia certo indifferenti.

Per quanto l’uomo si sia evoluto con la conoscenza, rimane lo stesso essere primitivo affascinato dal simbolismo. Semplicità e rettitudine diventano quindi il segreto che hanno portato le processioni di Pasqua a Troia a stupire i fedeli nel corso degli anni, senza mai stancarli.

 

la processione del bacio con la statua di gesù

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

Al di fuori della processione puoi fare della flânerie perdendoti nei vicoletti di Troia. Durante il giorno sono molto silenziosi ma poi la sera, in occasione delle feste, si animano grazie alla presenza di molti giovani. Il Genius Loci di Troia credo sia espresso nella sacralità e nella rettitudine religiosa, nel senso familiare e nell’attaccamento alla propria terra. 

Le processioni di Pasqua a Troia stimolano l’utilizzo dei sensi nei momenti culminati: il rumore delle catene, il silenzio e la musica finale, la serietà espressa nei volti, il profumo di incenso e la corposità della cartapesta.

Tutto ciò concorre ad acuire le facoltà naturali lasciandosi trasportare dall’esperienza che si sta vivendo in quel momento. Un bel viaggio, te lo assicuro! E prima di andare via concediti la Passionata, il pasticcino tipico di Troia dove, al primo morso, ritroverai tutte le sensazioni appena vissute.

Musica consigliata: musica usata in processione e il silenzio

Lettura consiglia: Symbolicum di Maria Tenace