Ti voglio lasciare la recensione su Hotels Combined: una piattaforma online che aiuterà nella scelta di un alloggio conveniente. Si tratta di un comparatore di prezzi delle strutture ricettive.

A confronto vengono messi, infatti, i più importanti siti di prenotazione alloggi che si trovano nella rete, con lo scopo di selezionare quello più adatto alle tue esigenze personali.

Nel dettaglio

 

Quante volte ti sarà capitato di trovare una struttura turistica a te congeniale ma al di sopra delle tue aspettative finanziarie? A me spesso! La mia idea ricettiva è molto basica e si concentra su tre priorità: bagno, letto e wi-fi.

Di conseguenza trovo eccessivo il prezzo di molte stanze se le paragono all’utilizzo effettivo che poi ne faccio, ossia dormire, lavarmi e navigare in internet!

A questo proposito arriva in aiuto il sito Hotels Combined che mette a confronto lo stesso hotel proposto in siti di prenotazione online differenti.

Non fare l’errore di pensare che i prezzi siano uguali per tutti: perché in base alla politica commerciale ogni sito applica una sua tariffazione. Diventa dunque importante fare un controllo approfondito sulle offerte proposte.

Questo suggerimento, ahimé, richiede un notevole dispendio di tempo che la maggior parte di noi non ha. Ecco allora che entra in gioco un comparatore che svolgerà questa funzione in modo automatico, facendoci trovare la soluzione economica idonea in brevissimo tempo.

Ti starai chiedendo se sono presenti le varie formule di alloggio come appartamenti, ostelli, bed and breakfast, eccetera. E ti anticipo che purtroppo non è così. Dalle consultazioni che ho fatto, la maggior parte delle comparazioni presenti sul sito si riferiscono agli hotel.

Per cui ti suggerisco, nel caso non dovessi trovare una risposta che ti soddisfi, di consultare anche siti di prenotazione che offrono alloggi privati come Airbnb o appartamenti in affitto come Vrbo.

 

 

abitazione tipica montanara

 

Layout Hotels Combined 

 

I colori predominanti del sito sono bianco e azzurro, mentre i tasti di ricerca sono di colore verde. In questo modo riescono a spiccare rispetto alle altri parti del sito.

Il layout è di facile consultazione: una maschera di ricerca ci chiede di inserire la destinazione, le date di partenza e di arrivo, più il numero degli ospiti.

Volendo si possono inserire più filtri cercando in modo mirato il numero delle stelle, il tipo di struttura, la fascia prezzo o decidere in base alle recensioni dei clienti.

Nel menu superiore, all’interno della sezione “offerte incredibili“, vengono pubblicati gli hotel che, per un limitato periodo di tempo, fanno uno sconto importante agli alloggi.

Di solito vengono precisate anche il numero delle offerte grazie a un numerino che appare sopra la scritta sempre nel menu in alto.

Ancora nella home page troviamo le destinazioni più gettonate e gli hotel di tendenza. Abbiamo così una visione d’insieme delle città più richieste o degli hotel più frequentati.

 

Veduta del bellissimo borgo di Molina

Ho scelto la struttura e ora?

 

Quando hai inserito la destinazione e i dati relativi al viaggio, ti basterà consultare la lista proposta da Hotels Combined. Potrai aggiustare a tuo piacimento le strutture in base a:

  • i consigli di Hotels Combined
  • il prezzo
  • le stelle
  • la valutazione degli ospiti

Sotto ogni struttura vengono presentati i siti di prenotazione che la propongono con i relativi prezzi, le informazioni più importanti e il numero di stanze libere se ne rimangono poche a disposizione.

Quando clicchi sul sito di prenotazione scelto, verrai indirizzato nella pagina ufficiale del sito e la transazione finale la farai direttamente al partner.

Hotels Combined ti aiuta solo a trovare l’alloggio al prezzo migliore, la prenotazione poi è garantita dal sito che hai scelto in fase di acquisto.

 

Ti è piaciuta la recensione di Hotels Combined? E giunto il momento di visitare il sito cliccando qui.

Ero scesa dall’aereo, non potevo più tornare indietro e dovevo prepararmi ad andare alla scoperta della Mérida yucateca. Attraverso l’esplorazione del Messico avrei camminato fra le pieghe della mia anima alla ricerca di ciò che la componeva, ritrovando un tessuto che da tempo avevo perduto.

 


 

<<<<<<<<<<<<<< Se vuoi leggere il primo capitolo lo trovi qui >>>>>>>>>>>>>>>>

 


C’era un caldo insopportabile…

Ero partita in ottobre e avevo lasciato in Italia 17 gradi. Ero arrivata nella Mérida yucateca trovando una temperatura di 40 gradi.

La mattina del primo giorno uscii dall’appartamento accaldata per visitare l’ultima e la più grande città coloniale dello Yucatan. Il colore che risaltava era il bianco e facevo fatica a comprendere la numerazione stradale.

Tutto è diviso in calles, vie, e sono tutte numerate. Faticai un po’ a trovare l’orientamento mentre guardavo i negozi che la popolavano. 

A un certo punto dovetti fermarmi in una specie di supermercato ad acquistare una bottiglietta d’acqua. L’afa era insostenibile. Come aprii il tappo e appoggiai la bocca, la finii. Ero davvero assetata! 

Purtroppo, non avevo placato la sete.

Dovetti cercare un’altro negozio con dell’acqua fresca. Questa volta acquistai una bottiglia da un litro e mezzo.

Continuai a passeggiare, sedendomi ogni tanto a rinfrescarmi sotto l’ombra di una pianta nei parchi pubblici. Quasi mi vergognai… Il Messico, considerato un paese povero, ha dei parchi pubblici da fare invidia alle migliori città europee. 

parco pubblico nella mérida yucateca

Parco pubblico con statua e fontana, wi-fi gratuito e prese per ricaricare gli smartphone

Sono puliti, curati e soprattutto popolati. Vicino ad alcune panchine ci sono addirittura delle prese in cui ricaricare gli smartphone.  E il wi-fi è gratuito per tutti.

Il rovescio della medaglia è che gli anziani osservano la gente che passa o leggono il giornale, mentre i giovani rimangono incollati allo schermo del telefonino.

Fa impressione vedere come le persone siano in grado di estraniarsi pur essendo a contatto l’una con l’altra.

Vicini eppure ancora troppo lontani. 

Trovavo interessante Mérida ma in un certo senso mi annoiava. La città era troppo moderna per trovare quell’essenza che mi aveva spinto a spostarmi in Centro America.

Non avevo neanche fame. Comperai un gelato che sembrava più uno yogurt con sopra una salsa dolciastra. Per qualche strano motivo mi imbarazzava entrare in un locale. Forse avevo paura di sbagliare le parole, non ero molto ferrata con lo spagnolo.

O forse dovevo ancora buttarmi alle spalle quel senso di disagio che mi attanagliava da quando ero partita. Quella paura nascosta di non riuscire a raggiungere il mio intento: vivere con maggior spensieratezza.

Le parole sono sempre state difficili per me da esporre, il fatto che fossero in spagnolo, lo capisco solo ora, era solo una scusa.

Una casa dalle tonalità pastello attirò la mia attenzione. Vibrava di azzurro lucente e i dettagli bianchi in contrasto, richiamavano l’immagine del cielo e delle nuvole. 

Interno di un edificio con colori verde e bianco

Non solo azzurre, le case hanno una tonalità pastello che mette subito buonumore

Le vie dello shopping erano un tripudio di giovani sorridenti e felici.

Continuai a passeggiare a caso fino a che arrivai al mercato. La mia mente si mise subito in moto e i miei occhi furono attraversati da un lampo di gioia.

Questo era ciò che cercavo! Bancarelle di frutta delle quali non sapevo l’esistenza, odori forti e pungenti di carni e di pesce, generi alimentari tipici dei supermercati.

L’età media dei visitatori si era notevolmente alzata. C’erano massaie che giravano con borse stracolme di cibo e chi si aggirava furtivo in cerca di qualche prodotto specifico.

Io ero in estasi, rifeci il giro del mercato per tre volte fino a quando mi decisi di acquistare qualcosa per la cena. Comperai dei frutti dei quali non ricordo il nome, perché la signora a fianco a me mi disse che erano molto “dulces“.

Poi, presi della verdura già tagliata e lavata in sacchetto, pronta per essere consumata. Infine acquistai una crema di fagioli neri, la famosa “frijoles refritos” e delle tortillas.

Pere rosse comperate al mercato a Mérida

Non ero riuscita a resistere neanche di fronte a queste fantastiche pere rosse!

La mia prima cena messicana era pronta per essere preparata. 

Uscendo mi accorsi che il mercato non era finito ma le bancarelle erano cambiate lasciando il posto ad abbigliamento, giocattoli e prodotti per la casa. Mi divertii a osservare la gente mentre barattava o cercava di trovare il prezzo migliore. 

Io sono pessima in questo, ma forse questo viaggio mi avrebbe aiutato a mercanteggiare. All’improvviso vidi un’agenzia viaggi e guardai il cartello che rappresentava i tour in programma.

Avevo già in mente dei luoghi da visitare, dovevo solo farli combaciare con il mio tempo a disposizione. Presi nota dei prezzi e dei giorni, poi tornai a casa e mi preparai la cena.

Burattino inquietante al mercato di Mérida

Fra le bancarelle del mercato ogni tanto vi si trovavano delle sorprese inaspettate!

Prima di tutto avevo bisogno di farmi una doccia. Il bagno era libero così decisi di entrare in doccia. L’acqua era fredda, come la sera precedente, e non aveva nessuna intenzione di diventare calda.

Per fortuna ero talmente accaldata che il freddo non poteva che essere una benedizione. Poi presi i miei acquisti e mi diressi in cucina.

Anche questa era vuota. Sentivo però i ragazzi parlare, probabilmente erano chiusi in camera.

Mi preparai la cena e andai a mangiarla in camera, avevo un tavolino sul quale appoggiare i piatti e il wi-fi grazie al quale potevo connettermi a internet. Mangiai di gusto, una cena leggera ma completa.

Poi, misi un po’ di trucco solo sugli occhi, il caldo era ancora opprimente, e scesi di nuovo in strada.

Chiesa a Mérida

Tipica chiesa a Mérida sempre frequentata da fedeli a qualsiasi ora del giorno

Girovagai alla ricerca dell’agenzia viaggi, avevo i contanti con me e volevo prenotare il prima possibile. Finalmente la trovai e un giovane messicano mi fece accomodare alla sedia.

Gli riferii esattamente cosa volevo visitare e quando, ma lui mi interruppe dicendo che i giorni erano già destinati. Avrei dovuto adattarmi ai loro programmi.

Non c’era nessun problema. Il mio viaggio era nato all’insegna della spensieratezza e me ne stava dando la dimostrazione. Quindi l’indomani sarei andata a visitare Celestun.

L’appuntamento era alle 7 davanti all’agenzia. Non mi restava che ritornare in stanza e preparare lo zaino per il giorno dopo. Mi fermai solo ad acquistare un po’ di biscotti e del caffè solubile.

Finalmente avrei iniziato a visitare i dintorni di questa magnifica e sorprendente penisola…


L’isola del Lazzaretto Nuovo nella laguna nord di Venezia è un salto nel passato e nella storia della Repubblica di Venezia. In particolare ci insegna com’era gestita la sanità e l’importanza che si dava alla sicurezza pubblica.

  La Vigna Murada

 

Il primo nome conosciuto dell’isola del Lazzaretto Nuovo fu Vigna Murada. La prima presenza umana, secondo i reperti archeologici, risalirebbe addirittura all’età del bronzo.

Mentre è un documento ufficiale datato 1015 che ne attesta definitivamente la presenza umana grazie alla sua posizione strategica: l’isola si trova infatti a soli 3,5 chilometri da Venezia, nell’ingresso della laguna e davanti all’isola di Sant’Erasmo.

E in che veste? Diciamo che fin dagli arbori ebbe un ruolo di protezione dell’entroterra e di controllo dei canali lagunari. D’altronde Venezia è sempre stata un bersaglio appetibile e la sicurezza non era mai troppa.

 

contenitore nel museo dell'isola del lazzaretto nuovo

 

Nel medioevo l’isola del Lazzaretto Nuovo appartenne ai monaci dell’ordine di San Giorgio Maggiore che edificarono una chiesa in onore di San Bartolomeo, il protettore dei pescatori. Rimasero lì per un lungo periodo e la fecero diventare un importante polo commerciale.

In quel periodo, infatti, c’era una fervente produzione di sale, un’importante risorsa economica che faceva capo all’isola di Torcello.

Tutto il territorio, essendo Venezia sul mare, era circondato da saline, che costituivano merce di scambio con il resto del mondo. Una produzione che rimpolpava abbondantemente le casse della Repubblica visto che il sale era un bene che serviva un po’ a tutti.

 

A Venezia, quando c’è la luna, par di passeggiare in una acquaforte. (Carlo Dossi)

L’isola del Lazzaretto Nuovo

 

Nel 1468, con un decreto del Senato della Serenissima, l’isola divenne lazzaretto cambiando completamente il suo orientamento. Il nome fu scelto per differenziare quest’isola dal Lazzaretto Vecchio che già esisteva e si trovava di fronte al Lido di Venezia.

Lì, infatti, venivano portate le persone che avevano già contratto il morbo della peste, per le quali non c’era più niente da fare. Nell’isola del Lazzaretto Nuovo, invece, venivano ospitati coloro i quali presentavano alcune manifestazioni, senza esserne seriamente infettati e solo a titolo di prevenzione.

A tal proposito, non erano controllate solo le persone, ma anche le merci passavano di qua e venivano messe in quarantena. In sostanza venivano purificate, con i mezzi dell’epoca, attraverso l’uso di erbe aromatiche, come il rosmarino e il ginepro.

 

La parola quarantena fu coniata proprio dai veneziani e indicava quel periodo di quaranta giorni in cui, uomini e merci, dovevano rimanere rinchiusi all’interno del Lazzaretto. Questo accadeva se provenivano da paesi infetti perché avrebbero potuto portare malattie all’interno della Repubblica. Il numero 40 evocava la simbologia cristiana. 

 

La peste

 

Purtroppo, durante il periodo della Serenissima, ci furono due terribili contagi di peste: il primo avvenne nel 1576 e il secondo nel 1630.

In queste due occasioni anche l’isola del Lazzaretto Nuovo fu usato come ospedale per gli appestati, come documentato dagli scavi archeologici, in quanto il numero dei malati era superiore a quello che poteva essere contenuto in una sola isola.

Data l’enorme quantità di merci e di persone che arrivarono nell’isola furono costruiti diversi edifici. La struttura principale, conservata ancora oggi, era il Tezon Grande che raggiungeva la lunghezza totale di 100 metri.

Era un edificio che conteneva un centinaio di stanze e da lontano sembrava quasi un castello, perché ogni camera era dotata del tipico camino veneziano.

 

viale alberato verso il tezon grande

L’opera diventò il più grande edificio pubblico di Venezia subito dopo le Corderie dell’Arsenale.

Ma in quel periodo non si conoscevano ancora le cause che scatenavano la peste e le cure non erano adeguate. Solo più tardi si sarebbe scoperto che la responsabile era una pulce che infestava i ratti africani portando il morbo.

La peste si manifestava in due modi diversi.: c’era quella bubbonica che provocava bubboni sotto le ascelle, in prossimità dei vasi linfatici e la peste nera che portava dolori insopportabili fino allo stadio finale di setticemia.

La mortalità era pari al 40% nella prima e il 90% per la seconda.

L’antibiotico non era ancora stato inventato, né tanto meno la penicillina. L’unico antidoto usato dai veneziani era la teriaca, un composto di 31 erbe e allucinogeni messo a disposizione a tutta la cittadinanza.

Le persone più abbienti, inoltre, potevano fare i salassi, una pratica medica accreditata che si pensava potesse curare ogni tipo di malessere. Nonostante le difficoltà Venezia fu una delle prime città che riuscì a debellare in modo significativo il morbo.

 

il tezon grande edificio antico

 

Quale fu la sua fortuna?

  • tutti potevano accedere ai servizi sanitari, anche i poveri;
  • l’isola del Lazzaretto Nuovo si trovava a una certa distanza dal centro cittadino;
  • la merce in arrivo era sottoposta al periodo di quarantena.

 

La Repubblica di Venezia ricercava il benessere dei propri cittadini ed era orientata al senso comunitario. All’interno del Lazzaretto Nuovo fu costruito il primo cimitero musulmano al mondo ricordato come il Campo Tripolino.

 

Il rispetto nasce dalla conoscenza, e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo (Tiziano Terzani)

 

L’esercito austriaco e francese

 

Una volta debellato il morbo il Lazzaretto perse parte del suo motivo di esistere. Durante il 1700 l’isola venne militarizzata dagli austriaci e nel corso dell’800 ne costruirono una cinta muraria.

Il Tezon Grande, prima aperto da archi per il circolo dell’aria, venne completamente chiuso per contenere la polvere da sparo. L’isola fu collegata alla Testa di Ponte di Sant’Erasmo e alla batteria della Torre Massimiliana che controllava l’ingresso del porto di Lido.

 

cartello lungo la ronda

L’isola del Lazzaretto Nuovo oggi

 

Dopo la guerra fu consegnata all’Esercito Italiano come caserma militare che la tenne fino al 1975. Successivamente iniziarono i lavori di restauro promossi dalla Sovrintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici e dal Magistrato delle Acque.

Attualmente è in concessione all’associazione Ekos Club che si occupa di preservare il territorio anche attraverso attività scientifiche e culturali.

Il sito è accessibile i sabati e le domeniche dal 7 aprile al 28 ottobre, con due visite guidate: la mattina alle ore 9.45 e il pomeriggio alle ore 16.30.

Ciò comprende la visita al giardino interno con i suoi gelsi secolari, l’interno del Tezon Grande, che ospita un piccolo museo con suppellettili, anfore e resti umani ritrovati durante gli scavi archeologici e il camminamento di ronda.

Un percorso ad anello lungo un chilometro che costeggia tutta l’isola costituita dalla tipica vegetazione con piante di alloro, frassino, biancospino, pruni selvatici, eccetera.

Mentre la fauna locale presente è composta soprattutto da uccelli di varie specie come aironi, cormorani, gabbiani, garzette, falchi di palude e altri uccelli di passaggio.

Infine, si possono vedere due tipici “caselli da polvere” distribuiti in tutta la zona lagunare nella metà del ‘500 come contenitori di polvere da sparo.

La formazione era così composta: una base di pietre d’Istria, degli strati di mattoni e un tetto piramidale a contenimento di eventuali esplosioni.

Nella stagione estiva l’isola è presa d’assalto dai campi estivi dei bambini promossi dall’associazione Archeo club di Venezia con l’intento di far loro scoprire l’origine e la storia della Serenissima.

 

 

Come raggiungere l’isola del Lazzaretto Nuovo: 

Prendere la linea 52 ACTV da Piazzale Roma e scendere a Fondamenta Nove, da lì proseguire con il traghetto linea 13 in direzione Cavallino Tre Porti.

 

veduta della laguna

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Se non si può fare la flânerie, riservata solo alla città di Venezia, si può invece conoscere facilmente la natura del Genius Loci dell’isola del Lazzaretto Nuovo.

Si tratta di voglia di rinascita e di superare qualsiasi avversità: in passato come ora. Alcuni reperti della Serenissima sono conservati nel museo e quando li vedrai ti assalirà lo strano desiderio di toccare la storia. Ovviamente non sarà possibile ma la sensazione di essere entrato in qualcosa di grande nel passato ti avvolgerà per tutto il giorno.

Quando uscirai inspirerai, invece, la sensazione di calma del luogo e sentirai, come un suono nitido, il senso di pace che ora aleggia. Non potrai banchettare in questo luogo ma in cambio se ci verrai in estate, lo faranno le zanzare, con il tuo stesso sangue… portati l’Autan!

Musica consigliata: solo il silenzio

Lettura consigliata: Storia di Venezia di Alvise Zorzi

Se il tuo sogno è curare gli animali con Trusted House Sitters lo puoi fare e, oltre a questo, potrai anche soggiornare gratis. Una soluzione ideale per viaggiare e contemporaneamente risparmiare sull’alloggio facendo ciò che più ami.

L’idea di viaggiare senza spendere troppi soldi ti entusiasma?

Come già presentato in un altro articolo, ci sono diverse piattaforme che ti permettono di viaggiare low cost nel mondo, offrendoti la possibilità di visitare luoghi che, a causa di un costo della vita piuttosto elevato, potresti non permetterti.

Sto parlando di Workaway e Workpackers che ti permettono di soggiornare in cambio di un piccolo contributo lavorativo oppure Talktalkbnb che assicura un alloggio a chi desidera insegnare la propria lingua madre.

La differenza fra questi siti appena citati e Trusted House Sitters è che in questo caso il viaggiatore si rivolge a dei privati che cercano, in determinati periodi dell’anno, un aiutante a cui affidare le cure della propria abitazione o dei propri amati animali domestici.

Ti starai chiedendo se è prudente entrare in casa di sconosciuti

Stando alle recensioni rilasciate su Trust Pilot, sì. La maggior parte dei commenti hanno una valenza positiva e confermano l’affidabilità del sito.

Il problema riguarda più la nostra cultura, dove le persone sono restie a lasciare il proprio immobile in mano a chi non conoscono. Nei paesi anglosassoni e americani, invece, l’atteggiamento di diffidenza è pressoché assente.

 

foto della mia gatta nera Peggy

Come funziona?

 

Puoi iscriverti al sito Trusted House Sitters per due motivi: per soggiornarne o per offrire la tua casa.

SOGGIORNARE DA QUALCUNO: l’opzione valida per i viaggiatori.  Per entrare nel circuito dell’ospitante e vagliare le proposte dovrai iscriverti come membro pagando la quota di 89 dollari.

L’iscrizione sarà a vita e di conseguenza spenderai l’importo dovuto solo una volta. Effettuato il pagamento ti basterà inserire i dati personali e proporti come ospite. Sarai tu a scegliere la località e potrai suddividere la ricerca per stato o per zona geografica.

OFFRIRE LA TUA CASA: l’opzione per chi ha un immobile e vuole qualcuno che se ne prenda cura.  Anche in questo caso l’importo da pagare corrisponderà a 89 dollari una tantum e poi potrai scegliere i profili che si proporranno per il tuo annuncio. Eventualmente potresti anche contattare tu una persona che ti ispira particolarmente fiducia.

Puoi anche scegliere di fare entrambi.

In questo caso oltre agli 89 dollari dovrai pagare altri 25 dollari per poter profilare la tua abitazione e la tua richiesta. Sia chi offre casa che chi cerca un alloggio riceverà una valutazione sulla quale anche tu potrai basarti per fare la tua scelta.

 

 

TIPS:

Ti consiglio di iscriverti alla newsletter perché spesso esce l’offerta membership a metà prezzo 😉

 

Ricapitolando puoi scegliere di curare gli animali con Trusted House Sitter: un sito che ti permette di viaggiare a costi contenuti risparmiando sull’alloggio in cambio di un aiuto al mantenimento della casa e alla compagnia degli animali domestici.

Un’alternativa al classico viaggio che offre la possibilità di entrare nel tessuto sociale del paese in cui ci apprestiamo a soggiornare, vivendo così un’esperienza a 360 gradi e una nuova avventura da raccontare ai nostri amici.

Seis sono i mesi che ho viaggiato in Centro America attraversando gli stati del Messico, Guatemala, Belize e Honduras. Sono partita alla ricerca di un’identità che da troppo tempo avevo scordato di curare, lasciando agli altri il potere di dominare e guidare.

Fin da piccola ho sognato di vivere un’avventura alla Monsieur Fog, il personaggio del “Giro del Mondo in 80 giorni” di Jules Verne.

Ho atteso il momento giusto e l’ho fatto. Questo è il resoconto.

Mi ero ritrovata senza lavoro dopo che l’azienda nella quale ero assunta da otto anni, aveva deciso di chiudere i battenti e lasciarci tutti a casa.

Grazie alla mia incrollabile positività però, non avevo visto in questo cambiamento una disfatta, ma un motivo per cambiare e crescere.

Ho subito pensato che fosse giunto il momento di realizzare quel sogno che da troppi anni mi portavo appresso, come se il destino volesse mettermi alla prova.

Sarei stata in grado di farlo?

Prima dovevo terminare il periodo di mobilità alla quale ero stata assegnata. Avevo il tempo di preparare l’itinerario e decidere dove sarei andata.

Immaginai subito il Messico. Avevo soggiornato con una mia amica l’anno precedente e mi era rimasto nel cuore.

La leggerezza della vita, il sorriso spontaneo delle persone e i colori brillanti del mare e della natura rigogliosa, mi avevano colpito profondamente e volevo capire se fossero o meno un’impressione da turista.

Così decisi di ritornare laggiù.

Questa volta avrei aggiunto all’itinerario non solo la Riviera Maya ma anche Mérida, Città del Messico e la regione del Chiapas.

Ho trascorso pomeriggi interi cercando in internet informazioni utili a pianificare un programma.

Quanti giorni sarei stata in Messico?

E negli altri stati?

Cosa non dovevo assolutamente perdere?

Molti quesiti nascevano a mano a mano che preparavo il viaggio. Ma non cercavo la perfezione, solo la libertà.

Spulciando fra le offerte di volo ne avevo trovata una di Blue Panorama con tappa a Mérida. Si trovava a cinque ore di autobus da Playa del Carmen.

Decisi di iniziare lì, la mia avventura. Cercai un alloggio prima su Booking e poi su Airbnb. La più conveniente era una stanza offerta da un ragazzo vicino al centro cittadino.

Costava solo 9 € al giorno e aveva anche un bagno privato a disposizione. Senza pensarci troppo la prenotai per la durata di una settimana.

Era la prima volta che sceglievo una soluzione di pernottamento privata, ma in questo viaggio volevo mettermi alla prova, sperimentare nuove idee e risparmiare un po’!

Volevo partire libera da ogni pensiero, senza un traguardo preciso, per vedere se nella libertà assoluta nasceva qualcosa di inaspettato.

Qualche mese prima della partenza conobbi un ragazzo. L’incontro fece traballare leggermente i miei progetti, non ero più così sicura di partire.

All’improvviso le mie priorità erano cambiate.

Poi però valutai il tempo. Da quanto conoscevo lui e da quanto avevo quel sogno chiuso nel cassetto?

La risposta era plateale e non potevo non considerarla. Galleggiava così chiara davanti ai miei occhi che non potevo evitarla.

Lui mi chiese di non partire, io gli dissi che non potevo. Avevo preso una decisione tempo fa, quando ancora lui non c’era.

Non potevo fermarmi, il viaggio era già cominciato. E se non avessi mai più avuto l’opportunità di realizzare quel sogno?

I sentimenti a volte sono una questione di scelta, di tempo e di coincidenze.

Lui mi disse che mi avrebbe comunque aspettata. Fu difficile salutarlo ma lo feci, guardandolo e abbassando subito gli occhi.

Ero pronta a partire. Non è vero, ero terrorizzata all’idea di partire. 

Il mio aereo decollava nel pomeriggio da Milano e sarei giunta a Mérida la sera tardi.

Avevo le gambe che tremavano e il cuore che batteva a ritmo sostenuto. Quando salii in aereo, e mi accomodai sul sedile, inondai la mente di pensieri confusi.

Forse stavo commettendo una pazzia… Sei mesi da sola in giro per il mondo… Cosa avrei fatto? Con chi avrei parlato? Perché ero salita su quell’aereo?

Più il mezzo si allontanava dalla mia terra e più i pensieri si concentravano sui programmi. Ce l’avrei fatta, lo desideravo da troppo tempo per permettere alla paura di fermarmi.

Quando il pilota annunciò l’arrivo a Mérida ero su di giri. Avevo il cuore in gola. Ero eccitata e spaventata allo stesso tempo. Ero di nuovo in Messico e questa volta avrei potuto viverlo più a lungo.

Al controllo passaporti l’addetto mi salutò con un cordiale “Bienvenidas!”

In quel momento realizzai che avevo fatto la scelta giusta e che dovevo solo alleggerire la mente per essere più libera. 

 

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Esiste un sito di aste online viaggi? Sì è BidtoTrip e non vedo l’ora di parlartene, sempre che tu sia disposto a scovare nuove offerte…

ASTE ONLINE VIAGGI: COME FUNZIONA?

 

L’ingegno di Ebay è stata quella di trasportare nel mondo virtuale le aste che normalmente venivano fatte nel mondo reale. La seconda geniale mossa è stata quella di aprire il mercato a tutti, privati compresi.

La conseguenza a ciò è stata che persone di tutto il mondo hanno avuto la possibilità di vendere i loro prodotti nel web, ottenendo la tariffa più alta che i consumatori erano disposti a spendere.

Ora consideriamo Ebay come una piattaforma di e-commerce fra le tante nel web ma è grazie a lei se altre aziende hanno seguito i suoi passi.

Non poteva rimanere indifferente alla proposta il settore del turismo: affacciandosi sul mercato con innumerevoli siti di aste online viaggi.

 

Il funzionamento è molto semplice:

  • viene presentata un’offerta;
  • gli utenti scelgono un importo;
  • chi fa l’offerta più alta vince.

Fra le piattaforme di aste online viaggi più accreditate c’è BidtoTrip che, a sua volta, fa parte di Bidoo.

 

ragazza che esclama amazing!

 

BIDTOTRIP

 

Per usufruire delle offerte è obbligatorio iscriversi con la propria mail oppure usufruendo dell’account Facebook o Google. Nella home page si possono scegliere due opzioni:

  • acquistare come asta online;
  • prenotare subito un sistemazione in hotel.

La seconda opzione funziona alla stregua di tutte le altre piattaforme di prenotazione, ovvero si decide la struttura ricettiva e si prenota. Nella prima opzione, invece, si partecipa a un’asta per aggiudicarsi un alloggio fra quelli proposti.

Cliccando sul pulsante “vedi aste” usciranno le offerte valide alle quali potrai partecipare. Dovrai quindi inserire un importo e tentare la fortuna. Ovviamente dovrai seguire costantemente l’evoluzione della tua offerta e nel caso venga sorpassa, inserire un nuovo importo.

Quando ti sarai aggiudicato il deal avrai un massimo di quattro mesi di tempo per usufruire del coupon.



MAGGIORI INFORMAZIONI

 

Gli hotel presentati su Bidtotrip, se hai già dato un’occhiata, sono solo dalle 4 stelle in su. Si tratta pertanto di strutture lussuose che inseriscono le ultime stanze disponibili in numero piuttosto limitato.

Potrebbe anche succedere, infatti, che se più persone acquistano il deal al prezzo proposto, l’asta venga sospesa.

Un altro fattore importante da ricordare è che la tua offerta sarà fatta al buio: non conoscerai il nome della struttura fino a quando non avrai terminato il pagamento. Solo il voucher ti dirà il nome dell’hotel nel quale soggiornerai.

 

“Il meccanismo” spiega BidtoTrip “è dovuto al fatto che loro stessi vengono a conoscenza solo all’ultimo minuto delle stanze libere, costringendoli a proporre prenotazioni in modalità “roulette” o Secret”.

 

Quando la struttura, appartenente alla loro rete di vendita, da la disponibilità per delle stanze invendute, vengono subito inserite fra le offerte, pronte ad essere acquistate.

A onor di cronaca ti devo avvisare che le recensioni su BidtoTrip nel sito di Trust Pilot sono piuttosto contrastanti: c’è chi sostiene sia una truffa e chi si è trovato benissimo.

Va sottolineato, però, che sotto ogni recensione negativa c’è la risposta di un addetto del sito al fine di risolvere il problema riscontrato dall’utente. Io non l’ho ancora provato anche perché sono solita prenotare un hotel massimo 3 stelle!

Se l’hai provato  e hai riscontrato qualche anomalia fammelo sapere lasciando un commento sotto l’articolo.

Villa Valmarana a Mira è un esempio di villa veneta posizionata nella Riviera del Brenta: un antico collegamento fra Padova e la Serenissima.

La Riviera del Brenta

 

Durante il periodo florido della Repubblica di Venezia ogni città del Veneto lavorava al servizio della Serenissima. Legname, tabacco, frutta, verdura e altri prodotti erano trasportati lungo il fiume Brenta fino a raggiungere Venezia.

Lungo questa importante via di commercio i patrizi veneziani edificarono le loro residenze trasformando delle semplici zone rurali in sobborghi aristocratici.

Molte, dopo la costituzione del Regno d’Italia furono distrutte, mentre altre conservano intatte il loro fascino. La bellezza del paesaggio è data non solo dalle ville ma anche dal sistema di ponti girevoli e dalle conche di navigazione.

Opera di grande ingegno veneziano sono i sistemi di rallentamento della corrente piuttosto impetuosa del Brenta. Oltre a ciò si è lavorato per ovviare al problema del dislivello dell’acqua, più elevato a Padova rispetto a Venezia di circa 12 metri.

Per permettere una più facile navigazione si sono affidati al progetto ideato da Leonardo da Vinci. Le barche entrano in una specie di “stanza” dotata di due porte.

L’acqua viene fatta defluire per raggiungere un livello più basso. Una volta terminata l’operazione la porta viene aperta e si prosegue la navigazione.

Ciò avviene in direzione PadovaVenezia, al ritorno quando ci si trova tra le due porte, l’acqua viene fatta entrare per alzare il livello e riprendere il tragitto.

 

riviera del brenta e i suoi edifici

 

Burchiello

 

I veneziani, da bravi commercianti, hanno mantenuto viva l’arteria di collegamento non più per trasportare merci ma per portare a spasso i turisti!

Anzi faccio una precisazione: i patrizi raggiungevano Venezia con il Burchiello mentre le barche-merci erano chiamate burci.

 

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particolare della barchessa della villa

 

Villa Valmarana

 

La villa era l’antica residenza veneziana della famiglia Valmarana di Vicenza. Entrarono a far parte nel patriziato della Serenissima, i nobili veneziani, grazie alla loro attività di commercianti.

Inoltre, uno dei capostipiti, ricoprì il ruolo di Ministro del Commercio, portando la nobiltà europea all’interno della sua residenza a Mira, facendo conoscere al mondo la Riviera del Brenta.

Oggi della villa rimane solo la “barchessa”, ossia la parte dell’abitazione riservata ai contadini secondo l’architettura delle ville venete.

L’entrata presenta un grande porticato con un giardino all’italiana di fronte e un giardino all’inglese sul retro. L’interno è composto da tre saloni, la parte visitabile, con affreschi del Tiepolo e mobilia dell’epoca o più moderna.

L’edificio ha ritrovato il suo splendore grazie allo scultore Luciano Minguzzi che ha acquistato la residenza e ristrutturata interamente, riportando alla luce anche gli affreschi che erano stati intonacati e nascosti.

La villa è aperta tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 10 alle 18 e l’ingresso costa 6 euro. È disponibile per matrimoni, feste private o eventi aziendali.

Pista ciclabile

 

Un altro modo per visitare la Riviera del Brenta è quello di seguire il percorso della pista ciclabile. In realtà la strada non è a servizio esclusivo delle biciclette in quanto transitano un numero considerevole di auto.

Nonostante ciò permette di fare il percorso seguendo le curve naturali del fiume, dando in questo modo la possibilità di scoprire le ville e i sontuosi giardini.

Nel caso scegliessi questa soluzione ti consiglio di acquistare la Villecard che ti permette di avere riduzioni sui biglietti d’ingresso alle ville, sul noleggio delle biciclette, sulle crociere lungo il Brenta, nei negozi e nei ristoranti associati aderenti all’iniziativa.

 



*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

Viaggiare con un burchiello significare ritornare al passato quando ci si muoveva lenti. Si può così scoprire il Genius Loci della Riviera del Brenta che è improntata sulla calma, sul silenzio e sulla riflessione. Ciò non significa ozio ma anzi tempo per generare nuove idee.

Sarà per te uno stupore vedere il lusso sfrenato della Serenissima, ammirare i dipinti e i suppellettili presenti a Villa Valmarana. Sentirai la brezza leggera del vento accarezzarti i capelli come se fosse un implicito invito a festa. 

Inoltre percepirai gli odori dei fiori e delle piante in giardino che tanto hanno udito e visto. Il legno duro della seduta del burchiello ti farà sentire un po’ scomodo ma con un buon bicchiere di Prosecco vedrai, ogni fastidio passerà! 

Musica consigliata: Lento di Daniel Santacruz

Lettura consigliata: Elogio della Lentezza di Lamberto Maffei