Non hai mai assaggiato un succulento Bacio Pantesco? E neanche visto Pantelleria? Ok, andiamo con ordine, prima la ricetta e poi il viaggio!

Il Bacio Pantesco è una frittella con ricotta e gocce di cioccolato preparato con uno strumento particolare che puoi facilmente trovare su Amazon.

Con esso puoi creare diverse forme di frittelle secondo il gusto personale, ti basterà solo fare un po’ di pratica. Si tratta infatti di uno stampo con la formina in ferro che crea figure come stelle, fiori o cerchi e va utilizzato in modo da non lasciare l’impasto attaccato allo stampo.

 

Ingredienti

 

Per le frittelle:

  • olio di girasole, di mais o di semi;
  • zucchero a velo q.b.;
  • 2 uova;
  • 2 g di lievito di birra;
  • mezza tazzina di latte;
  • 50 g di farina.

Per il ripieno:

  • polvere di cannella per insaporire;
  • una confezione di gocce di cioccolato;
  • zucchero semolato q.b.;
  • 300 g di ricotta.

 

Procedimento

 

Iniziamo la ricetta del succulento bacio pantesco preparando la pastella per creare le frittelle. In pantesco le frittelle vengono chiamate “scorce” e sono fritte nell’olio caldo.

In una teglia rompere le due uova e aggiungere il lievito di birra, mescolare, la farina, mescolare, e poi amalgamare ancora con il latte fino a ottenere una pasta omogenea e senza grumi.

Questa prima parte è molto importante per non avere un composto grumoso che disturbi la creazione delle frittelle. Si lascia riposare in frigo per un quarto d’ora e si prepara nel frattempo il ripieno.

In un altro contenitore si mette la ricotta, le gocce di cioccolato, la cannella e si insaporisce con lo zucchero secondo i propri gusti. Gli ingredienti vanno mescolati affinché si amalgamino bene assieme e si lascia da una parte.

la foto di un bacio pantesco

La forma del bacio pantesco è questa

Ora è arrivato il momento di testare lo stampo in metallo! Si sceglie la forma desiderata o si cambia forma a piacere, e la si immerge nel composto.

La pastella va immersa nell’olio caldo, quindi testare prima con un pezzettino di pane se l’olio ha raggiunto la temperatura giusta. Le prime probabilmente non verranno come si desiderano ma poi, a mano a mano che si prende confidenza con l’attrezzo, diventeranno sempre più piacevoli.

Una volta che avrai preparato tutte le frittelle sarà il momento di farcire. Togli l’olio in eccesso con un pezzo di carta assorbente e adagia il ripieno su una frittella.

Sopra mettici un’altra frittella con lo stesso disegno e spolvera con lo zucchero a velo. Controlla che l’impasto sia croccante e non esagerare con il ripieno.

Procedi così con tutte le altre frittelle assicurandoti di averle fatte a numero pari. Eventualmente quelle dispari puoi lasciarle solo con lo zucchero a velo o solo con il ripieno. La ricetta è pronta, non ti resta che ascoltare i pareri dei tuoi commensali!

 

E se vuoi partire per scoprire l’isola segui queste indicazioni:

Cosa c’è da scoprire a Possagno? Una piccola cittadina in provincia di Treviso fra le pendici del Monte Grappa a 15 chilometri da Asolo. Per la precisione, è posizionata fra Cavaso del Tomba e Paderno del Grappa ed è famosa per essere il luogo in cui è nato lo scultore Antonio Canova.

Antonio Canova

 

Antonio Canova è stato uno dei massimi esponenti del neoclassicismo e le sue opere sono esposte nei migliori musei del mondo a partire da Parigi per arrivare a New York. Come fece a diventare un artista così internazionale?

Antonio Canova nacque nel 1757 da una famiglia benestante di scalpellini e proprietari di cave. Entrò fin da piccolo in contatto con materiali grezzi, come la pietra, e ne imparò a conoscere la resistenza e la loro potenzialità.

Durante il periodo degli studi, il giovane Antonio, “Tonin” per gli amici, partì per lavorare come garzone nella bottega del Torretti a Venezia, mentre la sera si dedicava allo studio dell’arte, partecipando ai corsi serali dell’Accademia del Nudo.

 

 

La pratica gli permise di affinare la sua tecnica dei dettagli del corpo umano, facendolo diventare uno degli artisti più quotati nelle corti europee e mondiali. La sua casa natale, oggi, è stata riconvertita a gypsotheca canoviana e raccoglie la maggiore collezione di statue in gesso dell’artista.

 

La Gipsoteca Canoviana

 

Il museo si suddivide in due grandi aree: la casa natale che conserva i cimeli dell’artista e la sezione della pinacoteca con dipinti, disegni e varie incisioni, in più la parte dedicata ai gessi, ai bozzetti in marmo e in terracotta, create dal Canova.

Questi ultimi sono conservati nella parte di edificio denominato “ala Scarpa”, ideato dal famoso architetto veronese Carlo Scarpa. Si trova fra la casa e il giardino, sulla destra, ed è stato progettato con grandi finestre che lasciano passare la luce, in contrapposizione all’ombra proiettata delle alte mura.

Ciò crea un gioco di chiaro scuro che si riflette sulle opere dando un’impressione di vitalità e di movimento alle statue. Inoltre, mette in risalto la perfetta costruzione muscolare che rende delicati e infinitamente realistici i personaggi rappresentati.

Le statue fungevano da bozzetti preparatori per il prodotto finale in marmo. Ma il livello di perfezione è talmente alto da non identificare i due materiali, se non fosse per le qualità intrinseche dei differenti prodotti.

 

foto dall'alto del tempio canoviano

 

Tempio Canoviano

 

A poca distanza dalla gypsoteca canoviana sorge il Tempio Canoviano, sorto in sostituzione all’antica chiesa di paese. Di che cosa si tratta?

L’edificio si ispira al magnifico Pantheon di Roma, da cui ha attinto l’idea della cupola. Sorge sul Col Draga, 70 metri sopra Possagno ed è visibile dalle colline circostanti. La scelta non fu casuale, in quanto la posizione doveva far apparire ancora più maestosa la monumentale opera. Fu Canova stesso a progettare e a finanziare l’intera esecuzione. Voleva un tempio che diventasse eterno come il Partenone di Atene.

Desiderava lasciare in eredità alla sua città un’opera che lo ricordasse e che rimanesse visibile nei secoli. Purtroppo però, non riuscì a terminare il progetto perché morì otto anni prima che si concludessero i lavori nel 1830.

Due anni dopo il fratellastro Giovanni, diventato vescovo, lo consacrò e lo presentò alla comunità. All’interno della chiesa è visibile il dipinto del Canova “Deposizione del Cristo dalla croce”, la statua della Pietà in gesso (non riuscì a creare l’opera in marmo), la tomba del Canova e del fratellastro e un dipinto di Luca Giordano “Altare di San Francesco di Paola”.

Possagno deve molto all’artista, ha lasciato un impronta talmente evidente del suo passaggio quasi da oscurare tutto il resto. Ma ha anche insegnato al mondo ai ricercare la bellezza nei dettagli, anche se essa proviene da materiali all’apparenza grezzi e grossolani, dimostrando che c’è in ogni elemento una componente che merita essere evidenziata.



 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

Puoi dedicarti alla flânerie passeggiando lungo le vie cittadine oppure prendere un sentiero e inoltrarti nei boschi, dedicandoti allo shinrin-yoku, chiamato anche “bagno di foresta”.

Il Genius Loci, come ha ben dimostrato Canova, si nasconde nel lavoro artigianale metodico e faticoso. Qui c’è la tempra dura sia nei materiali che nell’anima, mescolata alla sensibilità e all’arte, capace di darne una forma morbida e sinuosa.

Durante la visita alla gypsoteca vorrai quasi toccare le statue per accertarti che non siano vive talmente appaiono perfette. Rimarrai affascinato dalla morbidezza delle curve dei corpi in contrasto con la durezza del materiale. Sentirai i profumi balsamici del pino marittimo, tanto amato dall’artista e udirai anche qualche usignolo richiamare la presenza del proprietario, mai dimenticato.

Infine, dopo una visita approfondita, ti verrà fame e sarà arrivato per te il momento di assaggiare una qualche specialità tipica. La preparazione degli ingredienti richiede un lavoro importante, come la terra fa con un seme, dandogli vita, forma e anima.

Musica consigliata: le canzoni di Luigi Tenco

Lettura consigliata: La natura esposta di Erri de Luca

Il fascino naturale e selvaggio della riserva di Celestun mi ha lasciato senza fiato: un Messico che paralizza gli occhi per la sua bellezza unica.

Mi sveglio alle 6 in un bagno di sudore. La temperatura interna della camera, senza finestre, credo superi abbondantemente i 30 gradi.

 


Leggi il racconto dall’inizio:


 

Corro verso la doccia e l’acqua gelida mi risveglia all’improvviso regalandomi una sferzata di energia. Ritorno in camera, mangio la frutta e preparo il caffè.

Mi vesto e prendo lo zaino, aggiungendo un cambio di costumi, e lentamente mi incammino verso l’agenzia per iniziare una giornata all’insegna della natura.

Controllo i riferimenti che ho appuntato mentalmente per ritrovare la strada giusta: il bar con la porta stile saloon, il negozio di alimentari biologici, l’edificio di colore verde pastello, l’hotel con la porta a vetri e la chiesa con i mattoni rossi.

Finalmente raggiungo la destinazione e trovo la guida ad aspettarmi. Ci presentiamo e mi comunica che prima di andare a destinazione saremmo passati a prendere altri partecipanti nei vari hotel.

Iguana a Celestun

Incontri casuali a Celestun

La strada per raggiungere e finalmente scoprire il fascino naturale e selvaggio della riserva di Celestun è ancora lontana…

Passiamo nei vari hotel e lentamente prendiamo a raccolta i vari compagni di avventura. Si tratta di famiglie: la prima composta da madre e figlio, la seconda composta da madre, figlio, padre e nonna.

Dopo circa un’ora di tragitto arriviamo all’entrata della riserva e veniamo accolti festosamente dal personale. Come prima cosa ci raccomandano di spalmarci della lozione anti zanzare, a quanto pare sono molto agguerrite!

Dopo essersi organizzati ci fanno salire su un’imbarcazione e iniziamo a solcare le acque azzurre del Golfo del Messico. Vediamo le mangrovie affondare decise le radici nell’acqua e gli uccelli riposarsi fra le loro fronde.

Ci allontaniamo sempre di più da riva, ma paradossalmente, l’altezza dell’acqua diminuisce.

Ci avviciniamo alla riserva naturale di Celestun, anzi la Biosfera di Celestun, dichiarata protetta nel 1988 per preservare lo sfruttamento selvaggio che stava portando al declino la zona.

Entriamo nella laguna in cui vengono a nidificare e a trovare riposo i fenicotteri rosa di passaggio nel Messico. Sembra incredibile quando ci avviciniamo ammirare questa distesa rosa di animali pacifici che ci osservano con titubanza.

Per questo motivo manteniamo una certa distanza e spegniamo il motore. La tranquillità è un elemento essenziale affinché i fenicotteri non decidano di abbandonare in massa l’area.

Scatto delle foto ma soprattutto cerco di imprimere nella memoria questo momento magico.

Ogni qualvolta mi trovo a cospetto della natura, nasce in me un sentimento genuino di gratitudine e mi meraviglio della perfezione dell’universo e della sua capacità di far quadrare tutto all’interno di uno specifico progetto.

Per questo prediligo il contatto con la natura: mi insegna l’umiltà e il senso di protezione.

Lasciamo gli animali godersi le loro vacanze in questo ambiente unico e ci spostiamo all’interno della laguna. Entriamo fra le mangrovie e sobbalzo vedendo l’acqua riflettere tonalità rosse.

Si tratta della mangrovia rossa che rilascia il colore all’acqua regalandole dei nutrimenti che impreziosiscono il terreno di proprietà benefiche.

Il comandante ci racconta che una studiosa inglese suole venire in questo luogo a farsi un bagno perché dice che queste proprietà sono benefiche anche per la pelle.

Purtroppo, però, da qualche mese fra queste piante acquatiche ha trovato riparo una femmina di coccodrillo che ha dato alla luce un piccolo.

Pertanto il bagno è precluso almeno che non si voglia capire da vicino, direttamente dalla coccodrillo madre, se siamo ospiti graditi oppure no!

spiaggia dalla sabbia bianca

Tipica spiaggia yucateca

Preferisco rimanere nel dubbio…

Ritorniamo alla base con una leggerezza nel cuore indescrivibile per essere stati in contatto con questi elementi meravigliosi e ripartiamo alla volta del ristorante.

Il locale si trova in riva al mare e la spiaggia è talmente bianca che il riflesso del sole fa lacrimare gli occhi. Ma non c’è tempo per ammirare il mare perché il pranzo è già servito.

Mi sto accomodando al tavolo quando la famiglia numerosa messicana mi chiede di pranzare in loro compagnia. Mi siedo con loro e iniziano a parlarmi della loro famiglia.

Vengono da Veracruz e mi raccontano con molto trasporto le qualità della loro regione. Sono di animo semplice e molto affiatati.

In loro rivedo un po’ della mia famiglia, quando ancora mia nonna con la sua presenza illuminava le giornate di me, bambina, e raccontava le storie della sua giovinezza.

Poi viene il mio turno e racconto loro la mia pazza avventura. Mi guardano un po’ dubbiosi, mi raccomandano attenzione in certe zone mentre la nonna mi osserva con uno strano luccichio negli occhi.

Poi mi racconta di un uomo tedesco conosciuto anni fa e mi continua a ripetere di quanto fosse bello. Noto un certo rimorso nelle sue parole e un invito a vivere la mia esperienza per non accumulare rimpianti.

gabbiano

Simpatico gabbiano in spiaggia

E come se l’universo mi stesse inviando, attraverso di lei, la sua approvazione e il suo invito a proseguire.

Mi regalano delle bellissime conchiglie, che so non potrò portare con me. Alla fine prendo sotto braccio la nonna e l’accompagno in auto sotto un diluvio che non lascia scampo.

Giunti a destinazione ci salutiamo scambiandoci dei baci e degli abbracci calorosi. Scendo anch’io alla loro fermata e vado a fare un giro al mercato.

Ripercorro lo stesso itinerario del giorno prima e acquisto ancora verdura e frutta fresca. Questa volta prendo anche dei fagioli e del riso, come da tradizione messicana.

Ritorno a casa, saluto i ragazzi e mi preparo la cena. Poi mi metto a fare un po’ di yoga perché mi sembra sia il giusto modo per ringraziare il mondo.

La sera mi addormento presto, devo ancora connettermi con l’orario locale e poi domani mi aspetta la spiaggia di Progreso!

La top 10 di Malta: le dieci località che non devi assolutamente perdere durante il tuo viaggio nella meravigliosa isola del Mediterraneo.

Malta è un’isola strepitosa che ti saprà sorprendere per la sua particolare conformazione e per le differenti nazionalità che ci vivono.

Nella storia ha subito invasioni europee, africane ed extraeuropee lasciando ognuna traccia di sé nell’architettura, nella cultura popolare e anche nella lingua.

Le spiagge, poca sabbia e molti scogli, offrono la possibilità di nuotare in acque cristalline tipiche del mediterraneo, immersi nella cornice di pesci e molluschi che si muovono fra sfumature che vibrano dall’azzurro più intenso al blu più scuro. Ora non rimane che conoscerla nel dettaglio, nelle città e nei luoghi che più la rappresentano.


 

1. La Valletta

 

Fu il Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni Jean Parisot de la Valette che diede il nome alla capitale di Malta. Il centro storico non è molto grande ma all’interno nasconde dei palazzi e dei musei assolutamente da visitare e soprattutto è Patrimonio dell’Unesco dal 1980.

All’entrata troviamo il City Gate, un ponte in pietra che porta alla Freedom Square, opera dell’architetto italiano Renzo Piano che ha edificato anche il nuovo Parlamento.

Proseguendo troviamo il National Museum of Archeology e subito dopo la St. John’s Co-Cathedral che contiene alcune tele del Caravaggio.

Il Fort St. Elmo dominava la città e controllava i possibili attacchi dei nemici. I Lower Barracca Gardens e il Castille Curtain li trovi costeggiando la sponda, mentre il luogo più fotografato è il Saluting Battery sotto gli Upper Barraca Gardens.

Ogni mezzogiorno, infatti, vengono fatti tuonare i cannoni e tutti i turisti si riuniscono per partecipare all’evento. La famosa ambasciata dell’ordine di San Giovanni di Gerusalemme e di Malta è ospitata al St. James’ Bastion and Cavalier che si trova vicino all’ingresso della città.

Da qui partono gli autobus per tutte le località maltesi, ti consiglio di prendere una cartina per capire come muoverti con i mezzi pubblici oppure leggi questo articolo dove trovi tutte le informazioni.

 

entrata a la valletta nella top 10 di malta

La valletta

 

2. Sliema

 

Sliema è la scelta preferita dalla maggior parte dei visitatori. Centro commerciale ricco di negozi, locali alla moda e pub notturni. Da qui partono gli autobus per Circewwa, per raggiungere le isole di Gozo e Comino, e i battelli per raggiungere La Valletta.

Passeggiando nel lungo mare arriverai a visitare San Julian, Balluta Bay e Pacevillesede della movida notturna. Ci sono anche numerose spiagge e un tratto di costa chiamato Fond Ghadir dove si sono formate delle interessanti piscine naturali fra le rocce.

Si tratta di una zona dove si trascorre il tempo in spiaggia, a fare acquisti, a sorseggiare un aperitivo o a mangiare. Non ci sono musei o attrazioni particolari da segnalare.

 

due che nuotano a sliema nella top 10 di malta

 

3. Bugibba

 

Al terzo posto della Top 10 di Malta c’è Bugibba, ossia la seconda Sliema, dove si trovano numerose strutture turistiche  ma più economiche rispetto a Sliema.

Anche qui si può passeggiare nel lungo mare ma i negozi e i locali si trovano solo nel piccolo centro. Le spiagge sono prevalentemente di tipo roccioso e si può godere di molta intimità.

Nel 2006 è stata costruita una spiaggia sabbiosa vicino al centro dove sono nati ristoranti di pesce fresco. Anche i presidenti di Malta George Abela e Edward Fennech-Adamy hanno scelto di vivere qui. Dove la vita sembra più tranquilla e isolata rispetto alla caotica Sliema.

A Pasqua avviene il Palio di Bugibba che coinvolge tutta la città ed è un momento di festa per tutta l’isola. Raggiungerla con i mezzi pubblici diventa quasi impossibile a causa della grossa affluenza di persone che arriva da ogni parte.

Da visitare con i bambini è l’Acquario Nazionale di Malta di circa 20.000 metri quadrati, dove sono esposte 26 vasche di pesci del Mediterraneo.

Oltre a questi si possono ammirare esemplari di squali, razze, anguille e un meraviglioso tunnel ‘walk-through’ che passa attraverso le vasche e permette ai visitatori di vedere i pesci dal vicino.

A fianco all’acquario il Beach Club “Cafè del Mar”, un locale con piscina affacciato direttamente alla Baia di San Paul, ravvivato da feste e musica con deejay.

 

piscina a bugibba nella top 10 di malta

 

4. Mdina

 

Mdina è l’antica capitale di Malta e si trova nel punto più alto dell’isola dove è possibile vederla quasi nella sua interezza.

L’ingresso è spettacolare, attraverso il ponte di Mdina Main Gate. Si entrerà in una città medievale completa di cinta muraria millenaria e si potrà godere di un silenzio introvabile nel resto dell’isola.

Finalmente troviamo la Cattedrale ufficiale dell’isola, dedicata a San Paolo, situata in piazza dell’Arcivescovo. Di fianco un museo che conserva interessanti suppellettili e una collezione d’arte.

Sempre in centro è presente Il Museo di Storia Naturale con mosaico della croce di Malta. Potrai conoscere in modo accurato la formazione geologica dell’isola e scoprire allestimenti e collezioni permanenti di rocce e uccelli.

Il Convento Carmelitano è l’unico a essere visitabile al pubblico ma è aperto solo in rare occasioni, per non interferire con la sacralità del luogo.

Due musei sono interconnessi: il Mdina Experience, centro che racconta la storia della Medina e come si è evoluta, e la sede dei Cavalieri di Malta, che ripercorre la storia dell’ordine attraverso i secoli.

Un altro interessante museo è il Mdina Dungeons Museum che illustra i metodi di tortura usati a Malta e nel mondo e infine il Palazzo Falson, una casa museo che illustra lo stile di vita di una famiglia del XIII secolo, attraverso l’arredamento e lo stile coloniale degli abitanti.

 

Entrata alla medina nella top 10 di malta

 

5. Rabat

 

Rabat si trova all’uscita della Medina. Divenne famosa in tutto il mondo per aver ospitato l’apostolo San Paolo, durante un nubifragio accorso nel 60 d.C., raccontato negli Atti degli apostoli.

La cittadina è fornita di viuzze strette e decorate di fiori ornamentali. Una piacevole passeggiata porta alla Catacomba di San Paolo, uno dei luoghi più visitati. Si tratta di un percorso scavato nella roccia fra il IV e il V secolo d.c dove trovavano riposo le spoglie dei cristiani.

Il Museo e la Cripta di sant’Agata contengono degli affreschi ben conservati e degni di nota. Mentre la Domus Romana è una villa con orpelli antichi e un bellissimo mosaico che ha mantenuto intatto il suo colore nel tempo. Tutto intorno delle colonne di pietra bianca fanno risaltare il disegno.

Da visitare ancora a Rabat, il Museo di Wignacourt che possiede una pinacoteca e Casa Bernard, nata come torre di avvistamento su dei resti romani e poi riconvertito a palazzo con arazzi, librerie e oggetti preziosi. Se sei un fedele devoto non puoi non inserire fra la top 10 di Malta una visita a Rabat.

 

via piena di piante a rabat nella top 10 di malta

 

6. I megalitici

 

Si tratta di sette siti megalitici dislocati tra Malta e Gozo e dichiarati Patrimonio dell’Unesco. Si tratta di:

  • Gigantia (Ġgantija)
  • Scorba (Skorba)
  • Ta Hagrat (Ta’ Ħaġrat)
  • Hagar Qim (Ħaġar Qim)
  • Menaidra (Mnajdra)
  • Tarscen (Tarxien)

 

Gigantia si trova nell’isola di Gozo e si pensa sia stato edificato fra il 3600 ed il 3000 a.C. Fu scoperto e sistemato dal Colonnello John Otto Bayer che si fece aiutare dai detenuti della prigione gozitana negli scavi.

Scorba sorge a Mġarr, nell’isola di Malta, e comprende due templi megalitici. Ta Hagrat si trova sempre a Mġarr ed è composto di due strutture megalitiche.

Fu scoperta nel 1916 e il direttore del National Museum of Archaeology di La Valletta, Sir Themistocles Zammit, ne predispose gli scavi nel 1923.

Sia Scorba che Ta Hagrat sono dei siti piuttosto delicati e ne è permessa la visita solo a 15 visitatori per volta per un massimo di 45 al giorno e di 90 alla settimana.

Hagar Qim si trova invece a Qrendi e i suoi templi risalgono a 5000 anni fa. Vicino si trova anche la costruzione di Menaidra.

Menaidra si trova in basso rispetto a Hagar Qim, in discesa verso il mare, ed è costituito da tre elementi distinti.  Il più antico consta tre absidi costruiti con il calcare corallino nella parte esterna e da globigerina nella parte interna. Questo perché la prima è una pietra più resistente agli agenti atmosferici.

Tarscen è stato costruito nel 3600 a.c. e comprendeva anche un cimitero crematorio risalente successivamente all’età del Bronzo, nel 2500 a.C. circa.

All’interno degli edifici sono state ritrovate anche una notevole quantità di ossa a testimonianza dei vari sacrifici animali che furono fatti nello spazio religioso del complesso megalitico. Solo per vedere queste testimonianze antiche vale la pena di scalare la classifica della top 10 di Malta.

 


 

7. Le spiagge più visitate

 

Oltre alle spiagge già citate di Sliema e Bugibba ci sono altri punti marittimi amati dai turisti. Fra questi ne illustriamo i più importanti. Nella contea di Delimara si trova la famosissima San Peter’s Pool, scelta da chi ama fare i tuffi, con grandi scogli che scendono a dritti sul mare.

Dalla parte opposta si trova Marscia  Scirocco famosa per il mercato della domenica e per il piatto tradizionale “Lampuki”, ossia un pesce che attraversa le coste maltesi da aprile a novembre. I due punti sono equidistanti grazie alla formazione a U della costa e, volendo, si raggiungono a piedi.

Blue Grotto è una grotta visibile solo in barca dove si può entrare e ammirare i riflessi blu del mare. Non si può scendere dall’imbarcazione per fare un bagno ma si può farlo lungo la costa. Ora arrivano le spiagge, secondo il mio parere, fra le top 10 di Malta…

A Manikata puoi visitare la spiaggia dorata di Golden Bay. La troverai molto affollata e quindi potrai preferire andare nella seconda spiaggia, dove si trova il forte Ghajn Tuffieha Tower, di dimensioni  più ridotte. Se ancora non sarai soddisfatto potrai spostarti ancora più avanti, in direzione Gnejna Bay, per raggiungere “l’ultima spiaggia”.

Mellieha Bay è un bellissimo pezzo di spiaggia sferzato però da un forte vento. Dalla parte opposta si può camminare nella Ghadira Natural Reserve seguendo i sentieri.

E non solo! Prima di arrivare alla spiaggia c’è la fermata Skrajda, se prendi l’autobus 101 ti porterà a visitare il famoso Popeye Village.

Allestita come set del famoso film di Braccio di Ferro con protagonista Robin Williams, oggi  è diventato parco di divertimento per i più piccoli.

 

spiaggia di mellieha nella top 10 di malta

 

8. La contea di Dingli

 

La contea di Dingli ti farà sognare di essere per alcuni istanti in Irlanda ad ammirare le maestose Cliffs of Moher. Un luogo selvaggio, rude e roccioso. Il luogo che mi ha sorpreso di più fra la top 10 di Malta è sicuramente questo che non avevo trovato sulla guida ma mi è stato consigliato da un ragazzo maltese.

Un panorama a 360 gradi sul mare blu intenso con una strada panoramica di circa 1,5 chilometri che ti permette di passeggiare a strapiombo sul mare.

Lungo il cammino vedrai una piccola cappella di roccia bianca come se fosse un miraggio: si tratta della Magdalene Chapel spesso chiusa al pubblico. Vicino dei furgoncini vedono bibite fresche e snacks.

Da quel tratto la strada non è più pedonale ma se prosegui in direzione Inzul Ix Xmex, potrai visitare gli unici giardini pubblici di tutta l’isola, i Buskett Gardens.

Non ti aspettare nulla di grandioso! Ma ci sono dei bagni, delle panchine con annessi tavolini e delle bellissime piante di arance e mandarini. La domenica il parco si riempie di maltesi che vengono qui a fare picnic.

 

vista dalla scogliera di dingli sul mare nella top 10 di malta

 

9. Gozo

 

La “sorella” di Malta è anche la più selvaggia. Si raggiunge da Circewwa con la Gozo Channel Company.

All’arrivo scenderai nel porto di Mgarr e un autobus ti porterà nella capitale Victoria o Rabat. Rabat è l’antico nome dell’isola cambiato poi in Victoria nel 1897 in onore dei 60 anni di reggenza della Regina inglese. La somiglianza del nome con la sorella Malta non è casuale anche qui infatti si trova la Cittadella.

Ci sono molti siti da visitare tra cui la Cattedrale di Santa Maria che contiene un osso del braccio di Sant’Ursula, patrona di Gozo e ossa dell’addome di Santa Lucia, il Natural History Museum con una collezione di fossili marini impressi nella roccia e le Old Prison, una sorta di carceri vip.  Il Museo Archeologico invece conserva la famosa stele di Maymunah del 1174

Malsalforn e Xlendi sono le uniche stazioni balneari dell’isola dove si accentrano gli hotel e i ristoranti. A Malsalforn non aspettarti chissà che, la spiaggia di sassi è molto piccola e l’acqua non è fra le più pulite. In alternativa c’è un lungomare di cemento dove puoi sdraiarti e fare il bagno.

Xlendi invece è un villaggio di pescatori dall’aria selvaggia e incantata. Ricca di baie, insenature e grotte ci si può perdere fra i sentieri che la costeggiano in un mirabolante intreccio di natura e mare.

Qui puoi trovare il gemello dell’Azure Window, la finestra azzurra, andata distrutta a causa dell’erosione del mare qualche anno fa.

 

Si chiama Saint Andrew’s Divers Cove ed è un luogo dove vengono fatte le immersioni.

 

Prima di raggiungere Xaghra si trovano i Templi di Ggantija composti da monoliti che raggiungevano anche i 15 metri di altezza, di colore rosso ed erano fatti in pietra. Oltre a questo gli scavi hanno rivelato antichi simboli di fertilità, ossa di animali e varie sculture.

Nadur significa in arabo “vedetta” ed è abitata per la maggior parte da americani che si sono trasferiti stabilmente qui. La famosa spiaggia di Ramla Bay infatti richiama i turisti per la sua grandezza e per la tranquillità dei suoi fondali.

Al di sopra della spiaggia uno dei possibili siti che ispirò Ulisse a scrivere le sue peripezie per raggiungere Itaca. La dea Calypso l’avrebbe imprigionato in una caverna  qui presente e rinchiuso per sette anni negandogli la libertà.

A Gharb infine si raggiunge per visitare la Basilica di Ta’ Pinu prima di entrare in paese. Il papa Giovanni Paolo II è stato qui nel 1990 ed è stata consacrata da papa Pio XI.

La storia narra che una contadina di nome Carmela Grima ha sentito una voce soave provenire dalla cappella e tutti hanno pensato fosse quella della Madonna.

Un uomo ha confermato il fatto diventando un luogo di pellegrinaggio che attira ogni anno migliaia di maltesi e turisti. Un’altra tappa da fare fra la top 10 di Malta per chi è un cattolico fervente.

Maggiori informazioni su Gozo le trovi qui

 

la spiaggia di malsalform a gozo nella top 10 di malta

 

10. Comino

 

Comino è per me sulla vetta della top 10 di Malta! Si raggiunge con il battello da Circewwa da marzo a ottobre al prezzo di 10 €. Nell’isola vivono solo sei persone ed è presente un hotel.

Comino, prende il nome dal tipo di cumino che si coltivava in questa zona, anche se oggi si trova sempre più raramente.

Con il traghetto si arriva direttamente nel luogo più bello, il Blue Lagoon. Purtroppo essendo il punto di attracco è anche il più frequentato e il più caotico, dove sarà difficile rilassarsi e trovare spazio fra gli scogli.  Ma se ci si sposta nella parte opposta, seguendo i sentieri, si arriva all’hotel Comino dove si può nuotare relativamente in pace.

Caldo permettendo, potrai arrivare fino al Saint Mary Tower, una torre di guardia nata con lo scopo di avvistare i pirati e poi usata dall’esercito maltese. Se la bandiera è issata significa che è aperta e per visitarla dovrai lasciare un’offerta libera.

 

l'acqua blu di comino con due ragazze che osservano il mare nella top 10 di malta

 

Su Amazon trovi in vendita la Guida di Malta, Gozo e Comino che ho scritto sia in versione ebook che cartacea a questo link, su Kobo, invece, la trovi a questo link!

Alla scoperta della Costa dei Trabocchi e dintorni attraverso l’Abruzzo marittimo: uno dei panorami più belli sulla costa adriatica. Qui il blu del mare contrasta con il cielo e i gabbiani richiamano la loro indipendenza, godendosi una libertà senza limiti.

I Trabocchi 

 

I trabocchi sono delle strutture in legno a ridosso del mare che venivano usate dai pescatori per catturare il pesce. Venivano issate delle reti e da lì si poteva pescare senza allontanarsi troppo dalla riva. Dei lunghi pali di legno permettevano di posizionare le reti in diversi punti strategici.

Si pensa che l’idea sia stata “rubata” ai Fenici che dovevano trovare un modo per contrastare le forte raffiche di vento di Maestrale che si abbattono in quella zona di costa. Sono costruite con pino di Aleppo che resiste alla corrosione dovuta alla salsedine mentre i modelli di rete cambiano in base alla zona.

Sì, perché i trabocchi non sono solo una prerogativa della costa abruzzese ma anche di quella molisana e pugliese. Tanto da essere considerati oggi patrimonio monumentale del Parco Nazionale del Gargano.

Oggi sono stati trasformati in rinomati ristoranti di pesce fresco e richiamano turisti da tutto il mondo grazie all’atmosfera particolare e rilassante.

Se è vero che i trabocchi sono presenti fino alla Puglia, il tratto maggiormente visitato è quello che va da San Vito Chietino a Punta Aderci.

 

un trabocco lungo la costa dei trabocchi e dintorni

 

La Costa dei trabocchi

 

Il tragitto è percorribile in auto seguendo la SS16, incontrando diversi trabocchi e ammirando la costa selvaggia abruzzese. A San Vito Chietino si possono ammirare anche l’Eremo di Gabriele d’Annunzio e il Promontorio Dannunziano.

Il poeta trascorse un mese di vacanza a San Vito Chietino e rimase affascinato dai trabocchi, soprattutto da il Trabocco Turchino, tanto da citarlo nella sua opera Trionfo della Morte.

Iniziò il libro proprio nel 1889 durante il soggiorno in Abruzzo e fa parte della trilogia di romanzi che comprende anche Il Piacere e l’Innocente. Finì di scriverlo nel 1894. Soggiornò in quella che oggi è una casa privata con l’amante Barbara Leoni e che custodisce solo il ricordo dell’Eremo felice della coppia.

Più avanti si può visitare il promontorio nel quale il poeta soleva sedersi e trarre ispirazione per il suo romanzo, raccogliendo profumi e sapori dal territorio circostante. La Costa dei Trabocchi finisce idealmente nella Riserva Marina Naturale di Punta Aderci.

 

veduta di vasto e il suo litorale sabbioso

 

Tips:

 

Puoi fare un pezzo di Costa dei Trabocchi anche se non hai la macchina, come ho fatto io. Prendi il treno fino a San Vito – Lanciano e ti dirigi verso il mare. Continui a seguire il mare lungo il tragitto dell’antica linea ferroviaria. Talvolta ti ritroverai a percorrere dei brevi tratti sulla Statale così da avere l’occasione di vedere l’Eremo e il Promontorio Dannunziano.

 

passerella di legno a punta aderci

 

Punta Aderci

 

La Riserva è stata istituita nel 1998 per preservare il fragile ecosistema che accoglie la nidificazione di uccelli migratori e stanziali e la crescita di piante autoctone.

Tra le specie animali ritroviamo: il fenicottero maggiore, l’occhiocotto e la sterpazzola, l’airone cenerino, il cavaliere d’Italia, il tarabusino, la garzetta, il gruccione, il martin pescatore, la nitticora, la sgarza ciuffetto, la cinciallegra, il saltimpalo, la cappellaccia, il beccamoschino, il gheppio, lo sparviere e la poiana.

Il simbolo del parco è invece il fratino, un uccello della famiglia dei Charadriidae. Aguzza l’udito e prova a riconoscere il canto di almeno uno degli uccelli nominati!

La flora invece è composta dal ravastrello, l’ammofila arenaria, la calcatreppola marina,  la euforbia delle spiagge, il papavero giallo, il mirto, la salsola, il giglio di mare, il finocchio spinoso e la ginestra. Ma soprattutto l’alga rossa tipica del Mediterraneo ossia l’Halymenia floresia.

Dal promontorio di Punta Aderci si può arrivare a vedere il Parco Nazionale della Majella e anche il Parco Nazionale del Gran Sasso. La parte più frequentata, invece, è Punta Penna con una bellissima spiaggia di sabbia color oro.

 

sabbia e sassi a punta aderci

 

Vasto

 

La Riserva Naturale di Punta Aderci fa parte della città di Vasto che si trova abbarbicato sulla cima di una collina dal quale domina la costa adriatica.

Più in basso si trova Vasto Marina e poi la zona di San Salvo con un bellissimo lungomare dalla spiaggia dorata e finissima, pieno di locali e spiagge attrezzate.

Se provi a toccare la sabbia e a lasciarla scivolare fra le mani ti sembrerà quasi di percepire la leggerezza del tempo e del suo continuo mutamento.

Il centro storico ha origini molto antiche: fu edificato dal popolo dei Frentani nel XII secolo che la chiamarono Histonium.

Poi, nel 1799 diventò Repubblica sotto il dominio della famiglia d’Avalos per quasi un secolo. I monumenti più importanti da visitare sono il Castello Caldoresco, la Cattedrale o il Duomo di Vasto e il Palazzo d’Avalos, che oggi ospita un complesso di Musei sulla cultura locale.

 

Questi meravigliosi edifici fecero conquistare a Vasto nel  XIX secolo il titolo di “Atene degli Abruzzi”.

 

Ed è davvero piacevole perdersi nei vicoletti che a volte nascondono delle sorprese inaspettate come il resto della facciata della Chiesa di San Pietro, rimasta solo la parte frontale, o il mosaico delle terme romane ritrovate in fase di scavo. Per non parlare poi della veduta sul mare che si apre dai giardini di Villa Comunale o seguendo la discesa che scende verso il mare.

Uno spettacolo davvero incredibile che fa sussultare il cuore per la sua bellezza senza tempo. Una sinfonia che ricorda le note del notturno di Chopin. Una terra meravigliosa e incontaminata, intrisa di natura, storia e cultura.

Fai della flânerie un momento di piacere e di distrazione mentre il Genius Loci di questi luoghi, con la sua spiccata accoglienza ti saprà regalare un soggiorno indimenticabile nella terra abruzzese.

 

chiesa a vasto da vedere nella costa dei trabocchi e dintorni

 

Se hai un altro giorno a disposizione ti consiglio di raggiungere le bellissime isole Tremiti da Vasto con il collegamento ferroviario Vasto-Termoli (circa 15 minuti).

Come raggiungere le isole Tremiti con il traghetto? Semplicemente seguendo i consigli in questo articolo: prendi nota e prenota!

Vedrai che non solo scoprirai delle isole dal fascino antico ma te ne innamorerai perdutamente tanto da non voler più ritornare a casa. Sognerai di soggiornare in un ambiente selvaggio e un po’ ostile ma consapevole di vivere un’esistenza piena, leggera e libera dallo stress.

Raggiungere le isole Tremiti con il traghetto dal porto di Termoli

 

Era da un po’ di tempo che mi frullava per la testa l’idea di visitare le isole Tremiti. Non sapevo bene come organizzare il viaggio quando poi ho conosciuto una persona che abita a Vasto, in Abruzzo, e mi ha raccontato della sua terra.

Ho così scoperto che la città si trova ai confini con il Molise e ho deciso di prenotare un soggiorno lì. Quando sono giunta in stazione, ho constatato con più certezza che la vicinanza è davvero notevole.

Solo 15 minuti di treno per raggiungere Termoli. Da lì l’arrivo alle isole Tremiti è garantito con un viaggio in traghetto di circa 1 ora e 25 minuti.

Quindi, un mercoledì mattina con un sole cocente e brillante, mi avvio alla stazione, prendo il treno e arrivo a destinazione. Il cellulare ha deciso improvvisamente di prendersi una vacanza e la connessione diventa assente.

Procedo verso il centro scendendo una via a caso e incontro dei signori al bar che sorseggiano un caffè. Chiedo gentilmente indicazioni per il porto.

La strada è molto semplice: si attraversa il centro vivace e pieno di negozi e poi si scende verso il Piazzale della Scalinata del Folklore.

<   Segui l’itinerario qui per raggiungere le isole Tremiti con il traghetto >

Non mi aspettavo un porto così grande. Mi guardo intorno alla ricerca di qualche indicazione e ancora una volta accorre in aiuto un signore.

Mi vede vagare con lo sguardo in cerca di qualcosa e mi chiede se sto cercando l’attracco per i traghetti diretti alle Tremiti. Immagino quante volte abbia visto turisti sperduti guardarsi attorno, come me, con aria dubbiosa.

Mi indica di dirigermi in fondo al molo dove si vede in lontananza un traghetto della Tirrenia. Lì avrei trovato l’ufficio dove acquistare i biglietti.

 


Alternative per raggiungere le isole Tremiti con il traghetto:

I biglietti si possono acquistare nel sito ufficiale delle Isole Tremiti cliccando qui

In alternativa le Tremiti sono raggiungibili dai porti di Vieste, Peschici e Rodi: per maggiori informazioni consulta questo sito


Allo sportello non trovo grande affluenza e acquisto rapidamente i biglietti. Il costo è di 16,29 per l’andata e anche per il ritorno a cui aggiungere 2,50 come tassa di sbarco per un totale di 35,08€.

La navigazione è tranquilla e senza accorgermi approdiamo all’isola di San Domino. L’acqua del mare è di un azzurro cangiante, un invito al nuoto e allo svago.

Come scendo dalla nave vengo intercettata da una signora che mi propone un tour di un’ora e mezzo fra le isole di San Nicola, Cretaccio e la Capraia.

Decido di accettare pagando l’importo di 16 € (non so dirti se in alta stagione i prezzi aumentino) e dopo circa 10 minuti si avvicina una barca facendoci salire a bordo.

 

veduta dal porto

 

Isola di San Domino

 

La prima visita è dedicata a San Domino: una fra le isole più grandi e la più popolosa. Veniva chiamata dai monaci benedettini “l’orto del paradiso” grazie alla folta vegetazione e al suo fertile suolo.

Fra le scogliere si nascondono delle calette dal fascino senza tempo e alcune grotte dalla bellezza mozzafiato. La grotta delle Rondinelle è famosa per la presenza di rondini di mare che nidificano nel mese di marzo.

La grotta del bue marino era la dimora della foca marina, oggi quasi estinta e sormontata dal Ripa dei Falconi, una falesia sulla quale nidificano il falco della regina, il falco pellegrino e le Diomedee.

Queste ultime sono dei rarissimi uccelli di mare chiamati in questo modo per il loro canto notturno, che assomiglia al lamento dei soldati per il loro eroe perduto Diomede.

La grotta delle viole sulle cui rocce nascono dei bellissimi fiori colorati fra cui le viole e crea dei giochi di luce incredibili all’interno degli anfratti.

Entrando si possono notare anche la presenza di molti pesci e di molluschi che tingono le pareti di colore violaceo.

Toccando i punti cardinali dell’isola si possono scoprire ancora lo scoglio e la grotta di sale, dove si raccoglieva il sale, lo scoglio dell’elefante che ritrae il muso di un elefante e lo scoglio dell’elefante seduto che sembra avere la proboscide in direzione del mare.

Da ammirare anche la stazione di benzina a Punta Secca che punta direttamente  verso l’infinità del mare e che lascia volare la fantasia verso mete distanti ed esotiche.

All’interno dell’isola è invece interessante sottolineare differenti strutture ricettive fra cui il campeggio del Touring Club Italiano nascosto fra scogli e falesie.

In questa isola aveva scelto di trascorrere le vacanze anche il cantante Lucio Dalla. La villa di proprietà è visibile direttamente dal mare e riconoscibile per il suo colore giallo che richiama i colori dell’isola del Cretaccio.

 

scogli particolari e scogliera bianca

 

Isola del Cretaccio e isola della Capraia

 

Entrambe le isole sono disabitate e completamente differenti. La prima è costituita da materiali prevalentemente argillosi che ne stanno inesorabilmente segnando la fine.

Un po’ alla volta, infatti, l’isola sta scomparendo lasciando le sue tracce fra i fondali del mare. Il colore predominante è il giallo che spicca fra le isole di San Domino e San Nicola, e distingue appunto la formazione argillosa.

Lisola della Capraia, invece, è ricca di vegetazione e di uccelli marini che qui hanno decretato la loro residenza. L’unica abitazione è composta da una cascina che serve solo come rifugio per gli animali domestici che un abitante di San Nicola ha deciso di utilizzare.

Su di una roccia che si accascia direttamente sul mare sorge il faro che una volta ospitava una famiglia che ci ha vissuto per otto anni.

Durante questo periodo di tempo la coppia ha avuto sei figli. La comunità ha deciso che costava troppo mantenere la famiglia e ha lasciato disabitato anche questo pezzettino di mondo!

Il nome Capraia deriva dalla presenza di innumerevoli piante di capperi che qui nascono spontanee. Inoltre è dichiarata riserva naturale e fra le sue acque nasconde la statua di Padre Pio che si può osservare facendo un immersione o dello snorkeling.

 

come raggiungere le isole tremiti e vedere il porticciolo con l'azzurro del mare in sottofondo

 

Isola di San Nicola

 

L’isola di San Nicola è quella che invita il turista a un percorso prettamente culturale. In questo luogo, nel tempo, si sono succeduti i monaci Cistercensi, dal 1237 al 1313, i canonici Lateranensi, dal 1413 sino alla fine del Cinquecento e, infine, i Benedettini Cassinesi il IX secolo.

Ognuno di loro ha lasciato traccia del passaggio valutabile in chiese, chiostri, vicoli acciottolati, passaggi sul mare, fortificazioni e mura.

Quando si giunge al porto si sale su di una stradina che porta sulla punta più alta dell’isola, attraverso un percorso antico, che trasuda lavoro e dedizione. Fra le mure di cinta si giunge al Torrione Angioino, di forma circolare, che si presenta all’entrata del Castello dei Badiali.

Delle scale seguite da un ponte di legno permette di entrare nel fulcro dell’antica cittadina adornata da ingegnose opere di difesa, costruite durante l’epoca dei Cistercensi con il Patrocinio di Carlo d’Angiò.

L’opera più ammirata è la Loggia della Cisterna della Meridiana. Si tratta di un pozzo profondo circa 17 metri, che raccoglieva l’acqua piovana. Il nome invece deriva dall’uso secondario che veniva fatto, ossia misurare le ore del giorno attraverso la Meridiana.

 

colonnato nell'isola di san Nicola

L’edificio più importante è l’Abbazia di Santa Maria a Mare, costruita dai monaci benedettini nel 1045.

Con l’arrivo dei Lateranensi la facciata è stata ristrutturata dandole un impronta più rinascimentale con l’aggiunta di cherubini, santi e l’immagine della Vergine Maria.

Dall’alto si può godere di una vista sensazionale sulle altre isole e le numerose feritoie della cinta muraria permettono uno scorcio sul mare aperto e sulla penisola pugliese.

A fianco del porticciolo c’è una piccola spiaggia di sassi dove sono attraccate le barche e un piccolo molo dove prendere il sole. Di fianco il bar ristorante “la Conchiglia” dove gustare un piatto di pesce fresco.

Fra le scogliere si nasconde la Grotta di San Michele, che sembra raffigurare un teschio e gli Scogli Segati, una roccia perfettamente tagliata in due. Il taglio è talmente perfetto che pare fatto da artigiani esperti.

Ogni ora, prenotando il tour delle isole, si può tornare all’isola San Domino e riposare nella caletta di spiaggia a fianco al porto.

Semi nascosta dal trafficato porto, permette di riposare e di fare un bellissimo bagno fra le acque cristalline sulle quali nuotano numerosi pesci, granchi e molluschi.

Di fronte numerosi ristoranti e negozietti dove acquistare cibo o souvenir. Viziosi gabbiani aspettano un pezzettino di cibo… non deluderli!

 

costruzioni verso la salita all'isola

Altre informazioni

 

Durante il periodo estivo l’isola di San Domino e quella di San Nicola raggiungono assieme i 500 abitanti mentre in inverno diventa praticamente disabitata.

Le isole Tremiti sono composte in realtà da 5 isole. Tra di loro infatti figura anche l’isola di Pianosa, oggi decretata riserva naturale protetta con divieto di approdo da parte delle navi e anche di balneazione.

Per poterla visitare bisogna ottenere un permesso speciale con guide autorizzate proprio per preservarne l’atmosfera intatta e naturale.

Le isole Tremiti sono pugliesi e si trovano in provincia di Foggia. Fanno parte del bellissimo Parco Naturale del Gargano e possono vantare una qualità delle acque di eccezionale valore ambientale e naturalistico.

Ti è venuta voglia di raggiungere le isole Tremiti con il traghetto? Non mi resta che augurarti buon viaggio, allora!

 

come raggiungere le isole tremiti e l'acqua cristallina del mare

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

La flânerie è ammessa ma non concessa nel senso che non ci sono molti percorsi alternativi in cui vagare e perdersi. Ci si può perdere solo ammirando la bellezza del mare nel raggiungere le isole Tremiti con il traghetto. 

Il Genius Loci delle Tremiti è un gran lavoratore con un sorriso stampato in faccia, la calma di chi ne ha viste tante e il viso screpolato dalla salsedine, dal vento e dal sole. 

I colori dominanti sono il blu del mare e il giallo della creta. Chissà se il pittore Vermeer fu ispirato da queste sfumature per dare vita a uno dei suoi quadri più famosi; certamente l’avrebbe apprezzato.

Il cibo ha un sapore particolare perché condizionato dal viaggio in mare e dall’aria carica del profumo di iodio. Il canto degli uccelli ti fa perennemente ricordare che siamo ospiti in questa terra e che dovremmo ringraziare di poter attraccare; non è così scontato come sembra.

Il fondale sassoso, sabbioso e incontaminato delle isole lasciano vagare la mente verso viaggi inconsci, nell’abisso della nostra psiche che ci ricorda con velati messaggi di essere sempre felici e in sintonia con il nostro essere.

Musica consigliata: Lucio Dalla

Lettura consigliata: La felicità sul comodino di Alberto Simone

Seafood Chowder è il nome della zuppa di pesce irlandese, una pietanza gustosa che mi fa ricordare i giorni nell’isola verde dei folletti. Il termine chowder riguarda strettamente le zuppe con all’interno farina e insaporite con gallette, cracker salati e latte.

Si pensa che il nome derivi dal tipo di pentola in cui veniva cucinato, originario anch’esso dalla parola francese chaudière. Oppure dall’inglese arcaico jowter, che significa “venditore ambulante di pesce”.

Nonostante sia diventata famosa la ricetta irlandese, è nata in New England dove i pescatori bretoni, introdussero la parola e anche il metodo di cottura. Vediamo assieme gli ingredienti e come prepararla:

 

foto seefood chowder

Risultato finale della Seefood Chowder – foto dal web

 

INGREDIENTI: 

 

  • 1 litro di brodo di pesce
  • circa 50 grammi di burro
  • 200 ml di panna da cucina
  • 100 ml di vino bianco da tavola gusto non troppo corposo
  • sale e pepe quanto basta
  • 70 grammi di farina (in base ai gusti personali aggiungere o togliere)
  • 50 grammi di cipolla tritata finemente
  • erbe aromatiche a scelta fra timo, maggiorana, finocchietto, alloro, eccetera
  • 20 grammi di prezzemolo tritato
  • 200 grammi di carota, porro e sedano tagliati a dadini
  • 300 grammi di gamberi già puliti e sgusciati
  • 250 grammi di merluzzo e 150 grammi di salmone

 



PROCEDIMENTO

 

Prendere una tegame e lasciare soffriggere a fuoco non troppo vivace la cipolla, le carote, il sedano e il porro nel burro già precedentemente fatti a pezzetti. Quando cominciano a intenerirsi aggiungere il vino bianco e lasciarli appassire.

Una volta che le verdure si saranno ridotte aggiungere la farina e riaccendere il fuoco per almeno due minuti. Continuando a mescolare, versare in modo graduale il brodo caldo filtrato.

Bisognerà raggiungere una consistenza liscia e senza grumi e poi portare a bollore. Aggiungere le erbe aromatiche, abbassando la fiamma per circa 20 minuti.

Togliere le erbe filtrando il composto e inserire il pesce tagliato a pezzi riportando la zuppa a bollore. Infine aggiungere gli ultimi ingredienti, la panna, il prezzemolo tritato, sale e pepe. Servire la zuppa Seafood Chowder ben calda appena tolta dal fuoco.

 


Zaful WW

 

Scopri cosa vedere in Irlanda grazie a questo interessante articolo:

Per scoprire la top 10 della Slovenia, uno degli stati più verdi dell’Europa, ti basterà leggere l’articolo e prendere appunti! Ognuno di noi, in questa nazione, potrà trovare ciò che gli aggrada perché l’offerta è differenziata e adatta a tutte le tasche.

Inoltre, la maggior parte delle strutture, accetta gli animali domestici senza dover pagare un supplemento se regolarmente vaccinati e con il proprio passaporto. Partiamo?

1.Lubiana

 

Partiamo con la top 10 della Slovenia con la capitale Lubiana, attraversata dal fiume Lubljanica, che divide in due la città. Da una parte c’è il centro storico, dall’altra la zona più commerciale.

Anche qui possiamo apprezzare il verde presente grazie ai numerosi parchi fra cui il Tivoli, uno dei più grandi della città con annesso lago, dove gli sloveni amano trascorrere il loro tempo libero.

Da turista, invece, puoi approfittare per fare un piacevole giro in barca per vedere da un’altra prospettiva i dettagli che rappresentano il centro storico della città.

L’offerta non finisce qua, grazie ai tanti musei che permettono di ammirare opere di straordinaria bellezza e di trovare a tutti un ambito dell’arte che ci interessa. Ma anche gli amanti dell’architettura non rimarranno delusi perché basterà girare per le strade del centro per incontrare edifici e costruzioni memorabili.

Il protagonista che ti farà ricordare la capitale slovena, però, è il castello posto al di sopra della normale vita cittadina come a controllare l’andamento degli abitanti. Maggiori informazioni su Lubiana puoi leggerle qui: Lubiana, capitale slovena.

 

scorcio sulla capitale Lubiana la top 10 della Slovenia

Lubiana la top 10 della Slovenia vista dal fiume durante un tour in barca

 

2. Parco Nazionale del Triglav

 

Se ami la natura ti consiglio di visitare il Parco Nazionale del Triglav, una delle mete più appetibili della top 10 della Slovenia, avrai l’imbarazzo della scelta sugli itinerari da fare.

Nel Triglav puoi avvistare gli orsi, fare delle lunghe passeggiate bucoliche per ammirare le rocce carsiche, nuotare nei laghi e scoprire degli scorci indimenticabili. Le mete più ambite sono: il lago di Bled, il lago di Bohinj, le cittadine medievali, le numerose cascate oltre ai vari sentieri. Perfetto per gli sportivi che possono: pescare, andare i bici, fare rafting o canyoning, andare in barca, nuotare, scalare, eccetera.

Eccoti alcuni suggerimenti più dettagliati:

Dopo tanti sport non dovrai assolutamente mancare di assaggiare la famosa Torta di Bled. La ricetta è qui: Torta Bled

 

immagine della chiesa nel lago di bled contornato dalle fronde degli alberi

Il meraviglioso lago di Bled con la sua chiesa nel centro

 

3. Grotte di San Canziano

 

La cittadina che ospita le famose grotte si chiama Skocjan e si trova poco distante dal confine italiano. Ogni anno migliaia di visitatori vengono ad ammirare questo monumento naturale facente parte del Patrimonio dell’Unesco.

Si attraversano “stanze naturali” per poi giungere al canyon che ha dato vita a questo spettacolo, attraverso cascate e basse cavità seguendo un percorso vivo e particolare.

Gli orari delle visite sono i seguenti:

  • novembre, dicembre, gennaio, febbraio e marzo: tre turni di visita alle 10.00, 13.00 e 15.00.
  • aprile, maggio e ottobre ha quattro turni di visita alle 10.00, 12.00, 13.00 e 15.30.
  • giugno, luglio, agosto e settembre iniziano alle 10.00 fino alle 17.00 con un turno di visita ogni ora.

Il prezzo del biglietto varia dai 16 ai 24 € e cambia in base al periodo e al percorso che si sceglie di fare. Se vuoi maggiori informazioni per prenotare consulta il  sito delle grotte.

 

Cascata in Slovenia: l'acqua è una degli elementi dominanti

 

4. Grotte di Postumia e il castello di Pradjama

 

Le grotte di Postumia e il castello di Pradjama si trovano vicine e di solito si visitano entrambe in una giornata. Sono anch’esse in prossimità al nostro confine e quindi conosciutissime e frequentate da italiani e non solo.

La visita dura circa un’ora e mezza dove si percorre, con l’ausilio di un trenino, 3,5 chilometri sui 24 totali. Si entra accompagnati da una guida che lungo il percorso illustra la storia della formazione e della sua scoperta. Il sito è frequentabile dai disabili, per i genitori con passeggino e, all’esterno, è presente anche un servizio di dog sitting. Il sito del parco lo trovi qui: grotte Postumia.

I biglietti costano dai 25,80 € ai 41,90 € per una visita completa del parco con i seguenti orari:

Novembre, dicembre, gennaio, febbraio e marzo: tre turni di visita alle 10.00, 12.00 e 15.00.

Aprile e ottobre: sei turni di visita alle 10.00, 11.00, 12.00, 14.00, 15.00, 16.00.

Maggio, giugno e settembre dalle 9.00 alle 17.00 un turno di visita ogni ora.

Infine luglio e agosto dalle 9.00 alle 18.00 un turno di visita ogni ora.

 

Il Castello di Pradjama si trova poco distante e sorge all’esterno di una grotta amalgamandosi così bene a essa tanto da sembrarne la naturale continuazione. L’ingresso costa 13,80 € ma può essere acquistato assieme al biglietto delle grotte ottenendo così un piccolo sconto.

Nei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre il castello è visitabile alle 11.00, 13.00, 15.00 e 17.00.

 

veduta sul castello di Pradjama

Castello di Pradjama, il bianco delle mura esterne in contrasto con il verde dei prati

 

5. Lipizza

 

Il nome sloveno corrisponde a Lipica ed è famoso in tutto il mondo per l’allevamento di cavalli, razza lipizziani originari dell’Impero austro-ungarico. Fu l’arciduca Carlo, infatti, a posizionare qui l’allevamento e la tradizione continua ancora oggi.

A ricordo di tale pratica spesso a Lipica si svolgono gli spettacoli fatti dalle scuole di equitazione e si concede ai turisti l’ebrezza di fare un giro in carrozza, con i cavalli opportunamente bardati a festa.

Le altre attività da fare sono visitare il museo di Lipikum, dedicato ovviamente ai cavalli o visitare il santuario di Karen Grunn. Se hai bisogno di soggiornare qui dai un’occhiata al sito della città: Sito informazioni Lipica

6. Maribor

 

Maribor, conosciuta in italiano come Marburgo, è la cittadina vinicola della Slovenia. Si trova nei pressi del fiume Drava ed è la seconda città più popolosa della Slovenia. Pensati che qui cresce la pianta di vite più antica al mondo che produce ancora vino di eccellente qualità tanto da esserne considerata il suo simbolo.

Cosa fanno i turisti a Maribor? Visitano il Castello, la Cattedrale di San Giovanni Battista, si divertono a sciare nella stazione di Maribor Pohorije Sky o navigano con le zattere lungo la Drava. Il fiume nasce in Alto Adige e sfocia nel Danubio e una volta veniva considerato alla stregua del Nilo per l’Impero austro-Ungarico.

7. La costa adriatica

 

La Slovenia si affaccia per un breve tratto anche sulla costa adriatica. Le località di villeggiatura più rinomate sono quelle di Fiesa, Pirano, Capodistria e Portorose.

Fiesa si trova immersa in un paesaggio bucolico e ha la particolarità di avere due laghi, uno più grande e uno più piccolo, quasi a ridosso del mare. Pirano, a differenza, è abbarbicata su un promontorio che segna la parte più occidentale del paese. È particolarmente amata per i percorsi ciclabili e la discreta vita notturna.

Il porto di Capodistria è riconosciuto dai dettagli in stile veneziano e da un delizioso centro storico medievale. Da vedere la famosa piazza Tito, il Palazzo Pretorio, la cattedrale dell’Assunta e San Nazario.

Portorose è la più vicina alla Croazia ed è famosa per le sue terme e i suoi fanghi. Per questo motivo è frequentata sia in estate che in inverno. Inoltre ci sono le più estese spiagge sabbiose di tutta la penisola.

 

 

un pezzo di mare adriatico fra la top 10 della slovenia

 

8. Le terme

 

Le terme in Slovenia sono uno dei motivi per cui gli italiani la scelgono tutto l’anno. C’è davvero l’imbarazzo della scelta tanto da poter valutare:

  • le cure appropriate delle terme;
  • le strutture di wellness e spa per ricercare soprattutto il relax;
  • i parchi termali acquatici per il divertimento.

La lista completa è quella offerta dell’ente del turismo sloveno corredata da tutte le informazioni complete e diversi costi: Centri termali sloveni

 

9. Novo Mesto

 

Novo Mesto è una ridente cittadina vicino ai confini con la Croazia, attraversata dal fiume Krka, che riesce a impreziosire il riflesso degli edifici e delle case nelle sue verdi acque.

Fu fondata dai regnanti Asburgici nel 1365 dandole l’impronta odierna nonostante fosse abitata fin dall’età del ferro. I punti turistici più importanti sono la Cattedrale e il museo di Dolenjska che racchiude una grande collezione di reperti archeologici.

I parchi e le zone verdi sono il Grajski Park Otec e il percorso pedonale sulle colline di Trska Gora. Nei pressi di Novo Mesto si può visitare anche un adorabile castello chiamato Grad Grm S Parkom.

 

cartina completa della slovenia

 

10. Lasko

 

Conoscerai la Lasko, la birra più famosa di tutta la Slovenia, ma forse sai poco o niente della città nella quale viene prodotta. Ebbene, si trova proprio nel centro della Slovenia e accanto scorre il fiume Savinja.

I turisti che la raggiungono vogliono visitare ovviamente la fabbrica della birra ma subito dopo si dirigono dritti al centro termale. Nei dintorni si possono fare innumerevoli escursioni nella natura coniugando così gastronomia, natura e relax. Perfetto, no?

 

Monastero di Olimje

In molti mi avete chiesto, in seguito a un reportage del programma Mela Verde, del Monastero e Castello di Olimje. L’edificio ospita una delle antichissime farmacie naturali curate dai monaci presenti nel monastero.

Si possono organizzare dei tour per visitare le varie stanze del castello previo prenotazione telefonica o in loco contattando i riferimenti che si possono trovare nel sito ufficiale.

Sempre nel sito puoi trovare i collegamenti per raggiungerlo e altre utili informazioni sulla sua costruzione e vicissitudini nel tempo.

 

Se desideri prenotare per vedere le top 10 della Slovenia clicca su questo link:

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