Come salvare i tuoi ricordi di viaggio e non dimenticare i bei momenti trascorsi in compagnia seguendo questi pratici e utili consigli.

Basta un attimo per perdere tutti i ricordi di un viaggio e se succede non c’è più possibilità di recuperare. A me è successo con le foto scattate in Kenya ma fortunatamente ho avuto l’intuizione di salvarle in un album. Dove?

Fotografie

 

Le fotografie sono la testimonianza più importante del nostro viaggio. Non sempre però le facciamo con la macchina fotografica. Difatti lo smartphone è attualmente lo strumento più usato per immortalare i luoghi visitati.

Il problema sorge nel momento in cui la memoria è piena o dobbiamo sostituire il nostro amato telefonino. Cosa fare?

La mossa classica è quella di salvare le foto nel computer. Ma sono davvero al sicuro?

No, infatti, basta prendere un virus e dover resettare il pc per dire addio ai ricordi del nostro viaggio. Possiamo ovviare all’inconveniente salvando le foto in un disco esterno.

Ma non siamo ancora al sicuro. Se per disgrazia il disco esterno dovesse danneggiarsi farlo riparare costerebbe più di un nuovo viaggio e quindi saremmo costretti a dire nuovamente addio a ciò che avevamo conservato gelosamente.

La soluzione potrebbe essere quella di acquistare uno spazio cloud e salvare in questo archivio virtuale le nostre preziose foto. Oppure scegliere la soluzione economica di creare degli album sui social media Facebook, Instagram o Pinterest.

Si può scegliere l’opzione di rendere pubblico o privato l’account e conservare le nostre foto in modo gratuito. Interessante, no?

 

foto di me a Lanzarote: come salvare i tuoi ricordi di viaggio

 

Biglietti, scontrini, foglietti

 

Se ami conservare tutto ciò che ti ricorda il viaggio, ti ritroverai presto ad avere delle buste strapiene di biglietti, scontrini e fogliettini vari.

Come sappiamo però, lo spazio a disposizione in casa non è illimitato, anzi è quasi sempre pochissimo, per cui è utile trovare una soluzione anche a questo problema.

Inoltre, lasciando questi documenti liberi sono soggetti a essere perduti per incuranza o sbadataggine. E noi questo non lo vogliamo…

Per cui ti consiglio alcuni contenitori che puoi facilmente trovare su Amazon, utili a conservare in modo ordinato i ricordi di viaggio:

 

libro just the ticketJust the ticket è un libro ad anelli in cui puoi inserire tutti i biglietti inerenti al tuo viaggio.

All’interno ci sono 20 buste plastificate  per un totale di 40, considerando fronte e retro, dove conservare i tuoi biglietti.

Inoltre c’è un piccolo spazio dove poter annotare o scrivere qualche informazione relativa agli elementi inseriti. Puoi anche acquistare separatamente i fogli da aggiungere se ne necessiti altri.


raccoglitore i was hereI was here serve per appuntare viaggi ed esperienze. È suddivisa in sezioni che riguardano ristoranti, hotel o appunti generici.

Anche questo è uno strumento valido per segnare e rivivere in seguito le tappe, i luoghi, le pietanze ed i locali visitati. Grafica accattivante e ottime immagini vettoriali.

Scritta in lingua inglese, ma con concetti chiari e ben raffigurati, comprensibili anche a chi non conosce approfonditamente la lingua.


contenitore travelogueTravelogue è invece un contenitore di cartone rigido riciclato dove all’interno trovi un diario di 64 pagine per pianificare viaggi o scrivere appunti, nonché 8 mappe in miniatura da grattare.

C’è inoltre uno spazio dove infilare boarding pass, biglietti o scontrini. Li puoi incollare o attaccare con una graffetta.

In questo modo avrai tutte le informazioni che ti servono a portata di mano e le potrai utilizzare quando necessario.

 


Spero di averti dato qualche consiglio utile per salvare i tuoi ricordi di viaggio affinché il tempo se li porti via.

Il Lido di Venezia e Pellestrina sono due isole dal fascino particolare: la prima famosissima mentre l’altra quasi sconosciuta. Il Lido è frequentato dalle celebrità e dalle star del cinema di tutto il mondo, Pellestrina invece, appare selvaggia e solitaria, a metà strada fra Venezia e Chioggia.

Lido di Venezia 

 

Chi non conosce il Lido e la sua famosa Mostra del Cinema di Venezia? Forse non lo sai, come lo ignoravo io, in verità, ma la Mostra del Cinema non si tiene a Venezia ma nell’isola del Lido. È qui che una volta all’anno, durante la prima settimana di settembre, si incontrano le star più famose di Hollywood.

Il periodo della Mostra del Cinema è quello che va da fine agosto alla prima settimana di settembre e ogni anno porta con sé molto turismo, soprattutto legato al mondo cinematografico.

 

via cittadina del lido

Lido di Venezia

 

Nel frattempo, però, è frequentato anche da turisti che vogliono fuggire dalla caotica Venezia. Raggiungerlo è molto semplice: se arrivi dalla stazione ti basterà prendere il traghetto numero 5.1 e la fermata è quella appena fuori dalla stazione dei treni, spostata sulla destra.

Per intenderci non dove c’è la biglietteria ma quella in direzione Ponte di Calatrava. Al ritorno invece ti basterà prendere il primo traghetto che va in direzione Ferrovia o Piazzale Roma.

Si arriva dunque alla fermata Lido del porto San Nicolò. Da qui puoi decidere di fare una passeggiata lungo il viale Santa Maria Elisabetta.

 

Se possiedi la carta Venezia ricordati che puoi usarla anche per spostarti con gli autobus

 

Vedrai alberghi lussuosi, palazzi in stile liberty, negozi e locali più o meno costosi. Non è vero che il Lido è inaccessibile… Si possono trovare anche dei ristoranti dove mangiare a prezzi ragionevoli, basta fare attenzione ai menu esposti all’esterno.

Il motivo per cui molte persone si spingono fino a qui è per rilassarsi sulla spiaggia. Anche per questo hai un’ampia scelta. Puoi scegliere sia spiagge attrezzate che libere.

 

spiaggia libera del lido

 

Continuando in direzione Pellestrina ti ritroverai in prossimità della zona di Malamocco. Stiamo parlando di un quartiere che fa parte del Lido, ma siccome in passato ha avuto un ruolo piuttosto importante ed è rinchiuso da un canale, gli abitanti si sentono come se fossero una città a parte.

Anticamente a Malamocco esisteva un porto ed era un’importante via di passaggio commerciale. Non si sa esattamente se fosse direzionato verso il mare o verso la laguna, ma si dice che la città non sia l’originale antica.

Secondo la leggenda, infatti, la vecchia città di Malamocco che si chiamava Madamaucum fu distrutta da un maremoto nel 1110. La stessa venne ricostruita ma non si sa quale fosse stata la collocazione esatta prima della tragedia.

Dalle chiacchiere di alcuni pescatori si trovava nella laguna, perché le loro reti spesso si impigliavano nel campanile, secondo altri nell’Adriatico, altri ancora sostengono che sia stata ricostruita sopra a quella antica. Un mistero che non è stato ancora risolto.

In ogni caso, quando arriverai qui, ci saranno tre cose da visitare:

  • il Palazzo del Podestà del XV secolo costruito in stile gotico;
  • la chiesa di Santa Maria Assunta, originaria del secolo XII;
  • il forte

 

Proseguendo la passeggiata verso il mare Adriatico potrai prendere il sole o fare il bagno nei famosi “Murazzi”, un’opera voluta dalla Repubblica di Venezia. Nello specifico si tratta di una costruzione a difesa della laguna fatta in pietra d’Istria per contrastare l’inevitabile erosione del mare.

 

 

Verso Pellestrina

 

Se vuoi raggiungere Pellestrina, ti basterà prendere l’autobus numero 11 che si ferma lungo il viale Santa Maria Elisabetta o all’uscita del porto San Nicolò, di fronte al tabacchino.

I biglietti si acquistano nelle biglietterie dei traghetti oppure puoi usufruire della Carta Venezia. Il percorso si estende lungo i 12 chilometri dell’isola fino a raggiungere il Porto di Malamocco attraversando le località di Malamocco e Alberoni.

Sarai obbligato a salire con l’autobus sul pontile mobile che ti traghetterà, in un viaggio di 5 minuti, all’isola di Pellestrina. Una volta raggiunto nuovamente la terraferma ti consiglio di scendere alla quarta fermata, ritrovandoti così nel “centro” dell’isola.

“Centro” è una parola grossa! Perché in realtà ciò che vedrai sarà una chiesa, alcuni locali e case private. Ti consiglio però di affittare una bici e girare tutta l’isola.

Non aspettarti una biciclettata impegnativa: Pellestrina si estende per 11 chilometri, con una larghezza che parte da un minimo di 23 metri a un massimo di 1,2 chilometri.

 

centro abitato a pellestrina

 

Una striscia di terra che divide la laguna dal mare Adriatico. Anche qui le spiagge sono libere e dalla parte opposta del Porto di Malamocco si trova Chioggia, la sorella meno famosa di Venezia.

Al ritorno prendi l’autobus numero 11 che passa ogni ora intorno alle “quaranta”, 11.40, 12.40, 13.40, eccetera, segnato negli orari con la dicitura “D” perché sarà quello che ti porterà fino all’imbocco dei traghetti per Venezia.

 

spiaggia sabbiosa di pellestrina


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

Finalmente un luogo in cui sarà un piacere fare della flânerie. Non solo potrai ammirare il mare e la laguna in tutto il lsuo splendore, ma potrai anche scoprire diversi stili architettonici. Quello predominante è il liberty nella zona più turistica, ma addentrandoti nei vari quartieri scoprirai edifici e case dallo stile più veneziano e popolare. 

Il Genius Loci qui si rifà all’antico veneziano commerciante con un grande senso per gli affari. Legatissimo alla propria isola e ai valori ad essa collegata. Dotato di una grande ironia ma un po’ schivo, tanto da sembrare a volte scontroso. Quello del Lido e quello di Pellestrina si assomigliano ma non si sopportano. La rivalità fra isole non è mai cancellata e neanche quella fra Pellestrina e Malomocco.

In entrambe spiccano i colori in tinta pastello che contrastano con l’azzurro del mare e della laguna. L’aria ha un sentore benefico tanto che al Lido, fino a pochi anni fa, c’era un sanatorio. Quindi respira a pieni polmoni e ti porterai a casa un carico di energia!

Anche il cibo sembra più appetitoso e se vuoi spendere un po’ meno e mangiare in modo più casereccio ti consiglio di spostarti a Malamocco. Ma non dire che poi andrai a Pellestrina, perché per loro gli abitanti di Pellestrina sono dei pirati!

Se ti sposti invece lungo i Murazzi sentirai il rumore delle onde infrangersi contro le dure pietre d’Istria, mentre dei gabbiani in lontananza ti avviseranno della loro presenza. E se ti porti del cibo fa attenzione alle vespe! Lì sono piuttosto voraci e vorranno assaggiare anche loro il tuo pasto.

Musica consigliata: La musica di Sir Oliver Skardy

Lettura consigliata: Memorie scritte da lui medesimo di Giacomo Casanova

Ricetta falafel, hummus e pane pitta per preparare un piatto perfetto per la stagione estiva e per accontentare anche i vegetariani. I falafel sono delle polpette di ceci (a volte fagioli o fave) originari dei paesi Medio Orientali e particolarmente diffusi in Israele, Siria, Palestina, Giordania ed Egitto.

L’hummus è la salsa di ceci e pasta di semi di sesamo nata in Libano e diffusa anche in Siria e Giordania. Il pane Pitta nasce dalla farina di grano e viene chiamato anche pane greco o pane arabo, è consumato dal Mediterraneo al nord Africa.

 

Ingredienti per il pane Pitta:

 

  • Farina di manitoba 250 grammi + farina 00 250 grammi
  • 12 grammi di sale
  • 1 cucchiaio di malto o zucchero
  • 300 grammi di acqua
  • 30 grammi di olio extravergine di oliva
  • 4 grammi di lievito di birra disidratato o fresco (se fresco servono 12 grammi)

 

 

foto del pane pitta

Risultato finale del pane pitta

 

Preparazione del pane Pitta

Sciogliere il lievito di birra con un po’ di acqua tiepida, il malto o lo zucchero all’interno di un contenitore. Poi aggiungerlo alle farine precedentemente setacciate.

Impastare fino a creare un composto cremoso aggiungendo l’acqua, il sale e l’olio extravergine di oliva.

Una volta che il composto risulterà liscio ed elastico stenderlo in un piano di lavoro e modellarlo fino ad ottenere una palla. Lasciare riposare in una ciotola oliata coprendola con della pellicola trasparente per almeno due ore in un posto asciutto.
Quindi prendere la palla e dividerla in otto piccoli dischetti da stendere come se fossero delle tortillas. Ognuna avrà un peso di circa 100 grammi.

Inserirle all’interno di una teglia foderata con la carta forno e spennellare i dischetti con olio stemperato nell’acqua. Lasciarle lievitare per altri 40 minuti ricoperte con la solita pellicola trasparente.

Spostarle poi in un’altra teglia precedentemente riscaldata a 250 gradi in un forno statico e infornare i dischetti, sempre a 250 gradi, per almeno 5 minuti.

La cottura sarà ultimata quando le pitta saranno dorate nella parte superiore e bianche in quella inferiore. Tagliarle a metà fino quasi alla fine per inserire l’hummus e le falafel.

 



Ingredienti per le falafel

 

  • 350 grammi di ceci secchi o già cotti
  • 2 spicchi di aglio e mezza cipolla
  • prezzemolo o coriandolo un mazzetto
  • 1 cucchiaio di cumino
  • olio, pepe e sale

 

falafel

 

Preparazione delle falafel

Se decidi di acquistare i ceci secchi ricordati di ammollarli nell’acqua per almeno una notte, se invece li acquisti già cotti potrai procedere subito a lavarli e metterli nel mixer assieme a tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.

Lasciare riposare per almeno mezz’ora a temperatura ambiente. Poi formare delle palline e metterle nuovamente a riposo, ma questa volta nel frigorifero, per un’ora.

Trascorso il tempo indicato sarà arrivato il momento di friggere i falafel con un po’ di olio in una padella poco profonda fino a quando non saranno ben dorati.

Ingredienti per l’hummus

 

  • 300 grammi di ceci
  • succo di un limone
  • prezzemolo tritato o coriandolo
  • uno spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaino di sale
  • olio di oliva quanto basta

Preparazione dell’hummus

 

hummus

Salsa di ceci hummus – foto dal web

La salsa di hummus si prepara molto velocemente basterà frullare i ceci, l’aglio e il prezzemolo o coriandolo aggiungendo il succo di limone e l’olio.

Aggiustare di sale e se la consistenza risulta troppo grossolana aggiungere un po’ d’acqua. Riporre il composto che sarà diventato omogeneo con alcune gocce di olio sopra e una spruzzatina di prezzemolo o coriandolo.

Aggiungere spezie a piacimento se si preferisce aggiungere qualche sapore in più. Oppure aggiungere il tahini, una pasta di semi di sesamo che puoi trovare al supermercato biologico.

Infine unire i tre ingredienti all’interno del pane pitta con qualche foglia di insalata, pomodoro o altra verdura di stagione.

 

Falafel, hummus e pane pitta… che bontà infinita!!

La sveglia è puntata alle otto di mattina per raggiungere le spiagge di Progreso. Il primo bagno autunnale dall’altra parte del globo.

Partenza

Lo zainetto lo carico con un costume da bagno, un flacone di protezione solare 50 completamente biologica, un pareo che funge da telo mare, una bottiglia di acqua, un libro e qualcosa da mangiare.

Attivo l’applicazione Maps Me che mi porta direttamente alla stazione delle corriere ADO. Fortunatamente si trova piuttosto vicino, a circa 10 minuti da casa, per cui mi risparmio una bella sudata.

Le temperature sono sempre alte: oggi si raggiungono i 28 gradi alle 8.30 di mattina. Arrivo in stazione e trovo la biglietteria libera. Compro un biglietto andata e ritorno per Progreso e attendo nella hall il pullman.

Ho un’attesa di venti minuti che spendo acquistando un caffè e guardando i prodotti in vendita in un negozietto. Mi sorprende vedere delle coperte e dei cuscini.

Probabilmente i cuscini servono per i viaggi lunghi ma.. le coperte? Mi viene il dubbio che le temperature all’interno della corriera siano glaciali

Finalmente viene annunciato l’arrivo del mezzo e mi avvio a salire, attorno a me pochi turisti e tanti locali. Mi piace sentire parlare spagnolo, riescono a creare delle melodie facendo un discorso.

Viene trasmetto anche un film, alquanto cruento per la verità, e come ipotizzavo le coperte servivano a ripararsi dal freddo dell’aria condizionata!

la sabbia e il mare di Progreso

Spiagge di Progreso

Le spiagge di Progreso

Una volta usciti dal centro città il panorama cambia drasticamente. Niente più asfalto o cemento ma natura rigogliosa e verde brillante.

Immagino come deve essere stato giungere in questi luoghi quando la civiltà non era ancora al suo culmine: uno spettacolo per gli occhi e per il cuore.

L’asfalto si restringe alla sola strada che percorriamo mentre tutto intorno è un tripudio di alberi dalle foglie più o meno larghe. Dopo circa un’ora e mezza arriviamo alla stazione di Progreso.

Scendiamo e vedo i cartelli che indicano per le spiagge di Progreso.

Seguo il percorso e passo attraverso la cittadina marittima che funge da dimora ai turisti che decidono di trascorrere qui le vacanze.

Le costruzioni sono nuove, segno che la zona ha iniziato ad essere frequentata da poco. In effetti guardandomi attorno non vedo molta confusione.

Arrivo nel lungo mare e mi accorgo che le spiagge sono piuttosto ventose. Fortunatamente però l’acqua è abbastanza calma e si può nuotare.

Il mio primo pensiero è entrare il più velocemente possibile in acqua. Sento proprio l’esigenza crescere in modo spropositato.

Io e il mio rapporto viscerale con l’acqua. Quando nuoto mi sento viva, come se mi riportasse alle origini della nascita. L’acqua mi completa e mi da energia.

Scelgo una sdraio per appoggiare lo zainetto e il telo mare e corro verso la libertà. La temperatura dell’acqua non è particolarmente fredda e quindi riesco a immergermi quasi subito.

Non posso credere di fare il bagno quando in Italia ci sono solo 15 gradi. Posso dire di aver realizzato un altro sogno e credo di non essere mai stata più felice di così.

Ombrelloni di paglia in spiaggia

Palapa e strutture balneari a Progreso

In giro per Progreso

Dopo aver nuotato per circa un’ora esco e mi dirigo verso la sdraio per asciugarmi. Non ci metto molto in realtà perché il vento è talmente forte che asciuga rapidamente il telo e anche me.

Decido di fare un giro attorno per vedere cosa c’è ma mi accorgo che, a parte qualche struttura ricettiva, la vita non è molto movimentata da queste parti.

Però la spiaggia bianca e il mare blu mi fanno dimenticare la poca presenza umana. Ritorno a riposare un po’ e leggo un libro. Verso le cinque mi alzo e mi dirigo verso la stazione delle corriere.

Sento un fastidio alla schiena ma non ci faccio troppo caso. Mentre salgo in autobus mi rendo conto che c’è una presenza nuova. È salito infatti un mariachi che promette musica messicana.

Infatti, non appena si accendo i motori, inizia il suo repertorio di canzoni classiche messicane. Si tratta di brani un po’ malinconici che parlano di amori mancati o perduti.

Così mi lascio trasportare dalle note e dal flusso dei pensieri fino a raggiungere nuovamente Mérida. Le nuotate mi hanno rilassato e forse questa sera riuscirò a dare un ordine al mio sonno scombussolato dai nuovi orari.

 

<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Leggi i primi capitoli>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Capitolo 1, 2 e 3

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murales nella città di progreso

Murales a Progreso

Ti sei mai chiesto quali siano le terme più belle al mondo e dove si trovino? Io sì e cercando sul web ho scoperto le seguenti. Ma partiamo subito dalle più vicine, ossia quelle che si trovano in Italia e in Europa. Fra queste figurano:

 

Terme Fonteverde (Italia)

Le Terme Fonteverde si trovano nella zona della Val d’Orcia, ricca di bellezze naturali e di sorgenti fra le più rinomate al mondo, soprattutto per le loro proprietà benefiche.

Rilassarti in una delle sette piscine ammirando il panorama circostante sarà un’esperienza che non ti lascerà indifferente. Tutte le sfumature della luce durante il giorno sapranno regalarti degli attimi di pura beatitudine.

Le fonti termali hanno origini millenarie e apportano benefici sia al corpo che alla mente. E poi non si trovano all’estero, perciò una visita qui è d’obbligo!

 

Terme Liquidrom (Germania)

Nella bellissima capitale tedesca Berlino, troviamo il Liquidrom, un centro termale adatto a tutta la famiglia. La spa è composta da diverse piscine tutte riscaldate e da un sottofondo musicale che si può sentire anche sottacqua.

Vengono organizzati dei veri e propri eventi mondani con dj e serate danzanti. Oppure delle serate all’insegna del relax per chi desidera ricaricare le energie. Un ottimo modo per spezzare la frenesia della metropoli e rifugiarsi in un’oasi di pace.

 

Aquadome (Austria)

La caratteristica più affascinante della spa Aquadome è la vista a 360 gradi sulla natura, sulle montagne e sugli alberi. Ti sembrerà quasi di essere immerso nella natura più selvaggia mentre ti rilassi ai bordi della piscina.

Anche le saune sono ricercate e realizzate in cristallo. La sala lounge dove rilassarsi è anch’essa costituita da vetrate e sarà impossibile non fermarsi ad ammirare il verde del prato e l’azzurro del cielo.

 

Terme di UUnarquot (Groenlandia)

Un paesaggio da cartolina quello delle terme UUnartoq: piccoli laghi che nascondono delle sorgenti geotermali, circondati dallo spettacolo degli iceberg che galleggiano sul mare.

Penso non sia necessario aggiungere altro per sentirsi rapiti dall’immagine, vero?

 

Cagaloglu Hamami, TurchiaIl New York Times, il prestigioso quotidiano americano, ha inserito il Cagaloglu Hamami come uno dei mille posti da visitare nel mondo.

Si tratta dell’Hammam più famoso di Istanbul. Il trattamento più richiesto è il massaggio che qui viene eseguito in modo piuttosto forte ma che riesce a sciogliere anche le tensioni più profonde. Un meritato riposo fra una visita e l’altra alla meravigliosa capitale turca.

 

Aman Amangiri (USA)

L’Aman Amangiri si trova nello stato dell’Utah, fra rocce e terra grigia che ricorda vagamente un paesaggio lunare. Fra le proposte c’è la “Flotation Therapy”, un trattamento sensoriale “ad alto potere rilassante”, dice chi l’ha provato.

 

foto di goccia d'acqua che cade nell'acqua

Terme di Travertine (USA)

Sempre negli Stati Uniti si trovano le famose Terme Travertine, questa volta nello stato della California e più precisamente nella California State Park.

La loro particolarità è quella di essere frequentate dai reduci degli hippy, dei moderni backpacker, dai nudisti e dai viaggiatori attirati dalla sua fama libertina. Se hai intenzione di viaggiare in questa parte d’America una visita non la dovrai assolutamente mancare!

 

Termas San Joaquin (Messico)

Anche il Messico ha le sue terme e si chiamano San Joaquin. Sono molto lussuose e costruite con colonne dorate sovrapposte da archi e volte come un antico tempio greco.

Regala la sensazione di un salto nel passato, un lusso riservato alle caste più abbienti dell’antica Grecia, ma a disposizione in realtà a tutti. Se i cenotes non saranno abbastanza per te dovrai provare questa meravigliosa esperienza.

 

Terme di Puritama (Cile)

Scendendo più giù nel sud America, nel deserto più arido del mondo, ci sono le terme di Puritama. Sono considerate le sorgenti naturali più calde della terra e si trovano nel nord di San Pedro de Atacama.

La parte più divertente è raggiungerle in quanto si dovrà affittare una jeep e guidare nel deserto fino a trovare il punto di sbocco delle acque. Immersi quindi in un paesaggio selvaggio sarà una delle esperienze più emozionanti della tua vita!

Terme di Beppu (Giappone)

Infine l’Asia o meglio il Giappone e le sue terme chiamate Beppu. Prendono il nome dalla città che si trova nell’isola vulcanica di Kyushu.

Si trovano all’interno del Suginoi Hotel e sono visitate da ben 12 milioni di visitatori all’anno! Segno che anche i giapponesi amano crogiolarsi al caldo delle terme e rilassarsi grazie al tepore che emanano.

I meravigliosi laghi di Plitvice sono da vedere almeno una volta nella vita ma anche più, soprattutto con il cambio di colori delle stagioni. Si trovano in Croazia nella zona interna e quasi ai confini con la Bosnia Erzegovina.

Guarda nella cartina l’ubicazione esatta: clicca qui.

 

serie di cascatelle a plitvice

 

La storia dei laghi

 

Il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice fa parte dell’Unesco dal 1979 ed è considerato uno dei più belli in Europa. Negli anni novanta, però, ha vissuto un periodo buio e ha rischiato di essere rovinato per sempre.

Sembra quasi impossibile a dirsi ma qui, nel marzo del 1991, iniziò la triste e lunga guerra civile di indipendenza della Croazia. I serbi si impossessarono degli alberghi e dei spazi pubblici della regione trasformandoli in caserme.

Se attraverserai la regione ti accorgerai che qui è stata particolarmente cruenta. Ci sono ancora tantissime case da intonacare o che hanno dei buchi di pallottole.

Quando la situazione si è calmata gli abitanti si sono subito preoccupati di ripristinare il parco dato che è uno dei maggiori mezzi di sussistenza del territorio. Grazie al contributo statale e all’opera di molti la zona è ritornata in auge pronta nuovamente a presentarsi al pubblico.

 

passerella in legno

 

L’ecosistema

 

I meravigliosi laghi di Plitvice sono formati da un complesso di 16 laghi divisi in superiori e inferiori. Il più grande si chiama Kozjak ed è quello che li divide.

Impossibile non vederlo perché è quello da cui si accede nell’itinerario in battello. Al centro ha una piccola isola ed è contornato da un affascinante complesso montuoso.

Gli immissari sono il Fiume Bianco e il Fiume Nero, uniti in un unico corso d’acqua a sud del lago Prošćansko. L’acqua dei laghi invece viene convogliata nel fiume Korana che continua lungo una gola frequentata soprattutto dagli appassionati di rafting.

La maggior parte delle piante è costituita dal faggio e l’abete mentre fra gli animali ci sono tantissime specie di pesci e uccelli, l’orso e il lupo.

 

pianta fra cascate

 

Il Parco

 

Le entrate del parco sono 3: dalla prima si accede ai laghi inferiori, dalla seconda al lago Kozjak per fare un percorso breve di poche ore e dalla terza invece si parte dai laghi superiori.

In questo modo si possono scegliere i vari percorsi da fare. Le visite variano dalle 2-4 ore, dalle 4-6 ore e dalle 6-8 ore:

  • Dalle 2 alle 4 ore si parte dalla seconda entrata e si sceglie se visitare i laghi inferiori oppure i laghi superiori. Per i laghi superiori si raggiunge la terza entrata con un trenino, compreso nel prezzo, mentre per i laghi inferiori si attraversa il lago con il battello e poi si risale a piedi.
  • Dalle 4 alle 6 ore si parte indifferentemente dai laghi superiori o dai laghi inferiori, quindi prima e terza entrata, e si fa il giro del parco ammirando tutti e 16 i laghi.
  • Il tour di 6 o 8 ore invece comprende anche i percorsi di trekking che si inerpicano sulle montagne, da dove si possono ammirare dei punti strategici fotografici. In questo caso è possibile scegliere la combinazione di due giorni a Plitvice per non dover correre troppo.

 

Si può partire anche dall’entrata numero 2, si prende il trenino e si arriva alla terza entrata. Oppure dall’entrata numero uno, si prende il trenino fino ad arrivare alla terza entrata. Ci si sposta da un punto all’altro con il trenino o con la barca sempre compreso nel prezzo. L’entrata costa circa 35 €.

 

cascata bassa ai meravigliosi laghi di plitvice

 

I laghi si possono osservare da una pratica passerella in legno che attraversa anche i corsi più impetuosi. La passeggiata, infatti, sarà un continuo susseguirsi di corsi d’acqua, cascate, laghetti, rii calmi o movimentati e sarai accompagnato da libellule, anatre e una miriade di pesci.

Ogni stagione saprà regalarti una luce completamente unica, dipende dalla tua fantasia. Ovviamente il mese di agosto sarà quello più frequentato ma ogni anno ci sono comitive e gruppi di turisti in transito.

Ma non dovrai assolutamente perderli! Se ami la natura ti renderai conto, visitando i meravigliosi laghi di Plitvice che il Paradiso esiste, e si trova proprio qui!

 

Booking.com WW

 

Da Zagabria

 

Se ti trovi a Zagabria e vuoi raggiungere Plitvice puoi farlo con la corriera in 2 ore e mezzo di viaggio. Trovi il biglietto all’ufficio Arriva che si trova fuori dalla stazione delle corriere in direzione della statale, nelle biglietterie centrali oppure su internet nel sito di Getyourbus.

Il ritorno, se sei incerto per l’orario, puoi comperarlo direttamente alle tre entrate del parco. All’interno delle casette in legno lungo la strada vendono i biglietti della corriera. Puoi pagare sia in euro che in kuna ma non con la carta di credito. La corriera si prende nella direzione opposta, dall’altra parte della strada.

Zagabria in un solo giorno ti domanderai è fattibile? Sì, basta avere gambe allenate e preparare un itinerario preciso su cosa vedere.

La mia esperienza nella capitale della quasi campione del mondo Croazia è stata piuttosto interessante e in verità mi ha stupito per la sua semplice vitalità.

 

edificio nel centro storico

 

Il viaggio

 

Per raggiungere Zagabria ho viaggiato con il Flixbus. Sono partita dalla stazione di Mestre e in circa 6 ore e mezza ho raggiunto la capitale croata.

Il percorso è stato tranquillo ma al confine abbiamo dovuto passare per ben tre volte i controlli passaporto. Prima al confine sloveno un ufficiale è salito e ha controllato i documenti, poi fra la Slovenia e la Croazia e, infine, in territorio croato. Dal confine ci abbiamo messo circa mezz’ora per arrivare alla città a scacchi bianco e rossa.

 

Se visiti zagabria in un giorno non puoi evitare di visitare il museo delle illusioni, questa è una stanza in bianco e nero con me all'interno

 

L’incontro

 

Strade a doppia corsia di percorrenza in ambo i sensi, fontane e parchi a profusione a spezzettare l’austerità di una città capitale. Lungo le statali pratiche piste ciclabili e percorsi pedonali.

L’arrivo in stazione degli autobus, decentrata assieme a quella dei treni rispetto al centro,  si presenta in tutta la sua grandezza e praticità.

Lì puoi trovare il servizio di cambio moneta, bar, panifici e la biglietteria. Uscendo ti ritroverai in una strada grigia che era accentuata dal colore del cielo in quel momento plumbeo.

 

mercato di zagabria

Informazioni pratiche

 

Documenti: essendo la Croazia entrata in Europa nel luglio del 2013 puoi circolare liberamente con la carta d’identità valida per l’espatrio. I controlli avvengono al confine dove, a volte, sarai controllato sia al confine sloveno che in quello croato.


Moneta: in Croazia non circola l’euro anche se è accettato in molti locali. Al suo posto trovi perciò la Kuna, il cambio attuale è di 7,4 kuna per ogni euro. Se cambi 100 € riceverai circa 700 kuna. Controlla il cambio aggiornato qui.


Lingua: croato, ma è diffuso anche l’inglese, il tedesco e lo spagnolo. Grazie all’inglese potrai interagire quasi ovunque soprattutto nei negozi, nei musei, negli hotel e anche nelle case private se prenoti con Airbnb. Di seguito ti lascio alcune parole che possono rivelarsi utili in caso di necessità:

 

  • Dobar dan/dobra vecer/ dovidenja = buongiorno/buonasera/arrivederci
  • Hvala/Nema na cemu = grazie/prego
  • Da/ne = sì/no
  • Oprostite = per favore

Voda/Kava/Caja/Piva = acqua/caffè/tè/birra


Mezzi pubblici: non c’è la metro ma un capillare collegamento di tram e autobus. Ti consiglio di recuperare una cartina all’ufficio turistico (ecco l’indirizzo esatto su Google Maps). Il centro storico invece non è esteso e si può visitare tranquillamente a piedi.

 

scorcio dall'interno della chiesa

 

Itinerario

 

La Città Alta si raggiunge tramite la funicolare oppure salendo i gradini fino ad arrivare alla bellissima Cattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine.

La Chiesa di San Marco, invece, nonostante sia meno maestosa della precedente è la più riconoscibile grazie alle inconfondibili tegole del tetto che riproducono gli stemmi medievali di Croazia, Dalmazia e Slavonia e l’emblema di Zagabria.

Camminando fra le vie di Gornji Grad, ossia Zagabria alta, è possibile ammirare le statue dell’artista Ivan Mestrovic, icona della scultura moderna croata.

Prima di scendere dovrai fare un salto a vedere il mercato Dolac, con le sue tendine rosse a colorare una piazza un po’ sguarnita. Avrai l’occasione di trovare i prodotti tipici croati come il miele, l’olio, il vino, la frutta, la verdura e i prodotti artigianali in legno.

Nella Città Bassa, invece, potrai sbizzarrirti fra musei, negozi e locali alla moda o tipici. Fra i musei più particolari ti segnalo il Museo delle Illusioni, dove potrai scoprire i meccanismi della mente attraverso un percorso di specchi, immagini in 3D, composizioni ottiche, eccetera. Ti divertirai a risolvere dei giochi di intelligenza e a scattare foto alquanto particolari.

Il Museo delle Relazioni Interrotte è dedicato alle storie d’amore che non hanno seguito, con l’esposizione di oggetti personali lasciati dagli ex amanti, accompagnati dalla spiegazione delle cause della rottura.

Altri musei caratteristici sono:

 

  • l’Atelier Mestrovic dedicato allo scultore croato
  • il Museo Archeologico con reperti soprattutto dell’epoca greca e romana
  • Museo dell’Arte Navale e il Museo della Tecnica
  • un Museo dedicato esclusivamente agli anni 80 e uno dedicato ai funghi!
  • il Museo della città di Zagabria e il Museo Etnografico
  • la Galleria Moderna e il Museo di Arte Contemporandea
  • Mimara Museo, la Galleria Moderna e l’Art Pavillon
  • Museo delle Arti e dell’Artigianato e molti altri.

 

gioco di specchi al museo delle illusioni

 

I parchi

 

Zagabria vanta tantissimi parchi e giardini pubblici dislocati in periferia muniti di panchine e di alberi sotto i quali sostare. Se decidi di consumare un pasto veloce potresti fermarti proprio in uno di questi.

Il più grande, forse, e anche il più bello è il Parco Comunale con due laghetti artificiali, attrezzi ginnici, parco giochi per i bambini e locali dove bere e mangiare un gelato. Si trova vicino all’ippodromo e sotto il fiume Sava circondato dal verde e dalle due strade principali che escono dal centro cittadino di Zagabria.

 

il fiume sava di colore marroncino penso a causa delle piogge

 

Dopo aver scoperto il centro cittadino, visitato almeno un museo e riposato al parco non ti rimarrà più molto tempo per fare altro ma se hai un giorno in più potresti decidere di raggiungere i famosi laghi di Plitvice che si trovano a circa 2 ore e mezza in autobus da Zagabria.

 


*** VIAGGIO SENSORIALE ***

 

Sarà fantastico dedicarsi alla flânerie pensati che io in un solo giorno ho fatto ben 38 chilometri camminando! Ho visitato tutta la città e i dintorni. La maggior parte delle strade, anche le più trafficate, sono provviste di marciapiedi e di piste ciclabili quindi puoi passeggiare in tutta sicurezza.

Il Genius Loci di Zagabria è un essere un po’ schivo e riservato, criptico e di difficile interpretazione. Ricorda un burbero gnomo che non vuole assolutamente svelare la sua vera identità; ama la vita e divertirsi, con un occhio di riguardo alla natura.

La vista passerà in rassegna i dettagli che adornano la città, l’udito, invece, sarà attratto dai suoni della lingua così diversa e indecifrabile rispetto la nostra.

L’odorato sarà coinvolto, in parte dal traffico cittadino piuttosto imponente e, in parte, dai profumi che escono dalle pasticcerie e dai negozi di prodotti naturali.

Il tatto sarà attirato, invece, dai frutti commestibili che troverai passeggiando lungo le strade. Ti sorprenderà vedere piante di more, prugne e mele alla stregua di piante ornamentali. Sarà difficile non allungare una mano e assaggiare quei doni della natura.

Il gusto principalmente sceglierà prodotti da forno come pane e pasticceria, ma anche il dolce del miele e l’acidità di un vino nato sulle coste croate.

 

Musica consigliata: Seka Alecsik – Balkan

Lettura consigliata: Maschere per un massacro di Paolo Rumiz

Voglio lasciarti la recensione del libro “La mia lotta per la libertà” sulla Corea del Nord: un paese poco conosciuto e chiuso al turismo.

La Corea del Nord di oggi

 

Mi sento in dovere di scrivere del libro perché è toccante e sorprendente. Mentre le ultime notizie sulla Corea del Nord e i rapporti con la Casa Bianca vengono definiti “colloqui incresciosi ed estremamente preoccupanti” da parte dei primi, crescono le notizie di un regime autoritario e disumano.

Non solo il leader politico Kim Joung-un non ha nessuna intenzione di mollare il suo arsenale bellico ma tiene in pugno anche i suoi concittadini con l’oppressione da quando la Russia ha lasciato il suo dominio.

È dal 15 agosto 1945 che la dinastia di Kim Il-sung sottomette il paese dopo aver guidato l’Esercito Rivoluzionario Popolare Coreano (ERPC) per la resistenza all’occupazione giapponese.

Dagli anni novanta però lo stato, abitato da 24 milioni di persone, ha subito un collasso a causa delle calamità naturali e in particolare dalla siccità che non smette di creare danni ai raccolti.

La storia di Yeonmi P 

 

La protagonista e autrice del libro subisce minacce da parte del governo nordcoreano per la pubblicazione del libro e le sue interviste ai media. Nel libro ha raccontato la miseria che ha vissuto da piccola e la sua rocambolesca fuga attraverso il confine cinese e mongolo.

“I miei genitori non riuscivano a dormire: avevano il terrore che non si sarebbero più svegliati e che le loro figlie sarebbero morte di fame. Di nuovo, quando la notte si mettevano a letto, restavano svegli a domandarsi come fare per tenerci in vita”.

Ha dovuto usare dei nomi fittizi per salvaguardare l’incolumità delle persone citate nel libro. Ma lei continua la sua propaganda di informazione. Il suo obiettivo è far conoscere al mondo la situazione disperata nella quale vive il popolo nordcoreano cercando di fare presa sulla coscienza delle persone.

 

disegno di mano aperta e farfalle che volano via

La politica coreana (recensione del libro la mia lotta per la libertà)

 

La Corea del Nord è uno stato socialista di facciata perché in realtà vive sotto un regime autoritario che non permette alle persone di essere libere di pensare né di muoversi. Se qualcuno decide di ribellarsi alle leggi viene immediatamente portato in un centro rieducativo e costretto alla fame fino quasi allo sopraggiungere della morte.

Ci sono delle gerarchie sociali ma a volte si scende di valore se si è condannati come ribelli, rivoluzionari o nemici del governo. In quel caso in un solo attimo si può perdere tutto ciò che si è costruito in una vita. Non si può parlare in negativo del leader Kom Joung-un ma deve essere venerato come un Dio. La religione è l’amore verso il proprio capo politico.

Ogni notizia estera è vietata e quindi la popolazione cresce credendo alle storie che gli vengono raccontate, ossia che la Corea del Nord è uno degli stati più ricchi.

 

“In Corea del Nord al governo non basta controllare dove vai, che cosa studi, dove lavori e ciò che dici. Ti controlla anche attraverso le emozioni, rendendoti sottomesso allo stato e distruggendo la tua individualità. Distrugge anche la tua capacità di reagire alle situazioni sulla base della tua personale esperienza di vita”.

 

La rivale Corea del Sud viene dipinta come una terra abitata da persone disdicevoli, malevole e ignoranti mentre gli Stati Uniti vengono usati nei compiti di scuola per insultarli e denigrarli.

 

“Ti insegnano a odiare i nemici dello stato con una passione bruciante”.

 

I nord coreani, quindi, vivono nell’illusione che la loro patria sia una terra gloriosa e che il loro leader sia un uomo carismatico e divino, pertanto faticano a immaginare un mondo diverso da quello in cui sono nati. Ma i giovani che riescono a ottenere notizie dalla Cina vedono una realtà completamente diversa, per questo vogliono scappare e l’unico modo per farlo è attraversare il fiume che li separa dalla Cina e attraversare la Mongolia o altri paesi asiatici.

 

“Gli scolari non si limitano a studiare. Fanno parte della forza lavoro non pagata che aiuta il paese a non crollare del tutto”.

 

Leggere per imparare

 

Questo è ciò che ha fatto l’autrice raccontando dei dettagli agghiaccianti perché, se ci sono delle persone disposte ad aiutarti a superare il confine, ci sono altrettanti sfruttatori pronti a guadagnare sulla tua fuga. Non voglio svelarti troppo il resoconto ma ti consiglio di leggere il libro per comprendere l’attuale situazione di uno stato ancora troppo sconosciuto. Proprio per questo motivo ho voluto lasciarti la recensione del libro “La mia lotta per la libertà“.

Oggi Yeonmi P. si è laureata in legge ed è diventata, suo malgrado, la paladina dei diritti dei nord coreani e si batte affinché l’opinione pubblica mantenga l’attenzione costante sulla drammatica situazione della sua terra natale. Non possiamo permetterci di chiudere gli occhi di fronte a queste realtà anche se non ci toccano da vicino perché siamo tutti esseri umani e ognuno merita la sua fetta di libertà.

 

“Il vero punto di svolta lo raggiunsi con la scoperta della “fattoria degli animali” di George Orwell. Fu come trovare un diamante in una montagna di sabbia.

Sembrava che Orwell sapesse esattamente da dove venivo e cosa avessi passato. Rappresentava la Corea del Nord e lui aveva descritto la mia vita. Riconobbi la mia famiglia negli animali. Io ero come i “nuovi maiali” senza idee.

Ridurre l’orrore della Corea del Nord a una semplice allegoria annullò il potere che esercitava su di me. Aiutò a rendermi libera”.

Sailsquare è un sito che ti permette di viaggiare in barca a vela con un gruppo organizzato da te o aggregandoti ad altre persone.

Sarai accompagnato, infatti, da skipper professionisti che ti faranno conoscere le più belle isole del Mediterraneo, dell’Adriatico e anche di qualche oceano esotico.

Non importa se sei un provetto velista, l’importante è che tu sia in grado di condividere la vacanza con degli sconosciuti in spazi ristretti e che collabori alla vita di barca.

 

foto di messicani in barca durante la pesca

 

Come si prenota?

 

Se viaggiare in barca a vela è sempre stato il tuo sogno allora il sito Sailsquare è quello che fa per te. Grazie alle numerose offerte è possibile trovare una soluzione viaggio per tutte le tasche e per il tempo desiderato.

Si può scegliere dal semplice fine settimana fino ad arrivare a una vacanza completa per chi è già esperto in questo tipo di viaggi.

All’interno dell’imbarcazione si dovrà imparare a condividere i lavori e gli spazi comuni. Ma una volta superato lo scoglio iniziale della conoscenza, si penserà solo a godersi una fantastica nuova avventura.

Scegliere il viaggio sarà molto semplice ti basterà inserire questi tre criteri di scelta:

  • dove vuoi andare?
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Una volta scelto le varie opzioni sarai automaticamente indirizzato verso le offerte proposte. Scoprirai da dove si salperà, quali sono i costi totali e conoscerai le persone che vi parteciperanno.

Oltre al prezzo presentato nella schermata principale, infatti, andranno aggiunte le spese dei pasti e delle bibite. Si tratta di un importo che si aggira fra i 150€ e i 200 € a testa e riguarda le spese per il carburante e i parcheggi.

 



 

Cosa ti aspetta?

 

Con Sailsquare ti aspetta una vacanza in mezzo al mare, tradotto: bagni a non finire e tramonti indimenticabili. Tutto ciò di cui dovrai rifornirti sarà la volontà di metterti in gioco.

Una volta che avrai scelto la tua vacanza potrai contattare lo skipper se vorrai avere maggiori delucidazioni oppure prenotare direttamente il viaggio. Prima ancora, però, dovrai inserire il tuo account al fine far conoscere agli altri partecipanti chi sei e chi salirà a bordo con te.

Se l’idea di condividere gli spazi comuni con degli sconosciuti ti spaventa, puoi organizzarti con gli amici e prenotare l’intera imbarcazione al posto di singole quote di partecipazione. Che ne dici? Si va ai Caraibi?

 

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