Soggiornare gratis con TalkTalkbnb e nel frattempo insegnare una lingua: un modo originale per vivere un’esperienza indimenticabile.

Cos’è Talktalkbnb?

 

Talktalkbnb è un sito che ti permette di entrare in contatto con migliaia di persone in tutto il mondo, accomunate dal desiderio di imparare o migliorare la conoscenza di una lingua.

Attraverso questa ricerca entri in campo tu e la tua competenza linguistica. Saper insegnare un idioma sarà il passepartout che ti darà la possibilità di soggiornare gratuitamente a casa di qualcuno, stringere una nuova amicizia e trascorrere del tempo in una località da te scelta.

 



Come funziona?

 

Entrando nell’home page si troveranno le seguenti sezioni:

  • Iscrizione
  • Login
  • Viaggia
  • Ospita
  • Area Pro

Per iniziare, puoi fare un giro di ricognizione tramite le pagine viaggia o ospita. Vuoi viaggiare o vuoi ospitare? In entrambi i casi potrai visionare le schede dei luoghi e delle persone disponibili.

Se intendi ricercare una città specifica puoi inserire il nome e, se presenti, usciranno tutti gli utenti disposti ad ospitare che corrisponderanno ai tuoi parametri di offerta.

Nel momento in cui troverai qualcosa che ti interessa dovrai iscriverti al sito per entrare finalmente in contatto con gli altri utenti. L’iscrizione è semplice: ti basterà inserire i tuoi dati personali oppure scegliere l’opzione di accesso tramite il tuo profilo Facebook.

E ora preparati per la bella notizia… L’iscrizione al sito Talktalkbnb è completamente gratuita!

Fantastico, vero? Di solito siti di questo tipo come Worldpackers o Workaway ma anche Trusted House sitters richiedono una quota di iscrizione annuale che oscilla tra i 40 e i 50 dollari. In questo caso, invece, puoi ritenerti fortunato e risparmiare la tassa di accesso.

 

Come compilare l’account

 

Per soggiornare gratis con Talktalkbnb dovrai curare ogni dettaglio a cominciare dall’account. Questo sarà, infatti, il tuo biglietto da visita pertanto dovrai inserire tutte le informazioni che potranno aiutare gli host a contattarti. I suggerimenti dati dal sito sono i seguenti:

 

Scegli con cura la tua foto del profilo: dovrà rappresentarti.

Presentati:
Parla dei tuoi studi o della tua professione.
Parla delle tue passioni, del tuo tempo libero, degli sport che pratichi.
I profili dettagliati sono quelli più consultati.

Un consiglio: scrivi il tuo profilo ospitante nella lingua che vorresti praticare, e il tuo profilo viaggiatore nella tua lingua madre.
In questo modo il tuo interlocutore capirà immediatamente. Altrimenti, scrivi in inglese.

 

Una volta completato l’ultimo passaggio potrai iniziare a consultare l’elenco degli utenti e scegliere il luogo in cui vorresti viaggiare. Potrai metterti d’accordo per i dettagli del soggiorno e spiegare quali sono le tue idee.

Se invece vuoi ospitare e fare quindi uno scambio alla pari, TalkTalkbnb ti darà la possibilità di farlo. L’unico passo da fare sarà quello di inserire come host i dettagli relativi alla tua offerta.

 

Ho fatto un tentativo di iscrizione e nel giro di un mese mi sono arrivate diverse richieste di ospitalità in diverse parti d’Europa. Posso quindi assicurarti che il sito è valido e che è utilizzato in modo frequente da chi ha bisogno di migliorare le sue competenze linguistiche scegliendo qualcuno con cui chiacchierare piuttosto che un insegnante dedicato.

Quest’anno le mie vacanze di agosto sono state alquanto particolari perché trascorse in un ritiro yoga in Umbria: un’esperienza unica!

Ero già stata in Umbria a gennaio ma per un motivo totalmente diverso: ho fatto un bellissimo blog tour alla scoperta dei piccoli borghi e delle persone speciali che vi abitano.

In quell’occasione mi ero deliziata con cibi tipici, monumenti e storie che rendono questa regione unica. In particolare avevo conosciuto Città della Pieve e la sua antica produzione di zafferano. Questa volta, invece, ho raggiunto l’Umbria per un motivo totalmente diverso.

Il ritiro yoga in Umbria

 

Sono trascorsi quattro anni dalla mia prima lezione di yoga. Ricordo ancora quella sera in cui mi sono presentata a lezione guardando con sospetto le persone che frequentavano. Mi sembrava strano chiudere gli occhi e ancora di più recitare delle parole per me, senza senso.

La lezione, però, benché strana, mi aveva lasciato qualcosa: una certa curiosità di approfondire e un senso di pace. Da lì ho iniziato a praticare con una certa costanza. Le mie capacità ad affrontare le “asana“, o posizioni, sono cresciute al pari della mia voglia di mettermi in gioco e di lasciarmi andare.

Fintanto che è sbocciato un desiderio di essere maggiormente autonoma e di ricercare un corso che mi permettesse di diventare l’insegnante di me stessa.

Quasi subito ho trovato ciò che cercavo: un corso di hatha e yin yoga. Il primo è l’origine di tutte le pratiche yoga mentre il secondo si occupa di allungare i muscoli in modo dolce basandosi sui principi della Medicina Tradizionale Cinese.

Purtroppo non c’era più posto. Solo che sentivo forte dentro di me la certezza di dover avanzare con la conoscenza e non perdetti la fiducia.

Infatti, dopo circa una settimana, mi richiamò l’insegnante dicendo che si era liberata una stanza. Senza pensarci troppo diedi il mio consenso a partecipare e partii. Domenica 12 agosto raggiunsi Pietralunga.

 

lezione dal ritiro yoga in umbria

Momento durante una lezione di yoga

 

Casa della Pace

 

Il luogo che mi accolse si trova fra Gubbio e Città di Castello, praticamente ai confini fra Umbria e Toscana, nella frazione di Sant’Andrea fra colline dove non si vede nemmeno l’orizzonte. Un’immersione totale nella natura lontano dalla frenesia della città. Il luogo perfetto in cui concentrarsi e ritrovarsi.

La struttura si chiama Casa della Pace ed è gestita da Santi Borgni. Autore, tra l’altro, di un fantastico libro di ricette vegane e vegetariane che ti consiglio caldamente di acquistare.

La sala dove si pratica yoga è una chiesa non ancora sconsacrata, un luogo che richiama un certo rigore di sacralità. Le stanze in cui si dorme sono ben distribuite e immerse nel silenzio ma per chi desidera ancora più solitudine ci sono due yurta nel cortile sotto la struttura. Il pranzo e cena, infine, sono costellate dalle ricette di Santi, dove riesce a esprimere tutta la sua creatività.

L’esperienza yogica

 

La giornata si sviluppava in modo piuttosto sistematico: sveglia alle 7.00, pratica fino alle 9.00, colazione in silenzio, teoria della pratica, pranzo e pausa fino alle 15.00, poi filosofia e di nuovo pratica fino alle 19.00.

Il tempo era completamente assorbito dall’apprendimento e la routine quotidiana totalmente cancellata. La sera era un momento di beatitudine perché sentivo di aver fatto ciò che mi competeva e questo mi faceva sentire rilassata.

Inoltre era un’occasione di aggregazione. Trovai delle compagne di viaggio fantastiche, ognuna con un suo vissuto intenso e a volte complicato, ma anche con una gran voglia di mettersi in gioco. Un’esperienza che mi ha plasmato e colpito per la forte intensità con la quale si è sviluppata.

Al di là del mio ritiro yoga in Umbria, al di là di ciò che si cerca, prendersi un momento per ascoltarsi è una scelta salutare. Aiuta a ripristinare le proprie priorità e a riordinare i pensieri.

Fare il punto della propria vita diventa possibile solo lontano dal quotidiano e dal prevedibile. Nel momento in cui non sei coinvolto nei tuoi problemi e l’unico obiettivo è “vivere la giornata”, lì puoi trovare la calma per osservare con equanimità le tue esigenze.

Rompere gli schemi, immergerti in nuove situazioni, metterti alla prova, sono tutte esperienze che fanno crescere l’anima e la riportano in equilibrio.

Ecco perché ti ho parlato di questa esperienza, perché ognuno di noi merita di ritrovarsi e come vecchi amici, riabbracciarsi.

La valle San Martino è un’incantevole valle che si trova a Vignui, una frazione nel comune di Feltre, vicino alla zona della Valbelluna. Ti ho già parlato di valli incantate e bucoliche e anche questa non è da meno.

Si raggiunge attraversando dei piccoli borghi solitari che partono da Foen e si inoltrano su salite fino a sparire completamente in sentieri nascosti dagli alti alberi.

 

chiesa di san martino

La chiesa di San Martino

 

Molti visitatori scelgono questa valle per vedere la chiesetta di San Martino risalente al XVI secolo. L’edificio è dedicato al vescovo di Tours, un soldato che è famoso per aver condiviso il suo mantello con un povero e per essersi convertito al cristianesimo contro il volere dei propri genitori.

La sua festa ricorre l’11 novembre ed è meglio conosciuto come San Martino. È il protettore dei viticoltori e a lui è associato il proverbio “A San Martino ogni mosto diventa vino“.

La chiesa di dimensioni ridotte presenta però una serie di affreschi dedicati sia a San Martino che a Sant’Antonio da Padova e, appesi alla porta, ci sono due preghiere ai due santi.

L’altare ligneo invece è della fine del XVI secolo con all’interno una pala raffigurante la Madonna con il Bambino, San Giovannino, San Martino e Sant’Antonio da Padova, datato 1762. Non si conosce l’autore degli affreschi ma si presuppone siano stati fatti tutti dallo stesso artista.

 

interno della chiesa di san martino

Valle San Martino

 

Quando arrivi a Foen trovi la salita e l’indicazione che ti fa salire all’interno della valle. Passi attraverso il centro abitato di Vignui e poi ti ritrovi in una stradina di sassi.

Qui puoi scegliere se lasciare la macchina e continuare a piedi oppure proseguire con l’auto. Attenzione però che il percorso è piuttosto accidentato e ci sono tante buche. Quindi fallo se sai di avere un assetto alto perché potresti lasciarci lì, com’è successo la settimana scorsa, la pompa dell’olio.

Seguendo il tragitto per due chilometri arriverai alla già citata chiesa di San Martino, se vai avanti incontrerai finalmente il torrente Stien. L’acqua è gelida ma il gusto di bagnarsi è ancora più intenso!

Anche qui come nella Val Canzoi o a Sospirolo avrai la possibilità di accedere a numerosi sentieri più o meno impegnativi oppure trovarti una vasca d’acqua dove prendere il sole e bagnarti ogni tanto. Interessante è vedere, ad un certo punto del percorso, una calchera.

 

corso d'acqua fra le rocce bianche

Cos’è una calchera?

La calchera era una fornace usata per produrre la calce viva. All’interno di un tino, fatto di massi posati a secco, si cuocevano ad altissima temperatura le pietre di dolomia per circa una settimana.

Mentre se seguirai i percorsi che si inerpicano sempre più a monte troverai rustici e case disabitate, memorie di un’attività montana che resisteva nonostante tutte le difficoltà.

 

la trasparenza dell'acqua

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Nella valle puoi fare la flânerie della natura o meglio dello Shinrin Yoku meravigliandoti dei vari percorsi che si apriranno al tuo passaggio. Mentre se verrai qui alla ricerca del Genius Loci lo ritroverai mettendo assieme la terra, legno, l’acqua e i sassi. Elementi che sembrano immobili e stabili ma che in realtà nascondono movimenti determinati e voluti.

Sarai costantemente accompagnato dal suono dell’acqua che scende a valle, percepirai l’odore del muschio fra le rocce e sul legno, vedrai la potenza inarrestabile dell’acqua farsi largo tra mille scorciatoie.

Ti verrà voglia di toccare le piante per sentirne scorrere l’energia, proprio come l’acqua. Il sapore selvatico del bosco si mescolerà al tuo cibo anche se ti porti un panino da casa e potrai assorbire ciò che la valle san Martino emana: un lento fluire di energia, forza e vitalità. 

 

Musica consigliata: Ly O Lay Ale Loye di Sacret Spirits

Lettura consigliata: Il bosco racconta di Mauro Corona

Sei pronto/a a gustare una ricetta thailandese? Sto parlando del Mango sticky rice, un dessert fresco perfetto per questa torrida estate.

Inoltre la ricetta è anche piuttosto economica e necessita di soli quattro ingredienti. Vuoi sapere quali sono? Te lo dico subito!

Ingredienti per il Mango sticky rice

 

  • 100 grammi di riso comune o integrale
  • 2 manghi
  • 200 ml di acqua temperatura ambiente
  • 1 lattina di latte di cocco
  • 2 o più cucchiai di zucchero

 



Procedimento

 

Tagliare il mango all’altezza del nocciolo, togliere completamente la buccia e dividerlo in tanti piccoli quadratini che dovranno rimanere attaccati al centro.

Mettere da parte e procedere alla preparazione del riso.

Lasciare il riso riposare nell’acqua all’interno di un recipiente di plastica per almeno un’ora in modo che l’amido fuoriesca e diventi appiccicaticcio.

Terminato il tempo di riposo porre il riso in una vaporiera. Calcola un tempo di circa 12/13 minuti da quanto inizia l’acqua a bollire. Segui le indicazioni di tempo segnalate nella confezione del prodotto.

Mentre il riso termina la sua cottura, versare il latte di cocco all’interno di un pentolino e portarlo ad ebollizione aggiungendo lo zucchero. La quantità di zucchero può variare in base ai gusti personali ma consiglio una dose abbondante affinché si senta il gusto dolce.

Successivamente unire il latte di cocco dolce con il riso e lasciare che il liquido venga assorbito completamente. Calcolare un tempo di circa 15 minuti.

Tenere da parte una parte di latte e metterlo in una lattiera. Sistemare il riso in metà piatto liscio, aggiungere dall’altra parte il mango e aggiungere sopra un po’ di latte avanzato. Il piatto è pronto per essere gustato!

Assaggiandolo scoprirai che la dolcezza del riso si sposa alla perfezione con l’acidità del mango creando un contrasto di sapori piuttosto invitante.

 

Assieme potresti assaggiare dei gustosi cocktail, trovi le ricette qui

La Val Canzoi si trova nella Valbelluna, a Soranzen, frazione di Cesiomaggiore a Belluno. E’ una delle porte del Parco Dolomiti bellunesi.

Non la conoscevo affatto ed è stata una rivelazione. Ricca di percorsi naturalistici e didattici, di torrenti e di baite, malghe e bivacchi e un bellissimo lago che regala dei panorami mozzafiato e delle vedute suggestive. Sono proprio ansiosa di raccontarti questa valle, sono sicura che anche tu te ne innamorerai!

 

percorso didattico nella val Canzoi

 

Cesiomaggiore, prima della val Canzoi

 

È doveroso iniziare dalla porta di accesso nella Val Canzoi ossia la cittadina di Cesiomaggiore. Si tratta di un comune di quasi 4000 abitanti con un museo dedicato alla bicicletta. Si trova nell’edificio delle scuole elementari nel capoluogo del comune Cesio Maggiore.

Un altro interessante museo si trova nella frazione di Serravella, ed è il Museo Etnografico, che contiene oltre 6000 volumi riguardanti lo sviluppo, la storia e l’antropologia delle zone feltrine e bellunesi.

A Can, invece, altra frazione di Cesiomaggiore, c’è una chiesa in stile barocco dedicata a Santa Lucia risalente al 1668. Ma l’aspetto più caratteristico è il campanile, datato 1720, che si trova giusto di fronte al semaforo, in mezzo alla strada! Dietro alla chiesa un simpatico negozio di frutta e verdura vende i suoi prodotti e offre un aperitivo a chi acquista.

statua del lupo nella val Canzoi

 

Val Canzoi

 

Rapita. Sono stata letteralmente rapita dalla bellezza di questa valle incontaminata. Fortunatamente, nonostante fosse agosto, non era molto frequentata se non nei vari ristoranti e pizzerie.

Ci sono percorsi per tutti i gusti: dai più semplici ai più complessi. Il primo che ti voglio consigliare di fare inizia vicino al ristorante/pizzeria Orsera (lo trovi in questo link su google maps).

Un itinerario breve, ad anello, di soli due chilometri ma molto interessante per le opere scultoree in legno dislocate lungo tutto il percorso. Fanno riferimento alla natura, alla montagna e agli animali che vi abitano.

Attraversa da una parte all’altra il torrente ed è popolata da mucche al pascolo e stagni ricchi di libellule, rane e rospi. Da fare anche con i più piccoli per dare loro un assaggio della natura.

 

statua in legno di un'ape

 

Lago della Stua e i percorsi da trekking nella val Canzoi

 

Salendo si raggiunge il lago della Stua, un luogo magico e suggestivo. Lago di origine artificiale con la centrale che fa da apripista per sentieri itineranti di ogni tipo.

Il percorso ad anello sul lago dura circa 4 ore e regala una panoramica del territorio e della flora locale. Basta seguire i cartelli denominati “percorso natura” per fare il giro completo.

Una digressione verso il torrente, appena superato il primo ponte, permette di raggiungere una spiaggetta dove potersi bagnare i piedi e testare la temperatura dell’acqua. Fredda… gelidamente fredda!

Continuando sulla stradina a sassi invece si possono raggiungere alcuni bivacchi. Si tratta di percorsi più impegnativi che richiedono scarponi da trekking e preparazione fisica.

Il Rifugio dal Boz invece si raggiunge all’inizio del lago, non si fa quindi il giro del lago ma si sale direttamente verso la cima. Anche qui il tempo di percorrenza è intorno alle 5 ore. Ogni escursione è ben segnalata e la cartellonistica indica il tempo e il livello di difficoltà di ciascun percorso. I

Se ti trovi in zona continua verso il comune di Sospirolo e scoprirai il lago del Mis e i suoi celeberrimi Cadini del Brenton e la cascata della Soffia. Trovi tutte le informazioni le trovi qui!

Oppure puoi dirigerti nella Valle San Martino, un’oasi di pace nascosta nel Feltrino

 

la centrale elettrica sul lago

 


*** LIBERA I SENSI ***

 

La flânerie è ammessa se concepita come studio della natura e dei suoi elementi perché qui il Genius Loci è lei. L’uomo ha provato a incanalare l’affluenza dell’acqua e in qualche modo ci è riuscito ma non del tutto.

Durante i periodi di pioggia la zona diventa particolarmente pericolosa perché l’acqua fuoriesce da tutte le parti. Non si adegua, la sua anima è straripante in ogni senso.

Come negli altri luoghi immersi nella natura i sensi sono richiamati all’ordine ma qui c’è una sorta di ritenzione. C’è un bisogno di meditazione e di introspezione.

Per cui tutti e cinque i sensi devono prima essere ampliati per accogliere ogni segnale e poi portati all’interno in una sorta di momento curativo. Abbiamo bisogno della natura per ritemprarci e ricaricare le nostre energie. 

 

Musica consigliata: Moola Mantra – Deva Premal

Lettura consigliata: Il segreto del Bosco Vecchio di Dino Buzzati

In questo articolo parlerò dell’elogio della non vacanza perché non tutte le persone sanno apprezzarla. Ti è mai capitato qualcuno così? A me sì purtroppo ma piuttosto che lasciarmi assalire dal nervoso ho deciso di sdrammatizzare!

La vacanza non è un obbligo

 

Iniziamo sottolineando il concetto che la vacanza non è un obbligo. Nessuno ci costringe a lasciare la nostra zona comfort per ricercare nuove avventure e nuovi posti.

Alcune persone vivono perfettamente adagiate nella loro illusione di essere felici con ciò che hanno e non vogliono preoccuparsi di affrontare avventure al di fuori dell’ordinario.

Il problema nasce quando incontrano una o più persone che amano le novità e sono curiose di vedere nuove località. Quando si raggiunge il luogo di villeggiatura cominciano le incomprensioni.

Perché tu, anima entusiasta, dovrai cozzare contro la loro negatività e la tendenza al vittimismo. Sarai la causa dei vari intoppi che si verificheranno durante il soggiorno.

E se si prova a minimizzare l’accaduto, sarai costretto/a a subire delle tremende sfuriate. La frase principe sarà “ma chi me l’ha fatto fare di venire qua? Se fossi rimasto/a a casa sarebbe stato meglio”.

Sarai costretto a sopportare lamentele e malumori, salvo dopo, una volta ritornati a casa, sentirli raccontare con enfasi agli amici della bellissima esperienza vissuta. Mantieni la calma!

 

foto di varie vacanze in montagna e al mare

 

Se non hai soldi rimani a casa

 

Non c’è nulla di più maledettamente fastidioso che andare in vacanza con una persona taccagna o senza soldi. Non sto parlando di chi vuole soggiornare in hotel a 5 stelle e mangiare caviale e champagne pretendendo che gli altri facciano lo stesso, ma di chi si lamenta ogni qual volta deve aprire il portafoglio.

Ognuno di noi ha vissuto o vive dei momenti  di ristrettezze economiche ma non per questo dobbiamo farlo pesare agli altri. Se si ha un budget da rispettare ci sono due opzioni per vivere una vacanza serena in compagnia di altre persone:

  1. Calcolare le uscite e scegliere quelle che risultano fattibili rispetto al nostro importo totale;
  2. Declinare le proposte o proporre una soluzione alternativa.

Già, perché quello che i “taccagni” non sanno è che non è obbligatorio condividere tutte le esperienze. Io potrei scegliere, ad esempio, di fare un tour in barca a vela, mentre l’altro rimane tranquillamente sotto l’ombrellone per l’intera giornata, in modo da evitare qualsiasi discussione. Ma invece no!

I taccagni saranno così infimi da venire con te in barca a vela e farti pesare per tutto il tempo di averlo fatto. Se saranno poi particolarmente feroci, insceneranno un attacco di vomito in modo da farti sentire anche in colpa. Tu, essere ignobile che hai voluto tutto questo, ma non ti vergogni?

Quando rientreranno a casa e racconteranno la disavventura a familiari e amici enfatizzeranno le pene e tu diventerai il maligno da crocifiggere.

 

 

scritta meglio soli o accompagnati?

Questo è il problema avrebbe risposto Shakespeare…

 

L’apatia è il mio mood (e me ne vanto)

 

Se la sfiga è così persistente, possiamo incappare in personaggi che, oltre a essere pantofolai e taccagni, sono anche apatici; nessuna chiesa, nessun museo, nessuna opera d’arte o tramonto sarà in grado di far affiorare un minimo interesse. Ogni cosa per loro sarà piatta, senza forma, senza colore e senza sostanza.

Potrai snocciolare storie d’amore o di guerra tristissime ma non riuscirai mai a far emergere una qualsiasi forma di sentimento.  Le emozioni sono per quelli senza palle.

Così, mentre tu te ne andrai in giro con un grande sorriso stampato sulle labbra e la macchina fotografica sempre accesa, loro si muoveranno vicini a te con il broncio, come se avessero appena ricevuto una cartella esattoriale.

Al rientro dalle vacanze non faranno menzione di ciò che hanno visto ma parleranno di quanto fosse carino/a la persona alla reception dell’hotel.

 

 

elogio della non vacanza

 

Cucina italiana contro tutto il mondo

 

In questo contesto potrebbero sfociare le liti più violente, dovrai imparare a essere accondiscendente perché non c’è niente di peggio che trovare un italiano affamato in giro per il mondo.

Mentre tu sarai abituato a testare ogni sorta di cucina estera, il pantofolaio, taccagno, apatico e pure nazionalista compagno di viaggio evita di uscire dal classico menu.

Preparati dunque a sopportare una serie di improperi non appena assaggerà un piatto di pasta scotto o vedrà elementi ignobili adagiati sopra una sacra pizza.

Le parole e le espressioni di risposta dovranno essere controllate. Basta un’alzata delle ciglia in più per scatenare l’inferno. Ricordati che la colpa è e sarà sempre tua.

Qui ne va di mezzo la tua incolumità e l’amicizia o l’amore con l’altra persona. Non ti azzardare a contraddire, l’Italia è il posto migliore al mondo e come si mangia in Italia non si mangia da nessun’altra parte. Terminato il viaggio riprenderanno i discorsi su quanto fa schifo l’Italia e quanto maleducati siano gli italiani. Ah, l’elogio della non vacanza!

Un’idea di viaggio è approssimarsi alla Valbelluna per visitare il lago del Mis e i dintorni. Si trovano in provincia di Belluno, a Sospirolo. Il nome Sospirolo già evoca pensieri poetici e rime alla ricerca di essere combinate fra loro.

Infatti il lago del Mis è un incanto che srotola i suoi tesori nascosti solo a chi ha la volontà di scoprirli. La zona fa parte del Parco Dolomiti Bellunesi, rigorosamente conservata e protetta dalla Regione Veneto.

Lago del Mis

 

Il lago del Mis è conosciuto e frequentato non solo dai veneti ma dia turisti di tutto il mondo. Dotato di strutture ricettive per camper e roulotte è particolarmente apprezzato dai nordeuropei.

Si tratta di un lago artificiale formato dal fiume Mis che dà il nome al lago e anche al paese. Un torrente che arriva dalle montagne dell’Agordino e scende a valle fino al Piave.

La colorazione delle sue acque vibra in tutte le sfumature del verde e cambia a seconda dei riflessi del sole. Uno spettacolo per gli occhi! Purtroppo il lago non è balneabile essendo di origine artificiale ma ci sono tante attività da fare nei dintorni.

 

Come arrivare?

 

Ti basterà seguire le indicazioni per Sospirolo e poi arriverai alla rotonda che si divide in direzione lago del Mis o Agordo. Nella frazione Pascoli (la poesia ritorna!) si trova la nostra tappa e sarà emozionante attraversare i tunnel poco illuminati che costeggiano il lago. Si raccomanda, ovviamente, prudenza.

 

riflesso sul lago di un albero

 

I Cadini del Brenton

 

Una delle attività più interessanti da fare nei pressi del lago del Mis è visitare i Cadini del Brenton. Di che cosa si tratta? Sono delle vasche naturali, definite marmitte, che contengono l’acqua come se fossero delle piscine.

Immagina l’acqua fredda di torrente che scorre in tutta la sua potenza andandosi a convogliare in depositi creati naturalmente dalle rocce. Una meraviglia unica, un regalo della natura.

Raggiungere le varie vasche non è così semplice e bisogna indossare dei scarponcini da montagna perché la salita è piuttosto impervia.

Altrimenti ci si può accontentare di visitare le prime vasche che sono altrettanto scenografiche, grazie alle cascate che scendono a strapiombo lungo un percorso tracciato da pontili in legno.

Da quando la zona è entrata a far parte dall’ente Parco Dolomiti Bellunesi è proibita la balneazione pegno una multa severa. Ciò è dovuto all’impossibilità di prestare soccorso in caso di necessità e anche per mantenere un certo decoro all’interno del sito.

All’entrata si trova anche un piccolo giardino botanico che illustra le piante che si trovano all’interno del parco.

Come raggiungerli?

 

Si trovano sulla sinistra del ponte che attraversa il torrente e il lago e li trovi indicati dalla segnaletica. C’è il parcheggio lungo il lago del Mis.

 

marmitta con cascatella nel lago del mis e i dintorni

La cascata della Soffia

 

Superato il ponte del Mis, esattamente dalla parte opposto ai Cadini del Brenton, si può visitare la cascata della Soffia e attraversare la spiaggia dove poter parcheggiare e rilassarsi sulle sponde del lago.

La cascata si trova dopo il bar la Soffia, tramite un percorso riqualificato, che permette di vedere un altro torrente che dalla parte opposta getta le sue acque all’interno del lago. La cascata per la verità non è molto alta ma il luogo è davvero suggestivo e permette di vedere il lago da una nuova angolazione.

L’itinerario dura circa 10 minuti circa ed è quindi adatto a tutti. Subito dopo il bar/ristorante c’è una chiesetta che era andata distrutta ma che è stata ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale.

 

Come fare a visitarla?

 

Si trova dopo il ponte del Mis, puoi parcheggiare nel lungo lago e incamminarti verso il bar la Soffia, superato il quale trovi le indicazioni del percorso. Grazie a un circuito ad anello in circa 20 minuti puoi visitare l’intero sito.

 

anfratto di roccia con riflesso dell'acqua del lago nel lago del mis e i dintorni

 

Sentiero didattico naturalistico Val Falcina

 

A circa metà lago ed esattamente dove si trova la spiaggia e la zona di sosta riservata ai camper, parte un percorso attraverso le aspre montagne che sovrastano il lago.

Il percorso porta direttamente nella Val Falcina, una zona impervia che non è consigliato percorrere se non si è vestiti in modo adeguato e con un livello medio di esperienza. Si tratta di un itinerario ad anello percorribile in circa due ore ma con tratti a strapiombo protetti comunque da parapetti in legno.

Da lì però si può ammirare la fitta vegetazione e l’asperità delle montagne carsiche. Un’immersione nella natura più selvaggia che attira soprattutto gli amanti del birdwatching e gli escursionisti esperti.

Un comune, quello di Sospirolo, che regala molte attrattive ai turisti che rispondono con molto piacere alle esperienze offerte.

 

Fare attenzione:

Essendo la zona piuttosto selvaggia è frequentata anche da ospiti indesiderati quali la vipera e le zecche. Prestare molta attenzione quindi a dove si cammina, soprattutto sui sassi e vicino all’acqua, e controllare il corpo per evitare spiacevoli intrusioni.

 

piccola rana in riposo nel lago del mis e i dintorni

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

Non si può accennare la flânerie in questo contesto così naturale e selvaggio perché inappropriata. Rimane comunque da constatare l’essenza del Genius Loci che stranamente qui l’ho percepita nella condivisione. Se penso a questo luogo la parola adatta a descriverla è questa. Forse grazie alla generosa prosperità della natura, forse per la gioiosità dei villeggianti o forse per l’atmosfera ricca e risonante. 

L‘udito, come in tutta la Valbelluna, è sottoposto ai continui richiami dell’acqua ed è rilassante sentire il suo gorgogliare a volte tranquillo, a volte più feroce. La vista, invece, è abbagliata dai colori cangianti dei vari riflessi che si presentano durante il giorno.

L’odorato è un misto di odore salmastro e selvatico che può infastidire, come piacere. Il tatto è attirato dalla scivolosità del terreno e dei sassi. Basta un attimo e si finisce a terra. Una metafora della vita?

Il gusto ancora una volta fa eco al bosco: si riconosce il balsamico, l’acido dei frutti selvatici, il pungente del sottosuolo e il dolce dei petali commestibili.

 

Musica consigliata: André Rieu – And the Waltz goes on

Lettura consigliata: Sai che gli alberi parlano? di Recheis e Bydlinski