Per muoversi in Guatemala ci sono diverse soluzioni economiche e grazie alla pavimentazione stradale e ai conducenti anche piuttosto avventurose! Come fare? Segui i consigli pratici elencati in questa pagina per scegliere i mezzi pubblici più adatti al tuo viaggio.

 

SHUTTLE

I famosi “Shuttle“, ossia i pulmini da 10/12 persone, partono direttamente dall’hotel fino ad arrivare al luogo di destinazione scelto. Sono adibiti al trasporto di persone e valigie senza fermate intermedie.

Possono essere prenotati presso un’agenzia viaggi o l’hotel e sono abbastanza comodi ed economici. Le valigie solitamente vengono poste sopra il pulmino quindi è consigliabile viaggiare con uno zaino.

CHICKEN BUS

Poi vengono i “Chicken Bus“, i vecchi scuolabus americani, che attraversano tutto il Guatemala e si fermano o scendono a chiamata.  Anche qui le valigie vengono caricate sul tetto. La corsa viene pagata al bigliettaio che passa a ritirare i soldi.

Hanno molte fermate e quindi per i viaggi lunghi consiglio di prenotare gli Shuttle: il percorso risulterà più veloce e meno stancante. Non ti preoccupare se vedi il bigliettaio/ragazzino correre sopra il tetto e passare in corsa dentro il finestrino, è tutto normale!

Preoccupati di più degli autisti con la scritta sul cruscotto “Dios me ama e me cuida” dato che ti sembrerà facciano totale affidamento al destino!

 

piramide a tikal fra la folta vegetazione

Una delle piramidi presenti a Tikal, antica città maya

 

MEZZI PUBBLICI TIPICI

Tra cittadine limitrofe ci si sposta con dei pulmini simili agli Shuttle ma con un prezzo piuttosto contenuto che equivale a circa cinque o sei quetzales. Sono il mezzo di trasporto più utilizzato dai guatemaltechi e ti daranno la possibilità di entrare in contatto con la popolazione locale.

In alcuni villaggi, invece, si può salire nel cassone di un Pick up e viaggiare “capelli al vento” sostenendosi un po’ dove capita.

Per terminare ci sono i Tuk Tuk, simili alle Api 50 modificate, con una capacità massima di 3 passeggeri. Generalmente vengono guidate da adolescenti ma si usano per brevi tratti stradali.

 

VIAGGIARE IN CORRIERA

Ci si può spostare scegliendo corriere che fanno tappa anche in El Salvador, Belize, Honduras e Messico:

 

  • Fuente del Norte attraversa tutto il Guatemala arrivando fino a Belize City in Belize, da Rio Hondo raggiunge San Salvador a El Salvador e da Antigua arriva a San Pedro Sula (passando per Copán Ruinas) in Honduras. Per raggiungere il Messico al confine si cambia con la compagnia messicana ADO (www.ado.com.mx/)
  • Hedman Alas da Antigua e Città del Guatemala arriva in Honduras fermando a Copán Ruinas, Tegucigalpa, Siguatepeque, San Pedro Sula, La Ceiba, Tela.
  • Litegua da Antigua per Puerto Barrios passando per El Florido, il confine per raggiungere l’Honduras, e Rio Dulce per visitare Livingston.

 

Qualsiasi sia il veicolo scelto per muoversi in Guatemala non mancare di stringere amicizia con i locali. Sarà il bagaglio più prezioso che riporterai a casa.

 

Scopri la scuola di spagnolo a San Pedro la Laguna, imparare la lingua ti aiuterà a interagire con i locali

Prima di progettare un viaggio in qualche paese esotico, sarebbe buona regola consultare il sito della Farnesina Viaggiare Sicuri. In questo modo avrai un quadro generale della situazione politico-economica dello stato che andrai a visitare.

Il sito è nato proprio per informare i viaggiatori dell’attuale equilibrio sociale di una nazione estera. Sono elencati sia i paesi europei che quelli extraeuropei.

Home Page

 

La home page (www.viaggiarisicuri.it) presenta un mappamondo con due sezioni distinte:

  • Viaggiare Sicuri Informatevi
  • Dove Siamo nel Mondo

La prima sezione è dedicata a chi sta organizzando un viaggio per avere tutte le informazioni riguardo la meta scelta, compresi i documenti di viaggio e la profilassi da seguire.

La seconda, invece, è più specifica e curata dal Ministero degli Affari esteri. Qui puoi segnalare la vacanza per dare un aiuto in caso di crisi all’interno del paese.

Se avviene un attentato o una catastrofe naturale la Farnesina ha il tuo nominativo e sa che ti trovi lì in quel dato momento. È suddivisa in base al motivo del viaggio: turismo, lavoro, operatori umanitari o di cooperazione, media, sport, scuola, università e ricerca.

Cliccando all’interno di una di queste aree puoi iscriverti, aggiungere i tuoi dati e conoscere le news più recenti e le notizie dal mondo. Inoltre ci sono dei pratici documenti in pdf da scaricare per ottenere maggiori informazioni su come muoversi all’estero.

 

foto di un binario dentro un bosco

 

La pagina principale di Viaggiare Sicuri presenta una cartina con le varie segnalazioni di pericolo. Le indicazioni sono fatte in tempo reale e quindi sempre aggiornate. A fianco una pratica legenda illustra i vari tipi di pericolo.

Ci sono tantissime notizie utili per il tuo viaggio e cliccando sopra lo stato desiderato ne avrai di più specifiche. Conoscerai il fuso orario, le condizioni atmosferiche, la moneta e il tipo di religione.

Inoltre conoscerai le regole di sicurezza, le avvertenze, la mobilità e la situazione sanitaria. Per ogni argomento saprai che documenti servono e come fare a procurarli. Sarà molto utile per partire conoscendo in anticipo ogni informazione.

 

Dopo il sito della Farnesina viaggiare sicuri scopri altri utili suggerimenti:

Le isole veneziane di san Servolo san Clemente e la sacca Sessola sono diverse fra loro ma ognuna è accompagnata da una storia curiosa. Ti va di conoscerle?

Isola di San Servolo

 

L’isola di San Servolo si trova all’imbocco della porta del Lido di Venezia ed è di proprietà della provincia. Anticamente veniva usata come radar per le imbarcazioni nemiche e come deposito di barche in aggiunta all’arsenale.

Oltre a conservare le barche, le si metteva in mostra per dissuadere eventuali attacchi e mostrare in modo diretto la potenza della Repubblica. Un monito ai nemici.

Fu una delle prime ad essere abitate attorno al VII secolo. All’interno venne costruito un monastero che passò in varie epoche a proprietari diversi: prima ci fu l’ordine di San Cristoforo, poi quello di san Servolo e infine i Benedettini.

Questi ultimi, in particolare, erano dediti allo studio farmacologico e si interessavano alle piante officinali. Inoltre, si prodigavano a dare istruzione ai poveri, prendersi cura di loro e sostenerli.

La Repubblica Veneziana li premiò donando loro altre isole affinché si occupassero delle persone più bisognose. Fu anche grazie al loro contributo se la Serenissima prosperò in modo così edificante.

Dal XII al XVII secolo l’isola passò di proprietà alle monache benedettine. Alle quali si aggiunsero le monache domenicane e agostiniane in fuga da Creta, che a quel tempo apparteneva a Venezia, a causa dell’assalto dei turchi.

Infine nel 1715, dato che il numero delle occupanti era cresciuto in maniera smisurata, furono trasferite nei vari edifici in centro a Venezia.

 

isola di san servolo in lontananza dalla barca

Li vedi i due campanili?

 

L’isola rimase quindi disabitata.

L’idea della Repubblica era quella di adibirla a ospedale psichiatrico, ma il proseguire della guerra la rese di fatto sede di un ospedale militare. Solo nel 1725 fu possibile affiancare un ospedale psichiatrico, unico del genere al mondo.

L’idea fu rivoluzionaria. Il malato era sempre stato visto come una disgrazia, una sfortuna da nascondere. Il più delle volte venivano abbandonati da soli nelle strade, alla mercé di aguzzini che facevano di loro ciò che volevano.

La Repubblica ha sempre avuto un occhio di riguardo per i meno fortunati e per le categorie più deboli. Per questo si prodigava a trovare loro una soluzione. Fu in questo contesto che decise di aprire l’ospedale psichiatrico e di affidare i lavori di restauro a due grandi architetti dell’epoca.

Nel 1797 i francesi di Napoleone invasero la Repubblica e ne dichiararono la fine ma l’isola rimase pressoché inalterata. Con l’avvento degli austriaci invece si insediò un nuovo ordine: i Fate Bene Fratelli.

 

L’ordine nacque attorno il ‘500 da Giovanni di Dio, un portoghese che dopo essere stato ricoverato in manicomio ebbe un’illuminazione e capì che il suo destino era quello di aiutare gli altri. Per questo girava per le strade di Granada urlando “fate bene ai vostri fratelli”. Da lì, il nome dell’ordine. 

 


 

Si occupavano di piante officinali e in particolare curavano le malattie veneree. La maggior parte dei malati, infatti, avevano più necessità di curare un deficit piuttosto che una vera e propria malattia mentale.

Ma la scoperta sensazionale fu quella di vedere miglioramenti solo affidando ai malati dei compiti da svolgere piuttosto che curarli con i metodi tradizionali.

Questo tipo di approccio fu di ispirazione anche a Franco Bisaglia, che di fatto decise nel 1978 di chiudere i manicomi per aprire, appunto, centri di recupero.

Oggi l’ospedale non esiste più ma è rimasta la struttura con i due campanili, cinque ettari di isola e di verde pubblico, atelier creativi e sedi staccate dell’Università.

 

Ancora oggi esiste il detto a Venezia “ma vientu fora da i do campanii?” (vieni dall’isola dei due campanili?) per dire a qualcuno che è un po’ matto.

 

All’interno c’è anche il museo della Follia, patrocinato dalla Fondazione San Servolo, con due visite guidate al giorno solo su prenotazione. Con l’ingresso si può visitare anche l’antica farmacia e la biblioteca.

Il giardino e alcune parti dell’edificio possono essere affittate per feste o eventi privati. Si può raggiungere l’isola con il traghetto della linea 20 da piazzale san Marco.

 

 

griglia sulla finestra a san servolo

 

Isola di San Clemente

 

Si trova in un punto strategico nel quale sfociava una delle diramazioni del fiume Brenta. I nobili che transitavano in quel punto per raggiungere Venezia si fermavano sull’isola facendola diventare un centro di accoglienza.

Verso la seconda metà dell’anno 1100 fu fondato un ospitale, una zona di riposo per chi partiva o andava in Terra Santa. Era gestita dagli agostiniani mentre più tardi subentrarono i Frati della Carità, ordine famoso a Venezia che abitavano nell’edificio che oggi fa parte delle Galleria dell’Accademia.

Accoglievano indifferentemente sia pellegrini che nobili veneziani alla ricerca di un angolo di spiritualità. Era anche conservato nell’isola la reliquia di Sant’Agnano, primo grande discepolo di San Marco, poi trasferita in città.

Nel 1613 passa ai Camaldolesi mentre, successivamente, diventa una sede staccata dell’ospedale psichiatrico di San Servolo. Qui venivano ricoverate le donne mentre a San Servolo gli uomini. Entrambe le isole veneziane erano riconosciute come ospedali psichiatrici.

Oggi è un struttura ricettiva svizzera che lavora per una compagnia Turca. L’hotel a 5 stelle superior si chiama Kempisky e si può raggiungere solo da ospiti oppure se si affitta una parte della chiesa o del giardino.

Non esistono mezzi pubblici che la raggiungono. L’isola si estende in un viale di gelsi con dei belvederi, una piscina, un campo da golf di 9 buche, stagni e ninfee e un centro benessere. Dovrai soggiornare nella struttura per poter entrare e quindi farti portare da un taxi.

 

veduta sull'isola di san clemente

 

Sacca della Sessola

 

La sacca è un’isola artificiale che veniva costruita utilizzando i detriti portati dai fiumi Brenta o Piave. In questo caso furono usati i materiali degli scavi della stazione marittima di Dorsoduro.

La Sessola è il nome in dialetto del mestolo che si usa per raccogliere la farina o altri ingredienti. La sua forma, inoltre, richiama vagamente l’arnese citato.

Si tratta di una delle isole veneziane artificiali più recenti e ricopre una circonferenza di 30 ettari. Metà è costituita da edifici e l’altra metà dal giardino. Scelsero proprio questa posizione per una valida confluenza dei venti che rende l’aria particolarmente salubre.

La sua esistenza iniziò come deposito carburanti ma ben presto si convertì a ospedale, prima militare nel 1914 e poi come sanatorio negli anni ’30.

Con il tempo diventò un’eccellenza internazionale proprio grazie all’aria e alla presenza di certi alberi che ne miglioravano ulteriormente il valore benefico.

Furono introdotti l’acquedotto, 7 orti con piante di ogni tipo, un cinema, la villa del direttore della struttura e le case degli infermieri. Venne edificata anche una chiesa in stile neogotico.

Oggi appartiene alla compagnia Marriott che l’ha trasformata in un hotel a cinque stelle. Non si chiama più sacca sessola ma “Isola delle Rose”.

 

una delle isole veneziane: la sacca sessola

 

Se vuoi conoscere altre isole veneziane ti consiglio di leggere anche questi articoli:

 

 

 


*** VIAGGIO NEI SENSI ***

 

Praticamente impossibile lasciarsi andare alla flånerie e anche scoprire il vero Genius Loci nelle isole veneziane perché modificato in modo irreparabile nel corso dei secoli.

Rimane però il sentore di un passato. Quante persone avranno solcato queste isole? Impossibile dirlo ma sicuramente ognuno di loro avrà lasciato la sua impronta.

Ed è per questo che ogni cosa ti apparirà viva, tangibile, quasi si muovesse da sola. Sentirai la salsedine e le voci in lontananza perché queste isole fanno anche da cassa di risonanza per le altre più vicine.

Penserai ai grandi fiumi veneti e alla strada che hanno fatto per portare i loro detriti e magari lasciare germogliare qualche fiore o qualche pianta, nati da un seme che ha deciso di allontanarsi e vivere distante dalla terra ferma, come se volesse allontanarsi da noi uomini, da sempre amici e nemici della natura. Un pomodoro rosso, di consistenza forte, che non sa di essere di Belluno, ma che ha preso il sapore salato del mare. 

 

Musica consigliata: Rondò Veneziano

Lettura consigliata: Morte a Venezia di Thomas Mann

Bobotie è una specialità sudafricana e anche della Namibia che prevede come ingrediente principale la carne di manzo. Vorresti assaggiarlo?

Si tratta di un semplice pasticcio di carne ma avvolto da spezie aromatiche profumate che evocano i rossi tramonti africani grazie anche alla presenza del peperoncino.

 

 

Ingredienti 

 

Spezie, un cucchiaino di:

  • cardamomo;
  • curry;
  • peperoncino in polvere;
  • coriandolo.

Vari ingredienti:

  • Sale e pepe quanto basta;
  • panino morbido al latte;
  • 1 chilo di carne di Manzo di alta qualità;bobotie
  • mezzo spicchio di aglio e una cipolla;
  • 2 uova intere;
  • 250 millilitri di latte parzialmente scremato;
  • Olio di oliva quanto basta;
  • 100 grammi di mandorle.

Frutta:

  • mezza banana o una dipende dalla grandezza;
  • una confezione piccola di uva sultanina secca;
  • 3 cucchiai di succo fresco di limone;
  • 2 cucchiai di marmellata di albicocca o pesca;
  • mezzo mango.

 



 

Bobotie procedimento:

 

La prima operazione da fare per preparare un ottimo Bobotie è quella di tagliare a cubetti la carne nella misura che si preferisce. Successivamente prendere il frullatore e immergerlo per metà nel latte a temperatura ambiente per poi aggiungerlo alla carne. Dovrà essere fatto anch’esso a cubetti rispettando la dimensione del manzo.

Nel frattempo lasciare rosolare con un po’ di olio di oliva all’interno di una padella antiaderente l’aglio e la cipolla. Quando saranno ben dorate aggiungere la carne con il pane e lasciarli friggere per almeno una decina di minuti. Aggiustare di sale e pepe.

Controllare continuamente la cottura aggiustando i fuochi se necessario. La carne deve risultare scura su ogni lato prima di aggiungere le spezie, le mandorle, il succo di limone e la marmellata. Lasciare cucinare per altri 5 minuti.

 



 

Mettere il composto in una teglia da forno e aggiungere la banana tagliata a rondelle e il mango a pezzetti in modo che si distribuiscano uniformemente fra la carne.

In una ciotola sbattere le uova con il latte e aggiungere sopra il composto all’interno della teglia. Mettere la teglia dentro il forno a una temperatura di 180 gradi per almeno 30 minuti fino alla cottura completa.

L’aspetto del bobotie dovrà essere dorato e la frutta dovrà essersi quasi sciolta prima di far uscire la teglia dal forno.

L’accostamento carne e frutta sarà difficile per molti in quanto non si è abituati nella cucina italiana ad avere sapori dolci e salati assieme. Ma ti assicuro che il gusto è piuttosto bilanciato e ottimale anche per chi non è abituato ai piatti etnici. Puoi sostituire le spezie con quelle che più ti piacciono e ti identificano e puoi ridurre le quantità della frutta se risulta troppo fastidiosa.
In ogni caso buon appetito!

Nellie Bly la giornalista americana che sfidò Phileas Fogg. Di chi sto parlando? Preparati a scoprire una bellissima storia.

Ti presento Nellie Bly

 

Nellie Bly era una ragazza americana dal carattere forte e determinato. Fin da piccola si era sempre posta l’obiettivo di vivere senza l’aiuto di un uomo. Sognava di mantenersi da sola e di non dover dipendere da nessuno.

 

Sullo sfondo c’è sempre un uomo che ha deciso del destino di una donna. Vorrebbe essere libera. Dimostrare a tutti che una donna con le sue sole forze può farcela. (Dove nasce il vento: Nellie Bly, a free american girl – Nicola Attadio)

 

Riuscì a realizzare i suoi sogni diventando la prima donna reporter lavorando per John Cockerill il direttore del “New York World” di Joseph Pulitzer. Il suo primo incarico fu quello di fare un’inchiesta, sotto copertura, a Blackwell Island, il manicomio femminile di New York.

Rimase una settimana, fingendo di essere una donna ricoverata e raccogliendo più informazioni possibili. Quando uscì l’articolo, l’opinione pubblica rimase sconvolta dalle condizioni nelle quali vivevano le donne internate e Nellie salì nell’olimpo dei giornalisti.

Diventò Nellie Bly la giornalista americana che sapeva scrivere al pari degli uomini. 

La sua seconda rocambolesca avventura da reporter fu quella di sfidare Phileas Fogg, l’indimenticabile personaggio ideato da Jules Verne nel suo capolavoro “Il giro del mondo in 80 giorni“. Una rivale della rivista Cosmopolitan fece il giro contrario per arrivare prima ma gli occhi rimasero puntati sempre su di lei.

Ti presento Phileas Fogg

 

Phileas Fogg è un personaggio di fantasia partorito dalla mente creativa di Jules Verne. Assieme al suo maggiordomo Passepartout, il lord inglese partì per un’avventura al limite dell’incredibile: fare il giro del mondo in 80 giorni.

Dopo varie peripezie e nuove amicizie, l’uomo ritornò vincitore a Londra dimostrando al mondo vittoriano la sua capacità e destrezza nell’aggirare i numerosi ostacoli.

 

L’autonomia e la dignità hanno un costo che vale la pena pagare. (Dove nasce il vento: Nellie Bly, a free american girl – Nicola Attadio)

 

Lo stesso Jules Verne volle incontrare Nellie Bly durante il suo passaggio a Parigi per complimentarsi con la sua audacia. “sfidare un personaggio letterario” com’è scritto nel libro di Nicola Attadio dedicato a Nellie Bly ” significa sfidare innanzitutto un’idea. Significa dimostrare che una donna senza un uomo può battere un record di un viaggiatore inesistente”.

 


 

Il viaggio di Nellie Bly contro Phileas Fogg

 

La prima tappa fu Londra. Da lì passò per Parigi per incontrare i coniugi Verne che la salutarono con un festoso “Good luck, Nelly Bly”. Poi scese a Brindisi ma l’Italia non la conquistò del tutto.

Salpò sul piroscafo Victoria in direzione dell’isola di Ceylon dove si scontrò con la personalità compita degli inglesi. Attraversò il canale di Suez e raggiunse Aden, nello Yemen. Rimase folgorata dalla bellezza delle donne yemenite così diverse ma fiere rispetto alle donne occidentali.

La meta successiva fu il continente asiatico ma il Nepaul,, l’imbarcazione che aveva prenotato, partì in ritardo. Il viaggio fu compromesso?

Fortunatamente con 5 giorni di ritardo la nave fece tappa a Penang in Malesia, poi a Singapore e infine, il 23 dicembre a Hong Kong, arrivando addirittura con due giorni di anticipo rispetto ai piani.

Con l’Oceanic raggiunse Yokohama in Giappone, per l’ultima tappa del suo viaggio prima di approdare a San Francisco con un tempo di 13 giorni, 14 ore e 5 minuti. Così Nellie in meno di 80 giorni, 72 per l’esattezza, aggiunse un’altra tacca alla sua carriera. Nessuna poté eguagliarla, il mondo era ai suoi piedi.

Ancora una volta regina indiscussa delle testate giornalistiche. Una folla festosa la accolse. Nellie Bly la giornalista americana vivrà numerose altre avventure da reporter ma questa sarà quella per la quale verrà ricordata e osannata dal pubblico.

 

Letture su Nellie Bly per approfondire:

Oggi ti voglio lasciare tutte le informazioni su Arte Sella, un museo a cielo aperto nelle valli del Trentino, dove l’arte è di casa. Salendo da Borgo Valsugana ci si inerpica sulle valli a ridosso dell’Altopiano dei Sette Comuni. L’aria si fa rarefatta e il ronzio delle api si fa sempre più acuto.

Piano piano si iniziano a incontrare le prime abitazioni e il panorama si fa largo fra i boschi. Si sale per raggiungere la Val di Sella, un luogo incantato ricco di meraviglia.

 

percorso verde ad Arte Sella, piccolo giardino

Borgo Valsugana

 

Il paese è famoso per aver ospitato lo statista Alcide de Gasperi, fondatore della Democrazia Cristiana, firmatario della Costituzione Italiana e Primo Ministro della prima Repubblica Italiana. Aveva trasformato val di Sella come suo rifugio personale, riposandosi in una casetta immersa nel verde brillante dei prati che colorano la valle.

Il paese vorrebbe quindi contraccambiare e dedicargli un museo nel quale conservare una delle tre copie della Costituzione italiana con le firme autentiche e oltre 1500 libri di proprietà del politico. Al momento l’unico museo a lui dedicato è la sua casa natale che si trova sempre nella Valsugana ma a Pieve Tesino.

 

installazione in vetro fra gli alberi

 

Val di Sella

 

Si tratta di una superficie di 6000 ettari tra prati e boschi dove scorre il torrente Moggio, uno dei numerosi affluenti del fiume Brenta e si trova a un’altitudine di 900 metri.

Le abitazioni sono molto particolari a causa della forma stretta e allungata con altrettante finestre lunghe e strette. I balconi di colore azzurro gareggiano con il verde brillante dell’erba.

Si racconta che molti animali selvatici vivano da queste parti ma, essendo molto schivi e timidi, difficilmente si lascino incontrare dagli umani.

Per questo sono nate delle installazioni in legno, opere degli artisti di tutto il mondo, che ritraggono le loro presenze mentre si muovono nel silenzio della valle. L’idea è poi cresciuta dando vita ad Arte Sella.

 

 

chiocciola gigante in legno

 

Arte Sella

 

Il nome intero è Arte Sella – The Contemporary Mountain (la montagna contemporanea) ed è una fusione di nomi che si rifà al connubio fra arte e natura.

Un museo a cielo aperto che lascia siano gli agenti atmosferici e la naturale vita del bosco a modellare in modo perpetuo e ininterrotto le installazioni artistiche presenti.

Quando l’uomo e la valle entrano in sintonia si aprono dei scenari fantastici: l’essere umano da l’idea e la natura contribuisce ad abbellire con la sua magia evocativa.

Il percorso si snoda in tre passaggi:

  • Giardino di Villa Strobele
  • Percorso ArteNatura
  • Area di Malga Costa e Cattedrale Vegetale.

 

Villa Strobele è l’inizio del percorso. Si trovano i parcheggi sulla sinistra e vi si accede iniziando da subito per ammirare le esposizioni. Ci sono delle bellissime riproduzioni di cervi che si vedono anche passando in macchina. Tempo di visita 20 minuti.

Si prosegue attraversando il Percorso ArteNatura dove si entra nel bosco per ammirare sia la bellezza naturale che quella umano-artistica. Opere dislocate in vari punti portano il visitatore fino al biotopo in cui vivono molto specie di volatili e anfibi. Durata del percorso circa due ore.

Se si ha la macchina o con una passeggiata di 30 minuti circa si raggiunge l’ultimo spazio espositivo: l’area di Malga Costa e Cattedrale Vegetale. Il percorso di visita dura circa 45 minuti e tra colline, percorsi fra alberi e installazioni si visita la parte più alta della valle.

Il pezzo forte è la Cattedrale Vegetale, un’opera nata nel 2001 e ideata da Giuliano Mauri. Il progetto è quello di creare una vera e propria cattedrale di carpine ed evocare un luogo di culto in un luogo altrettanto suggestivo come a indicare che la sacralità si esprime nella natura e in tutto ciò che ci circonda.

 

campana lungo il percorso

L’entrata è di 8 euro e comprende una riduzione per visitare il Mart – Museo di Arte Contemporanea di Rovereto.

Una volta terminata la visita al museo Arte Sella non ti rimane che fare una piccola pausa. Proprio all’uscita c’è il ristorante dall’Ersilia dove puoi assaggiare il famoso “Stecco del Trentino“.

Si tratta di un semplice gelato al latte delle mucche trentine ricoperto da cioccolata, amaretto o nocciola. Una specialità casalinga con il prodotto principe del territorio.

Se hai alcuni giorni a disposizione ti consiglio di ritornare e fare uno dei numerosi percorsi che si inoltrano nella valle oppure approfittare di qualche evento promosso dall’associazione che gestisce il parco stesso.

 

statue in legno a forma di lupo che sembrano vere

 

Cosa puoi vedere ancora in Trentino Alto Adige?

 

 

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

Puoi fare della flânerie all’esterno del percorso di Arte Sella anche se non sei esattamente in città. La natura a suo modo crea delle geometrie e dell’architettura per organizzare i suoi spazi. 

Il Genius Loci di Arte Sella è la forza del bosco che permette un costante rinnovamento e un continuo senso di rinascita. Crea la vita e la spezza, seguendo un percorso non tracciato che gira intorno a sé stesso. Siamo noi che vorremmo fermare questo processo ma ciò non è possibile e Arte Sella è lì a ricordarcelo.

I sensi sono richiamati dai dettagli, in particolare la vista, l’olfatto, l’udito e il tatto. Mentre il gusto rimane puro ed essenziale. All’interno l’essenza stessa della valle: la fatica, la natura e il ciclo delle stagioni. 

Musica consigliata: Signore delle Cime

Lettura consigliata: Alpi Ribelli di Enrico Camanni

Recensione Air Europa: la compagnia spagnola che viaggia prevalentemente dall’Italia all’America latina compresa la zona caraibica. Ma possiamo tranquillamente aggiungere fra le sue rotte anche l’Europa, la Spagna, l’Africa, il Medio Oriente, l’Asia e l’Oceania.

Un’azienda solida che viaggia praticamente in ogni parte del mondo dotata di mezzi moderni, comodi e di un personale gentile e competente.


 La mia esperienza

 

Ho viaggiato con Air Europa da Venezia a Madrid e poi da Madrid a Cancun. L’orario di partenza è stato ottimo per organizzarmi a raggiungere con i mezzi pubblici l’aeroporto Marco Polo.

Una volta arrivata all’aeroporto Barajas di Madrid ho avuto due ore di scalo per raggiungere il terminal 2, fare il controllo bagagli e trovare il gate.

Non prendere sotto gamba il tempo a disposizione. Di solito si arriva al terminal 4 e da lì a piedi bisogna raggiungere il terminal delle partenze internazionali che dista circa 40 minuti a piedi.

In alternativa, se non hai molto tempo a disposizione, ti conviene prendere il bus esterno che fa un giro ad anello fra i vari terminal.

Comunque le due ore mi sono bastate per raggiungere il terminal, fare il controllo bagagli e anche pranzare.

Sono arrivata  e partita in orario senza disagi particolari. Hanno servito una cena discreta e spesso passavano con le bottiglie d’acqua chiedendo se qualcuno volesse bere.

Vengono consegnate le cuffiette ma se si vuole vedere un film bisogna pagare una quota (almeno questo due anni fa). I sedili sono reclinabili e abbastanza comodi anche nella classe turistica. In dotazione viene data una coperta e un cuscino anche se il viaggio è fatto durante il giorno.

Recensione Air Europa decisamente positiva per il servizio e il volo in generale. E tu hai trovato qualche punto su cui recriminare?

 

foto di messicani in barca durante la pesca

 

Sito Air Europa

Essendo il sito in spagnolo anche se inseriamo la lingua italiana le destinazioni di viaggio devono essere scritte nella lingua spagnola. Per esempio se vuoi partire da Venezia, all’interno dello spazio della partenza dovrai scrivere Venecia.

Mentre le destinazioni internazionali di solito sono corrispondenti a ciò che utilizziamo anche noi in italiano: Miami è Miami, Rio de Janeiro rimane uguale, eccetera.

Per fare una prenotazione basterà seguire i passaggi, inserire i dati del documento di viaggio e attendere la conferma che arriverà tramite email. Nel caso non dovessi riceverla, com’è successo a me, ti basterà contattare il servizio clienti al numero 02 89 07 17 67.

Potrebbero passarti la sede centrale a Madrid per risolvere il problema ma parlerai comunque con una telefonista in italiano.