Lo sai che puoi viaggiare nella zona blu e vivere più a lungo della media mondiale grazie ai benefici influssi energetici presenti? Starai pensando che abbia preso un colpo di sole, date le temperature cocenti, ma ti assicuro che esiste per davvero.

 

La Blue Zone

 

Sono stati i ricercatori Gianni Pes e Michel Poulain a scoprire questo particolare effetto durante i loro studi sulla crescita demografica. Volevano ottenere dei risultati concreti sulla correlazione tra longevità e crescita. Hanno così scoperto delle zone specifiche in cui gli abitanti vivono più a lungo rispetto la media mondiale.

Le aree interessate sono state identificate come Blue Zones e comprendono uno specifico territorio in cui l’aspettativa di vita supera di gran lunga quella generale. Blu è stato preso dal colore del pennarello usato per tracciare le aree.

A sorpresa, secondo la tesi pubblicata su Experimental Gerontology dagli studiosi, la città più longeva si trova proprio in Italia e in particolare a Nuoro, nella bellissima isola sarda. Qui, infatti, vive la più alta concentrazione di ultracentenari, seguita dall’isola giapponese di Okinawa. Sono state tracciate anche la città di Nicoya, in Costa Rica, l’isola di Icaria in Grecia e la comunità di avventisti di Loma Linda in California.

 

foto di ultracentenari

 

I segreti della longevità

 

Le caratteristiche che contraddistinguono queste zone sono non solo la longevità degli abitanti, ma anche la difficoltà a contrarre malattie o avere dei deficit immunitari e cognitivi.

Quindi le persone che vivono in questi territori hanno una vita lunga e sana. A questo punto viene spontaneo chiedersi quale sia il loro stile di vita e se c’è una somiglianza fra le diverse popolazioni. Secondo gli studi e le risposte date dagli interessati i loro segreti si ridurrebbero a dei semplici consigli validi per tutti:

 

  • Niente fumo
  • Ridotto consumo di carne a fronte di un maggiore apporto di legumi
  • Frutta e verdura coltivate in modo naturale
  • Attività fisica giornaliera e costante  (senza strafare)
  • Fulcro principale della vita la famiglia e massima importanza data alle relazioni sociali
  • Sentire di essere parte di una comunità in modo attivo e propositivo.

Segreti conosciuti da tutti eppure c’è chi sostiene possa essere merito di influssi energetici favorevoli. Un microclima salutare che favorisce il benessere generale.

Va da sé che viaggiare nella zona blu possa portare dei vantaggi anche ai visitatori che possono in questo modo scoprire in loco e carpire i segreti di un’esistenza soddisfacente,  felice ma soprattutto intensa.

sfumature del mare

Sfoglia gli altri suggerimenti di viaggio:

Il giardino Bolasco a Castelfranco Veneto è uno di quei parchi che non ti aspetti, collocato in centro città in zona Borgo Treviso. Attualmente appartiene all’università di Padova che permette l’accesso ai visitatori durante il fine settimana, nei giorni di sabato, domenica e festivi.

Il costo di ingresso è di 3,00 € ma gratuito a chi risiede nel comune di Castelfranco Veneto. Ci sono delle regole ferree da seguire atte a preservare l’integrità del parco stesso.

Per esempio, l’accesso è vietato ai cani, se non a quelli per i non vedenti, non si possono calpestare i prati e il lago non è balneabile perché non sorvegliato.

Ti potranno sembrare eccessive ma queste limitazioni permettono ai visitatori di vivere il giardino Bolasco a 360 gradi, gustando la quiete del luogo e la sua naturale bellezza.

villa bolasco

 

La villa

 

Il complesso villa e giardino appartenne alla famiglia Corner durante il periodo del seicento. La loro idea fu quella di adattare alla villa un giardino all’italiana denominato “il Paradiso”.

Per fregiare il complesso si affidarono all’artista bassanese Orazio Marinali e alla sua bottega, i quali crearono ben 52 statue collocate su piedistalli e due destrieri databili fra il 1684 e il 1697.

In epoca ottocentesca la proprietà passò al conte Francesco Revedin che cambiò completamente la struttura del parco. L’attuale conformazione del giardino è rimasta pressoché uguale dalla sua riorganizzazione fatta fra il 1852 e il 1865.

Oltre alla villa, oggi adibita a sala conferenze e altre attività ludico-educative, si può visitare una serra in stile moresco a forma semicircolare, due ponti, un bellissimo esempio di cavana per il ricovero delle imbarcazioni con relativi laghetti, due colombare e un antico maneggio.

La villa all’interno presenta un salone da ballo affrescato da Giacomo Casa da Conegliano, uno scalone dai colori tenui denominato “lo scalone del Meduna” e le scuderie esaltate da materiali insoliti come la ghisa e il ferro.

 

statua di orazio marinali al giardino bolasco

 

Il giardino

 

Il conte Revedin si affidò all’architetto Giambattista Meduna per la sistemazione del parco, il quale a sua volta si fece consigliare da Marc Guignon e Francesco Bagnara.

Assieme ripopolarono il parco con oltre mille piante e progettarono il maneggio assecondando una delle più grandi passioni del proprietario. L’idea fu rivoluzionaria in quanto pensarono al maneggio come a un anfiteatro contornato dalle statue del Marinali disposte in forma circolare.

Le statue rappresentano il mito, l’allegoria e la storia che si rifanno alle arti figurative in voga nel periodo del ‘500. All’entrata dello stesso, i meravigliosi destrieri collocati su alti piedistalli, accolgono i visitatori donando un insieme unico e ricercato.

L’aspetto, nella sua totalità, crea un’immagine elegante e sfarzosa che rimane visibile ancora oggi nonostante l’usura del tempo. Fra le varietà di piante presenti nel parco spicca il particolare Cipresso Calvo con le sue radici che crescono in verticale e a forma conica, nei pressi del lago.

 

biglietto di entrata al giardino bolasco a castelfranco veneto

 

Informazioni utili

 

Nel sito del giardino Bolasco puoi seguire la guida online per avere informazioni in diretta sulla storia, l’esatta collocazione e rappresentazione delle statue e la spiegazione sui diversi tipi di alberi. Trovi il QR code direttamente sul biglietto di ingresso per accedere alla guida.

In caso di maltempo il parco rimarrà chiuso pertanto è consigliabile contattare il numero +39 049 8273939 attivo dalle 9 alle 17, sabato e domenica compresi.

Lo stesso numero serve per prenotare le visite guidate oppure si può scrivere all’indirizzo email: prenotazioni@villaparcobolasco.it.

La visita guidata può essere prenotata anche in loco per un totale di 6 € a persona secondo gli orari preventivati. L’esatta collocazione dell’entrata la trovi a questo link:

 

Aggiornamento Covid-19:

Il giardino Bolasco si accede solo su prenotazione il sabato, la domenica e nei festivi, dalle 10 alle 19. Gli accessi saranno contingentati: 120 ingressi per ciascuna ora e un massimo di 500 persone presenti contemporaneamente.  Per informazioni e prenotazioni: 049.8273939.

 

 

Cosa vedere nei pressi di Castelfranco Veneto?

 



 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

E per quanto riguarda il Genius Loci? Può nascondersi all’interno di un’antica residenza? Secondo me sì, soprattutto se racconta le vicende di una famiglia nel corso dei secoli. 

Non conosco i proprietari pertanto non posso tracciarne un profilo definito ma deve essere audace, forte e coraggioso. Sicuramente è aiutato dalla natura vivace che lo nasconde e preserva. 

I 5 sensi sono permeati dallo spirito degli alberi e sono spinti a dare il massimo per assaporare ogni possibile beneficio. L’obiettivo è uscire dal parco ritemprati e in pace.

L’unica a non poter essere goduta è la flânerie ma basterà spostarsi in città per sentire quel fremito che contraddistingue in modo ben definito noi irrequieti flâneurs!

Musica consigliata: Nuvole bianche – Ludovico Einaudi

Lettura consigliata: Shinrin Yoku – Annette Lavrjisen

Il pane tedesco Bretzel lo avrai sicuramente assaggiato durante un viaggio in Germania o in occasione dell’Oktoberfest a Monaco di Baviera.

La sua forma ad anello permette di essere infilato in un espositore sopra i banconi dei bar o nelle vetrine dei panifici e, a volte, li trovi decorati con il formaggio, i semi o i salumi.

L’origine della ricetta risale al ‘600 quando i monaci lo preparavano nel periodo della Quaresima e li regalavano ai bambini che imparavano a memoria i versi e le preghiere della Bibbia. La forma, infatti, rappresenta nei tre buchi, la trinità.

Alle origini l’impasto era più crudo ma poi un marinaio in viaggio verso l’America si addormentò durante la preparazione. Non ricordandosi se li aveva già cotti, li cucinò un’altra volta dando vita alla ricetta moderna.

 

INGREDIENTI

 

250 ml di acqua

Mezzo chilo di farina tipo 0

birra gigante in uno stand25 grammi di lievito di birra

30 gr di burro

1 cucchiaino di zucchero semolato

2 cucchiaini di sale fino

1 cucchiaio di sale grosso

3 cucchiai di bicarbonato di sodio

 

PREPARAZIONE

 

Per prima cosa sciogliere il lievito in un bicchiere d’acqua con il cucchiaino di zucchero. Una volta sciolto unire la farina con il lievito ed amalgamare.

A seguire aggiungere sale fino e burro che avremo precedentemente fatto ammorbidire a temperatura ambiente.

Quando avrà una consistenza compatta e omogenea lo lasceremo riposare per un’ora all’interno di una terrina ricoperta da un panno di cotone.

Trascorso il tempo si riprenderà l’impasto andando a formare filoncini di circa 50 centimetri. Vanno tenuti  larghi al centro e poi ripiegate le estremità fino a intrecciatele.

Intrecciarle per la seconda volta fino a ottenere la classica forma ad anello tipica del pane tedesco Bretzel. Preparare una teglia oliata o provvista di carta forno e adagiarli sopra.

Lasciare riposare in frigo per un’altra ora. Da freddi vanno fatti annegare in una pentola di acqua bollente con all’interno il bicarbonato per 30 secondi.

Il pane tedesco bretzel va scolato in modo accurato prima di cuocerlo in forno per circa 15/20 minuti a 220°C e aggiungere sopra all’impasto, a gradimento, del sale grosso.

Come prenotare le vacanze all’ultimo minuto avendo ricevuto in ritardo (come ogni anno) il prospetto delle ferie al lavoro? Senza lasciarci sopraffare dalla rabbia per l’inconveniente, urge trovare un metodo che ci permetta di cercare velocemente una soluzione viaggio.

Come possiamo fare? Seguendo i passaggi che ti suggerisco nell’articolo 😉

Piacere, mi chiamo Kayak

 

Se non conosci ancora il sito di comparazione di voli Kayak, accendi il computer perché è arrivato il momento di fare le presentazioni.

Accedendo da questo link ti ritroverai nella sezione Explorer del portale. Ti consiglio di farlo tramite desktop piuttosto che dal telefono è molto più agevole.

Inserisci in alto a sinistra l’aeroporto di partenza e in alto a destra l’intervallo di tempo che preferisci, il mese o le date più o meno flessibili. Subito sotto puoi indicare l’orario del volo, il budget massimo e il numero degli scali.

Avrai così una panoramica completa dei voli e dei prezzi suddivisi per nazioni e città e a te basterà scegliere quella più economica e adatta ai tuoi gusti. Una volta trovata ti basterà seguire il processo di prenotazione o rivolgerti direttamente alla compagnia aerea in questione.

Quando avrai scelto la meta non ti rimarrà che consultare i canali per le strutture ricettive come Booking, Airbnb, Hotels, Trvl, eccetera. In aggiunta puoi usare dei siti che fanno comparazioni di prezzo come Hotels Combined o Trivago.

 

vacanze al mare

 

Ma io non voglio organizzare il viaggio

Potrebbe darsi che, essendo agosto, tu voglia essere servito e riverito, senza dover muovere un dito per creare una vacanza. Non ti rimane allora che consultare i siti specifici per i villaggi vacanze come Yalla Yalla, Blu Vacanze, Edenviaggi, eccetera.

Rispolvera paletta, secchiello e gonfiabile. Tra l’altro quest’anno se vuoi essere alla moda dovrai procurarti questi:

Qualcosa di più avventuroso?

Certamente! Se sei da solo o in compagnia consulta i siti consigliati in un altro articolo che ho scritto (lo trovi qui). In sostanza ti aggreghi come hanno fatto altre persone dando vita a un gruppo di viaggio. I tour proposti sono differenti e selezionati in base ai tipi di viaggiatori e all’età.

Altro di originale?

Ovvio! Potresti quest’anno dormire in una casa sull’albero, all’interno di un carro, in una bolla, eccetera. Dai un’occhiata a questi siti ci sono tantissime sorprese per te:

 

come prenotare all'ultimo minuto e all'avventura

 

Considera anche Airbnb: a volte offre delle soluzioni veramente particolari e uniche caratterizzate da ogni comfort oltre che esperienze fuori dall’ordinario.

Ora puoi smettere di ripetere a te stesso come un mantra: “come prenotare le vacanze all’ultimo minuto? La soluzione ce l’hai a distanza di pochi click!

I miei luoghi per ricaricare le batterie e fare quindi della sana digital detox si trovano nei boschi, al mare o in campagna. La maggior parte di noi passa molto tempo davanti al computer, per lavoro, o connesso a internet per diletto.

Una miriade di informazioni attraversano il nostro cervello fino quasi a renderlo saturo. Troppi stimoli risultano infatti deleteri perché resi sterili dalla sovrabbondanza.

Lo stesso multitasking viene considerato nocivo in quanto sparpaglia la nostra attenzione in vari progetti senza renderla creativa. Un atteggiamento del genere, inoltre, richiede un grande dispendio di energie in termini intellettuali.

Ecco perché diventa necessario trovare dei luoghi dove ricaricare le energie e disintossicarsi da internet, ma soprattutto dai numerosi social.

I MIEI LUOGHI DOVE RICARICARE LE BATTERIE

 

Sono essenzialmente tre i luoghi in cui sento le mie energie rifiorire e si trovano in prossimità del mare, della montagna e della campagna.

Una specie di sodalizio con la natura capace di riattivare la concentrazione, i cinque sensi e l’ascolto dei nostri desideri più reconditi.

Per fare ciò, di solito, mi faccio aiutare da tre attività che favoriscono ognuno in modo diverso il benessere psico-fisico:

  • Forest Bathing conosciuta come bagno di foresta, Shinrin Yoku o silvoterapia
  • Yoga
  • Meditazione

 

Forest Bathing

La Forest Bathing deriva da una pratica giapponese chiamata Shinrin Yoku e richiede semplicemente un attenzione che richiama tutti i sensi.

Si devono osservare i dettagli della natura, tramite una passeggiata fatta senza fretta, cogliendo l’impermanenza delle cose, fatte per esserci e poi svanire.

Allo stesso modo possiamo rapportare la vita e i nostri pensieri: un moto perpetuo in continuo cambiamento. La sola vicinanza alla natura serve a ridurre lo stress e quindi il nostro corpo rilascia endorfine che calmano anche la nostra mente.

Un vero toccasana per chi ha bisogno di staccare la spina e abbandonare temporaneamente ogni pensiero disturbante e spiacevole. I luoghi in cui mi dedico a questa attività sono:

Yoga

Lo yoga è una disciplina di origine indiana e sta prendendo sempre più piede in Occidente grazie ai suoi poteri terapeutici. Può vantare di una sapienza millenaria che nel corso dei tempi non ha perduto la sua efficacia.

Non è una semplice ginnastica ma una filosofia che abbraccia mente e corpo. La stessa parola yoga in sanscrito significa unione tra la nostra coscienza e quella universale. I luoghi dove ricarico le batterie facendo yoga sono in campagna e precisamente:

 

equilibrio con gli omini

Meditazione

La meditazione rientra sia nella filosofia yogica che nel Buddhismo e proprio questa duplice appartenenza ha dato vita a diversi modi di meditare.

Esiste la mindfulness creata appositamente dal monaco vietnamita Thich Nhat Hành, la meditazione vipassana fatta in origine dal Buddha per risvegliarsi, la meditazione Trascendentale nata dalla tradizione vedica e importata da Maharishi Mahesh Yogi, fra le più conosciute.

In sostanza si tratta di sedersi e porre l’attenzione all’interno di noi stessi. Laddove nella forest bathing i sensi vengono attivati per osservare l’esterno, la meditazione richiede invece la ritenzione dei sensi che devono essere “chiusi” per osservare l’interno.

Sembra facile ma non lo è… Richiede un allenamento quotidiano e consapevole. Dove preferisco fare meditazione? Al mare, in connessione con le onde che si infrangono per poi si dispersi nuovamente al suo interno. Più esattamente:

La super proteica colazione irlandese è indicata a tutti coloro che durante il primo pasto della giornata non smettono mai di avere fame. Un momento della giornata in cui si mangia come se non ci fosse un domani! Cibi ricchi di proteine sia vegetali che animali, ottima per vegetariani o carnivori.

Il trucco per non esagerare sta nel scegliere prodotti leggeri e di non eccedere con le dosi né con il numero di ingredienti.

La super proteica colazione irlandese

 

Assomiglia molto alla Full English Breakfast, pare, infatti, che i contadini irlandesi abbiano iniziato a mangiare sostanzioso dopo la dominazione inglese.

È composta da bevande calde come caffè nero, o succo di frutta per chi non ama le sostanze eccitanti, accompagnate da carne, fagioli, pane, uova, burro e porridge. A volte nelle tavole fanno presenza anche marmellate caserecce.

 

CARNE, UOVA E FORMAGGI

Dipende dall’area geografica in cui ti trovi, comunque immancabile è la pancetta meglio conosciuta come il bacon alla griglia.  A seguire rognoni di agnello, salumi di maiale, sanguinacci oppure il salmone cotto in modi diversi.

Le uova sono servite in camicia o meglio alla Benedict: sopra una fetta di pane tostato con prosciutto e salsa maionese più burro (chiamata salsa olandese). In alternativa sono uova strapazzate, scrambled, assieme a bacon, formaggio, pepe e basilico.

Fra il più gustosi c’è da menzionare il Cashel Blue, una sorta di Gorgonzola irlandese con un forte sapore piccante, il Durrus e il Milleens prodotti a Cork e il Corleggy come formaggio caprino.

 

porridge

 

PANE, PORRIDGE, CONTORNI

Il tipico pane irlandese è lo Soda Bread di origine casereccia confezionato con diversi cereali e latte, servito con il burro salato e cotto nel paiolo. Un alimento dal sapore alquanto particolare.

Il porridge sono i fiocchi d’avena cotti con il latte caldo e insaporiti con spezie, in particolare la cannella. In alternativo a questo viene servito il pudding in due versioni due versioni: bianco cucinato con carne e grasso di maiale, per i vegetariani fiocchi d’avena e spezie e nero con carne ma con maggiori quantità di spezie.

Per finire possono essere serviti contorni come pomodori cotti alla piastra e insaporiti con dell’erba cipollina, funghi e fagioli stufati.

Vuoi provare la super proteica colazione irlandese? Ti lascio il video per prepare il porridge e quello per preparare il pudding con i semi di chia, indicato ai vegani.

 

Ti incuriosiscono altre colazioni?

L’alfabeto del viaggiatore è un esercizio utile per posizionare gli aspetti più importanti che definiscono i tuoi viaggi. Giochiamo?

In sostanza si tratta di formare un alfabeto dalla A alla Zeta inserendo le parole che rappresentano il tuo stile di viaggio. Un modo per entrare nel vivo della nostra personalità e scegliere consapevolmente ciò che amiamo fare durante i nostri soggiorni vacanzieri.

Ti lascio l’esempio di ciò che intendo e, se vorrai condividerlo con me nei commenti, sarei felice di leggere anche il tuo. Iniziamo?

L’ALFABETO DEL VIAGGIATORE

 

A come Aereo

Uno dei miei mezzi di trasporto preferiti, quello che mi fa volare con la fantasia. Parto sempre con ansia perché ho paura di non avere il bagaglio giusto, di arrivare in ritardo o di non essere nella lista passeggeri. Poi quando mi accomodo sulla poltrona tutto svanisce e lascia spazio al pensiero dell’avventura che mi appresto a vivere.

B come Biglietto

L’emozione di prenotare un viaggio è indescrivibile! A volte lo faccio per caso, perché vedo un’offerta conveniente alla quale non riesco a resistere, e subito dopo mi si apre un mondo di idee e opportunità. Viaggiare per me è come aprire delle finestre da cui intravedere altri piccoli mondi paralleli. Ogni volta che visito una località nuova mi chiedo “se vivessi qui sarei la stessa che sono ora?”

C come City Break

All’inizio per me viaggiare era trascorrere una settimana in totale relax senza preoccuparmi di nulla. Ora è diventata quasi un’esigenza di conoscere, studiare e approfondire. Pertanto non hanno importanza il tempo e la comodità. Ciò che conta davvero è stupirsi, incuriosirsi e creare dei legami.

 

edifici colorati a burano

D come Documenti

Il momento in cui ho avuto in mano il mio primo passaporto è stato come possedere il biglietto della lotteria. La mia prima esperienza fuori dall’Italia e dall’Europa è stata in Kenya. Ero andata lì per il mare ma soprattutto per fare il safari. La magia di quel sogno realizzato non ha mai terminato di colorare le mie giornate.

E come Entusiasmo

Non sempre parto con il desiderio di farlo. A volte mi capita di prenotare e di chiedermi se sia meglio rimanere a casa. Paradossalmente quando succede, si rivela essere la vacanza migliore. Forse le aspettative che carichiamo risultano eccessive o forse, indipendentemente da me, c’è un’energia che si ravviva non appena cambio prospettiva. L’entusiasmo predomina e io non posso che accettarlo e lasciarlo trionfare.

F come Flânerie

Il viaggio è il momento migliore per trasformarmi in una perfetta flâneuse (scopri cos’è la flânerie qui). Indosso le scarpe comode, metto il cellulare dentro lo zaino, estraggo la macchina fotografica e mi dedico alla scoperta dei dettagli. Questa passeggiata consapevole mi carica di energia. Alla fine ritorno in alloggio distrutta ma felice, con un sorriso ebete stampato in faccia.

G come Genius Loci

Il Genius Loci è lo spirito del luogo (approfondisci qui) e scoprirlo è uno dei miei obiettivi di viaggio. Cos’è quella caratteristica che accomuna gli abitanti di una località? C’è sempre un trait d’union che fa rispecchiare la città nelle persone e le persone nelle città. L’hai mai notato?

H come Hotel

È la voce più importante nell’alfabeto dei viaggiatori assieme al mezzo di trasporto preferito. Io di solito non scelgo hotel lussuosi ricchi di comfort, ma valuto la vicinanza ai siti da visitare, ai trasporti pubblici, ai ristoranti e supermercati. Infine mi affido all’istinto che finora non mi ha mai tradito.

 

'isola della certosa alfabeto del viaggiatore

 

I come Incomprensione

Capita nei paesi esteri di non capire certi atteggiamenti o di valutare in modo negativo alcuni comportamenti. Sono degli insegnamenti: le incomprensioni ci aiutano a vedere che ci sono diverse mentalità e che non siamo sempre nel giusto. Serve a ridefinire i nostri confini e lo spazio che abbiamo nel mondo.

K come Kaizen

La pratica giapponese del Kaizen l’ho scoperta da poco ma non riesco più farne a meno. L’idea è quella di fare un passo alla volta per superare le nostre paure. Se il nostro desiderio è quello di viaggiare da soli ma non l’abbiamo mai fatto, si può iniziare trascorrendo un pomeriggio in una città vicina. Il cervello ha bisogno di piccole spinte non di gesti eclatanti per aggirare la paura. Questo concetto è molto utile in viaggio quando ci assalgono le piccole paranoie che ci impediscono di godere appieno il nostro soggiorno.

J come Jump (parola inglese all’interno dell’alfabeto del viaggiatore)

Dopo il passo ci vuole il salto! Quello definitivo che ci permette di andare verso una dimensione superiore. È il momento di lasciarsi andare e permettere alle situazioni di fluire. In viaggio puoi farlo perché nessuno ti conosce e puoi scegliere di essere chi vuoi. Lo senti il senso di liberazione?

L come Libertà

Sto parlando della libertà dal tempo. Uno dei beni più preziosi che spesso sottovalutiamo. C’è chi si spaventa e chi si sente a disagio e se capita, dovrebbe essere preso come un campanello d’allarme. La routine ci plasma per farci vivere in quella che Thoreau chiamava una “quieta disperazione”.

M come Mappa

Guardo sempre una cartina anche quando non viaggio. La guardo perché mi permette di volare con la mente in luoghi esotici o in mondi paralleli. La mappa è un disegno che diverte e stuzzica la curiosità. Un diversivo dalla realtà soprattutto quando è noiosa o abitudinaria.

N come Novità

L’antidoto contro la noia è la novità. Spostarti in un’altra località è cambiare prospettiva significa introdurre una componente nuova nella tua vita. Sai che c’è di nuovo? Ho prenotato un viaggio e quando torno ti racconterò com’è andata: una promessa importante per l’alfabeto dei viaggiatori!

O come Origine

Il viaggiare mi riporta all’origine dell’essenza. L’essenziale, come ci ha insegnato il Piccolo Principe, è invisibile agli occhi. Significa, in pratica, che non siamo capaci di vedere le cose più semplici nonostante siano le più importanti. L’affetto della famiglia, la serenità, l’essere compresi, eccetera. Non gli oggetti ma ciò che siamo ci fa sentire vivi.

 

riflesso sul lago di un albero alfabeto del viaggiatore

 

P come partenza

La partenza è in assoluto il momento più ansiolitico di tutto il viaggio! Sia all’andata che al ritorno. Riuscirò a prendere l’aereo? Tornerò a casa? Dimenticherò qualcosa? Suonerà la sveglia? Rilassati Tania è solo un viaggio!

Q come Quasi

In ogni mio soggiorno lascio sempre qualcosa di incompiuto perché spero di poterci tornare o almeno avere questa illusione. Sapere che non ho completato il quadro ma che manca una tessera mi da una motivazione per tornare.

R come Ricordi

Sai cosa mi spinge a viaggiare anche quando non ne ho voglia? Una frase di Leonardo da Vinci: “Bisogna arricchire la mente di ricordi per quando si è vecchi e non si potrà più viaggiare”. Potrebbe succedere che durante la vecchiaia si viaggi ancora di più ma prevenire, come si dice…

S come Sensi

Da quanto ho iniziato ad attivare in modo consapevole i sensi durante i miei viaggi, mi sono resa conto che le esperienze sono diventate molto intense. Coinvolgere la vista, l’udito, il tatto, il gusto e l’odorato associandoli a vari episodi, aiuta a rafforzare i ricordi che diventano, così, indelebili nella mente.

 

Tram a Lisbona (alfabeto del viaggiatore)

 

T come Travel Blogger (se non lo fossi non avrei inventato l’alfabeto del viaggiatore!)

Un altro motivo che mi spinge a viaggiare è avere materiale da scrivere nel blog o magari nuove guide di viaggio oltre a quelle che ho già scritto e che ti consiglio di guardare (le trovi a questo link).

U come Unità

Mi sono resa conto viaggiando che ciò che divide è anche quello unisce. Le diversità sono la forza che spingono le persone a muoversi e a vedere nuove realtà. Vanno quindi preservate perché sono il vero tesoro della nostra civiltà.

V come Vicissitudini

Quante ne succedono in viaggio? Sono le esperienze che non vedi l’ora di raccontare ad amici e parenti quando torni a casa. Quelle che ogni tanto ti ritornano in mente e ti fanno sorridere anche se sei da solo. Per esempio, in Giordania, la mia guida mi ha lasciato chiusa in taxi mezz’ora ad aspettarlo perché doveva andare a donare il sangue, non dico altro!

W come Wanderlust

La parola del viaggiatore per eccellenza. Il desiderio continuo di viaggiare, quello che non si spegne mai ma anzi sembra rinnovare la sua forza. Possiamo definire Wanderlust una parola must dell’alfabeto del viaggiatore.

X come Xochimilco

Xochimilco è una località in Messico vicino a Cancun. La prendo ad esempio quando voglio identificare il tipo di viaggio che non voglio fare, ossia quello costruito ad hoc per i turisti. Si tratta di appezzamenti di terra divisi da canali dove si naviga con le barche. All’interno dell’imbarcazione si mangia, si ascoltano i mariachi, si balla e si beve tequila. Divertente ma non veritiero. Quando voglio intendere un’esperienza del genere dico “una alla Xochimilco”.

Y come Yin Yang

Le due forze contrastanti della filosofia Zen: lo yin la luce, la parte femminile, il bianco e lo yang il maschile, il forte e il nero. Ti chiederai cosa c’entra con l’alfabeto del viaggiatore? Un viaggio, per funzionare secondo me, dovrebbe essere in equilibrio fra questi due elementi, proprio come la vita.

Z come Zenith

Come dice Wikipedia lo zenith è il punto sulla sfera celeste intercettato dalla retta verticale all’osservatore. In pratica un punto nell’orizzonte che tu vedi. Potrebbe essere considerato come un confine o come un invito a guardare oltre: questa scelta è solo nostra.