Gli itinerari viaggio fai da te sono uno strumento pratico e utile per organizzare le visite da fare e il budget da spendere. Si tratta, in sostanza, di mettere nero su bianco il programma che abbiamo ideato prima di partire.

Come fare un itinerario di viaggio

 

Il metodo più efficace per avere tutto sotto controllo è annotare i vari spostamenti, gli indirizzi e gli orari inerenti al nostro prossimo viaggio. Questo per essere pronti nel momento giusto, senza perdere tempo a consultare siti, applicazioni, email o documenti.

Se non sei il tipo di persona avvezza ad avere un block notes con sé, ti consiglio di prendere esempio dall’immagine che ti ho messo qui sotto, in modo da creare gli itinerari viaggio fai da te ideali.

I punti fondamentali che dovrai assolutamente segnare saranno i seguenti:

  • Orario di partenza e di arrivo dell’aereo
  • Numero di riferimento dell’aereo
  • Dettagli dell’hotel corredato da link pagina prenotazione e indirizzo per il navigatore
  • Lista delle cose da fare, da vedere e le indicazioni per i tour organizzati
  • Budget previsto

A questi si dovranno aggiungere i riferimenti delle agenzie che organizzano le gite (qualora ve ne fossero), gli orari e i contatti dei responsabili da chiamare in caso di problemi.

Solitamente i tempi di visita previsti non vengono mai rispettati e quindi si dovrebbe calcolare un lasso di tempo maggiore, al fine di poter effettuare tutte le visite prefissate.

Un’altra voce che viene costantemente disillusa è quella del budget, perché spesso si spende più di ciò che si prospetta; anche in questo caso vanno considerate le spese extra per non avere una brutta sorpresa.



Dove conservare tutti i dati scritti?

 

L’itinerario di viaggio sarebbe bene conservarlo in qualche tasca o portafoglio che sappiamo avere sempre con noi, in modo da consultarlo in caso di necessità.

A questo proposito ti voglio segnalare un portafoglio bellissimo che ho scovato su Amazon che permette di tenere i titoli di viaggio, le tessere e i vari pass, le chiavi, i soldi e anche il nostro piccolo itinerario cartaceo racchiusi all’interno di un singolo contenitore.

Tra l’altro nasconde il chip di protezione dal furto dei dati bancari, quindi è davvero un valido strumento per i nostri viaggi!

Ecco il link: Amazon Portafoglio

Ti avevo promesso un modello di itinerario a titolo di esempio per trarne ispirazione e questo è quello che uso di solito io:

 

Modello itinerario

 

Che ne pensi?

Un altro strumento utile per organizzare itinerari di viaggio, soprattutto se si fa in auto, è quello offerto da Google Maps, te ne parlo qui.

Potrebbe essere utile anche utilizzare una mappa mentale dei viaggi al fine di avere ogni cosa sotto controllo, come questa.

Come ultimo suggerimento volevo indicarti un software da scaricare sul tuo computer con il quale può direttamente scrivere sul modello di itinerario di viaggio che ti ho proposto.

Si tratta di PDF-Viewer: è gratuito e lo puoi installare sul desktop del tuo computer. Carica il documento cercandolo su file – apri. Per scrivere, invece, vai su strumenti – commenta e annota – testo.

Senza stampare il foglio potrai elencare ciò di cui necessiti per il tuo viaggio e alla fine fare un semplice screenshot salvandolo sul telefono.

Perché dovrei viaggiare nel mondo inseguendo i sogni come Paul Gauguin? Ti starai chiedendo, che titolo bizzarro ha questo articolo. Il fatto è che conosco a memoria i suoi quadri e mi hanno sempre ispirato a viaggiare verso mete esotiche ma non avevo mai letto la sua storia.

Tu la conosci?

 

Il pittore nacque a Parigi nel quartiere di Montmartre. Il padre era un giornalista francese, mentre la madre era figlia di una nota scrittrice peruviana.

Durante un periodo politicamente burrascoso, la famiglia decise di trasferirsi a Lima in Perù. Rimasero quattro anni ma ritornarono senza il padre che morì durante un viaggio in piroscafo. A causa dei continui litigi familiari con la famiglia di origine, la mamma di Paul decise di trasferirsi da i parenti del marito a Orléans.

Ma non rimasero molto perché anche lì si presentarono degli inconvenienti che li fecero ritornare a Parigi. Il tempo trascorse creando delle prospettive migliori. La madre di Paul si innamorò di un ricco commerciante e da maggiorenne Paul si arruolò come allievo pilota in un mercantile.

Grazie a questo mestiere poté girare il mondo ma quando ritornò in patria scoprì che la madre era morta e che la guerra franco prussiana incombeva.

Fortunatamente gli era rimasto vicino il compagno della madre che lo prese sotto la sua ala protettiva. Gli diede un lavoro che gli permetteva un discreto benessere finanziario. Però, nel momento in cui si raggiunge una certa linearità nella vita, nasce di contro, una sorta di irrequietezza.

Gauguin scoprì la passione per la pittura e si avvicinò ai circoli intellettuali e artistici conoscendo i pittori impressionisti dell’epoca.

 

Stiamo parlando di Degas, Pissarro, Monet, Sisley, Monet, eccetera. All’improvviso la ditta per la quale lavora Gauguin subisce un crollo finanziario e si ritrova disoccupato. Parte per la Danimarca, paese natale di sua moglie, poi va in Inghilterra e infine ritorna in Francia. Nessuno di questi luoghi gli portò fortuna.

Così decise di abbandonare tutto e di trasferirsi prima a Taboga, un’isola nel golfo di Panama e poi a Martinica. Qui trovò finalmente la sua dimensione e la sua arte pittorica si strutturò. Fece vari viaggi in Francia e poi in Polinesia ma non ebbe mai una vita fortunata e non si ritrovò nell’agiatezza economica alla quale mirava ma, fu libero.

 

 

Qual è la morale?

 

La morale è che un viaggio ti offre infinite possibilità da cogliere. Ognuno può seguire la sua indole ed essere felice in essa. Gauguin non bramava la ricchezza ma l’espressione della sua arte, pertanto non fu mai ricco. Nel breve periodo di benessere economico si sentì insoddisfatto perché non poteva esprimere il suo vero potenziale.

Io credo che i sogni valgano molto di più di qualche banconota, nonostante questa ti aiuti a vivere. D’altronde, se guardiamo nel profondo, la vita è la somma dei soldi che guadagniamo oppure l’insieme delle esperienze che abbiamo vissuto?

Esistono dei modi per viaggiare e lavorare?

 

Certamente! Si tratta di lavori svolti per lo più in ambito digitale oppure stagionali. Molti ragazzi poi si avventurano in soggiorni studio, volontariato, insegnamento delle lingue, erasmus, eccetera. 

Tramite le piattaforme di Workaway e WorldPackers trovi varie opportunità per viaggiare e soggiornare, praticamente gratis, in cambio di qualche ora di lavoro. 

Su Talktalkbnb puoi insegnare una lingua ed essere ospitato oppure su Trusted House Sitters puoi soggiornare in case private e prenderti cura degli animali domestici fino a quando i proprietari sono in vacanza.

 

Le opzioni per viaggiare nel mondo inseguendo i sogni sono tante ma ci vuole un certo spirito di adattamento e un po’ di audacia. Tu ne sei provvisto?

Fabbriche e spacci di cioccolata in giro per l’Europa come Loacker, Ritter Sport, Lindt e Perugina: i cioccoviaggi da fare al più presto! Siamo quasi a Natale, il cioccolato lo si vede in ogni pubblicità, ma dove producono il migliore?

Durante il mio viaggio in Guatemala ho avuto la fortuna di fermarmi in un laboratorio di cioccolato e scoprire le varie fasi di lavorazione. Non è stato semplice ma altamente istruttivo.

Come prima cosa bisogna sgusciare le fave di cacao, rosicchiando un po’ le dita che si devono abituare al lavoro, poi si scioglie la parte morbida facendola diventare liquida.

Si aggiunge lo zucchero perché il cacao è molto amaro e quasi immangiabile per come siamo abituati a gustarlo noi e, infine, si raffredda per creare la tavoletta.

I Maya lo bevevano liquido ed era considerato come una bevanda dai poteri magici. In effetti, consumato puro ha un potere energizzante pari o superiore a quello del caffè.

Io non sono un’amante fedele del cioccolato, ossia, non mi fermo ad acquistarlo al supermercato ma, se mi capita l’occasione durante un viaggio di vedere fabbriche o spacci di cioccolata, non nego di certo la visita!

Loacker

 

A settembre di quest’anno ho visitato la fabbrica della Loacker durante la biciclettata in compagnia di amici nella ciclabile Dobbiaco/San Candido – Lienz.

La fabbrica si trova lungo il percorso che costeggia il fiume Drava ed è praticamente impossibile non fermarsi dato che, non appena si nota la scritta, la bicicletta sembra prendere vita propria e girare improvvisamente il manubrio verso sinistra per fare una pausa.

Lo stabilimento della LoackerLa speranza, non appena si varca la soglia dello spaccio, è quella di incontrare i famosi gnomi della pubblicità, ma io non li ho visti, nonostante ci debbano essere, dato i parcheggi riservati a loro!

Intorno un vero paesaggio da fiaba circonda sia la zona produttiva che quella commerciale dedicata allo spaccio. Posso assicurarti che sarà difficile uscire senza aver sottomano un pacchetto di wafer, in fin dei conti pedalare richiede energia, giusto?

La fabbrica non è visitabile ma nella zona museale ci sono delle telecamere che mostrano i lavoratori a circolo continuo creare le famose tavolette di wafer ripiene di cioccolato. Gli store sono presenti, inoltre, in altre località tra cui figurano: Bolzano, Trento, Verona, Brennero, Innsbruck e Heinfels in Austria.

La sede principale e ufficiale, però, è ad Auna di Sotto e il paesaggio che si vede è esattamente quello raffigurato sulle confezioni. Capisci perché non sembra poi così strano trovarsi faccia a faccia con uno gnomo?

Ritter Sport

 

Forse una delle tavolette di cioccolata che preferisco perché compatte, tascabili e gustosissime. Non conoscevo nulla sulla storia della ditta Ritter Sport, se non il fatto di essere tedesca. Poi, camminando un giorno, mi sono trovata di fronte alla vetrina del negozio mono marca.

Dove? A Berlino.

Sono entrata in un mondo fatato: fuori il grigiore della vecchia area comunista berlinese, dentro il colore delle varie confezioni di cioccolata disposte in altezza sulle pareti. Credo di essere rimasta all’interno del negozio per circa un’ora, indecisa su cosa e soprattutto su quanto, acquistare.

Il negozio presente a Berlino è uno spaccio mentre lo stabilimento produttivo si trova a Waldenbuch una cittadina vicino a Stoccarda nel land del Baden-Württemberg.

Qui si trovano la fabbrica, il negozio e il museo Ritter che contiene una collezione varia di opere d’arte che richiamano la forma della tavoletta. Tra dipinti, sculture e manufatti. si arrivano quasi ai mille pezzi esposti.

P.S. Se ti trovi a Berlino oltre che fermarti a mangiare una tavoletta di cioccolata fa un giro al Kadewe (clicca qui) e assapora la storia di uno dei più antichi centri commerciali europei. 

 

 

Lindt

 

La fabbrica della Lindt, invece, nacque in Svizzera, più precisamente a Zurigo nel 1845, da un pasticcere di nome David Sprüngli. Oggi lo stabilimento si trova a Kilchberg mentre la sede logistica è collocata nel comune di Induno Olona nel Varesotto e, quindi, in Italia.

cioccolatino lindt (fabbriche e spacci di cioccolata)Chi non ha mai assaggiato i suoi cioccolatini? Hanno un gusto rotondo, piacevole e invitante, difficile da dimenticare. Si colloca in una fascia di prezzo medio alta grazie anche a un packaging ricercato.

La fabbrica non è visitabile se non in occasione di tour prenotati in anticipo ma si può entrare nel negozio dello stabilimento. Si raggiunge con i mezzi pubblici, basta prendere il bus da Buerkliplatz a Kilchberg e fare un breve pezzo a piedi.

Io non l’ho visto ma dalle recensioni pare che i prezzi non siano molto accattivanti e che sia consigliato acquistare il cioccolato in altri negozi. A Natale viene venduto al mercatino di Zurigo sempre a prezzi, però, non troppo convenienti.

 

Perugina

 

La Perugina si trova ovviamente a Perugia, per la precisione in Viale Sisto e lo stabilimento è visitabile. Il percorso didattico inizia con il filmato che racconta la storia dell’azienda, prosegue con la visita al museo e si conclude con la degustazione dei suoi prodotti tipici. È presente anche un negozio dove acquistare le ultime novità anche quelle che non sono ancora uscite nel mercato.

Insegna fabbrica PeruginaLa parte più interessante, secondo me, è quella dedicata ai corsi. L’azienda propone, a cadenza mensile, vari corsi per imparare a realizzare varie forma di cioccolatini, dai classici baci alle tavolette, passando per le varie lavorazioni del cioccolato nella pasticceria.

Ti consiglio di visitare la ditta al di fuori del periodo dell’Eurochocolate per non trovarti nella confusione e perdere parte della preziosa esperienza.

La linea Perugina Nero offre una tavoletta di cioccolato fondente al 95% quasi introvabile a queste percentuali nelle altre marche di cioccolato. Assaggiandolo entrerai a far parte anche tu nella schiera dei pochi eletti che gustava il famoso “cibo degli Dei”!

 

Sai invece qual è il cioccolatino più costoso al mondo?

Ti anticipo già che non lo trovarei nelle fabbriche e spacci di cioccolata del mondo… L’ha inventato il pasticcere Daniel Gonzales e gli ha dato la forma di un diamante. Gli ingredienti sono cioccolato nero equatoriale Valrhona, scaglie d’oro a 23 carati, filamenti di zafferano, olio al tartufo bianco e polvere di tartufo bianco di Perigord, vaniglia del Madagascar  e un ultimo ingrediente tenuto segreto.

Il prezzo?

Viene venduto alla “modica” cifra di 7800 € e recapitato direttamente a casa all’interno di una confezione di legno laccato nero con l’incisione del numero seriale in oro, riparato da una campana di cristallo con perle di Swarovski e una maniglia per l’apertura in nastro dorato.

 

Ti è piaciuto il cioccoviaggio nelle fabbriche e spacci di cioccolata più buoni d’Europa? Spero di averti accompagnato a scoprire un mondo nuovo da considerare per le tue prossime mete!

Sei interessato a scoprire una classifica di idee regalo per viaggiatori? Ti sarà utile nel preparare i pacchetti di Natale o di compleanno. Inoltre questi suggerimenti ti daranno un’ulteriore idea per soddisfare i bisogni di chi ha sempre una valigia pronta a partire.

 

Lucchetto impronte digitali: una delle idee regalo per viaggiatori che colpirà nel centro

Lucchetto impronte digitali

Sei una persona che dimentica spesso gli oggetti in giro? Con un lucchetto a impronte digitali puoi chiudere i tuoi oggetti nell’armadio dell’ostello senza preoccuparti di portarti in giro anche le chiavi perché… non ci sono! 

La chiusura a impronte digitali ti permette di mettere in sicurezza i tuoi oggetti e avere la certezza che nessuna persona possa aprirlo senza che tu te ne accorga. Ottimo anche per le valigie o per gli armadietti della palestra.

 


 

Borraccia pieghevole 

Borraccia in silicone pieghevole da portare sempre con sé durante i tour in giro per il mondo o al lavoro. Si chiude per il 50% della sua dimensione totale rendendola così pratica da inserire negli zaini o in borsa. 

Può essere ricaricata più volte con la bevanda preferita ed è sempre pronta all’uso. Resistente e impermeabile non ci si accorge nemmeno di averla in borsa ma all’occorrenza diventa un alleato indispensabile.

 


 

amaca colorata con borsa tropilexAmaca

Oggetto prettamente estivo ma ottimo anche da interno o per chi voglia rendere la casa un po’ più esotica! L’amaca è molto utile per chi sogna soggiorni in montagna, al mare o in campagna.

Adatta a grandi e a piccini ma di solito risulta scomoda da trasportare. Oggi, però, le amache stanno comodamente dentro una borsa come questa di Tropilex e una volta agganciata si può usare l’involucro contenitivo come borsa per il tempo libero.


 

Set di bustine smagnetizzatori carte e documentiSmagnetizzatore carte di credito

Se sei una persona che ama i luoghi affollati e lo shopping nei mercatini di Natale questo articolo fa al caso tuo. Il smagnetizzatore funziona da protezione per le carte di credito contactless o per i documenti di identità.

Inserendo la carta o il documento che sia, all’interno della bustina protettiva, non ci sarà la possibilità di incorrere in frodi o furti elettronici da parte delle macchine che captano i segnali RFID a 13,56 MHz o superiori. Con il pacco da 16 bustine puoi assicurare te, la tua famiglia e pure il vicinato! 


 

Utili e pratici copri water da viaggioCopri water da viaggio

Lo so, a sentirne parlare ti verrà da ridere, ma pensa alla comodità di poter usare in tutta tranquillità i bagni del mondo! Il copri water, infatti, ti permette di usare anche quei bagni che fanno senso solo a guardarli.

Se sei tra quelli che non riesce a entrare in bagno se non è immacolato ma sei in viaggio e non hai molte opzioni: ecco la soluzione: 24 sacchetti monouso copri water per proteggere le tue parti intime. Chi ti accompagnerà in viaggio ne vorrà subito uno!


 

Piumino pieghevole idee regalo per viaggiatoriPiumino pieghevole

Io sono freddolosa all’inverosimile e per me un piumino pieghevole è una necessità vitale. Soprattutto durante i trekking in montagna in cui la temperatura può cambiare da un momento all’altro.

È utile da inserire nel bagaglio a mano quando lo spazio a disposizione è veramente minimo. In versione femminile e maschile: un passepartout da avere sempre con sé. Una delle idee regalo per viaggiatori più vincenti e attuali.

 


 

Kit da viaggio con cuscino, mascherina occhi e tappi per le orecchie una delle migliori idee regalo per viaggiatoriKit da viaggio

Un kit da viaggio completo per i voli intercontinentali completo di cuscino in memory foam con supporto cervicale, mascherina per gli occhi e tappi per le orecchie.

Manca solo la coperta ma di solito è fornita dalla compagnia aerea. Ideale per chi fa fatica ad addormentarsi nonostante le lunghe ore di volo. Chi lo riceverà, ti ringrazierà!

 


 

Umidificatore portatile usbUmidificatore portatile

Un oggetto a cui nessuno pensa e invece ti cambierà la vita! Questo modello, in particolare, è utile per chi viaggia o chi si sposta spesso per lavoro perché può essere usato sia a casa che in macchina a seconda delle necessità.

Dotato di entrata USB può essere collegato al computer ed è ottimale per purificare l’aria degli ambienti chiusi evitando così di svegliarsi con la fastidiosa sensazione di naso chiuso. Se lo usi in una camera dell’ostello sono sicura che anche gli altri coinquilini ne saranno soddisfatti.


 

bollitore portatile idee regalo per viaggiatoriBollitore portatile

Un altro aggeggio che farà la felicità di chi lo riceve è il bollitore portatile. Indispensabile durante i viaggi, io da quando ce l’ho non potrei più vivere senza, ed è utile per preparare tè, caffè o tisane.

Si spegne in automatico una volta che ha raggiunto la temperatura e misura 16 x 13 x 14 centimetri. Impugnatura ergonomica, beccuccio salva goccia, con una capacità di 800 millilitri. Che dire? Un sogno che finalmente si realizza!

 


 

Coperta impermeabile per ogni occasioneCoperta impermeabile

Una delle ultime idee regalo per viaggiatori che mi viene in mente una coperta, ma non una qualsiasi, una pensata per i campeggiatori. La coperta impermeabile si infila facilmente in uno zaino è può essere tirata fuori all’occorrenza per sedersi anche dov’è bagnato.

Valida sia per le scampagnate in campagna o per soggiorni al mare e in montagna. A me è servita durante la pedalata San Candido – Lienz per la sosta pranzo nei pressi di una panchina piuttosto umida. Versatile in ogni occasione, vedrai che chi la riceverà saprà sfruttarla al meglio!


Le idee regalo per viaggiatori non finiscono qui perché puoi consultare anche i seguenti articoli:

 

La lista dei microstati europei non è lunga perché poche sono quelle zone che nel corso dei secoli sono riuscite a rimanere indipendenti. A loro va il merito, infatti, di non essere state inglobate dagli stati limitrofi conservando la loro vera identità.

Diventa quindi interessante visitarle, anche se alcune di queste sono diventate una sorta di vetrina di loro stesse, perdendo la patina originale.

Due di queste si trovano in Italia e sicuramente le avrai già viste ma conosci i rapporti che hanno con l’Unione Europea?

Microstati verso l’Unione Europea

 

Ognuno di questi stati ha siglato un accordo particolare con l’Europa unita. Non tutte, infatti, rientrano nel trattato di Shengen anche se quasi tutte sono legate da un’unione doganale o comunque hanno i confini aperti con la UE.

E le monete? Tutti, a parte uno, utilizzano l’Euro come moneta locale e le possono anche coniare facendole diventare come estremamente preziose per i collezionisti.

 

Vuoi sapere quali sono? La lista dei microstati europei è la seguente:

 

  • Città del Vaticano
  • San Marino
  • Monaco (principato)
  • Andorra (principato)
  • Liechtenstein (principato)

 

Città del Vaticano

Chi è stato a Roma avrà sicuramente messo piede nella Città del Vaticano per visitare la Basilica di San Pietro nell’omonima piazza san Pietro. Se è stato fortunato, poi, avrà visitato i musei del Vaticano scoprendo la creatività e l’estro degli artisti passati.

I nomi altisonanti che qui hanno lasciato le loro tracce sono innumerevoli tra cui: Raffaello, Bramante, Bernini, Michelangelo, Pinturicchio, eccetera. Le testimonianze artistiche, storiche e culturali sono talmente importanti da considerare lo Stato nella sua totalità come Patrimonio Universale dell’Unesco.

Lo stato consta di circa 400 abitanti e la Santa Sede è una delle 5 sedi apostoliche in cui risiede il papa e i suoi ecclesiastici. Venne proclamata  l’11 febbraio 1929 con la firma dei Patti Lateranensi, siglata dal rappresentante del Regno d’Italia Benito Mussolini e quello della Santa Sede Pietro Gasparri.

 

 

San Marino

Lo stato di San Marino si erge sulla punta e sulle dorsali del monte Titano, monte che fa parte anch’esso del Patrimonio dell’Unesco per essere “testimonianza della continuità di una repubblica libera fin dal XIII secolo”.

Al suo interno vivono ben 33 mila abitanti suddivisi in un territorio di circa 62 chilometri quadrati fra le regioni dell’Emilia Romagna e le Marche. Le parole su cui questa repubblica si fonda sono: “Vi lascio liberi da ambedue gli uomini” i quali sarebbero l’Impero Romano e lo stato della Chiesa.

La tradizione vuole che un tagliapietre di nome San Marino nell’anno 301 d.C. fuggì dalle persecuzioni romane nei confronti dei cristiani rifugiandosi sul Monte Titano.

Qui fondò una piccola comunità che crebbe e prosperò a tal punto da convincere una ricca donna riminese, proprietaria del territorio, a donarla a titolo gratuito.

Fra le architetture più visitate dai turisti figurano le torri di San Marino, la Basilica, il Palazzo del Consiglio e le chiese di san Pietro, dei Cappuccini, il convento di san Francesco.

 

Monaco

Il Principato di Monaco si trova al confine con la Francia ma è bagnato dal Mar Ligure. Come tutti sappiamo la località più famosa è la celeberrima Monte Carlo che si trova in zona centrale rispetto lo stato.

Il riconoscimento come stato venne fatto nell’anno 1489 grazie alla proclamazione promossa dal re Carlo VIII di Francia mentre divenne principato solo nel 1612 quando la famiglia Grimaldi ottenne il titolo di Principe. 

La visita a Monaco può essere fatta in un giorno per visitare il castello principesco con il cambio della guardia 5 minuti prima di mezzogiorno, il Giardino Esotico, il museo Oceanografico e la Cattedrale che conserva le spoglie dei regnanti monegaschi.

 

 

Andorra

Andorra si trova ai confini tra Spagna e Francia ed è circondata dai monti Pirenei. La sua capitale La Vella si trova a un’altitudine di 1023 metri ed è considerata la più alta d’Europa.

Fu fondata nell’anno 1278 e la sua particolarità è non essere guidata da una famiglia regnante ma retta da due co-principi, ossia il vescovo della diocesi catalana di Urgell e il Presidente della Repubblica francese.

Cosa visitare in Andorra?

La chiesa di Sant Esteve, la chiesa di Santa Coloma, la Casa de la Vall, le terme di Caldea e il ponte della Margineda costruito interamente in pietra pomice.

Questo microstato durante la Prima guerra mondiale dichiarò guerra alla Germania anche se poi non entrò in conflitto per le esigue risorse militari.

Rimase, però, in guerra con i tedeschi fino al 1939 perché non fu invitata durante la conferenza di pace a Parigi e non firmò l’armistizio nel Trattato di Versailles.

 



Liechtenstein

Il Liechtenstein si trova fra la Svizzera e l’Austria, la lingua parlata è il tedesco e il walser e i suoi abitanti superano i 37 mila. La capitale è Vaduz e la moneta ufficiale non è l’euro ma il franco svizzero.

Il Liechtenstein venne riconosciuto come stato nel 1806 a seguito dell’invasione di Napoleone Bonaparte che sciolse il Sacro Romano Impero.

Ebbe problemi con la Prussia durante la guerra austro-prussiana avvenuta nel 1866. Venne accusata di essere stata la causa dello scoppio della guerra con l’Austria.

Oggi non è una meta scelta da molti viaggiatori ma ci sono dei luoghi interessanti da visitare tra cui la Galleria Nazionale d’Arte del Liechtenstein, un edificio progettato dagli architetti Meinrad Morger, Heinrich Degelo e Christian Kerezblack.

La facciata esterna è stata realizzata con il cemento interamente colorato di nero, basalto e ciottoli di fiume colorati che vanno a creare degli effetti di luce, in base al cambio delle ore, davvero interessanti.

La Cattedrale neogotica di San Florin, l’edificio religioso più antico e principale dello stato, e il castello di Gutenberg, risalente al XIII secolo e uno dei meglio conservati.

Ora che hai in mano la lista dei microstati europei sai se li hai visitati tutti o te ne mancano alcuni… Io sono a quota 3 e tu?

Sai quali sono i quattro Grandi Magazzini europei più famosi? Se sei un amante dello shopping li avrai sicuramente sentiti nominare. Io ho avuto la fortuna di visitarli tutti e quattro trascorrendo dei piacevoli momenti di distrazione durante i miei viaggi nelle capitali europee.

Per me il “Grande Magazzino”, quando viaggio in Europa, è come un importante punto di riferimento dal quale dirigere i miei futuri o imminenti spostamenti.

Non sto dicendo che inizio ogni giornata di vacanza partendo dalla visita del negozio, semmai il contrario, ossia termino la giornata con un giro serale prima di rientrare in hotel o nella struttura nella quale soggiorno.

Si tratta di una sorta di rituale al quale non riesco a rinunciare, come se fossi una moderna flâneuse in completa balia della dimensione consumistica nella quale è nata.

La mia passione per i centri commerciali termina non appeno rimetto piede in terra nostrana, evitando accuratamente i negozi come se fossero la peste, sarà normale?

 

Ora, però, ciancio alle bande e vediamo la mia classifica personale dei Grandi Magazzini europei più quotati:

  1. Harrods
  2. Le Galerie La Fayette
  3. Kadewe
  4. El corte Inglés

 

 

Harrods

 

Harrods a Londra è il primo grande magazzino che ho visto, dopo la Rinascente. Lo avevo in qualche modo idealizzato e trovandomelo davanti ho potuto constatare la sua eleganza che si rispecchiava anche nella realtà.

Avevo sbavato per troppo tempo davanti alle sue borse, fatte in griffe originale e non appena ne ho avuto l’occasione le ho prese. Tre per l’esattezza: in un momento di tremenda indecisione.

Quando sono entrata dalla porta principale si è subito impossessato di me lo spirito di Rebecca Bloomwood e ho ammirato con attenzione certosina ogni piano e ogni scaffale del negozio.

Ti sto parlando di 10 entrate da cui salgono otto piani di negozio con un arredamento che trae ispirazione all’antico Egitto. I 146 ascensori percorrono in un anno la distanza da un polo della Terra all’altro concludendo per due volte il giro del mondo. Se lo avesse saputo Jules Verne ci avrebbe sicuramente scritto un libro di fantasia.

Sono riuscita , visitandolo, a placare la mia sfrenata voglia di shopping e ho tenuto finalmente in mano le famose borse di plastica verdi con la scritta Harrods dorata.

Ogni sera, prima di rientrare in quel cubicolo che era la mia stanza di albergo, entravo da Harrods per fare un giro e rallegrarmi delle sue infinite offerte.

Era come se dovessi trovare degli indizi per entrare nel tessuto sociale londinese forse influenzata anche dalla presenza evanescente del detective Sherlock Holmes.

 

Esterno di Harrods

 

La Galerie La Fayette

 

Durante la mia vacanza a Parigi ho avuto la fortuna di soggiornare vicino a questo fantastico Centro Commerciale, quindi il passaggio serale prima di rientrare nell’altra stanza-cubicolo dell’hotel (ancora peggio di quello di Londra), era d’obbligo.

Avevo molta meno aspettativa rispetto al più blasonato Harrods e invece mi ha riservato delle insospettabili sorprese. Innanzitutto ho ritrovato una mia compagna di scuola trasferitasi a Parigi, che lavorava proprio all’interno del negozio, poi ho visto due celebrità che a prima vista non avevo riconosciuto.

Sto parlando di Stefani Germanotta, appena entrata nel limbo del successo con il singolo “Poker Face” e il regista David Lynch, famoso per la serie tv “Twin Peaks“.

Mi sono ritrovata immersa nella marea dei flash dei fotografi mentre li stavano immortalando, senza sapere chi fossero. I cartelloni pubblicitari affissi sulle vetrine sono accorsi in mio aiuto.

I grandi magazzini sono nati nel 1893 come semplice merceria, oggi contano oltre 14 000 dipendenti. Hanno una sede anche a Berlino, progettata dall’architetto Jean Nouvel e si trovano sulla Friedrichstraße, tra l’Unter den Linden e il Checkpoint Charlie.

In quella zona trovi anche il negozio di cioccolata della Ritter Sport quindi ti consiglio caldamente di andarci anche solo per sbaglio o per caso, non te ne pentirai!

Le Galerie La Fayette hanno anche una sezione alimentare dove spesso mi sono rifornita. Ho acquistato per ben due volte un piatto di gamberetti con un condimento delizioso e il famoso formaggio Camember.

Il lato negativo è stato svegliarmi la mattina dopo con l’odore da muffa tipico del formaggio francese che aleggiava in tutta la stanza senza che avessi la possibilità di aprire una finestra!

 

Galerie la Fayette all'esterno

 

Kadewe

 

Il Kadewe si trova a Berlino, nella Tauentzienstraße all’angolo con Wittenbergplatz, al termine della famosa via dello shopping Kurfürstendamm (ora voglio sentirti ripetere il nome delle vie!).

Il nome del Grande Magazzino è uno pseudonimo dell’impronunciabile (come se il nome delle vie fossero semplici) Kaufhaus des Westen, fondato nel lontano 1907.

L’ambiente è elegante ma allo stesso tempo amichevole e rappresenta l’essenza della città tedesca. Ho ritrovato dentro queste mura il Genius Loci della capitale della Germania.

Il Kadewe è una piccola Berlino dentro Berlino, distribuita in ben 60 000 metri quadri di superficie, dove si può trovare ogni sorta di oggetto per la casa e per la persona.

Perdersi fra i suoi piani e le sue sezioni è un gioco che diverte quasi quanto prendere tram a caso a Lisbona, perché in entrambi i casi non sai mai dove andrai a finire.

Se non sei particolarmente schizzinoso ti consiglio di attraversare il reparto macelleria, pescheria e anche l’ortofrutticolo dove si possono trovare prodotti di qualità in arrivo da ogni parte del mondo. L’Austern-Bar è una tappa irrinunciabile: una sorta di bar-ristorante che contiene fino a mille posti a sedere!

 

Kadewe all'esterno

 

Ultimo tra i Grandi Magazzini europei: El Corte Inglés

 

A differenza degli altri Grandi Magazzini europei sopracitati El Corte Inglés ha negozi disseminati in tutta la Spagna e due in Portogallo, perciò batte i concorrenti europei in termini di guadagno classificandosi al primo posto per introiti.

La prima sede ufficiale fu a Madrid ed esattamente nella calle Preciados, all’angolo di calle Tetuán, presente ancora oggi, mentre il secondo negozio fu aperto nella capitale catalogna Barcellona.

Si possono trovare le migliori marche di abbigliamento spagnolo, le mono marca più vendute come Mango, Zara e H&M, oltre che altri articoli commerciali e alimentari.

Anch’esso dispone di un fornitissimo reparto alimentare dove si possono acquistare a prezzi, non certo contenuti, le migliori prelibatezze iberiche come il prosciutto jambón, la paella e tanto altro.

Quest’ultimo grande magazzino è quello che ho frequentato meno (anche se un po’ di shopping è stato fatto!) soprattutto da un punto di vista alimentare ma solo perché le tapas spagnole sono state per me un invito praticamente irresistibile!

 


Vuoi dare un’occhiata a questi 4 Grandi Magazzini europei? Ti lascio i link della loro Home Page:

  1. Harrods
  2. Le Galerie La Fayette
  3. Kadewe
  4. El corte Inglés

La recensione del libro la Danzatrice di Seul è scritta dopo aver trascorso qualche serata in compagnia di Jin, la protagonista del romanzo. La storia è ambientata in Corea attorno all’anno 1890 ed è stata scritta dall’autrice Kyung-Sook Shin.

Riassunto del libro

 

Non sapremo mai qual è il vero nome della ballerina perché la sua nascita non fu fra le più fortunate. Il racconto è tratto da una storia reale ma nascosta da così tanto tempo da non lasciarne quasi traccia.

Yi Jin è orfana di genitori ma viene mandata a vivere all’interno di un orfanotrofio. Troverà una donna pronta a farle da madre e altri bambini che vivono nella sua stessa condizione.

Col passare degli anni farà la sua comparsa un prete francese in compagnia di un bambino, anch’esso solo. Entrambi conquisteranno il cuore della giovane, l’uno con le parole di un linguaggio a lei sconosciuto e l’altro con il candore della sua anima.

Conoscerà la regina che richiederà i suoi servigi a corte come prima damigella e ballerina. Yeon, il suo amico, imparerà a suonare il daegeum, lei si scoprirà danzare leggera come una farfalla.

Il destino, però, segue i suoi piani che spesso non corrispondono a quelli che serbiamo in noi stessi. Alcuni anni più tardi si ritrova a Parigi, in compagnia di un diplomatico e dovrà reinventarsi una vita o meglio trovarne una.

Perché non è semplice essere un orientale in terra europea, il divario della cultura le apparirà come un muro insormontabile da superare e ne soccomberà. Tornerà libera di danzare come un bruco trasformatosi in farfalla che dovrà prima imparare a stendere le ali verso il cielo.



Recensione del libro la Danzatrice di Seul

 

I romanzi orientali spiccano per le qualità di eleganza, compostezza e delicatezza che mancano agli autori occidentali. Usano come metro di giudizio la natura e le sue più impercettibili sfumature riportando paragoni deliziosi e piacevoli.

Sanno anche andare però, in profondità, esaminando le pieghe più recondite del cuore rivestito di sentimenti non sempre veritieri. Jin spicca nel mondo per la sua impermanenza e fragilità; tutti la vogliono ma lei non può appartenere a nessuno, neanche a sé stessa.

Trova una via di fuga a Parigi, la terra della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza. Ben presto però si rende conto che non basta appropriarsi di una cultura per sentirsi a casa ma si deve aver donato prima la propria essenza. La solitudine che attanaglia ognuno di noi si fa più dolorosa nella lontananza e accresce l’incomprensione.

“Bisogna essere forti per essere liberi in qualsiasi circostanza” sembra bisbigliare il libro, “siamo fiammelle in balia del vento pronte ad accendersi o a spegnersi per sempre”. Trovi il libro in vendita su Amazon a questo link

Sospirolo si trova in provincia di Belluno e fa parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: un luogo da visitare e conoscere.

L’origine del nome Sospirolo è da considerarsi parte integrante del monte Speron che svetta sopra il comune. I Sospiroi, infatti, erano gli abitanti conosciuti nella zona come “la gente che viveva nei casali sotto il monte Sperone”.

Ti confesserò che la prima volta che l’ho sentito io, invece, ho subito immaginato una donzella in attesa del suo amore, trascorrendo il tempo fra lacrime e sospiri. 

Sospirolo e le sue frazioni

 

Sospirolo è un comune che conta circa 3000 abitanti con un centro abitato che merita una piccola visita a partire dalla bellissima chiesa patronale dedicata al culto dei Santi Pietro e Paolo, istituita attorno all’anno 1100.

Nel corso dei secoli la stessa fu ampliata e ricostruita seguendo lo stile architettonico neogotico assai particolare in quella zona e consacrata dal patriarca di Venezia Giuseppe Sarto meglio conosciuto come il Papa Pio X.

La chiesa si trova in una posizione pianeggiante ed è contornata dal profilo bianco delle montagne; in lontananza si scorge il campanile, in posizione arretrata rispetto la chiesa, adiacente al cimitero comunale. 

La nota stonata di questo panorama da cartolina è un palo del telefono sistemato proprio di fianco al campanile. Impossibile fare delle foto senza che questo non sbuchi da qualche parte, un vero peccato!

 

 

Sentiero Dino Buzzanti e Girolamo Segato

Se dalla chiesa si scende in direzione cimitero si trova accanto al parcheggio il sentiero dedicato allo scrittore Dino Buzzati, un percorso ad anello che riporta in centro sulla destra della chiesa.

Il tragitto, ahimè, non è molto curato ma cela al suo interno un tiglio antico che conosce tutte le vicissitudini degli abitanti. Quante cose avrebbe da dire quella pianta se potesse parlare!

Inizierebbe sicuramente raccontandoci la vita del suo abitante più illustre, ossia il cartografo, egittologo e naturalista Girolamo Segato. Chi era costui?

Girolamo nacque all’interno della Certosa di Vedana (te ne parlerò fra un po’) e, all’età di 26 anni, partì in spedizione per l’Egitto. Si appassionò in particolar modo della tecnica della mummificazione.

Quando fece ritorno in Italia si trasferì a Firenze approfondendo gli studi già iniziati in Egitto sull’imbalsamazione. Fu così abile ad apprendere la tecnica da inventarne una parallela e originale che consisteva nella mineralizzazione o pietrificazione. 

Si tratta di un processo che distrugge la parte organica attraverso l’uso di agenti chimici. Tramite questo elaborato fu in grado di creare dei preparati che permettevano la conservazione dei tessuti in termini di consistenza, elasticità e colori.

Pensò di regalare un tavolo di carne pietrificata al Granduca di Toscana per ricevere in cambio una sorta di finanziamento alle sue ricerche. Il nobile, però, non vide l’oggetto come un qualcosa di valore ma anzi di diabolico, e lo tacciò di essersi impossessato della magia Egiziana. 

Segato fu protetto da papa Gregorio XVI che era un suo concittadino ma rimase profondamente colpito dall’accaduto. Decise di tenere per sé la formula segreta che permetteva il processo chimico e tutt’ora non si conoscono ancora i particolari. Un suo tavolo di lavoro è esposto alla Reggia di Caserta nella sala dell’Estate. 

 

Chiesa a Sospirolo

 

Le frazioni di Sospirolo sono:

  • Torbe
  • Mis
  • Gron
  • Pascoli
  • Maras
  • San Gottardo
  • San Zenon
  • Piz-Camolino
  • Oregne – Ai Casai – Campaz
  • Susin

 

Mis

Si tratta di piccole comunità  che nascondono bellezze a volte inaspettate, come il comune di Mis da cui prende il nome l’omonimo lago e che richiama ogni anno migliaia di visitatori.

Alimentato dal fiume Cordevole e da altri torrenti che scendono a picco sulla valle è riconosciuto per essere un luogo incantevole in cui ricaricare le energie a contatto con la natura più selvaggia.

Lo si può fare visitando i famosi Cadini del Brenton, la cascata della Soffia o intraprendendo i numerosi sentieri che portano direttamente all’interno del Parco delle Dolomiti. 

Se vuoi organizzare una gita qui ti consiglio di leggere l’articolo che ho scritto l’anno scorso corredato da tutte le informazioni utili:

Gron

La chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta di Gron a Sospirolo fu progettata dall’architetto armeno Ohannés Gurekian nel 1961. L’uomo nacque a Costantinopoli ma si trasferì in Italia e più precisamente ad Asolo in tenera età. 

I suoi studi verterono sull’ingegneria idraulica ma i suoi lavori si diressero per la maggior parte verso l’architettura. Innamoratosi perdutamente della zona dell’Agordino si stabilì a Frassené.

In queste zone scoprì l’alpinismo e le crode dolomitiche e si fece promotore della salvaguardia del territorio. Per questo, alla fine del secondo conflitto mondiale, fece ritorno nel bellunese e si dedicò alla ricostruzione dei piccoli abitati completamente distrutti dalla guerra.

Va ricordato, inoltre che fu l’ideatore della prima associazione Pro Loco d’Italiavolta a valorizzare le qualità naturali, culturali e architettoniche del territorio. 

 

Certosa di Vedana

 

San Gottardo

Nel comune di San Gottardo di Sospirolo a Masiere si trova l’affascinante Certosa di Vedana oggi chiusa al pubblico perché abitata dalle monache di clausura. Le sue origini sono molto antiche e risalgono all’Alto Medioevo.

Nacque come ospizio per poi essere acquisita dai padri certosini della regola di San Brunone che la trasformarono in luogo di contemplazione e di ricevimento dei viandanti. 

Successivamente divenne una fattoria e iniziò un lento declino strutturale fino a quando non fu ceduta alle monache di clausura provenienti dalla certosa di Riva di Pinerolo che la risistemarono. Attualmente è abitata dalle monache di clausura, un piccolo gruppo di religiose dedita alla preghiera ininterrotta al santissimo Sacramento.

La via degli ospizi

Dalla Certosa di Vedana parte il percorso conosciuto come la via degli ospizi che porta da Vedana alle miniere di Val Imperina, attraverso un tracciato lungo 20 chilometri. 

Si attraversa quindi i luoghi storici adibiti a ospizi come quello di Vedana appunto, di San Gottardo, di Candaten e di Agre seguendo la riva destra del fiume Cordevole.

I paesaggi che si incontrano lungo il cammino sono molto diversi fra loro e variano dal più selvaggio al più verdeggiante fra prati in fiore e terreni agricoli. La distanza però è notevole e va calcolato un giorno intero di cammino. 

 

 

Lago di Vedana

Appena prima di arrivare alla Certosa si trova sulla destra il lago di Vedana, uno specchio d’acqua formatosi naturalmente e considerato oggi come uno dei biotopi bellunesi di maggior rilevanza.  

Lo si può visitare attraverso un percorso ad anello ammirando le ninfee comuni che abbelliscono la superficie del lago e le sue piante le cui fronde scendono a toccare l’acqua.

La fauna presente è molto popolosa e spiccano gli uccelli come l’airone cenerino, la ghiandaia e il germano reale, come anche gli anfibi tipo la salamandra pezzata, la raganella e il tritone punteggiato.

Luogo dedicato alla pesca sportiva dove si possono incontrare trote, cavedani, carpe, pesci persico, eccetera. L’ultima menzione va agli anfibi tra cui i più comuni sono l’orbettino, la biscia dal collare e Colubro di Esculapio, tutti non velenosi!

Oltre alla passeggiata di mezz’ora intorno al lago si può fare il Percorso Natura delle Masiere dalla durata di 1 ora circa.

Si parte dal parcheggio del lago e si attraversano le frazioni di Torbe e Calmatte fino a raggiungere il Belvedere da cui si possono ammirare la valle del Cordevole, la catena Prealpina, la Certosa di Vedana e la chiesa di San Gottardo.

 


Cosa c’è ancora da vedere nel Bellunese secondo Punto e Viaggio:


 

*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Sospirolo mi ha colpito subito per il verde brillante dei suoi prati, il verde più scuro delle sue montagne e il profumo inebriante dei fiori dove ronzano felicemente api indaffarate. 

Potresti decidere di assaggiare un petalo. Alcuni fiori si possono mangiare, lo sai? Ma forse è meglio lasciarli alle api che sanno meglio di noi come rendere prezioso il loro nettare.

Mi sono dedicata un giorno alla flânerie con l’intento di tornarci ancora per terminare di visitare quegli angoli che ho trascurato, mentre il Genius Loci mi si è subito presentato come un essere determinato, diretto e indaffarato.

Porta nel suo cuore i ricordi dell’infanzia e dei suoi giochi nella natura, alla quale è profondamente legato. Sentirai anche tu la voglia di accarezzare l’erba o la corteccia di un albero, oppure ancora mettere i piedi nell’acqua gelida, per assicurarti la sua forza e assorbirne l’energia. 

Lo stesso rumore dello scorrere scivolando tra i sassi ti donerà pace come anche l’immergerti nei boschi per ascoltare il solo canto degli uccelli reclamarne la proprietà.

Musica consigliata: Spasseton – Los Massadores

Lettura consigliata: Barnabo delle Montagne – Dino Buzzati