Come muoversi a Ischia? Sarà la domanda che ti farai raggiungendo l’isola. Io ti suggerisco i mezzi pubblici ma preparati all’avventura!

Per quale motivo? Perché nei periodi di maggiore affluenza turistica saranno carichi di persone che come te avranno deciso di affidarsi a loro. Potrai scegliere comunque soluzioni alternative che ti elencherò di seguito.

Affittare un auto o un motorino

 

Questa potrà sembrare la soluzione più comoda ed efficace ma bisognerà fare i conti con il traffico e la ricerca spasmodica dei parcheggi. Inoltre, è bene che tu sappia che le strade sono strette e piene di curve per cui non sarà semplice guidare in sicurezza.

In alternativa potresti optare per un motorino ma devi fare estrema attenzione alle zone a traffico limitato e di nuovo a dove parcheggerai il mezzo. Se vuoi informarti in anticipo, prima di approdare all’isola sui costi e le varie opzioni, prova a contattare queste agenzie di noleggio:

 

Veduta dal castello

Veduta dal Castello Aragonese

Autobus

È il mezzo più usato e proprio per questo il più abusato. Spesso mi è capitato di rimanere a terra perché troppo pieno o di rimanere schiacciata all’interno come una sardina!

In ogni caso il prezzo del biglietto è irrisorio e va da:

  • 1,50€ per la corsa singola, a bordo 2,00€;
  • 1,80€ per 100 minuti compreso cambio bus;
  • 4,50€ per il biglietto giornaliero;
  • 11€ per i 3 giorni;
  • 14,50€ per il settimanale;
  • 33,60€ per il mensile;
  • 235,20€ per l’annuale.

Per fortuna gli autobus passano di frequente e ce ne sono diversi in base alla destinazione desiderata. Il punto principale da cui partono tutti i bus per l’isola è Ischia Porto e si dovranno convalidare all’interno i titoli di viaggio.

In generale possono andare verso destra o verso sinistra, ti sarà utile capire la differenza per evitare di percorrere troppo tempo nell’autobus. La differenza tra CD e CS è molto semplice:

CD significa “Circolare Destra” e passa attraverso i comuni di Ischia Porto, Barano, Fontana, Serrara, Cava Grado, Forio, Lacco Ameno, Casamicciola e di nuovo Ischia Porto.

CS significa “Circolare Sinistra” e visita i comuni di Ischia Porto, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Cava Grado, Serrara, Fontana, Barano e, infine, Ischia Porto.

Le altre linee sono dalla numero 1 alla 16 e dalla 21 alla 24 e le trovi a questo link corredato dagli orari invernali o estivi.

 

Ceramica con cartina isola di ischia

Taxi Boat

Stai pensando che non riusciresti mai a imbottigliarti in un bus carico di persone? La scelta potrebbe ricadere sul servizio dei Taxi Boat ma i prezzi saranno decisamente più elevati.

I tragitti compiuti sono il giro completo dell’isola, dalla Baia di Sant’Angelo a Fumarole, Cavascura, Olmitello, Maronti e Petrelle, oppure Citara, Forio, Lacco Ameno, Casamicciola, Ischia Porto, Castello Aragonese e Grotta del Mago.

Per avere un’idea generali sui prezzi ti consiglio di consultare questo link dove trovi i percorsi con i relativi prezzi aggiornati al prezzo attuale.

 

Come muoversi a Ischia in Taxi (auto)

I taxi si dividono in due categorie:

  • singoli
  • collettivi

I primi li puoi fermare ovunque, prenotarli dall’hotel o chiamare al telefono e ti portano in qualsiasi punto dell’isola tu voglia. I prezzi sono quelli di mercato come se tu viaggiassi in qualsiasi città italiana.

I secondi, invece, eseguono delle tratte specifiche e la cosa più interessante è che sono condivisibili con altre persone, riducendo in questo modo il prezzo della corsa.

Ad esempio potresti spendere solo 5€ da un paese all’altro evitando così la seccatura di attendere l’arrivo del bus e di rimanere in piedi per mancanza di posto a sedere.

 

 

Come raggiungere Ischia?

 

Dopo aver scoperto come muoversi a Ischia immagino vorrai sapere come raggiungere Ischia da Napoli, pertanto ti consiglio di dare un’occhiata all’articolo che ho scritto in precedenza:

All’interno troverai i mezzi per raggiungere il porto di Napoli e come raggiungere il porto di Napoli dall’aeroporto Capodichino.

 

Volevo lasciarti dicendo che Ischia è una meta fantastica che mi ha sorpreso per la sua particolarità e la ricchezza paesaggistica, artistica e culturale. Vedrai che non ti deluderà ma anzi ti farà venire voglia di tornarci nuovamente!

Quali sono le più utili applicazioni per viaggiatori in auto? Ne ho descritte alcune che non potrai proprio farne a meno…

Alcuni viaggiatori non ci pensano proprio a viaggiare in aereo, in treno o in autobus perché mal sopportano il tempo di attesa che questi mezzi richiedono, pertanto preferiscono salire sulla propria auto e visitare le mete prefissate.

L’auto, però, richiama un maggior impegno fisico e psicologico ma grazie agli strumenti adatti questo peso viene notevolmente diminuito. Sei curioso di conoscere le applicazioni per viaggiatori in auto che ti aiuteranno a rendere il tuo soggiorno più piacevole? Leggi di seguito la lista e prendi nota!

Fase uno – Scelta del mezzo

 

La prima scelta da fare sarà decidere se viaggiare con la propria auto oppure noleggiarla in loco. Entrambe le soluzioni hanno bisogno di essere attentamente valutate prima di partire all’avventura.

Se la decisione ricadrà sulla propria auto si dovrà fare un check up completo in modo da evitare spiacevoli sorprese durante il tragitto. Quindi un controllo generale dal meccanico di fiducia è d’obbligo e ricordati di segnalare allo stesso, una media dei chilometri che intendi percorrere affinché la macchina sia pronta ad affrontare il viaggio.

Se decidi di noleggiare l’auto controlla ogni più piccola clausola inclusa nel contratto di affitto che andrai a firmare. Questa regola vale sia nel caso tu lo faccia in internet o in loco. 

A volte sono incluse delle voci di pagamento posticipato o delle condizioni sfavorevoli da non sottovalutare in caso di problemi. I siti di noleggio più usati che ti consiglio sono: 

*** Entrambi i siti sono consultabili da PC o scaricati come applicazioni 

Nel caso tu avessi la necessità di lasciare l’auto al parcheggio dell’aeroporto per proseguire in aereo il sito Looking4Parking ti mette in evidenza i parcheggi disponibili e le varie offerte presenti sul mercato.

 

 

Ho parlato più approfonditamente del sito in questo articolo:

 

Lista delle applicazioni per viaggiatori in auto

 

Ok, facciamo che sei pronto per partire con la tua auto o che hai noleggiato un mezzo per visitare un luogo che desideravi da tempo. Quali ulteriori applicazioni ti possono risultare utili?

Inizierei dalle principali, quelle che tutti conoscono di uso quotidiano, ossia Google Maps, ViaMichelin e MapsMe. Non mi fermerò a parlare molto di queste perché l’ho già fatto in altri articoli, sappi solo che sono estremamente importanti.

Google Maps si usa per creare itinerari, controllare il traffico, segnalare eventuali autovelox e molte altre cose, ViaMichelin svolge la stessa funzione in modo più dettagliato e preciso, mentre MapsMe permette di vedere gli itinerari in modo efficace anche in assenza di connessione, scaricando in anticipo le mappe. 

 

Parcheggio

Uno dei più annosi problemi quando si viaggia in auto, soprattutto quando non si conosce la zona, è dove trovare parcheggio: a questo rispondono le applicazioni Parkopedia e EasyPark.

Le trovi disponibili per i sistemi iOS e Android e mentre la prima ti aiuta a trovare disponibilità di parcheggio all’estero, la seconda si specializza soprattutto per il territorio italiano. 

 

Diagnostica dell’auto e metodo di guida

Alcune interessanti applicazioni da aggiungere alla tua lista già presente nello smartphone sono Torque Lite, Gestione Auto e Come Guidi. Uno strumento di diagnostica come Torque ti permette di configurare la centralina della tua auto e controllare i relativi valori, scoprire dei malfunzionamenti e registrare in tempo reale le prestazioni.

Gestione auto è un applicazione utile per avere sotto mano la documentazione completa della tua auto e un fantastico promemoria per le varie scadenze annuali. 

Come guidi, invece, è una specie di corso di guida che monitora il tuo stile di guida. È disponibile sull’App store e su Google Play e ha delle Social Challenge in cui confrontarsi con altri autisti.

Ti basterà salire in auto, avviare l’applicazione e sarà lei a fare il resto: controllerà il tuo modo di guidare consigliandoti al momento opportuno il miglior comportamento da seguire per viaggiare in tutta sicurezza.

L’aspetto più divertente è che ti verrà dato un punteggio sulla tua guida e grazie a questo parametro potrai renderti conto degli atteggiamenti sbagliati che assumi involontariamente mentre sei in viaggio.

 

 

Antifurto e non solo

Una delle app con il punteggio più alto (5 stelle) presenti negli store è Ferruccio Antifurto Auto che permette non solo di segnalare il momento in cui l’auto viene rubata ma anche di controllare l’avanzamento grazie al sistema GPS integrato.

In caso di malessere c’è la possibilità di inviare una mail a un indirizzo specifico indicando esattamente la località in cui ti trovi, puoi registrare il punto in cui hai parcheggiato per ritrovarla in fretta al ritorno e, infine, è compreso un assistenza su strada in caso di emergenza.

Un ultimo suggerimento che ti voglio dare è quello di collocare le applicazioni di guida all’interno di una singola cartella affinché sia più semplice, nel momento opportuno, utilizzarla.

Creare una cartella sul tuo smartphone è molto semplice: basta cliccare l’icona e trascinarla sopra un’altra da inserire nella cartella così in automatico si creerà un nuovo contenitore. Continua a inserire le altre e poi rinomina con un titolo performante come ad esempio “App Guida”.

In questo modo avrai tutto in ordine e pronto per essere utilizzato al momento opportuno. Sei pronto ora per accendere il motore e iniziare il tuo viaggio! 

Dopo essermi a lungo lamentata terminai il discorso dicendo: “Non vedi quanto è grande il mondo? Come posso farcela da sola?” Ero solo una cucciola di volpe che chiedeva consiglio a un ranuncolo di montagna, l’unico disposto ad ascoltare i lamenti della mia anima.

“E lo chiedi a me?” rispose decisa la pianta “Ho dovuto forare una bottiglia per far sì che il mio gambo crescesse in altezza e nonostante questo non mi sono arresa. Devi coltivare la forza di volontà come hai fatto per diventare un’abile cacciatrice.

La necessità stimola l’apprendimento, la curiosità aumenta la conoscenza e la giustizia indirizza la consapevolezza.

Sei piccola, è vero, forse troppo per questo mondo ma non lo è altrettanto il desiderio di attraversare i sentieri della vita; perciò avanza ora e non ti abbattere, non fino a quando per te non vi sarà alcuna speranza”.

Presi quelle parole come se fossero l’unico appiglio possibile e le cacciai all’interno della mia mente, pronta a servirmene ogni qual volta ne avessi bisogno. Continuai a salire mentre i pensieri vorticavano inarrestabili. “Coltivare la forza di volontà… aumentare la conoscenza… essere consapevole di ciò che è giusto…” pensai: “Come si possono seguire questi insegnamenti?”

Il mondo stava cambiando a un ritmo tale che non si riusciva più a controllare. La devastazione era totale: uragani, maremoti, esplosioni vulcaniche e sconvolgimenti climatici si abbattevano quasi quotidianamente in ogni parte del mondo. L’ impotenza con la quale gli uomini seguivano gli avvenimenti era contagiosa tanto da coinvolgere anche noi animali. Ci sentivamo rattristati dalle perdite subite soprattutto quando ci colpivano direttamente. Capitò anche a me: persi i miei genitori durante la tracimazione del torrente Vemir rimanendo così da sola.

All’inizio fu difficile prendere in mano la situazione ma poi mi feci coraggio, spinta anche dalla fame, decisa a conquistare un posto nel bosco. “Necessità che stimola l’apprendimento” proprio come aveva detto il ranuncolo di montagna.

Le funeste elucubrazioni mi fecero raggiungere la cima. Alzai gli occhi per annusare l’aria, a seguito di un odore selvatico appena percepito, e vidi un tramonto dai colori accesi intercalato da nuvole dalle tonalità pastello. La visione fu talmente surreale da farmi rabbrividire e all’improvviso venni pervasa da un’ondata di consapevolezza simile a una folata di vento freddo.

La meraviglia dell’universo era tale da far sembrare gli accadimenti atmosferici quasi una sorta di obbligo atto a ripagare gli sprazzi di divinità omaggiata. A queste riflessioni si contrapposero le parole della piantina poc’anzi incontrata: “La curiosità aumenta la conoscenza”.

 

Foglie autunnali e sole che fa capolino tra esse

 

L’interesse nei confronti dei contrasti della natura stava in effetti colpendo i miei sensi che nel frattempo si erano acuiti verso ogni rumore, odore, visione, gusto e sensazione tattile. Capii che il Creato non si ferma nemmeno per un attimo di fronte alle avversità ma continua, imperterrito, a mostrare la sua bellezza. L’armonia non si scalfisce con le difficoltà ma si adatta conformandosi al momento presente. Forse ero troppo piccola per questo mondo ma ne facevo parte, ero un piccolo pezzo di un puzzle senza il quale non si sarebbe completato il quadro.

Non mi sentii più inutile perché potevo compartecipare alla salvezza della Terra. Certo, non avrei fatto tutto da sola, l’impegno degli altri era fondamentale, ma comprendere di poter agire era stato un momento rivelatore.

Il mio obiettivo diventò, prepotente, quello di scuotere le menti, risvegliare gli altri animali dall’apatia e far loro capire la stessa deduzione che avevo avuto io. Insieme potevamo farcela, da soli eravamo perduti.

Risuonò la frase “La giustizia indirizza la consapevolezza espressa dal ranuncolo di montagna e confermai il concetto con un convinto movimento del capo. Sarei stata io, ora, a indicare la verità.

Scesi lungo il fianco della montagna e nonostante la fame e la stanchezza mi sentii leggera, ricaricata da una nuova prospettiva. Nessuno è troppo piccolo per essere custode e protettore della nostra Madre Terra, nemmeno io, nonostante l’età e la scarsa fortuna avuta finora.

Un’infelicità non giustifica l’indifferenza, non ci si può nascondere dietro la paura di non saper cosa fare, si deve agire in qualche modo e cercare di fare il meglio. Forse non sarà risolutivo ma andrà a beneficiare una piccola parte del mondo proprio come minuti elementi di un ingranaggio che a volte si inceppa ma che non smette mai di funzionare. Lo stai dando tu, il tuo contributo al mondo?

 

“Questa storia partecipa al Blogger Contest 2019

Se dovessi scegliere ti piacerebbe fare il giro del mondo in treno, in aereo o in nave? Quale sarebbe la soluzione più adatta a te?

Se non sai ancora come rispondermi, non ti preoccupare, andremo a vedere assieme nell’articolo quella che risuona più familiare al tuo modo di viaggiare.

 

Il giro del mondo in treno

 

Il viaggio in treno permette di ammirare paesaggi variegati che ruotano dai centri abitati alla natura incontaminata. Lascia spazio ai pensieri che si intrufolano facendoci sognare a occhi aperti.

La vicinanza dei sedili, infine, invita allo scambio di chiacchiere portando una ventata di umanità all’interno della più frequente scelta di individualità.

56 giorni in treno per visitare 4 continenti attraversando 20 città: è quello che promette l’agenzia di viaggio britannica Railbookers, specializzata proprio nei viaggi in treno.

Si visiteranno 5 parchi nazionali, fantastiche città e metropoli partendo da Londra fino ad arrivare a New York City.

Le tappe intermedie previste sono: Genova, Roma, Venezia, Vienna, Praga, Amburgo, Copenhagen, Stoccolma, Helsinki, Mosca, Ulaanbaatar, Beijing, Xi’an, Hong Kong, Perth, Sidney, Los Angeles, Grand Canyon, Grand Junction, Zion National Park e Chicago.

Mancano all’appello molti stati asiatici, tutta l’Africa, l’America Centrale e il Sud America. Il costo si aggira attorno ai 17 mila euro, ai quali vanno aggiunti i voli aerei da Hong Kong a Perth, da Sydney a Los Angeles e il ritorno da New York a Londra.

I pasti compresi sono un totale di 51 suddivisi in 40 colazioni, 7 pranzi e 4 cene. La maggior parte del tempo è calcolata in visite quindi gli spuntini sono a discrezione dei viaggiatori.

Sono prenotati anche molti tour tra cui quelli a Città del Vaticano, le city card per Sidney e New York, gli ingressi ai grandi parchi americani, i traghetti, i trasferimenti, eccetera…

 

treno giallo in corsa

Il giro del mondo in aereo

 

L’aereo è probabilmente il mezzo più conveniente e rapido per raggiungere le mete di viaggio ma non tutti amano fare il check in, passare al controllo bagagli e passaporti o attendere in fila per entrare nel velivolo.

Il biglietto “Round the World” permette di fare un certo numero di scali a un prezzo fisso facendo abbattere notevolmente i costi del nostro soggiorno all’estero.

Certo le destinazioni devono essere valutate in modo corretto per avere un effettivo risparmio ma se il conteggio dei chilometri non è calcolato capirai bene la soluzione è adeguata nel momento in cui si raggiungono delle mete piuttosto distanti.

In sostanza cos’è e come funziona il biglietto?

Si tratta di una sorta di alleanza stretta fra le diverse compagnie aeree al fine di permettere ai loro clienti di volare con un singolo titolo di viaggio e usufruire di benefits concordati con chi emette il biglietto.

Quindi c’è una compagnia aerea di linea che ha dei partner ai quali “concede” il proprio cliente per farlo volare in tutto il mondo. Le compagnie affiliate non sono mai low cost pertanto non ti sognare di salire su un aereo della Ryanair ma sono sempre di un certo livello.

Quanto costa il biglietto?

Dipende dai chilometri o dalle miglia: la compagnia aerea olandese KLM, per esempio, indica nel suo tariffario il seguente importo:

  • Su circa 25 mila chilometri da Venezia a Tel Aviv, Mosca, Bangkok, Los Angeles, Chicago e ancora Venezia sono circa 3 mila euro.

Il biglietto, generalmente, ha validità di un anno e richiede il rientro non nella stessa città ma nello stesso paese di inizio viaggio. Le condizioni contrattuali variano in base alla compagnia aerea che lo emette.



Il giro del mondo in nave

 

Non ho ancora fatto una crociera perché ho una sorta di pregiudizio negativo a riguardo però l’idea di fare il giro del mondo in nave, lo ammetto, mi affascina.

Immagino il tempo a disposizione per conoscere le persone, vedere tramonti infuocati e albe rosate dalle terrazze, l’abitudine alla routine e al tempo scandito dai pasti: ecco tutto questo, in qualche modo, stuzzica il mio interesse.

Così mi sono documentata e in partenza dall’Italia c’è la nave da crociera di MSC che permette di vedere 52 destinazioni collocati in oltre 30 nazioni diverse.

L’itinerario completo dura 119 giorni, la partenza è prevista per il 5 gennaio 2021 da Genova, Civitavecchia, Marsiglia o Barcellona ma il costo non è segnalato.

Se si vogliono visitare tutti i paesi elencati nel viaggio (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Barbados, Grenada, Curacao, Colombia, Costa Rica, Nicaragua, Guatemala, Messico, Stati Uniti, Samoa, Figi, Nuova Zelanda, Australia, Papua Nuova Guinea, Filippine, Giappone, Corea, Cina, Vietnam, Singapore, Malesia, Sri Lanka, Emirati Arabi Uniti, Oman, Giordania e Grecia) bisogna contattare l’agenzia viaggi o direttamente MSC.

 

Giro del mondo in treno, in aereo o in nave?

Per saperne di più sul giro del mondo in treno contatta l’agenzia Railbookers

Un piano di volo Round the World ticket promosso da KLM puoi testarlo qui

In questa pagina, infine, trovi tutte i contatti e le informazioni per il giro del mondo con la nave da crociera.

La salutare colazione giapponese affascina per l’accostamento di sapori così diversi fra loro che non siamo soliti gustare. Le regole ferree della cucina tradizionale impongono un assortimento variegato al fine di non annoiare il palato. 

L’unica difficoltà che potremmo riscontrare nella preparazione delle pietanze sarà reperire tutti gli ingredienti, per questo dovremo premunirci in tempo.

A tale proposito ti consiglio di dare un’occhiata ai negozi etnici della tua città o di chiedere informazioni al tuo ristorante sushi di fiducia.

Salutare colazione giapponese

 

Perché all’inizio dell’articolo ho usato l’aggettivo salutare accostato alla colazione giapponese? Perché la maggior parte degli ingredienti sono composti da proteine velocemente assimilabili che donano un senso di sazietà senza appesantire il processo digestivo.

La preparazione dei piatti non è difficile e neanche troppo impegnativa e soprattutto può essere preparata in grandi quantità per averne a disposizione per diversi giorni.

Secondo le regole classiche della tradizione giapponese i pasti si consumano seduti su un cuscino posizionato sopra il tatami, con un tavolino davanti ove appoggiare un vassoio.

 

Sopra il vassoio ci andranno delle ciotole di varie forme e dovranno seguire una logica ben precisa:

 

  • mai posizionare sulla stessa linea due ciotole con la stessa forma (tonda + tonda, ad esempio) ma alternare;
  • il riso si posiziona a sinistra, la zuppa a destra, le bacchette davanti al commensale con la punta rivolta verso sinistra appoggiate a un sostegno;
  • dentro la ciotola rotonda ci vanno degli ingredienti quadrati o rettangolari e viceversa;
  • le bacchette non devono mai puntare verso una persona;
  • gli ingredienti seguono dei concetti cromatici e la stagionalità.

 

L’etichetta giapponese richiede un rituale molto complicato che si sta perdendo a causa dei ritmi di vita sempre più sostenuti e l’influenza della cultura occidentale. Rimane comunque piacevole spaziare ogni tanto nella tradizione per non perdere le radici culturali di un popolo.

 

scritta in giapponese del wabi sabi

 

Quali ingredienti troviamo?

 

Diciamo subito che la colazione non discosta molto dagli altri pasti principali della giornata infatti tra gli ingredienti troviamo il riso con fagioli, la zuppa di miso, il salmone o lo sgombro, i sottaceti e una specie di omelette chiamata Tamagoyaki.

Le porzioni non sono abbondanti, data la varietà dei piatti proposti, ma contribuiscono comunque ad alzarsi dalla tavola belli pienotti e soddisfatti!

Il riso è cotto a vapore e accompagnato ai fagioli di soia fermentati, conosciuti come Nattō oppure ai fagioli rossi varietà azuki. Il salmone o sgombro sono serviti crudi come sashimi, grigliati o affumicati. 

La zuppa di miso si presenta all’interno di una ciotola di legno laccato chiusa da un coperchio. Va bevuta portando la ciotola vicino alla bocca mentre i pezzetti di alghe e tofu nel fondo vanno presi con le bacchette.

zuppa di miso fotoL’omelette Tamagoyaki è vuota durante la colazione, ripiena se consumata come street food. La scelta del ripieno varia a seconda dei gusti e del luogo. 

Infine, se c’è ancora posto, rimangono i sottaceti di daikon, prughe, zenzero, eccetera. Anch’essi si usano in accompagnamento al riso.

 

Come preparare la zuppa di miso?

Il miso nasce dalla fermentazione dei semi di soia salati e il fungo Koji, viene poi aggiunto al brodo arricchito di alga wakame, pezzetti di tofu e alcune foglie di verdure. Il gusto è delicato e sapido allo stesso tempo mentre le verdure e il tofu mitigano l’effetto untuoso del brodo.

 

Come preparare i Tamagoyaki?

La ricetta è molto semplice, gli ingredienti invece sono difficili da reperire. Ma proviamoci lo stesso! Ti servono:

4 uova, 1 cucchiaio di zucchero di canna, 2 cucchiai di brodo dashi, salsa di soia a piacimento.

 

Il procedimento segue i seguenti passaggi:

I tamagoyaki pronti per essere mangiati!Sciogliere lo zucchero nel brodo, aggiungere qualche goccia di salsa di soia e aprire le uova. Mescolare il tutto e cuocere in una padella a fuoco lento fino a formare una frittata. 

Arrotolare verso sinistra la frittata e mettere sulla padella un altro quantitativo di impasto per creare una nuova frittata. Continuare in questo modo fino all’ultima. 

Se il procedimento riesce difficile appoggiare le frittate sopra un tappetino di bambù e ripiegarle tutte assieme come quando si fa il sushi fino a formare un singolo rotolo. Il rotolo così formato va tagliato in pezzi da 5 centimetri circa e serviti caldi ai commensali. 

 

Per conoscere altri piatti della cucina giapponese ti consiglio il libro “Il Giappone in Cucina” di Graziana Canova Tura, io lo sto leggendo adesso e sto trovando dei spunti veramente interessanti per avvicinarmi alla tradizione culinaria del Sol Levante. 

Gli hotel più lussuosi al mondo si trovano nel programma “The Leading Hotels of the World” fondato in Europa poi diffusosi in tutto il globo.

Lo stesso raccoglie non solo gli hotel in base al numero di stelle ma li differenzia anche a seconda delle caratteristiche che li hanno resi famosi. Un esempio lampante è quello dell’hotel Sacher a Vienna situato dietro la cattedrale e quindi in prossimità del centro.

La struttura è famosa non solo per il suo retaggio storico ma soprattutto per essere il luogo in cui è nata la Torta Sacher, una delle delizie dolciarie conosciuta in tutto il mondo.

Quali sono i criteri di selezione?

 

La società Leading Hotels è stata fondata nel 1928 a New York e al suo interno erano annoverati i più prestigiosi hotel d’Europa, mentre oggi l’azienda ha uffici in più di 20 città del mondo e nel suo programma fanno parte strutture dei cinque continenti.

Il numero esatto corrisponde a oltre 400 hotel in più di 80 paesi diversi dislocati nel mondo che corrispondono alle richieste di una clientela internazionale sempre più esigente e in costante crescita.

 

La loro filosofia, infatti, si basa su questo motto:

“Selezioniamo gli hotel pensando ai viaggiatori curiosi, per soddisfare al meglio la loro ricerca di qualità ed esclusività. Il risultato è una collezione di hotel indipendenti uniti non da ciò che li rende uguali, ma dai dettagli che li rendono diversi”.

Non tutte le strutture ricettive possono fare parte del programma “The Leading Hotels of the World”  in quanto i criteri di selezione sono molto rigidi.

Vengono costantemente e monitorati da una schiera di mistery guest che controllano periodicamente che gli standard qualitativi vengano rispettati.

Non è un circuito chiuso in quanto The Leading Hotels valuta e accetta nuovi affiliati i quali devono essere giudicati per essere ritenuti idonei a partecipare al programma.

 

Una delle piscine del parco termale Negombo

 

Gli hotel sono classificati in base a un dettagliato “sistema a punti” pensato per valutare ogni fase di soggiorno degli ospiti:

  • prenotazione;
  • check in;
  • trattamento;
  • check out.

Sono considerati altri aspetti quali l’arredamento, la reception, la sala d’attesa, le stanze, il ristorante, il giardino, la piscina, eccetera. Non è semplice entrare e rimanere nel circuito a causa dei costanti controlli e delle regole precise alle quali attenersi che limitano le scelte gestionali.

 

 

Quali sono secondo la Leading Hotels gli hotel più lussuosi al mondo?

 

Nel continente africano sono presenti in Kenya, Marocco, Mauritius, Repubblica del Congo, Seychelles, Sudafrica, Tunisia, Tanzania, Uganda e Zimbabwe per un totale di 23 hotel.

In America Centrale è presente solo l’hotel Bristol Panama a Panama City, mentre nei Caraibi ce ne sono in lista 10 dislocati fra Anguilla, Antigua, Barbados, Granada, Isole Turks and Caicos, Repubblica Domenicana, Saint Barthélémy, Saint Vincent e Grenadine.

L’America del Nord conta 3 strutture ricettive in Canada, 10 in Messico e ben 37 negli Stati Uniti. Ne possiedono meno in America del Sud dove le maggiori si trovano in Brasile (11 hotel). A seguire in Argentina con 6 hotel presenti: 2 in Cile, 2 in Colombia, uno a testa nel Venezuela, Perù e Uruguay.

In Europa fanno parte gli hotel di pressoché tutti gli stati.  In Medio Oriente solo in Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Libano e Oman. I più numerosi del Medio Oriente sono concentrati nello stato di Israele dove aderiscono il programma un totale di 8 strutture.

Come se la passano Asia e Oceania?

La prima ha un totale di 37 hotel distribuiti negli stati di Vietnam, Thailandia, Cina, Corea, Giappone, India, Indonesia, Maldive, Malesia, Myanmar, Pakistan e Singapore.

L’Oceania, invece, è presente nella lista degli hotel più lussuosi al mondo solo il Laucala Island nelle Fiji.

 

Se vuoi dare un’occhiata alle strutture consulta il sito a questo link:

Servono informazioni su come muoversi a Città del Guatemala con i mezzi pubblici? Nell’articolo troverai tutte le risposte di cui necessiti.

La capitale del Guatemala offre numerose attrattive ma la prudenza e d’obbligo in questa città perché numerosi sono i casi di furti e scippi ai danni dei turisti.

Ecco perché è importante viaggiare informati ed essere responsabili delle scelte che si fanno onde evitare seccature o pericoli maggiori. Purtroppo Città del Guatemala presenta delle zone da evitare. 

Indicazioni su come muoversi a Città del Guatemala

 

È il dipartimento in cui si trova la capitale nuova e da dove probabilmente arriverai per conoscere il territorio guatemalteco. Ci sono zone sicure e zone in cui è meglio non addentrarsi.

Guarda la cartina qui: https://bit.ly/2CElM6r

Città del Guatemala, conosciuta come Guate, offre i servizi di una tipica capitale con ogni sorta di negozi, hotel e locali. A fianco o nascoste in vie laterali si affacciano baraccopoli dove vivono le persone più disagiate. Chi la visita ha giudizi contrastanti: ad alcuni piace per il motore creativo e artistico che esprime, altri la detestano per i fastidiosi contrasti tra ricchezza e povertà.

Trasporti pubblici

Si divide in 13 zone e le attrattive principali si trovano nella zona 1, 10 e 13. L’aeroporto La Aurora si trova nella zona 13 quindi se hai intenzione di saltare la visita alla capitale o di rimanerci per pochi giorni, ti consiglio di cercarti l’hotel in questa zona. Per raggiungere le varie località in Guatemala puoi affidarti ai famosi Shuttle prenotandoli direttamente dall’hotel o in qualche agenzia di viaggio.

Uno dei problemi più grandi nella capitale è quello dei servizi urbani. Gli autobus rossi locali che portano i viaggiatori fra una zona e l’altra sono spesso coinvolti in furti e aggressioni a scapito dei turisti, per cui vengono sconsigliati dalle autorità locali. Rimangono dunque a disposizione i taxi, la TransMetro e il TransUrbano.

 

 

I taxi sono sicuri ma bisogna contrattare il prezzo al momento della salita altrimenti i prezzi tendono a essere più alti di quelli effettivi. Si trovano un po’ dappertutto e si fermano attirando la loro attenzione alzando un braccio.

La TransMetro è una compagnia di autobus di colore verde che corre su una corsia preferenziale e il biglietto è precedentemente acquistato in modo da ovviare il problema dei furti. Le fermate sono poche e selezionate, in modo da avere un servizio celere e comodo. In questo link puoi trovare tutte le tratte che vengono eseguite: https://bit.ly/2HVyMIs

Il TransUrbano è un’altra compagnia di autobus sicura che viaggia però in modo più lento perché non ha delle corsie preferenziali. Il livello di sicurezza è garantito dato che l’acquisto del biglietto avviene prima di salire in chioschi appositi e solo esibendo un documento di identità o il passaporto. Si acquista la carta magnetica di viaggio nella stazione degli autobus Centro Norte nella zona 10 o in Plaza Barrios nella zona 1.

 


Per informazioni più generalizzate su come muoversi in Guatemala consulta questo link in cui ne parlo in modo più approfondito:

Per altri articoli di approfondimento sul Guatemala da’ un’occhiata qui:

Oggi ti voglio deliziare con il racconto della Sacher Torte e altre curiosità viennesi per parlare di dolcezza e di mal celata amarezza. Sì, perché la lotta sul riconoscimento della proprietà ideologica della torta austriaca più famosa al mondo fu agguerrita. 

 

La nascita della Sacher

 

Franz Sacher si ritrovò, nell’anno 1832, a inventare una torta al cancelliere Metternich. Era un semplice apprendista nelle cucine di una delle famiglie più in vista dell’Austria ma dovette assumersi una grande e improvvisa responsabilità. 

Il capocuoco si era ammalato e non aveva fatto in tempo a preparare il dessert per l’importante cena di gala che si sarebbe svolta la sera stessa. Sacher non si perse d’animo e ideò un dolce con due strati di pan di spagna, lo divise in due e al centro spalmò una gustosa confettura di albicocche, ricoprendo il tutto con una calda glassa di cioccolato fondente.

Il successo fu ineguagliabile, tanto da consumarsi ancora oggi nei salotti viennesi e nelle case di tutto il mondo. L’originale, però, rimane quella venduta all’hotel Sacher di Vienna, anche se non è stata da subito riconosciuta.

 

 

 

La Sacher è di Sacher

Date a Cesare quel che è di Cesare disse Gesù nei vangeli e lo stesso desidero lo ebbe il giovane Sacher. “La torta l’ho inventata io” avrà detto seppur non conoscendo Pippo Baudo e tramandò la ricetta segreta al figlio.

Eppure la notorietà della torta era cresciuta così in fretta da diventare di dominio pubblico. Fu il figlio di Franz Sacher, tale Eduard Sacher, ad accrescerne l’originalità della ricetta tenendo gelosamente custoditi i segreti di alcuni ingredienti. 

In competizione c’era, però, il pasticcere di corte Demel con il quale Eduard aveva lavorato, che proponeva al mondo una sua versione leggermente differente da quella autentica. È la doppia farcitura di marmellata a determinarne la disuguaglianza tra l’una e l’altra, per il resto, il gusto e la qualità non cambiano. 

Dopo numerose battaglie legali risulta vincitrice l’originale creata dall’inventore Sacher che può finalmente rivendicarne i diritti e proporla in veste autentica nel suo Hotel Sacher posizionato dietro l’Opera di Vienna.

La torta è accompagnata da una tazza di caffè, in quanto ai viennesi risultava un po’ secca, e una spruzzatina di “obers”, il nome tedesco della panna montata.

 

 

La Sacher si trova solo a Vienna?

L’hotel Sacher è il punto di partenza da cui è nata la leggenda della torta viennese ed è stato fondato nel 1876. Successivamente ha visto nascere una filiale a Salisburgo dove si può assaggiare l’originale dessert.

Data la richiesta, però, sono nati dei Cafè Sacher specializzati esclusivamente a servire il dolce viennese nella zona duty-free dell’aeroporto di Vienna, a Innsbruck, Graz e nel Sacher Shop di Bolzano. Oltre alla possibilità di acquistare le delizie austriache anche nel negozio online Sacher (le prelibatezze possono essere ordinate online ma ritirate a Bolzano).

Ti ho fatto venire l’acquolina in bocca? Non resta che scoprirne la ricetta originale.

 

Foto Sacher torte

 

Ricetta Sacher Torte

 

La ricetta originale della Sacher torte la trovi a questo link: Ricetta originale e ricordati di aggiungerci un po’ di panna montata e di servirla con del caffè lungo stile americano. Gustala leggendo questo articolo dedicato alla Sacher Torte e altre curiosità viennesi.

 

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