Di essere un viaggiatore Boccadoro non lo sapeva se non fosse stato per Narciso che più di chiunque altro gli seppe leggere il cuore. Avercene di amici così, direte voi, ma si sa che le storie della letteratura sono sempre più leggendarie rispetto la realtà.

Hermann Hesse

 

L’autore del bellissimo romanzo è Hermann Hesse, scrittore di origini tedesche che vinse meritatamente, a mio avviso, il Premio Nobel per la Letteratura nel 1946.

Solo i libri facenti parte della letteratura tedesca mi lasciano al termine svuotata; la loro scrittura è talmente intesa, simbolica, quasi esoterica, da richiedere un esame di coscienza prima di chiudere definitivamente la novella.

Mi sono sentita allo stesso modo con i libri di Thomas Mann, per non parlare poi di Goethe che con “Le Affinità Elettive” e “I dolori del giovane Werther” mi ha letteralmente stregata, tanto da costringermi a rileggerli più volte.

Hermann Hesse aveva un’attrazione per il misticismo, la spiritualità e in particolare dai vari concetti che caratterizzano la filosofia orientale.

La sua non fu un’esistenza facile e in giovane età tentò addirittura il suicidio. Visse fra la Germania e la Svizzera seguendo una rigida educazione impartitagli dalla famiglia natale.

Cercò supporto e aiuto nella scrittura, la quale lo ricompensò facendogli ricevere numerosi riconoscimenti. Intraprese anche un viaggio verso l’India che però non vide a causa di un malessere fisico e navigò verso l’isola di Ceylon.

Nonostante la disavventura quella parte del mondo gli rimase nel cuore perché le dedicò due libri: Dall’India e Siddharta, trasferendo tutto il suo sapere e interesse verso la cultura orientale.

Si portò sempre appresso, però, una depressione latente, difficile da cancellare, che a momenti esplodeva rendendogli la salute sempre più cagionevole.

Morì a causa di un’emorragia cerebrale nel 1962 a seguito della leucemia nel piccolo paese di Montagnola in Svizzera. A lui è dedicato un percorso che da Montagnola va ad Agra.

 

Foto di Hermann Hesse

 

Recensione Narciso e Boccadoro

 

Era da tanti anni che conservavo nella libreria il racconto di Hesse senza mai decidermi di iniziarlo. L’inverno porta sempre desiderio di introspezione e quasi istintivamente l’ho preso in mano, decidendomi di leggerlo.

Penso sia arrivato al momento giusto perché mi ha fatto scoprire una trama inaspettata e una storia intensa che mi ha colpito per la ricchezza di contrasti.

L’ho letto a casa, senza nessun viaggio in programma, perché è un testo che in qualche modo ti spinge a muoverti seguendo finalmente la giusta direzione.

 

Viaggiatore Boccadoro non me l’aspettavo, eppure incarna molti di noi. Di contro, l’amico Narciso, incarna l’altra parte del mondo, quella con cui ci si scontra.

 

Loro due no, però, riescono a trovare un appiglio comune e grazie proprio alle loro diversità instaurano un’amicizia sincera, audace e calorosa. Sarà di aiuto a entrambi, fino alla fine.

Il viaggiatore Boccadoro fu lasciato dal padre in un monastero dove subito fece amicizia con Narciso: senza saperlo i due non potevano essere così diversi l’uno dall’altro.

Narciso, abile a leggere le anime delle persone, vedeva nella remissione dell’amico una recondita indole ribelle che l’avrebbe prima o poi fatto allontanare dal suo luogo di detenzione.

 

C’era una storia che Boccadoro aveva dimenticato fra le pieghe del suo cuore ed era legata alla figura materna, fuggita da casa per esplorare il mondo. 

 

Fu proprio Narciso a farla emergere rivelando all’amico il suo vero sé. Subentrò allora una crisi esistenziale che si risolse con la fuga dal monastero, appoggiata da Narciso che chiese solo di rivederlo ancora.

Iniziò così un viaggio all’insegna della dissolutezza, dell’avventura, del mistero e della ricerca al fine di ritrovare un equilibrio che si era andato a spezzare con il ricordo emerso della madre.

Boccadoro scoprì la passione per l’arte e l’intaglio del legno diventandone maestro presso un artista conosciuto strada facendo. Conobbe la gente di strada: persone che lo tradirono e altre che lo amarono.

Perché il viaggio è anche questo: una conferma di ciò che siamo, una ricerca di quello che vorremmo essere o la consapevolezza di non diventare mai quello che vorremmo. Il resto del romanzo non te lo voglio raccontare perché Hermann Hesse è un autore che va letto, lo merita la sua scrittura.

Trovi il libro qui

La simbologia degli animali nei viaggi è molto importante, lo ricordano anche i Maya con i loro nahual ma vale anche per noi occidentali. Mi ricordo, infatti, durante il mio soggiorno in Guatemala quanto rimasi affascinata nel conoscere i segni zodiacali mesoamericani.

Di quali segni sto parlando?

Secondo la cosmo-visione Maya ogni persona nasce con il proprio animale guida che corrisponde al suo nahual. Questo, assieme ad altri segni facenti parte della croce Maya, identificano l’individuo nella sua personalità.

Non solo!

Infatti lo dirigono nella vita facendogli seguire il percorso spirituale più adatto a lui affinché il suo scopo di essere umano venga realizzato. Per fare ciò deve essere consapevole del ruolo che deve svolgere nella comunità e seguire i dettami del suo animale guida e dei suoi segni sostenitori.

Ogni giorno è poi legato a un’attività che se eseguita sarà costellata dal successo perché realizzata nel giorno più propizio. Per questo è importante conoscere i nahual e consultare ogni giorno l’oroscopo.

 

Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio di leggere l’articolo che ho scritto qualche tempo fa:

 

La simbologia degli animali nei viaggi

 

Questa mattina mi stavo dirigendo nel mio locus amoenus, in cui mi rifugio ogni qualvolta abbia bisogno di ricaricare le batterie o di ripulire la mente da pensieri tossici. Si tratta della Valle Santa Felicita a Romano d’Ezzelino, il paesino in cui abito, in prossimità delle montagne.

Ebbene, stavo affrontando una salita per scaricare le tossine ed esercitare il respiro che avrebbe spazzato via la pesantezza nell’anima, quando mi sorpresi a osservare l’immobilità di una roccia sospesa quasi a mezz’aria e sostenuta da un masso ancora più grosso di lei. Mi arrivò fulmineo questo pensiero:

 

“La vita è una questione di equilibrio diretta dai pensieri e dalle emozioni che possono affossarci o innalzarci”

 

Può sembrare un po’ esagerata come pensiero ma ti assicuro che si è ben definito nella mente il concetto di equilibrio. Subito dopo ho sentito un rumore: c’era uno scoiattolo che mi osservava dalle fronde degli alberi. Non sembrava impaurito ma incuriosito.

Con me c’era anche il mio angelo a quattro zampe Pepe che subito si è messo in allerta ma non recependo l’odore selvatico si è preoccupato solo di tendere l’orecchio senza partire in picchiata verso l’animale.

 

Io e Pepe

 

A quel punto mi è venuto da riflettere sulla simbologia degli animali nei viaggi e di quanto ci parlino senza che noi ne prestiamo attenzione. Durante la salita ho visto diversi dettagli che non avevo mai notato, nonostante faccia spesso quel sentiero.

Ho compreso come la natura ci sappia parlare nel momento in cui siamo più propensi ad ascoltare.

Durante la pausa che ho fatto sedendomi nel mio sasso preferito ho controllato su Google la simbologia dello scoiattolo mentre in quel momento si alzava in volo, non troppo distante da me, un falco, lanciando il suo grido acuto.

Ho letto che lo scoiattolo simboleggia l’equilibrio fra le attività svolte come il lavoro e il divertimento, il riposo e il movimento, la compagnia e la solitudine.

Ma non solo!

Indica anche la fiducia che si ripone negli altri, nel mondo, nella società e soprattutto in noi stessi: proprio quello di cui difetto in questo particolare periodo.

Il falco, invece, simboleggia la ricerca spirituale e quindi l’affidamento alle proprie abilità, al credere di potercela fare nonostante le difficoltà, le critiche o la paura e in ultima, la lungimiranza.

Sono rimasta spiazzata perché la natura mi ha dato, attraverso i suoi segnali, proprio ciò di cui avevo bisogno e ha ripulito la mente dai pensieri negativi che mi avevano portato a rincuorarmi nel bosco.

 

Il falco messaggero di lungimiranza

 

Gli animali nelle varie culture

 

In quasi tutte le culture gli animali sono dei simboli temuti e rispettati in quanto messaggeri di informazioni che è bene considerare per vivere un’esistenza serena.

La stretta vicinanza che l’uomo ha sempre avuto con questi esseri l’ha portato ad attribuirne un significato ben specifico che si differenzia in base alla geografia e al luogo.

Ad esempio, come ti ho accennato prima, per i Maya gli animali erano dei consiglieri che era necessario ascoltare per assolvere il proprio compito sulla Terra.

Anche in Europa gli animali hanno sempre avuto una grandissima valenza fra i popoli tanto quanto gli alberi, altri esseri considerati saggi, sacri e portatori di notizie.

 

Quindi, se l’importanza che abbiamo dato in passato agli animali è rimasta intatta nel tempo perché non dovremmo affidarci a loro anche oggi?

 

Io penso sia importante guardare oltre la cortina della razionalità e affrontare i nostri dubbi e le nostre paure. A seguito dell’incontro con lo scoiattolo mi è venuto in mente un fatto avvenuto a Bled, in Slovenia.

Dalla sommità del monte Straža scende per 520 metri lo slittino del Parco Avventura di Bled che ho voluto provare durante uno dei miei soggiorni nella località termale slovena.

Solo che avevo paura e ho fatto quasi tutto il percorso con il freno a mano tirato per poi giungere alla fine e pensare che sarebbe stato più divertente se mi fossi lasciata andare (la prossima volta lo farò!).

Il punto è che la prima volta, quando ci approcciamo a qualcosa di nuovo siamo spaventati, come quando facciamo un viaggio in una località mai vista, ma se ci lasciamo travolgere dalla paura non ci gusteremo l’esperienza.

Lo stesso vale con qualsiasi altro aspetto della nostra vita: un rapporto d’affetto, un lavoro, un cambio di casa o un trasloco, eccetera. Tutti questi elementi se vissuti con il freno a mano tirato perderanno la sua essenza e la sua meraviglia.

Pertanto, ciò che voglio dire in conclusione è che grazie a quel scoiattolo, ho capito che dovevo essere meno spaventata ma più propensa a rischiare per riuscire a realizzare quei sogni che io stesso fatico a credere realizzabili.

Allo stesso tempo, però, non devo rinunciare a tutto il resto per inseguire i miei sogni perché la vita richiede equilibrio, lungimiranza e fiducia come il falco mi ha suggerito.

La colazione giordana è un mix di pietanze dolci e salate capace di soddisfare qualsiasi gusto, anche il più raffinato e difficile. Come ci riesce? La risposta è semplice: qualità dei prodotti, passione per la cucina e potere dell’unione fra cibo e compagnia.

Colazione giordana

 

Inizio subito nell’elencare la classica accoppiata burro e marmellata, ereditati sicuramente dall’interazione turistica, innaffiati da un buon bicchiere di caffè.

Già qui cominciamo a differenziarci perché il caffè è insaporito da una spezia che a me fa impazzire e che ho assaggiato assieme al caffè per la prima volta in Guatemala.

La preparazione è di origine turca e si trova in quasi tutto il Medio Oriente dove il caffè viene fatto bollire in un pentolino per due volte e servito senza essere filtrato.

A questo si aggiunge il cardamomo facendo così assumere un sapore esotico e particolare che non a tutti piace. Il problema, però, si trova alla fine della bevanda quando si vuole terminare il bicchiere ritrovandosi in bocca tutto il fondo!

Almeno a me la prima volta è successo così. Non ero a conoscenza di questa usanza per cui mi sono ritrovata per strada con i depositi amarissimi di caffè in bocca e senza nessuna possibilità di sputare: dal secondo caffè in poi sono stata ben attenta a non rivivere quel momento.

 

Manakish con Za'atar

 

Prodotti locali

 

Se il locale in cui andrai a mangiare la colazione giordana è tipico e caratteristico allora ti sorprenderà vedere servito l’hummus, i pomodori, le olive e un formaggio morbido derivante dallo yogurt.

Sono delle pietanze che troverai in qualsiasi pasto della giornata e non potevano dunque mancare anche durante la colazione. Se ti piacciono i ceci, come a me, sarà un’ottima scusa per gustarli anche al mattino.

La Za’atar è un composto macinato impreziosito da un ingrediente dal sapore particolare: il timo selvatico. A questo vengono aggiunte altre erbe e spezie come il coriandolo e l’origano.

Al suo interno c’è anche del sommaco (una bacca tipica dei paesi arabi), sesamo e del sale. Il miscuglio di questi ingredienti viene macinato e conservato per insaporire i piatti e aggiunto alle Manakish, delle focaccine che sostituiscono il nostro pane.

Le Manakish contengono acqua, farina, lievito, olio e sono servite calde come accompagnamento alle pietanze sopra elencate. Non si usa consumare frutta fresca se non qualche dattero nel periodo di maturazione.

 

 

Come preparare le Manakish?

 

Se vuoi fare la tua personalizzata colazione giordana ti lascio la ricetta per i Manakish. Gli ingredienti te li ho già nominati e li dovrai impastare assieme come faresti per il pane o per la pizza.

Poi si lascia lievitare l’impasto per circa un’ora a temperatura ambiente. Una volta terminato il tempo di riposo si creano delle focaccine, si aggiunge il za’atar e si andranno a mettere in forno per circa 15/20 minuti a 180 gradi.

 

Scopri anche la ricetta del barbecue dei beduini:

Vorresti organizzare un viaggio in Giordania ma non sai come fare? Eccoti la soluzione:

Le isole dell’Honduras sono cinque e non molto grandi ma ognuna si differenzia dall’altra per larghezza, popolosità e atmosfera. La prima di cui vorrei parlarti (e l’unica che ho visitato al momento) è Roatán.

Roatán è una bellissima isola caraibica posizionata a circa un’ora di aereo da San Pedro Sula, la malfamata città dell’Honduras, considerata la seconda città più pericolosa al mondo. L’altra città nell’entroterra che permette l’accesso alle isole dell’Honduras è La Ceiba.

Dal Guatemala all’Honduras

 

Ho raggiunto l’Honduras dopo aver soggiornato oltre un mese in Guatemala. Sono partita una mattina presto da Antigua con lo Shuttle bus fino a raggiungere Copán.

La cittadina si trova appena oltre i confini del Guatemala ed è famosa per le piramidi Maya che la sua selva custodisce. Imponenti costruzioni che si amalgamano perfettamente alla rigogliosa vegetazione con visi attenti di divinità a controllare gli ultimi abitanti rimasti.

Pappagalli dai colori sgargianti e timide scimmie saltano da un ramo all’altro mentre le piante di ceiba continuano la loro crescita in altezza, preoccupandosi di stabilizzare le forti radici all’interno del terreno. Si tratta di un sito Patrimonio dell’Unesco fondato da uno “straniero” proveniente dalla maestosa città di Tikal, in Guatemala.

Da Copán ho preso un autobus sgangherato, frequentato dai locali per raggiungere San Pedro Sula. È stato un azzardo: quella linea di autobus è tristemente nota per gli assalti improvvisi atti a derubare i passeggeri.

Per fortuna, durante il viaggio, non è successo niente di tutto questo se non un interrogatorio piuttosto insistente da parte di un ufficiale di polizia che voleva sapere il motivo per cui mi trovassi in Honduras.

Ho trascorso quattro ore di viaggio e di preghiere prima di raggiungere la stazione degli autobus di San Pedro Sula, poi con una corsa in taxi sono arrivata all’hotel prenotato.

Il giorno dopo, sempre in taxi e sempre con lo stesso tassista, ho raggiunto l’aeroporto e ho risentito i suoni della lingua italiana, dopo tanti mesi trascorsi a girovagare nel centro America.

 

Cartina di Roatan

 

La mia vacanza a Roatan

 

Ho seguito il consiglio della proprietaria dell’hotel e mi sono allontanata a piedi dall’aeroporto per trovare un servizio di taxi più economico. Pare, infatti, che i prezzi dei taxi presi appena scesi dal volo siano molto più alti rispetto a prenderli qualche metro più in là.

Avevo prenotato un bungalow nella località di West End e ad attendermi c’era una simpatica gattina di nome Princesa che aspettava solo qualcuno che le facesse compagnia e accarezzasse il suo morbido pelo nero e rossastro.

Espletato le formalità mi sono dedicata alla scoperta della meravigliosa isola: spiagge bianche e fine come il borotalco, profumo intenso di salsedine, mare azzurro e musica caraibica in sottofondo.

Ho subito assaggiato un cocco, seduta in spiaggia e poi inforcato gli occhialini per vedere sott’acqua: un mondo altrettanto animato si muoveva lì sotto, non avrei più voluto andarmene.

 

Villa a West Bay

 

Cosa fare nell’isola

Le due località preferite dai turisti sono West Bay e West End. La prima è la zona scelta dalla maggior parte degli italiani con resort, spiagge attrezzate e movida riminese.

La seconda è prevalentemente frequentata da vacanzieri americani con minore presenza di strutture ricettive e più case di proprietà, dove si respira un ritmo più autentico e disinteressato.

Le due spiagge sono collegate, si fa per dire, da una bellissima passeggiata lungomare di circa un’ora e mezza attraversando alternativamente case sulla spiaggia e paesaggi incontaminati.

La presenza di localini spezza il rumore delle onde che dolcemente si infrangono sulla battigia mentre le grida dei gabbiani segnalano la presenza dei banchi di pesce.

Altre località, meno rinomate, si alternano lungo la costa di tutta l’isola con la presenza massiccia di proprietà per lo più estere e villa con entrata diretta al mare.

Se si desidera visitare l’isola nella sua interezza consiglio di affittare un motorino ma di rifornirsi di benzina. C’è mancato poco, infatti, che rimanessi a piedi perché avevo sopravvalutato il numero di distributori presenti!

La strada principale è chiamata Carretera Principal ma purtroppo corre al centro dell’isola impedendoti di vedere le spiagge. Dovrai quindi cercare i pochi percorsi alternativi che scendono verso la costa per ammirare il mare.

 

Tramonto a West End

 

Da vedere e da evitare

Le attività da fare sono per lo più in mare con lo snorkeling, immersioni, semplici nuotate e passeggiate mentre l’unico sito che mi sento di consigliarti di vedere è il Carambola Botanical Gardens & Trails.

Un parco naturale e piuttosto selvaggio dove si possono ammirare tante varietà di piante esotiche come il cacao, l’anacardio e piccoli insetti come le formiche tagliafoglie.

È stato davvero uno spettacolo per me vedere le famose formiche trasportare in fila indiana un numero notevole di foglie attraverso il sentiero. Poi l’incanto è svanito non appena ho sentito un ragnetto pungermi l’alluce che avevo lasciato libero nelle infradito. Meglio portare scarpe chiuse, se ci si aggira nella natura selvaggia!

Evita il parco con le scimmie e i bradipi dato che sono rinchiusi e non sono originari dell’isola, come anche il parco acquatico con i delfini. Vero che si trova in mezzo al mare e che possono uscire quando vogliono ma se li abituano con il cibo, che motivo hanno per andarsene?

Ognuno fa le proprie scelte, per carità, ma a me sa comunque di coercizione che mal fatico a sopportare.

Ti consiglio, invece, di assaggiare le Baleadas che sono una specialità dell’Honduras, trovi la ricetta qui e di assaggiare la frutta fresca locale come anche il cioccolato.

 

Spiaggia con palme

 

Le altre isole dell’Honduras

 

Le altre isole dell’Honduras sono Utila, Guanaja e le Cayes Cochinos. Utila è la più vicina alla costa e alla città di La Ceiba con la quale ha dei collegamenti diretti tramite traghetti.

Subito dopo c’è Roatán e più distante ancora c’è Guanaja. Si possono organizzare dei tour con delle agenzie locali per visitarle basta prenotare per tempo.

Le Cayes Cochinos sono due e si dividono in Cayo Cochino Grande e Cayo Cochino Piccolo. Sono sicura che le hai già viste in TV perché sono quelle che ospitano i partecipanti dell’isola dei famosi.

 

Gatta di West End

La micia Princesa

 

Ultimi suggerimenti

Le attività da fare nelle altre isole dell’Honduras sono le stesse per Roatán ossia immersioni, snorkeling, nuotate e relax. La barriera corallina è una fra le più belle al mondo e la varietà di pesci che questa richiama è davvero notevole.

Presta attenzione la sera, quando ti siederai in spiaggia come ho fatto io, per ammirare il sole scendere all’orizzonte nel mare perché ci sarà una compagnia indesiderata.

Purtroppo al tramonto si presentano, pur senza invito, le fastidiosissime sand flies: sono dei moscerini che pungono come le zanzare ma siccome sono minuscole quasi non si sentono.

Trascorso qualche tempo inizierai a sentire un prurito irrefrenabile e inizierai a chiederti il motivo, ma non dovrai grattarti perché potresti infettarti e renderai così difficile la guarigione. Una protezione che mi hanno consigliato è di spalmarsi l’olio per impedire alle mosche di appoggiarsi alla pelle.

Un altro capitolo spiacevole sono le piogge. Io sono stata in un periodo considerato secco con scarsa presenza di precipitazioni ma in realtà su 14 giorni ne ha piovuti 7. Diciamo che sono temporali passeggeri ma comunque limitano notevolmente gli spostamenti e le organizzazioni dei vari tour.

La flânerie si fa soprattutto camminando in spiaggia, cercando conchiglie e osservando gli animaletti che popolano la distesa sabbiosa e marina. Il Genius Loci è un tipo tranquillo dedito alla pesca e alla pennichella, non disturbarlo anche se saprebbe accoglierti con un bel sorriso!

 

Musica consigliata: Redemption song – Bob Marley

Lettura consigliata: Luis Sepulveda – Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

 

Pappagallo a Copan

Pappagallo di Copan

 

Ti lascio, per finire, il link dei traghetti per le isole dell’Honduras:

Traghetto La Ceiba – Utila: https://aboututila.com/TravelInfo/Utila-Princess/

Lo sai come fare per creare un account da viaggiatore su TripAdvisor? Forse non ne sei al corrente ma ora TripAdvisor è più social che mai! Negli ultimi anni, infatti, ci sono stati vari cambiamenti che hanno portato il sito a diventare più interattivo e capace di creare una community.

Non ha moltissime funzioni ma tra queste c’è la possibilità di essere seguiti, inserire dei like e creare o guardare una bacheca con le immagini di viaggio più belle.

A queste, ovviamente, saranno collegate le recensioni che potranno essere lette, giudicate e commentate in tempo reale dai tuoi follower. 

 

Zaful WW

 

Iscrizione al sito

 

La prima cosa da fare è iscriversi e creare il profilo con i propri dati personali inserendo, se si vuole, il sito internet o l’indirizzo del blog qualora ne avessimo uno.

Una volta che avrai creato la tua pagina potrai abbellirla mettendo la tua foto e una foto di copertina, come si usa fare con il più rinomato social Facebook.

 

La tua pagina comparirà a questo punto provvista di:

  • Nickname (il nome che hai scelto)
  • Numero di contributi (le recensioni che hai scritto)
  • Follower (numero delle persone che ti seguono)
  • Following (numero di persone che segui)

 

Più sotto, un menu a scomparsa presenta le seguenti sezioni:

  • Feed attività (pagina principale con le ultime recensioni o foto inserite)
  • Viaggi (le liste dei tuoi viaggi create direttamente su TripAdvisor)
  • Foto
  • Recensioni
  • Forum (dove puoi connetterti con gli altri utenti)
  • Distintivi (punti che guadagni con le recensioni)
  • Mappa dei viaggi (puoi creare una mappa indicando tutti i luoghi che hai visitato)

 

Infine sulla sinistra, puoi vedere due mascherine a indicare la prima la tua biografia in breve (se decidi di scriverla) e la seconda i link per inserire le recensioni e le foto

Nel menu principale, invece, trovi i bottoni di scelta rapida per pubblicare (pubblica), creare liste di viaggio (viaggi) e il luogo dove arrivano i messaggi che scambi con gli altri utenti (posta in arrivo).

Se vuoi seguire il mio account mi trovi a questo indirizzo.

 

Foto del mio account su TripAdvisor

 

Ma cos’è TripAdvisor?

 

TripAdvisor è un utile strumento da utilizzare per l’organizzazione del tuo viaggio. Grazie alle recensioni puoi sapere se la struttura che hai prenotato ha qualche problema, quali sono i luoghi più visitati, quali attività fare e dove si trovano i migliori ristoranti.

Mi raccomando, in questo contesto, di prenderti il tempo per leggere approfonditamente le recensioni perché, a volte, sono scritte in modo superficiale e parlano di disservizi, soprattutto per gli hotel, alquanto banali.

Sta a te valutare cos’è importante nella scelta di una struttura e decidere quali attività o località si accostano meglio ai tuoi gusti personali.

Proprio per questo motivo TripAdvisor è stato spesso criticato ma, a mio avviso, rimane un utile servizio utile per vagliare a grandi linee un itinerario di viaggio

Oltre alle recensioni puoi prenotare un hotel, una crociera, un tour, pacchetti vacanza, l’autonoleggio e di conseguenza preparare qui il tuo prossimo viaggio. Gli acquisti non sono fatti direttamente sul sito di TripAdvisor ma sarai inviato a un sito affiliato. 

 

L’account da viaggiatore su TripAdvisor è creato ora consultalo anche da Mobile: indirizzo sito

Hai mai pensato di viaggiare seguendo gli elementi energetici che senti mancare nella tua quotidianità? Terra, acqua, fuoco, aria e vuoto?

Ti sto immaginando mentre mi guardi con le sopracciglia alzate cariche di sorpresa! Quello che vorrei chiederti, in sostanza, riguarda una teoria facente parte della filosofia orientale, che ora ti spiegherò.

Elementi energetici

 

Gli elementi energetici fanno parte della filosofia dello Shinrin Yoku, la silvoterapia come la chiamiamo in Italia o il bagno di foresta, il forest bathing o l’immersione nella foresta.

Questi principi nascono in Giappone e si sviluppano velocemente in tutto il mondo favoriti dalle confutazioni scientifiche ad essi applicate emerse nel tempo.

Si tratta essenzialmente di riconoscere il forte potere curativo della natura amplificata quando ci troviamo in prossimità o all’interno di un terreno boscoso.

Sono proprio gli alberi che rilasciando fitocidi, delle sostanze antibiotiche, purificano l’aria favorendo in questo modo il rilassamento mentale e muscolare.

Ecco perché dopo una lunga passeggiata nel bosco ci sentiamo rigenerati, rilassati e la nostra mente risulta più lucida, con pensieri che assumono una connotazione positiva.

Gli elementi energetici sono chiamati Godai e sono illustrati in un libro antico pubblicato da un samurai, tale Miyamoto Musashi, che identifica questi elementi anche nel carattere di ogni persona.

Forse è più corretto dire nel temperamento dato che gli elementi con cui ci sentiamo più in affinità determinano il nostro modo di fare, di pensare e di agire.

Alla stregua di ciò possiamo riconoscere alcuni luoghi nel mondo che hanno una maggiore presenza degli elementi citati e sarà proprio il tuo istinto a suggerirtelo.

 

accesso al mare a sylt (elementi energetici)

Terra

L’elemento Terra è quello connesso alle nostre radici e funge da sostentamento a tutti gli altri elementi. Si esprime nei sassi e nelle pietre, nei componenti legati alla terra capaci di dare sostanza e creare un sistema.

Se volessimo paragonare l’elemento Terra al nostro corpo esso corrisponderebbe alle ossa, ai muscoli e agli altri tessuti. Tutto ciò che sostiene e da forma al nostro corpo fisico.

Il viaggio relativo a questo elemento energetico è quindi legato al Genius Loci. Lo spirito del luogo in cui siamo nati che ci ha plasmato e ci donato le caratteristiche comuni che possediamo.

Ciò vuol dire compiere un viaggio nel territorio in cui siamo cresciuti. Alla ricerca del radicamento, della sicurezza e dell’espressione del nostro essere interiore.

 


 

Acqua

L’acqua è qualcosa di instabile, mutevole, incostante e paragonata al nostro essere rappresenta le emozioni, le sensazioni e i pensieri che genera la nostra mente.

In natura invece appartiene ai fiumi, ai mari, ai laghi, a tutti i corsi in perpetuo movimento ma anche alle piante per la loro capacità ad adattarsi alle stagioni e al movimento del sole.

Se sentiamo di non riuscire a gestire il flusso dei pensieri e ci sentiamo allontanare dal nostro essere dobbiamo compiere un viaggio in zone con una forte presenza di acqua. I luoghi consigliati sono soprattutto le isole.

 

Fuoco

Stiamo parlando dell’elemento creatore, il più energetico fra tutti gli elementi. Se utilizzato in modo scorretto può trasformarsi in forza distruttrice e disgregante.

Il nostro metabolismo e il calore corporeo sono funzionali alle emozioni motivanti come la passione, il desiderio, l’ardore, la brama, la determinazione nel raggiungere i nostri obiettivi.

Nel caso ci sentissimo demotivati o insoddisfatti dovremmo ricercare luoghi dove il fuoco sia presente e possa in qualche modo comunicare con il nostro organismo.

In questo caso, dunque, andremo a scegliere località vulcaniche che con il loro continuo lavoro di creazione di magma ci possa essere di aiuto a generare altrettanta forza. Dovremo stare attenti a non avvicinarci troppo al fuoco per non soccombere alla sua potenza distruttrice.

 



Aria

La bellezza dell’elemento aria sta nella sua inconsistenza, nel suo essere presente senza che si possa veramente entrare in contatto con essa. Possiamo includere nell’elemento aria anche la sabbia o la pioggia per la loro capacità di scivolare e scorrere via.

Nel nostro organismo la identifichiamo con il respiro, il fluire della vita, la danza che da nutrimento alle nostre cellule ma anche alla libertà di movimento, l’empatia e la resilienza.

Il comprendere ciò che non viene detto come nel linguaggio del corpo, le sensazioni che percepiamo e che dirigono le nostre azioni verso momenti di iniziale incomprensione.

Sto parlando dei gesti improvvisi che ci appaiano così distanti dal nostro solito modo di agire da sembrarci inconsulti ma che nascondono, in realtà,  un’insofferenza non pienamente accettata.

Per ritrovare l’equilibrio nella tua mente e nelle tue azioni ti consiglio i luoghi ventosi, dove potrai provare all’inizio una sorta di fastidio ma sarà proprio quella sensazione di insoddisfazione che ti farà capire la dissonanza o la disarmonia della tua anima.

 

Vuoto

Il vuoto in natura equivale alle pareti rocciose che cadono a strapiombo sul mare o i costoni delle montagne che scivolano verticalmente a valle.

Fisicamente, invece, simboleggia il nostro io più profondo e autentico, quello che troppo spesso non guardiamo o non stiamo ad ascoltare perché allontanato da sovrastrutture psichiche indotte dalla comunità, dai media o dagli affetti.

Cerca il vuoto quando senti di aver perso la connessione dentro di te, quando non sai quale decisione prendere o quando i dubbi ti assillano senza lasciarti scampo.

Visita i luoghi incontaminati, selvaggi, carichi di energia nonostante all’apparenza tutto sembri statico o inutile: sarà proprio in questo stato che ritroverai la risposta giusta alle tue domande.

 



Vuoi sapere quali sono stati i luoghi che ho visitato io per riequilibrare i miei elementi energetici?

 

Se desideri approfondire lo studio sulla filosofia dello Shinrin Yoku in questa pagina trovi una serie di libri da leggere.

Easy Travel Hosting intervista Punto e Viaggio: per parlare di viaggi, di speranze per il futuro e di rispetto per l’ambiente. 

Non è la prima volta che partecipo a un’intervista, ce ne sono state altre in passato, ma a questa sono particolarmente legata perché conosco personalmente o meglio, digitalmente, uno dei suoi proprietari.

Si tratta di Giorgio, che al momento si trova in viaggio in Guatemala, sua terra natale, luogo che ho amato tantissimo e al quale ho voluto dedicare una guida presente sia in versione cartacea che in formato ebook su Amazon. Alcuni estratti di questa guida li puoi trovare all’interno del blog, come questo:

 

Cosa offre Easy Travel Hosting?

 

Partiamo definendo il suo obiettivo principale: “l’obiettivo di Easy Travel Hosting è di rendere il web più pulito e diffondere la consapevolezza di quanto esso sia esponenzialmente sempre più inquinante”.

In effetti, chi pensa mai all’impatto che il nostro hosting o il semplice navigare nel web ha sull’ambiente? Io, un po’ me ne vergogno a dirlo, non ci avevo mai riflettuto abbastanza.

L’intervista cade giusta in occasione del mio proposito per il 2020, ossia quello di controllare e migliorare il mio senso ecologico nella vita di tutti i giorni e durante i viaggi. 

Easy Travel Hosting, mi spiegava Giorgio, è una piccolissima e neonata compagnia di hosting ecologico per siti webMoltissime persone non sanno, perché non ne sono consapevoli, quanto internet inquini.
 
Lo vediamo sempre come una cosa lontana ed astratta ma, nella realtà dei fatti, Internet inquina enormemente. Se possiamo fare un termine di paragone possiamo dire che inquina come i paesi con più alto tasso di smog del sud est asiatico, come migliaia di aerei messi assieme, come tante centrali nucleari.
 
Internet è quindi sporco e continua a inquinare impunemente sotto una cortina di omertà e di ignoranza. Ecco perché Giorgio e il suo collega hanno deciso di fare qualcosa. 
 
La loro missione è quella di diffondere questa consapevolezza e di tenere la loro fetta di Internet e quella dei loro clienti pulita. I loro server utilizzano  infatti energia pulita, rinnovabile, come quella del vento, ed eco sostenibile.
 
Non è dedicata esclusivamente ai viaggiatori, dunque, ma a tutte quelle persone che hanno a cuore il futuro del nostro amato e dolorante pianeta Terra.
 
 
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Easy Travel Hosting intervista Punto e Viaggio

 
L’intervista, come ti raccontavo all’inizio, è stata molto piacevole perché le domande erano mirate a descrivere il mio modo di viaggiare che non sarà differente da molti altri, ma è sicuramente personale.
 
Il mio desiderio di “conoscere il mondo” nasce in seguito alla lettura del libro “Il Giro del Mondo in 80 Giorni” come ti ho raccontato in un altro articolo. Se vuoi leggere clicca qui.
 
Ero piccola ma avevo grandi sogni e una mente fervida che mi faceva vedere mondi magici e incantati. Quando viaggio cerco ancora quella magia e, a volte la ritrovo, sentendomi a casa e in pace con me stessa.
 
La prima domanda dell’intervista è stata quella di spiegare in quale occasione ho deciso di aprire il blog. Questa la risposta:
 

Ho deciso di aprire il blog Punto e Viaggio dopo aver realizzato il sogno della mia vita: fare un viaggio in solitaria in qualche parte del mondo.

Sono riuscita a farlo solo nel 2016 a seguito della chiusura del negozio dove lavoravo. Ho approfittato dell’occasione per scoprire dei paesi che avevo a lungo sognato: il Messico, il Guatemala, il Belize e l’Honduras.

Sono stata in viaggio per 6 mesi e ho visto luoghi incantati, conosciuto persone meravigliose e affinato la mia capacità di stare da sola. È stata un’esperienza totalizzante che mi ha formata e che consiglio caldamente a tutti.

 

 

Ma se vuoi leggere l’intera intervista ti consiglio di andare sul sito di Easy Travel Hosting. La trovi a questo indirizzo:

E, una volta terminato di leggere, dai un’occhiata ai piani di hosting offerti, hanno dei prezzi veramente vantaggiosi! Li trovi qui:

La recensione Looking 4 Parking sarà positiva, negativa o neutra? Ma soprattutto vogliamo spiegare di che cosa si tratta esattamente? Looking 4 Parking è un sito che unisce al suo interno i più importanti parcheggi aeroportuali italiani.

Non sempre abbiamo la possibilità di essere accompagnati, né tanto meno di usufruire dei mezzi pubblici per raggiungere l’aeroporto, per questo nei dintorni del luogo di partenza è nato il business dei parcheggi.

Ti è mai capitato di controllare i prezzi o hai lasciato l’auto nel primo parcheggio che hai incontrato?

 

Scegliere il parcheggio

 

Se sei come me, arriverai sicuramente in orario ma non con largo anticipo, per cui dovrai sbrigati a lasciare l’auto e andare a fare il check in, oppure, se viaggi con il solo bagaglio a mano, dovrai correre a fare i controlli di routine. 

Ti mancherà il tempo di vagliare le varie proposte di parcheggio e magari perderai l’occasione di risparmiare qualche euro. Per questo motivo ti consiglio di dare un’occhiata al sito Looking 4 Parking:

 

Il sito dice di sé:

Offrendo i principali marchi mondiali di comparazione, Looking 4 Parking conosce il mondo dei parcheggi meglio di chiunque altro. Ci impegniamo a offrire il miglior customer service di tutti i tempi.

Il nostro team è qui per rispondere a tutte le richieste. Facciamo il possibile per rendere il parcheggio in aeroporto un’esperienza piacevole.

Vediamo se corrisponde alla realtà sbirciando all’interno delle sue sezioni. Dall’home page si può notare subito un dettaglio interessante, ossia che il sito non si occupa solo di segnalare i parcheggi in aeroporto ma anche quelli ferroviari e portuali. 

Inoltre fornisce delle indicazioni per i transfer sia dagli aeroporti italiani che da quelli europei. Nella lista figurano ad esempio transfer per: Barcellona, Cracovia, Manchester, Milano, Roma, eccetera.

Quindi abbiamo già appreso che la proposta è estesa anche per altri mezzi di trasporto. Niente male, direi…

Ben visualizzato in alto a destra c’è poi il numero verde per l’assistenza, sintomo anch’esso di affidabilità e serietà da parte dell’azienda, che sottolinea la soddisfazione del 94% dei suoi clienti.

 

via centrale a Torino

 

Prenotazione 

 

La sequenza di prenotazione è molto semplice e intuitiva. Direttamente dalla pagina principale ti basterà inserire i dati richiesti dalla finestra principale che sono:

  • aeroporto di partenza
  • data di arrivo e di ritorno
  • orario di arrivo e di ritorno
  • codice sconto

L’ultimo passo sarà quello di cliccare su “Visualizza il Preventivo” e attendere l’apertura di una nuova scheda. Qui troverai tutti i dettagli della prenotazione con il prezzo finale, l’ubicazione del parcheggio e la relativa mappa, le indicazioni generali e la possibilità di leggere le recensioni lasciate dagli altri clienti.

Io ho fatto una prova e a quanto pare si può cancellare la prenotazione 48 ore prima della partenza, senza alcun tipo di addebito. Notevole, non ti pare?

Se l’offerta ti sembra favorevole ti basterà proseguire e inserire gli ultimi dati mancanti:

  • le informazioni personali (nome, cognome, indirizzo, eccetera)
  • i dati del veicolo, il numero e gli orari del volo
  • le informazioni di pagamento (carta di credito e Paypal)

Le carte di credito accettate sono: Visa, Mastercard, American Express, Discover e Maestro. L’importo da pagare non sarà il totale ma un deposito che corrisponderà a circa un quarto del prezzo totale. 

Una volta completato l’ordine verrà inviata un’email all’indirizzo da te scelto così potrai avere sotto controllo i dettagli dell’acquisto e li potrai esibire il giorno della partenza sia in versione cartacea che digitale.

 

Zaful WW

Altre informazioni

 

Girando nel web ho notato che il sito è presente anche con la sola dicitura Looking 4 ma si riferisce esclusivamente ai transfer aeroportuali. Si può comunque procedere da qui per prenotare i parcheggi venendo reindirizzati in modo automatico al sito Looking 4 Parking.

Apparentemente la recensione Looking 4 Parking sembrerebbe più che positiva ma cosa dicono i clienti che l’hanno provata?

Il sito si avvale della collaborazione di Reevoo, un aggregatore di recensioni molto usato nel web, ma dato che sono un po’ diffidente ho voluto vedere i commenti anche su Trust Pilot.

 

Ebbene, ti posso assicurare che anche qui il punteggio raggiunge quasi le 5 stelle, il voto massimo, con commenti entusiastici di questo tipo:

Ho trovato per caso questo Parking cercando su internet il giorno prima della partenza, il servizio è stato ottimo. Al nostro ritorno la navetta è venuta subito dopo la chiamata….lo consiglio

 

I commenti negativi, invece, si riferiscono più al rapporto con chi gestisce i parcheggi che con il sito, tranne una persona che ha avuto problemi con la prenotazione:

Si è bloccato sul pagamento e quindi ho prenotato da un altra parte solo dopo 1 giorno mi accorgo che mi chiedono una recensione per cui mi viene il dubbio e, andando a controllare, ho visto che mi hanno preso i soldi dal conto.

La risposta da parte del Servizio Clienti di Looking 4 Parking non c’è stato come per altro in tutte le altre recensioni. Probabilmente non prendono in considerazioni i commenti lasciati su Trust Pilot.

Anche le app sono importanti per chi viaggia in auto: possono farti risparmiare tempo, denaro e fatica. Leggi qui: 

L’altro giorno mi sono regalata una passeggiata invernale a Innsbruck e prima di andarmene ho festeggiato la gita con un Glünwein. Cosa ho visto? Speravo di ammirare i mercatini di Natale ma ho scoperto che finiscono il 23 dicembre e vengono tolti pure quasi tutti i festoni e le luci entro il 26. 

Rimangono solo ad adornare le varie piazze poche casette natalizie che vendono prodotti artigianali, cibo da strada e, ovviamente, il famoso Glünwein.

Il Glünwein altro non sarebbe che vin brulé con la variante del vino bianco, varie spezie profumate a insaporire in modo caratteristico la bevanda e il calore che inevitabilmente genera nel corpo e nello spirito.

Come arrivare a Innsbruck

 

AUTO

Io ci sono andata in auto in compagnia di amici, attraversando il famoso ponte d’Europa (il più alto in Europa) dal Brennero, spendendo un totale di 19€ andata e ritorno.

La vignetta permette, invece, di guidare nelle autostrade austriache a un costo di 9,20€ ma se si entra a Innsbruck sud non serve l’acquisto di quest’ultima.

Maggiori dettagli sulla vignetta austriaca li trovi a questo indirizzo: Pedaggio Autostradale Austria.

I parcheggi sono alquanto cari e si va da un minimo di 1,30€ ogni mezz’ora, a 2,60€ all’ora, per finire con 18€ il giornaliero mentre le tariffe notturne sono leggermente più basse. Il prezzo è uguale per tutti i parcheggi.

 

TRENO

Vicino al centro si trova anche la stazione ferroviaria denominata Innsbruck Hauptbahnhof da cui partono e arrivano i treni in direzione Germania, Svizzera, Italia e tutta l’Austria.

Dalla stazione si accede con una passeggiata di 10 minuti al centro città, nelle piazze principali da cui si iniziano a intravvedere i primi bagliori di arte gotica e barocca tipica dell’Austria.

Potresti anche vedere le tratte del Flixbus per Innsbruck, la stazione di partenza e di fermata è a Südbahnstraße nei pressi della stazione di benzina DISKONT che si trova a due minuti dalla stazione ferroviaria.

 

arco di trionfo

 

Cosa vedere a Innsbruck

 

Se farai una semplice passeggiata invernale a Innsbruck come ho fatto io non avrai molto tempo per visitare in toto la città, potrai comunque vedere molte bellezze architettoniche che la caratterizzano.

Le più importanti sono le seguenti:

  • Tettuccio d’oro (Goldenes Dachl)
  • Il Duomo di San Giacomo (Dom zu Sankt Jakob)
  • Il Palazzo Imperiale (Hofburg)
  • La Chiesa di Corte dove si trova il cenotafio di Massimiliano I (Hofkirche)

A queste si devono aggiungere l’Arco di Trionfo e la Colonna di Sant’Anna posizionate nell’Altstadt, ossia il centro storico cittadino, l’Alpenzoo, lo zoo più alto in Europa, il Castello di Ambras e il Museo dei Swarovski.

Attorno invece è un dovere ammirare la vivacità del fiume Inn e i monti che la circondano: a nord i Monti del Karwendel, a sud il Patscherkofel e a ovest l’Altopiano di Mieming.

I musei da visitare sono in tutto 20 e ti consiglio di fermarti a recuperare informazioni su escursioni, orari, biglietti e Innsbruck Card presso l’Ufficio Informazioni posizionato in via Burggraben, 3.

 

Centro storico a Innsbruck

 

Mercatini di Natale mancati

 

La mia idea era quella di visitare i mercatini di Natale ma dato che erano già terminati ho optato per una visita più completa alla città. L’arco di Trionfo mi ha subito colpito perché mi ha dato una sensazione di antica magnificenza. 

Così mi sono andata a informare e ho scoperto che l’opera era stata costruita per il matrimonio del futuro imperatore Leopoldo II e serviva a immortalare la grandezza dell’impero asburgico.

Camminando per Maria-Theresien-Straße ho avuto modo di vedere le ultime casette di Natale rimaste ad adornare la piazza. Inoltre, ho visto l’entrata dell’Hard Rock Cafè, gli aerei che passano poco sopra gli edifici e le tinte pastello che colorano le abitazioni.

La fortuna ha voluto che comprendessi il motivo dei diversi colori: essi, infatti, servivano in passato per indicare i negozianti e i loro mestieri, identificandoli in base alla gradazione.

Si può vedere meglio la contrapposizione delle diverse colorazioni passeggiando lungo la riva destra del fiume Inn dove, nella parte opposta, sorge la città vecchia, degna rappresentatrice di quest’arte pittorica. 

Ma è raggiungendo Herzog-Friedrichstraβe che si accede all’attrazione principale di Innsbruck: il Tettuccio d’oro. Si tratta di una specie di balcone finestrato chiamato Erker ricoperto di 2.657 scandole di rame dorato che regala un effetto ottico di pura lucentezza.

 

Cosa sono le scandole?

Sono le tegole in legno come venivano fatte una volta

 

Il palazzo era di proprietà dei conti del Tirolo mentre oggi è diventato il museo Maximilianeum visitabile con o senza guida, dove viene illustrata la città in tutte le sue sfaccettature. 

Continuando a passeggiare in via Pfarrgasse si raggiunge la Dom Platz dove si può ammirare il Duomo di San Giacomo. Fu eretto tra il 1717 e il 1724 sopra le ceneri di un’altra chiesa del 1180, seguendo lo stile barocco. È dedicato a San Giacomo per ricordare il passaggio della via austriaca relativa al Cammino di Santiago de Compostela.

 

Duomo di San Giacomo

 

La passeggiata invernale a Innsbruck continua…

 

Continuando a fare della flânerie, esattamente dietro al Duomo, si trova il Palazzo Imperiale, conosciuto come Hofburg, sede della famiglia regnante e caratterizzato dal Salone dei Giganti, una stanza da ballo enorme che doveva contenere tutti gli invitati a corte. 

Qui si può fare la conoscenza del Genius Loci di Innsbruck, uno spirito che vive a metà strada fra l’aristocratico e il montanaro, miscelando irresistibilmente i due contrasti. 

L’Hofkirche è una chiesa in stile gotico che custodisce le spoglie di Massimiliano I di Austria protette da due imponenti statue in bronzo che catturano al primo sguardo. Si trova sulla via Burggraben e l’entrata costa attorno ai 7€.

E ancora…

Il Castello di Ambras è posizionato al fuori del centro cittadino ma è visitato per la sua bellezza rinascimentale ed è meravigliosamente contornato da un parco curato in ogni dettaglio.

Le opere pittoriche presenti sono di notevole valore e attraversano tutte le varie epoche storiche. Tra queste figura un quadro di Vlad III di Valacchia, meglio conosciuto come il Conte Dracula.

L’Alpenzoo è a nord della città e si può raggiungere in mezz’ora a piedi o in pochi minuti con la funicolare ma non essendo particolarmente amante degli zoo non ho ricercato informazioni su come visitarlo.

Tra l’altro passeggiando per le vie di Innsbruck ho assistito alla morte di un topolino a causa di un avvelenamento o di un malore, non so, mentre si contorceva e allungava le zampine come a richiedere aiuto.

Un topo è sempre un topo ma la scena è stata straziante e molte persone, come me, si sono fermate impotenti per lasciare un pensiero al povero topolino morente. 

Il Museo dei Swarovski si trova ancora più distante, nella cittadina di Wattens. Questo l’indirizzo esatto: Swarovski Kristallwelten, Kristallweltenstraße 1, 6112 Wattens, Austria.

In centro città puoi comunque visitare il negozio Swarovski con relativo museo e forse anche a te verrà voglia di tenere fra le mani quelle pietre luccicanti per percepire se posseggono dei poteri magici.

 

Musica consigliata: Tchaikovsky – Waltz of the Flowers

Lettura consigliata: I Buddenbrock – Thomas Mann

 


I giganti esistono davvero in Austria e vivono nascosti nei boschi. Scendono durante le feste natalizie per partecipare alla vita cittadina. Si mettono negli angoli della strada e rimangono per tutta la loro permanenza immobili e silenziosi. Sono altresì pronti ad accogliere con un sorriso i turisti che li guardano interessati e spaventati allo stesso tempo. I loro nomi sono Mathias, Elfodor, Grunge e Lyanette. Io li ho visti per le strade, in posa ad aspettare i turisti. La prossima volta porto loro il tuo saluto?

 


 

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