Un elenco completo su dove trovare menhir in Italia, in Europa e nel mondo al fine di organizzare delle vacanze megalitiche! Se ti stai chiedendo di cosa sto parlando vuol dire che per te si aprirà un ventaglio di viaggi completamente nuovi… Sei pronto?

Cosa sono i Menhir?

 

I menhir sono dei monumenti dalla forma particolare sorti nel periodo del neolitico o del Bronzo. Sono di difficile interpretazione in quanto ancora adesso non si conosce il loro riferimento se sia di tipo religioso o sociale.

Si tratta pietre a forma allungata di parallelepipedo posizionate in orizzontale su cui sono stati incisi ornamenti vari, talvolta volti, armi, incisioni o animali, disposti in cerchio.

Per questo motivo sono meglio conosciute come strutture megalitiche e la loro più famosa rappresentanza è il sito inglese di Stonehenge che si trova vicino ad Amesbury nello Wiltshire.

Queste pietre si trovano non solo in Europa ma anche in altre parti del mondo segno che i nostri antenati primitivi non si facevano certo delle brevi passeggiate!

 



Dove trovare menhir in Italia?

 

Se cerchiamo i menhir in Italia ne troviamo tantissimi soprattutto al nord, nelle isole e al sud Italia. Le regioni che ne registrano la presenza sono Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Puglia, Sicilia e Sardegna.

NORD

  • Alto Adige, Lagundo vicino a Merano: non è famoso solo per la sede del birrificio Forst ma anche per avere di fronte all’ufficio del turismo le copie di menhir in marmo di Lasa (tipico della zona). Gli originali sono, invece, conservati all’interno del Museo Civico di Bolzano dove riposano anche le spoglie di Ötzi.
  • Lombardia, Bulciago e Barzano: nel primo comune faceva sfoggio un menhir alto 1,60 metri affondata nel terreno per circa un metro. Fu rubato nel 2007 ma poi ritrovato, senza averne però prove certe perché non è più stato messo nel suo luogo di origine. A Barzano invece figurano ben 2 menhir per un’altezza ciascuno che raggiungono i 2 metri. Si trovano di fianco alla Strada Provinciale 342, all’incrocio di via Giuseppe Parini.
  • Piemonte: a Cavaglià (Biella) 11 menhir vanno a formare un Cromlech. Lugnano, Chivasso e Manzé hanno un menhir a testa pressoché identici alti all’incirca 4 metri. Monte Pietraborga, Paroldo e Monte Musiné hanno i menhir meno famosi della regione perché più rovinati. Braglia (Cuneo), invece, è il sito più importante scoperto nel 1970 ma lasciato andare in rovina.
  • Liguria, Varazze, Verzi (Finale Ligure), Monte Caprione, Monte Capri (tra Riomaggiore e Riccò del Golfo), Tramonti (Campiglia). Quest’ultimo in particolare è conosciuto come il menhir del Diavolo costruito per motivi religiosi.

CENTRO

  • Toscana, Lunigiana: qui si trova un complesso di statue maschili e femminili la cui origine sembra essere collocata nell’età del bronzo. Altri reperti della collezione sono costuditi nel Museo delle statue stele lunigianesi all’interno del Castello del Piagnaro a Pontremoli.

SUD

  • Puglia: si contano ben 79 menhir dislocati a Martano (Lecce) con la presenza di uno del menhir più alto d’Italia che raggiunge i 4,70 metri ed è conosciuto come il menhir di Santu Totaru. A Muro Leccese rimangono visibili e ancora non devastati dal tempo altri 6. In tutta la provincia di Lecce, comunque, sono disseminati i menhir quasi che ogni comune può vantarsi di averne almeno uno. A Modugno (Bari) fa scena il monaco, un menhir che raccoglie le fattezze del religioso, mentre a Terlizzi (Bari) se ne contano almeno 3 tra cui il più famoso è il menhir della via Appia. La città con più esemplari, però, è Giurdignano (Otranto) in cui ce ne sono 15.

ISOLE

  • Sicilia, Parco delle Madonie: può vantare la presenza sia di menhir che di Cromlech.
  • Sardegna: sono state ritrovate almeno oltre 740 statue dislocate in tutta l’isola. In provincia di Oristano a Laconi ce ne sono almeno 100, mentre a Villa Sant’Antonio c’è il più alto d’Italia che raggiunge il 5,75 metri. Quest’area è stata chiamata la valle dei Menhir. Altre opere si trovano nel sud della Sardegna e più precisamente nei comuni di Goni, Sant’Antiaco, Tortì, Barisardo e Marmoiada.

 

Menhir in Sardegna

Foto da Wikipedia

 

In Europa?

 

Alla domanda dove trovare Menhir in Europa posso rispondere che la presenza più massiccia è registrata in Bretagna ma anche in Corsica sempre in Francia, nelle isole Britanniche e in Gran Bretagna, in Germania e in Scandinavia con il sito di Björketorp Runestone e in Portogallo a Sagres e nel distretto di Évora.

FRANCIA

I menhir disposti in Francia sembrano seguire delle rette che portano da una località all’altra, ecco che quindi vengono classificati in base alle loro direzioni.

Nel Morbihan seguono un percorso di 4 chilometri tra il sito di Kerlescan e Le Ménec e sono conosciuti come gli “Allineamenti di Carnac” tra cui il più visitato è il rrande menhir spezzato di Locmariaquer.

Il più alto menhir al mondo si trova qui a Locmariaquer e raggiunge l’altezza di 20 metri. Purtroppo è stato rotto in 4 pezzi che giacciono al suolo come un eroe ferito e spezzato dalle ire del tempo.

Quelli fuori dal tragitto sono il menhir di Champ-Dolent vicino a Dol-de-Bretagne (Ille-et-Vilaine) e il menhir di Saint-Uzec a Côtes-d’Armor, il menhir di Cham des Bondons a Lozère e il menhir della Cattedrale a Le Mans. Quest’ultimo si trova proprio all’interno della cattedrale.

Ci sono poi altri menhir che sono stati spostati dai romani in prossimità dei loro crocevia e si trovano a Murat-sur-Vèbre a Tarn, a Saint-Sulpice-de-Faleyren a Gironde e in Corsica a Filitosa.


INGHILTERRA

Inizialmente si pensava che i Menhir fossero di derivazione celtica mentre poi, con il tempo, si scoprì quanto fossero in realtà antichi. Drizzlecombe, nella contea del Devon in Inghilterra, ospita l’area di Dartmoor con un menhir che raggiunge quasi i 4,5 metri di altezza.

Il quale è conosciuto come “Beardown Man” con vicino un altro menhir a cui è stato affibbiato il nomignolo di “The Needle of Beardown Man” ossia “l’ago dell’omino con la barba” per la sua forma lunga e affusolata.

L’altro sito importante si trova a Laughter Tor, vicino Two Bridges, sempre nell’area del Dartmoor che va a formare quasi un circuito archeologico ben definito.

Le Frecce del Diavolo sono collocate, invece, a Boroughbridge nel North Yorkshire e sono tre statue in arenaria delle 5 rimaste tra cui figura la seconda più alta del Regno unito raggiungendo un’altezza di circa 7 metri circa.

Il podio va al monolite Rudston di 7,6 metri circa che si trova all’interno del sagrato di Rudston, un piccolo villaggio facente parte della zona dell’East Riding of Yorkshire.

Il nome è legato ha una leggenda secondo cui un giorno il diavolo volle vendicarsi della città Aldborough per alcune malefatte che avevano combinato gli abitanti.

Decise così di lanciare delle pietre in direzione del paese ma siccome lo fece con troppa debolezza queste rimasero superficialmente piantate nel terreno senza causare alcun danno.

Le isole Ebridi, invece, conservano intatte nel tempo sia menhir che dolmen oggetto di studi da parte di un antropologo per provare a capirne l’origine motivazionale.



GERMANIA

Due aree tedesche sono addobbate da Menhir: Gollenstein Blieskastel e Spellenstein, St. IngbertIl primo si trova vicino a Blieskastel nel distretto di Saarpfalz di Saarland e presenta un menhir che raggiunge un’altezza di 6,6 metri fra i più larghi dell’Europa Centrale.

Il secondo, di 5 metri, si trova sempre nel distretto di Saarland ma nella città di St. Ingbert e fu modellato su una porzione di arenaria piuttosto dura tipica della zona di Dudweiler Pfaffenkopf.

SCANDINAVIA

Sono 3 menhir che formano un complesso megalitico presente nella provincia di Blekinge in Svezia tra cui figura la famosa pietra runica di Björketorp. È considerata la più alta al mondo e raggiunge i 4,2 metri di altezza con l’incisione sia da un lato che dall’altro scritta con l’alfabeto antico delle rune.

Il testo si presuppone possa corrisponde a queste frasi: “Io, maestro delle rune, nascosi qui rune di potere. Incessantemente afflitto da maleficio, condannato a insidiosa morte è colui che rompe questo monumento”. Nel retro, invece, è presente la scritta: “Io prevedo distruzione”.

PORTOGALLO

Nel distretto di Faro e più precisamente a Sagres, rimane ancora eretto un menhir a testimonianza della presenza di civiltà antiche mentre altri sono sparpagliati in prossimità, ma caduti al suolo.

Évora capoluogo del distretto di Évora oltre a essere una città museo Patrimonio dell’Unesco vanta un menhir di 2,5 metri e vicino un cromlech, chiamato Cromlech di Almendres composto da 96 monoliti disposti a ellissi.

 

Un altro esemplare di Menhir

 

Dove trovare Menhir nel mondo?

 

In Mongolia sono stati ritrovati dei Menhir che sono stati chiamati “Stele del Cervo” per le loro incisioni con disegni di cervi. Non si conoscono gli autori delle statue ma ne sono state ritrovate ben 500 dislocate in tutta la Mongolia. I principali siti sono collocati nella zona di Ulaan Tolgoi e Ushkiin-Uver, vicino a Môrôn.

Nabta Playa in Egitto nasconde fra le sabbie del Sahara un complesso megalitico di menhir edificato attorno al V millennio a.C. La particolarità è quella di essere orientato al fine di seguire il sorgere e del tramontare del Sole ma solo in particolari periodi dell’anno.

Dove trovare Menhir oltre a questi due stati? Altri ancora se ne trovano nei territori dell’Africa settentrionale e più specificatamente in Palestina e in Siria. In Siria se ne registrano un numero maggiore anche se le condizioni in cui vertono sono piuttosto scoraggianti.

 

Spero di aver soddisfatto la tua curiosità su dove trovare Menhir nel mondo, e se vuoi scoprire anche la parte maschile dei templi megalitici, ovvero i Dolmen… Clicca su questo link: Dove trovare i Dolmen in Italia, in Europa e nel mondo

Come trovare il tuo locus amoenus senza viaggiare e senza spostarti da casa? Ma soprattutto cos’è il locus amoenus e cosa significa? Immagina di ritrovarti all’interno delle pagine di un libro dove si sta svolgendo la trama di un racconto. 

Il personaggio si trova in difficoltà e non sa come proseguire, chiede aiuto agli spiriti della natura che gli indicano un posto in cui sostare per riordinare le idee e ritrovare di nuovo la calma.

La letteratura come luogo di rifugio

 

Trova spazio nella letteratura antica il concetto di locus amoenus un luogo prettamente personale in cui il personaggio o il figurante possa rivelare la sua vera identità selvatica e positiva, libero dalle maschere sociali a cui deve ogni giorno assoggettarsi. 

Una sorta di paradiso terrestre contornato da una fitta vegetazione dai colori vividi e brillanti. E ancora il canto melodioso degli uccelli, lo stormire delle fronde degli alberi e il sibilo di una brezza leggera che risale dal gorgogliare di un ruscello. 

Si contrappone al “locus horridus o terribilis”, un posto oscuro e negativo dove regnano il male, la nefandezza e i colori tetri degli incubi infestati dai peggiori mostri.

Un’oasi di pace e un luogo del terrore: uno yin e yang in perpetua oscillazione dove il personaggio del racconto può raggiungere l’apice della serenità o scivolare perdendo il controllo.

Con lo scorrere del tempo e seguendo le diverse correnti filosofiche il locus amoenus cambia significato divenendo un luogo di solitudine fondendosi con il suo antagonista.

Più tardi ancora, in epoche moderne, è diventato un concetto frammentato disperso in luoghi e ricordi diversi, senza che tra questi intercorra una relazione sensata e sentimentale. 

Una parte delle tante rappresentazioni sociali a cui attingiamo costantemente per confrontarci con le persone che quotidianamente incontriamo al solo fine di intessere una qualsiasi relazione superficiale.

Quello di cui voglio parlarti, però, è la forma più antica e secondo me più autentica, quella che si avvicina di più al significato originale e che credo sia salutare per ognuno di noi.

 

Cartello che indica il rifugio

 

Come trovare il tuo locus amoenus

 

Dopo questo preambolo, allora, come facciamo a trovare il nostro luogo incantato? Lo dobbiamo cercare fra i ricordi dei nostri viaggi, nei momenti in cui ci siamo fermati rapiti dai contorni e dai colori di un paesaggio.

In quei momenti in cui ci siamo sentiti piccoli di fronte alla potenza della natura e alla forza della sua sfuggente espressività, grati per vivere quell’istante magico. 

Quando siamo sobbalzati dalla sorpresa o abbiamo riso, di cuore, pervasi dalla gioia per un inconveniente improvviso, un cambio di programma repentino che ci ha regalato più soddisfazione che delusione. 

Se ancora non ti viene in mente nulla pensa a quella volta in cui ti sono venute le lacrime agli occhi al pensiero di ritornare a casa perché quei giorni trascorsi in vacanza ti hanno fatto sentire pieno di vita, espressione del tuo essere, entusiasta solo nel poter semplicemente respirare.

***

Raccogli quei ricordi e disegna il tuo luogo ideale. Non importa se sia al mare, in montagna o in qualsiasi altra parte. Pensa solo a ciò che rappresenta il tuo ideale di felicità.

Esaspera i contrasti con il tuo normale vivere, definisci i dettagli e rendilo il più veritiero possibile. Inserisci i suoni che ti rilassano, le forme che ti addolciscono. I profumi che ti inebriano, i gusti che ti stuzzicano e le persone che rendono migliore il tuo vivere. 

Lì puoi abbracciarle e coccolarle, perché sono nella tua mente e nella tua anima. Laddove non esistono restrizioni né imposizioni: solo affetto, salute e gioia.

Hai creato il rifugio dove andare a nasconderti quando hai bisogno di pace e di calore. Sai che è sempre lì, a tua disposizione, pronto ad aspettare la tua venuta.

Le uniche parole d’ordine per entrare saranno: “Sono io. sono tornato a casa!” seguite da un gran sorriso perché sei veramente tornato a casa, nella parte più selvatica e autentica di te.

 

La meditazione del locus amoenus

 

Nei momenti in cui non ti senti calibrato e vorresti ritrovare il tuo benessere puoi aiutarti con la meditazione del rifugio segreto o del tuo locus amoenus.

In sostanza si tratta di visualizzare un luogo da te conosciuto in passato che ti ha lasciato un bel ricordo oppure un posto completamente inventato ma che ti faccia sentire protetto.

Ciò che dovrai fare è rilassarti in una stanza silenziosa o all’aperto dove nessuno possa disturbarti per almeno dieci minuti. Scegli una posizione comoda, seduta o distesa, come preferisci.

Inizia a connetterti con il tuo respiro, appoggia una mano sopra l’ombelico e senti i movimenti naturali del tuo corpo. Percepisci una respirazione regolare o frammentata?

Immagina il tuo respiro come un cerchio: inspirando, l’aria sale dall’ombelico e poi espirando, esce dal naso per riconnettersi nuovamente al punto di partenza. Concentrati e fonditi con il tuo respiro.

Quando ti sembrerà di aver trovato la calma interiore e i pensieri si saranno fatti più radi immagina un luogo attraversato dall’acqua, riparato dagli alberi e immerso nei suoni della natura. Aggiungi alla tua immagine i sassi, l’acqua e il verde delle piante.

Ora apriti alle sensazioni: quali senti vibrare più intensamente? Leggerezza, pace, benessere, protezione. Riesci a sentirti al sicuro? Ci sono fiori o animali?

Riesci a sentire dei profumi particolari? Senti il rumore del vento, della pioggia, l’acqua che scorre nonostante gli intoppi? Se potessi toccare un elemento di spicco dell’immagine che consistenza avrebbe? Sarebbe morbida, vellutata oppure dura e fredda?

Cerca di imprime più particolari possibili e associa ad essi le sensazioni provate. Questo è il tuo rifugio segreto, il tuo locus amoenus, e potrai accedervi ogni qualvolta ne avrai bisogno.

Un consiglio: registra la tua voce mentre leggi questa meditazione inserendo delle pause al punto giusto così non dovrai aprire gli occhi ogni volta per leggere e potrai concentrarti solo sulla meditazione. 

Se ti serve un sottofondo musicale ne ho trovato uno adatto alla meditazione: clicca qui.

Viaggiare leggeri è un modo di essere, di girare il mondo e di esprimere la propria personalità e le mille sfaccettature del carattere. L’insegnante di leggerezza è una ragazza che ha vissuto a metà degli anni ’50 e che decise di girare il mondo con una sacca, senza soldi e molta tenacia.

Oggi pare quasi un’avventura normale ma l’idea patriarcale che gli uomini avevano nei confronti delle donne non permettevano ai quei tempi questo genere di bravate.

Katharina Von Arx

 

Solo che la nostra eroina era arcistufa dei preconcetti maschilisti e si annoiava a morte nei circoli letterari viennesi. E pensare che aveva lasciato una sonnacchiosa provincia svizzera per trasferirsi nella gloriosa città teutonica…

Ma ancora una volta era rimasta delusa dalla prepotente immagine maschile che imperava anche negli ambienti in cui viene richiesta una certa dose di estro e sensibilità.

Le sue parole furono, se vogliamo, ancora più esasperate:

 

“Le donne potevano avere talento, ma non genio. Per noi donne la cosa non aveva nessun senso, visto che non c’era la più pallida speranza di diventare un Michelangelo; perché Michelangelo era un uomo. Uomini, uomini… sempre e solo uomini”.

 

Decise così di partire in cerca di nuovi orizzonti che le aprissero spazi in cui muoversi finalmente libera. Scelse l’India dove approdò carica di energia, speranze e curiosità.

 

Viaggiare nel mondo inseguendo i sogni come questa bambina che osserva l'infinità del mare

 

Il viaggio

 

La comunità indiana, però, non poteva certo marchiarsi di essere aperta al mondo femminile ma anzi piuttosto ligia alle credenze popolari e ai pregiudizi antiquati.

Sì trovò, ahimè, in situazioni paradossali per scansare pretendenti che volevano approfittare della sua solitudine e libertà. Viaggiare leggeri, a quanto pareva, assumeva significati diversi in base alle persone che incontrava.

Per lei significava togliersi di dosso una zavorra sociale che non la faceva respirare, per il sesso maschile, ma anche un alta percentuale di donne, indicava disponibilità e libertinaggio.

Neanche cambiare stato la aiutò a eliminare tutte le avances a cui era sottoposta, perché anche se il terreno appare diverso in base alla coltura non è detto che sia mutato il lavoro del contadino.

Attraversò l’Egitto, l’India, la Cina, il Giappone e le idee non cambiavano sostanza trasformando solamente la forma in cui venivano velatamente espresse.

Approdò, infine, in America dove ritrovò un po’ di pace ma anche la stanchezza di un lungo viaggio che le aveva comunque lasciato qualcosa. Un sogno realizzato grazie a una fuga, un modo per dimostrare agli uomini che l’essere donna nasconde un universo di libera consapevolezza.

Conclusioni

 

Sono passati quasi 70 anni dalla stesura del libro e ho ritrovato molte assonanze con il mondo moderno. Ho dovuto schivare anch’io, più volte durante un viaggio, delle proposte indesiderate da parte degli uomini.

Pare quasi che il solo fatto di viaggiare libere implichi automaticamente anche una certa disponibilità amorosa… Quello che gli uomini non sanno, o fingono di non capire, è che anche la donna soffre la chiusura e necessita quindi di soddisfare una curiosità. È un viaggio introspettivo e personale atto ad abbattere le sovrastrutture sociali a cui noi donne dobbiamo silenziosamente obbedire.

Un modo per evadere dalla pesantezza del pensiero maschile che soffoca e indebolisce. Quindi, uomo, quando vedi una donna viaggiare leggera, in solitaria, non pensare che cerchi solo compagnia ma lasciala fare il suo ballo. Se avrà desiderio di un cavaliere sarà lei stessa a chiedertelo.

Se vuoi leggere il racconto lo trovi a questo link:

Ci sono monasteri e templi induisti in Italia? Le scuole di yoga nel nostro territorio hanno favorito una curiosità sull’induismo? Pare proprio di sì stando ai numeri attuali anche se ancora non superano le comunità buddiste. Ma che cos’è l’induismo e che relazione ha con la pratica dello yoga?

L’induismo

 

È difficile dare una definizione di Induismo in quanto più che religione si tratta di uno stile di vita assoggettato a determinati concetti. I quali sono definiti nei testi sacri fra cui spiccano i Veda, una raccolta di nozioni di ostica interpretazione.

Secondo la filosofia induista, infatti, gli insegnamenti dovevano essere recepiti in forma sensoriale, emozionale e istintiva e non come siamo stati abituati a imparare noi occidentali, in forma concettuale o teorica.

La presenza delle divinità induiste aumenta, poi, la confusione presentandosi in diverse rappresentazioni. L’apice è composta dalla Trimurti:

  • Brahma, il Creatore;
  • Shiva, il Distruttore;
  • Vishnu, il Conservatore.

Da loro nascono e si evolvono numerose divinità richiamando seguaci che si rispecchiano nelle medesime caratteristiche identificative. Vengono così edificati templi in loro onore affinché possano intercedere nelle richieste personali e spirituali degli adepti.

Molte posizioni dello yoga rappresentano le divinità o traggono da loro origine creando una sorta di danza divinatoria a cui gli yogi estrapolano l’energia.

La filosofia yogica prende, inoltre, molti concetti dall’induismo come quelli che ha portato in evidenza Patanjali con il suo manifesto relativo agli “Otto Passi dello Yoga” per non parlare poi dell’uso dei mantra per entrare in meditazione.

L’unico monastero induista in Italia si trova in Liguria nel Savonese e più precisamente ad Altare in località Pellegrino. Il suo nome è Matha Gitananda Ashram ed è dove vengono celebrati corsi e ritiri spirituali o semplici visite per chi desidera approfondire la conoscenza di questa filosofia orientale.

 

Equilibrio

 

Templi induisti in Italia

 

I Templi o comunità presenti in Italia non sono tantissime ma sono comunque dislocate in quasi tutto il territorio nazionale. Sono presenti anche associazioni fondate da indiani che servono da tempio per professare la religione. Di seguito ti lascio la lista suddivisa per regione:

 

Lombardia

Shree Durgiana Mandir: Castelverde in provincia di Cremona, tel: 327 864 2474

Shri Hari Om Mandir: via Martin Luther King, 19, 46020 Zona Industriale Polesine in provincia di Mantova

Maha Shiv Shakti Mandir: via G. Garibaldi, n.54, 25086 Botticino (Brescia), tel: 320 085 7897

Shri Vishnu Mandir: via Colombo, 8, 20094 Corsico (Milano), tel: 347 763 4757

Sito internet: https://www.shrivishnutemplemilano.org/


Veneto

Hindu Sanatan Mandir: via Olimpica, 28, 36071 Arzignano (Vicenza), tel: 389 682 7904

Jai Jagadambe Maa Durga Shakti Mandir: via Fontane, 132, 31047 Ponte di Piave, Treviso, tel: 320 553 5600


Emilia Romagna

Shree Nav Durga Mandir: Strada Comunale del Lino, 43010 Polesine Parmense (Parma), tel: 329 019 3852

Vaishno Mata Mandir: Strada Provinciale Nord, 138, 42017 Novellara (Reggio Emilia), tel: 329 896 0714


Lazio

Om Hindu Mandir: via Amedeo Cencelli, 23a, 00177 Roma, tel: 339 665 1409

Shree Durga Maa Mandir: Terracina, Latina, tel: 331 772 5377


Sicilia

Geetanjali Circle – Doorga Maa Mandir: via Cava, 13, 95124 Catania, tel: 348 898 7002

Associazione Culturale Shiv Shakti Mandir: via Giuseppe Verdi, 59, 95131 Catania


Toscana

Maa Bhagwati Jagran Committee: via A. Burzagli 27, Montevarchi (Arezzo), tel: 333 296 6233


 

Ricerca i templi in questa mappa:

 

 

Non è una lista completa di monasteri e templi induisti in Italia ma è un punto da cui partire se si vuole approfondire la conoscenza di questa meravigliosa filosofia acquisita dalla cultura indiana.

 

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La Schwarzwälder Kirschtorte è una ricetta tipica della tradizione tedesca e la sua traduzione corrisponde alla torta della Foresta Nera. Una meraviglia dolce formata da strati di cioccolata, panna e amarene.

Gli ingredienti vogliono rappresentare la voluttà della zona costellata da villaggi fiabeschi, laghi, cascate e territori incontaminati dalla bellezza unica e suggestiva.

Il dolce viene preparato di solito la domenica quando tutta la famiglia si riunisce a pranzo e ha il tempo per chiacchierare e bere un alcolico come digestivo.

Posso assicurarti che dato le dimensioni pantagrueliche delle fette il digestivo alle erbe a fine pranzo ci sta tutto per riuscire a digerire l’introito di zuccheri!

 

Ingredienti

 

  • 500 grammi di ciliegie fresche;
  • 150 grammi di zucchero semolato;
  • un bicchiere e mezzo di acqua calda;
  • 50 grammi di zucchero a velo;
  • 80 grammi di cioccolato fondente amaro a scaglie;
  • 20 grammi di cioccolato in polvere;
  • 4 uova;
  • una bustina di lievito;
  • 500 millilitri di panna fresca;
  • 110 grammi di farina 00;
  • una ventina di ciliegie sciroppate;
  • mezzo bicchiere di liquore kirsch (alle ciliegie);

 

dolce della foresta nera

 

Preparazione

 

La prima mossa da fare è quella di preparare il pan di Spagna che sarà la base della nostra torta. Procedere, quindi, inserendo all’interno di una ciotola le uova, 100 grammi di zucchero semolato, il lievito e il bicchiere d’acqua versandolo a filo.

Unire la farina setacciata e il cacao in polvere facendo attenzione a non creare grumi e mescolare il composto fino a ottenere una soffice crema spumosa.

Tieni da parte 10 grammi di farina per spolverare la teglia e ungila con un po’ di burro affinché non si attacchi il composto. In alternativa puoi usare la classica carta da forno.

Infornare per circa 30 minuti a una temperatura di 180°C. Controllare di tanto in tanto che il pan di Spagna lieviti e che assuma un bel colorito marroncino dorato.

Una volta che sarà pronto lasciare raffreddare e preparare la composta di ciliegie che andrà ad appoggiarsi come collante alla nostra base solida al pan di Spagna.

Per preparare la composta metti le ciliegie a cui avrai già tolto l’osso in un pentolino con mezzo bicchiere di acqua e 50 grammi di zucchero semolato per circa 15/20 minuti. Ricordati di tenere da parte una decina di ciliegie per la decorazione finale!

La consistenza che vogliamo ottenere è quella di una composta non completamente cremosa ma con pezzi di ciliegia ancora da sciogliere affinché li possiamo ritrovare nella torta. Lascia raffreddare per circa 10 minuti.

È arrivato il momento di montare la panna! Procedi, quindi, inserendo la panna, lo zucchero a velo e il liquore al kirsch montandola a neve fino a ottenere una consistenza abbastanza dura.

Adesso arriva il passaggio più impegnativo: dovrai tagliare in tre fette il pan di Spagna che sarà completamente raffreddato. Sei pronto/a?

Ora disponi la prima fetta sul fondo di un piatto da portata, aggiungici una parte della composta, una parte di panna fresca, decora sopra con le ciliegie sciroppate e una spruzzata di cioccolato amaro a scaglie.

Aggiungi sopra la seconda fetta e procedi nell’inserire gli stessi ingredienti e così per la terza fetta. Sopra potresti decidere di incorporare la panna a ciuffetti per darle un aspetto più gradevole e terminare la decorazione con il restante cioccolato a scaglie che andrà al centro e le ciliegie fresche che avrai avanzato a cerchio, nei bordi più esterni.

L’ultimo tocco da chef sarà quello di decorare anche i bordi con panna e cioccolato a scaglie se lo desideri e il dolce è pronto per essere servito. La prima fetta della Schwarzwälder Kirschtorte la posso avere io?!

 

immagine del lago verde

 

La Foresta Nera si trova nella regione del Baden-Württemberg dove si trova anche la città di Ulm famosa per aver dato i natali ad Albert Einstein e per avere la cattedrale con la guglia più altra del mondo. Leggi l’articolo qui:

Se visiti la Foresta Nera potrebbe rivelarsi utile avere la Foresta Nera card. Scopri i vantaggi di acquistare le City card in questo articolo:

E consulta il sito per ottenere la tessera su internet:

 


Aneddoto:

La Schwarzwälder Kirshtorte sarà per sempre legata al ricordo di una giornata libera durante la mia esperienza lavorativa in Germania nell’isola di Sylt. Io e una mia collega decidemmo di prenotare un tour a Copenaghen in Danimarca in un’agenzia dell’isola.

Partimmo con la barca la mattina presto attraversando il mare del Nord che quel giorno era particolarmente in subbuglio. Prenotammo lì la colazione e mentre io avevo optato per dei biscotti, la mia collega scelse una fetta di Schwarzwälder Kirshtorte.

Ci sedemmo vicino ai finestrini della nave e dall’esterno si vedeva l’acqua salire e scendere in base all’oscillazione. Quando arrivarono le consumazioni guardavo con un occhio la mia collega insozzarsi di torta alta 15 centimetri e ripiena di panna, mentre l’altro occhio controllava l’oscillazione continua del livello dell’acqua: su e giù, su e giù. Per fortuna il tragitto fu breve altrimenti i miei biscotti li avrei lasciati lì, depositati sul fondo di una turca in bagno!

Il delta del Danubio è un’area acquitrinosa dove vivono migliaia di specie differenti. La sua bellezza è nella sua atmosfera selvatica. Un magico connubio di acqua dolce, salata e terra fertile.

Ho scoperto questo luogo incantato guardando il documentario “Untamed Romania” disponibile sia su Amazon Prime Video che su Netflix e spero con tutto il cuore, una volta superata la pandemia, di poterlo visitare dal vivo.

Untamed Romania

 

La Romania è famosa per la sua capitale Bucarest, la Transilvania e il conte Dracula ma entro i suoi confini nasconde un territorio divenuto Patrimonio dell’Unesco e per questo protetto e tutelato.

Lo illustra bene il documentario “Untamed Romania” diretto da Tom Barton Humphreys che si è inoltrato nella foresta incontaminata con l’ausilio di foto trappole per immortalare la quotidianità selvaggia di quei luoghi.

Ha dovuto armarsi di un’immensa pazienza, la quale è stata ripagata con immagini di orsi, lupi, tassi, volatili, gatti selvatici e cinghiali che in quella terra fitta di alberi e muschio si muovono agilmente.

Seguendo il corso del Danubio, infine, si arriva alla sua foce che, grazie ai numerosi componenti organici richiama migliaia di uccelli migratori, stanziali e dà nutrimento a roditori e insetti. Un’ecosistema fragile e forte allo stesso tempo frutto di una bellezza rara e autentica.

 

 

La foce del Danubio: informazioni pratiche

 

Patrimonio dell’umanità istituto nel 1991 si divide fra la Dobrugia in Romania e l’Oblas di Odessa in Ucraina. Murighiol è una delle stazioni di arrivo per iniziare a visitare il delta del Danubio.

Proseguendo lungo l’ansa del fiume si trova la cittadina di Tulcea altra meta da cui iniziare un indimenticabile tour nella foce del Danubio. Tulcea conserva una fortezza del IV secolo a.C. diventata museo archeologico, dove sono custoditi i reperti storici della zona.

La destinazione finale è Sulina ultimo avamposto visitabile prima di accedere al mar Nero. Da qui in avanti si possono navigare in acque decisamente più salate. Puoi raggiungere queste località distanti circa un’ora da Bucarest guidando un auto in affitto.

Oggi riconoscere i monumenti tramite un’applicazione e proprio mentre stai viaggiando è diventato possibile grazie a Cicero. Si tratta di una creazione del programmatore Mattia Ognibene ed è ben presto diventata un must per ogni viaggiatore.

 

Funzioni di Cicero

 

Una volta scaricata l’applicazione sul telefono dovrai  acconsentire a mandare informazioni sulla tua posizione attuale al fine di scoprire quali edifici hanno una rilevanza turistica.

Ricerca su cicero

Ciò è permesso grazie all’integrazione di Google Maps che ti fornirà una lista di siti da visitare a te più vicini. Volendo li puoi salvare anche tra i preferiti per leggere le descrizioni in un secondo momento o per averle a disposizione rapidamente.

La parte interessante è che potrai indossare le cuffie e ascoltare i riferimenti tramite una voce meccanica, ma piacevole, senza dover leggere.  Una sorta di audio guida gratuita a portata di smartphone che si avvale del motore di sintesi di Google.

Nelle impostazioni puoi scegliere la lingua, il tono e la velocità vocale. Io ci ho perso alcuni minuti a cambiare i vari parametri per sentire la voce farsi acuta e quasi strozzata per poi aumentare la velocità e riascoltarla quasi in affanno! Insomma, non avevo niente da fare…

Le lingue disponibili oltre all’italiano sono il francese, l’inglese, lo spagnolo, il tedesco e il portoghese. Ovviamente cambiando le impostazioni della lingua riceverai nella ricerca i contenuti nell’idioma corrispondente quindi assicurati di comprenderlo!

Le informazioni vengono reperite dall’enciclopedia digitale Wikipedia e presentate tali e quali nella loro essenzialità.

 

Ciceros

 

Ciceros è simile a Cicero ma è più leggera da scaricare ed è un progetto creato da due giovani baresi. Come funziona?

Ciceros applicazione

È molto semplice utilizzare e riconoscere i monumenti tramite l’applicazione.

Ti basterà puntare la fotocamera del tuo smartphone verso l’edificio scelto e l’algoritmo opererà al fine di fornirti tutte le informazioni.

A volte, all’inizio, dovrai riequilibrare la bussola interna al programma per una maggiore precisione nel riconoscimento dei punti turistici.

La fonte principale è sempre Wikipedia ma puoi decidere di avere ulteriori informazioni da altri contenuti se sono presenti nel database.

Un passo in più rispetto a Cicero e anche qui puoi usufruire dell’utilizzo del sintetizzatore vocale di Google divertendoti a cambiare i parametri del tono e della velocità.

Altre due opzioni sono presenti su Ciceros: la realizzazione di percorsi personali con il ricevimento di un contributo (se ritenuti idonei alla vendita) e la possibilità di acquistare dei percorsi o dei contenuti strutturati.

 

Sei pronto dunque a esplorare il mondo? Ora per te riconoscere i monumenti non sarà più un segreto!

Cosa vedere gratuitamente da casa in questo momento? Le offerte da parte di TV, musei e istituzioni sono aumentate in modo esponenziale. Proprio per questo motivo diventa difficile mettere ordine e trovare la proposta adatta a noi.

Ti segnalo di seguito quelle che, secondo me, sono rilevanti al fine di continuare a viaggiare comodamente sdraiati sul divano immaginandoci rilassati in qualche località esotica.

Ma non solo!

Approfittiamo anche delle visite guidate virtuali che ci danno la possibilità di visitare i musei più famosi al mondo o di accedere alle biblioteche appartenenti all’Unesco.

 

Arte TV

 

I giga del mio abbonamento telefonico e del computer se ne stanno lentamente andando a causa della ricca selezione di proposte di documentari presente su Arte TV.

Ci sono moltissimi video che trattano vari argomenti relativi alla natura, ai paesaggi, all’attualità, alla storia, all’arte, all’intrattenimento e più in generale alla cultura mondiale.

I documentari sono pubblicati in lingua originale ma sono comunque sempre sottotitolati in italiano. Fra questi fanno capolino anche interessanti reportage, opere teatrali, musicali e spaccati filosofici.

 

Scopri altri canali web in questo articolo!

 

 

Musei

 

La scorsa settimana, passeggiando in cortile con il cane, ho potuto visitare tramite il cellulare alcune maestose stanze dell’Hermitage di San Pietroburgo.

La visita virtuale è stata gestita da una guida che parlava in italiano e in circa mezz’ora ha illustrato, tramite il racconto di aneddoti, la storia e le opere conservate nel museo russo. 

Ho trovato, inoltre su Youtube, un altro video della durata di 5 ore, promosso dalla Apple, che mostra 45 sale dello stesso museo in cui si possono ammirare ben 600 opere d’arte. 

Il video non è commentato ma accompagnato da musica e performance coreografiche composte da immagini, suoni, luci e atmosfere del tutto particolari.

Il canale del Museo Egizio di Torino porta il visitatore a conoscere le sale e le opere di arte egizia tramite la sezione “Le passeggiate del Direttore”. Al termine della quarantena avrai un motivo in più per visitare la bellissima città sabauda e conoscere i reperti di una delle più importanti epoche storiche. 

Il museo del Ter di Barcellona ha raccolto all’interno della sua pagina i canti di vari tipi di uccelli fra stanziali e migratori. Si possono ascoltare i versi cliccando, tramite smartphone, sopra al disegno. Ho provato a cliccare con il mouse sul pc ma non funziona, quindi è valido solo con l’ausilio del cellulare. 

 

Statua egizia, sfinge

 

Biblioteca Digitale dell’Unesco

 

Un altro meraviglioso regalo ci è offerto dall’Unesco che ha messo a disposizione quasi 20 mila documenti fra fotografie, contenuti multimediali, manufatti, pergamene, eccetera.

Purtroppo, fra le traduzioni, non è compresa la lingua italiana ma se te la cavi puoi leggere i documenti in inglese, francese, portoghese, spagnolo, arabo e cinese.

Cosa vedere gratuitamente nella biblioteca? Ad esempio puoi visionare un libro di Leonardo da Vinci, dei ritratti di personaggi famosi o d’epoca, manoscritti miniati e tante altri libri conservati in teche sigillate o, addirittura, nascosti al pubblico. Tutte le opere appartengono ai vari musei del mondo e sono state prima fotografate e poi digitalizzate per essere consultate online.

Google Arts & Culture

 

Google permette di viaggiare virtualmente e di scoprire diversi siti, alcuni patrimoni dell’Unesco, come Petra, i castelli francesi, piazza dei Miracoli di Pisa, eccetera.

Oltre a ciò si possono consultare le opere di numerosi artisti mondiali suddivisi nelle varie correnti artistiche, conoscere i musei di storia naturale, camminare virtualmente in foreste protette e molto altro.

Ogni giorno la collezione si arricchisce di nuove proposte e sarà impossibile dire ancora “mi annoio a casa!” perché non ci sono scuse per lasciare da parte la cultura.

 

veduta d'insieme sulla città medievale di carcassonne

 

Infine, un bellissimo regalo da Kenny Random: sto parlando di qualcosa di veramente prezioso!

Ho già avuto l’occasione di parlarti dell’artista nell’articolo dedicato alla Street Art (lo trovi qui) ma se non lo conosci te lo voglio presentare.

Kenny Random è un’artista di strada che ama fare disegni dai toni evocativi distribuendoli in tutto l’hinterland padovano. Tramite la pagina Facebook promuove la sua arte che puoi acquistare nella gallery del suo sito internet. 

Passeggiando a Padova è facile incontrare uno dei suoi murales, facilmente riconoscibili per il loro aspetto onirico, fantasioso, colorato, impattante e divertente. Una perfetta fusione fra illusione e realtà.

Ebbene questo artista, vorrei aggiungere con la A maiuscola, ha messo a disposizione, a titolo gratuito, una sua opera. La puoi trovare direttamente nella sua pagina Facebook oppure nel link che ti metto qui sotto.

 

Articolo città della street art con un murales di viso di ragazzo

 

Spero di aiutarti con questi consigli rendendoti l’isolamento più lieve e spensierato. Torneremo a viaggiare partendo proprio dalla nostra magnifica nazione per poi espanderci sempre più lontano.

Impara da questi momenti di reclusione ad aprirti alla vita, alla natura, al viaggio, alla curiosità, all’arte e alla cultura. Fa’ che i giorni spesi nella reclusione casalinga non siano stati vani. Da parte mia un unico, grande e sentito abbraccio!

 

Ti lascio in ordine i link per trovare i programmi citati: