È bastato un giorno al mare fra Chioggia e Sottomarina per ricaricare le energie assopite dal lockdown e ritrovare subito l’entusiasmo. Respirare lo iodio, lasciare che il luccichio del sole sulla superficie del mare mi abbagliasse, mentre i piedi affondavano dolcemente sulla sabbia.

E ancora farmi accarezzare dal vento e abbronzare dal sole: tanto è bastato per proiettarmi verso l’estate. Una stagione alquanto particolare, partita in sordina per esplodere in tutta la sua forza. Tale e quale il mio desiderio di spensieratezza ritornato prepotentemente a farsi notare.

 

Casa a Chioggia

Tipica abitazione fra Chioggia e Sottomarina

 

Un giorno fra Chioggia e Sottomarina

 

Se anche tu, come me, non vivi nella provincia di Venezia dovrai affidarti ai mezzi pubblici o alla macchina per arrivare a destinazione. Per vedere il percorso in macchina ti basterà utilizzare un navigatore o un’applicazione come Google Maps o MapsMe.

 

Una raccolta di applicazioni utili per chi ama viaggiare in macchina le trovi a questo link

 

Con i mezzi pubblici, invece, puoi scegliere due varianti: una pratica e una più avventurosa. La prima consiste nel prendere la corriera che da Padova porta direttamente a Sottomarina.

La trovi alla stazione delle corriere di Padova alla fermata numero 4 con orari che variano ogni mezz’ora circa. La prima corsa parte alle 6.30, la seconda alle 7.00 e così via fino ad arrivare all’ultima delle 20.40.

Io sono partita in treno da Bassano del Grappa e sono arrivata alla stazione di Padova alle 7.45. Da lì ho preso la corriera delle 8.00 e ho scoperto, con mia immensa gioia, che la corsa scende solo alla fermata di Piove di Sacco compiendo l’intero percorso in un’ora e un quarto.

Ciò significa che si ha tutta la giornata a disposizione per godere appieno i benefici del mare! Il prezzo dei biglietti di andata e ritorno è stato un totale di 10,40€, ossia 5,20€ a tratta.

L’altra variante è quella di raggiungere la stazione di Venezia Santa Lucia e raggiungere Chioggia con i traghetti. Prima si prende il traghetto che va in direzione Lido di Venezia, poi si prende la corriera che va a Pellestrina e, infine, si prende l’ultimo traghetto che termina a Chioggia.

Grazie a questo escamotage hai la possibilità di visitare tre isole lagunari nello stesso giorno apprezzando la varietà di paesaggio e di stile architettonico. 

Se possiedi la carta Venezia la spesa sarà di 1,50€ a singola tratta per un totale di 4,50€. Per andata e ritorno si spendono un totale di 9€. Senza la carta Venezia ti conviene fare il biglietto per l’ACTV di 20€ valido tutto il giorno.

Il percorso richiede 3 ore di viaggio per l’andata e altrettanto per il ritorno. Quindi se vuoi spendere più tempo a Chioggia e Sottomarina questa non è la soluzione più ottimale.

E in treno è fattibile?

Da Bassano non c’erano alternative valide per cui l’ho escluso ma ti voglio svelare come ho fatto a scovare le soluzioni di viaggio: ho utilizzato un sito che uso anche all’estero e che si chiama Rome 2 Rio. Ne ho parlato più approfonditamente in questo articolo.

 

mercato del pesce chioggia

Al mercato del pesce a Chioggia

 

Cosa vedere a Chioggia

 

Innanzitutto vorrei consigliarti di visitare Chioggia il giovedì quando prende vita il mercato settimanale con il suo famosissimo mercato del pesce. Puoi vedere chi popola il mar Adriatico e gustare la freschezza dei molluschi appena pescati.

Orate, branzini, seppie, gamberoni fanno bella vista sulle bancherelle mentre qualche gabbiano si aggira furtivo brontolando, con la speranza di guadagnarsi qualcosa da mangiare!

La simpatia dei venditori che invitano ad acquistare dandoti anche dei meravigliosi consigli culinari è divampante e sarà impossibile uscire senza aver riempito il sacchetto della spesa. Portati anche una borsa frigo per tenere in fresco il più possibile il pesce!

La città, all’esterno, si anima di turisti e locali che scendono in piazzetta per acquistare i prodotti alimentari ma anche per fare un po’ di shopping, bere uno spritz o incontrarsi con gli amici.

Chioggia è una piccola Venezia incastonata in un contesto senza tempo con continui richiami architettonici, ponti, barche e locali che richiamano la sorella maggiore.

La via principale è Corso del Popolo e seguendolo puoi salire al campanile di Sant’Andrea e godere della terrazza panoramica con vista sull’intera laguna. Puoi perderti nella flânerie abbandonando i pensieri disturbanti.

Preferisci visitare chiese e musei?

Nonostante la città non sia molto estesa ha un varietà culturale davvero notevole. I punti turistici da visitare sono:

  • Museo dell’orologio all’interno del campanile di sant’Andrea;
  • Giuseppe Olivi: museo di zoologia adriatica a Palazzo Grassi;
  • Chiesa di San Giacomo in corso del Popolo;
  • Cattedrale di Santa Maria Assunta, duomo della città;
  • Refugium Peccatorum, dove i condannati pregavano per la loro anima prima dell’esecuzione.

 

Cartina di chioggia

 

Cosa vedere a Sottomarina

 

Sottomarina è la zona degli stabilimenti balneari dove ci si rilassa in spiaggia con una lettura, un tuffo e un gelato. È la zona della movida veneziana estiva dove si balla in spiaggia nello stabilimento di Cayo Blanco, in località san Felice. Però è anche una zona tranquilla dove si può pranzare su un ristorante a ridosso della diga, chiamato trabucco, in prossimità del faro.

La passeggiata nella frazione di san Felice permette inoltre di vedere il Forte san Felice nell’omonima isola oppure lo sbocco del Brenta e del Bacchiglione in direzione opposta al faro.

 

Diga verso il faro

Diga verso il faro

 

Da non perdere

Secondo il Genius Loci di Chioggia e Sottomarina che ci tiene molto ad accogliere i turisti, è un gran piacione anche se appare scostante, non dovrai assolutamente perdere:

  • il pandolce chioggiotto (una delizia con il ripieno di crema alla nocciola);
  • un bicchiere di spritz;
  • una frittura di pesce, spaghettata di pesce o pesce al forno acquistato al mercato;
  • una lunga passeggiata a Sottomarina con visita al faro;
  • ascoltare in sottofondo una hit dei Radiosboro;
  • un bagno ristoratore e, infine, relax sul lettino.

Una volta compiuto questi 5 passaggi potrai sentire le energie e la vivacità invadere il tuo corpo e tornando vorrai consigliare a tutti i tuoi amici di trascorrere un giorno a Chioggia e Sottomarina!

A me è venuta voglia di farlo con te, vorrà pur dire qualcosa, no? 😉

 

Ristorante nella diga

Ristorante di pesce nella passeggiata per raggiungere il faro

 

Ti lascio gli ultimi indirizzi per organizzare il viaggio:

Cucinare con Airbnb? Lo puoi fare per davvero e per di più online grazie ai numerosi professionisti o ai semplici appassionati. Se non hai mai dato un’occhiata a Airbnb ti consiglio di farlo tramite questo link:

In caso tu lo conosca già, sei al corrente delle novità sulle esperienze ma soprattutto sulle ultimissime esperienze online pubblicate?

 

 

Esperienze da “Airbnber”

 

L’anno scorso il portale per gli alloggi privati Airbnb ha aggiunto alla sua homepage delle esperienze da abbinare alle nostre vacanze all’estero. Ecco che, allora, girando per Lisbona potremmo incontrare un street artist e vedere i murales più scenografici della città.

Trovandoci a Venezia, invece, potremmo lasciarci consigliare e indicare i bacari più caratteristici da chi conosce a fondo la città e la sua vivace movida culinaria.

Con l’avvento della pandemia, però, molti dei nostri viaggi sono stati cancellati e temporaneamente sospesi. Il portale è corso ai ripari offrendo ai suoi utenti delle esperienze online da vivere in compagnia di qualche amico oppure in solitudine.

Richiamate all’appello si sono presentate numerose persone proponendo ognuno la propria creatività ed estro. Quello su cui vorrei puntare il focus è sulle proposte culinarie dell’offerta.

Sì, perché ho pensato fosse estremamente divertente ritrovarsi con un gruppo di amici per imparare dai locali a preparare i piatti tradizionali internazionali. 

I prezzi dei corsi sono molto accessibili e se si è in compagnia diventano assolutamente irrisori. Quindi, perché non rendere le nostre serate istruttive e interessanti?

 

Esempi di esperienze online con Airbnb

 

Cucinare con Airbnb: le proposte

 

Sfogliando nel sito ho avuto modo di vagliare diverse opportunità selezionando quelle che si riferiscono alla cucina e ho scoperto di poter spaziare fra le pietanze di tutto il mondo rendendo la mia pancia piuttosto felice!

 

Degli esempi di esperienze possono essere le seguenti:

  • Cucina tacos messicani da street food con una chef professionista;
  • Esperienze di preparazione di prodotti da forno per famiglie;
  • Lezione avanzata sul caffé con un giudice nazionale;
  • I sapori dell’India: prepara Masala Chai e snack;
  • Piatti turchi per la colazione;
  • Impara a preparare salse messicane;
  • Da casa mia a casa tua: cucina thailandese;
  • Preparare un autentico uovo vietnamito;
  • e molti altri…

 

I corsi sono per la maggior parte in lingua inglese ma possono anche presentarsi in lingua spagnola, francese e raramente in italiano. L’opportunità, al di là della lingua straniera, è troppo ghiotta per rinunciare a conoscere gente nuova e passare qualche ora in modo insolito.

Spero di leggere presto le tue prossime esperienze e attendo ansiosa le tue recensioni! Comincia a sfogliarle direttamente dal sito di Airbnb, cliccando qui!

Prenotare con Bookaway ti farà risparmiare del tempo e potrai godere al massimo la tua vacanza all’estero senza pensieri di alcun tipo. Il punto forte del sito è proprio il tasto dolente di molti: il servizio clienti.

Bookaway, a differenza di altri, punta tutto sulla qualità e sulla cura dei propri clienti rispondendo in modo tempestivo a ogni quesito e risolvendo in fretta i problemi. 

L’unico difetto, però, è che il servizio è soddisfatto solo in lingua inglese ma, a quanto pare, sarà attivato presto anche in lingua italiana. Date le premesse, non ci rimane che conoscere in modo più approfondito il portale e dissipare ogni dubbio.

 

Prenotare con Bookaway

 

Bookaway è un aggregatore di offerte che ti permette di prenotare in anticipo i titoli di viaggio per treni, bus e traghetti nelle località turistiche più gettonate. 

Inserendo le città di partenza e di arrivo, le date e il numero di persone nella mascherina situata nell’homepage si accederà alle varie soluzioni di viaggio presenti. 

Si potrà così vedere nei dettagli l’offerta selezionata, conoscerne il prezzo, l’indirizzo preciso, la politica di cancellazione e le comodità incluse, qualora ve ne fossero. 

Per qualsiasi dubbio, inoltre, ci si può rivolgere alla chat online che è attiva 24 ore su 24. Ciò significa che possiamo essere seguiti in ogni fase di prenotazione da un agente qualificato.

Al momento, come ti dicevo, il servizio è fruibile solo in inglese ma ben presto sarà attivo anche in italiano. 

Il passaggio successivo sarà quello di confermare la prenotazione. Per farlo ti basterà cliccare su “Book now” e si aprirà una nuova finestra. Qui vanno inseriti i tuoi dati personali e la forma di pagamento che preferisci.

Fra quelle accettate figurano:

  • Visa
  • Mastercard
  • American Express
  • Discover

Una volta completata la registrazione e attivato l’account (mail + password) arriverà l’email di conferma che sarà valida come titolo di viaggio. A te non rimarrà che stamparla e tenerla pronta per l’occasione. 

Prenotare con Bookaway è il massimo soprattutto se si sceglie come destinazione il continente asiatico. Laddove altri competitor dimostrano carenze,  Bookaway troneggia con moltissime soluzioni. 

 

Mascherina menu bookaway

 

Come sono le recensioni?

Al momento sono presenti solo recensioni scritte in lingua inglese ma la maggior parte di queste sono positive facendo guadagnare al sito un punteggio su Trust Pilot di 4 stelle su 5.

La maggior parte delle recensioni negative esulano dal servizio offerto da Bookaway perché lamentano orari diversi o partenze ritardate che non possono essere imputate all’azienda. 

Ogni commento è preso in considerazione da Bookaway sottolineando l’importanza della totale soddisfazione da parte del cliente. Purtroppo, in certi paesi, il servizio pubblico lascia alquanto a desiderare e nonostante l’impegno profuso dai partner non sempre i piani vengono rispettati.

Durante il mio viaggio in Guatemala ricordo benissimo le attese prima di partire con il chicken bus: fintanto che non si raggiungeva un certo numero di persone l’autista non aveva nessuna intenzione di partire!

Questo problema, ovviamente, non può essere imputato a chi vende i biglietti ma bisogna prendere con filosofia e adattarsi al ritmo di vita del paese ospitante. Anche questo è il bello di viaggiare!

TripAdvisor è un altro sostenitore di Bookaway con oltre 140 recensioni la cui maggior parte sono positive facendogli guadagnare un punteggio di  quasi 4 stelline.

I commenti sono per lo più rivolti al trattamento ricevuto dal mezzo pubblico rispetto l’intermediario e di conseguenza si altalenano fra chi è rimasto soddisfatto e chi no.

Va sottolineato che, anche in questo contesto, la risposta da parte di Bookaway non ha tardato ad arrivare prendendosi cura di ogni recensione ricevuta.

 

Se vuoi anche tu provare a prenotare con Bookaway clicca su questo link:

 

Aspetto anche la tua recensione! 🙂

Quale viaggiatore non vorrebbe andare a spasso nel bosco con Bill Bryson? Virtualmente lo può fare grazie al film uscito nel 2015. A interpretare il giornalista e scrittore di viaggi c’è Robert Redford accompagnato da Nick Nolte.

Il titolo originale dell’opera è “A Walk in the Woods” è racconta l’ennesima avventura del protagonista che desidera cimentarsi nel lungo e tortuoso sentiero degli Appalachi.

Hai mai sentito parlare di Bill Bryson? 

 

Se ami leggere racconti di viaggio sicuramente avrai sentito il suo nome. È autore di diversi volumi come “Una città o l’altra“, “America Perduta“, “Piccola grande isola” e molti altri. 

Si laurea come giornalista e trova lavoro all’università di Durham in Inghilterra dove si era trasferito dopo aver conosciuto la moglie. Diventa autore di libri di viaggio ma anche di saggi che lo faranno entrare nell’olimpo degli scrittori più influenti. L’elenco completo dei libri lo trovi qui.

In questa ultima avventura decide di percorrere i 3500 chilometri che attraversano le montagne degli Appalachi dalla Georgia al Maine. Ci riuscirà?

Per avere una spalla e un aiuto si affiderà alla compagnia di Stephen Katz (interpretato da Nick Nolte), un amico che lo accompagnò anche in gioventù nel suo viaggio alla scoperta dell’Europa.

L’unica differenza fra il viaggio fatto in Europa e questo degli Appalachi è proprio l’età. I due, infatti, non sono più nel fior fiore degli anni ma anzi si ritrovano a essere piuttosto fuori forma.

Il richiamo di una nuova esperienza però li farà avanzare passo dopo passo fra incontri non sempre piacevoli e impedimenti di ogni tipo. Dal viaggio nasce il libro che poi verrà trasportato al cinema.

 

montagne innevate

A spasso nel bosco con Bill Bryson

 

Il film rappresenta l’ideale di viaggio che ogni persona vorrebbe fare almeno una volta nella vita. Una preparazione a casaccio, la compagnia di un personaggio strampalato e la ritrovata forza di volontà che si ripresenta nei momenti più impensabili. 

L’esperienza leggera di chi decide di partire senza “pensarci troppo” affrontando gli imprevisti come se fossero dei semplici e inevitabili ostacoli che si frappongono nel cammino.

Quella folata di vento di fernweh che ogni tanto si ripresenta alla mente chiedendo di abbandonare ciò che stiamo vivendo per inoltrarci nel caso: un luogo in cui non si conoscono in anticipo le variabili.

Ogni viaggiatore ha assaporato questo bisogno e se è stato diligente e lo ha seguito si ricorderà dell’esperienza come qualcosa di originale e fantastico. 

A volte, semplicemente, non possiamo evitare i richiami della natura e ritorniamo a camminare nei boschi per respirare quell’aria di libertà che spesso manca nelle nostre vite. 

Una libertà che richiede però sacrificio, ma che ci riempie di soddisfazione e di ricordi piacevoli da condividere nei momenti in cui nulla abbiamo da raccontare.

Dobbiamo caricarci di ricordi per la vecchiaia” diceva Leonardo da Vinci ma possiamo anche continuare ad avventurarci, senza paura, nei sentieri del mondo, come se non ci fosse alcuna età a impedircelo.

 

Il film lo trovi su Prime Video e puoi guardarlo gratuitamente se sei iscritto al programma di Amazon Prime.

L’app Geografia Mondiale è un metodo moderno per imparare la geografia divertendosi, superando livelli mentre si allena la mente. Tutto ciò che ti servirà fare è andare nel tuo app store e cercare l’applicazione Geografia Mondiale.

 

Come funziona

 

Le prime azioni richieste sono quelle di creare un account, inserendo il nome utente e la password. Te ne verrà fornita una in automatico ma ti consiglio di cambiarla per ricordarla meglio. Ora potrai accedere al menu principale suddiviso in 5 voci:

  • Gioco
  • Impostazioni
  • Aiuto
  • Google
  • Facebook

 

I due social ti permetteranno di registrarti, se lo desideri, tramite i tuoi profili personali mentre l’area Aiuto risolverà ogni tuo dubbio riguardo il gioco.

Nelle impostazioni selezioni la lingua, il tipo di tastiera, la dimensione del carattere e altri dettagli. Infine, in Gioco puoi dare il via alle sfide e misurarti con le tue competenze. 

Come te la cavi a riconoscere la collocazione esatta degli stati? Questo sarà il tuo primo obiettivo, poi, a mano mano che salirai di livello, le sfide diventeranno sempre più ardue. Sei pronto?

 

Area gioco

 

Cliccando su “Gioco”, inoltre, accederai a un nuovo menu completo di interessanti sezioni:

  • Nuovo gioco è la parte ludica dove si testano le proprie conoscenze e in base alle risposte corrette si sale di classifica;
  • Enciclopedia è dove troverai tutte le informazioni relative a ogni singola nazione nel mondo e dove avrai un accesso diretto a Wikipedia per approfondire;
  • Missioni serve per guadagnare punti ma non giocando, solamente guardando dei video pubblicità di circa 30 secondi ciascuno;
  • Le altre sezioni sono Obiettivi completati e Classifiche dove potrai avere un riassunto della tua situazione di gioco attuale;
  • Menù per tornare al menu principale e Negozio dove poter acquistare l’app evitando le fastidiose interruzioni pubblicitarie o superare livelli.

 

Livelli

 

Il gioco non consiste solo nel riconoscere la collocazione esatta degli stati nel mondo ma anche di ricordare le capitali, le città principali, la valuta, le bandiere, eccetera.

Si parte con 10 domande per poi salire a 25, si hanno 4 scelte per poi salire a 6. Diventerà sempre più difficile ma anche più facile perché a furia di esercitarti avrai imparato più nozioni che ti favoriranno nelle scalata agli obiettivi.

Quando ti sentirai più sicuro potrai sfidare i tuoi amici oppure organizzare dei tornei mettendovi in competizione, scoprendo magari la vostra prossima meta di viaggio!

 

 

Perché visitare il Veneto? Basterebbe citare Venezia per convincere qualcuno a venire qui ma la realtà è che c’è molto di più da vedere.

Lo ammetto sono di parte, essendo veneta, ma questo territorio non smette mai di stupirmi e spesso mi ritrovo a conoscere itinerari nuovi e affascinanti.

Nella classifica fra le regioni italiane più visitate spicca proprio il Veneto è il merito va sicuramente alla posizione geografica favorevole ma anche alla sua grande offerta turistica.

Mare, montagna, colline, laghi, campagna e ancora città d’arte, percorsi naturalistici ed enogastronomici, storia e proposte allettanti per gli sportivi di ogni genere.

Un ventaglio di offerte che attrae l’interesse di qualsiasi tipo di turista dal più esigente al più avventuroso senza tralasciare famiglie e viaggiatori backpacker

Possiamo dividere 5 percorsi di interesse che possono rispondere agevolmente alla domanda “Perché visitare il Veneto?”:

  1. Arte, storia e cultura
  2. Elemento acqua
  3. Natura e percorsi enogastronomici
  4. Trekking e montagna
  5. Anima contadina

 

edifici colorati a burano

Gli edifici colorati lungo un canale a Burano

 

Arte, storia & cultura

 

La Repubblica di Venezia ha avuto una durata di circa 1100 anni e ha strutturato la città e la sua laguna così come la conosciamo oggi. I pali in legno di ontano sorreggono ancora oggi gli edifici storici esaltati dalla bellezza delle finestre e dei comignoli che rappresentano l’arte decorativa veneziana. 

Ogni anno milioni di turisti giungono per visitare le sue chiese, i suoi edifici e le sue isole. Ogni calla trasuda storia e ogni ponte nasconde qualche vicenda da recuperare.

Impossibile non rimanere incantati di fronte alla sua maestosità: sembra quasi un miraggio, eppure è viva e vegeta, pronta ad accogliere nuovi tradizioni da tramandare. 

Le isole si dividono fra laguna nord e sud e fra le più ammirate ci sono: il Lido di Venezia e Pellestrina, Burano e Murano, Torcello e quelle meno frequentate come il Lazzaretto Nuovo, Sant’Erasmo, san Lazzaro degli Armeni, san Clemente, eccetera.

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Vicenza contiene nel suo centro e nei dintorni, le famose ville palladiane opera dell’architetto Andrea Palladio che ha edificato un particolare stile riconoscibile in tutto il Veneto.

Le stesse fanno bella mostra non solo nel vicentino ma anche nel veneziano, lungo la famosa “Riviera del Brenta“, nel trevigiano e nel padovano. Fa parte del progetto originale del Palladio anche il “Ponte degli Alpini” in legno a Bassano del Grappa

 

riviera del brenta e i suoi edifici

 

Verona si presenta come città degli innamorati perché fa da sfondo al dramma di Shakespeare “Romeo e Giulietta” ma è anche centro di importanti ritrovamenti archeologici romani e a testimonianza, infatti, si può ammirare in piazza Brà, la famosa Arena. 

I dintorni di Verona sono forse fra i più amati dai turisti tedeschi che amano rilassarsi fra le sponde del lago di Garda mentre sorseggiano, all’ombra di un cipresso, un buon bicchiere di vino Lugana

***

Padova si può raggiungere per visitare l’arte in ogni sua magnifica sfaccettatura sia da un punto di vista architettonico che pittorico senza tralasciare l’aspetto culturale.

La più antica università al mondo è stata fondata qui e anche il più antico orto botanico che rientra a pieno titolo come Patrimonio dell’Unesco.

La sua piazza è una delle più estese al mondo dopo quella russa e il sabato non può mancare un piatto di “folpetti” con un bicchiere di spritz. Prima, però, si dovrà passare a salutare sant’Antonio nella basilica in cui riposano le sue spoglie. Tra l’altro è anche uno dei santi protettori di noi viaggiatori!

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Possagno, in provincia di Treviso, ospita la Gipsoteca dedicata allo scultore Antonio Canova, formatosi a Venezia e divenuto famoso in tutto il mondo grazie alle sue statue neoclassiche.

Sembra quasi impossibile che un blocco di marmo possa svelare tanta delicatezza, eppure sotto mani esperti ogni cosa può essere plasmata e trasformata in arte.

Sulla cima del monte Grappa riposano i deceduti del conflitto mondiale affinché rimanga come monito alle generazioni che la guerra serve solo a distruggere e a rimpiangere.

Migliaia di soldati riposano in piccole tombe bianche uguali l’una all’altra a simboleggiare che non c’è nessuna differenza di bandiera o di nazionalità nella morte. 

 

Ci sarebbe ancora da parlare delle città murate come Marostica, Montagnana e Cittadella che permettono di fare un salto nel passato e di sognare a occhi aperti ma ne lascerei da parte moltissime altre e non mi sembra giusto!

 

 

Elemento acqua

 

Come ho già detto in precedenza il mare lambisce le coste veneziane ma anche quelle padovane e rodigine. In particolare una gita nel “Parco Naturale Regionale del Delta del Po” sorprende per la sua varietà naturalistica.

Molte specie animali soprattutto pesci, insetti e uccelli hanno trovato in questo luogo un habitat ideale nel quale soggiornare e riprodursi. Ciò ha richiamato, di conseguenza, moltissimi turisti orientati al bird watching o alla vacanza immersi nella natura. 

I tour e le pratiche sportive sono innumerevoli e richiedono più che un semplice giorno di pernottamento. D’altronde per avvicinarsi alla natura ci vuole pazienza e sensibilità affinché essa si sveli in tutta la sua magnificenza.

Le località marittime più amate sono, invece, Jesolo, Caorle, Eraclea, Cavallino Tre ponti e Sottomarina senza dimenticare le sopracitate isole della laguna veneziana.

Per fare un virtuale coast to coast veneziano leggi qui.

 

Frangente di roccia con lago del mis perfettamente pulito come il nostro contributo all'ambiente può essere utile

 

Anche i fiumi e i laghi hanno un loro seguito: si tratta di turisti più avventurosi che si divertono a fare canoa, rafting, stand up paddle, hydrospeed o un semplice giro in barca. 

Le imbarcazioni più particolari sono però quelle di origini veneziane ovvero la gondola e il burchiello (o la burchiella). Il primo si può provare a Venezia, il secondo lungo la riviera del Brenta e nel Piovego a Padova.

I laghetti nella provincia di Belluno, invece, creano quelle formazioni chiamate “marmitte” che sembrano delle piscine naturali con annessa cascata cervicale!

L’acqua ovviamente è gelata e non sempre è possibile bagnarsi ma rimangono uno spettacolo davvero unico come testimoniano i “Cadini del Brenton” nella zona del lago del Mis.

Natura e percorsi enogastronomici

 

Un altro sito Unesco sono le Dolomiti: queste rocce dalle sfumature rosate che si accendono alla luce del sole e riflettono la sacralità della natura. Le foto non rendono giustizia alla realtà, per quanto siano affascinanti non trasmettono l’emozione che si prova trovandosi al loro cospetto.

Queste catene montuose fanno parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi che si estende dalla Valbelluna fino ai confini friulani e trentini e propongono anche una ricca esperienza sensoriale e gustativa. 

A Busche si possono assaggiare i migliori formaggi del Bellunese ma anche Asiago non scherza, ritrovandosi negli scaffali dei migliori negozi o centri commerciali esteri.

L’anno scorso, poi, sono entrate a far parte del Patrimonio Unesco anche le colline trevigiane del Prosecco che si estendono per chilometri senza mai fermarsi e offrono un panorama davvero suggestivo. Le colline, soprattutto quelle beriche e euganee, sono una meta ideale per chi ama andare in bici, a piedi o in moto.

Piccoli borghi incantati come Arquà Petrarca rimangono intatti come scrigni segreti del tempo, mentre nella profondità della terra acque ricche di minerali affiorano dando vita a città termali come Abano o Montegrotto Terme.

 

Perché visitare il veneto: A Casera Ere nel comune di San gregorio nelle alpi

 

A queste mete si abbinano anche le proposte trekking e montagna e quelle dell’anima contadina che lavora instancabilmente per produrre i prodotti migliori.

Bettole, osterie e agriturismi sono le mete preferite dei veneti che le eleggono come tappa domenicale dove poter bere del “vin bon” e mangiare un buon “panin co a soppressa“.

La natura in Veneto è stata estremamente generosa e pertanto può vantarsi di avere dei prodotti alimentari di eccellenza conosciuti in tutto il mondo. Insomma, per farti capire, è quel luogo in cui dici: “la dieta la comincio lunedì”!

 

Ho tralasciato di nominare molte località turistiche per ovvie scarsità di spazio ma spero sia emerso l’amore che ho per questa terra che tanto sa dare a chi la sa apprezzare e soprattutto che sia riuscita a rispondere alla domanda sul perché visitare il Veneto. Che fai, allora, ci vieni? 😉

 

Ulteriori approfondimenti li trovi qui:

Leggende del Piave: un fiume caro alla Patria che è stato dimenticato, sfruttato e completamente stravolto dal suo stato naturale. Percepisco un legame ancestrale con l’acqua: ogni volta che mi avvicino è come se volesse parlarmi per raccontarmi una storia che si è persa nello scorrere del tempo.

Così, di solito, accosto l’orecchio al gorgoglio del suo passaggio fra le rocce e rimango in ascolto. Ho udito le leggende che il Piave un giorno mi ha sussurrato e ho deciso di raccontartele.



La Rododesa

 

Sono venuta a conoscenza di una figura femminile silenziosa e affascinante che percorre le rive del Piave senza che anima viva la possa fermare né, tanto meno, incontrare.

Si chiama Redodesa e non si muove da sola ma in compagnia dei suoi dodici figli, i Redodesegoti. A sentire la tradizione sembrerebbe che la dodicesima notte fra Natale ed Epifania, ovvero il 5 gennaio, attraversi il Piave per andare a controllare le case della gente.

L’acqua, sempre minacciosa, in quel momento si cheta per lasciare libero il passaggio alla donna e sulla riva spuntano dei fiori profumati che, se raccolti, portano fortuna tutto l’anno.

Dove va Rododesa?

Passa di casa in casa affinché siano in perfetto ordine prima di festeggiare l’Epifania e controlla che la canapa, la lana e il lino siano stati filati entro l’anno vecchio.

E se così non fosse?

Punizioni e malevoli presagi si abbatteranno in quell’abitazione portando i semi di una sventura ma se sarà tutto in ordine la casa sarà sotto la sua protezione e difesa da una benedizione.

 

idromanzia

 

Idromanzia

 

Il Piave era un luogo perfetto per praticare l’idromanzia. Sassi ce ne erano in quantità e bastava cercarli per trovare i 3 adatti allo scopo. Uno doveva essere rotondo, l’altro quadrato e il terzo triangolare.

Venivano lanciati in acqua secondo questa sequenza e in base alla formazione dei cerchi concentrici si procedeva a leggere il risultato della divinazione. A svolgere tale attività erano le zobie o zobiane, il nome veneto delle streghe, da cui deriva anche il nome per giovedì.

Era anche il momento perfetto per compiere la sabba, gli incontri fra streghe, dove venivano eseguiti sortilegi e pratiche magiche intorno al calore di un falò.

Il Piave se le ricorda ancora quelle streghe perché lui le proteggeva dalla vista degli intrusi e allontanava chi, per caso, si trovava a passare da quelle parti, animali compresi.

 

Quercia nelle leggende del piave

 

La quercia del Montello 

 

Il Montello è un luogo abitato da esseri magici che si nascondono fra le cavità carsiche, gli anfratti delle rocce e i buchi creati in modo naturale nelle cortecce degli alberi.

Il portale da cui entrano ed escono è una quercia secolare e segna il punto di confine fra il mondo fatato e quello degli uomini. La pianta ogni anno combatte la sua battaglia contro l’agrifoglio per passare il testimone dell’anno vecchio a quello nuovo e viceversa.

Grazie a lei, gli animali qui si avvicinano e si nascondono cercando nutrimento e pace. Fra quelli avvistati si segnalano: serpenti, uccelli, cervi, nutrie, insetti, pesci, eccetera.

Ognuno di loro protegge il suo spazio personale senza entrare in conflitto con l’altro. L’uomo questo non lo sa o, forse, se lo è dimenticato, oberato com’è da futili e confusi pensieri.

Ma non è un problema perché ci pensano le ninfe lavandaie a pulire i panni macchiati dalle colpe degli uomini mentre le fate buone preparano il miele a chi saprà essere dolce tanto quanto quel cibo.

Lo spirito Massariol, invece, si diverte a far perdere la tramontana a chi attraversa il Montello, impedendogli di trovare la via di uscita. Le fate dai piedi caprini, infine, vanno a bagnarsi sulle rive del Piave, nascondendosi non appena sentono avvicinare una qualche presenza estranea.

 


La pace per due capponi

 

Il fiume nasce al confine con il Friuli Venezia Giulia sul monte Peralba e sfocia sul mar Adriatico e più precisamente a Cortellazzo, una frazione di Jesolo.

Due comuni nel veneziano sono divisi dal Piave: uno è San Donà di Piave e l’altro è Musile di Piave. Anticamente erano dei villaggi rurali che nulla avevano a che fare l’uno con l’altro, fino al giorno di una terribile alluvione.

Fu talmente violenta da ridisegnare completamente i confini territoriali. La chiesa di san Donato prima sulla riva sinistra si ritrovò sulla riva destra entrando a far parte, involontariamente, della diocesi opposta.

I cittadini di san Donà si ritrovarono così senza patrono e ne furono sconvolti. Si rivolsero allora agli abitanti di Musile per poter festeggiare il loro santo e mantenere il nome del villaggio a lui dedicato.

In cambio avrebbero onorato il santo all’interno della chiesa passata sotto la giurisdizione di Musile previo pagamento annuale di due capponi belli sodi e in salute. Quasi ogni anno i due paesi riportano in auge l’usanza onorando il patto di amistà che fu stipulato in quell’occasione.



La Piave

 

Fra le leggende del Piave fa capolino anche la storia dell’articolo cambiato da femminile a maschile dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Insignito come “Fiume Sacro alla Patria”, fu testimone della battaglia contro l’avanzata austro-ungarica a seguito della disfatta di Caporetto.

I soldati italiani riuscirono in una missione impossibile proprio lungo la linea delle sue acque segnando la fine della controversia e la vittoria sul fronte.

A lui fu dedicata una canzone scritta da Giovanni Gaeta che fu l’inno nazionale italiano dopo la marcia reale dal 1943 al 1946, poi sostituito dall’Inno di Mameli.

La vittoria fu così eclatante che meritava, secondo Gabriele D’Annunzio, un nome altisonante il quale rendesse onore alla forza maschia e alla tenacia dei soldati. Si decise di apporre l’articolo maschile al posto del femminile, togliendo, però, il suo senso originale di nutrimento e fertilità.

 

***

 

Le ultime parole che il Piave quel giorno che mi bisbigliò, prima di tacere per sempre, furono le stesse pronunciate in un articolo dal giornalista Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera:

 

“Piave, fiume simbolo del coraggio, dell’eroismo, del patriottismo degli italiani.

Fiume simbolo, oggi, della loro cecità”.

 

Ha ragione il Piave nel sostenere che l’abbiamo dimenticato?

I più celebri biscotti veneziani si riconoscono per il loro gusto autentico e per la passione che le massaie ci mettono a prepararli. Ce ne sono per tutti i gusti dai dolci e burrosi agli speziati.

Bussolai buranelli, baicoli, zaletti e pevarini ti dicono niente? No? Allora è arrivato il momento di scoprire il segreto di tutte le ricette senza veli e senza maschere.

Bussolai Buranelli

 

Come puoi dedurre dal nome i Buranelli sono i biscotti tipici dell’isola di Burano e sono disegnati a formare una esse che mi piace pensare significhi “saporiti”. 

La ricetta è molto semplice e gli ingredienti fanno sì che la durata dei biscotti sia molto prolungata così potrai prepararne un bel po’ da consumare con calma. 

 

Ingredienti:

  • 250 grammi di farina tipo “00”
  • 2 albumi di uovo
  • 250 grammi di zucchero semolato
  • 5 tuorli
  • 1 bustina di vanillina
  • un pizzico di sale


Procedimento

Montare gli albumi a neve in un contenitore a parte. Una volta che la consistenza risulterà piuttosto ferma lasciare a riposare e procedere inserendo in un nuovo contenitore i restanti ingredienti.

Mescolare in modo da amalgamare perfettamente il composto e poi aggiungere gli albumi a neve. Continuare a lavorare l’impasto mantenendo una consistenza morbida e dividere il panetto così formato in 5 porzioni.

Procedere prendendo un pezzettino di impasto alla volta donandogli la famosa forma a “esse allungata” e continuare in questo modo fino all’esaurirsi del composto.

Accendere il forno a una temperatura di 180° e lasciarli cuocere per almeno 10 minuti. Controllare se serve qualche minuto in più affinché i biscotti assumano una bella colorazione dorata.

Servire ancora caldi con un buon tè (scopri l’unica produzione di tè in Europa in questo link) oppure lasciali raffreddare a temperatura ambiente. Sono ottimi da consumare anche la mattina con del latte caldo o freddo a piacimento.

 

 

Baicoli

 

Il baicolo è un biscotto a lunga conservazione perché a Venezia quando i marinai si avventurava per il mare non sapevano dopo quanto tempo sarebbero ritornarti a casa e quindi dovevano premunirsi di cibo che mantenesse intatta la sua fragranza a lungo.

La lavorazione del prodotto finale è semplice ma complessa allo stesso tempo perché richiede due tipi di impasto che poi andranno a unirsi formando un biscotto unico nel suo genere. 

 

Ingredienti

  • 150 grammi di farina tipo 1
  • 10 grammi di lievito di birra da sciogliere in un bicchiere di acqua
  • 40 grammi di burro temperatura ambiente
  • 250 grammi di farina 00
  • sale q.b.
  • 1 albume

 

Procedimento

Come prima cosa dobbiamo sciogliere il lievito in un bicchiere di acqua tiepida. Quando si sarà sciolto lo andremo ad aggiungere alla farina di tipo 1 che avremo setacciato in una terrina.

Mescolare e impastare fino a ottenere un impasto elastico e morbido. Incidere una croce sulla superficie del composto e lasciare a riposare e a lievitare per almeno un’ora.

Nel frattempo preparare il secondo impasto con i restanti ingredienti seguendo l’accortezza di montare a neve prima in modo leggero l’albume. Aggiungerlo quindi come ingrediente finale. 

Impastare il nuovo composto fino a ottenere una palla ugualmente elastica e morbida. Aiutarsi con la farina nel caso servisse per dare più scivolosità al composto.

Lasciare riposare per mezz’ora e poi unire i due impasti. Dividere l’unico composto così ottenuto in 3 parti e lasciarlo lievitare ancora per un’altra ora. È arrivato il momento di dare una forma ai biscotti!

Dare all’impasto una forma rettangolare e tagliare a fette con uno spessore di 7 centimetri come se fosse del pane. Infornare sempre a 180° per circa 10 minuti.

Un altro metodo di preparazione è quello di lasciare intatto il rettangolo e cuocerlo così per poi tagliare all’occorrenza i biscotti come se fossero delle fette di pane. Quest’ultimo modo di consumare i baicoli appartiene alla tradizione veneziana.

 

Baicoli, zaeti, pevarini e bussolai

 

Zaletti

 

Celebri biscotti veneziani sono anche i zaletti o zaeti in veneto, la quale origine nasce nelle campagne bellunesi e friulane dove si coltivava il mais. L’ingrediente principe è infatti la farina di mais che dona ai biscotti quel brillante colore giallo.

 

Ingredienti

  • 150 grammi di zucchero
  • 100 grammi di uva sultanina
  • 300 grammi di farina di mais
  • 1 uovo
  • 1 bustina di lievito
  • 200 grammi di farina 1
  • mezzo bicchiere di latte
  • 100 grammi di burro ammorbidito a temperatura ambiente
  • 5 cucchiai di grappa secca
  • un cucchiaino raso di sale
  • 4 cucchiai di zucchero a velo

 

Procedimento

La prima cosa da fare è ammorbidire l’uva sultanina con la grappa aggiungendoci a piacere un po’ d’acqua. Lasciare riposare l’uva nella scodella per almeno mezz’ora.

Unire le due farine assieme setacciandole all’interno di una terrina, aggiungendo il sale, lo zucchero e la bustina di lievito. Successivamente procedere aggiungendo il latte, l’uovo e il burro.

Mescolare fino a ottenere un bell’impasto cremoso e aggiungere come tocco finale l’uvetta togliendole i residui di grappa e acqua. 

Impastare per circa 10 minuti e dare la forma ovale ai biscotti che saranno di una lunghezza pari a 7 centimetri. Disporli sopra una teglia da forno ricoperta di carta e cuocerli a 180° per 15 minuti.

Devono ottenere una colorazione dorata e se è necessario lasciarli per altri 5 minuti a temperatura più bassa. Tolti dal forno vanno serviti su un vassoi e, una volta raffreddati, aggiungere lo zucchero a velo a piacimento.

 

 

Pevarini

 

Forse fra i più celebri biscotti veneziani si classificano i pevarini che vengono mangiati come accompagnamento a una buona “ombra de vin” ovvero un buon bicchiere di vino.

Sono speziati al pepe che in veneto si pronuncia “pevaro” da qui il nome dei biscotti pevarini ma sono accompagnati anche da altre spezie che donano un gusto deciso ed energizzante!

 

Ingredienti

  • 150 grammi di farina tipo 1
  • 50 gramma di melata di miele di zucchero
  • 40 grammi di zucchero semolato
  • 30 g di strutto o burro a temperatura ambiente
  • un pizzico di sale
  • mezza bustina di lievito per dolci
  • mix di spezie tritate finemente: pepe nero o bianco, cannella, chiodi di garofano

Procedimento

Inserire gli ingredienti uno a uno all’interno di una terrina partendo dalla farina setacciata, il burro, la melata, lo zucchero, il lievito e il sale. Le spezie vanno aggiunte alla fine.

Amalgamare il composto fino a ottenere un impasto morbido e profumato e lasciare riposare per 45 minuti in luogo caldo e asciutto con un canovaccio sopra.

Riprendere l’impasto e formare i biscotti tondi con l’aiuto di un coppapasta o di un bicchiere non troppo largo. L’idea è quella di inzuppare il biscotto nel vino e quindi ci deve passare!

Cuocere in forno a 180° per circa 15 minuti mettendoli all’interno di una teglia foderata da carta forno. I biscotti vanno serviti freddi e senza l’aggiunta di zucchero a velo.

 

Ti ho fatto venire l’acquolina in bocca con questi celebri biscotti veneziani? Prova anche i i baci panteschi di Pantelleria, sentirai che bontà!

 

 

La storia narrata nel libro “lo schiavo Patrizio” si muove sullo sfondo di una Venezia antica, una città marinara e internazionale. Contro di lei i turchi e il potente Impero Ottomano che la sfidano nella celeberrima battaglia di Lepanto.

Lo schiavo patrizio

 

Il protagonista del racconto è Alvise Zorzi figlio di un ricco patrizio veneziano e fratello di Pietro Zorzi. Quest’ultimo ha un rapporto conflittuale con Alvise perché gli invidia la sua audacia, la sua estroversione e la spensieratezza. Lui, invece, è un’anima meditabonda affetto da menomazioni fisiche dovute da un attacco di vaiolo in tenera età.

Crescendo i due prendono strade diverse: Alvise va in cerca di fortuna per mare mentre Pietro si butta in politica. Nonostante l’allontanamento un destino infingardo ravviva i dissapori mai cancellati proprio nel momento in cui i fratelli potevano avvicinarsi.

Pietro si unisce in matrimonio, secondo le leggi di manipolazione aristocratica dell’epoca, a una giovane ragazza dalla bellezza esotica e sfolgorante. Appena Alvise pone il suo sguardo nell’oscurità degli occhi lucidi di quella fanciulla, se ne innamora perdutamente.

Questa attrazione clandestina aumenterà l’acredine e porterà i due fratelli nuovamente l’uno contro l’altro. Alvise verrà ridotto in schiavitù dai Turchi a seguito di una battaglia persa in mare e, come un riscatto insperato, Pietro ne approfitterà per operare la sua vendetta.

Sebbene il commissario turco richieda la liberazione di Alvise a fronte di un pagamento, Pietro lo abbandonerà al suo triste destino, senza riscattarlo.  Inizierà per entrambi una vita di sofferenza: l’uno come schiavo e l’altro tormentato dai rimorsi.

Recensione del libro

 

Il libro è affascinante e magnetico perché si muove sullo sfondo di una Venezia antica quando il doge era la massima autorità in carica. Si sposta, poi, nel nord Africa, in Turchia e in India, portando il lettore a conoscere altre vicissitudini storiche di città decadute e mai più risorte. Alla verità storica si contrappone la finzione letteraria che non va mai a cozzare ma anzi si intreccia in modo esemplare esaltandone i fatti.

I personaggi si susseguono amplificando il senso e la trama, omaggiando così i lettori di momenti di suspence e speranza. Al termine si prova una sorta di lutto come quando finisce un viaggio e si devono abbandonare quei scenari che ci hanno così tanto incantato. 

 

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