Come riconoscere le piante con Plantnet? Accedendo a un’applicazione potrai diventare un esperto botanico e appassionarti al mondo vegetale.

Da quando l’ho scoperta non posso più farne a meno ed è entrata a pieno titolo fra le mie irrinunciabili app dello smartphone. Spesso mi ha aiutato a riconoscere piante incontrate in montagna o nei parchi cittadini, insegnandomi a distinguerle. 

 

 

Come funziona?

 

Riconoscere le piante con Plantnet ti permetterà di ampliare le tue conoscenze sul mondo vegetale, semplicemente iniziando a prestare più attenzione agli alberi, ai fiori e ai suoi componenti. 

Scaricando l’applicazione, valida sia per dispositivi iOS che Android, dovrai dare il consenso o meno di accedere alla tua fotocamera, alla tua posizione e all’archiviazione delle foto.

Io ti consiglio di accettare almeno l’archiviazione e l’accesso alla fotocamera in modo da vagliare e conservare le piante incontrate nel tuo cammino. 

L’homepage presenta una carrellata di argomenti suddivisi in base alle ricerche effettuate dagli utenti. Si possono così scoprire qual è la flora mondiale, le erbe spontanee o le piante invasive e via dicendo.

Se invece vuoi effettuare una ricerca perché ti sei imbattuto in un albero sconosciuto ti basterà cliccare sul menu in basso, sopra il disegno della fotocamera, per accedere alla schermata “Nuova Osservazione“.

Qui potrai decidere se effettuare una fotografia istantanea oppure prelevare una foto dall’archivio del tuo telefono (nel caso tu l’abbia fatta in precedenza).

Una soluzione ottimale nel caso tu ti ritrova in mezzo al bosco dove manca totalmente la connessione ma con la curiosità di identificare un albero che ha attratto la tua attenzione. 

Una volta inserita o scattata la fotografia potrai decidere se riconoscere il vegetale tramite:

  • le foglie;
  • la corteccia;
  • i frutti;
  • la pianta intera;
  • altro.

Nel giro di alcuni secondi ti verranno proposte altre foto, scattate dagli utenti connessi all’applicazione, per valutarne la somiglianza. Questo metodo ti permetterà di diventare un vero esperto botanico perché imparerai a valutare in modo approfondito i dettagli.

A fianco di ogni specie elencata troverai l’icona “I” di informazione dove saranno elencate tutte le caratteristiche della pianta con la possibilità di ampliare la lettura con Wikipedia. 

Se sei un tipo social puoi anche effettuare la registrazione per inserire le tue rilevazioni in modo da ampliare il catalogo presente e aiutare gli altri utenti in cerca di risposte proprio come te.

 

Foglie da riconoscere

 

Perché scaricare l’app?

 

Riconoscere le piante con Plantnet ti permetterà di prestare attenzione alla natura che ci circonda accrescendo l’interesse non solo per il paesaggio ma anche per chi lo popola. 

Vuoi mettere riconoscere una pianta endemica o di un arbusto introvabile? Camminare in un bosco ed entrare in contatto con la natura non solo visivamente ma anche spiritualmente?

Le recensioni lasciate dagli utenti che la usano sono entusiastiche perché, grazie all’applicazione, possono vedere gli alberi non più come piante qualsiasi ma come esseri viventi che condividono il nostro stesso pianeta. 

Ora tocca a te abbandonare la città e avventurarti nel bosco con Plantnet, io ti suggerisco, per iniziare, queste località:

Nei secoli l’evoluzione del pellegrinaggio ha virato dall’introspezione alla condivisione seguendo la naturale curvatura della comunità. La diffusione di internet ha apportato cambiamenti non solo nella società, dunque, ma anche nell’espressione della spiritualità personale.

Essa non viene più vista come qualcosa di intimo ma di virale. I nuovi pellegrini si raccontano attraverso i canali social descrivendo attimo per attimo la loro esperienza mistica.

 

Walk-l'evoluzione del pellegrinaggio

 

L’origine del pellegrinaggio

 

La parola pellegrino deriva dal latino e significa “straniero”. In origine indicava colui che decideva liberamente di allontanarsi dalle convenzioni sociali per diventare un essere nuovo, pronto ad assorbire ciò che il cammino gli avrebbe presentato. 

Rivoluzionava la propria identità trasformandosi in un individuo scevro da ogni pregiudizio al fine di accogliere gli insegnamenti ricevuti dall’avventura.

Lasciava, quindi, l’animo aperto, desideroso di attingere nuove informazioni ed esperienze affinché queste potessero, in qualche modo, curare un malessere radicato nel profondo. Era anche un curioso in cerca di stimoli che lo facessero avvicinare a Dio con segnali e coincidenze da captare e decifrare lungo il cammino.

Il pellegrino cristiano era conosciuto con il nome di “romeo” prendendo il nome dalla famosa strada romea che collegava Roma alla Terra Santa ed era considerato un personaggio simbolico.

Non era raro vederlo attraversare villaggi e paesi con delle calzature consumate ma attorniato da un’aurea di sacralità e rispetto. Per questo molti lo ospitavano nei fienili rifocillandolo almeno per una notte. 

La sua era come una chiamata che giungeva inaspettata e rappresentava un pezzettino di anima selvaggia che reclamava libertà. In letteratura molti scrittori, come H. Hesse con Narciso e Boccadoro, hanno cercato di raccontare il pellegrino seguendo, ognuno, il proprio punto di vista.

Grazie a questi racconti la figura del pellegrino è rimasta indenne nel tempo fino a quando non si è sviluppata nel web una sorta di esposizione mediatica marcata.

 

 

L’evoluzione del pellegrinaggio 

 

Se un tempo le esperienze personali venivano vissute più nell’intimità che nel pubblica conoscenza oggi la situazione si è completamente rovesciata. Assistiamo con maggiore frequenza a un resoconto giornaliero di giovani e meno giovani che partono in viaggio.

Il cammino di Compostela è andato nel tempo arricchendosi di cellulari e videocamere pronte a immortalare i passi dei nuovi pellegrini. L’esperienza viene condivisa sui social come se fosse troppo importante per tenerla con sé.

Cresce la necessità di esprimere i propri dubbi, pensieri o difficoltà a un numero sempre più crescente di persone. Ciò che prima si risolveva all’interno ora viene proiettato verso l’esterno.

Vuol dire che la spiritualità va spegnendosi?

Io credo che la spiritualità sia qualcosa di talmente personale da non poter essere soggetta a pareri esterni. Potrebbe trattarsi di qualcuno che nutre la necessità di raccontarsi per eliminare sovrastrutture psichiche che lo ingombrano, oppure che decida di condividere agli altri affinché ne assorbano l’utilità.

Essendo diversi non possiamo uniformarci e questo è un dato di fatto. L’importante è comprendere la spinta del muoversi, quella scintilla che per un attimo ci ha fatto riflettere sulla vita e sugli obiettivi da raggiungere. 

Forse era tempo di fermarsi e di cercare dentro una spiritualità che pareva cancellata ma, in realtà, era solo offuscata dalla ricerca sbagliata verso la materialità. 

 

 

I luoghi di pellegrinaggio

 

Nel mondo troviamo diversi luoghi considerati meta di pellegrinaggio tanto che le agenzie di viaggio ne hanno fatto un filone a parte. In Italia la più importante è la via Francigena mentre in Europa rimane il cammino di Santiago de Compostela.

Considerando invece i monumenti sacri possiamo elencare:

  • la Mecca
  • Gerusalemme
  • Lourdes
  • Medjougorie
  • la Palestina

In base alle differenti religioni, invece, troviamo altre forme di pellegrinaggio come il Junrei in Giappone che consiste nel visitare alcuni templi entro un termine stabilito.

Cambiano le forme ma rimane la sostanza nell’evoluzione del pellegrinaggio: una ricerca del divino all’interno di noi stessi attraverso segnali provenienti dall’esterno, come se volessimo riempire un vuoto per non sentirne più il perpetuo richiamo e dolore.

Le 5 ciclabili di Montagnana sono degli itinerari panoramici per scoprire la zona del basso veronese, il vicentino e il padovano. Un paesaggio in continua evoluzione che passa attraverso la campagna, le terme e i magnifici colli euganei.

Possiamo dividerle in 5 percorsi che interessano i segmenti:

  1. Montagnana – Mantova
  2. Anello delle città murate
  3. Montagnana, Bevilacqua, San Salvaro, Merlara e Casale di Scodosia
  4. Bassa Padovana
  5. Verona

 

 

Arrivare a Mantova

 

Il percorso ha una lunghezza di circa 71 chilometri (quasi come quello da San Candido a Lienz) e impegna per circa 5 ore solo l’andata. Al ritorno è possibile prendere un treno controllando però se c’è la possibilità di caricare bici.

Il terreno è quasi tutto asfaltato, si attraversano caratteristici borghi dove la campagna regna sovrana e si possono ammirare le coltivazioni che variano in base al periodo come il radicchio, le mele o i filari di vite.

Il tracciato è consigliato anche ai bambini anche se la lunghezza è notevole. Meglio approfittare facendo delle pause/visite o dividere il percorso in almeno due giorni.

 

Anello delle città murate

 

La lunghezza di questo tracciato è di circa 66 chilometri in un terreno misto asfaltato e sterrato. Richiede 4 ore e mezza di impegno fisico per attraversare l’anello dei colli Euganei, la meravigliosa città di Este con il suo castello, il Bosco del Palù e il monastero di San Salvaro.

Non manca all’interno dell’itinerario la veduta del castello di Bevilacqua, uno degli edifici più sfarzosi presenti in zona. Si attraverseranno gli argini dei fiumi Frassine e Fratte grazie all’ausilio di diversi ponti.

L’unica pecca del percorso è la scarsa manutenzione e la poca segnaletica che possono causare qualche difficoltà ai ciclisti. Non è consigliata ai bambini se non opportunamente allenati.

 

5 ciclabili di montagnana in compagnia di amici

 

Da Montagnana a Casale di Scodosia

 

Si parte dal centro di Montagnana, uno dei borghi più belli d’Italia, seguendo un itinerario di circa 2 ore che andranno a coprire una distanza di 31 chilometri.

Consiglio di fare una breve sosta alla partenza per visitare la città murata di Montagnana, le informazioni le puoi trovare qui, ammirando i merletti delle sue mura difensive.

Dal centro si prosegue per il borgo san Marco in direzione Bevilacqua, seguendo l’argine del fiume Fratta. Si continua a San Salvaro avendo così la possibilità di scorgere il monastero camaldolese.

Infine, si attraversano i comuni di Merlara e Casale di Scodosia per poi ritornare all’interno delle mura di Montagnana. Il tracciato è sia sterrato che asfaltato e non è adatto ai più piccoli.

 

veduta dall'esterno del borgo di montagnana

 

La Bassa Padovana

 

Più di 70 chilometri di tracciato misto per visitare la zona che da Este raggiunge Montagnana e viceversa, attraversando in parte l’anello dei colli Euganei.

Si attraversano i luoghi della storia romana e rinascimentale e la natura tipica dei rinomati colli padovani con le sue benefiche terme. La lunghezza del percorso è paragonabile a quella della ciclabile del Brenta con gli stessi livelli di saliscendi continui. 

Ovviamente il paesaggio è differente e non richiama continuamente i riferimenti montani come in quello del Brenta. Qui la campagna con le sue piantagioni di soia, granoturco e frumento fanno da cornice e occultano gli argini e i canali che fungono da irrigazione.

Case contadine, oggi riportate a nuovo con dettagli architettonici frugali, nascondono allevamenti di bestiame senza eliminare però del tutto, l’inconfondibile odore.

 

Verona

 

Non poteva certo mancare fra le 5 ciclabili di Montagnana l’arrivo alla città scaligera per eccellenza, ossia Verona. Questo percorso di circa 63 chilometri si snoda attraverso un percorso sterrato e asfaltato per un tempo di circa 4 ore.

Si passerà attraverso la pista ciclabile di Albaredo d’Adige partendo da Porta Vicenza di Montagnana per arrivare fino alla rinomata piazza Brà dove si potrà ammirare l’arena sorseggiando un caffè.

Le città che si incontreranno oltre ad Albaredo saranno: 

  • Ronco all’Adige
  • Zevio
  • Molini

Infine, seguendo il naturale percorso del fiume Adige, arriveremo nel centro di Verona dove potremo soggiornare e utilizzare il secondo giorno per una visita alla città.

Se vuoi altri utili suggerimenti oltre alle 5 ciclabili di Montagnana clicca qui

 

 


Punto e Viaggio consiglia:

Il nostro tour bellunese sta per partire: preparati a visitare un concentrato di storia, natura e specialità enogastronomiche. Ci stiamo muovendo fra i confini del Trentino Alto Adige e il Veneto dove a essere protagoniste sono le pareti rocciose che cadono a strapiombo nel torrente Cismon.

Prima di abbarbicarci fra le strette e sinuose curve che salgono imperterrite verso la nostra prima metà attraversiamo un ponte in località Ponte Serra.

Qui possiamo fermarci e ammirare la cascata artificiale del Cismon costretto, suo malgrado, a scendere a picco per poi languire lungo il suo corso naturale costellato di sassi rotondi e muschiati. Un secondo ponte ci costringe alla salita ripida, autoritaria ma immagine di un viaggio particolare e inaspettato.

 

Sovramonte

 

Sto parlando dei piccoli borghi facenti parte del comune di Sovramonte come Sorriva, Zorzoi, Faller, Servo, Moline e Salzen per giungere al Passo di Croce d’Aune.

Dalla cima del Passo una lenta e inesorabile discesa che ci porterà a scoprire la destinazione finale del nostro tour bellunese.

Ho voluto portarti fin quassù per farti sospirare di fronte alla bellezza del paesaggio. Le montagne disegnano delle cornici che ben si adattano al colore vibrante del cielo, sebbene offuscate dal passaggio della tempesta Vaia.

Fra questi borghi antichi mani operose hanno dato vita a case, giardini e orti ricchi di fulgida vitalità che si estendono a ridisegnare i confini. A sovrastare l’ingegno dell’uomo delle opere guidate dallo spirito e dalla ricerca di una profonda introspezione.

Tre chiese di stampo montano si intravedono e quasi si salutano, dividendo così i fedeli in piccoli gruppi. La prima è la Chiesa di San Giorgio a Sorriva di Sovramonte che presenta all’interno degli affreschi di Giovanni di Francia, eseguiti intorno al 1460.

A lui sono susseguiti il pittore bassanese Andrea Nasocchio che nel 1514 decorò l’abside e Marco da Mel che dipinse nel 1538 la navata e una grande tavola rappresentante la Madonna con il bambino ubicata nell’altare maggiore.

Adagiata sul punto più alto della collina permette di vedere dall’altra parte la cittadina di Lamon famosa per il suo fagiolo DOP.

La seconda si trova nel comune di Zorzoi ed è la Chiesa della Beata Vergine del Rosario di Pompei dove si tiene nella terza domenica di dicembre il concerto a tre campane. La si può vedere dalla chiesa di san Giorgio perché si erge seguendo via Sorriva.

L’ultima, la chiesa di Santa Maria Assunta, si trova a Servo ed è considerata la più importante fra le chiese feltrine. Porta anch’essa all’interno dipinti di Giovanni di Francia e Marco da Mel. 

A questi si aggiungono affreschi di Giovanni da Mel (fratello di Marco), Francesco Frigimelica e altri di autori ignoti, suddivisi fra le navate e i cinque altari presenti. 

Terminata la visita alle chiese si sale fino a raggiungere la vetta di Passo Croce d’Aune appena sopra i 1000 metri per poi ridiscendere nell’altro versante montano.

 

Chiesa di San Giorgio a Sorriva

 

Pedavena

 

La tappa finale del tour bellunese è la famosa Birreria Pedavena dove si possono sorseggiare le birre artigianali più gustose del Veneto e assaggiare i piatti tipici del luogo come il “Pastin” e il formaggio “Schiz“.

Dovrai assolutamente rprovare la “Birra del Centenario” filtrata e non pastorizzata dal sapore leggero e rinfrescante mentre assaggi i piatti della tradizione veneta.

Il Pastin è una specie di hamburger di carne di manzo o di maiale arricchito di sale, pepe e spezie mentre lo Schiz è un formaggio fresco cotto alla piastra che nasce dalla cagliata del latte appena munto.

La Birreria è una delle più grandi d’Italia ed è suddivisa in sale interne, esterne e un grande parco con animali, dove gustare gli stessi prodotti presenti nel locale principale.

Nel parco si possono ammirare sia animali da cortile che animali più selvatici come i cervi. Nell’ultimo periodo è stato iniziato un progetto che vede la creazione di un giardino del luppolo dove si può riconoscere la pianta che da vita alla speciale birra prodotta in fabbrica. 

La fabbrica è solitamente visitabile previa prenotazione tranne in questo periodo in cui le visite sono momentaneamente sospese causa prevenzione al Covid-19.

 

Grazie al tour bellunese gli occhi si sono sfamati di bellezza così pure la pancia di bontà… Pensi anche tu come me che la provincia di Belluno sia speciale? 

 

Pastin e Schiz

 


Punto e Viaggio consiglia:

Creare una mappa mentale dei viaggi è utile per non dimenticare importanti spunti e tenere sempre l’organizzazione sotto controllo. Si fa presto a lasciare a casa qualche documento, dimenticare di inserire un’escursione imperdibile o avere una scarsa liquidità a disposizione.

Onde evitare spiacevoli sorprese e godere al massimo la vacanza, ti consiglio di seguire le indicazioni che ti lascio, così da avere un punto di riferimento da usare in qualsiasi avventura tu voglia affrontare.

 

Come usare la mappa mentale dei viaggi

 

Nella lista sono elencate diverse voci che andremo a sviscerare. Per rendere l’immagine più intuitiva ho usato una mappa mentale che aiuta a memorizzare le varie voci:

 

Mappa voci viaggi

 

Le primissime scelte da fare riguardano la destinazione, il numero dei partecipanti, la durata del viaggio e, al momento, l’attuale situazione Coronavirus.

 

COSTI

Decidendo la meta, la durata, la struttura ricettiva e chi sarà presente, si potranno già abbozzare i costi di partenza del viaggio.

Una volta che avrai un’idea parziale della spesa, potrai decidere di aggiungere le varie escursioni. Dovrai, inoltre, controllare i documenti necessari per aggiungere eventuali spese non calcolate.

Se avevi fissato un budget puoi ora muoverti all’interno di quel calcolo per sistemare le altre voci relative al costo come l’utilizzo della city pass, la liquidità necessaria e le spese per i collegamenti.

 

 

MEZZI DI TRASPORTO

Hai già deciso come raggiungerai la tua destinazione? Hai vagliato le varie offerte e proposte? 

Le opzioni sono diverse e valgono per l’aereo, il bus, il treno, l’auto o qualsiasi altro mezzo tu ti senta a tuo agio… Ti serviranno vari servizi di trasporto per muoverti quando raggiungerai il tuo luogo di villeggiatura e quindi ti consiglio di anticipare già un piano di utilizzo.

Per esempio, se arrivi in una città europea con l’aereo, dovrai informarti come raggiungere l’hotel dall’aeroporto, decidere i mezzi con cui muoverti in centro e vagliare quelli con cui fare le escursioni. 

SITUAZIONE CORONAVIRUS

In questo periodo è molto importante essere al corrente delle varie direttive europee e mondiali sulla pandemia del Coronavirus. A questo proposito ho scritto un articolo parlandoti di un’applicazione che ti aggiorna costantemente sui cambiamenti in Europa mentre per il mondo ti consiglio di visitare il sito della Farnesina

 

 

TEMPISTICA

Uno degli errori più frequenti (che faccio anch’io) è quello di sottovalutare le tempistiche di visita dei siti, dei musei o degli spostamenti. Ciò rovina l’itinerario di viaggio fatto in precedenza obbligandoci a saltare qualcosa o a velocizzare i tempi.

Ti consiglio, pertanto, di fare un calcolo approssimativo ma il più corretto possibile dei tempi di percorrenza e di valutare un minimo di una o due ore per le visite ai musei, castelli, siti archeologici, eccetera.

VALIGIA

Nella mappa mentale dei viaggi non può di certo mancare la valigia: l’elemento indispensabile per ogni viaggiatore.

Scegli qualcosa di pratico e poco ingombrante seguendo i consigli che ti ho lasciato in questo articolo affinché i tuoi spostamenti non siano disagevoli. 

 

 

INFORMAZIONI, CONNESSIONE, DOCUMENTI E NUMERI UTILI

L’ultimo step è fare un controllo delle informazioni pratiche quali l’uso dell’adattatore, consigli degli altri viaggiatori e recensioni dei siti turistici.

Cerca l’ufficio del turismo: si trova di solito posizionato nella piazza principale o in aeroporto.

Controlla se la tua struttura ricettiva è dotata di connessione o se si renda necessario l’acquisto di una Sim. Fai un ultimo check ai documenti personali affinchè non siano scaduti e fai delle fotocopie o degli screenshot dei titoli di viaggio.

Per terminare, inserisci nel telefono i numeri della tua banca per bloccare la carta di credito, il numero dell’hotel e quello del referente per le escursioni.

Quando tutto sarà completato e avrai spuntato le voci della tua mappa mentale dei viaggi allora potrai goderti totalmente la tua vacanza!