Per scoprire la top 10 della Slovenia, uno degli stati più verdi dell’Europa, ti basterà leggere l’articolo e prendere appunti! Ognuno di noi, in questa nazione, potrà trovare ciò che gli aggrada perché l’offerta è differenziata e adatta a tutte le tasche.

Inoltre, la maggior parte delle strutture, accetta gli animali domestici senza dover pagare un supplemento se regolarmente vaccinati e con il proprio passaporto. Partiamo?

1.Lubiana

 

Partiamo con la top 10 della Slovenia con la capitale Lubiana, attraversata dal fiume Lubljanica, che divide in due la città. Da una parte c’è il centro storico, dall’altra la zona più commerciale.

Anche qui possiamo apprezzare il verde presente grazie ai numerosi parchi fra cui il Tivoli, uno dei più grandi della città con annesso lago, dove gli sloveni amano trascorrere il loro tempo libero.

Da turista, invece, puoi approfittare per fare un piacevole giro in barca per vedere da un’altra prospettiva i dettagli che rappresentano il centro storico della città.

L’offerta non finisce qua, grazie ai tanti musei che permettono di ammirare opere di straordinaria bellezza e di trovare a tutti un ambito dell’arte che ci interessa. Ma anche gli amanti dell’architettura non rimarranno delusi perché basterà girare per le strade del centro per incontrare edifici e costruzioni memorabili.

Il protagonista che ti farà ricordare la capitale slovena, però, è il castello posto al di sopra della normale vita cittadina come a controllare l’andamento degli abitanti. Maggiori informazioni su Lubiana puoi leggerle qui: Lubiana, capitale slovena.

 

scorcio sulla capitale Lubiana la top 10 della Slovenia

Lubiana la top 10 della Slovenia vista dal fiume durante un tour in barca

 

2. Parco Nazionale del Triglav

 

Se ami la natura ti consiglio di visitare il Parco Nazionale del Triglav, una delle mete più appetibili della top 10 della Slovenia, avrai l’imbarazzo della scelta sugli itinerari da fare.

Nel Triglav puoi avvistare gli orsi, fare delle lunghe passeggiate bucoliche per ammirare le rocce carsiche, nuotare nei laghi e scoprire degli scorci indimenticabili. Le mete più ambite sono: il lago di Bled, il lago di Bohinj, le cittadine medievali, le numerose cascate oltre ai vari sentieri. Perfetto per gli sportivi che possono: pescare, andare i bici, fare rafting o canyoning, andare in barca, nuotare, scalare, eccetera.

Eccoti alcuni suggerimenti più dettagliati:

Dopo tanti sport non dovrai assolutamente mancare di assaggiare la famosa Torta di Bled. La ricetta è qui: Torta Bled

 

immagine della chiesa nel lago di bled contornato dalle fronde degli alberi

Il meraviglioso lago di Bled con la sua chiesa nel centro

 

3. Grotte di San Canziano

 

La cittadina che ospita le famose grotte si chiama Skocjan e si trova poco distante dal confine italiano. Ogni anno migliaia di visitatori vengono ad ammirare questo monumento naturale facente parte del Patrimonio dell’Unesco.

Si attraversano “stanze naturali” per poi giungere al canyon che ha dato vita a questo spettacolo, attraverso cascate e basse cavità seguendo un percorso vivo e particolare.

Gli orari delle visite sono i seguenti:

  • novembre, dicembre, gennaio, febbraio e marzo: tre turni di visita alle 10.00, 13.00 e 15.00.
  • aprile, maggio e ottobre ha quattro turni di visita alle 10.00, 12.00, 13.00 e 15.30.
  • giugno, luglio, agosto e settembre iniziano alle 10.00 fino alle 17.00 con un turno di visita ogni ora.

Il prezzo del biglietto varia dai 16 ai 24 € e cambia in base al periodo e al percorso che si sceglie di fare. Se vuoi maggiori informazioni per prenotare consulta il  sito delle grotte.

 

Cascata in Slovenia: l'acqua è una degli elementi dominanti

 

4. Grotte di Postumia e il castello di Pradjama

 

Le grotte di Postumia e il castello di Pradjama si trovano vicine e di solito si visitano entrambe in una giornata. Sono anch’esse in prossimità al nostro confine e quindi conosciutissime e frequentate da italiani e non solo.

La visita dura circa un’ora e mezza dove si percorre, con l’ausilio di un trenino, 3,5 chilometri sui 24 totali. Si entra accompagnati da una guida che lungo il percorso illustra la storia della formazione e della sua scoperta. Il sito è frequentabile dai disabili, per i genitori con passeggino e, all’esterno, è presente anche un servizio di dog sitting. Il sito del parco lo trovi qui: grotte Postumia.

I biglietti costano dai 25,80 € ai 41,90 € per una visita completa del parco con i seguenti orari:

Novembre, dicembre, gennaio, febbraio e marzo: tre turni di visita alle 10.00, 12.00 e 15.00.

Aprile e ottobre: sei turni di visita alle 10.00, 11.00, 12.00, 14.00, 15.00, 16.00.

Maggio, giugno e settembre dalle 9.00 alle 17.00 un turno di visita ogni ora.

Infine luglio e agosto dalle 9.00 alle 18.00 un turno di visita ogni ora.

 

Il Castello di Pradjama si trova poco distante e sorge all’esterno di una grotta amalgamandosi così bene a essa tanto da sembrarne la naturale continuazione. L’ingresso costa 13,80 € ma può essere acquistato assieme al biglietto delle grotte ottenendo così un piccolo sconto.

Nei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre il castello è visitabile alle 11.00, 13.00, 15.00 e 17.00.

 

veduta sul castello di Pradjama

Castello di Pradjama, il bianco delle mura esterne in contrasto con il verde dei prati

 

5. Lipizza

 

Il nome sloveno corrisponde a Lipica ed è famoso in tutto il mondo per l’allevamento di cavalli, razza lipizziani originari dell’Impero austro-ungarico. Fu l’arciduca Carlo, infatti, a posizionare qui l’allevamento e la tradizione continua ancora oggi.

A ricordo di tale pratica spesso a Lipica si svolgono gli spettacoli fatti dalle scuole di equitazione e si concede ai turisti l’ebrezza di fare un giro in carrozza, con i cavalli opportunamente bardati a festa.

Le altre attività da fare sono visitare il museo di Lipikum, dedicato ovviamente ai cavalli o visitare il santuario di Karen Grunn. Se hai bisogno di soggiornare qui dai un’occhiata al sito della città: Sito informazioni Lipica

6. Maribor

 

Maribor, conosciuta in italiano come Marburgo, è la cittadina vinicola della Slovenia. Si trova nei pressi del fiume Drava ed è la seconda città più popolosa della Slovenia. Pensati che qui cresce la pianta di vite più antica al mondo che produce ancora vino di eccellente qualità tanto da esserne considerata il suo simbolo.

Cosa fanno i turisti a Maribor? Visitano il Castello, la Cattedrale di San Giovanni Battista, si divertono a sciare nella stazione di Maribor Pohorije Sky o navigano con le zattere lungo la Drava. Il fiume nasce in Alto Adige e sfocia nel Danubio e una volta veniva considerato alla stregua del Nilo per l’Impero austro-Ungarico.

7. La costa adriatica

 

La Slovenia si affaccia per un breve tratto anche sulla costa adriatica. Le località di villeggiatura più rinomate sono quelle di Fiesa, Pirano, Capodistria e Portorose.

Fiesa si trova immersa in un paesaggio bucolico e ha la particolarità di avere due laghi, uno più grande e uno più piccolo, quasi a ridosso del mare. Pirano, a differenza, è abbarbicata su un promontorio che segna la parte più occidentale del paese. È particolarmente amata per i percorsi ciclabili e la discreta vita notturna.

Il porto di Capodistria è riconosciuto dai dettagli in stile veneziano e da un delizioso centro storico medievale. Da vedere la famosa piazza Tito, il Palazzo Pretorio, la cattedrale dell’Assunta e San Nazario.

Portorose è la più vicina alla Croazia ed è famosa per le sue terme e i suoi fanghi. Per questo motivo è frequentata sia in estate che in inverno. Inoltre ci sono le più estese spiagge sabbiose di tutta la penisola.

 

 

un pezzo di mare adriatico fra la top 10 della slovenia

 

8. Le terme

 

Le terme in Slovenia sono uno dei motivi per cui gli italiani la scelgono tutto l’anno. C’è davvero l’imbarazzo della scelta tanto da poter valutare:

  • le cure appropriate delle terme;
  • le strutture di wellness e spa per ricercare soprattutto il relax;
  • i parchi termali acquatici per il divertimento.

La lista completa è quella offerta dell’ente del turismo sloveno corredata da tutte le informazioni complete e diversi costi: Centri termali sloveni

 

9. Novo Mesto

 

Novo Mesto è una ridente cittadina vicino ai confini con la Croazia, attraversata dal fiume Krka, che riesce a impreziosire il riflesso degli edifici e delle case nelle sue verdi acque.

Fu fondata dai regnanti Asburgici nel 1365 dandole l’impronta odierna nonostante fosse abitata fin dall’età del ferro. I punti turistici più importanti sono la Cattedrale e il museo di Dolenjska che racchiude una grande collezione di reperti archeologici.

I parchi e le zone verdi sono il Grajski Park Otec e il percorso pedonale sulle colline di Trska Gora. Nei pressi di Novo Mesto si può visitare anche un adorabile castello chiamato Grad Grm S Parkom.

 

cartina completa della slovenia

 

10. Lasko

 

Conoscerai la Lasko, la birra più famosa di tutta la Slovenia, ma forse sai poco o niente della città nella quale viene prodotta. Ebbene, si trova proprio nel centro della Slovenia e accanto scorre il fiume Savinja.

I turisti che la raggiungono vogliono visitare ovviamente la fabbrica della birra ma subito dopo si dirigono dritti al centro termale. Nei dintorni si possono fare innumerevoli escursioni nella natura coniugando così gastronomia, natura e relax. Perfetto, no?

 

Monastero di Olimje

In molti mi avete chiesto, in seguito a un reportage del programma Mela Verde, del Monastero e Castello di Olimje. L’edificio ospita una delle antichissime farmacie naturali curate dai monaci presenti nel monastero.

Si possono organizzare dei tour per visitare le varie stanze del castello previo prenotazione telefonica o in loco contattando i riferimenti che si possono trovare nel sito ufficiale.

Sempre nel sito puoi trovare i collegamenti per raggiungerlo e altre utili informazioni sulla sua costruzione e vicissitudini nel tempo.

 

Se desideri prenotare per vedere le top 10 della Slovenia clicca su questo link:

GET YOUR GUIDE SLOVENIA

Avere delle informazioni utili su Gozo ti permetterà di visitare i siti migliori e di sapere come muoverti con i mezzi pubblici. La sorella “selvaggia” di Malta ti sorprenderà per il suo clima e i suoi paesaggi spettacolari.

Informazioni utili su Gozo e le sue località

 

Per raggiungere Gozo da Malta dovrai dirigerti a Circewwa e seguire le indicazioni per la Gozo Channel Company. Ti ritroverai all’interno di un ufficio a guardare il cartellone degli orari delle partenze, attendendo il tuo turno. Le partenze sono previste ogni 45 minuti e per entrare non dovrai pagare nessun biglietto. Il viaggio infatti si paga al ritorno.

 

Victoria/Rabat

Mezz’ora dopo arrivi al porto e per andare in direzione Victoria o Rabat ti consiglio di prendere gli autobus 301-303-323, il centro dell’isola, da dove partono tutti gli autobus.

La città merita una visita in quanto le sue vie nascondono siti di importanza storica e musei di una certa rilevanza. Inoltre sarà anche piacevole vedere le tipiche case adornate di fiori, piante e orpelli vari.

Rabat è l’antico nome dell’isola cambiato poi in Victoria nel 1897 in onore dei 60 anni di reggenza della Regina inglese. La somiglianza del nome con la sorella Malta non è casuale anche qui infatti si trova la Cittadella.

Chiamata anche Gran Castello per arrivarci bisogna salire a 140 metri e attraversare l’entrata dove a sinistra puoi trovare anche i bagni pubblici. Si inizia a camminare fino a trovare la Cattedrale di Santa Maria che contiene un osso del braccio di Sant’Ursula, patrona di Gozo e ossa dell’addome di Santa Lucia.

Il Natural History Museum è abbastanza piccolo ma presenta una collezione di fossili marini impressi nella roccia. Mentre le Old Prison rappresentavano fino all’avvento di Napoleone le carceri vip dell’isola. Aperto dalle 9 alle 16.30 tutti i giorni.

Il Museo Archeologico invece conserva la famosa stele di Maymunah del 1174 e altri suppellettili ritrovati nel territorio di Gozo. Ma la meraviglia che incanta sono le mura che circondano la Cittadella, ancora perfettamente intatte che per secoli hanno protetto i cittadini dalle invasioni nemiche.

 

spiaggia con ombrelloni ad aqaba

Marsalforn

Malsalforn e Xlendi sono le uniche stazioni balneari dell’isola dove si accentrano gli hotel e i ristoranti per i turisti. Ma non aspettarti chissà che, in realtà la spiaggia di sassi è molto piccola e l’acqua non è fra le più pulite. In alternativa c’è un lungomare di cemento dove puoi sdraiarti e fare il bagno. Per raggiungerla dovrai prendere a Rabat l’autobus 310 o 322.

Xlendi

Si arriva con l’autobus numero 306 o 330 da Rabat e ci si addentra in un villaggio di pescatori dall’aria selvaggia e incantata. Ricca di baie, insenature e grotte ci si può perdere fra i sentieri che la costeggiano in un mirabolante intreccio di natura e mare. Un luogo davvero unico dove rigenerarsi e ricaricarsi per affrontare il traffico e il caos di Malta.

Qui puoi trovare il gemello dell’Azure Window, la finestra azzurra, andata distrutta a causa dell’erosione del mare qualche anno fa. Si chiama Saint Andrew’s Divers Cove ed è un luogo dove vengono fatte le immersioni.

 

Xaghra

Con l’autobus 307 e 322 ci si addentra in questo paesino dall’aria apparentemente sonnacchiosa, dove si nascondono alcuni interessanti siti fra cui il Museo del Giocattolo, di proprietà di una coppia inglese, due interessanti grotte il Ninu’s Cave e lo Xerry’s Grotto, e un mulino a vento Ta’kolla Windmill.

Le due grotte sono completamente diverse l’una dall’altra. La prima, piuttosto piccola, presenta qualche stalattite e stalagmite e si trova dietro la chiesa, all’interno di un’abitazione privata.

La seconda è stata scoperta casualmente da un abitante dell’isola mentre cercava di scavare un pozzo. Si trova, seguendo le indicazioni, a circa 200 metri dalla piazza principale.

Ma l’attrazione principale del luogo rimangono i Templi di Ggantija che si trovano prima di raggiungere la città di Xaghra. La parte più antica risale a circa 3600 anni a.c. e sono considerati i più antichi del mondo.

Sono protetti dall’Unesco e sono composti da monoliti che raggiungevano anche i 15 metri di altezza, erano colorati di rosso ed erano fatti in pietra. Oltre a questo gli scavi hanno rivelato antichi simboli di fertilità, ossa di animali e varie sculture.

Nadur

Nadur significa in arabo “vedetta” ed è abitata per la maggior parte da americani che si sono trasferiti stabilmente qui. La famosa spiaggia di Ramla Bay infatti richiama i turisti per la sua grandezza e per la tranquillità dei suoi fondali.

Al di sopra della spiaggia uno dei possibili siti che ispirò Ulisse a scrivere le sue peripezie per raggiungere Itaca. La dea Calypso l’avrebbe imprigionato in una caverna  qui presente e rinchiuso per sette anni negandogli la libertà.

Altre due calette interessanti sono San Blas Bay, poco frequentata durante la settimana, e Dahlet Qorrot dove attraccano le barche per usufruire dei garage presenti.

vista dalla scogliera di dingli sul mare nella top 10 di malta

Dwejra

Da Victoria autobus numero 311 e si raggiunge il luogo simbolo di Gozo prima che l’Azure Window franasse rovinosamente in mare. Ma c’è molto altro da vedere qui.

La zona è stata nominata dall’Unione Europea come riserva naturale grazie alle sue coste frastagliate, alle sue rocce e alle falesie che cadono a picco verso il mare. Una piccola spiaggia permette l’accesso con la barca alle grotte nella Inland Sea. Una specie di rientranza del mare che appare come laghetto. Puoi fare una nuotata e prendere il sole, la spiaggia è acciottolata.

Potrai visitare Fungus Rock, una roccia sulla quale crescono delle piante che erroneamente si pensava fossero un fungo con proprietà benefiche, che i templari vendevano a peso d’oro in Europa.

Dweira bay è luogo piuttosto inospitale dove ci sono dei ripari per le barche ma anche degli scalini dove scendere e fare dei tuffi. L’acqua è davvero spettacolare con riflessi che vibrano dal blu all’azzurro.

Prima di andartene potresti anche dare un’occhiata alla Kappella Sant’Anna, una piccola chiesa piuttosto intima che alcune volte è aperta ai visitatori.

Gharb

Si raggiunge con l’autobus 312 per visitare la Basilica di Ta’ Pinu prima di entrare in paese. Il papa Giovanni Paolo II è stato qui nel 1990 mentre la consacrazione l’ha fatta papa Pio XI. La storia narra che una contadina di nome Carmela Grima ha sentito una voce soave provenire dalla cappella e tutti hanno pensato fosse quella della Madonna. Un uomo ha confermato il fatto diventando un luogo di pellegrinaggio che attira ogni anno migliaia di maltesi e turisti.

Mgarr

Prima di andare via ti consiglio e di dirigerti al porto potresti fare alcune foto a Our Lady of Lourdes, una chiesa neogotica sulla sinistra adagiata su una falesia, purtroppo chiusa al pubblico ma dall’aspetto molto affascinante.

Soggiornare a Gozo:

 

Molti a Gozo scelgono di dormire nelle fattorie chiamate Farm House per respirare  la solitudine del luogo. Se anche tu vuoi provare questa esperienza ti lascio un indirizzo dove potrai trovare alloggio:

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

Come ti ho già accennato Gozo è un’isola piuttosto selvaggia e la flânerie qui ha un sapore particolare. Scoprirai quanto è bello camminare fra le strade che paiono disabitate ma in realtà brulicano di vita. Le spiagge poi saranno una sorpresa… finalmente sabbia e viste eccezionali sul mar Mediterraneo, a differenza di Malta.

Il Genius Loci di Gozo è una creatura molto schiva e legata ai valori spirituali. Molte leggende sono legate all’isola, ognuna delle quali nasconde un fondo di verità.

Quando si arriva a Rabat si percepisce un’atmosfera diversa rispetto a Malta anche se la vista si è già abituata ai monumenti che si illuminano seguendo il movimento lineare del sole.

L’odorato invece si fa più fine perché se ci si sposta dal centro cittadino l’aria si fa più delicata, si mescola al potere curativo del mare. Nella sabbia verrà voglia di toccare, tramite il senso del tatto, qualche conchiglia che sembra possa nascondere la stessa timidezza e durezza del Genius Loci di Gozo.

Il gusto invece si rifà al mare e a tutte le pietanze a esso collegato. L’udito cerca un suono lontano, primordiale ma l’unico eco di rimando è quello del canto dei gabbiani. Immagina se potessero parlare quali storie saprebbero raccontare…

Musica consigliata: Malta – Memórias

Lettura consigliata: Mini guida di Malta, Gozo e Comino di Tayanita Travel

Dieci motivi per visitare la Polonia e vedrai che ti sembreranno pure pochi in rapporto alle numerose bellezze paesaggistiche e culturali! Partiamo, allora…

Quali sono i dieci motivi per visitare la Polonia?

 

1- I mezzi pubblici sono molto efficienti e capillari in città. Anche gli spostamenti fra le diverse località sono ben collegati tramite i pullman di Przedsiebiorstwo Panstwowej Komunikacji Samochodowej (prova a ripeterlo!) o il Flixbus.

La rete ferroviaria è ben distribuita e per seguire l’andamento dei treni basta consultare il sito delle ferrovie nazionali Polskie Kaleje Panstwowe. Oppure gli intercity più veloci e per tragitti più lunghi.

 

2- In questa terra sono nati tantissimi personaggi famosi tra cui: il Papa Giovanni Paolo II, il musicista Fryderyk Chopin, lo scienziato Niccolò Copernico, la chimica Marie Curie, Leach Walesa, premio nobel per la pace nel 1983, lo scrittore Joseph Conrad e molti altri.

 

3- Il museo di Czartoryski a Cracovia ospitava uno dei più grandi capolavori dell’arte italiana: la dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci. Eseguito durante il primo periodo milanese di Leonardo non si conoscono i dati della commissione. Faceva parte della collezione della principessa Izabela Fleming ed è stato successivamente ceduto al comune di Varsavia per una somma irrisoria suscitando notevoli polemiche. Attualmente è esposto al Castello di Wavel.

 

“Partire continuamente era l’ossessione di papa Wojtyła e il nomadismo è una malattia nazionale polacca. Non è solo la voglia di libertà dopo il comunismo. È anche il riflesso di un’antica claustrofobia, quella nata dal sapersi schiacciati da ingombranti vicini, Russia e Germania“.  (Trans Europa Express – Paolo Rumiz)

 

4- Sempre a Cracovia si può visitare la miniera di sale Wieliczka, un’opera della natura e dell’uomo. Rappresenta un elemento del tutto unico nella cultura mondiale.

Le gallerie raggiungono una lunghezza di 300 chilometri e l’opera risale a 800 anni fa. All’interno si trovano laghi sotterranei, gallerie in legno, lampadari ricavati dalla salgemma e sculture di sale.

Inoltre si trovano tante altre attività come ristoranti, una sala da concerto e da ballo, un ufficio postale, eccetera. Un mondo sotterraneo incredibile e impensabile.

 

tipiche case colorate della polonia

 

5- Un viaggio nella memoria ad Auschwitz. Per non dimenticare gli orrori della guerra e non ripetere gli stessi errori. Nella cittadina di Oswecim sorge uno dei più tristi ricordi della Seconda Guerra Mondiale: il campo di concentramento più grande in Europa ideato da Hitler. Per raggiungerlo si prende il National bus da Cracovia oppure il treno per Oswecim più il minibus diretto al campo.

 

6- Nella conca di Klodzko puoi trovare diverse stazioni termali a quattrocento metri sopra il livello del mare. Tra le più famose ci sono Kudowa Zdroj, Polanica Zdroj e Duszniki Zdroj. In una cornice fantastica puoi respirare aria pura e bere acqua salutare in un luogo paradisiaco.

 

 

“Tradire. Parola grossa. Che significa tradimento? Di un uomo si dice che ha tradito il paese, gli amici, l’innamorata. In realtà l’unica cosa che l’uomo può tradire è la sua coscienza”. (Joseph Conrad)

 

7- A Varsavia, capitale della Polonia, puoi passeggiare nel cosidetto “Tragitto Reale” che comprende il Castello Reale, il parco di Lazienski e il Palazzo Wilanow.

La città era stata distrutta quasi per l’84% durante il secondo conflitto mondiale ed è stata ricostruita nel giro di soli 15 anni. Nel Teatro sull’isola che ospita il monumento di Chopin, in estate pianisti di fama internazionale si esibiscono in concerti che richiamano visitatori da tutto il mondo.

 

8- Il popolo polacco è molto ospitale e seguono l’antico detto: “un ospite in casa è come avere Dio in casa“. Amano imbandire le loro tavole a festa per accogliere parenti e amici con pasti sostanziosi e succulenti.

Secondo un’antica tradizione l’ospite va accolto con pane e sale. Il primo simboleggia la fiducia e il secondo la costanza. Non di meno si prodigano ad aiutare i turisti in difficoltà nelle loro escursioni, suggerendo gli itinerari migliori.

 

9- La cucina polacca attinge dai prodotti della terra creando degli accostamenti originali e unici. Gli ingredienti sono particolari e danno vita a contrasti che vibrano in tonalità piuttosto acidule. Immancabili sono i cetriolini in salamoia, le farine di cereali, la farina di avena acida, i crauti, i funghi essicati e il latte acido.

 

10- In Polonia convivono tranquillamente diversi gruppi religiosi. La maggior parte sono cattolici, ma non mancano gli ebrei, gli ortodossi, gli anglicani e i musulmani. Nella sua storia non si sono mai combattute guerre di religione. Fino alla Seconda Guerra Mondiale viveva la più grande comunità ebrea in Europa.

veduta dall'alto della città di cracovia

 

I siti Unesco da visitare per completare i dieci motivi per visitare la Polonia sono:

 

  • la miniera di sale Wieliczka;
  • le chiese evangeliche della Pace a Jawor e Swidnica;
  • il Palazzetto del Centenario (o Palazzetto del Popolo) a Wroclaw;
  • i campi di sterminio di Auschwitz Birkenau a Oswiecim Brzezinka;
  • i centri storici di Cracovia, Varsavia, Torun e Zamosc;
  • le chiese in legno della  Malopolska meridionale;
  • il complesso conventuale di Kalwaria Zebrzydowska;
  • il parco paesaggistico di Muzakow
  • il castello gotico dell’Ordine dei Cavalieri Teutonici a Malbork.

Budapest in un giorno è stata un’esperienza per testare le terme di Széchenyi. L’idea era quella di rilassarmi ma ci sarò riuscita?

A volte le compagnie aeree ci sorprendono con delle offerte davvero convenienti. Se siamo rapidi a cogliere le occasioni possiamo ottenere dei soggiorni vantaggiosi come il volo a 20 euro con Ryanair per Budapest.

L’offerta comprendeva solo due notti ma viste le temperature gelide ho deciso di dedicarmi alle sue antiche terme e di lasciare una visita più approfondita della città a temperature migliori.

L’ARRIVO A BUDAPEST

 

Sono arrivata il mercoledì verso le 15.30 in aeroporto, ho preso l’autobus 200E che porta a Kobanya Kispest M e poi la metro fino a Ferenciek Tere. L’appartamento era posizionato qualche centinaio di metri più avanti. Fortunatamente non troppo distante, dato che pioveva.

Una volta sbrigate le formalità di accesso, mi sono data una sistemata veloce e ho svuotato lo zaino. Guardando fuori dalla finestra mi sono accorta che il tempo era dalla mia parte in quanto aveva smesso di piovere. Così, con un sorriso stampato in faccia, sono partita alla scoperta della città dell’antico impero austro-ungarico.

Le vie dello shopping hanno cominciato a ripopolarsi di turisti e una mescolanza di francese, tedesco e italiano ha iniziato a colpire le mie orecchie. Ma ciò che maggiormente ha destato il mio interesse è stato ascoltare la musica proveniente dai locali alla moda.

Il repertorio era quello di Albano, Ricchi e Poveri e Pupo remixati in chiave moderna. Dappertutto vin brulée e gulash e all’esterno, appoggiate alle sedie, dei plaid per riparare dal freddo gli avventori.

Nonostante le porte fossero chiuse era inevitabile sentire arrivare gli effluvi del tipico piatto ungherese e delle sue famose zuppe (se vuoi scoprire alcune delle sue ricette leggi qui).

Ho camminato facendo della flânerie, quindi senza seguire un percorso preciso, solo per ammirare il gioco di luci che si rifletteva sul Danubio, il fiume che, come a Ulm, taglia in due la città. Una breve sosta al supermercato per assaggiare un pane strepitoso con dei semi e una corsa verso l’appartamento dato che aveva ricominciato a piovere.

 

passeggiando a budapest in una via cittadina vista su un magnifico edificio

BUDAPEST IN UN GIORNO ALLE TERME SZÉCHENYI

 

Dopo colazione esco in strada per visitare la città. È tempo di togliere le luci di Natale e di buttarsi alle spalle le bucoliche feste natalizie. Così però appare tutto più grigio e fermo nel tempo.

Cammino lungo il Danubio fino ad arrivare al Parlamento per vedere l’installazione denominata “scarpe della memoria” in ricordo della tragedia dell’Olocausto. Un’opera toccante che non lascia certo indifferenti.

Prendo la strada che scende verso le terme e vado alla disperata ricerca di un negozio che venda un paio di ciabatte dopo essermi accorta di averle scordate a casa. Come un miraggio appare un bazar di cinesi e le trovo.

Sono un numero più piccolo ma calzano comunque bene. Cammino osservando i palazzoni riccamente decorati (non con le ciabatte, eh!?) e le vie che si incrociano veicolando in modo ordinato le auto. Attraverso la stazione dei treni e proseguo fino a raggiungere il parco Varosliget dove si trovano anche le terme.

Ho voglia di calore, vapore e relax.

 

Finalmente raggiungo l’entrata. Mi dirigo subito alle piscine esterne, sono troppo invitanti nonostante il freddo. C’è molta gente ma non da riempire le piscine. Mi accoccolo e lascio che il tepore si impadronisca di me.

Respiro con calma e ritrovo la pace dei sensi. Poi mi avventuro in sauna e lo sbalzo termico fa aumentare il respiro. Poi tutto si ristabilizza. Di nuovo caldo e benessere.

Faccio un giro all’interno per vedere le differenti piscine. La struttura è molto grande: datata 1881 da sempre ha ospitato le famiglie più abbienti d’Europa.

Vanta una sorgente di acqua minerale potabile oltre a saune e bagno turco. Se l’afflusso di persone non è particolarmente esagerato sono un toccasana per la mente e il corpo.

Un soggiorno da concedersi come regalo.

 

momento di svago alle terme in una delle piscine esterne da fare a Budapest in un giorno

 

Sono rimasta fino alle 16, poi esausta ho deciso di visitare un altro pezzo della città camminando senza meta e senza destinazione, ho cenato e sono rientrata in appartamento. La stanchezza però mi ha sopraffatta. Non sono riuscita a visitare quanto avrei voluto.

Ma ho lasciato spazio a prossime visite.

 

Al ritorno in aeroporto il cielo plumbeo, il grigiore delle fabbriche e dei palazzoni, alternato alle tinte pastello sbiadite, hanno offuscato i pensieri rendendoli un po’ tristi.

Per alcuni istanti mi sono sentita come Dorotea, la protagonista del libro “Il Mago di Oz” quando si trovava nell’Arkansas prima che la sua casetta finisse nel regno di Oz. Poi, però, ho girato l’angolo e voilà: l’ultimo saluto di Budapest.

 

bici colorata e ricoperta di fiori vista a Budapest in un giorno

 

Peccato non aver scoperto il Genius Loci di Budapest ma forse anche questo è un trucco per farmi ritornare questa volta per restare un po’ di più.

CONSIGLI PRATICI

 

  • Ti consiglio di cambiare i soldi, l’euro non è ben visto e preferiscono la valuta locale. Già in aeroporto ho dovuto pagare con la carta di credito i biglietti dei mezzi pubblici.

  • Ricordati di portare tutto il necessario per le terme: i prezzi di noleggio sono piuttosto elevati e non ne vale la pena se hai intenzione di rimanere lì qualche ora.

  • La notte prende vita e la città si illumina di luci scintillanti porta con te un cavalletto se usi la reflex.

  • La stazione termale consiglia di acquistare prima il biglietto di entrata per evitare le code. Si trova con le stesse tariffe sia negli uffici del turismo che negli hotel oppure online al sito delle terme.

  • C’è una corriera che secondo me vale la pena di provare: si chiama River Bus e oltre a portarti in giro per la città, ti fa attraversare un pezzo di Danubio trasformandosi in barca. Credo sia unica nel suo genere in Europa.

L’azzurro lago Bohinj si trova nel bellissimo Parco Nazionale del Triglav ed è considerato il più esteso lago della Slovenia. Bohinjsko jezero è il nome originale e ha una lunghezza di 4.350 metri e una larghezza massima di 1.250 metri.

È facilmente raggiungibile dal lago di Bled in circa 20 minuti di macchina o 30 minuti di corriera: entrambi i laghi fanno parte del circuito “le Perle delle Alpi” e sono quindi collegati senza dover necessariamente usare l’auto.

L’AZZURRO LAGO BOHINJ

 

Il lago non è molto frequentato dai turisti preferendo il lago di Bled, per cui rimane fortunatamente piuttosto selvaggio. Non esula, però, dal controllo stradale e si è tenuti comunque a pagare il parcheggio. Sono altresì proibiti stazionamenti selvaggi delle vetture o delle moto. A fare da guardia c’è la statua del camoscio Zlatorog, il simbolo del parco, posizionato nel centro cittadino del lago.

 

Zlatorog era un camoscio bianco dai corni dorati che viveva libero nel monte Triglav. A fargli compagnia c’erano tre vergini incaricate a proteggerlo. Molti, infatti, volevano impossessarsi dei suoi corni dato che avevano un valore inestimabile e, a furia di rincorrerlo, un cacciatore riuscì ad ucciderlo.

Il grido di dolore delle vergini fu straziante mentre il sangue di Zlatorog solcava i laghi e le montagne intorno al Triglav. Quel lamento risvegliò lo spirito del bosco che, venuto a sapere dell’omicidio, si adoperò affinché sbocciasse un fiore che donasse nuova vita a Zlatorog. Ora si muove furtivo e invisibile fra i boschi senza che ci sia mai più la possibilità per gli umani di incontrarlo.

 

Al centro del lago si possono noleggiare canoe, sup, barche e nuotare nelle sue splendide acque dai colori cangianti. In certi punti si può usufruire di panche e tavolini, mentre in altri ci si può nascondere in spiaggette riservate, a riparo da occhi indiscreti. Il lago è all’insegna del relax ma anche dello sport, a seconda delle passioni dei visitatori.

È possibile girare il lago in tutta la sua lunghezza, sia in bici che a piedi, attraverso un percorso che attraversa boschi e spiagge su terreni sassosi, muschiati o sdrucciolevoli.

Qualora non si riuscisse a percorrerlo per intero, c’è la possibilità di usufruire di un comodo servizio di barca con motore ecologico, che percorre il tratto dal campeggio Zlatorog Bohinj al centro turistico e viceversa.

 

scritta con cespugli nell'azzurro lago bohinj

 

COSA VEDERE

 

Sulla sponda meridionale del lago è possibile visitare una chiesa in stile romanico datata 1440 a.C, con chiari riferimenti di architettura slovena, dedicata a san Giovanni Battista. La sosta con l’auto nel parcheggio adiacente l’edificio è gratuito per un massimo di 1 ora.

Sempre su questa traiettoria, arrivando da Bled sulla sinistra, sale la strada che porta al monte Vogel (1535 metri) e alla funivia che permette l’ascesa alla cima dove si può ammirare il lago dall’alto e i contorni delle altre vette.

Più avanti, invece, sale la strada che porta alla cascata di Savica: il corso d’acqua che da origine all’azzurro lago Bohinj; mentre sul finire della strada asfaltata, si dirama una strada bianca in salita verso i vari rifugi in quota scelti dagli escursionisti per visitare la valle dei sette laghi.

Nel centro cittadino, infine, trovi supermercati, hotel, parcheggi, gelaterie e locali di ogni tipo. Tutto ciò che possa servirti per trascorrere il soggiorno al meglio.

 


*** VIAGGIO ATTRAVERSO I SENSI ***

 

La flânerie è una pratica che qui non si può fare però si può cercare il Genius Loci del luogo. E chi potrebbe essere se non il protagonista della leggenda? Sto parlando del camoscio Zlatorog il quale incarna lo spirito dei boschi e del lago.

La vista è abbagliata da riflessi dell’acqua che varia in base alla profondità. L’odorato assorbe le essenze benefiche delle piante mentre con il tatto si cercherà di accarezzare un pesce nel lago. Il gusto si accentuerà, cosi pure l’udito e a te non resterà che accontentare entrambi con un lauto pasto immerso nel silenzio del bosco.

 

Musica consigliata: Norah Jones – Sunrise

Lettura consigliata: Il Mistero del Poeta di Antonio Fogazzaro

La gola di Vintgar è un sito naturale che si trova a circa 4 chilometri di distanza dal bellissimo lago di Bled, in Slovenia. Per raggiungerlo ci sono dei comodi collegamenti con gli autobus locali che permettono di arrivare in pochi minuti al villaggio di Gorje.

STORIA DELLA GOLA DI VINTGAR

 

La gola fu scolpita tra le pareti di roccia Hom e Borst dal fiume Radovna.  La vallata stretta è circondata da versanti molto ripidi, coperti dai boschi di faggio.

Per molti anni visse indisturbata dalla presenza umana fino a che non arrivò nel 1891 Jakob Zumer, allora sindaco di Gorje e Benedikt Lergetporer, cartografo e fotografo originario di Bled, e la scoprirono.

Quando la videro i due vennero sopraffatti dalla bellezza misteriosa della natura, mentre alla gente del luogo suscitava timore e rispetto già da tempi remoti. Provavano in cuor loro un profondo rispetto per la supremazia di questo miracolo.

Effettivamente entrando ci si sente degli esseri minuscoli e inutili al cospetto della forza della natura ma si scopre anche che la bellezza è nelle cose semplici e naturali.

La gola è stata aperta al pubblico nel 1893. Il mondo selvaggio della vallata esigeva una sistemazione messa in sicurezza per far transitare i visitatori.

A causa della sua conformazione naturale risultava impraticabile data la verticalità delle pareti di roccia e non si poteva rischiare di creare un percorso pericoloso per i turisti.

Il sito doveva essere a disposizione, infatti, non solo ad escursionisti esperti ma anche alle famiglie. Ognuno avrebbe potuto trascorrere in questo luogo magico un momento di contatto con la natura.

Dopo tanti anni di frequentazione da parte di migliaia di turisti all’anno, la gola di Vintgar è riuscita nel suo intento. Nel tempo è divenuta un passaggio fondamentale per scoprire uno dei più bei patrimoni naturali della Slovenia. Un luogo che tutti reputano incredibile e magico.

 

passerella in legno

 

VISITA ALLA GOLA DI VINTGAR

 

Lungo i sentieri, le gallerie e i ponticelli si sente l’eco ruggente dell’acqua: il fiume si snoda lungo un percorso scavato tra le imponenti pareti verticali formando delle cascate di diverse dimensioni.

Il percorso del fiume Radovna, lungo 1600 metri, diventa più veloce formando rapide vorticose, per poi quietarsi in tratti dove si può ammirare il colore dell’acqua cristallina.

Alla fine della sua corsa trabocca dal margine roccioso creando una cascata pittoresca, chiamata Sum, alta 16 metri, che detiene il primato come la più alta cascata slovena. Il fiume termina nella diga della piccola centrale idroelettrica di Vintgar.

Sopra la gola, a un certo punto del sentiero educativo, si scorge un ponte di pietra dove passa il treno per Bohinj. La tratta fu costruita nel 1906 ad un altezza di 33,5 metri sopra il sentiero.

Volendo puoi scegliere di raggiungere Bled direttamente dalla passeggiata che parte al termine della visita alla gola di Vintgar e, attraverso un percorso nei boschi, arrivare alla città del lago termale dai riflessi turchesi.

Altre gole simili, sempre in Slovenia, hanno preso il loro nome dalla gola di Vintgar ma l’unica rimane lei, la regina delle cascate, un regalo che la natura ci offre per dimostrare la sua superiorità.

Un dono da custodire gelosamente. Una visita alla gola di Vintgar è immancabile in un soggiorno a Bled. Non vedrai più, in nessun’altra parte del mondo, nulla di simile.

Orari e prezzi aggiornati li trovi qui.

 

Percorso obbligato a Vintgar sulla passerella in legno sopra il fiume

A Vintgar è ammesso l’accesso anche ai cani tenuti a guinzaglio

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

Si seguirà un percorso lungo un sentiero fatto di pontili in legno che si inerpicano fra le rocce, quasi sfidando la forza di gravità. Niente flânerie, allora. Si potrà, però, assaporare la forza distruttrice e generatrice del Genius Loci rappresentata dall’elemento acqua. 

Toccherai con mano l’umidità delle rocce, ne udirai il rumore roboante e percepirai la fragranza del muschio, da sempre legato al terreno bagnato. La vista ne sarà rinfrancata mentre la gola rimarrà in disparte, in trepidante attesa della sua attenzione. 

 

Musica consigliata: musica con i rumori dell’acqua

Lettura consigliata: Il mondo perduto di Arthur Conan Doyle

L’isola selvaggia di Lanzarote è una fra le più interessanti delle Canarie, grazie alla sua conformazione geologica che la rende unica. Poca vegetazione, colori astratti e una curiosa architettura impreziosita da uno dei suoi più importanti rappresentanti artistici.

Il suo nome, invece, lo deve al navigatore ligure Lanzerotto Malocello che la scoprì nel 1312 e, innamoratosi, la abitò per un ventennio prima di essere espulso dalla popolazione locale dei Guanci.

 

cartina dell'isola selvaggia di lanzarote

 

L’ISOLA SELVAGGIA DI LANZAROTE

 

Come avrai potuto notare all’interno dell’articolo, un aggettivo continua a ripetersi: “selvaggia”. Per quale motivo?

Perché l’isola è di origine vulcanica e non si preoccupa di nasconderlo ai turisti. Il primo settembre del 1730 il vulcano Timanfaya eruttò e non smise di colare lava per ben 6 anni.

Il quantitativo di lava fuoriuscito è stimato quanto l’intera grandezza dell’isola: ed è ancora lì; ed è quello che il visitatore vede non appena approda nell’entroterra.

Dove prima c’erano coltivazioni, ora rimane, nonostante il tempo trascorso, lava, cenere e crateri aperti in vari punti dell’isola. L’impatto è sconvolgente: difficilmente vedrai in altre parti del mondo un panorama tanto spettrale.

Allontanandoti dall’aeroporto incontrerai solo cumuli e distese di lava da cui nessuna pianta germoglia. Solo sabbia e detriti: un paesaggio lunare paradossale.

 

Quando ho letto dell’eruzione del Timanfaya e della sua durata, avrei voluto fare dietrofront e scappare via.

 

Le Canarie sono conosciute per le raffiche di vento e l’acqua ghiacciata dell’oceano: Lanzarote non ne fa eccezione. Solo che, in questa terra, l’acqua a contatto con la sabbia  regala delle sfumature incredibili.

Quest’isola selvaggia è in grado di riconnetterti con la natura e farti chinare la testa di fronte alla sua potenza: noi piccoli esseri umani, che crediamo di dominare il mondo, lo possiamo fare solo se concesso. Ma quando Madre Natura ci richiama all’ordine, non ci resta che ubbidire.

 

Terra, acqua, fuoco e vento: qui potrai fare il pieno di elementi energetici ed è questo che rende l’isola così speciale.

 

terra lavica di lanzarote

 

COSA VISITARE NELL’ISOLA SELVAGGIA DI LANZAROTE

 

L’aeroporto si trova vicino ad Arrecife, il capoluogo dell’isola, da cui partono anche i traghetti per Tenerife, Gran Canaria e Cadice in Spagna.

Ancora più vicina all’aeroporto si trova la città Puerto del Carmen, una delle località turistiche più amate. Da lì si può facilmente raggiungere il Parco Nazionale del Timanfaya e testarne la sua energia sotterranea.

Nel centro dell’isola si visita la città di La Geria, famosa per la sua coltivazione di vitigni alquanto originale: le piante, infatti, sono nascoste da un muretto a secco in forma circolare che le ripara dal vento. Dall’uva si ricava il Malvasia, un vino dolce e compatto dal grado alcolico piuttosto elevato.

A sud troviamo playa Bianca un luogo incantevole da cui partono i traghetti per Fuerteventura. È famosa per la playa Papagayo di sabbia bianchissima che nasconde i riflessi di un mare azzurro cristallino, intervallato da sfumature verde brillante.

A nord invece possiamo ammirare Costa Teguise e il collegamento per l’arcipelago Chinijo e l’isola La Graciosa. Un’isola dove non girano macchine: si può solo andare a piedi o in bici. Si può ammirare dal Mirador del Rio che permette una vista mozzafiato sull’arcipelago e sul paesaggio circostante.

Tornando al centro dell’isola si incontra la playa de Famara, altra meraviglia incontaminata: tra gli scogli si nasconde Il lago verde, uno specchio d’acqua dai riflessi smeraldini che fronteggia il mare.

Spostandosi di qualche chilometro, invece, si può visitare la Cueva de los Verdes ovvero una grotta di origine lavica all’interno della quale è stato costruito un auditorium, con l’intenzione di ospitare gli eventi musicali.

 

lago verde foto

 

CÉSAR MANRIQUE

 

Se Lanzarote fosse un testo, César Manrique ne sarebbe l’inciso. L’isola deve molto al suo artista, il quale ha voluto e saputo adattare le opere di urbanistica al paesaggio, senza deturparne l’origine lavica.

Grazie a lui, infatti, il soggiorno diventa più interessante e istruttivo, obbligando i vacanzieri ad aggiungere alla lista delle “cose da visitare” anche questi siti:

  • César Manrique Foundation, la casa natale dell’artista eclettica e bianca, ricca di piante autoctone del territorio;
  • Jardin de Cactus, una raccolta di cactus da tutto il mondo e di tutte le dimensioni;
  • Jameos de l’agua, uno squarcio della crosta terreste, un tunnel vulcanico lasciato in eredità dall’ultima eruzione vulcanica.

 

E non solo: a lui si devono anche il Mirador del Rio, la cucina che sfrutta il calore del vulcano nel parco del Timanfaya e il ristorante che si apre con una vetrata per una vista a 360 gradi sul paesaggio, l’hotel Melia Salina a Costa Teguise e tante altre opere artistiche dislocate lungo tutto il perimetro dell’isola.

 

passeggiata in dromedario

 

CONSIGLI PER VISITARE AL MEGLIO L’ISOLA SELVAGGIA DI LANZAROTE

 

  1. Per visitare il Parco Nazionale del Timanfaya è consigliato prenotare la visita tramite un’agenzia viaggi perché in corriera si potranno raggiungere sentieri chiusi ai visitatori provvisti di auto. Dal ristorante, collocato nei pressi del cratere, si può mangiare il pollo cotto direttamente dal calore del vulcano. A Uga si può fare un mini tour in dromedario tra le dune di sabbia nera.

  2. I vini più pregiati si trovano nella cittadina di La Geria mentre i negozi più famosi sono la Bodega La Geria e la Bodegas El Grifo. Qui si possono acquistare le confezioni di vino da gustare in loco oppure da ordinare per farsele recapitare a casa.

  3. Tutte le domeniche a Teguise c’è un mercato di prodotti locali (vino, aloe, sigari, eccetera) e chincaglierie confezionate per i turisti: per questo si dice che il mercato abbia perso la sua impronta originale adattandola a una clientela più  vacanziera.

  4. Per scoprire l’isola in tranquillità è consigliabile prenotare un auto e visitare i vari punti di interesse seguendo i propri tempi. I prezzi non sono eccessivi e le strade sono facilmente percorribili grazie a un manto stradale e una cartellonistica in perfetto stato di salute. Non mancano numerosi distributori di benzina dislocati in tutta l’isola.

 

jameos de el agua nell'isola selvaggia di lanzarote

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Non è molto semplice fare della flânerie a Lanzarote: gli spazi sono immensi e le strade sono pensate più alle auto che alle bici o ai pedoni; inoltre, non c’è moltissimo da vedere se non ammirare la natura selvaggia.

Il Genius Loci di Lanzarote si è salvato dalle numerose eruzioni vulcaniche? Credo proprio di sì, dato che Manrique ha saputo inserirlo all’interno delle sue numerose opere.

Si tratta di un personaggio nero, screpolato, facile agli scoppi d’ira ma visceralmente legato alla sua terra nonostante le notevoli difficoltà. Aperto al turismo ma consapevole che solo chi è nato a Lanzarote sa coglierne la vera bellezza.

Sarà un regalo per i tuoi occhi scorgere le meraviglie di quest’isola. Ti inebrierai tastando la sabbia che passa dal nero intenso al bianco candido. Il vento non cancellerà i profumi di qualche rara pianta di agave o di aloe e dovrai necessariamente bere il Malvasia per cogliere l’essenza della vita in lotta contro il vento. Il suo sibilo, infatti, ti accompagnerà lungo tutto il soggiorno come una guida inattesa ma sensata nella sua presenza.

 

Musica consigliata: Jarabe de Palo – Agua

Lettura consigliata: Don Chisciotte della Mancha di Cervantes

Il lago di Bled in Slovenia fa parte del Parco Naturale del Triglav e racchiude nelle sue acque il potere curativo delle terme.

Dieci anni. Dieci anni che ritorno sempre sullo stesso posto. Il lago di Bled mi ha stregata e rubato il cuore, intrappolandolo per sempre nei fondali delle sue acque termali.

Una cittadina che non conosceva nessuno fino a che un medico elvetico, tale Arnold Rikli, scoprì il potere terapeutico delle acque del suo lago.

Ogni anno io, mia zia, mia cugina, i cani, e quest’anno anche mia nipote, facciamo i bagagli e con la macchina che scoppia partiamo alla volta della Slovenia.

Mi incanta attraversare il confine e sedermi a sorseggiare un caffè a Tarvisio, mentre piano piano mi abituo al paesaggio montano. Le case con i tetti spioventi, i fiori, il fieno e i bizzarri orpelli che adornano le abitazioni.

E quei campi sterminati di fiori che emanano dei profumi inebrianti, mentre sciami di api operose ne succhiano insaziabilmente il nettare. Sì, da quando ho messo piede in questo luogo me ne sono completamente innamorata.

 

immagine della chiesa nel lago di bled contornato dalle fronde degli alberi

Il meraviglioso lago di Bled con la sua chiesa nel centro

 

 

IL LAGO DI BLED

 

Il lago si trova nascosto tra le Caravanche austriache e il Parco Nazionale del Triglav e fa parte del circuito le Perle delle Alpi, un’associazione nata per promuovere lo sviluppo eco-sostenibile dei territori.

Le acque del lago sono di origine termale e quindi la temperatura è piuttosto piacevole. Si può fare il bagno anche quando il tempo non è dei migliori.

E il tempo è spesso variabile. L’estate può essere anche molto fresca, per non dire fredda. Durante un soggiorno alla mattina c’erano 11 gradi per intenderci (mese di luglio) fino a che le nuvole non si sono allontanate e hanno fatto capolino i raggi del sole.

Il lago di Bled si può girare a piedi in un’ora e mezza circa e scegliendo così i posti migliori dove fare il bagno. Ogni angolazione offre uno scatto indimenticabile dell’isola e del castello.

Ci sono posticini in cui ti trovi in compagnia di anatre, di cigni, di ninfee. Alcuni sono più impervi e selvaggi da raggiungere, altri invece sono riservati ai pescatori o perimetri con pontili in legno e piccole spiaggette.

Le attività da fare a Bled sono molteplici. Si può visitare il castello medievale che controlla dall’alto il territorio, salire su una tipica imbarcazione e visitare la chiesa proprio al centro dell’isola, fare sup o canoa, lanciarsi con lo slittino a tutta velocità giù per la collina, fare passeggiate nel verde o sedersi in qualche caffè e sorseggiare del buon vino.

Se vai nell’isolotto non dimenticarti di suonare la campana, segnerà il tuo destino e sarai costretto a tornare ancora una volta a visitare questi luoghi magnifici.



DINTORNI DI BLED

 

Non saprei proprio da dove iniziare ma vediamo di fare ordine. Innanzitutto partiamo dai luoghi più vicini al lago di Bled:

 

  • Il fiume Sava Dolinka, che attraversa il Parco e permette escursioni interessanti e bagni ghiacciati;

  • La gola di Vintgar, da raggiungere in corriera da Bled oppure in macchina, per scoprire il lavoro millenario del fiume che lentamente ha scavato la gola;

  • l’altopiano di Pokljuka, salendo in bici, che si può noleggiare a Bled, fino a visitare gli angoli più remoti. E tra un mirtillo e una fragolina di bosco scendere a visitare le grotte;

  • slap (cascata) Iglica a Bohinjska Bela dove si può fare una semplice ferrata per ammirare la città dall’alto;

  • lago di Bohjni e da lì salire a visitare la slap Savica  o prendere la funivia per arrivare al monte Vogel;

  • la chiesa di Brezje, visitata anche da Giovanni Paolo II (ha le porte che si aprono da sole, a me è venuto un mezzo infarto ;);

  • la città antica e monumento culturale di Radovljca;

  • visitare la città di Kropa, la sua antica tradizione della lavorazione del ferro e i suoi dintorni caratteristici;

  • Lubiana, la capitale verde slovena a circa mezz’ora di macchina.

 

Questi sono solo alcuni spunti delle attività che si possono fare nella bellissima cittadina di Bled e nei dintorni. Il resto lo lascio scoprire a te!

E non dimenticare di assaggiare la torta tipica di Bled fatta di crema e panna, qui puoi trovare la ricetta oppure i cevapcici, le salsicce gustose tipiche dei balcani.

 

Ricordati che per circolare in Slovenia è necessario acquistare la Vignette. Si tratta di un adesivo che si trova nei distributori di benzina che permette di circolare nelle autostrade senza prendere multe. I prezzi sono suddivisi per due categorie di veicoli: classe 1 e classe 2.

CLASSE 1 (moto):

  • 55 euro annuale;
  • 30 euro semestrale
  • 7,50 euro settimanale

CLASSE 2A (auto, camper e altri veicoli con un’altezza del primo asse inferiore a 1,30 metri):

  • 110 euro annuali
  • 30 euro mensili
  • 15 euro settimanali

CLASSE 2B (veicoli a più assi e superiori a 1,30 metri, eccetto camper):

I prezzi per questa categoria sono raddoppiati.

 


*** ESPERIENZE IN VIAGGIO AL LAGO DI BLED ***

 

Il lago di Bled è caratterizzato da una flânerie limitata ma ciò non toglie che sia davvero piacevole osservarne i dettagli: casette per gli uccelli, girandole colorate, rossi gerani, ruote del carro, pannocchie esposte nei granai, eccetera. Il Genius Loci è un personaggio ospitale, dedito all’erboristeria e alla cultura agreste. 

La vista sarà appagata dalla natura mentre il gusto sarà attratto dai sapori stagionali come lo sciroppo al sambuco. L’odorato percepisce la terra e l’acqua mescolati assieme mentre l’udito sarà attirato dal rintocco della campana pronto a suggellare il ritorno. Il tatto incontrerà i vari materiali che costituiscono il giro attorno al lago: un vero percorso sensoriale che ti saprà donare la serenità.

 

Musica consigliata: Claire de Lune – Claude Debussy

Lettura consigliata: La Montagna Incantata di Thomas Mann

Lubiana oltre ad essere la capitale della Slovenia è anche la capitale verde d’Europa, ricca di cultura, storia, arte e tradizione. Famosa per il suo castello, i suoi ponti e le verdi acque del fiume Ljubljanica. Centro culturale mitteleuropeo è una città intrisa di storia, cultura, tradizione, stile e arte.

SCOPRIRE LUBIANA

 

Lubiana è una città che ama e rispetta il verde e i cui giardini e le aree boschive si estendono fino al centro cittadino. E questo offre servizi e comodità di una metropoli perfettamente assemblata in un ambiente tranquillo tipico dei piccoli centri urbani.

La sua particolarità nascosta, però, è che Lubiana vive all’insegna della vite e del vino, del slow food e della gastronomia tradizionale attraverso numerosi eventi che ogni anno attirano turisti da tutto il mondo.

Sono oltre 10.000 eventi culturali ad avvicendarsi ogni anno ed è vissuta da più di 50.000 studenti universitari richiamati da un costo della vita relativamente basso e una discreta movida notturna.

Per quanto riguarda l’architettura, invece, è dominata dall’alto dal castello medievale costruito a difesa del territorio mentre vari stili architettonici si alternano in città, passando dal barocco al liberty per terminare all’esplosione creativa dell’architetto Joze Plecnik.

 

veduta della capitale slovena dalla barca

 

COSA VISITARE A LUBIANA (E COSA FOTOGRAFARE)

 

Innanzitutto Lubiana è il suo castello: originario del XII secolo e residenza dei Margravi. Si può accedere tramite una piacevole passeggiata in salita di dieci minuti circa oppure tramite una comoda cabinovia.

Gli elementi più fotografati quando si attraversa la città sono i ponti, tra cui il famoso Ponte dei Draghi, simbolo della città slovena,  il particolarissimo Triplo Ponte, opera del famoso architetto Plecnik, il Ponte dei Macellai e quello dei Calzolai.

Numerosi sono i musei da visitare come la Galleria Nazionale, il Museo di Arte Moderna, la Chiesa Francescana dell’Annunciazione, la Chiesa di San Pietro, la Cattedrale di San Nicola e la Biblioteca Nazionale.

 

serie di lucchetti in un ponte a lubiana

 

Per quanto riguarda il verde, invece, Lubiana gode del titolo della più verde città europea grazie ai suoi giardini come il Tivoli, lo zoo con più di 19,6 ettari di terreno e le zone verdi adiacenti al fiume.

Il Ljubljanica può essere visitato grazie al servizio di battelli, canoe o sup, che si trovano nei vari punti cittadini. Non sarà raro, infatti, essere fermati, se si cammina in prossimità del fiume, da zelanti timonieri in cerca di passeggeri.

 

Fai attenzione alla pioggia!

Pare che in un punto particolare della città e nella zona più centrale le piogge siano insistenti…

No, non mi sto burlando di te!

 

In Piazza Preseren  ci sono dei tubi che fanno piovere acqua dall’alto se si passa al centro della piazza, quindi prepara l’ombrello o, se fa caldo, goditi le goccioline di acqua fresca.

Attraversando quindi quell’area, segnalata da appositi cartelli, si passa sotto una pioggia artificiale che rinfresca nelle giornate estive più calde.

 

la pioggia costante in piazza per rinfrescare

 

MANGIARE A LUBIANA

 

Non serve andare al ristorante o ricercare trattorie tradizionali, basta semplicemente fermarsi al Mercato cittadino. Lì si trovano tutte le prelibatezze che si possano immaginare: dalla carne, al pesce, alla verdura e alla frutta.

Mentre all’esterno si trovano camioncini e stand della street food anche per palati raffinati. Tra i più frequentati quelli che cucinano sandwich, pesce, dessert tipici o quello con la cucina indiana.

Immancabili i classici cevapcici (trovi la ricetta qui): si tratta di salsicce di carne accompagnate da un letto di patatine fritte e una salsa rossa molto piccante. Li troverai in qualsiasi città slovena o croata e in generale in tutti i Balcani.

 

Si può girare la città in un giorno, ma per vedere anche i musei o i parchi si dovrebbe soggiornare almeno due o tre giorni. A pochi chilometri di distanza da Lubiana si possono visitare altre località delle Slovenia come la città di Radvoljica, il lago di Bled e tutte le spettacolari bellezze naturali facenti parte del Parco Naturale del Triglav.

 

famosissima statua del drago in uno dei tanti ponti a Lubiana

 


*** VIAGGIO SENSORIALE ***

 

Bellissimo perdersi nei vicoletti in cerca di qualche locale o negozio particolare: per questo ti consiglio di fare della flânerie. Osserva la perfezione urbana dei palazzi e i colori a tinte pastello che si alternano agli edifici bianchi. Ascolta, passeggiando, le voci e le varie cadenze europee.

Riconoscere il Genius Loci è molto semplice: cosmopolita, aperto, vivace, curioso e aperto ai visitatori stranieri. Sarà un piacere per te trascorrere un soggiorno qui.

L’udito è attirato dal suono della campana durante i suoi rintocchi, la vista, invece, dalle numerose statue di fattura arcana e sovrannaturale. L’odorato percepirà umidità e il muschio che derivano dalla natura fusa alla vita cittadina, mentre il tatto dovrà necessariamente saggiare la lucidità delle opere d’arte presenti in centro città. Il gusto ti porterà direttamente al mercato: solo lì potrà essere pienamente soddisfatto.

 

Musica consigliata: Three Doors Down – Here Without You

Lettura consigliata: Fiabe e leggende slovene di Maria Bidovec