Colazioni nel mondo moderno: la dolce colazione marocchina

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Fra le colazioni nel mondo moderno più dolci colloco la colazione marocchina. Il risveglio in riad, sarà deliziato da portate energetiche. Un carico di calorie che ci sosterrà fino a pranzo oppure si potrà spezzare l’attesa con un po’ di frutta. Sei curioso di scoprire come sarà imbandita la tua tavola? Allora leggi l’articolo e prepara gli ingredienti!

Le pietanze principali della colazione marocchina

In Marocco la colazione si fa all’aperto. Non importa se ci sono 10 gradi sottozero, bisogna mangiare fuori!

Si beve succo di frutta fresca, soprattutto arancia, caffè o tè servito nei tipici bicchierini. Bisogna fare attenzione a ordinare il caffè:

  • caffè nero assomiglia al caffè americano
  • caffè è un ibrido tra cappuccino e caffellatte
  • espresso è il nostro tipico caffè italiano, più o meno

Si mangia dolce, come ti anticipavo, e quindi via libera alle confetture di arancia, prugne, il miele e anche il burro. Se sei a Essaouira potrebbero proporti anche l’amlou, la Nutella berbera fatta con l’argan.

In tavola potrebbe esserci anche l’olio di argan e un formaggino cremoso. Nel deserto anche la frittata berbera che oltre alle uova all’interno ha pomodori, aglio, spezie, coriandolo o prezzemolo, sale.

Il pane di accompagnamento è una scelta fra msemen e baghrir, una sorta di pancake il primo e una crepe il secondo, su cui spalmare la marmellata.

 

un msemen

Ricetta msemen

Ingredienti:

  • 5 g di lievito di birra;
  • 500 ml di acqua tiepida;
  • 700 grammi di farina 00
  • olio di semi per ungere
  • 1 cucchiaino di sale;
  • 1 cucchiaio di zucchero;

Preparazione:

All’interno di una ciotola dovrai inserire l’acqua tiepida e il lievito affinché si disciolga. Quando ciò sarà avvenuto, incorpora lo zucchero e mescola fino a completo scioglimento.
Adesso è il momento di aggiungere anche la farina a filo precedentemente setacciata con il cucchiaino di sale. L’impasto inizierà a prendere consistenza per cui dovrai lavorarlo ungendolo con l’olio di semi.
Creiamo delle palline leggermente più piccole di quelle da tennis e spennellarle di olio se non sembrano abbastanza unte. Lasciamole riposare all’interno di una pellicola per almeno mezz’ora affinché lievitino.
Riprendiamole in mano e stendiamole una alla volta fino a che non diventano sottilissime. Spolveriamo con un po’ di farina e pieghiamole seguendo la tecnica originale:
  1. Piegare la sfoglia dall’alto al centro dell’impasto;
  2. La parte sotto al centro dell’impasto;
  3. Il lato destro piegalo fino al centro dell’impasto;
  4. Il lato sinistro direzionalo al centro dell’impasto.

Immagina di piegare un fazzoletto in queste quattro direzioni.

Poi si prende il quadratino e lo si pone con le pieghe verso il basso e si schiacciano affinché non si stacchino. Ungi le mani di olio per fare in modo che non ti resti attaccato nessun pezzo!

Procedere allo stesso modo con le altre palline e schiaccia nuovamente prima di cucinarle per alcuni minuti, prima su un lato e poi sull’altro, in una padella antiaderente.

Non servirà aggiungere alla padella l’olio in quanto le palline dovranno presentarsi già ben unte. Devono assumere un colorito giallo e non si dovranno scottare.

Se non vuoi cucinarle tutte potrai sempre conservarle in freezer e cuocerle all’occorrenza. In questo caso lasciale prima decongelarle e poi lavora l’impasto aggiungendoci dell’olio di semi.
baghrir

Ecco come si presenta la consistenza di un baghrir, spugnosa e ottima per farci attaccare il miele o la marmellata!

Ricetta baghrir:

Ingredienti:

  • il quantitativo di un bicchiere di farina 00;
  • 500 grammi di farina di semola;
  • un cucchiaino di sale;
  • una bustina di 16 grammi di lievito chimico non vanigliato e un cucchiaino di lievito di birra;
  • circa un litro d’acqua.

Preparazione:

Il procedimento per fare i baghrir è più semplice rispetto a quello per fare i msemen. Ti basterà aggiungere all’acqua tutti gli ingredienti, tra cui la farina precedentemente setacciata, tranne il lievito chimico.
Solo quando gli ingredienti saranno ben amalgamati assieme potrai aggiungere la bustina di lievito chimico e dovrai mescolare fino a che non si sarà completamente assorbita all’interno.
Lasciali riposare per un quarto d’ora e poi in una padella antiaderente, senza ungerla, versaci dentro un mestolo del composto. La padella dovrà essere già calda quindi falla riscaldare per alcuni minuti.
Il bahrir dovrà rimanere leggermente giallo tendente al bianco quindi quando vedi che acquista troppo colore giralo dall’altra parte.
La consistenza è molto particolare in quanto gonfiandosi crea una sorta di alveoli spugnosi che serviranno a trattenere le marmellate. Procedere fino a esaurimento e si conservano in frigo per massimo due o tre giorni.

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