Cosa c'è da scoprire a Possagno sullo scultore Antonio Canova

Cosa c’è da scoprire a Possagno sullo scultore Antonio Canova

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Cosa c’è da scoprire a Possagno?

Possagno è una piccola cittadina in provincia di Treviso. Si trova fra le pendici del Monte Grappa e dista circa 15 chilometri da Asolo.

Esattamente è posizionata fra Cavaso del Tomba e Paderno del Grappa ed è famosa per essere il luogo in cui è nato lo scultore Antonio Canova.

Antonio Canova

Antonio Canova è stato uno dei massimi esponenti del neoclassicismo e le sue opere sono esposte nei migliori musei del mondo a partire dal Louvre per arrivare a New York.

Proprio in questo periodo a New York è in corso una mostra espositiva delle opere dell’artista, organizzata da Xavier F. Salomon, capo curatore della Frick Collection, in collaborazione con Mario Guderzo, direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova, la Venice International Foundation e la Friends of Venice Italy Inc.

Una volta conclusasi l’esposizione sarà ospitata dalla Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno in data 11 novembre 2018.

Come fece a diventare un artista così internazionale?

Antonio Canova nacque nel 1757 da una famiglia benestante di scalpellini e proprietari di cave.

Entrò fin da piccolo in contatto con materiali grezzi, come la pietra, e ne imparò a conoscere la resistenza e la sua potenzialità.

Durante il periodo degli studi, il giovane Antonio“Tonin” per gli amici, partì per lavorare come garzone nella bottega del Torretti a Venezia.

Mentre la sera si dedicava allo studio dell’arte partecipando ai corsi serali dell’Accademia del Nudo.

La pratica gli permise di affinare la tecnica per i dettagli del corpo umano portandolo a diventare uno degli artisti più quotati nelle corti europee e mondiali.

La sua casa natale oggi è stata riconvertita come Gypsotheca Canoviana e raccoglie la maggiore collezione di statue in gesso.

La Gipsoteca Canoviana

Il museo si suddivide in due grandi aree: la casa natale che conserva i cimeli dell’artista, la sezione della pinacoteca con dipinti, disegni e varie incisioni, e la parte dedicata ai gessi, bozzetti in marmo e in terracotta create dal Canova.

Questi ultimi sono conservati nella parte di edificio denominato “ala Scarpa”, ideato dal famoso architetto veronese Carlo Scarpa.

Si trova fra la casa e il giardino, sulla destra, ed è stato progettato con grandi finestre che lasciano passare la luce, in contrapposizione all’ombra proiettata delle alte mura.

Ciò crea un gioco di chiaro scuro che si riflette sulle opere dando un’impressione di vitalità e di movimento alle statue.

Inoltre mette in risalto la perfetta costruzione muscolare che rende delicati e infinitamente realistici i personaggi rappresentati.

Le statue fungevano da bozzetti preparatori per il prodotto finale in marmo. Ma il livello di perfezione è talmente alto da non identificare i due materiali se non fosse per le qualità dei differenti prodotti.

tempio canoviano

Tempio Canoviano a Possagno, l’opera monumentale ideata dal Canova (foto di Stefano Maruzzo dal web) dall’alto

Tempio Canoviano

A poca distanza dalla Gypsoteca Canoviana sorge il Tempio Canoviano, nato in sostituzione all’antica chiesa di paese.

Di che cosa si tratta?

L’edificio si ispira al magnifico Pantheon di Roma, da cui ha attinto l’idea della cupola. Sorge sul Col Draga, 70 metri sopra Possagno ed è visibile dalle colline circostanti.

La scelta non fu casuale, in quanto la posizione doveva far apparire ancora più maestosa la monumentale opera.

Fu Canova stesso a progettare e a finanziare l’intera esecuzione. Voleva un tempio che diventasse eterno come il Partenone di Atene.

Desiderava lasciare in eredità alla sua città un’opera che lo ricordasse e che rimanesse visibile nei secoli. Purtroppo, però, non riuscì a terminare il progetto perché morì otto anni prima che si concludessero i lavori nel 1830.

Due anni dopo il fratellastro Giovanni, diventato vescovo, lo consacrò e lo presentò alla comunità.

Nell’interno della chiesa è visibile il dipinto del Canova “Deposizione del Cristo dalla croce”, la statua della Pietà in gesso (non riuscì a creare l’opera in marmo), la tomba del Canova e del fratellastro e un dipinto di Luca Giordano “Altare di San Francesco di Paola”.

Possagno deve molto all’artista, ha lasciato un impronta talmente evidente del suo passaggio quasi da oscurare tutto il resto.

Ma ha anche insegnato al mondo a ricercare la bellezza, anche se proviene da materiali all’apparenza grezzi e grossolani, dimostrando che volendo la si può trovare dappertutto, basta solo trovare un modo per rappresentarla.



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