Da Viserba a Rimini centro attraverso la spiaggia

L’autunno sa regalare momenti di profonda introspezione ed è un richiamo che si percepisce passeggiando da Viserba a Rimini centro. La sabbia soffice, il movimento lento delle onde e il sibilo dei gabbiani si intrecciano ai pensieri che vagano liberi seguendo le direttive della mente.

Viserba

 

Viserba è famosa per il parco di divertimento “Italia in Miniatura” ma nelle stagioni fredde, quando il parco è chiuso, si trasforma in una sonnacchiosa cittadina.

L’hotel in cui alloggiavo si trovava in prossimità del mare e per raggiungere il centro di Rimini pensai di fare una lunga e piacevole camminata inspirando lo iodio e osservando le orme sulla spiaggia.

L’acqua conservava un certo tepore tanto da notare alcune persone che ne approfittavano per fare gli ultimi bagni solitari. Io, semplicemente, arrotolai i pantaloni e camminai con i piedi nell’acqua, testandone la temperatura.

Ero immersa nei miei pensieri quando un cagnolino corse vicino, potendo così ammirare un luccichio di felicità nei suoi occhi. Abbozzai un sorriso, riflettendo sul concetto di serenità degli animali quando noi, esseri intellettualmente più dotati, almeno secondo i nostri canoni, fatichiamo pure a sorridere.

Quanto poco riusciamo a godere del tempo presente? Perché siamo incapaci di accontentarci delle cose semplici?

 

Imbocco del fiume sul mare

 

Rivabella e San Giuliano a Mare

 

Giunsi in località Rivabella, dove si incontra il fiume Marecchia ed è necessario abbandonare la battigia per la strada asfaltata. Prima di arrivare al ponte una coppia di anatre attirò la mia attenzione: emanavano una tale raccoglimento impossibile da non rispettare. Parlottavano fittamente fra loro raccontandosi chissà quali avventure, come una vecchia coppia oramai consolidata.

Fu piacevole ascoltare il loro starnazzare sottovoce. Provai quasi una fitta di gelosia per la loro complicità. Ma venni distratta dall’approssimarmi a San Giuliano a Mare.

La cittadina si trova racchiusa fra due canali quasi come fosse un’isola immaginaria e l’ultimo collegamento è il Ponte Tiberio, uno dei più antichi della città, costruito in epoca romana.

Una veduta spettacolare di barche ormeggiate fece sorgere pensieri di vagabondaggio verso terre lontane e sconosciute. Ma distolto lo sguardo, riporta in direzione del centro cittadino di Rimini.

Eppure sono passati solo pochi anni dal mio lungo viaggio in Centro America e che cosa è rimasto di quei momenti di empia spensieratezza? Ricordo ancora quanto la scoperta di luoghi magici si rivelasse così istruttiva per le mie emozioni?

 

porta romana in centro a rimini

 

Rimini centro storico

 

L’antica Ariminum deve la sua fondazione alla vittoria sui Galli e la posizione strategica la trasformarono in un importante centro storico. Nasceranno qui, infatti, due arterie tutt’oggi utilizzate: la via Flaminia, direttamente collegata a Roma e la via Emilia, collegata a Piacenza.

Sorse in un periodo prospero dell’Impero Romano, quando la colonizzazione dei territori era la peculiarità dei governanti. I resti maestosi del Domus del Chirurgo illustrano lo stile e la sfarzosità di un’abitazione tipica della civiltà romana.

È impossibile non ammirarne i contorni e contemporaneamente non pensare a come fosse la vita in quel frangente d’epoca. Più elitario? Più difficoltoso? O la costruzione di una nuova città portava anche maggiore creatività e benessere?

Proseguii verso piazza Cavour facendo un piccolo balzo in avanti che mi proiettò nel ‘500, periodo di costruzione della sua fontana. Poi ritornai nuovamente indietro nel tempo attraversando la vivace piazza Tre Martiri dove troneggia l’antico foro romano in contrapposizione ai più moderni negozi.

Una deviazione sulla destra, all’altezza della stessa piazza, mi portò a visitare il Tempio Malatestiano. La sua facciata rinascimentale, opera di Leon Battista Alberti, nasconde all’interno le spoglie dei Malatesta mentre i muri narrano la storia d’amore tra Sigismondo Pandolfi Malatesta (committente del monumento) e Isotta degli Atti.

Dietro a questo maestoso edificio che trasuda amore sorge il Mercato Coperto, emblema del commercio dei prodotti tipici locali. Mi sedetti ad assaggiare un cassone romagnolo riflettendo sulla complessità dell’anima.

Accanto a pensieri più profondi nascono, quasi a farsi beffe, rimuginamenti più basilari come a dimostrare quanto possiamo essere grandi e piccoli allo stesso tempo.

La visita del centro terminò sotto il magnifico Anfiteatro Romano o meglio ciò che rimane di uno dei più importanti luoghi ricreativi della città, dove venivano a scontrarsi i gladiatori.

Il ritorno lo feci più in sordina attraversando i numerosi parchi cittadini fra cui quello dedicato a Federico Fellini. Mi ricordai delle sue parole: “nulla si sa, tutto si immagina”. E forse è proprio questa l’essenza della flânerie: ricreare attraverso i pensieri la via verso l’intuizione.

Perché l’immaginazione aiuta la mente a superare i blocchi che inconsciamente creiamo, facendoci sentire leggeri e liberi, come quando camminiamo con i piedi in acqua. Sei pesante ma in qualche modo leggero e non hai voglia di fermarti, così continui certo che quel lento incedere ti porterà da qualche parte e che diventerà reale.

Cosa ti posso dire del Genius Loci di Rimini?

I riminesi lo sanno meglio di me ma io ho percepito una certa energia frizzante, una positività volta allo scherzo e alla voglia di vivere. Se dovessi descriverlo sarebbe un essere con un viso ridanciano che indossa un cappello di fiori colorati in testa mentre fra le mani tiene un borsone ricco di ogni leccornia!

 


Musica consigliata: Il mare calmo della sera – Andrea Bocelli

Lettura consigliata: Fare un film di Federico Fellini

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *