Cioccoviaggi nelle fabbriche e spacci di cioccolata più famosi!

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Fabbriche e spacci di cioccolata in giro per l’Europa come Loacker, Ritter Sport, Lindt e Perugina: ecco i cioccoviaggi da fare il prima possibile! Siamo quasi a Natale, il cioccolato lo si vede in ogni pubblicità, ma dove producono il migliore?

Durante il mio viaggio in Guatemala ho avuto la fortuna di fermarmi in un laboratorio di cioccolato e scoprire le varie fasi di lavorazione. Non è stato semplice ma altamente istruttivo.

Come prima cosa bisogna sgusciare le fave di cacao, rosicchiando un po’ le dita che si devono abituare al lavoro, poi si scioglie la parte morbida facendola diventare liquida.

Si aggiunge lo zucchero perché il cacao è molto amaro e quasi immangiabile per come siamo abituati a gustarlo noi e, infine, si raffredda per creare la tavoletta.

I Maya lo bevevano liquido ed era considerato come una bevanda dai poteri magici. In effetti, consumato puro ha un potere energizzante pari o superiore a quello del caffè.

Io non sono un’amante instancabile del cioccolato, ossia, non mi fermo ad acquistarlo al supermercato ma, se mi capita l’occasione durante un viaggio di vedere fabbriche o spacci di cioccolata, non nego di certo la visita!

 

Loacker

 

A settembre di quest’anno ho visitato la fabbrica della Loacker durante la biciclettata in compagnia di amici nella ciclabile Dobbiaco/San Candido – Lienz.

La fabbrica si trova lungo il percorso che costeggia il fiume Drava ed è praticamente impossibile non fermarsi dato che, non appena si nota la scritta, la bicicletta sembra prendere vita propria e girare improvvisamente il manubrio verso sinistra per fare una pausa.

Lo stabilimento della LoackerLa speranza, non appena si varca la soglia dello spaccio, è quella di incontrare i famosi gnomi della pubblicità, ma io non li ho visti, nonostante ci debbano essere, dato i parcheggi riservati a loro…

Intorno un vero paesaggio da fiaba circonda sia la zona produttiva che quella commerciale dedicata allo spaccio. Posso assicurarti che sarà difficile uscire senza aver sottomano un pacchetto di wafer, in fin dei conti pedalare richiede energia, no?

La fabbrica non è visitabile ma nella zona museale ci sono delle telecamere che mostrano i lavoratori a circolo continuo creare le famose tavolette di wafer ripiene di cioccolato. Gli store sono presenti, inoltre, in altre località tra cui figurano: Bolzano, Trento, Verona, Brennero, Innsbruck e Heinfels in Austria.

La sede principale e ufficiale, però, è ad Auna di Sotto e il paesaggio che si vede è esattamente quello raffigurato sulle confezioni. Capisci perché non sembra poi così strano trovarsi faccia a faccia con uno gnomo?

 

Ritter Sport

 

Forse una delle tavolette di cioccolata che preferisco perché compatte, tascabili e gustosissime. Non conoscevo nulla sulla storia della ditta Ritter Sport, se non il fatto di essere tedesca. Poi, camminando un giorno, mi sono trovata di fronte alla vetrina del negozio mono marca.

Dove?

A Berlino.

Sono entrata in un mondo fatato: fuori il grigiore della vecchia area comunista berlinese, dentro il colore delle varie confezioni di cioccolata disposte in altezza sulle pareti. Credo di essere rimasta all’interno del negozio per circa un’ora, indecisa su cosa e soprattutto su quanto, acquistare.

Il negozio presente a Berlino è uno spaccio mentre lo stabilimento produttivo si trova a Waldenbuch una cittadina vicino a Stoccarda nel land del Baden-Württemberg.

Qui si trovano la fabbrica, il negozio e il museo Ritter che contiene una collezione varia di opere d’arte che richiamano la forma della tavoletta. Tra dipinti, sculture e manufatti. si arrivano quasi ai mille pezzi esposti.

P.S. Se ti trovi a Berlino oltre che fermarti a mangiare una tavoletta di cioccolata fa un giro al Kadewe (clicca qui) e assapora la storia di uno dei più antichi centri commerciali europei. 

 

Lindt

 

La fabbrica della Lindt, invece, nacque in Svizzera, più precisamente a Zurigo nel 1845, da un pasticcere di nome David Sprüngli. Oggi lo stabilimento si trova a Kilchberg mentre la sede logistica è collocata nel comune di Induno Olona nel Varesotto e, quindi, in Italia.

foto cioccolatino lindtChi non ha mai assaggiato i suoi cioccolatini? Hanno un gusto rotondo, piacevole e invitante, difficile da dimenticare. Si colloca in una fascia di prezzo medio alta grazie anche a un packaging ricercato.

La fabbrica non è visitabile se non in occasione di tour prenotati in anticipo ma si può entrare nel negozio dello stabilimento. Si raggiunge con i mezzi pubblici, basta prendere il traghetto da Buerkliplatz a Kilchberg e fare un breve pezzo a piedi.

Io non l’ho visto ma dalle recensioni pare che i prezzi non siano molto accattivanti e che sia consigliato acquistare il cioccolato in altri negozi. A Natale viene venduto al mercatino di Zurigo sempre a prezzi, però, non troppo convenienti.

 

 

Perugina

 

La Perugina si trova ovviamente a Perugia, per la precisione in Viale Sisto e lo stabilimento è visitabile. Il percorso didattico inizia con il filmato che racconta la storia dell’azienda, prosegue con la visita al museo e si conclude con la degustazione dei suoi prodotti tipici. È presente anche un negozio dove acquistare le ultime novità anche quelle che non sono ancora uscite nel mercato.

Insegna fabbrica PeruginaLa parte più interessante, secondo me, è quella dedicata ai corsi. L’azienda propone, a cadenza mensile, vari corsi per imparare a realizzare varie forma di cioccolatini, dai classici baci alle tavolette, passando per le varie lavorazioni del cioccolato nella pasticceria.

Ti consiglio di visitare la ditta al di fuori del periodo dell’Eurochocolate per non trovarti nella confusione e perdere parte della preziosa e unica esperienza.

La linea Perugina Nero offre una tavoletta di cioccolato fondente al 95% quasi introvabile a queste percentuali nelle altre marche di cioccolato. Assaggiandolo entrerai a far parte anche tu nella schiera dei pochi eletti che gustava il famoso “cibo degli Dei”!

 

Sai invece qual è il cioccolatino più costoso al mondo?

L’ha inventato il pasticcere Daniel Gonzales e gli ha dato la forma di un diamante. Gli ingredienti sono cioccolato nero equatoriale Valrhona, scaglie d’oro a 23 carati, filamenti di zafferano, olio al tartufo bianco e polvere di tartufo bianco di Perigord, vaniglia del Madagascar  e un ultimo ingrediente tenuto segreto.

Il prezzo?

Viene venduto alla “modica” cifra di 7800 € e recapitato direttamente a casa all’interno di una confezione di legno laccato nero con l’incisione del numero seriale in oro, riparato da una campana di cristallo con perle di Swarovski e una maniglia per l’apertura in nastro dorato.

 

Ti è piaciuto il cioccoviaggio nelle fabbriche e spacci di cioccolata più buoni d’Europa? Spero di averti accompagnato a scoprire un mondo nuovo da considerare per le tue prossime mete!

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