L'elogio della non vacanza (per chi non sa apprezzarla...)

L’elogio della non vacanza (per chi non sa apprezzarla…)

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In questo articolo parlerò dell’elogio della non vacanza perché non tutte le persone sanno apprezzarla.

Ti è mai capitato qualcuno così?

La vacanza non è un obbligo

Iniziamo sottolineando il concetto che la vacanza non è un obbligo. Nessuno ci costringe a lasciare la nostra zona comfort per ricercare nuove avventure e nuovi posti.

Alcune persone vivono perfettamente adagiate nella loro illusione di essere felici con ciò che hanno e non vogliono preoccuparsi di affrontare avventure al di fuori dell’ordinario.

Il problema nasce quando incontrano una o più persone che amano le novità e sono curiose di vedere nuove località. Quando si raggiunge il luogo di villeggiatura cominciano le incomprensioni.

Perché tu, anima entusiasta, dovrai cozzare contro la loro negatività e la tendenza al vittimismo. Sarai la causa dei vari intoppi che si verificheranno durante il soggiorno.

E se si prova a minimizzare l’accaduto, sarai costretto/a a subire delle tremende sfuriate. La frase principe sarà “ma chi me l’ha fatto fare di venire qua? Se fossi rimasto/a a casa sarebbe stato meglio”.

Sarai costretto a sopportare lamentele e malumori, salvo dopo, una volta ritornati a casa, sentirli raccontare con enfasi la bellissima esperienza vissuta.

 

 

 

Se non hai soldi rimani a casa

Non c’è nulla di più maledettamente fastidioso che andare in vacanza con una persona taccagna o senza soldi. Non sto parlando di chi vuole soggiornare in hotel a 5 stelle e mangiare caviale e champagne pretendendo che gli altri facciano lo stesso, ma di chi si lamenta ogni qual volta deve aprire il portafoglio.

Ognuno di noi ha vissuto o vive dei momenti  di ristrettezze economiche ma non per questo dobbiamo farlo pesare agli altri. Se si ha un budget da rispettare ci sono due opzioni per vivere una vacanza serena in compagnia di altre persone:

  1. Calcolare le uscite e scegliere quelle che risultano fattibili rispetto al nostro importo totale;
  2. Declinare le proposte o proporre una soluzione alternativa.

Già, perché quello che i “taccagni” non sanno è che non è obbligatorio condividere tutte le esperienze. Io potrei scegliere, ad esempio, di fare un tour in barca a vela, mentre l’altro rimane tranquillamente sotto l’ombrellone per l’intera giornata, in modo da evitare qualsiasi discussione.

Ma invece no!

I taccagni saranno così infimi da venire con te in barca a vela e farti pesare per tutto il tempo di averlo fatto. Se saranno poi particolarmente feroci, insceneranno un attacco di vomito in modo da farti sentire anche in colpa.

Tu, essere ignobile che hai voluto tutto questo, ma non ti vergogni?

Quando rientreranno a casa e racconteranno la disavventura a familiari e amici enfatizzeranno le pene e tu diventerai il maligno da crocifiggere.

 

 

L’apatia è un reato

Se la sfiga è così persistente, possiamo incappare in personaggi che, oltre a essere pantofolai e taccagni, sono anche apatici; nessuna chiesa, nessun museo, nessuna opera d’arte o tramonto sarà in grado di far affiorare un minimo interesse.

Ogni cosa per loro sarà piatta, senza forma, senza colore e senza sostanza.

Potrai snocciolare storie d’amore o di guerra tristissime ma non riuscirai mai a far emergere una qualsiasi forma di sentimento.

Le emozioni sono per quelli senza palle.

Così, mentre tu te ne andrai in giro con un grande sorriso stampato sulle labbra e la macchina fotografica sempre accesa, loro si muoveranno vicini a te con il broncio, come se avessero appena ricevuto una cartella esattoriale.

Al rientro dalle vacanze non faranno menzione di ciò che hanno visto ma parleranno di quanto fosse carino/a la persona alla reception dell’hotel.

 



 

Cucina italiana contro tutto il mondo

In questo contesto potrebbero sfociare le liti più violente, dovrai imparare a essere accondiscendente perché non c’è niente di peggio che trovare un italiano affamato in giro per il mondo.

Mentre tu sarai abituato a testare ogni sorta di cucina estera, il pantofolaio, taccagno, apatico e pure nazionalista compagno di viaggio evita di uscire dal classico menu.

Preparati dunque a sopportare una serie di improperi non appena assaggerà un piatto di pasta scotto o vedrà elementi ignobili adagiati sopra una sacra pizza.

Le parole e le espressioni di risposta dovranno essere controllate. Basta un’alzata delle ciglia in più per scatenare l’inferno. Ricordati che la colpa è e sarà sempre tua.

Qui ne va di mezzo la tua incolumità e l’amicizia o l’amore con l’altra persona. Non ti azzardardare a contraddire, l’Italia è il posto migliore al mondo e come si mangia in Italia non si mangia da nessun’altra parte.

Terminato il viaggio riprenderanno i discorsi su quanto fa schifo l’Italia e quanto maleducati siano gli italiani.


Ora sei pronto/a per affrontare il tuo periodo vacanziero, ti auguro un buon viaggio, sadico immorale…

 

P.S.      Riprenderò a scrivere articoli non appena il periodo mestruale sarà terminato… 😀

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