Luoghi di fantasia in cui vorremmo viaggiare almeno una volta nella vita

Luoghi di fantasia

Hai dei luoghi di fantasia che ti piacerebbe visitare almeno una volta nella vita? Io sì, e ho pensato di inserirli in questo articolo. Lo ammetto, sono un’appassionata di letteratura e sogno di visitare più di un luogo fantastico.

Avalon

 

Se anche tu, come me, hai divorato la saga “Le nebbie di Avalon” di Marion Zimmer Bradley ti sarai sicuramente chiesto dov’è posizionata l’isola delle mele.

Secondo la leggenda, l’isola si trova nella parte occidentale delle isole britanniche ma c’è anche chi la identifica con la cittadina di Glastonbury nel Somerset, data la presenza della Glastonbury Tor che conserverebbe le spoglie di re Artù.

Il nome Avalon deriva dalla parola  bretone Aval, che significa appunto mela e per i druidi il frutto rappresentava l’aldilà. Va da sé che l’isola delle mele non poteva che rappresentare l’Altro mondo. 

L’isola è importante sia per la religione pagana che per quella cristiana. I racconti narrano che fata Morgana avesse nascosto il fratellastro re Artù per poi farlo ritornare nella terraferma non appena se ne fosse presentata l’occasione.

Dalla parte cristiana si narra invece, che Gesù attraversò e visitò Avalon e probabilmente gli piacque talmente tanto che Giuseppe d’Arimatea, una volta morto il Messia, raccolse il suo sangue nella coppa del Santo Graal e la depose all’interno della prima chiesa della Britannia posizionata, appunto, ad Avalon.

 

mondo fantastico

L’isola degli Houyhnhnm e degli Yahoos

 

Quest’isola è localizzata a sud dell’Australia ed è abitata da una stirpe di cavalli intelligenti che conversano, dirigono e hanno colonizzato il territorio. I loro avversari sono gli Yahoos, la razza umana, resa schiava.

Hanno una filosofia alquanto particolare perché non sono mossi da alcuna emozione o sentimento sebbene ricerchino la pace e il rispetto della natura. 

Infatti, il loro vocabolario non concepisce parole di accezione negativa, le quali se devono essere pronunciate, vengono anteposte da una semplice negazione. 

E quale miglior momento per utilizzare un aggettivo negativo se non rivolgendosi agli Yahoos? Gli stessi vengono paragonati agli uomini e come loro sono avidi, iracondi e vigliacchi.

Questo luogo è uno dei tanti visitati dal protagonista del romanzo Lemuel Gulliver nei “Viaggi di Gulliver“, opera letteraria di Jonathan Swift.

 

il mondo perduto

Il mondo perduto

 

Ci spostiamo in un nuovo continente e questa volta andiamo in Venezuela e più precisamente in un tepui, ovvero il nome di un altopiano situato nella regione della Grande Sabana.

Proprio qui l’autore di Sherlock Holmes, sir Arthur Conan Doyle, ha ideato un luogo in cui vivono nascosti da sguardi indiscreti degli animali preistorici scampati all’estinzione.

In questo libro prende vita la figura del professor Challenger che poi diventerà un ospite fisso nel filone letterario scientifico dell’autore inglese. Da questo libro, invece, prende ispirazione il film “Il mondo perduto” con protagonista l’attore gallese John Rhys Davies.

Un altro film simile, ispirato a un libro di Michael Crichton, e forse più famoso, è Jurassic Park. Il quale deve molto, a mio avviso, all’idea originale di Conan Doyle.

Sull’altopiano venezuelano tepui Roraima sono realmente state ritrovate tracce di specie animali e vegetali mai incontrate da nessuna altra parte del mondo.

Ciò è dovuto al suo difficile accesso e all’altezza che sfiora i  2800 metri. L’aspetto lunare, le statue naturali scolpite dal vento presenti su tutto il territorio e una valle rivestita di quarzo completano l’immagine suggestiva che ha animato la mente creativa dell’autore inglese.

 

Jean Giono

Gli alberi di Giono

 

Ritorniamo velocemente in Europa, o meglio in Francia, in un luogo di fantasia che prende la forma di una vallata ai piedi delle Alpi vicino la Provenza. Qui Jean Giono colloca il suo romanzo “L’uomo che piantava gli alberi” con l’intento di rinverdire una zona piuttosto arida.

Elzéard Bouffier è un pastore solitario che ha perduto la moglie. Per onorare il suo ricordo e far sì che la sua presenza su questo mondo non sia vano decide di piantare ogni giorno cento ghiande.

Viene a conoscenza della storia un giovane, che si era avventurato in quei luoghi al quale Elzéard confessa di aver già piantato in tre anni la bellezza di diecimila querce.

Passano gli anni difficili della Prima guerra mondiale e il giovane torna a visitare il pastore. Scopre un paesaggio nuovo arricchito non solo di querce ma anche di betulle e di faggi. Inoltre il pastore è diventato apicoltore e il territorio ha ripreso vita grazie all’arrivo di nuovi abitanti.

Questa storia ricorda molto l’impresa del fotografo brasiliano Sebastião Ribeiro Salgado Júnior che ha ripopolato un’area selvatica riempiendola di alberi come raccontato nel documentario “Il sale della terra“. Ed è semplicemente meraviglioso quando la realtà eguaglia la fantasia, trasformando dei luoghi normali in luoghi di fantasia.

 

A proposito di luoghi di fantasia e idilliaci, hai mai sentito parlare dell’arcipelago San Seriffe?

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