Mostra di Robert Capa "Retrospective" a Bassano del Grappa

Mostra di Robert Capa “Retrospective” a Bassano del Grappa

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A Bassano del Grappa fino al 22 gennaio sarà presente la mostra Robert Capa “Retrospective” che avrà come protagonista il grande fotografo ungherese fondatore dell’agenzia fotografica Magnum Photos.

 


ROBERT CAPA

Foto di Robert Capa

Momento di guerra fotografato da Robert Capa

Nato come Endre Ernő Friedmann a Budapest, da giovane si trasferisce per studio a Berlino e inizia a lavorare nell’agenzia Dephot. A prenderlo sotto la sua ala protettrice è il fotografo Simon Guttmann, proprietario della stessa agenzia, che lo fa crescere facendoli fare vari reportage. Con l’avvento del nazismo Robert si trasferisce a Parigi. Lì conosce la sua compagna, Gerda Taro, e insieme decidono di inventare uno pseudonimo: Robert Capa, un fotografo americano mandato a Parigi per documentare la situazione politica europea.

Fotografo di guerra, ha partecipato ai più cruenti conflitti mondiali: la seconda guerra mondiale, la prima guerra d’Indocina, la seconda guerra sino giapponese e la guerra arabo israeliana. Nel 1947 fonda assieme a Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger, William Vandivert  la famosa agenzia Magnum Photos.

 

RETROSPECTIVE

Foto di guerra di Robert Capa

Foto di Robert Capa

La mostra al Museo Civico di Bassano del Grappa presenta 97 fotografie in bianco e nero che il fotoreporter ha scattato durante gli anni culminanti del suo lavoro che vanno dal 1936 al 1954. E il tema centrale è dimostrare attraverso gli scatti la sofferenza, l’assurdità, la miseria e la crudeltà della guerra. Ma anche momenti di gioia inattesa nascosta tra cumuli di macerie e devastazione.

Tra le opere presenti anche quelle che testimoniano lo sbarco in Normandia delle truppe americane avvenuto il 6 giugno 1944. Sono le stesse che aprono la mostra. A ruota seguono gli scatti dei cinque conflitti mondiali. Le ultime foto di guerra riguardano il reportage in Indocina. Era arrivato sul posto inviato dalla rivista Life.  La sua missione era testimoniare i movimenti politici e militari delle regioni asiatiche. Ma fu la sua ultima testimonianza. Robert Capa morì a causa una mina anti-uomo.

 

«Capa sapeva di non poter fotografare la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino, mostrando l’orrore di un intero popolo attraverso un bambino». (John Steinbeck)

Robert Capa mentre fotografa

Il fotografo Robert Capa

Il percorso espositivo è presentato in 11 sezioni suddivise in base agli anni e ai conflitti: Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Seconda guerra mondiale 1939-1945, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954.

A concludere la sezione Ritratti dove si ritrovano fotografie scattate ad amici e artisti dell’epoca come Henri Matisse, Pablo Picasso,  John Huston, Truman Capote, Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman e William Faulkner.

Le ultime due riguardano esclusivamente Robert Capa: nella prima è ripreso da Ruth Orkin, mentre nella seconda si trova in compagnia dell’amico John Steinbeck.

 

Un appuntamento immancabile per riscoprire uno dei fotoreporter più acclamati del XX secolo, un uomo e i suoi occhi, un’anima e la sua sofferenza, un sogno di pace e il desiderio di perseguirlo.

 

 

Se ti avanza tempo potresti cogliere l’occasione per visitare Bassano del Grappa e bere magari un bicchiere di grappa al Nardini, proprio vicino al Ponte degli Alpini. Oppure visitare la vicina città murata di Cittadella a soli 20 minuti di distanza e bere un Mezoevo, l’aperitivo della città!




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