Recensione del libro "La mia lotta per la libertà" di Yeonmi P sulla Corea del Nord

Recensione del libro “La mia lotta per la libertà” di Yeonmi P sulla Corea del Nord

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Mi sento in dovere di lasciarti la recensione del libro “La mia lotta per la libertà” di Yeonmi P sulla Corea del Nord. Un paese poco conosciuto e chiuso al turismo.

La Corea del Nord di oggi

Mentre le ultime notizie sulla Corea del Nord e i rapporti con la Casa Bianca vengono definiti “colloqui incresciosi ed estremamente preoccupanti” da parte dei primi, crescono le notizie di un regime autoritario e disumano.

Non solo il leader politico Kim Joung-un non ha nessuna intenzione di mollare il suo arsenale bellico ma tiene in pugno anche i suoi concittadini con l’oppressione da quando la Russia ha lasciato il dominio in mano alla famiglia di dittatori.

“Quando sei così affamato e disperato, correresti qualsiasi rischio pur di sopravvivere…”

È dal 15 agosto 1945 che la dinastia di Kim Il-sung sottomette il paese dopo aver guidato l’Esercito Rivoluzionario Popolare Coreano (ERPC) nella resistenza all’occupazione giapponese.

Dagli anni novanta però lo stato, abitato da 24 milioni di persone, ha subito un collasso a causa delle calamità naturali e in particolare della siccità che rovina i scarsi raccolti.

“In Corea del Nord, la primavera è la stagione della morte: è il periodo dell’anno in cui si esauriscono le scorte di cibo e le fattorie non producono niente perché sono appena stati piantati i nuovi semi. È in primavera che la maggior parte delle persone muore di fame”.
copertina articolo

Recensione del libro la mia lotta per la libertà

La storia di Yeonmi P 

La protagonista e autrice del libro subisce minacce da parte del governo nordcoreano per la pubblicazione del libro e le sue interviste ai media.

Nel libro ha raccontato la miseria che ha vissuto da piccola e la sua rocambolesca fuga attraverso il confine cinese e mongolo.

“I miei genitori non riuscivano a dormire: avevano il terrore che non si sarebbero più svegliati e che le loro figlie sarebbero morte di fame. Di nuovo, quando la notte si mettevano a letto, restavano svegli a domandarsi come fare per tenerci in vita”.

Usa anche dei nomi fittizi per i personaggi del racconto per salvaguardare la loro incolumità. E soprattutto cerca di far conoscere al mondo la situazione disperata nella quale vivono i suoi concittadini cercando di fare presa sulla coscienza delle persone.

La politica coreana (recensione del libro la mia lotta per la libertà)

La Corea del Nord è uno stato socialista di facciata perché in realtà vive sotto un regime autoritario che non permette alle persone di essere libere di pensare o di muoversi.

Se qualcuno decide di ribellarsi alle leggi viene immediatamente portato in un centro rieducativo e costretto alla fame fino quasi allo sopraggiungere della morte.

 

Non si può parlare in negativo del leader Kom Joung-un ma deve essere venerato come un Dio. La religione è l’amore verso il proprio capo politico.

Ogni notizia estera è vietata e quindi la popolazione cresce credendo alle storie che gli vengono raccontate, ossia che la Corea del Nord è uno degli stati più ricchi.

“In Corea del Nord al governo non basta controllare dove vai, che cosa studi, dove lavori e ciò che dici; ti controlla anche attraverso le emozioni, rendendoti sottomesso allo stato e distruggendo la tua individualità e la tua capacità di reagire alle situazioni sulla base della tua personale esperienza di vita”.

La rivale Corea del Sud viene dipinta come una terra abitata da persone disdicevoli, malevole e ignoranti mentre gli Stati Uniti vengono usati nei compiti di scuola per insultarli e denigrarli.

“Ti insegnano a odiare i nemici dello stato con passione bruciante”

I nord coreani, quindi, vivono nell’illusione che la loro patria sia una terra gloriosa e che il loro leader sia un uomo carismatico e divino, pertanto faticano a immaginare un mondo diverso da quello in cui sono nati.

Ma i giovani che riescono a ottenere notizie dalla Cina vedono una realtà completamente diversa, per questo vogliono scappare e l’unico modo per farlo è attraversare il fiume che li separa dalla Cina e attraversare la Mongolia o altri paesi asiatici.

“Gli scolari non si limitano a studiare: fanno parte della forza lavoro non pagata che aiuta il paese a non crollare del tutto”.

Questo è ciò che ha fatto l’autrice raccontando dei dettagli agghiaccianti perché, se ci sono delle persone disposte ad aiutarti a superare il confine, ci sono altrettanti sfruttatori pronti a guadagnare sulla tua fuga.

Non voglio svelarti troppo il racconto ma ti consiglio di leggere il libro per comprendere l’attuale situazione di uno stato ancora troppo sconosciuto.

Oggi Yeonmi P. si è laureata in legge ed è diventata, suo malgrado, la paladina dei diritti dei nord coreani e si batte affinché l’opinione pubblica mantenga l’attenzione costante sulla drammatica situazione della sua terra natìa.

Non possiamo permetterci di chiudere gli occhi di fronte a queste realtà anche se non ci toccano da vicino perché siamo tutti esseri umani e ognuno merita la sua fetta di libertà.

“Il vero punto di svolta lo raggiunsi cono la scoperta de “la fattoria degli animali” di George Orwell: fu come trovare un diamante in una montagna di sabbia. Sembrava che Orwell sapesse esattamente da dove venivo e cosa avessi passato. Rappresentava la Corea del Nord e lui aveva descritto la mia vita. Riconobbi la mia famiglia negli animali. Io ero come i “nuovi maiali” senza idee. Ridurre l’orrore della Corea del Nord a una semplice allegoria annullò il potere che esercitava su di me. Aiutò a rendermi libera”.

 

 

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