Scoprire Padova antica città d'acqua oggi divenuta città del Santo

Scoprire Padova antica città d’acqua oggi divenuta città del Santo

Prato della Valle padova

Tags:              

Ma come Padova antica città d’acqua? Eppure fino a poco tempo fa Padova poteva vantare una riviera paragonabile a quella del Brenta. Fu solo negli anni ’50 e con l’incremento sconsiderato del boom edilizio che perse la sua antica identità per acquisire quella nuova di città del Santo.

Ma non solo, Padova è conosciuta anche per la sua famosa Università, la Cappella degli Scrovegni, il caffé Pedrocchi, la piazza delle Erbe e molte altre attrattive. Ma vediamole con ordine e scopriamo l’antico passato di Padova città d’acqua.

 

La storia di Padova città d’acqua

 

Se potessimo andare a ritroso nel tempo, durante il periodo della Serenissima, quando Venezia era una delle potenze marinare più invidiate al mondo, scopriremmo che Padova è stato un punto di snodo molto importante.

La sua fortuna fu in maggior parte dovuta all’intersezione di due fiumi importanti, il Bacchiglione e il Brenta. Il primo permetteva il trasporto di materiale come roccia e silice dai colli euganei, mentre il secondo favoriva il trasporto del legname direttamente dall’Altopiano dei Sette Comuni.

Le merci attraversavano la Riviera del Brenta, in cui si trovavano le ville dei patrizi veneziani, fino a giungere sul Canal Grande della Repubblica di Venezia.

Per cui Padova, officiando della presenza dell’acqua, aveva costruito una serie di mulini e di chiuse che creavano dei quartieri ben definiti in cui si alternavano i vari artigiani.

Oggi è possibile percorrere solo un breve tratto che va dalle Porte Contarine fino alla fine del parco Fistomba. E si può fare grazie all’agenzia Artmartours e tramite la navigazione sulla Burchiella, un’antica barca veneziana, che si chiama “Casanova“.

Il percorso dura circa un’ora e corre lungo il canale Piovego attraversando la nuova cittadella universitaria, la Porta Portello una delle antiche porte d’ingresso e l’antica mura cinquecentesca che difendeva la città.

Scoprire Padova

 

1.

Arrivando dalla stazione dei treni si dovrà superare Corso del Popolo per giungere al prezioso lascito del pittore Giotto: la Cappella degli Scrovegni.

Si tratta di una cappella affrescata dal maestro toscana nel ‘300 in cui illustra tre temi principali: gli episodi della vita di Gioacchino e Anna, alcuni episodi della vita di Maria e gli episodi della vita e morte di Cristo. Sotto a questi riquadri sono esposti degli affreschi che illustrano le allegorie dei Vizi e delle Virtù.

La cappella faceva parte di un castello che è stato completamente distrutto da un antico proprietario. La stessa doveva fare la medesima fine, ma grazie all’intervento della città, si salvarono le opere e divenne proprietà del Comune di Padova.Qatar Airways [CPS] WW

2.

Un altro sito di notevole importanza storico e culturale sono i Musei Civici Eremitani che raccolgono reperti romani e pre-romanici e opere d’arte dei secoli XIV-XVIII. Vicino si trova la Chiesa degli Eremitani eretta nel 1276 che conserva alcune opere del Mantegna.

I Musei civici agli Eremitani di Padova raggruppano il Museo archeologico e il Museo d’arte medioevale e moderna. Dal 1985 sono ospitati nei chiostri dell’ex convento dei frati eremitani, e custodiscono il preziosissimo crocifisso di Giotto.

Fu costruita fra il 1303 e il 1305 su una tavola di pioppo con oro e tempera, dalla dimensione di 223 X 164 cm e proviene dalla Cappella degli Scrovegni. Dimostra una rappresentazione stilistica nuova in quanto la figura del Cristo risulta con il corpo verso il basso, gravato dal suo stesso peso.

La parte posteriore del Caffè Pedrocchi e i palazzetti che ne fanno parte

3.

Una tappa al salotto della città è d’obbligo! Sto parlando del famoso Caffè Pedrocchi, che deve la fama all’abilità del suo fondatore, il bergamasco Francesco Pedrocchi.

La sua idea era quella di creare uno spazio ricreativo culturale e intellettuale della città in cui viaggiatori, commercianti, militari, studenti e accademici potessero incontrarsi.

In quest’ottica diede vita al Caffè Pedrocchi nel 1831, che doveva essere un locale aperto 24 ore su 24, da qui il nome “senza porte“, aperto a tutti anche a chi non poteva permettersi una consumazione.

Il figlio Antonio lo ereditò e si preoccupò di acquistare tutti i palazzi adiacenti creando così una specie di isola nella quale l’avventore poteva rinchiudersi e trascorrere delle ore di tranquillità. A tutti i clienti veniva servito il quotidiano e un bicchiere d’acqua sia che consumassero o meno.

Ancora oggi chi prende un caffè al banco può sedersi nella Sala Verde senza che nessun cameriere possa richiedere un supplemento. La specialità prende il nome dal locale ed è appunto il caffè Pedrocchi, una gustosa bevanda al caffè con uno strato di menta.

Inoltre la comunità padovana si riunisce all’ora dell’aperitivo per bere il famoso Spritz e l’ultima novità  chiamata P31 Green Spritz. Si tratta di un aperitivo composto da oltre 20 erbe officinali e aromatiche a cui si legano le fresche note dell’Assenzio, Prosecco, seltz, ghiaccio e lime.

La veduta della scala che porta alla stanza del Rettore dell’Università

4.

Da piazza Garibaldi si continua fino a raggiungere Palazzo Bo dove c’è la sede dell’Università di Padova. Il nome deriva da una locanda aperta da un macellaio, chiamata Hospitium Bovis,  con l’insegna di un bucranio, una testa di bue, ancora oggi simbolo dell’Università.

Furono un gruppo di studenti dell’antica Università di Bologna a dare vita a questa sede nel 1222 per avere maggiore libertà di azione e di studio. Si trova il più antico Teatro Anatomico al mondo e si può visitare il pulpito da cui insegnava Galileo Galilei nell’Aula Magna.

In questa università si laureò in teologia anche la prima donna al mondo, tale Elena Lucrezia Cornaro, che dovette combattere affinché la Chiesa riconoscesse il suo titolo.

Ancora oggi in questo edificio si tengono le lezioni ed è sede del rettorato. Si possono fare delle visite guidate previa prenotazione a questo sito. Inoltre si possono vedere le immagini in anteprima grazie alla piattaforma di Google Street View a questo link:

Radisson Blu Many Geos

5.

Le piazze principali della città sono due: piazza delle Erbe e piazza dei Frutti. Si può già immaginare dal nome la dislocazione dei vari commercianti che resiste nel tempo.

A dividerle il maestoso Palazzo della Ragione, sede giudiziaria della Padova medievale carrarese, realizzato tra il 1238 e il 1239, che conserva l’imponente cavallo ligneo, capolavoro del Donatello.

Sotto ancora oggi sopravvive il mercato coperto in cui si trovano i macellai e i pescivendoli. Al sabato è abitudine per i padovani consumare una porzione di polpo lesso, cucinato secondo la migliore tradizione padovana.

Opposto al Palazzo della Ragione c’è il quartiere ebraico, dove vennero rinchiusi, secondo un decreto della Repubblica della Serenissima, gli ebrei che vivevano in città. La sera veniva chiuso il portone e non potevano né entrare né uscire.

Oggi la zona è frequentata nell’ora dello Spritz dagli universitari che si ritrovano nelle numerose osterie a bere l’aperitivo e a mangiare qualche “cicchetto“.

Vicino alle piazze si possono visitare la Loggia del Consiglio o della Gran Guardia, sede del comando militare austriaco e la piazza dei Signori con la famosa Torre dell’Orologio, in cui sono raffigurati i segni dello zodiaco.

Ma se guardi attentamente ti accorgerai che manca il segno della Bilancia!

Secondo alcune fonti si ipotizza che l’artista non fu pagato dal committente e che abbia deliberatamente “dimenticato” il segno, simbolo di giustizia, o forse che lo abbia nascosto da qualche parte nella città pronto a essere sistemato in caso di pagamento. A quanto pare il progetto non fu compensato e il segno rimane ancora avvolto dal mistero.

Bancarella dove cucinano il polpo alla padovana in piazza dei Frutti

6.

Più spostati rispetto al centro storico si trovano vicini l’uno all’altro Prato della Valle, la Basilica di Sant’Antonio da Padova e l’Orto Botanico.

La costruzione di Prato della Valle è alquanto particolare e risulta essere fra le più grandi d’Italia. Risale alla fine del XVIII secolo ed è un’isola ellittica centrale, chiamata isola Memmia.

È circondata da una canaletta artificiale alimentata dal canale Alicorno, sormontato da un doppio anello di statue di stile rinascimentale, con una circonferenza esterna di 1450 metri.

La sua bellezza è impressionante e l’alternanza di statue, prato e piante, la fanno sembrare viva e in movimento. Da Prato della Valle si scorge sullo sfondo la Basilica di Sant’Antonio da Padova, in cui riposano le spoglie dell’omonimo santo originario del Portogallo.

Ogni anno viene visitata da circa 3,5 milioni di fedeli che arrivano da tutto il mondo per poter pregare da vicino il proprio santo protettore. Nella piazza del Santo, antistante, si trova il monumento equestre al Gattamelata opera di Donatello.

Mentre all’interno della Basilica, esattamente sull’altare maggiore, il costruttore Camillo Boito ha sistemato anche e sculture bronzee, statue e formelle di varie dimensioni sempre di Donatello.

A qualche centinaio di metri di distanza da Prato della Valle si trova infine il Giardino Botanico, uno dei più antichi al mondo e considerato Patrimonio dell’Unesco.

Ti consiglio di leggere l’articolo che ho scritto a seguito di una visita in cui trovi informazioni più approfondite:

Zaful WW

 

what do you think?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.