Seis: alla scoperta delle spiagge di Progreso (capitolo quattro)

Seis: alla scoperta delle spiagge di Progreso (capitolo quattro)

progreso spiagge

La sveglia è puntata alle otto di mattina per raggiungere le spiagge di Progreso. Il primo bagno autunnale dall’altra parte del globo.

Partenza

Lo zainetto lo carico con un costume da bagno, un flacone di protezione solare 50 completamente biologica, un pareo che funge da telo mare, una bottiglia di acqua, un libro e qualcosa da mangiare.

Attivo l’applicazione Maps Me che mi porta direttamente alla stazione delle corriere ADO. Fortunatamente si trova piuttosto vicino, a circa 10 minuti da casa, per cui mi risparmio una bella sudata.

Le temperature sono sempre alte: oggi si raggiungono i 28 gradi alle 8.30 di mattina. Arrivo in stazione e trovo la biglietteria libera. Compro un biglietto andata e ritorno per Progreso e attendo nella hall il pullman.

 



 

Ho un’attesa di venti minuti che spendo acquistando un caffè e guardando i prodotti in vendita in un negozietto. Mi sorprende vedere delle coperte e dei cuscini.

Probabilmente i cuscini servono per i viaggi lunghi ma.. le coperte? Mi viene il dubbio che le temperature all’interno della corriera siano glaciali

Finalmente viene annunciato l’arrivo del mezzo e mi avvio a salire, attorno a me pochi turisti e tanti locali. Mi piace sentire parlare spagnolo, riescono a creare delle melodie facendo un discorso.

Viene trasmetto anche un film, alquanto cruento per la verità, e come ipotizzavo le coperte servivano a ripararsi dal freddo dell’aria condizionata!

la sabbia e il mare di Progreso

Spiagge di Progreso

Le spiagge di Progreso

Una volta usciti dal centro città il panorama cambia drasticamente. Niente più asfalto o cemento ma natura rigogliosa e verde brillante.

Immagino come deve essere stato giungere in questi luoghi quando la civiltà non era ancora al suo culmine: uno spettacolo per gli occhi e per il cuore.

L’asfalto si restringe alla sola strada che percorriamo mentre tutto intorno è un tripudio di alberi dalle foglie più o meno larghe. Dopo circa un’ora e mezza arriviamo alla stazione di Progreso.

Scendiamo e vedo i cartelli che indicano per le spiagge di Progreso.

Seguo il percorso e passo attraverso la cittadina marittima che funge da dimora ai turisti che decidono di trascorrere qui le vacanze.

Le costruzioni sono nuove, segno che la zona ha iniziato ad essere frequentata da poco. In effetti guardandomi attorno non vedo molta confusione.

Arrivo nel lungo mare e mi accorgo che le spiagge sono piuttosto ventose. Fortunatamente però l’acqua è abbastanza calma e si può nuotare.



Il mio primo pensiero è entrare il più velocemente possibile in acqua. Sento proprio l’esigenza crescere in modo spropositato.

Io e il mio rapporto viscerale con l’acqua. Quando nuoto mi sento viva, come se mi riportasse alle origini della nascita. L’acqua mi completa e mi da energia.

Scelgo una sdraio per appoggiare lo zainetto e il telo mare e corro verso la libertà. La temperatura dell’acqua non è particolarmente fredda e quindi riesco a immergermi quasi subito.

Non posso credere di fare il bagno quando in Italia ci sono solo 15 gradi. Posso dire di aver realizzato un altro sogno e credo di non essere mai stata più felice di così.

Ombrelloni di paglia in spiaggia

Palapa e strutture balneari a Progreso

In giro per Progreso

Dopo aver nuotato per circa un’ora esco e mi dirigo verso la sdraio per asciugarmi. Non ci metto molto in realtà perché il vento è talmente forte che asciuga rapidamente il telo e anche me.

Decido di fare un giro attorno per vedere cosa c’è ma mi accorgo che, a parte qualche struttura ricettiva, la vita non è molto movimentata da queste parti.

Però la spiaggia bianca e il mare blu mi fanno dimenticare la poca presenza umana. Ritorno a riposare un po’ e leggo un libro. Verso le cinque mi alzo e mi dirigo verso la stazione delle corriere.

Sento un fastidio alla schiena ma non ci faccio troppo caso. Mentre salgo in autobus mi rendo conto che c’è una presenza nuova. È salito infatti un mariachi che promette musica messicana.

Infatti, non appena si accendo i motori, inizia il suo repertorio di canzoni classiche messicane. Si tratta di brani un po’ malinconici che parlano di amori mancati o perduti.

Così mi lascio trasportare dalle note e dal flusso dei pensieri fino a raggiungere nuovamente Mérida. Le nuotate mi hanno rilassato e forse questa sera riuscirò a dare un ordine al mio sonno scombussolato dai nuovi orari.

 

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Capitolo 1

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Capitolo 3

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murales nella città di progreso

Murales a Progreso

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