Seis: il fascino naturale e selvaggio della riserva di Celestun (capitolo 3)

Seis: il fascino naturale e selvaggio della riserva di Celestun (capitolo 3)

tipica barca messicana

Il fascino naturale e selvaggio della riserva di Celestun mi ha lasciato senza fiato: un Messico che paralizza gli occhi per la sua bellezza unica.

Mi sveglio alle 6 in un bagno di sudore. La temperatura interna della camera, senza finestre, credo superi abbondantemente i 30 gradi.

 


Leggi il racconto dall’inizio:


 

Corro verso la doccia e l’acqua gelida mi risveglia all’improvviso regalandomi una sferzata di energia. Ritorno in camera, mangio la frutta e preparo il caffè.

Mi vesto e prendo lo zaino, aggiungendo un cambio di costumi, e lentamente mi incammino verso l’agenzia per iniziare una giornata all’insegna della natura.

Controllo i riferimenti che ho appuntato mentalmente per ritrovare la strada giusta: il bar con la porta stile saloon, il negozio di alimentari biologici, l’edificio di colore verde pastello, l’hotel con la porta a vetri e la chiesa con i mattoni rossi.

Finalmente raggiungo la destinazione e trovo la guida ad aspettarmi. Ci presentiamo e mi comunica che prima di andare a destinazione passeremo a prendere altri partecipanti nei vari hotel.

Iguana a Celestun

Incontri casuali a Celestun

La strada per raggiungere e finalmente scoprire il fascino naturale e selvaggio della riserva di Celestun è ancora lontana…

Passiamo nei vari hotel e lentamente prendiamo a raccolta i vari compagni di avventura. Si tratta di famiglie: la prima composta da madre e figlio, la seconda composta da madre, figlio, padre e nonna.

Dopo circa un’ora di tragitto arriviamo all’entrata della riserva e veniamo accolti festosamente dal personale. Come prima cosa ci raccomandano di spalmarci della lozione anti zanzare, a quanto pare sono molto agguerrite!

Dopo essersi organizzati ci fanno salire su un’imbarcazione e iniziamo a solcare le acque azzurre del Golfo del Messico. Vediamo le mangrovie affondare decise le radici nell’acqua e gli uccelli riposarsi fra le loro fronde.

Ci allontaniamo sempre di più da riva, ma paradossalmente, l’altezza dell’acqua diminuisce.

Ci avviciniamo alla riserva naturale di Celestun, anzi la Biosfera di Celestun, dichiarata protetta nel 1988 per preservare lo sfruttamento selvaggio che stava portando al declino la zona.

Entriamo nella laguna in cui vengono a nidificare e a trovare riposo i fenicotteri rosa di passaggio nel Messico. Sembra incredibile quando ci avviciniamo ammirare questa distesa rosa di animali pacifici che ci osservano con titubanza.

Per questo motivo manteniamo una certa distanza e spegniamo il motore. La tranquillità è un elemento essenziale affinché i fenicotteri non decidano di abbandonare in massa l’area.

Scatto delle foto ma soprattutto cerco di imprimere nella memoria questo momento magico.

Ogni qualvolta mi trovo a cospetto della natura, nasce in me un sentimento genuino di gratitudine e mi meraviglio della perfezione dell’universo e della sua capacità di far quadrare tutto all’interno di uno specifico progetto.

Per questo prediligo il contatto con la natura: mi insegna l’umiltà e il senso di protezione.

Lasciamo gli animali godersi le loro vacanze in questo ambiente unico e ci spostiamo all’interno della laguna. Entriamo fra le mangrovie e sobbalzo vedendo l’acqua riflettere tonalità rosse.

Si tratta della mangrovia rossa che rilascia il colore all’acqua regalandole dei nutrimenti che impreziosiscono il terreno di proprietà benefiche.

Il comandante ci racconta che una studiosa inglese suole venire in questo luogo e farsi un bagno perché dice che queste proprietà sono benefiche anche per la pelle.

Purtroppo, però, da qualche mese fra queste piante acquatiche ha trovato riparo una femmina di coccodrillo che ha dato alla luce un piccolo.

Pertanto il bagno è precluso almeno che non si voglia capire da vicino, direttamente dalla coccodrillo madre, se siamo ospiti graditi oppure no!

spiaggia dalla sabbia bianca

Tipica spiaggia yucateca

Preferisco rimanere nel dubbio…

Ritorniamo alla base con una leggerezza nel cuore indescrivibile per essere stati in contatto con questi elementi meravigliosi e ripartiamo alla volta del ristorante.

Il locale si trova in riva al mare e la spiaggia è talmente bianca che il riflesso del sole fa lacrimare gli occhi. Ma non c’è tempo per ammirare il mare perché il pranzo è già pronto.

Mi sto accomodando al tavolo quando la famiglia numerosa messicana mi chiede di pranzare in loro compagnia. Mi siedo con loro e iniziano a parlarmi della loro famiglia.

Vengono da Veracruz e mi raccontano con molto trasporto le qualità della loro regione. Sono di animo semplice e molto affiatati.

In loro rivedo un po’ della mia famiglia, quando ancora mia nonna con la sua presenza illuminava le giornate di me, bambina, e raccontava le storie della sua giovinezza.

Poi viene il mio turno e racconto loro la mia pazza avventura. Mi guardano un po’ dubbiosi, mi raccomandano attenzione in certe zone mentre la nonna mi osserva con uno strano luccichio negli occhi.

Poi mi racconta di un uomo tedesco conosciuto anni fa e mi continua a ripetere di quanto fosse bello. Noto un certo rimorso nelle sue parole e un invito a vivere la mia esperienza per non accumulare rimpianti.

gabbiano

Simpatico gabbiano in spiaggia

E come se l’universo mi stesse inviando, attraverso di lei, la sua approvazione e il suo invito a proseguire.

Mi regalano delle bellissime conchiglie, che so non potrò portare con me. Alla fine prendo sotto braccio la nonna e l’accompagno in auto sotto un diluvio che non lascia scampo.

Giunti a destinazione ci salutiamo scambiandoci dei baci e degli abbracci calorosi. Scendo anch’io alla loro fermata e vado a fare un giro al mercato.

Ripercorro lo stesso itinerario del giorno prima e acquisto ancora verdura e frutta fresca. Questa volta prendo anche dei fagioli e del riso, come una vera messicana.

Ritorno a casa, saluto i ragazzi e mi preparo la cena. Poi mi metto a fare un po’ di yoga perché mi sembra sia il giusto modo per ringraziare il mondo.

La sera mi addormento presto, devo ancora connettermi con l’orario locale e poi domani mi aspetta la spiaggia di Progreso!

what do you think?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.