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La ciclabile San Candido Lienz è una biciclettata di circa 45 chilometri incorniciata dalle vette che contraddistinguono la Val Pusteria. Volendo si può partire da Dobbiaco che si trova a circa 7 chilometri di distanza da San Candido, mentre la destinazione finale rimane invariata.

Era da tempo che sognavo di percorrerla e finalmente un sabato sono partita alla volta della Val Pusteria decisa ad affrontare questa magica avventura. La spinta maggiore l’ho avuta alla notizia che fra quelle valli si trova lo stabilimento della Loacker, incastonato in un paesaggio da cartolina.

Com’è andata? Sono proprio ansiosa di raccontartelo!

 

San Candido

 

Ci troviamo nella Val Pusteria nel cuore dell’Alto Adige dove ogni dettaglio è curato fin nei minimi particolari. Le case sono addobbate da gerani dai colori sgargianti e da fiori che esprimono tutta la loro vitalità.

Nei giardini, opportunamente tagliati, fanno bella vista sculture in legno di stampo artigianale che rivelano tutta la maestria e l’estro dei proprietari. Il centro storico di San Candido (Innichen in tedesco) è pulito, ordinato, regolare e perennemente addobbato a festa.

In questi luoghi nasce il desiderio di sentir suonare campanacci, comperare pantofole in feltro, camicie a quadri e pantaloni in velluto con bretelle, salvo poi tornare a casa e domandarsi il perché di tale scelta…

Eppure, è tutto talmente in armonia, da farti sentire una persona migliore o almeno di provare a esserlo per un giorno. La ciclabile passa per la stazione dei treni e vicino si può trovare un parcheggio gratuito dove lasciare la macchina.

Se guardiamo di fronte la stazione verso destra si va in direzione Lienz mentre verso sinistra si va a Dobbiaco. Il percorso è ottimamente segnalato sul manto stradale su cui sono disegnate una bici e le frecce a indicare la direzione corretta.

 

Link su google Maps qui: lascia la macchina al parcheggio ovest e tramite una scorciatoia raggiungi la stazione in circa due minuti. Segui l’indicazione per la stazione dal parcheggio segnalata vicino al ponte in legno sulla sinistra.

 

Si prosegue per lo più in discesa con qualche salita inaspettata che infastidisce un po’. Bisogna fare molta attenzione alle altre biciclette che sfrecciano, a volte, a velocità fin troppo elevata.

Percorsi 15 chilometri circa, accompagnati dal gorgoglio del fiume Drava, si inizia a scorgere sulla sinistra una fabbrica dal nome conosciuto e amato: la Loacker.

 

Lo stabilimento della Loacker

 

Lo stabilimento della Loacker

 

Sarà impossibile impedire alla bicicletta di girare verso sinistra fino a trovare l’ingresso dello spaccio. Saranno proprio le tue gambe a chiedertelo dopo che avranno ricevuto l’ordine dalla gola.

Sei pronto a diventare per un attimo bambino? Un tripudio di cioccolata si presenterà sotto forma di biscotti waffle dai gusti variegati ai quali sarà difficile dire di no. Il bar vicino richiamerà la tua fame con continui effluvi di cioccolata calda.

“Chi se ne frega della dieta? Quando mai ci ricapita un’occasione del genere?” suggerirà la tua mente mentre le mani si muoveranno veloci per riempire il sacchettino di succulente prelibatezze.

Come un automa ti dirigerai verso la cassa per paura che qualche pensiero disturbante, con la sua voce zelante, ti faccia cambiare idea. Una volta acquistati i prodotti tirerai un sospiro di sollievo pensando che ora niente e nessuno potrà impedirti di gustare ciò che ti appartiene di diritto.

Tenere in mano una confezione di Loacker sarà una tale soddisfazione che ti farà dimenticare anche il motivo per cui ti trovi da quelle parti, la cioccolata ha questo potere!

Potrai approfittarne per visitare anche il piccolo museo che illustra le varie fasi di lavorazioni. Questo ti darà un nuovo indizio a cui, magari, non avevi fatto caso.

Ti accorgerai che il paesaggio disegnato sulla confezione è lo stesso che ti si parerà davanti agli occhi una volta uscito dal negozio. Sarà un’emozione incredibile e, soddisfatto, potrai continuare il tuo percorso per riprendere i chilometri che mancano alla destinazione finale.

 

Vista sul fiume Drava

 

Lungo la Drava

 

A causa delle condizioni meteo dei mesi scorsi la ciclabile è stata rovinata in più punti ma nonostante il terreno accidentato la gioia di percorrerla non ti abbandonerà.

Se sarai fortunato potrai avvistare uno dei tanti scoiattoli che popolano i boschi e magari riuscire anche ad avvicinarlo. La Drava non smetterà di farti compagnia e ti regalerà una brezza fresca e leggera che asciugherà il sudore provocato dai raggi del sole.

Attraverserai ponti in legno, fabbriche di legnami, alcune baite e tratti che si intersecano con la strada circolata anche da automobili.

Prima di arrivare a Lienz passerai lungo la cittadina di Thall. Perché te la nomino? Perché questa è la città natale di Arnold Schwarznegger e sarà impossibile non numerare con gli amici i film in cui ha recitato. Pochi chilometri ancora per arrivare a Lienz. Lo sai cosa ti aspetta vero? Una bella coppa di gelato, acqua fresca e un giro nel centro storico.

 

Benvenuti a Lienz scritta

 

Finalmente a Lienz

 

Quando si arriva a Lienz è impossibile non fermarsi sulla rotonda con la scritta “Benvenuti a Lienz” e fare una foto di rito. Proseguendo sulla sinistra e attraversando il ponte si arriva scendendo e poi salendo di nuovo, sulla destra, alla stazione dei treni.

Se non hai prenotato la bici a San Candido dovrai salire sul treno con la bici e dovrai acquistare dei biglietti appositi. A meno che tu non sia così sportivo da decidere di ritornare in bici a San Candido: in questo caso meriti i miei applausi.

Il costo del biglietto per un adulto con bici e di quasi 17 euro: un salasso che solo i pezzetti di Loacker sapranno farti dimenticare.

Se hai un po’ di tempo a disposizione ti consiglio di fare un giro nel centro storico della città per ammirare il rigore e il pavimento che sembra luccicare da quanto è pulito. Ma prima ti consiglio di acquistare il biglietto del treno al fine di non dover aspettare il prossimo per mancanza di posto!

Se sei un appassionato del gelato ti consiglio di provare l’Eis Café o l’Eis Shokolade: si tratta di una coppa con una o due palline di gelato (caffé/cioccolato e vaniglia) con caffè o cioccolato freddo liquido e un po’ di panna. Dopo una pedalata del genere te lo meriti, no?

Non dire che hai già comperato la Loacker perché quella si mangia quando torni a casa!

Ti ci vorrà circa un’ora per tornare a San Candido in treno, fai attenzione a presentarti presto perché il treno è fermo in stazione e si riempie con grande facilità, potresti rischiare di non trovare posto.

La mia giornata si è terminata con il rientro a casa ma tu potresti approfittarne per rimanere in queste zone per il weekend, le escursioni da fare sono tantissime, chissà se avrai la fortuna di incontrare anche uno degli gnomi della Loacker, a me non è capitato.

Forse è un segno che devo ritornare? 😉

 

Come avrai capito non si può parlare di flânerie in quanto la gita è dedicata alla bici ma potrai farla nel caso decidessi di visitare qualche piccola cittadina nei dintorni.

I Genius Loci dei luoghi citati sono gli gnomi dal carattere burbero, risoluto ma anche tenero e dolce come la cioccolata. Grandi amici degli scoiattoli tanto da lasciare loro che si avvicinino agli uomini gli gnomi, invece, non ne vogliono sapere!

 

Musica consigliata: 2Cellos – Thunderstruck

Lettura consigliata: Narciso e Boccadoro – Hermann Hesse

Scopri anche la ciclabile del Sile o dedicati ai cioccoviaggi!

La Val Sarentino è nascosta tra le montagne dell’Alto Adige, dove la tradizione e la natura sono protagoniste assolute del panorama.

Un tripudio di verde che risplende in ogni sua più piccola sfumatura passando dal verde chiaro dell’erba al verde scuro dei pini. Intorno pochi centri urbani, tante chiese e torrenti implacabili che scorrono nonostante la siccità.

Nascosti tra i boschi fanno capolino appetitosi funghi mentre fiori di ogni tipo sono odorati da api svolazzanti che seguono imperterrite il loro lavoro in un ronzio felice.

Questa è l’immagine della vita sotto le Dolomiti: da una parte la fatica dell’uomo, dall’altra la magnificenza della natura. L’Alto Adige che fatica a levarsi dalla mente nel momento in cui i tuoi piedi hanno calpestato quelle magiche terre o le tue mani sfiorato i fili d’erba.

 


 

VAL SARENTINO

 

Per raggiungere la Val Sarentino bisogna prendere l’uscita dell’autostrada Bolzano Sud e seguire le indicazioni per Sarentino (Sarntal). Non ti preoccupare è difficile sbagliare strada, le indicazioni sono ben segnalate.

Una volta usciti dalla città si intravedono i primi scorci delle montagne e si percepisce il cambiamento di temperatura. Più si sale e più l’aria diventa frizzantina.

Anche i paesaggi cambiano diventando sempre più pacati e rilassanti. Ed eccola sbucare dal nulla: un agglomerato di case e di vita dispersa tra le pendici che si arrampicano come delle pareti verso il cielo.

Sarentino presenta un centro storico che racchiude notevoli edifici e masi databili inizio anno 1200. Numerose chiese nascondono all’interno affreschi di importanza artistica dal valore inestimabile e il castello dall’altra parte della montagna che la controlla, le regala un senso di regalità e di potenza economica.

Il piatto tipico è il Sarnel Striezl, una specie di focaccia imbottita di speck, ottimo da gustare accompagnato da una birra gelata Forst.

Grazie al temperamento conservatore della popolazione, si possono ammirare i vestiti tipici della zona che ancora mantengono un’importanza elevata all’interno della società sarentina.

 

Lago di Valdurna nei pressi di Sarentino

 

I DINTORNI DI VAL SARENTINO

 

I sentieri naturalistici da scoprire sono innumerevoli e adatti a qualsiasi livello di preparazione. Niente flânerie ma immersione nella natura, dunque!

I centri da non perdere nei dintorni sono:

  • la Valdurna, con il suo splendido lago
  • San Martino conosciuto come centro sciistico nel periodo invernale.

Una volta raggiunto San Martino non rimane che tornare indietro con la macchina perché la strada finisce e l’unico modo per attraversare i valichi che portano a Vipiteno e al Brennero è quello di attraversare il passo Pennes.

Non sarà facile andarsene di lì, la melodia dei torrenti e lo stormire degli alberi, entreranno nella tua anima e ti faranno sentire la mancanza ogni qual volta sentirai il bisogno di staccare la spina. Rimarrà lì presente a ricordarti che il Paradiso esiste e che si trova a pochi passi da te.

Potresti portarti a casa un po’ di quella melodia ascoltando le tipiche canzoni tirolesi oppure leggere un bel libro di Messner, un altoatesino doc.

 

Torrente, prato e case solitarie

 

Sei sei in Trentino ti potrebbe venire voglia di visitare anche il lago di Carezza, puoi leggere l’articolo qui e scoprire la leggenda della sirenetta e del mago Masaré.

A proposito di Messner…. essendo vicino a Bolzano potresti visitare l’affascinante museo dell’alpinista a Castel Firmiano. Sarà amore a prima vista, vedrai!

Il lago di Carezza è in Alto Adige, nell’alta Val d’Ega vicino a Nova Levante e nelle sue acque si specchiano il Catinaccio e il Latemar.

Le sue acque spaziano dal verde smeraldo al celeste vibrante. Viene anche chiamato lago dell’arcobaleno per le sue varie tonalità che cambiano in base alla luce e alle ore del giorno.

Il livello delle acque, invece, varia in base alla stagione essendo alimentato da sorgenti sotterranee che giungono dalle cime del Latemar.

 

IL LAGO DI CAREZZA: LA FAVOLA

 

Una sirenetta viveva tranquillamente tra le acque del lago. Un giorno passò vicino al lago il mago Masarè. Vide la giovane sirenetta specchiarsi e giocare con i pesci e se ne innamorò.

Ma non sapeva come fare ad attirare la sua attenzione. Il mago non era certo un bell’uomo e non aveva mai avuto a che fare con una sirenetta! Così chiese consiglio alla strega Lanwerda.

Lei lo aiutò dicendogli di travestirsi da venditore di gioielli e di creare con questi un arcobaleno che partiva dal Catinaccio fino ad arrivare al Latemar.

Al mago sembrò un’idea interessante e preparò tutto il necessario. L’arcobaleno splendeva e la sirenetta lo guardava estasiata. Il mago la stava osservando di nascosto e, prese tutte le sue forze, uscì dal cespuglio per mostrarsi alla sua bella.

Ma dimenticò di travestirsi. La sirenetta lo vide e si spaventò. Affondò nelle acque del lago e non ritornò mai più a galla. Il mago deluso, buttò tutti i gioielli e i pezzi dell’arcobaleno nel lago. Per questo motivo, ancora oggi il lago di Carezza brilla magicamente in tutti i colori dell’arcobaleno.

 

Il Catinaccio vicino al lago di Carezza

 

INFORMAZIONI UTILI

 

Il lago di Carezza si trova in un’altitudine di 1520 metri sopra il livello del mare. È raggiungibile dalla strada statale 241, Val d’Ega, che attraversa  il passo di Costalunga fino a Vigo di Fassa, dove si collega con la strada statale 48 delle Dolomiti.

A fianco al lago si trova un parcheggio a pagamento che permette di lasciare la propria auto. Dal parcheggio è stato creato un apposito sottopasso che raggiunge il belvedere del lago.

Lì si può fare una passeggiata di circa 30 minuti intorno al lago per ammirarlo in tutta la sua bellezza. Non è consentito però accedere alle sue rive o fare un bagno. Il costo del parcheggio è di solo 1€ per la visita in un’ora. A fianco si può ammirare anche un lago più piccolo chiamato Mittersee.

 

Riflessi turchesi nel lago

 

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Il percorso che potrai fare sarà quello ad anello intorno al lago quindi non è possibile fare della flânerie. Ma è possibile conoscere il Genius Loci. Chi è? Ovviamente il lago stesso con i suoi colori, capaci di esprimere tutta la bellezza della natura. 

Il riverbero del sole ti farà socchiudere gli occhi e questo ti darà l’opportunità di osservare altre mille sfumature delle acque. Il canto degli uccellini del bosco ti accompagneranno lungo la passeggiata e non ti lasceranno in silenzio.

Avranno così tante cose da raccontarti! Mentre ti guardi intorno noterai delle strutture in legno che si amalgamo perfettamente con il territorio circostante, questo per non disturbare gli animali selvatici che vi abitano.

Evita quindi di mangiare e di attirare la loro attenzione, potrai farlo una volta uscito di lì. Invece di pensare al cibo concentrati sugli odori del bosco, cerca di sentire ogni singola fragranza. E se vedi un fungo, non toccarlo! Non si possono raccogliere se non hai il permesso.

 

Musica consigliata: Somewhere over the Rainbow – Israel “IZ” Kamakawiwoʻole

Lettura consigliata: Gnomi, fate, folletti e altri esseri fatati in Italia di Dario Spada

Il Messner Mountain Museum è un museo che l’alpinista Reinhold Messner a voluto dedicare alla montagna e alla spiritualità che la circonda.

REINHOLD MESSNER

 

Messner è uno dei più grandi alpinisti che la storia ricordi. L’unico al mondo ad aver scalato tutte le quattordici cime del pianeta sopra gli 8000 metri.

Per due volte è stato sull’Everest: la prima senza ossigeno nel 1978 e la seconda in solitaria nel 1980. Inoltre ha attraversato l’Antartide e la Groenlandia senza il supporto di mezzi a motore, né cani da slitta e a piedi a quasi 60 anni, il deserto dei Gobi.

Dopo la spedizione al Nanga Parbat dove perse sette dita dei piedi a causa del congelamento e il fratello Günther travolto da una valanga, ogni altra arrampicata estrema su roccia gli è rimasta preclusa. Ma ciò non ha comunque fermato la sua natura da alpinista.

Ha scritto numerosi libri tra cui “La montagna nuda“, “Walter Bonatti: il fratello che non sapevo di avere“, “La vita secondo me” e molti altri.

Attualmente vive a Castel Juval prendendosi cura di yak himalayani, animali che gli sono rimasti nel cuore dopo la traversata Cho Oyu. Inoltre si occupa di gestire i sei Messner Mountain Museum a:

  • Corones dedicato alla disciplina regina dell’alpinismo: Il Trad Adventure Alpinism, che è stato caratterizzato da Reinhold Messner;
  • Castel Firmianoconcettualizzato sull’alpinismo, la montagna e la spiritualità;
  • Dolomites dedicato alla roccia e all’alpinismo nelle Dolomiti;
  • Castel Juval incentrato nel mito della montagna;
  • Ripa dedicato alle gente della montagna;
  • Ortles dedicato ai mondi di ghiaccio ed espone la più vasta collezione di vedute dell’Ortles.

 

Statua di omino gigante in pietra

 

MESSNER MOUNTAIN MUSEUM CASTEL FIRMIANO

 

Il Messner Mountain Museum si trova vicino a Bolzano sulla collina di Castel Firmiano. Dall’alto sovrasta la città altoatesina e accoglie il visitatore in una cornice surreale.

La finalità del museo è quella di enfatizzare la montagna e le popolazioni che vi abitano attraverso la celebrazione della spiritualità e del rispetto della natura.

Una volta entrati si ammirano le alte mura che racchiudono il castello, oltre che le statue di Buddha e di altre spiritualità orientali. La visita è determinata da un percorso specifico.

Costruzioni in acciaio nero fungono da palcoscenico in apertura verso la montagna sacra dove sono esposte statue, suppellettili, fotografie e ricordi di spedizioni.

Ogni stanza racchiude un mondo, mentre in giardino trova spazio un’inconsueta statua di San Francesco, accanto a un olivo. Messner chiama il museo “La Montagna Incantata e la sensazione che si vive è proprio quella di un viaggio fatto in una sorta di incantesimo.

Ci si ritrova a contemplare l’ignoto e il tutto che domina il mondo, per un attimo ti senti parte dell’universo e raggiungi una nuova consapevolezza: attraverso la fatica, la forza e il superamento dei propri limiti ognuno di noi può raggiungere quel posto magico che ci spetta di diritto.

 

Giardino interno al Messner Mountain Museum

 

INFORMAZIONI PRATICHE

 

Dall’uscita autostradale Bolzano Sud si prosegue a sinistra verso Merano, si esce dopo la galleria di Castel Firmiano in direzione Bolzano.

Dopo aver disceso il ponte sulla strada principale, si svolta a destra verso Ponte Adige. Al passaggio a livello e passato il ponte sul fiume Adige, si continua a sinistra verso Cornaiano. Dopo circa 200 m sulla sinistra c’è la stradina che porta a Castel Firmiano e al Messner Mountain Museum.

COSTO: 10 euro biglietto singolo, senza riduzioni

ORARI: aperta dalle 10 alle 18 dalla terza domenica di marzo alla seconda di novembre tranne i giovedì.

Foto di repertorio di Messner

 


*** VIAGGIARE CON I SENSI ***

 

William Blake diceva: “Se le porte della percezione venissero purificate tutto apparirebbe come realmente è: infinito”. Sembra essere questa la chiave di lettura della visita al Messner Mountain Museum.

Non si entra per il gusto della flânerie o per la scoperta del Genius Loci, ma per abbandonare le proprie convinzioni e semplicemente osservare. L’uomo può esprimersi in mille modi diversi e dire le stesse cose ma spesso, non ne riconosce la similitudine.

In questo luogo, dedicato alla spiritualità, dovrai abbandonare i sensi e immergerti in ciò che ti viene proposto. Per una volta non importi ma semplicemente contagiati. Solo così potrai vivere un’esperienza totalizzante che toccherà le corde più profonde della tua anima. 

Musica consigliata: mantra dell’OM SHANTI OM

Lettura consigliata: libri di Messner