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Visitare le isole del Belize significa abbagliarsi di riflessi perlacei per le bianche spiagge e di riflessi turchesi originati dall’acqua. Il panorama crea una tipica cartolina dalle sfumature caraibiche da cui è difficile distogliere lo sguardo e nell’aria veleggiano le note di musica reggae e il sentore di iodio, frutti tropicali e fine allegria.

Sono circa 450 le isole che formano la barriera corallina del Belize chiamata ‘Belize Barrier Reef’ di oltre 300 chilometri, considerata la seconda per lunghezza nel mondo dopo la Grande Barriera corallina dell’Australia e inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’UNESCO per la sua biodiversità. 

Le isole vengono chiamate con il nome di ‘caye’ la cui pronuncia è [ki] e differiscono l’una dall’altra in base alla conformazione, alla grandezza e alla notorietà turistica. La più visitata e resa famosa dalla canzone di Madonna ‘La isla bonita‘ è Ambergris caye, seguono caye Caulker, le isole Turneffe, Lighthouse reef e Glover’s reef.

 

the split

 

Due parole sul Belize

 

Il Belize è uno stato monarchico indipendente dal 1981 sebbene sia amministrato dal Regno Unito e appartenga a uno dei sedici reami del Commonwealth inglesi. La lingua ufficiale è l’inglese ma lo spagnolo è ampliamente parlato dalla popolazione locale. Confina con il Messico, il Guatemala e si affaccia sul golfo dell’Honduras e sul mar dei Caraibi. 

La capitale è Belmopan ma se vorrai raggiungere le varie isole dovrai dirigerti verso Belize City o Dangriga. Non è considerato uno stato sicuro e in effetti bisogna prestare attenzione, soprattutto nelle grandi città, mentre nelle isole la situazione è decisamente più tranquilla. Non è presente l’ambasciata italiana in nessun centro del Belize. È considerato inoltre un ‘Paradiso Fiscale’ grazie all’assenza di controlli e norme sulle transazioni finanziarie.

Il clima è di tipo tropicale con massiccia presenza di piogge da maggio a novembre e con un grande rischio di uragani, sebbene gli abitanti siano pronti a smentire! Durante una mia visita a caye Caulker, infatti, chiesi a un locale se l’isola fosse divisa in due parti e lui mi spiegò, candidamente, che la zona separata faceva sempre parte della stessa isola ma che si era staccata a seguito di un uragano, nonostante qualche ora prima mi avesse garantito che nella zona non si abbattevano quasi mai fenomeni atmosferici di forte entità. 

 

spiaggia ambergris caye

 

Come visitare le isole del Belize

 

Ambergris caye e caye Caulker si possono visitare da Belize City tramite volo interno o traghetto. Per raggiungere l’aeroporto Belize City Goldson in trenta minuti dovrai prendere uno shuttle da Belize City e un volo di quindici minuti con la compagnia Tropic air.

Con il traghetto di San Pedro Belize Express water taxi impiegherai un’ora e un quarto per raggiungere Ambergris caye e un’altra mezz’ora per raggiungere caye Caulker. Ti consiglio di provare un itinerario con la piattaforma Rome2Rio mentre per orari e prezzi ti lascio i link alla fine dell’articolo.

La stessa compagnia Tropic air permette di sorvolare sopra il Blue Hole, una delle mete più ambite dai sub mondiali per l’alta concentrazione di fauna marina e per l’adrenalinica discesa verso gli inferi del mondo.

Il volo della compagnia Maya Island air ti porta dall’aeroporto di Belize City Municipal a Dangriga oppure con il traghetto Starla International da Belize City a Dangriga per visitare l’atollo di Glover’s Reef. A Dandriga bisogna prenotare un tour privato perché non ci sono mezzi pubblici che portano all’atollo. Stesso itinerario è valido per gli altri atolli.

Nell’attesa potresti leggere un libro sui pirati come questo!

 

acqua cristallina: visitare le isole del belize

 

Cosa vedere ad Ambergris caye, caye Caulker e negli atolli

 

AMBERGRIS CAYE

Ambergris Caye si trova all’imboccatura della baia messicana di Chetumal, la quale permette di raggiungere il confine con il water taxi della compagnia di San Pedro Belize e da lì partire alla scoperta del dipartimento del Quintana Roo

L’isola è la più frequentata dai turisti e presenta una grande varietà di strutture ricettive: si possono scegliere dai più piccoli bed & breakfast alle più lussuose ville sul mare. Non c’è molto da fare da un punto di vista culturale se non immergersi nella musica di strada o fermarsi ad assaggiare le voluttuose pupusas

Il litorale sabbioso invita a lunghe passeggiate di riflessione mentre si odono in lontananza il richiamo dei gabbiani e il rumore delle onde che spumeggiano sul bagnasciuga. Ma più ci si avvicina a San Pedro e più il rumore dei locali diventa contagioso invitandoti a sorseggiare un cocktail o un centrifugato di frutta.

Le attività preferite sono lo snorkeling e l’immersione per vedere la grande varietà di pesci presenti nel mare tra cui le tartarughe e gli squali nutrice. La sera, invece, ci si rilassa prima in spiaggia per ammirare il tramonto e poi in un locale ad ascoltare musica dal vivo.

 

CAYE CAULKER E GLI ATOLLI

Caye Caulker è più tranquilla di Ambergris caye tanto che non circolano auto ma solo golf car elettriche e bici. Ciò significa che si vive seguendo un ritmo lento e si assapora la calma come panacea per ogni malessere.

Le spiagge non sono adatte a chi cerca la perfezione. In prossimità della riva sono spesso infestate da alghe mentre la più frequentata è nella zona ‘The Split’ dove c’è la linea di mare che separa una zona dell’isola dall’altra creatasi a seguito di un forte uragano.

Basta immergere la testa sott’acqua però per ammirare un mondo sommerso di tinte colorate che si muovono in veste di pesci e stelle marine. Si possono altresì ammirare nella vicinanza delle mangrovie i cavallucci marini. Metti in preventivo al tuo viaggio lo snorkeling alla riserva marina di Hol Chan e nello Shark Ray Alley per nuotare in compagnia di affabili squali nutrice.

Per visitare le isole del Belize Turneffe e in particolare gli atolli di Glover’s Reef, Lighthouse Reef e il Blue Hole bisogna prenotare tramite tour privati o con voli interni. Essendo zone protette non hanno libero accesso al turismo per una questione di prevenzione sulla fauna. La compagnia Tropic air dirige sorvola il Blue Hole mentre le immersioni sono raccomandate solo per subacquei esperti.

 

spiaggia bianca

 

La mia esperienza

 

Sono arrivata all’isola di caye Caulker dal Guatemala, dopo un soggiorno di tre giorni alla città di Flores. Da lì ho preso un autobus che mi ha portato fino a Belize City e poi in traghetto fino a caye Caulkner.

Era l’ultima tappa del mio viaggio di sei mesi in Centro America e poi sarei tornata a Cancun per riprendere il volo verso casa. Nell’isola ci sarei rimasta quindici giorni, ospite di una signora che mi aveva affittato un mini appartamento con il libero utilizzo di bicicletta.

Ho vagato con la mia bici per tutta l’isola cambiando ogni giorno spiaggia per trovare la località migliore in cui fare il bagno e prendere il sole. Devo dire che non è stata una ricerca fruttuosa perché la riva era spesso infestata dal sargasso. I colori dell’acqua, però, me lo ricordo bene e anche la leggerezza e la brillantezza della sabbia. 

L’atmosfera è di quelle che ti fa venire voglia di stracciare il passaporto e di nasconderti per sempre dietro le ombre allungate delle palme. Anche Ambergris caye è un’isola interessante ma più caotica e decisamente più grande.

 

LA DISAVVENTURA E LA FILOSOFIA

Il giorno della partenza avevo prenotato una golf car con autista che avrebbe portato me e la mia valigia al porto per prendere il traghetto in direzione Chetumal, Messico. Da lì sarei salita su un bus e sarei arrivata a Playa del Carmen. 

Avrei soggiornato un altro giorno e infine preso il volo da Cancun per l’Italia ma… il mio autista quella mattina non si presentò. Dovetti incamminarmi con la valigia fermando tutti quelli che incontravo per strada per chiedere di fermare o bloccare un taxi. 

Non ne trovai molti se non due ragazzi alquanto brilli e una donna che era sul poggiolo di casa. Avevo scelto come partenza la domenica mattina alle 6.00 e si sa che la movida caraibica non perdona!

Alla fine passò un taxi che era già stato prenotato e doveva portare altri turisti al porto. Lo obbligai a farmi salire raccontandogli la mia disavventura. Dopo qualche minuto iniziammo tutti a ridere e a ripetere che in Belize le cose vanno così. Si organizza ma poi tutto va a rotoli perché il giorno prima non è uguale al giorno dopo. Il giorno dopo è qualcosa ancora da calcolare e non si può preventivare.

Questa filosofia ogni tanto mi ritorna in mente e subito mi sento più leggera. E se fossi rimasta lì, a visitare le isole del Belize in eterno, sai che goduria?

 

palma ad ambergris caye

 

Link utili per visitare le isole del Belize:

 

Con Tropic air puoi anche raggiungere dall’aeroporto di Belize City la fantastica isola di Roatan in Honduras. Scoprila in questo articolo.

Le isole dell’Honduras sono cinque e non molto grandi ma ognuna si differenzia dall’altra per larghezza, popolosità e atmosfera. La prima di cui vorrei parlarti (e l’unica che ho visitato al momento) è Roatán.

Roatán è una bellissima isola caraibica posizionata a circa un’ora di aereo da San Pedro Sula, la malfamata città dell’Honduras, considerata la seconda città più pericolosa al mondo. L’altra città nell’entroterra che permette l’accesso alle isole dell’Honduras è La Ceiba.

Dal Guatemala all’Honduras

 

Ho raggiunto l’Honduras dopo aver soggiornato oltre un mese in Guatemala. Sono partita una mattina presto da Antigua con lo Shuttle bus fino a raggiungere Copán.

La cittadina si trova appena oltre i confini del Guatemala ed è famosa per le piramidi Maya che la sua selva custodisce. Imponenti costruzioni che si amalgamano perfettamente alla rigogliosa vegetazione con visi attenti di divinità a controllare gli ultimi abitanti rimasti.

Pappagalli dai colori sgargianti e timide scimmie saltano da un ramo all’altro mentre le piante di ceiba continuano la loro crescita in altezza, preoccupandosi di stabilizzare le forti radici all’interno del terreno. Si tratta di un sito Patrimonio dell’Unesco fondato da uno “straniero” proveniente dalla maestosa città di Tikal, in Guatemala.

Da Copán ho preso un autobus sgangherato, frequentato dai locali per raggiungere San Pedro Sula. È stato un azzardo: quella linea di autobus è tristemente nota per gli assalti improvvisi atti a derubare i passeggeri.

Per fortuna, durante il viaggio, non è successo niente di tutto questo se non un interrogatorio piuttosto insistente da parte di un ufficiale di polizia che voleva sapere il motivo per cui mi trovassi in Honduras.

Ho trascorso quattro ore di viaggio e di preghiere prima di raggiungere la stazione degli autobus di San Pedro Sula, poi con una corsa in taxi sono arrivata all’hotel prenotato.

Il giorno dopo, sempre in taxi e sempre con lo stesso tassista, ho raggiunto l’aeroporto e ho risentito i suoni della lingua italiana, dopo tanti mesi trascorsi a girovagare nel centro America.

 

Cartina di Roatan

 

La mia vacanza a Roatan

 

Ho seguito il consiglio della proprietaria dell’hotel e mi sono allontanata a piedi dall’aeroporto per trovare un servizio di taxi più economico. Pare, infatti, che i prezzi dei taxi presi appena scesi dal volo siano molto più alti rispetto a prenderli qualche metro più in là.

Avevo prenotato un bungalow nella località di West End e ad attendermi c’era una simpatica gattina di nome Princesa che aspettava solo qualcuno che le facesse compagnia e accarezzasse il suo morbido pelo nero e rossastro.

Espletato le formalità mi sono dedicata alla scoperta della meravigliosa isola: spiagge bianche e fine come il borotalco, profumo intenso di salsedine, mare azzurro e musica caraibica in sottofondo.

Ho subito assaggiato un cocco, seduta in spiaggia e poi inforcato gli occhialini per vedere sott’acqua: un mondo altrettanto animato si muoveva lì sotto, non avrei più voluto andarmene.

 

Villa a West Bay

 

Cosa fare nell’isola

Le due località preferite dai turisti sono West Bay e West End. La prima è la zona scelta dalla maggior parte degli italiani con resort, spiagge attrezzate e movida riminese.

La seconda è prevalentemente frequentata da vacanzieri americani con minore presenza di strutture ricettive e più case di proprietà, dove si respira un ritmo più autentico e disinteressato.

Le due spiagge sono collegate, si fa per dire, da una bellissima passeggiata lungomare di circa un’ora e mezza attraversando alternativamente case sulla spiaggia e paesaggi incontaminati.

La presenza di localini spezza il rumore delle onde che dolcemente si infrangono sulla battigia mentre le grida dei gabbiani segnalano la presenza dei banchi di pesce.

Altre località, meno rinomate, si alternano lungo la costa di tutta l’isola con la presenza massiccia di proprietà per lo più estere e villa con entrata diretta al mare.

Se si desidera visitare l’isola nella sua interezza consiglio di affittare un motorino ma di rifornirsi di benzina. C’è mancato poco, infatti, che rimanessi a piedi perché avevo sopravvalutato il numero di distributori presenti!

La strada principale è chiamata Carretera Principal ma purtroppo corre al centro dell’isola impedendoti di vedere le spiagge. Dovrai quindi cercare i pochi percorsi alternativi che scendono verso la costa per ammirare il mare.

 

Tramonto a West End

 

Da vedere e da evitare

Le attività da fare sono per lo più in mare con lo snorkeling, immersioni, semplici nuotate e passeggiate mentre l’unico sito che mi sento di consigliarti di vedere è il Carambola Botanical Gardens & Trails.

Un parco naturale e piuttosto selvaggio dove si possono ammirare tante varietà di piante esotiche come il cacao, l’anacardio e piccoli insetti come le formiche tagliafoglie.

È stato davvero uno spettacolo per me vedere le famose formiche trasportare in fila indiana un numero notevole di foglie attraverso il sentiero. Poi l’incanto è svanito non appena ho sentito un ragnetto pungermi l’alluce che avevo lasciato libero nelle infradito. Meglio portare scarpe chiuse, se ci si aggira nella natura selvaggia!

Evita il parco con le scimmie e i bradipi dato che sono rinchiusi e non sono originari dell’isola, come anche il parco acquatico con i delfini. Vero che si trova in mezzo al mare e che possono uscire quando vogliono ma se li abituano con il cibo, che motivo hanno per andarsene?

Ognuno fa le proprie scelte, per carità, ma a me sa comunque di coercizione che mal fatico a sopportare.

Ti consiglio, invece, di assaggiare le Baleadas che sono una specialità dell’Honduras, trovi la ricetta qui e di assaggiare la frutta fresca locale come anche il cioccolato.

 

Spiaggia con palme

 

Le altre isole dell’Honduras

 

Le altre isole dell’Honduras sono Utila, Guanaja e le Cayes Cochinos. Utila è la più vicina alla costa e alla città di La Ceiba con la quale ha dei collegamenti diretti tramite traghetti.

Subito dopo c’è Roatán e più distante ancora c’è Guanaja. Si possono organizzare dei tour con delle agenzie locali per visitarle basta prenotare per tempo.

Le Cayes Cochinos sono due e si dividono in Cayo Cochino Grande e Cayo Cochino Piccolo. Sono sicura che le hai già viste in TV perché sono quelle che ospitano i partecipanti dell’isola dei famosi.

 

Gatta di West End

La micia Princesa

 

Ultimi suggerimenti

Le attività da fare nelle altre isole dell’Honduras sono le stesse per Roatán ossia immersioni, snorkeling, nuotate e relax. La barriera corallina è una fra le più belle al mondo e la varietà di pesci che questa richiama è davvero notevole.

Presta attenzione la sera, quando ti siederai in spiaggia come ho fatto io, per ammirare il sole scendere all’orizzonte nel mare perché ci sarà una compagnia indesiderata.

Purtroppo al tramonto si presentano, pur senza invito, le fastidiosissime sand flies: sono dei moscerini che pungono come le zanzare ma siccome sono minuscole quasi non si sentono.

Trascorso qualche tempo inizierai a sentire un prurito irrefrenabile e inizierai a chiederti il motivo, ma non dovrai grattarti perché potresti infettarti e renderai così difficile la guarigione. Una protezione che mi hanno consigliato è di spalmarsi l’olio per impedire alle mosche di appoggiarsi alla pelle.

Un altro capitolo spiacevole sono le piogge. Io sono stata in un periodo considerato secco con scarsa presenza di precipitazioni ma in realtà su 14 giorni ne ha piovuti 7. Diciamo che sono temporali passeggeri ma comunque limitano notevolmente gli spostamenti e le organizzazioni dei vari tour.

La flânerie si fa soprattutto camminando in spiaggia, cercando conchiglie e osservando gli animaletti che popolano la distesa sabbiosa e marina. Il Genius Loci è un tipo tranquillo dedito alla pesca e alla pennichella, non disturbarlo anche se saprebbe accoglierti con un bel sorriso!

 

Musica consigliata: Redemption song – Bob Marley

Lettura consigliata: Luis Sepulveda – Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

 

Pappagallo a Copan

Pappagallo di Copan

 

Ti lascio, per finire, il link dei traghetti per le isole dell’Honduras:

Traghetto La Ceiba – Utila: https://aboututila.com/TravelInfo/Utila-Princess/

 

Con Tropic air puoi volare da Roatan a Belize City e visitare così Ambergris Caye, caye Caulker e gli atolli del Belize: tutte le informazioni le trovi cliccando qui.

Servono informazioni su come muoversi a Città del Guatemala con i mezzi pubblici? Nell’articolo troverai tutte le risposte di cui necessiti.

La capitale del Guatemala offre numerose attrattive ma la prudenza e d’obbligo in questa città perché numerosi sono i casi di furti e scippi ai danni dei turisti.

Ecco perché è importante viaggiare informati ed essere responsabili delle scelte che si fanno onde evitare seccature o pericoli maggiori. Purtroppo Città del Guatemala presenta delle zone da evitare. 

Indicazioni su come muoversi a Città del Guatemala

 

È il dipartimento in cui si trova la capitale nuova e da dove probabilmente arriverai per conoscere il territorio guatemalteco. Ci sono zone sicure e zone in cui è meglio non addentrarsi.

Guarda la cartina qui: https://bit.ly/2CElM6r

Città del Guatemala, conosciuta come Guate, offre i servizi di una tipica capitale con ogni sorta di negozi, hotel e locali. A fianco o nascoste in vie laterali si affacciano baraccopoli dove vivono le persone più disagiate. Chi la visita ha giudizi contrastanti: ad alcuni piace per il motore creativo e artistico che esprime, altri la detestano per i fastidiosi contrasti tra ricchezza e povertà.

Trasporti pubblici

Si divide in 13 zone e le attrattive principali si trovano nella zona 1, 10 e 13. L’aeroporto La Aurora si trova nella zona 13 quindi se hai intenzione di saltare la visita alla capitale o di rimanerci per pochi giorni, ti consiglio di cercarti l’hotel in questa zona. Per raggiungere le varie località in Guatemala puoi affidarti ai famosi Shuttle prenotandoli direttamente dall’hotel o in qualche agenzia di viaggio.

Uno dei problemi più grandi nella capitale è quello dei servizi urbani. Gli autobus rossi locali che portano i viaggiatori fra una zona e l’altra sono spesso coinvolti in furti e aggressioni a scapito dei turisti, per cui vengono sconsigliati dalle autorità locali. Rimangono dunque a disposizione i taxi, la TransMetro e il TransUrbano.

 

 

I taxi sono sicuri ma bisogna contrattare il prezzo al momento della salita altrimenti i prezzi tendono a essere più alti di quelli effettivi. Si trovano un po’ dappertutto e si fermano attirando la loro attenzione alzando un braccio.

La TransMetro è una compagnia di autobus di colore verde che corre su una corsia preferenziale e il biglietto è precedentemente acquistato in modo da ovviare il problema dei furti. Le fermate sono poche e selezionate, in modo da avere un servizio celere e comodo. In questo link puoi trovare tutte le tratte che vengono eseguite: https://bit.ly/2HVyMIs

Il TransUrbano è un’altra compagnia di autobus sicura che viaggia però in modo più lento perché non ha delle corsie preferenziali. Il livello di sicurezza è garantito dato che l’acquisto del biglietto avviene prima di salire in chioschi appositi e solo esibendo un documento di identità o il passaporto. Si acquista la carta magnetica di viaggio nella stazione degli autobus Centro Norte nella zona 10 o in Plaza Barrios nella zona 1.

 


Per informazioni più generalizzate su come muoversi in Guatemala consulta questo link in cui ne parlo in modo più approfondito:

Per altri articoli di approfondimento sul Guatemala da’ un’occhiata qui:

A Livingston ci si dimentica per un attimo di essere in Guatemala, i maya Q’eqchi convivono con i Garifuna, un’etnia originaria dell’isola di Saint Vincent.

Spaziano dal Belize, al Guatemala, all’Honduras fino al Nicaragua. La lingua è una mescolanza di idiomi caraibici e africani con qualche influenza francese.

Nel sangue hanno radici africane che si percepiscono al ritmo della musica reggae e nel profumo della cucina creola. La cucina si caratterizza dal tapado, uno stufato di crostacei, pesci e gamberi cotto nel latte di cocco e insaporito con il coriandolo. Ma propone anche piatti tradizionali come riso e fagioli o specialità honduregne e salvadoregne come la baleada e la pupusa.

O meglio… la pupusa la trovi ovunque per la baleada ci sarà da farsi una risata! Camminando per la via principale mi sono fermata in un locale con dei cartelli che segnavano il menu: tra le pietanze proposte c’era proprio la baleada.

La ordino e vedo la donna spalancare gli occhi mentre le sue amiche, sedute a un tavolo lontano dal mio, scoppiano a ridere. Poi mi chiede cosa voglio da bere e ordino una centrifuga ma mi spiega che non può farmela perché non ha la corrente così opto per una limonata fresca.

Quando la donna ritorna in cucina la sento telefonare a qualcuno chiedendo la ricetta della baleada mentre le amiche oramai sono sotto il tavolo e si strozzano dal ridere.

Inizio a sorridere anch’io perché la situazione sta diventando piuttosto comica. A rendere il tutto ancora più divertente è il momento in cui la donna si accorge di non avere gli ingredienti a disposizione e parte con la bici per andare al mercato.

Oramai le sue amiche hanno le lacrime agli occhi e fatico anch’io a trattenere le risa. Prima che parta le spiego di poter cambiare ordinazione senza crearle inutili problemi ma le sue amiche me lo impediscono. Sono proprio curiose di vedere come andrà a finire.

Il morale della storia è che la donna segue la ricetta al telefono e mi porta con enorme soddisfazione una baleada che sembrava tutto fuorché una baleada ma era così orgogliosa di sé stessa  che non potuto che farle un applauso, seguita a ruota dalle sue “perfide” amiche!

 

Casa sul rio Dulce

 

Benvenuto nel mondo dei Garifuna

 

Livingston si trova alla foce del fiume Rio Dulce. Può essere raggiunta da Puerto Barrios o da Rio Dulce città, tramite una lancha, una barca adibita al trasporto di passeggeri.

Il biglietto si può acquistare direttamente al porto e non appena la lancha sarà completa si partirà attraverso Rio Dulce per raggiungere Livingston. Puerto Barrios è una città portuale dove si vedono sfilare numerosi camion della frutta “Del Monte” ma piuttosto sporca e malmessa.

Rio Dulce città invece si presenta con un mercato giornaliero ricco di bancarelle e un porto da cui partono i tour per raggiungere Livingston attraverso il Rio Dulce.

Navigando sul fiume si può ammirare la folta vegetazione che lo circonda, il “Castillo de San Felipe” sulle sponde del lago Izabal e la Finca Tatin. Quest’ultima è un suggestivo b&b con bungalow e costruzioni di legno immerse nella foresta. Molti decidono di fermarsi qui circondati solo dalla vegetazione selvaggia per vivere momenti di vita rallentata e pacifica.

Guarda la cartina qui: https://bit.ly/2UWOKoU

 

Pezzettino di mare a Livingston

 

Livingston e i dintorni

 

Una volta raggiunto Livingston si è accolti da ragazzi che propongono strutture ricettive, tour nelle località vicine o biglietti per Punta Gorda in Belize. Poi si prende la stradina in salita che porta al centro città affiancata da ambo i lati da negozi e ristoranti fino ad arrivare al proprio hotel.

Una volta sistemate le valigie è ora di scegliere cosa visitare. Tramite lancha o con una meravigliosa passeggiata di un’ora e mezza sulla spiaggia si raggiunge “Los sietes altares”, una serie di cascate e laghetti d’acqua dolce immerso nella foresta dove è possibile fare anche il bagno.

Non sempre però è una delizia per gli occhi… dipende dalla quantità di acqua che scende. In certi periodi dell’anno, infatti, le piogge in zona sono talmente scarse da mostrare solamente un triste rigagnolo d’acqua. L’entrata non è libera ma richiede un piccolo contributo al di sotto dei 10€.

Un’altra meta raggiungibile con la lancha è Playa Bianca, una spiaggia di finissima sabbia bianca in un mare cristallino in cui viene voglia di affondarci mani e piedi. Si può acquistare il tour in un’agenzia o i biglietti direttamente al porto.

Nonostante questa zona sia toccata dal mar dei Caraibi non si può certo dire che sia un paradiso. Tutta la città è sommersa dall’immondizia che si dice venga trasportata dal Rio Dulce fino a raggiungere la sua foce.

Lungo il mare, infatti, è praticamente impossibile trovare un posto pulito dove stendere l’asciugamano e prendere un po’ di sole. Comunque è una sosta che vale la pena fare, almeno per due giorni, per respirare un’aria diversa e conoscere anche questo pezzettino particolare del Guatemala.

Ritornando verso il Rio Dulce si attraversa il Biotopo Chocon Machacas all’interno del Golfete, dove si trova ancora qualche rarissimo esemplare di tapiro e lamantino, oltre che diverse specie di uccelli acquatici. Ma i lamantini e anche i tapiri sono veramente difficili da avvistare e dubito possano vivere allegramente in mezzo all’immondizia acquatica.

Divertiti a fare della flânerie per esplorare angoli nascosti che regalano degli scorci indimenticabili. E il Genius Loci? Beh lui è un tipo lento, rilassato, socievole ma se indisposto diventa burbero. Davvero irresistibile, insomma!

 

Musica consigliata: Shakira – Waka Waka

Lettura consigliata: Il delfino – Sergio Bambaren



Altri articoli sul Guatemala li trovi qui:

Quali sono le 5 cose da sapere sul Messico per rendere il viaggio unico e indimenticabile? Quanto ne sai sulla terra dei maya? Il Messico è una destinazione che ho avuto la fortuna di visitare per ben due volte: la prima solo per 15 giorni, la seconda per 3 mesi.

È una terra che regala dei paesaggi mozzafiato, una natura rigogliosa e una vivacità latina contagiosa. Difficile dimenticare i colori del mare e del cielo, impossibile non pensare alla musica, all’allegria e al cibo piccante.

Prima di partire per un viaggio, però, ci sono alcune cose che dovresti conoscere per addentrarti meglio nella cultura messicana così affascinante e ricca di contrasti.

 

  1. Il Messico non è tutto uguale

 

La prima cosa da sapere sul Messico è che non è uguale in ogni stato che visiterai: cambierà il clima, il temperamento degli abitanti e anche i panorami saranno differenti.

La zona più gettonata dai turisti è la Riviera Maya famosa per il suo mare caraibico, la vita notturna e le visite ai siti archeologici maya. Se la rapportiamo per esempio al Chiapas, troviamo un tessuto sociale completamento diverso.

Il Chiapas, regione al confine con il Guatemala, ha una connotazione nativa molto forte e i turisti non hanno molta importanza come nella Riviera Maya. In questa zona non si trovano grandi e rinomati resort ma piccoli alberghi dall’aria casereccia.

Lo stesso vale per la capitale Città del Messico dove l’altitudine offre smog e traffico impossibile da pensare in una rilassante spiaggia di Tulum.

Diventa quindi importante scegliere con cura la meta affinché soddisfi i nostri requisiti di viaggiatore. Cerchi il mare caraibico? Oppure la vera natura maya?

 

sombrero blu, copricapo messicano

 

  1. Il cibo messicano

 

Siamo abituati ai ristoranti messicani presenti in modo sempre più capillare nel nostro territorio, ma le proposte culinarie in Messico saranno le stesse?

Ebbene, diciamo che in linea generale sono uguali con una presenza massiccia di tacos, tortillas, guacamole e nachos, ma la tradizione presenta dei piatti molto più elaborati e particolari.

A fare la differenza è anche il territorio con piatti di pesce come il pescado, il mariscos e il ceviche nelle zone marittime, il pollo, il chimichanga, il chili nelle zone dell’entroterra. Di base non mancano mai le tortillas e i fagioli che sono una componente essenziale dei pasti principali.

La frutta fresca come il mango, l’ananas, il cocco, la papaya e l’avocado si trovano quasi dappertutto favorite dal clima tropicale e dai trasporti.

So che ti starai chiedendo se le pietanze sono veramente così piccanti… Molto dipende dai gusti personali, generalmente non ho mangiato troppo speziato e nelle taquerie sono indicati i gradi di piccantezza dei piatti, ma bisogna sempre fare attenzione a ciò che si ordina.

Mi è capitato in spiaggia di prendere delle fette di mango senza accorgermi del peperoncino spolverato sopra. Inutile raccontare la corsa al primo locale per bere un sorso d’acqua e calmare il bruciore delle labbra…

In quel frangente ho scoperto che un metodo efficace per far passare il bruciore è mangiare una o due fette di lime e in poco tempo sparisce l’effetto indesiderato.

 

peperoncino rosso piccante

 

  1. L’amaca come istituzione familiare

 

Una delle cose che ho imparato ad amare in Messico è la presenza dell’amaca. Da piccola, in famiglia, ne avevamo una sgangherata che usavamo portare nei giorni di vacanza in montagna ma io non mi fidavo a salire perché avevo paura di cadere.

In Messico è intesa in modo differente ed è presente all’interno di ogni casa, usata come se fosse un divano. Ce ne sono di diverse dimensioni e servono a far accomodare gli ospiti.

Se ne trovano dappertutto, in vari tipi e in diversi colori, dai più sgargianti ai più sobri, realizzate con un telaio di legno dalle donne in modo artigianale.

Appena sono tornata ne ho subito voluto comperare una e mi sono affidata a Tropilex, un’azienda che ha una selezione fornitissima di amache adatte a tutti i gusti. L’ho scelta perché l’azienda aderisce al progetto 1% For The Planet, ciò devolve l’1% del fatturato a progetti ambientali vari.

In questo modo ho pensato di compensare l’acquisto: non avrò preso un prodotto locale aiutando una famiglia messicana a causa dell’impossibilità di trasportarla a casa, ma almeno ho potuto dare il mio contributo all’ambiente.

 

Se vuoi acquistarne una anche tu prova a dare un’occhiata a questi link:

 

Negli hotel l’amaca è solitamente posta all’esterno e in particolare nel balcone per dare la possibilità ai clienti di godersi un meritato relax.

 

amaca e coperta

 

  1. Non esiste solo Chichen Itzá

 

La piramide più famosa, quella presentata in ogni volantino pubblicitario del Messico, è quella conosciuta con il nome di Chichen Itzá, ma non è l’unica presente.

Ce ne sono molte altre e sebbene la maggior parte siano dislocate nello stato dello Yucatan, alcune si trovano nel Chiapas come Palenque o vicino alla capitale come la famosa Teotihuacan.

Le più affascinanti e selvagge che ho visitato si trovano in prossimità della città di Mérida e sono dislocate in quella che è conosciuta come la Ruta Puuc che collegava i vari siti e le diverse comunità maya.

Se la tua destinazione è Cancun, Playa del Carmen o Tulum troverai le piramidi più suggestive e meglio conservate. In particolare, ti consiglio di visitare Coba. Raggiungibile a piedi o in bicicletta dopo un tragitto nell’impenetrabile selva.

Vicino a questi siti ci sono anche i famosi “cenote”, delle depressioni carsiche simili a delle piscine naturali che si trovano prevalentemente in luoghi appartati e quindi più intriganti.

 

Piramide Chichen Itza di notte, cose da sapere sul messico

 

  1. I messicani non fanno la siesta

 

Un’immagine iconica del messicano è quella dell’uomo baffuto con un sombrero calato sugli occhi mentre fa una pennichella. In realtà i messicani, secondo un recente sondaggio, sono tra le popolazioni che lavorano di più al mondo a fronte di uno stipendio piuttosto misero.

Neanche i baffi sono più alla moda ed è veramente difficile vedere un messicano che ancora li porta. Gli unici a tenere fede a questa immagine sono i mariachi, suonatori e cantanti di musica tradizionale messicana.

Le donne invece, nella tradizione, vestivano abiti colorati e ricamati con fiori oppure camicette di cotone bianco con ricami e gonna fino alle caviglie. In alcune zone del Chiapas le donne si riconoscono per appartenenza alla comunità proprio dal colore e dal tipo di ricamo sfoggiato sui vestiti.

È qui, infatti, che l’orgoglio maya si manifesta più sentitamente, anche se la maggior parte dei messicani sono molto fieri delle loro origini. Se ci spostiamo però nella capitale incontriamo i discendenti dei Aztechi, ma ci furono anche in altri stati i toltechi, i zapotechi e gli olmechi.

La cosa più importante da sapere sul Messico è che i messicani sono delle persone veramente cordiali e disponibili anche se in certe zone bisogna fare massima attenzione. Questa regola però vale in generale in tutto il mondo essendo noi ospiti di questa meravigliosa terra.

Antigua è la vecchia capitale del Guatemala che ha conservato l’aspetto coloniale fra le numerose crepe causate dai terremoti agli edifici. Viaggiando in Guatemala è d’obbligo fare una sosta di due o tre giorni ad Antigua, ammirando la città che è stata dichiarata “Patrimonio dell’Umanità” dall’Unesco nel 1979.

Guarda la cartina qui: https://bit.ly/2uvA0lV

collage su antigua

 

Scoprire Antigua

 

Antigua fu capitale dal 1543 al 1776 quando a causa di numerosi terremoti fu rasa al suolo e praticamente distrutta. Oggi la popolazione si aggira attorno ai 45.000 abitanti con una forte ascendenza europea e nordamericana.

Camminando tra le vie si incontrarono le rovine di maestosi palazzi e chiese, attualmente messe in sicurezza e visitabili. Tra le più importanti incontriamo: Iglesia y Convento de las Capuchinas, Templo y Convento de Santa Clara, Ruinas y Convento de la Merced, Ruinas de Catedral, Ruina de la Iglesia y Convento de Recolección, eccetera.

Molte chiese e edifici invece non hanno subito grandi danni e sono state riadattate nelle varie epoche storiche. Tra queste figurano: Iglesia de la Merced, Parroquia de San José Catedral, Templo de la escuela de Cristo e Ermita de Santo Calvario.

Fanno sfondo alla memoria storica moderni negozi e locali vivaci aperti a qualsiasi ora del giorno. Ma ciò che più colpisce è l’acciottolato urbano che è veramente difficile da camminare se non si usano delle scarpe comode.

Inoltre bisogna prestare massima attenzione al saliscendi degli scalini e dalle inferriate delle finestre che sporgono in modo pericoloso lungo i marciapiedi. Per fare una foto sono rimasta incastrata con i capelli in un’inferriata e ho dovuto farmi aiutare da un passante!

Scuole di spagnolo

Antigua è scelta dai turisti che decidono di fermarsi più a lungo per le scuole di spagnolo anche se non sono tra le più economiche del Guatemala. Fra queste ricordiamo:

  • Ixquic Spanish School
  • Centro Linguistico La Union
  • Ixchel Spanish School
  • Academia Spanish Traveling
  • Centro de Aprendizaje Universal
  • Academia Sevilla
  • Academia APPE
  • Casa de Lenguas
  • Christian Spanish Academia
  • Probigua Spanish School

Se inserisci il nome della scuola nella stringa di ricerca di Google troverai la home page con tutte le varie informazioni sui corsi e sui prezzi.

 

salita al pacaya

 

Musei da visitare

Si possono trovare anche vari musei tra cui quello del Cioccolato, del Jade e del Libro Antiguo.

Il Museo del Cioccolato offre la possibilità di creare una tavoletta di cioccolato attraversando tutte le fasi di lavorazione: si parte dalla selezione delle fave di cacao, si va alla tostatura, alla rottura delle fave e alla macinazione. Infine il cioccolato viene fatto raffreddare e consegnato. Si può così gustare il cioccolato puro o acquistarne altro all’interno del negozio.

Il Museo della Giada esibisce oltre settanta pezzi derivanti dalla cultura maya, olmeca, mokaya e azteca. La giada era considerata “la pietra del cielo” e veniva indossata dai personaggi di spicco delle popolazioni mesoamericane. All’interno è possibile acquistare e toccare con mano prodotti manifatturieri creati dagli artigiani locali.

Il Museo del Libro Antiguo si trova all’interno del municipio sulla piazza principale ed è formato da una sala dedicata alle collezioni temporanee e due contenenti documenti e libri antichi per un totale di circa 2500 opere, per lo più donate da residenti stranieri e abitanti di Antigua.

Inoltre ci sono il Museo di Santiago che contiene armi, mobili e pitture del periodo coloniale, il Museo de Arte Colonial con pitture appartenenti alla medesima epoca e un’opera di Don Pedro de Alvarado, conquistatore spagnolo del Guatemala. Se avanza del tempo si può visitare il Museo del Santo Hermano Pedro che espone quadri, fotografie e altri oggetti che i fedeli hanno donato in segno di gratitudine al santo.

luci serali su un edificio ad antigua

 

Dintorni di Antigua

 

Vulcani

Appena fuori dal centro cittadino ogni giorno viene imbastito un mercato dove si può pranzare o acquistare generi alimentari e abbigliamento. L’aspetto buffo è vedere i poliziotti che vigilano chiedendo un’offerta libera per il loro operato. Accanto si trovano delle costruzioni che accolgono numerosi commercianti di prodotti artigianali guatemaltechi.

Allontanandosi dalla piazza principale e salendo al Cerro de la Cruz si può ammirare la città e sullo sfondo i famosi vulcani che la circondano: il Volcan de l’Agua, l’Acatenango e il Volcan de Fuego. Si possono salire tutti e tre ma il livello di difficoltà è piuttosto alto.

Il vulcano più frequentato e anche il più semplice è il Pacaya che si trova a una mezz’ora di macchina da Antigua ed è famoso per i ragazzini che accompagnano il turista cavalcando il cavallo e chiedendo continuamente se si ha bisogno del “taxi” per affrontare la salita. Con “l’aiuto” o meno, una volta raggiunta la vetta, vengono cucinati e mangiati in compagnia della guida dei gustosi Marshmellow.

Villaggi

Ci sono poi alcuni villaggi che meritano una menzione nel caso ci si ritrovi ad Antigua con del tempo da spendere. Santa Maria de Jesus si trova ai piedi del Volcan de l’Agua e solo di domenica ospita un mercato con prodotti tipici locali e articoli di artigianato. San Felipe, invece, è famoso per i suoi manufatti in giada, ceramica e argento; mentre Pastores per i prodotti in pelle come stivali da cowboy o frustini in pelle. Infine a San Lorenzo el Tejar, a circa mezz’ora di distanza da Antigua, è famoso per le sue sorgenti termali di acqua calda che sgorgano naturalmente.

Da Antigua è possibile scendere in tre ore a Monterrico, la cittadina balneare più affollata della costa guatemalteca, oppure scegliere di dirigersi verso Città del Guatemala o ancora salire al lago di Atitlán o Quetzaltenango. Le località si possono raggiungere prenotando uno shuttle oppure con i mezzi pubblici che si trovano quasi tutti nelle vicinanze del mercato generale.

 

Fai della flânerie il tuo credo religioso qui ad Antigua perché solo in questo modo puoi gustarti il vero spirito del luogo o Genius Loci come sono solito chiamarlo. Si tratta di un personaggio schivo eppure piacevole, simpatico ma a volte riservato, estroverso e pure introverso, un tipo difficile da classificare, insomma!

 

Musica consigliata: Adelante Corazon – Maria Jose

Lettura consigliata: Alessio Di Martino – Bimbi sperduti, pirati guatemaltechi e suonatori

Ti piacerebbe scoprire il tuo nahual maya? Sto parlando del tuo animale guida che secondo i maya ti accompagna a conoscere il tuo destino.

Chi sono i Maya e scopri il tuo nahyal maya

 

La civiltà Maya occupò quella zona conosciuta come Mesoamerica che comprendeva gli stati del Messico, Guatemala, Belize, Honduras ed El Salvador.

La stessa si differenziava in ben 44 lingue differenti. La religione aveva tre caratteri principali:

  • era politeista ossia gli dei erano legati al mondo della natura;
  • la suddivisione del bene e del male era strettamente collegata;
  • ogni persona possedeva il suo nahual.

Il nahual è un animale o spirito guida che determina non solo le caratteristiche caratteriali e l’inclinazione personale, ma orienta anche l’esistenza futura. Per questo motivo è molto importante conoscere il proprio nahual, proprio per sapere quale obiettivo ha la nostra nascita nel mondo.

Inoltre ogni giorno è possibile consultare “l’oroscopo maya” per sapere esattamente che azioni compiere e quali richieste avanzare affinché siano realizzate.

Nella cultura Maya il nahual è lo spirito di tutto ciò che esiste: dalla nascita ogni persona ne ha uno la cui funzione è quella di mantenere l’equilibrio tra l’umanità e la naturalezza. La cosmo-visione Maya si basa infatti sul rispettare, proteggere e vivere in armonia con tutte le forze della natura, in armonia con la Madre Terra.

Uno scompenso con questo legame o una lettura sbagliata del proprio nahual, se non addirittura la non conoscenza dello stesso, può creare degli squilibri psichici e può portare l’individuo a sentirsi perennemente insoddisfatto.

Per conoscere il proprio nahual è necessario calcolare la data di nascita nel calendario maya, che durava 20 giorni, oppure più semplicemente consultare questo link: Mayatecum Calcular

 

 

calendario completo per scoprire il tuo nahual maya

 

Come leggere i nahual maya?

 

I nahuales sono importanti per conoscere la realizzazione di azioni in un dato giorno. Basterà inserire la data nel calcolatore, vedere a quale nahual maya corrisponde e leggere il suggerimento relativo. La croce maya invece descrive le energie che ti guidano nella vita e si dividono in:

  • giorno del concepimento, appartiene al passato ed è ciò che determina i tratti caratteriali attuali che non possono essere cambiati ma solo tenuti sotto controllo;
  • l’energia del destino, questa è importante per conoscere che futuro ti aspetta e che direzione si dovrà seguire;
  • nahual alla destra e alla sinistra del tuo nahual originario, ovvero degli “angeli custodi” che proteggono e influenzano anche il carattere rendendo la persona unica e originale. Determinano inoltre le influenze al quale si è soggetti.

Gli animali corrispondenti a ogni nahual maya sono:

 

tabella nahual maya

 

Il nahual maya Kame

 

Non ti è ancora chiaro? Facciamo un esempio: il mio nahual maya è Kame e queste sono le mie indicazioni da seguire.

Il segno di Kame dona un grande carisma e una forte protezione. Se saprà cogliere le opportunità offertegli dalla vita riceverà in cambio fama e riconoscenza.

Si muoverà in circoli sociali importanti, grazie alla sua grande abilità di adattamento e di relazione. Ha un legame fortissimo con gli antenati che lo guidano nella retta via, infatti, si è rincarnato più volte nella stessa famiglia e sta già preparando la prossima reincarnazione sebbene non ne sia consapevole.

Kame è il simbolo delle mutazioni e ha una grande capacità di pronosticare il futuro. Sono delle persone gradevoli, molto generose e affabili con i buoni, si infastidiscono e reagiscono con durezza di fronte alle ingiustizie.

Non devono temere la morte in quanto sarà la loro compagna per tutta l’esistenza, proteggerà il nativo dagli incidenti e dalle violenze e lo accoglierà solo nel momento propizio. Deve quindi essere consapevole del legame e non vivere nella paura.

Giorno Kame (ogni giorno del calendario con simbolo kame): giorno legato alla saggezza ancestrale, alla spiritualità e al mondo interiore. Oggi si richiede la fine dei conflitti sia sociali che personali, l’equilibrio e l’armonia. È anche il giorno per ricordare i propri cari scomparsi e richiedere loro benedizione e aiuto.

 

Croce maya kame

 

Croce Maya:

 

TIJAAK: l’energia del concepimento, è il suo più grande difensore contro i nemici, gli incidenti e le malattie. Lo porterà nel mondo del mistero da cui riceverà premonizioni e intuizioni che lo guideranno nelle scelte.

AJPUU: alla sua destra, lo metterà sempre alla prova, dove ne uscirà sempre vincitore grazie alla sua abile astuzia. Sarà un cacciatore capace di fiutare le prede e anticipare le mosse dei suoi avversari. Deve fare attenzione agli amici e ai soci in affari che lo posso tradire con facilità proprio per non vedersi oscurare dalla sua luce.

EE: alla sua sinistra, lo stimola a realizzare i suoi progetti, specialmente nel campo spirituale e intellettuale. Sarà favorito nella scrittura, nelle manifestazioni artistiche, nell’uso della dialettica e della comunicazione in generale.

I’X: l’energia del destino gli darà una vita intensa con un susseguirsi di alti e bassi che dovrà superare e non lasciarsi abbattere per essere riconosciuto come autorità. Avrà un legame speciale con la natura in tutte le sue forme.

L’isola di Flores è una località incantevole nel Péten, in Guatemala. Da qui partono le visite per le celeberrime rovine maya di Tikal. Si può visitare in un giorno anche se ti consiglio di fermarti almeno alcuni giorni.

 

ARRIVO A FLORES

 

Prima di arrivare all’isola di Flores si attraversano le cittadine di San Benito e Santa Elena, quest’ultima scelta dai viaggiatori che vogliono stare defilati, lontani dal centro. Si attraversa un lungo ponte all’inizio del quale c’è un centro commerciale (ahimè!) e la stazione dei pullman.

Ti consiglio di fermarti a ritirare con il bancomat a Santa Elena perché nell’isola non ci sono sportelli bancari. Però fai molta attenzione e se ti è possibile fallo con la compagnia di qualcuno perché non è molto sicuro.

Mi immagino già la scena, perché è capitata a me… Una volta trovato l’hotel nel quale soggiornerai ti appresterai a fare un giro dell’isola, camminerai per circa 20 minuti, ammirando ogni dettaglio che si proporrà davanti ai tuoi occhi.

Ammirerai le diverse tonalità di colore delle case prediligendo una rispetto all’altra. Deciderai di lasciare gli edifici centrali per passeggiare nel lungolago.

Ti meraviglierai a scoprire alcuni punti parzialmente sommersi dall’acqua e poi bam! Ti fermerai all’improvviso. “Ma non l’ho già fatta questa strada?” ti domanderai…

 

L’isola di Flores si sviluppa su una superficie di appena 4000 chilometri quadrati e quindi si fa presto a visitarla tutta.

 

Contornata dal lago Peten Itza fu abitata dai Maya originari del Messico, ma quando arrivarono gli spagnoli fecero allontanare gli abitanti e distrussero le abitazioni originali edificando la città secondo lo stile europeo. In effetti camminando ti renderai subito conto che lo stile è coloniale e che  rappresenta ben poco la tradizione guatemalteca.

 

scritta i love peten

 

COSA VISITARE 

 

Non ci sono edifici particolarmente rilevanti da segnalare ma il complesso è interessante. Puoi scegliere di fare un giro in barca attorno all’isola e andare a visitare el Mirador.

Ti basterà contrattare il viaggio con un lanchero, il guidatore delle barche che qui si chiamano lanche, e lasciarti cullare dal dondolio delle onde.

Il Mirador è un’altura che permette un panorama completo dell’isola e anche alcuni momenti di divertimento con il Rope Swing. Si tratta di una corda con la quale ci si tuffa direttamente nell’acqua.

Si possono fare dei giri in barca anche la sera per godere del tramonto e cenare in compagnia degli altri passeggeri. Oppure puoi scegliere dai banchetti di strada i prodotti casalinghi preparati dalle massaie guatemalteche.  I ristoranti propongono la cucina sia tipica che internazionale con prezzi che variano dai 5 ai 15 euro.

Dall’isola di Flores puoi prendere la corriera Fuente del Norte per arrivare a Belize City e da lì visitare le meravigliose isole di Ambergris Caye e Caye Caulkner oppure prenotare un tour completo per le rovine maya di Tikal.

 

camminata lungo lago

Scopri come muoverti in Guatemala in questo articolo:

E se stai cercando un aiuto per visitare il Guatemala “fai da te” ti lascio i link della guida che ho scritto:

 

tipica porta colorata a flores

 

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

La flânerie in Guatemala è finalmente concessa grazie alla tradizione europea dell’urbanistica dell’isola di Flores. L’unico problema è che non ci sarà molto da passeggiare: in compenso potrai godere dei colorati negozi, insegne e intonaci delle case.

Il Genius Loci di Flores è legato all’afflusso turistico. Molti guatemaltechi aspettano con ansia l’arrivo dei visitatori per proporre i loro averi. L’isola, infatti, è direzionata più al turismo che alla vita classica dei guatemaltechi. Ma un occhio cade sempre sulle radici primarie maya, che difficilmente vengono dimenticate.

Il colore dominerà su tutto e sarà difficile non notarlo. Sarai attratto anche dallo sciabordio dell’acqua che si infrange su scale che non dovrebbero essere sommerse ma, lo sono.

L’odorato sarà attratto dai profumi che provengono dalle cucine tipiche e non, mentre il gusto vorrà saziare il suo desiderio di cibarsi. L’alternativa è adattarsi alla strepitosa cucina di strada, in Guatemala sempre appetitosa.

Avrai desiderio di toccare i muretti che dividono l’acqua dalla terraferma o i recinti in legno e magari di fare un bel bagno che con il caldo è sempre gradito!

Musica consigliata: Edo Fendy – Marimba

Lettura consigliata: Mini guida del Guatemala di Tayanita Travel

Nella colazione guatemalteca si fa scorta di proteine grazie ai componenti vegetali che donano sazietà per l’intera giornata. Per la verità la stessa colazione può essere consumata anche come pranzo o come cena essendo preparata con prodotti tipici del luogo, sostituendo alcuni ingredienti con carne o pesce. Una delle colazioni nel mondo moderno più proteica e sicuramente la più energizzante per chi ha bisogno di iniziare la giornata carico di energia!

 

Gli ingredienti della colazione guatemalteca sono i seguenti:

 

  • Una tazza di caffè nero
  • Una manciata di riso bianco bollito
  • Salsa guacamole
  • Frijoles refritos
  • Una frittata
  • Pomodori freschi
  • Tortillas a volontà

 

La salsa guacamole non è altro che salsa di avocado molto usata anche nella cucina messicana e in generale in tutto il Centro e Sud America.

 

ciotolina di salsa verde guacamole

 

Ricetta della salsa guacamole

 

La salsa guacamole in Guatemala, come anche in Messico, si consuma all’interno di tacos o come accompagnamento ai piatti o ai nachos. L’elemento principe è l’avocado, qui chiamato aguacate, un frutto alcalinizzante, idratante ed energizzante grazie alla fonte di proteine, acidi grassi essenziali, grassi monoinsaturi e micronutrienti.

L’avocado contiene più proteine del latte vaccino e i nutrizionisti consigliano di mangiarne almeno uno al giorno. Possono anche essere consumati dai diabetici in quanto aiutano ad abbassare il colesterolo.

Di seguito la ricetta che può essere arricchita secondo il proprio gusto personale aggiungendo cipolla, spezie e succo di limone al posto del lime.

 

Ingredienti per due persone:

 

  • 2 avocado maturi
  • Sale q.b.
  • 2 pomodori maturi di piccole dimensioni
  • 2 o 3 cucchiai di olio di oliva
  • Lime succo e scorza (a piacere)
  • Pepe

 

Preparazione:

 

Tagliare gli avocado a metà, toglierli dalla buccia e farli a dadini. Pestare con una forchetta o in un mortaio il frutto. Fare lo stesso procedimento con i pomodori tagliandoli a dadini e pestandoli. 

Successivamente aggiungere i due composti e miscelare con il resto degli ingredienti: l’olio, il lime, il pepe e il sale. Ottimi per la colazione guatemalteca mentre in Messico sono serviti come antipasti nei pasti principali.

Un’altra ricetta con la salsa guacamole la trovi a questo link

 

ciotola di frijoles refritos con coriandolo

 

Ricetta dei Frijoles Refritos

 

Una delle pietanze più popolari in Guatemala e in Messico sono i Frijoles Refritos cioè una purea di fagioli neri che accompagna le tortillas, il riso, la carne o le verdure. Li trovi anche al supermercato già preparati e pronti per essere scaldati e mangiati di solito in confezioni piuttosto abbondanti.

La preparazione è molto semplice ma i fagioli neri devono essere lasciati in ammollo per almeno una notte. Devono poi essere lessati, aggiungendo un cucchiaio di bicarbonato, in questo modo risulteranno più morbidi e sarà più facile macinarli. A piacere, volendo renderli ancora più gustosi, si può aggiungere a fine cottura del formaggio piccante grattugiato.

 

Ingredienti per i Frijoles Refritos per 4 persone:

 

  • 300 grammi di fagioli neri
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio (facoltativo)
  • Pepe e sale quanto basta
  • 2 cucchiai di olio di mais

 

Preparazione:

 

Togliere i fagioli dopo averli lasciati in ammollo e metterli in una padella. Lasciarli lessare a fuoco lento per almeno due ore. Quando si saranno ammorbiditi scolare i fagioli e tenere da una parte il brodo di cottura. Passarli in un tegame aggiungendo sale, pepe e un cucchiaio di olio.

Quando si saranno rosolati nell’olio aggiungere due mestoli di brodo di cottura e lasciare asciugare coprendo il tutto con un coperchio. Terminato il brodo togliere i fagioli dalla pentola e passarli in un passaverdura fino a che non diventano una purea.

Cucinarli per altri cinque minuti per ottenere una consistenza compatta e aggiungere un altro cucchiaio di olio, se necessario, e del brodo di cottura. Lasciare riposare il composto e servire caldo.

 

tortillas (colazione guatemalteca)

 

Ricetta delle Tortillas

 

Le tortillas sono la base della cucina messicana e guatemalteca. Vengono mangiate al posto del nostro pane e consumate durante i principali pasti della giornata.

Si acquistano nei supermercati e in strada dove le donne intente a cucinarle richiameranno la vostra attenzione con un simpatico “Pase adelante” mentre schiacciano tra le mani l’impasto chiamato masa. Dalla tortillas vengono cucinati i piatti più celebri:

 

  • tacos: involtini di tortillas piegati a metà con vari ingredienti dalle verdure alla carne;
  • burrito: le tortillas vengono arrotolate in una sorta di tubicino con gli ingredienti all’interno e una copertura di formaggio;
  • quesadilla: tortilla piegata a metà con ripieno di formaggio;
  • nachos: triangolini fritti di tortillas serviti con salsa guacamole di accompagnamento oppure formaggio fuso e carne;
  • tostadas: sono più piccole delle tortillas ma vengono preparate allo stesso modo e poi fritte. Vengono servite con sopra diversi ingredienti a scelta. Se le trovi in strada puoi decidere gli ingredienti da mettere sopra.

 

Le pietanze appena citate sono consumate più durante il pranzo e la cena e non nella colazione guatemalteca dove si consuma solamente le tortillas da accompagnamento.

 

Ingredienti:

 

  • 200 grammi di farina di mais bianca (in sostituzione farina bianca)
  • 150 millilitri di acqua
  • 2 cucchiai di sale fino
  • 2 cucchiai di olio di oliva extravergine

 

Preparazione:

 

Aggiungere a filo l’acqua alla farina e mescolare con le mani fino a creare un composto morbido. Lasciare riposare in un contenitore a temperatura ambiente per circa mezz’ora.

Riprendere in mano il composto e creare delle palline di circa 4 centimetri. Lasciare riposare altri 10 minuti e poi stendere la pasta fino a ottenere un disco.

Cuocere i dischi formati uno alla volta in una piastra e riporli sotto un tovagliolo in cotone per mantenerli caldi. Farcire le tortillas nel modo in cui si desidera o mangiarli in accompagnamento ad altri piatti. 

 


In sostituzione agli ingredienti sopracitati ci sono i famosi tamales, ossia degli involtini di farina di mais con un ripieno di carne, verdura o in versione dolce. Anche questi sono degli ottimi alimenti da consumare durante la colazione guatemalteca.

Trovi la ricetta completa a questo link


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Disclaimer: le foto sono prese dal web