Articoli

Le 5 ciclabili di Montagnana sono degli itinerari panoramici per scoprire la zona del basso veronese, il vicentino e il padovano. Un paesaggio in continua evoluzione che passa attraverso la campagna, le terme e i magnifici colli euganei.

Possiamo dividerle in 5 percorsi che interessano i segmenti:

  1. Montagnana – Mantova
  2. Anello delle città murate
  3. Montagnana, Bevilacqua, San Salvaro, Merlara e Casale di Scodosia
  4. Bassa Padovana
  5. Verona

 

 

Arrivare a Mantova

 

Il percorso ha una lunghezza di circa 71 chilometri (quasi come quello da San Candido a Lienz) e impegna per circa 5 ore solo l’andata. Al ritorno è possibile prendere un treno controllando però se c’è la possibilità di caricare bici.

Il terreno è quasi tutto asfaltato, si attraversano caratteristici borghi dove la campagna regna sovrana e si possono ammirare le coltivazioni che variano in base al periodo come il radicchio, le mele o i filari di vite.

Il tracciato è consigliato anche ai bambini anche se la lunghezza è notevole. Meglio approfittare facendo delle pause/visite o dividere il percorso in almeno due giorni.

 

Anello delle città murate

 

La lunghezza di questo tracciato è di circa 66 chilometri in un terreno misto asfaltato e sterrato. Richiede 4 ore e mezza di impegno fisico per attraversare l’anello dei colli Euganei, la meravigliosa città di Este con il suo castello, il Bosco del Palù e il monastero di San Salvaro.

Non manca all’interno dell’itinerario la veduta del castello di Bevilacqua, uno degli edifici più sfarzosi presenti in zona. Si attraverseranno gli argini dei fiumi Frassine e Fratte grazie all’ausilio di diversi ponti.

L’unica pecca del percorso è la scarsa manutenzione e la poca segnaletica che possono causare qualche difficoltà ai ciclisti. Non è consigliata ai bambini se non opportunamente allenati.

 

5 ciclabili di montagnana in compagnia di amici

 

Da Montagnana a Casale di Scodosia

 

Si parte dal centro di Montagnana, uno dei borghi più belli d’Italia, seguendo un itinerario di circa 2 ore che andranno a coprire una distanza di 31 chilometri.

Consiglio di fare una breve sosta alla partenza per visitare la città murata di Montagnana, le informazioni le puoi trovare qui, ammirando i merletti delle sue mura difensive.

Dal centro si prosegue per il borgo san Marco in direzione Bevilacqua, seguendo l’argine del fiume Fratta. Si continua a San Salvaro avendo così la possibilità di scorgere il monastero camaldolese.

Infine, si attraversano i comuni di Merlara e Casale di Scodosia per poi ritornare all’interno delle mura di Montagnana. Il tracciato è sia sterrato che asfaltato e non è adatto ai più piccoli.

 

veduta dall'esterno del borgo di montagnana

 

La Bassa Padovana

 

Più di 70 chilometri di tracciato misto per visitare la zona che da Este raggiunge Montagnana e viceversa, attraversando in parte l’anello dei colli Euganei.

Si attraversano i luoghi della storia romana e rinascimentale e la natura tipica dei rinomati colli padovani con le sue benefiche terme. La lunghezza del percorso è paragonabile a quella della ciclabile del Brenta con gli stessi livelli di saliscendi continui. 

Ovviamente il paesaggio è differente e non richiama continuamente i riferimenti montani come in quello del Brenta. Qui la campagna con le sue piantagioni di soia, granoturco e frumento fanno da cornice e occultano gli argini e i canali che fungono da irrigazione.

Case contadine, oggi riportate a nuovo con dettagli architettonici frugali, nascondono allevamenti di bestiame senza eliminare però del tutto, l’inconfondibile odore.

 

Verona

 

Non poteva certo mancare fra le 5 ciclabili di Montagnana l’arrivo alla città scaligera per eccellenza, ossia Verona. Questo percorso di circa 63 chilometri si snoda attraverso un percorso sterrato e asfaltato per un tempo di circa 4 ore.

Si passerà attraverso la pista ciclabile di Albaredo d’Adige partendo da Porta Vicenza di Montagnana per arrivare fino alla rinomata piazza Brà dove si potrà ammirare l’arena sorseggiando un caffè.

Le città che si incontreranno oltre ad Albaredo saranno: 

  • Ronco all’Adige
  • Zevio
  • Molini

Infine, seguendo il naturale percorso del fiume Adige, arriveremo nel centro di Verona dove potremo soggiornare e utilizzare il secondo giorno per una visita alla città.

Se vuoi altri utili suggerimenti oltre alle 5 ciclabili di Montagnana clicca qui

 

 


Punto e Viaggio consiglia:

La ciclabile del Brenta è un percorso di circa 70 km che parte dal lago di Caldonazzo e arriva fino alla città alpina di Bassano del Grappa. Se si segue il corso del fiume si può raggiungere anche la gloriosa città di Venezia.

In questo articolo, però, ci fermeremo a Bassano del Grappa perché troppi sono i punti turistici da visitare e da conoscere, quindi è meglio non avere troppa fretta.

Trentino Alto Adige

 

Lago di Caldonazzo e lago di Levico

Ci troviamo in Trentino Alto-Adige e più precisamente in quella striscia di terra che divide i due laghi. Possiamo gustare i piatti tipici trentini, dedicarci agli sport acquatici oppure rilassarci alle terme.

Le occasioni per fermarci ancora prima di partire per la ciclabile del Brenta non mancano ma noi abbiamo deciso di affrontare la discesa fino alla cittadina veneta.

Ti sto già dando un consiglio da amica, ovvero quello di partire da Caldonazzo e non da Bassano in modo da trovare un percorso in discesa per non affrontare il dislivello di quasi 400 metri che c’è in senso contrario!

Comunque, se ti avanza del tempo, ti consiglio di fare il “Sentiero dei Poeti”. Si tratta di un percorso di un’ora che parte dalla piazza principale di Calceranica al Lago e si snoda verso il torrente Mandola.

Lungo il chilometro di percorso si trovano 16 punti di sosta corredati ognuno da una poesia fino a raggiungere una pieve da cui si può godere il panorama del lago dall’alto.

< Puoi vedere i due laghi dall’alto anche dalla cittadina di Lavarone, scoprila cliccando qui >

 

A Levico Terme, sul versante nord del lago, invece, si può fare la “Strada dei Pescatori” per una lunghezza di circa 2 chilometri e continuare con il percorso ad anello completo aggiungendo altri 4 chilometri di puro relax e silenzio.

Famosa per le terme, la cittadina di Levico nasconde edifici di inestimabile bellezza come il Forte Colle delle Benne e il Grand Hotel con il Parco Secolare degli Asburgo.

Il forte, costruito nel 1890, si raggiunge con una camminata di un’ora circa dal centro del paese, mentre il Parco Secolare si trova in città e a Natale si anima con casette e luci colorate.

 

Borgo Valsugana e Selva

Scendendo a valle con la nostra bici verso la ciclabile del Brenta incrociamo il comune di Borgo Valsugana famoso per aver visto perire uno dei firmatari della Costituzione Italiana, il politico Alcide de Gasperi.

Scelse, come luogo di ritiro, la val di Sella dove oggi ha sede “Arte Sella” un museo a cielo aperto che custodisce opere in legno, sassi e altri elementi naturali che vanno a creare un paesaggio unico e suggestivo.

< Scopri l’articolo su Arte Sella cliccando qui >

 

percorso verde ad Arte Sella, piccolo giardino

 

Salendo, invece, in direzione Scurelle si può fare tappa al rinomato rifugio “Il Crucolo” che si posiziona fra le montagne della catena del Lagorai.

In questo locale vengono servite pietanze della migliore tradizione culinaria trentina e il famosissimo liquore “Parapampoli”, un miscuglio di caffè, vino, grappa e zucchero a cui viene dato fuoco prima di essere servito.

Seguendo le anse nervose del Brenta che creano una continua serpentina si raggiunge il paese di Selva dove si può visitare la Riserva Naturale Provinciale Fontanazzo e il suo biotopo.

Qui, ad accoglierti, ci saranno uccelli, rettili e insetti che amano vivere negli acquitrini oltre a numerose piante acquatiche che traggono nutrimento dalla sorgente che arriva dal complesso carsico delle grotte della Bigonda e del Calgeron.

L’entrata del parco la trovi sulla riva destra del Brenta costeggiando quindi la strada secondaria ossia dall’altra parte della statale 47. Nella stessa direzione trovi anche la grotta del Calgeron a Grigno dove si può fare una piacevole escursione adatta a tutti, previa prenotazione.


Veneto

Primolano e Cismon del Grappa

La ciclabile del Brenta continua a Primolano dove sovrasta il Forte Tagliata della Scala edificato per combattere i nemici durante la Prima Guerra Mondiale. Fortunatamente non è servito allo scopo ma ne ha lasciato un ricordo indelebile, difficile da dimenticare.

Da Primolano si può fare una deviazione per visitare il lago di Corlo nella cittadina di Arsié per rilassarsi e riprendere fiato lungo le sponde del bacino artificiale e gustare uno spuntino in compagnia degli abitanti del luogo.

< Maggiori dettagli sul lago di Corlo li trovi cliccando qui >

 

immagine autunnale del lago di corlo

Lungo la Statale 47 e più precisamente nella zona dell’albergo Forte Tombion e della birreria “Il Cornale” si può visitare il Covolo del Butistone.

Si tratta di un fortino militare scavato sulla roccia raggiungibile attraverso un percorso fatto di scale metalliche che salgono lungo la parete della montagna, offrendo così una visuale alquanto particolare della Valsugana.

La visita deve essere prenotata in quanto è accompagnata da una guida (tel. 338 830 8984).

 

Valstagna

Nella cittadina ridente di Valstagna ogni anno in estate avviene il “Palio delle Zattere”, una manifestazione folkloristica che richiama migliaia di persone.

Nove contrade cittadine si battono nel Brenta per mezzo di imbarcazioni a remi per guadagnare il drappo di velluto rosso, simbolo di forza e coesione fra contrade.

Lungo lo stesso percorso scendono quasi quotidianamente i gommoni per il rafting, uno sport che anima le acque del fiume a qualsiasi ora del giorno e, a volte, anche della notte.

Per gli escursionisti, invece, c’è il famoso sentiero della Calà del Sasso formato da 4444 gradini, che salgono fino alla località Sasso di Asiago, nell’Altopiano dei Sette Comuni.

Il percorso è impegnativo e impervio se le condizioni metereologiche non sono favorevoli, serve comunque un certo allenamento per raggiungere la meta finale.

Il Laghetto di Ponte Subiolo o dell’Elefante Bianco sempre a Valstagna è uno dei sistemi più importanti a livello europeo di risorgive carsiche frequentato da sub e speleosub.

Essendo piuttosto profondo, però, è tristemente noto per molteplici incidenti mortali ma anche per una leggenda misteriosa che dal profondo degli abissi sale fino alla superficie dell’acqua…

 

 

Grotte di Oliero

Quattro grotte da visitare comodamente seduti su un’imbarcazione con una guida che spiega in modo esaustivo i segreti della geologia e della botanica. Si trovano nell’omonima cittadina di Oliero a qualche chilometro di pedalata di distanza da Valstagna.

Grazie al lavoro di bonifica svolto dal botanico bassanese Alberto Parolini, si ammirano le cavità nominate in modo bizzarro coi soprannomi di Covol dei Assasini, Covol dee Soree, Covol dei Siori e Covol dei Veci.

Un grande parco con un sentiero naturale aiuta a riconoscere piante e arbusti e con lo stesso biglietto dell’ingresso alle Grotte si può accedere al Museo di Speleologia e Carsismo Alberto Parolini.

Un’idea per trascorrere alcune ore nel cuore della terra, all’interno delle sue rocce che sprigionano la sorgente della vita, l’acqua, e alimentano il regno vegetale.

 

Bassano del Grappa

La meta finale della Ciclabile del Brenta è raggiunta con l’arrivo sul Ponte degli Alpini, rimesso a lucido da recenti lavori di ristrutturazione dove potrai finalmente abbandonare la bici e riposarti.

Bassano è una città che vanta la Medaglia al Valor Militare per essersi distinta nei due conflitti mondiali. Divisa dalla riva destra e sinistra del Brenta ha ospitato grandi personaggi del passato come testimoniano le varie targhe posizionate sui muri della città.

Una città graziosa con le fronde dei salici che toccano la superficie dell’acqua per specchiare la loro naturale bellezza mentre nel centro i bar frequentati dai giovani si animano con bicchieri di spritz e stuzzichini.

Meriti anche tu uno spritz e se sei in zona chiamami, che raddoppiamo! 😉

 

Se vuoi avere altre informazioni ti consiglio di leggere gli articoli che ho scritto e che trovi di seguito:

La ciclabile San Candido Lienz è una biciclettata di circa 45 chilometri incorniciata dalle vette che contraddistinguono la Val Pusteria. Volendo si può partire da Dobbiaco che si trova a circa 7 chilometri di distanza da San Candido, mentre la destinazione finale rimane invariata.

Era da tempo che sognavo di percorrerla e finalmente un sabato sono partita alla volta della Val Pusteria decisa ad affrontare questa magica avventura. La spinta maggiore l’ho avuta alla notizia che fra quelle valli si trova lo stabilimento della Loacker, incastonato in un paesaggio da cartolina.

Com’è andata? Sono proprio ansiosa di raccontartelo!

 

San Candido

 

Ci troviamo nella Val Pusteria nel cuore dell’Alto Adige dove ogni dettaglio è curato fin nei minimi particolari. Le case sono addobbate da gerani dai colori sgargianti e da fiori che esprimono tutta la loro vitalità.

Nei giardini, opportunamente tagliati, fanno bella vista sculture in legno di stampo artigianale che rivelano tutta la maestria e l’estro dei proprietari. Il centro storico di San Candido (Innichen in tedesco) è pulito, ordinato, regolare e perennemente addobbato a festa.

In questi luoghi nasce il desiderio di sentir suonare campanacci, comperare pantofole in feltro, camicie a quadri e pantaloni in velluto con bretelle, salvo poi tornare a casa e domandarsi il perché di tale scelta…

Eppure, è tutto talmente in armonia, da farti sentire una persona migliore o almeno di provare a esserlo per un giorno. La ciclabile passa per la stazione dei treni e vicino si può trovare un parcheggio gratuito dove lasciare la macchina.

Se guardiamo di fronte la stazione verso destra si va in direzione Lienz mentre verso sinistra si va a Dobbiaco. Il percorso è ottimamente segnalato sul manto stradale su cui sono disegnate una bici e le frecce a indicare la direzione corretta.

 

Link su google Maps qui: lascia la macchina al parcheggio ovest e tramite una scorciatoia raggiungi la stazione in circa due minuti. Segui l’indicazione per la stazione dal parcheggio segnalata vicino al ponte in legno sulla sinistra.

 

Si prosegue per lo più in discesa con qualche salita inaspettata che infastidisce un po’. Bisogna fare molta attenzione alle altre biciclette che sfrecciano, a volte, a velocità fin troppo elevata.

Percorsi 15 chilometri circa, accompagnati dal gorgoglio del fiume Drava, si inizia a scorgere sulla sinistra una fabbrica dal nome conosciuto e amato: la Loacker.

 

Lo stabilimento della Loacker

 

Lo stabilimento della Loacker

 

Sarà impossibile impedire alla bicicletta di girare verso sinistra fino a trovare l’ingresso dello spaccio. Saranno proprio le tue gambe a chiedertelo dopo che avranno ricevuto l’ordine dalla gola.

Sei pronto a diventare per un attimo bambino? Un tripudio di cioccolata si presenterà sotto forma di biscotti waffle dai gusti variegati ai quali sarà difficile dire di no. Il bar vicino richiamerà la tua fame con continui effluvi di cioccolata calda.

“Chi se ne frega della dieta? Quando mai ci ricapita un’occasione del genere?” suggerirà la tua mente mentre le mani si muoveranno veloci per riempire il sacchettino di succulente prelibatezze.

Come un automa ti dirigerai verso la cassa per paura che qualche pensiero disturbante, con la sua voce zelante, ti faccia cambiare idea. Una volta acquistati i prodotti tirerai un sospiro di sollievo pensando che ora niente e nessuno potrà impedirti di gustare ciò che ti appartiene di diritto.

Tenere in mano una confezione di Loacker sarà una tale soddisfazione che ti farà dimenticare anche il motivo per cui ti trovi da quelle parti, la cioccolata ha questo potere!

Potrai approfittarne per visitare anche il piccolo museo che illustra le varie fasi di lavorazioni. Questo ti darà un nuovo indizio a cui, magari, non avevi fatto caso.

Ti accorgerai che il paesaggio disegnato sulla confezione è lo stesso che ti si parerà davanti agli occhi una volta uscito dal negozio. Sarà un’emozione incredibile e, soddisfatto, potrai continuare il tuo percorso per riprendere i chilometri che mancano alla destinazione finale.

 

Vista sul fiume Drava

 

Lungo la Drava

 

A causa delle condizioni meteo dei mesi scorsi la ciclabile è stata rovinata in più punti ma nonostante il terreno accidentato la gioia di percorrerla non ti abbandonerà.

Se sarai fortunato potrai avvistare uno dei tanti scoiattoli che popolano i boschi e magari riuscire anche ad avvicinarlo. La Drava non smetterà di farti compagnia e ti regalerà una brezza fresca e leggera che asciugherà il sudore provocato dai raggi del sole.

Attraverserai ponti in legno, fabbriche di legnami, alcune baite e tratti che si intersecano con la strada circolata anche da automobili.

Prima di arrivare a Lienz passerai lungo la cittadina di Thall. Perché te la nomino? Perché questa è la città natale di Arnold Schwarznegger e sarà impossibile non numerare con gli amici i film in cui ha recitato. Pochi chilometri ancora per arrivare a Lienz. Lo sai cosa ti aspetta vero? Una bella coppa di gelato, acqua fresca e un giro nel centro storico.

 

Benvenuti a Lienz scritta

 

Finalmente a Lienz

 

Quando si arriva a Lienz è impossibile non fermarsi sulla rotonda con la scritta “Benvenuti a Lienz” e fare una foto di rito. Proseguendo sulla sinistra e attraversando il ponte si arriva scendendo e poi salendo di nuovo, sulla destra, alla stazione dei treni.

Se non hai prenotato la bici a San Candido dovrai salire sul treno con la bici e dovrai acquistare dei biglietti appositi. A meno che tu non sia così sportivo da decidere di ritornare in bici a San Candido: in questo caso meriti i miei applausi.

Il costo del biglietto per un adulto con bici e di quasi 17 euro: un salasso che solo i pezzetti di Loacker sapranno farti dimenticare.

Se hai un po’ di tempo a disposizione ti consiglio di fare un giro nel centro storico della città per ammirare il rigore e il pavimento che sembra luccicare da quanto è pulito. Ma prima ti consiglio di acquistare il biglietto del treno al fine di non dover aspettare il prossimo per mancanza di posto!

Se sei un appassionato del gelato ti consiglio di provare l’Eis Café o l’Eis Shokolade: si tratta di una coppa con una o due palline di gelato (caffé/cioccolato e vaniglia) con caffè o cioccolato freddo liquido e un po’ di panna. Dopo una pedalata del genere te lo meriti, no?

Non dire che hai già comperato la Loacker perché quella si mangia quando torni a casa!

Ti ci vorrà circa un’ora per tornare a San Candido in treno, fai attenzione a presentarti presto perché il treno è fermo in stazione e si riempie con grande facilità, potresti rischiare di non trovare posto.

La mia giornata si è terminata con il rientro a casa ma tu potresti approfittarne per rimanere in queste zone per il weekend, le escursioni da fare sono tantissime, chissà se avrai la fortuna di incontrare anche uno degli gnomi della Loacker, a me non è capitato.

Forse è un segno che devo ritornare? 😉

 

Come avrai capito non si può parlare di flânerie in quanto la gita è dedicata alla bici ma potrai farla nel caso decidessi di visitare qualche piccola cittadina nei dintorni.

I Genius Loci dei luoghi citati sono gli gnomi dal carattere burbero, risoluto ma anche tenero e dolce come la cioccolata. Grandi amici degli scoiattoli tanto da lasciare loro che si avvicinino agli uomini gli gnomi, invece, non ne vogliono sapere!

 

Musica consigliata: 2Cellos – Thunderstruck

Lettura consigliata: Narciso e Boccadoro – Hermann Hesse

Scopri anche la ciclabile del Sile o dedicati ai cioccoviaggi!

Mi sento ancora in brodo di giuggiole al pensiero del mio, appena trascorso, fine settimana di autunno a Lavarone in Trentino Alto Adige.

Immagino di aver avuto la fortuna di trascorrere l’ultimo weekend assolato, a cavallo fra l’estate e l’autunno, prima dell’arrivo del freddo. Perché ho scelto Lavarone?

Lavarone

 

La cittadina di Lavarone si trova ai confini fra Veneto e Trentino alto Adige e più precisamente dopo l’Altopiano dei Sette Comuni e Vezzena. Subito dopo Lavarone c’è la famosa località sciistica di Folgaria.

A differenza di quest’ultima Lavarone è conosciuta per i sentieri di facile e medio livello e i percorsi adatti agli amanti della mountain bike.

Per loro sono stati creati dei percorsi ad hoc che permettono di muoversi attraverso i boschi e di lasciare le strade cittadine unicamente all’uso delle macchine. Inoltre c’è un attrezzato bike park per la gioia dei più piccoli. Aria fresca e belle passeggiate, cosa volere di più?

 

cima rocciosa nei pressi di lavarone

 

Frazioni di Lavarone

 

Lavarone si estende su di un territorio abbastanza vasto e comprende varie frazioni, ognuna diversa dall’altra. Visitarle è possibile seguendo le indicazioni dei sentieri che portano a fare dei giri intorno ad esse.

I dettagli delle case sono curatissimi, in perfetto stile Trentino. Un tripudio di fiori e di colori alle finestre, giardini impeccabili e affreschi di vita montana.

Una delizia per gli occhi. Ogni frazione presenta la sua peculiarità da ammirare e da fotografare. Se hai voglia di fare delle lunghe passeggiate ti consiglio di approfittarne!

Io ho soggiornato in un hotel a Bertoldi, una frazione graziosissima dove passa il Sentiero delle Sorgenti che arriva diritto al museo a cielo aperto de “Il Respiro degli Alberi”.

 

Respiro degli Alberi e altri percorsi

 

Il Respiro degli Alberi è un percorso espositivo all’interno del bosco dove si trovano installazioni permanenti di opere d’arte di artisti della zona e oltre, fatte interamente in legno.

Seguendo una strada forestale ci si imbatte in opere che si amalgamano in modo perfetto alla natura esaltandone addirittura la bellezza. Ho visto anche un camoscio ammirare estasiato le strutture!

A metà percorso si congiunge anche il Sentiero delle Sorgenti: si può scegliere il percorso corto oppure quello lungo. Ma ti consiglio prima di arrivare al termine del Sentiero degli Alberi, perché da lì potrai ammirare una bellissima panoramica dall’alto sul lago di Caldonazzo.

Dalla frazione di Slagenaufi, invece, puoi scegliere un sentiero dedicato alla storia e al conflitto mondiale. Proprio qui, infatti, si trova il cimitero austroungarico occupato da ben 768 salme con altrettante croci.

Una cappella e dei pannelli esplicativi raccontano i momenti della guerra per come la si è vissuta in questi luoghi che, ricordo, faceva parte dell’Impero Austroungarico.

Continuando il percorso si sale alla Baita Belem, una volta adibita a ospedale militare, dove venivano curati i feriti in gravissime condizioni.

Continuando in direzione del percorso che va a Monterovereinvece, si arriva al punto panoramico dal quale si ammirano entrambi i laghi di Caldonazzo e Levico con una visione a 360 gradi della zona. Uno spettacolo imperdibile!

 

cartello del sentiero delle sorgenti

 

Forte Belvedere e lago di Lavarone

 

Il Forte Belvedere fu costruito a strapiombo su uno sperone di roccia calcarea prima della Grande Guerra. Serviva da controllo sulla Val d’Astico che a quei tempi segnava i confini fra il Regno d’Italia e l’Impero Austroungarico.

Oggi la struttura è perfettamente conservata e ospita un museo dedicato alla guerra. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le generazioni future agli orrori commessi durante la Grande Guerra affinché non vengano mai più ripetuti.

La tariffa del biglietto intero è di 7 euro, se sei possessore della Trentino Guest Card invece pagherai solo 3 euro.

Il lago di Lavarone non è molto grande ma le sue acque turchine richiamano turisti da ogni parte del mondo. Anche Sigmund Freud soleva trascorrere qui le sue vacanze per rilassarsi e cercare nuove soluzioni ai suoi quesiti psicoanalitici.

Il lago è attrezzato con due spiagge, spazi liberi e ha ricevuto il riconoscimento di bandiera blu per la purezza delle sue acque. In inverno invece si trasforma in pista di pattinaggio sul ghiaccio. La sua origine è carsica, si tratta infatti di una dolina che improvvisamente si è riempita d’acqua a causa di un cedimento strutturale.

 

Una veduta sulle montagne intorno a lavarone

Leggende di Lavarone

 

Si dice che il lago di Lavarone si sia formato a causa di un litigio tra due fratelli. Entrambi possedevano un bosco rigoglioso ma l’avidità li metteva continuamente l’uno contro l’altro. Finché Dio si infuriò nel vederli sempre litigare e fece sprofondare il bosco. Dal cedimento nacque appunto il lago e ai due fratelli non rimase più nulla su cui baruffare.

 

Lungo il Sentiero delle Sorgenti c’è un bellissimo abete rosso che ha dei poteri particolari. Se ti fermi ad abbracciarlo per alcuni minuti, potrai sentire le sue proprietà balsamiche entrare nelle narici e iniziarai a percepire anche il più nascosto odore selvatico del bosco oltre che i bisbigli degli altri alberi. 

 

Vicino a Lavarone, a Malga Laghetto, viveva un abete bianco dell’età di circa 250 anni. Ne aveva viste passare di persone e aveva ascoltato i loro problemi cercando ogni qual volta di trovare una soluzione. Per questo gli abitanti si affidavano spesso a lui. Ma una notte particolarmente ventosa, la sua scorza dura cedette e si spezzò in due. Tutti gli abitanti della zona ne rimasero colpiti, perché era l’abete più antico d’Europa, il più saggio e il più amato. Il suo nome era Avez de Prinzep  e si trova ancora lì, irreparabilmente ferito ma pronto a dare conforto a chi richieda ancora il suo aiuto.

 

Cosa vedere in Trentino Alto Adige secondo Punto e Viaggio?

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

In un certo senso puoi fare della flânerie anche qui a Lavarone perché i sentieri si intersecano nei piccoli borghi di montagna. Ovviamente non potrai compiere deviazioni a casaccio per non perderti nei boschi ma potrai comunque scegliere varie alternative. 

Il Genius Loci di Lavarone è un tipo rude all’esterno ma tenero all’interno. Una sorta di immagine sfuocata che più ci si avvicina e più ci si accorge di quanta energia e calore contenga. 

I colori di queste montagne sono indimenticabili e ti sazierai solo a guardarli. Il cibo perde quasi sapore di fronte a tanta bellezza. Se assaggerai dei prodotti locali però ci ritroverai ogni sfumatura di colore che i tuoi occhi hanno visto tramutata in gusto.

Il silenzio degli alberi è inframezzato da qualche verso di animale e di uccello che percepirai come in lontananza, come se non avessi lo stesso diritto che hanno loro di trovarti lì.

Per non dimenticare i tuoi momenti qui fa come me: prendi in regalo uno strobilo da un abete rosso e portalo a casa con te. Ogni volta che ne avrai bisogno stringilo fra le mani riscaldandolo e assaporane il profumo selvatico e balsamico. Ti basterà per ritrovare la pace di quei luoghi.

 

Musica consigliata: questa volta rimani in silenzio e ascolta solo la sinfonia della natura

Lettura consigliata: 12 insegnamenti degli alberi di Vincent Karche

Villa Valmarana a Mira è un esempio di villa veneta posizionata nella Riviera del Brenta: un antico collegamento fra Padova e la Serenissima.

La Riviera del Brenta

 

Durante il periodo florido della Repubblica di Venezia ogni città del Veneto lavorava al servizio della Serenissima. Legname, tabacco, frutta, verdura e altri prodotti erano trasportati lungo il fiume Brenta fino a raggiungere Venezia.

Lungo questa importante via di commercio i patrizi veneziani edificarono le loro residenze trasformando delle semplici zone rurali in sobborghi aristocratici.

Molte, dopo la costituzione del Regno d’Italia furono distrutte, mentre altre conservano intatte il loro fascino. La bellezza del paesaggio è data non solo dalle ville ma anche dal sistema di ponti girevoli e dalle conche di navigazione.

Opera di grande ingegno veneziano sono i sistemi di rallentamento della corrente piuttosto impetuosa del Brenta. Oltre a ciò si è lavorato per ovviare al problema del dislivello dell’acqua, più elevato a Padova rispetto a Venezia di circa 12 metri.

Per permettere una più facile navigazione si sono affidati al progetto ideato da Leonardo da Vinci. Le barche entrano in una specie di “stanza” dotata di due porte.

L’acqua viene fatta defluire per raggiungere un livello più basso. Una volta terminata l’operazione la porta viene aperta e si prosegue la navigazione.

Ciò avviene in direzione PadovaVenezia, al ritorno quando ci si trova tra le due porte, l’acqua viene fatta entrare per alzare il livello e riprendere il tragitto.

 

riviera del brenta e i suoi edifici

 

Burchiello

 

I veneziani, da bravi commercianti, hanno mantenuto viva l’arteria di collegamento non più per trasportare merci ma per portare a spasso i turisti!

Anzi faccio una precisazione: i patrizi raggiungevano Venezia con il Burchiello mentre le barche-merci erano chiamate burci.

 

Puoi navigare anche tu nella Riviera del Brenta cliccando su questo link

 

particolare della barchessa della villa

 

Villa Valmarana

 

La villa era l’antica residenza veneziana della famiglia Valmarana di Vicenza. Entrarono a far parte nel patriziato della Serenissima, i nobili veneziani, grazie alla loro attività di commercianti.

Inoltre, uno dei capostipiti, ricoprì il ruolo di Ministro del Commercio, portando la nobiltà europea all’interno della sua residenza a Mira, facendo conoscere al mondo la Riviera del Brenta.

Oggi della villa rimane solo la “barchessa”, ossia la parte dell’abitazione riservata ai contadini secondo l’architettura delle ville venete.

L’entrata presenta un grande porticato con un giardino all’italiana di fronte e un giardino all’inglese sul retro. L’interno è composto da tre saloni, la parte visitabile, con affreschi del Tiepolo e mobilia dell’epoca o più moderna.

L’edificio ha ritrovato il suo splendore grazie allo scultore Luciano Minguzzi che ha acquistato la residenza e ristrutturata interamente, riportando alla luce anche gli affreschi che erano stati intonacati e nascosti.

La villa è aperta tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 10 alle 18 e l’ingresso costa 6 euro. È disponibile per matrimoni, feste private o eventi aziendali.

Pista ciclabile

 

Un altro modo per visitare la Riviera del Brenta è quello di seguire il percorso della pista ciclabile. In realtà la strada non è a servizio esclusivo delle biciclette in quanto transitano un numero considerevole di auto.

Nonostante ciò permette di fare il percorso seguendo le curve naturali del fiume, dando in questo modo la possibilità di scoprire le ville e i sontuosi giardini.

Nel caso scegliessi questa soluzione ti consiglio di acquistare la Villecard che ti permette di avere riduzioni sui biglietti d’ingresso alle ville, sul noleggio delle biciclette, sulle crociere lungo il Brenta, nei negozi e nei ristoranti associati aderenti all’iniziativa.

 



*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

Viaggiare con un burchiello significare ritornare al passato quando ci si muoveva lenti. Si può così scoprire il Genius Loci della Riviera del Brenta che è improntata sulla calma, sul silenzio e sulla riflessione. Ciò non significa ozio ma anzi tempo per generare nuove idee.

Sarà per te uno stupore vedere il lusso sfrenato della Serenissima, ammirare i dipinti e i suppellettili presenti a Villa Valmarana. Sentirai la brezza leggera del vento accarezzarti i capelli come se fosse un implicito invito a festa. 

Inoltre percepirai gli odori dei fiori e delle piante in giardino che tanto hanno udito e visto. Il legno duro della seduta del burchiello ti farà sentire un po’ scomodo ma con un buon bicchiere di Prosecco vedrai, ogni fastidio passerà! 

Musica consigliata: Lento di Daniel Santacruz

Lettura consigliata: Elogio della Lentezza di Lamberto Maffei

Nel lago di Garda lato bresciano ci sono tantissimi piccoli paesi da scoprire che sono certa da viaggiatore/trice ti interesserà conoscere.

A seguito di una prenotazione sul sito di Groupon (te ne parlo qui) sono stata catapultata nella fertile campagna che divide i confini veneti da quelli lombardi mentre, percorrendo qualche chilometro di distanza, si può raggiungere il lago di Garda.

LAGO DI GARDA LATO BRESCIANO

 

DESENZANO DEL GARDA

Desenzano del Garda invita alla camminata per ammirare il Castello originario dell’alto medioevo e il vivace centro cittadino. In estate è frequentatissimo e dovrai quindi armarti di pazienza per trovare un parcheggio. In alternativa lo puoi raggiungere con il treno o le corriere.

Il porto vecchio, invece, è un lascito della Repubblica di Venezia che edificò inoltre un ponte levatoio di cui non si sono mantenute le tracce e un altro ponte in stile veneziano, fra i monumenti più amati dai turisti.

Non manca, a sorpresa, un dipinto raffigurante l’Ultima Cena di Gian Domenico Tiepolo custodito all’interno del Duomo assieme ad altri affreschi dell’artista Andrea Celesti.

Ci sono diverse spiagge attrezzate ma anche alcuni punti liberi dove potrai fare una nuotata e prendere un po’ di sole. Allontanandoti dal centro ti accorgerai come la zona si farà via via paludosa ma conserverà comunque il proprio fascino.

 

SIRMIONE

Sirmione è famosa per le terme celebrate e ammirate dal poeta romano Gaio Valerio Catullo. Il percorso si snoda attraverso un dedalo di via che salgono fino al punto culminante della penisola.

Raggiungerla non sarà semplicissimo perché i parcheggi più economici sono posizionati a qualche chilometro di distanza dal centro e si dovrà salire su un autobus per non fare tutto il tragitto a piedi.

L’entrata è gloriosa e ti condurrà dritto all’interno dell’antico castello scaligero. Ti accorgerai ben presto, però, che non rimane nulla di medievale se non l’ossatura del castello in quanto ad attirare la tua attenzione ci sarà la forte presenza di locali e negozi.

Se vuoi rintanarti nel passato dirigiti verso le grotte di Catullo, uno degli esempi meglio conservati della domus romana, ovvero una villa per le vacanze come la chiameremmo oggi.

Il lungolago offre degli scorci meravigliosi e dei riflessi spettacolari, luoghi in cui cercare la solitudine o fare un bagno e attracchi per le imbarcazioni che possono portarti a visitare altre località lagunari.

 

 

LIMONE SUL GARDA

Limone sul Garda è chiamato così per la massiccia presenza di agrumeti, uliveti e ovviamente limonaie anche se c’è chi sostiene che non sia questa l’originale etimologia del nome.

Se deciderai di soggiornare qui saranno le piante a guidare la tua visita e non i monumenti o i musei. A impreziosire il paesaggio c’è anche la diffusione delle piante di cipresso che sanno sempre regalare dei momenti di intimità e introspezione.

Persino Goethe al suo passaggio in questa località ne rimase affascinato tanto da sottolinearne la naturale disposizione contemplativa. Le limonaie, infatti, si estendono in filari situati sulle pendici dei monti che segnano il confine con il Trentino Alto-Adige. Oggi sono protette e tutelate come patrimonio comunale di inestimabile valore storico.

 

GARDONE RIVIERA

Gardone Riviera è notoriamente famoso per il “Vittoriale degli Italiani”, luogo in cui visse il poeta abruzzese Gabriele D’Annunzio dal 1921 al 1938. È questa città a vantare il premio come la meta turistica lagunare più visitata dai turisti italiani e stranieri.

Fa parte del Parco regionale dell’Alto Garda Bresciano ed è avvicendata dai comuni limitrofi di Salò, Toscolano Maderno, Manerba del Garda, Vobarno e Torri del Benaco. Anche qui c’è una presenza moderata di agrumeti e uliveti ma la meta è frequentata per il monumento del Vittoriale.

Si tratta di un complesso museale composto da un teatro all’aperto, giardini architettonici, corsi d’acqua, edifici che ospitano vari cimeli, strade, archi, statue e piazze progettato dall’architetto Giancarlo Maroni.

Il suo intento fu quello di omaggiare il genio del poeta-soldato e imprimere le difficili imprese del popolo italiano durante il sanguinoso conflitto della Prima Guerra Mondiale.

SALÒ

Salò è ricordata per essere stata sede della Repubblica Sociale Italiana per un breve lasso di tempo che iniziò nell’ottobre del 1943. La scelta cadde su questa città per la sua vicinanza alla Germania Nazista durante il periodo in cui a guidare il popolo italiano c’era il dittatore Benito Mussolini.

Uno dei monumenti religiosi più importanti del paese è il duomo di Salò con la facciata esterna che rimane ancora incompleta ma impreziosita in parte dal portale in marmo del Tamagnino e di Gasparo Cairano.

L’edificio è dedicato a Santa Maria Annunziata e preserva le tele Paolo Veneziano e altri artisti dell’epoca mentre le dieci statue lignee sono state ideate da Pietro Bussolo.

 

veduta sul castello di Sirmione sul garda lato bresciano

 

I DINTORNI DEL LAGO DI GARDA LATO BRESCIANO

 

POZZOLENGO

Ho soggiornato qui, immersa nella fantastica zona dei vini, soprattutto del Lugana, dove a far risaltare il verde dei filari ci sono le tipiche case di campagna. La sua particolarità è determinata dalla posizione confinante con tre provincie: Brescia, Mantova e Verona.

Tra i prodotti tipici di Pozzolengo ci sono:

  • il salame Morenico di Pozzolengo, a cui è stata attribuita la DeCO (denominazione comunale di origine);
  • i biscotti tradizionali di Pozzolengo con la farina di farro;
  • lo zafferano.

Il borgo di Pozzolengo è abitato fin dalla preistoria e viene definito il “centro del mondo”. Al suo interno cela delle torbiere e dei pozzi che rivelano così l’origine del nome.

Il luogo di interesse principale è il castello costruito fra il IX e il X secolo come difesa dai magiari, ottimamente riqualificato ed esteso su una superficie di circa 10 mila metri quadri.

 

l'ossario con teschi e ossa di arti

 

SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA E SOLFERINO

Vicino a Pozzolengo compreso nel comune di Desenzano del Garda, c’è San Martino della Battaglia, famoso per una terribile battaglia. La quale fu combattuta dalle forze del Regno di Sardegna, capitanate da Vittorio Emanuele II, a fianco dei francesi contro gli austriaci. Le vittime furono ingenti e in ricordo di tale tragedia fu eretta la chiesa di San Martino adibita poi a ossario.

Vicino a questa c’è la città di Solferino, in provincia di Mantova, che si affaccia sui colli morenici del lago di Garda. Viene ricordata anch’essa in combinazione a San Martino per la terribile battaglia in cui persero la vita oltre 29 000 uomini.

La più importante struttura da visitare è la Rocca di Solferino, che viene comunemente chiamata la “Spia d’Italia“. Si trova a un’altezza ragguardevole di 23 metri e da lassù è possibile controllare tutta la zona circostante.

Vicino si trova anche Il Memoriale della Croce Rossa, in ricordo di Jean Henry Dunant, il fondatore dell’associazione, che proprio qui ebbe l’idea di istituire la società.

Piazza Castello, invece, ospita il castello di Orazio Gonzaga, una famosa famiglia di Mantova. Ma il sito più impressionante di tutti rimane l’Ossario di Solferino, che contiene oltre 1400 teschi e le ossa di oltre 7000 caduti. Un luogo carico di tristezza per i soldati caduti.

 

Torre a San Martino della Battaglia

 

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

La flânerie ti porterà a girovagare fra angoli rustici e insoliti dove sarai ricompensato di vedere mille dettagli interessanti. Il mio breve soggiorno non mi ha permesso di scoprire a fondo il Genius Loci, so solo che è autentico come i prodotti agricoli che qui prosperano. Ascolta i suoni della natura che gravitano attorno a ciò che è vita e nutrimento. 

L’odore è salubre a Sirmione dove puoi rilassarti consumando un ottimo gelato. Oppure potrai trovare qualche sbocco termale e ti verrà spontaneo immergerti nel calore delle acque. Hanno un alto potere curativo quindi sfruttale più che puoi ma fa attenzione che non siano troppo calde!

 

Musica consigliata: Muse – Exogenesis (parte terza)

Lettura consigliata: La soffitta sul lago di Viola Shipman

La Val Sarentino è nascosta tra le montagne dell’Alto Adige, dove la tradizione e la natura sono protagoniste assolute del panorama.

Un tripudio di verde che risplende in ogni sua più piccola sfumatura passando dal verde chiaro dell’erba al verde scuro dei pini. Intorno pochi centri urbani, tante chiese e torrenti implacabili che scorrono nonostante la siccità.

Nascosti tra i boschi fanno capolino appetitosi funghi mentre fiori di ogni tipo sono odorati da api svolazzanti che seguono imperterrite il loro lavoro in un ronzio felice.

Questa è l’immagine della vita sotto le Dolomiti: da una parte la fatica dell’uomo, dall’altra la magnificenza della natura. L’Alto Adige che fatica a levarsi dalla mente nel momento in cui i tuoi piedi hanno calpestato quelle magiche terre o le tue mani sfiorato i fili d’erba.

 


 

VAL SARENTINO

 

Per raggiungere la Val Sarentino bisogna prendere l’uscita dell’autostrada Bolzano Sud e seguire le indicazioni per Sarentino (Sarntal). Non ti preoccupare è difficile sbagliare strada, le indicazioni sono ben segnalate.

Una volta usciti dalla città si intravedono i primi scorci delle montagne e si percepisce il cambiamento di temperatura. Più si sale e più l’aria diventa frizzantina.

Anche i paesaggi cambiano diventando sempre più pacati e rilassanti. Ed eccola sbucare dal nulla: un agglomerato di case e di vita dispersa tra le pendici che si arrampicano come delle pareti verso il cielo.

Sarentino presenta un centro storico che racchiude notevoli edifici e masi databili inizio anno 1200. Numerose chiese nascondono all’interno affreschi di importanza artistica dal valore inestimabile e il castello dall’altra parte della montagna che la controlla, le regala un senso di regalità e di potenza economica.

Il piatto tipico è il Sarnel Striezl, una specie di focaccia imbottita di speck, ottimo da gustare accompagnato da una birra gelata Forst.

Grazie al temperamento conservatore della popolazione, si possono ammirare i vestiti tipici della zona che ancora mantengono un’importanza elevata all’interno della società sarentina.

 

Lago di Valdurna nei pressi di Sarentino

 

I DINTORNI DI VAL SARENTINO

 

I sentieri naturalistici da scoprire sono innumerevoli e adatti a qualsiasi livello di preparazione. Niente flânerie ma immersione nella natura, dunque!

I centri da non perdere nei dintorni sono:

  • la Valdurna, con il suo splendido lago
  • San Martino conosciuto come centro sciistico nel periodo invernale.

Una volta raggiunto San Martino non rimane che tornare indietro con la macchina perché la strada finisce e l’unico modo per attraversare i valichi che portano a Vipiteno e al Brennero è quello di attraversare il passo Pennes.

Non sarà facile andarsene di lì, la melodia dei torrenti e lo stormire degli alberi, entreranno nella tua anima e ti faranno sentire la mancanza ogni qual volta sentirai il bisogno di staccare la spina. Rimarrà lì presente a ricordarti che il Paradiso esiste e che si trova a pochi passi da te.

Potresti portarti a casa un po’ di quella melodia ascoltando le tipiche canzoni tirolesi oppure leggere un bel libro di Messner, un altoatesino doc.

 

Torrente, prato e case solitarie

 

Sei sei in Trentino ti potrebbe venire voglia di visitare anche il lago di Carezza, puoi leggere l’articolo qui e scoprire la leggenda della sirenetta e del mago Masaré.

A proposito di Messner…. essendo vicino a Bolzano potresti visitare l’affascinante museo dell’alpinista a Castel Firmiano. Sarà amore a prima vista, vedrai!

La ciclopista del Sile permette di scoprire la natura incontaminata del Veneto tra anatre, cigni e riflessi di acque verdi e navigabili.

E ti pare che io potessi perdermi un’occasione del genere? Giovedì, assieme a un’amica, abbiamo caricato le bici in macchina e fatto una parte del percorso partendo da Silea.

Ci siamo fermate ad ammirare la fauna e la flora, quasi incontaminate, immaginato di navigare tra le acque calme del fiume e ristorate all’ombra di una panchina tra libellule che ci volavano accanto.

LA CICLOPISTA DEL SILE

 

La ciclopista del Sile nasce dall’anello delle Risorgive e termina nella città balneare di Jesolo. Il percorso fa parte del circuito europeo della linea Monaco – Venezia.

Durante il tragitto non perderai mai di vista il sentiero grazie all’utile servizio di cartellonistica.

Il percorso si snoda in parte su tratti asfaltati, in parte su tratti di stradine di ghiaia, ponti e stretti sentieri. La cornice la fa il Sile con i suoi colori che spaziano dal verde più chiaro a quello più scuro.

Farfalle, libellule, anatre e cigni si divertono nell’acqua mentre negli stagni accanto al fiume, un tripudio di ninfee espongono i petali più belli.

Attiva i cinque sensi per un immersione completa nella natura, lei è la dama e il Sile è il Genius Loci del luogo. Ti basta cercare questo per vivere in maggiore sintonia.

 

“E per gli amanti del bird watching nel periodo primaverile-estivo è possibile osservare la nidificazione della Folaga, del Tuffetto, della Gallinella d’acqua e del più raro e maestoso Svasso maggiore.  

Tra gli uccelli nidificanti spicca per importanza la nidificazione della Moretta, un’anatra tuffatrice molto rara come nidificante in Italia.

Volgendo lo sguardo lungo le rive del fiume, si possono rilevare assembramenti di Cavedani nonché Tinche e Carpe occupate a svolgere i rituali tipici della riproduzione.

Tutto attorno si assiste alla crescita dell’Hippuris vulgaris, una pianta un tempo molto diffusa lungo il Sile ed ora in via di riduzione a causa forse della modificazione dello stato delle acque.

Molto gradevoli e delicati sono anche le infiorescenze del Morso di Rana (Hydrocharis morsus-ranae) che si sviluppano nelle acque basse e si mescolano alle foglioline dalla Lemna minor che cresce in abbondanza”.

(tratto dal sito ufficiale del parco naturale del fiume Sile)

Riflessi di piante sul fiume sile

 

INFORMAZIONI UTILI

 

Lungo la strada ci sono tantissimi locali dove dissetarsi e riacquistare le energie. Ci sono numerose agenzie che affittano bici, kayak e barche o che organizzano tour nelle bellissime città di Treviso e Venezia.

Il percorso è adatto a qualsiasi livello di preparazione. La strada è quasi tutta in piano e attrezzata con panchine e cestini dove buttare l’immondizia. Approfitta anche della presenza di spiaggette che permettono di rilassarsi e di recuperare fiato.

Nel sito parcosile.it puoi trovare interessanti guide e scaricare le cartine dei vari itinerari. Troverai tutte le informazioni che ti aiuteranno a preparare il tuo percorso alla scoperta della terra magica veneta. Se ti è più comoda l’applicazione, invece, la puoi scaricare sia per iOS che per Android.

 

Piante di ogni tipo lungo la ciclopista del sile

 


Musica consigliata: Pitura Freska

Lettura consigliata: Incalmà co i ochi di Ilia Sillo

Tre piccole isole veneziane sono descritte in questo articolo: isola delle Vignole sant’Erasmo e della Certosa. Ne hai mai sentito parlare? Non sono molto famose e fortunatamente anche poco visitate.

Rimangono pertanto un’oasi di pace nei dintorni dell’affollata Venezia, luogo ricreativo e di relax dei veneziani che scappano dalle folle di turisti nei weekend.

Conosciute già dai romani venivano frequentate come luogo di villeggiatura e diedero il via alla formazione della città di Venezia. Ognuna differisce dall’altra per qualche piccola particolarità ed è per questo interessante conoscerla una ad una.

ISOLA DELLE VIGNOLE

 

L‘isola delle Vignole è raggiungibile con il vaporetto linea 13 da Fondamenta Nove che passa anche per Murano e Sant’Erasmo. Inoltre è un ottimo attracco per le houseboat che attraversano il Sile e che qui trovano numerosi parcheggi a loro disposizione.

I punti turistici principali sono la chiesa e la “Trattoria alle Vignole” una di fronte all’altra dove, a dividerle, c’è un suggestivo ponte di legno che collega le due sponde.

La chiesa è passata alla cronaca perché il parroco stanco di celebrare la messa senza partecipanti, ha deciso di chiedere ai fedeli di prenotare la funzione qualora volessero essere presenti. La chiesa è dedicata a sant’Eurosia, patrona dei raccolti e protettrice dalla tempesta, dalla siccità e dalle inondazioni.

 

La storia di Eurosia narra della giovane in viaggio nei Pirenei e dell’incontro con i Mori, in particolare con il condottiero Muza, che la desidera in sposa.

Al suo rifiuto prima le taglia le mani, poi i piedi e infine la decapita. La testa rotola giù dai monti portando tempesta e fulmini punendo così i colpevoli del loro delitto.

La verità, però, è differente…  La povera Eurosia fu decapitata dai mori e sotterrata. Al ritrovamento del cadavere il corpo e la testa vennero conservati in due chiese diverse mentre si suppone che le mani e i piedi siano stati tagliati successivamente e conservati da altre parti.

 

La trattoria alle vignole si trova sulla sponda opposta alla chiesa e con una gradevole passeggiata tra gli orti  si può assaggiare il prodotto DOP lagunare “la castraura” ossia i carciofi violetti appena sbocciati e raccolti.

È un ottimo posto dove mangiare la tipica cucina veneziana lontani dal frastuono, dal traffico e dal cemento della città, vivendo un momento di immersione nella natura.

 

veduta sull'isola delle vignole

 

ISOLA DI SANT’ERASMO

 

L’isola di sant’Erasmo è la seconda isola più estesa dopo Venezia con vocazione tipicamente contadina. Le strade strette non sono state progettate per le auto pertanto circolano solo api 50, biciclette e motorini.

All’hotel “Il Lato Azzurro” si possono affittare biciclette sgangherate e fare un giro dell’isola. Ne puoi approfittare per ammirare gli orti e la spiaggia dove i veneziani si ritrovano nei fine settimana.

Tra gli orti voglio menzionare un progetto di due giovani ragazzi mestrini che seguono i dettami della coltivazione stagionale all’interno del loro spazioLa Maravegia“.

 

Qui puoi vedere il video story dell’azienda

 

La fattoria organica nata 4 anni fa si propone di coltivare la terra seguendo i ritmi naturali e non aggressivi nel massimo rispetto della natura e della conformazione del terreno alquanto particolare.

La torre massimiliana è l’elemento di spicco da visitare una volta approdati a sant’Erasmo. Si tratta di una fortezza ottocentesca voluta dall’arciduca austriaco, nata dalle fondamenta di un precedente forte francese.

 

abitazione particolare a sant'erasmo

 

ISOLA DELLA CERTOSA

 

L’ultima isola si raggiunge con il vaporetto 4.1 o 4.2 da piazzale Roma o dalla stazione. Abitato anticamente dai frati certosini custodiva la chiesa di sant’Andrea Apostolo con quadri del Tintoretto, Tiziano e altri artisti.

In seguito all’arrivo di Napoleone fu utilizzata come deposito delle polveri. Oggi è sede del Polo Nautico Vento di Venezia: un centro che offre servizi integrati per la nautica da diporto, lo sport, l’educazione ambientale, il turismo sostenibile, manifestazioni sportive e culturali.

All’interno si trovano un parco, un hotel con annesso bar e ristorante. Durante la biennale un ampio capannone ospita delle esibizioni, così come il Casello da Polvere del ‘500.

 

barchetta all'ingresso dell'isola della certosa

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Le isole sono troppo piccole per permettersi di fare della flânerie ma in compenso ci si può concentrare a cercare il Genius Loci che risiede nel riflesso dell’anima veneziana per eccellenza. 

I tuoi sensi saranno rapiti dalle sensazioni di pace che queste isole sanno emanare attraverso un gioco di prospettive, colori, sapori e odori assolutamente unici.

Chi vi approda per la prima volta rimane stupito nello scoprire degli angoli di paradiso così vicini dalla caotica città marinara, eppure esistono e ti consiglio ancora una volta di visitarli.

Musica consigliata: Sa Ta Na Ma mantra

Lettura consigliata: Il dono della Rabbia di Arun Gandhi