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Le 5 ciclabili di Montagnana sono degli itinerari panoramici per scoprire la zona del basso veronese, il vicentino e il padovano. Un paesaggio in continua evoluzione che passa attraverso la campagna, le terme e i magnifici colli euganei.

Possiamo dividerle in 5 percorsi che interessano i segmenti:

  1. Montagnana – Mantova
  2. Anello delle città murate
  3. Montagnana, Bevilacqua, San Salvaro, Merlara e Casale di Scodosia
  4. Bassa Padovana
  5. Verona

 

 

Arrivare a Mantova

 

Il percorso ha una lunghezza di circa 71 chilometri (quasi come quello da San Candido a Lienz) e impegna per circa 5 ore solo l’andata. Al ritorno è possibile prendere un treno controllando però se c’è la possibilità di caricare bici.

Il terreno è quasi tutto asfaltato, si attraversano caratteristici borghi dove la campagna regna sovrana e si possono ammirare le coltivazioni che variano in base al periodo come il radicchio, le mele o i filari di vite.

Il tracciato è consigliato anche ai bambini anche se la lunghezza è notevole. Meglio approfittare facendo delle pause/visite o dividere il percorso in almeno due giorni.

 

Anello delle città murate

 

La lunghezza di questo tracciato è di circa 66 chilometri in un terreno misto asfaltato e sterrato. Richiede 4 ore e mezza di impegno fisico per attraversare l’anello dei colli Euganei, la meravigliosa città di Este con il suo castello, il Bosco del Palù e il monastero di San Salvaro.

Non manca all’interno dell’itinerario la veduta del castello di Bevilacqua, uno degli edifici più sfarzosi presenti in zona. Si attraverseranno gli argini dei fiumi Frassine e Fratte grazie all’ausilio di diversi ponti.

L’unica pecca del percorso è la scarsa manutenzione e la poca segnaletica che possono causare qualche difficoltà ai ciclisti. Non è consigliata ai bambini se non opportunamente allenati.

 

5 ciclabili di montagnana in compagnia di amici

 

Da Montagnana a Casale di Scodosia

 

Si parte dal centro di Montagnana, uno dei borghi più belli d’Italia, seguendo un itinerario di circa 2 ore che andranno a coprire una distanza di 31 chilometri.

Consiglio di fare una breve sosta alla partenza per visitare la città murata di Montagnana, le informazioni le puoi trovare qui, ammirando i merletti delle sue mura difensive.

Dal centro si prosegue per il borgo san Marco in direzione Bevilacqua, seguendo l’argine del fiume Fratta. Si continua a San Salvaro avendo così la possibilità di scorgere il monastero camaldolese.

Infine, si attraversano i comuni di Merlara e Casale di Scodosia per poi ritornare all’interno delle mura di Montagnana. Il tracciato è sia sterrato che asfaltato e non è adatto ai più piccoli.

 

veduta dall'esterno del borgo di montagnana

 

La Bassa Padovana

 

Più di 70 chilometri di tracciato misto per visitare la zona che da Este raggiunge Montagnana e viceversa, attraversando in parte l’anello dei colli Euganei.

Si attraversano i luoghi della storia romana e rinascimentale e la natura tipica dei rinomati colli padovani con le sue benefiche terme. La lunghezza del percorso è paragonabile a quella della ciclabile del Brenta con gli stessi livelli di saliscendi continui. 

Ovviamente il paesaggio è differente e non richiama continuamente i riferimenti montani come in quello del Brenta. Qui la campagna con le sue piantagioni di soia, granoturco e frumento fanno da cornice e occultano gli argini e i canali che fungono da irrigazione.

Case contadine, oggi riportate a nuovo con dettagli architettonici frugali, nascondono allevamenti di bestiame senza eliminare però del tutto, l’inconfondibile odore.

 

Verona

 

Non poteva certo mancare fra le 5 ciclabili di Montagnana l’arrivo alla città scaligera per eccellenza, ossia Verona. Questo percorso di circa 63 chilometri si snoda attraverso un percorso sterrato e asfaltato per un tempo di circa 4 ore.

Si passerà attraverso la pista ciclabile di Albaredo d’Adige partendo da Porta Vicenza di Montagnana per arrivare fino alla rinomata piazza Brà dove si potrà ammirare l’arena sorseggiando un caffè.

Le città che si incontreranno oltre ad Albaredo saranno: 

  • Ronco all’Adige
  • Zevio
  • Molini

Infine, seguendo il naturale percorso del fiume Adige, arriveremo nel centro di Verona dove potremo soggiornare e utilizzare il secondo giorno per una visita alla città.

Se vuoi altri utili suggerimenti oltre alle 5 ciclabili di Montagnana clicca qui

 

 


Punto e Viaggio consiglia:

È bastato un giorno al mare fra Chioggia e Sottomarina per ricaricare le energie assopite dal lockdown e ritrovare subito l’entusiasmo. Respirare lo iodio, lasciare che il luccichio del sole sulla superficie del mare mi abbagliasse, mentre i piedi affondavano dolcemente sulla sabbia.

E ancora farmi accarezzare dal vento e abbronzare dal sole: tanto è bastato per proiettarmi verso l’estate. Una stagione alquanto particolare, partita in sordina per esplodere in tutta la sua forza. Tale e quale il mio desiderio di spensieratezza ritornato prepotentemente a farsi notare.

 

Casa a Chioggia

Tipica abitazione fra Chioggia e Sottomarina

 

Un giorno fra Chioggia e Sottomarina

 

Se anche tu, come me, non vivi nella provincia di Venezia dovrai affidarti ai mezzi pubblici o alla macchina per arrivare a destinazione. Per vedere il percorso in macchina ti basterà utilizzare un navigatore o un’applicazione come Google Maps o MapsMe.

 

Una raccolta di applicazioni utili per chi ama viaggiare in macchina le trovi a questo link

 

Con i mezzi pubblici, invece, puoi scegliere due varianti: una pratica e una più avventurosa. La prima consiste nel prendere la corriera che da Padova porta direttamente a Sottomarina.

La trovi alla stazione delle corriere di Padova alla fermata numero 4 con orari che variano ogni mezz’ora circa. La prima corsa parte alle 6.30, la seconda alle 7.00 e così via fino ad arrivare all’ultima delle 20.40.

Io sono partita in treno da Bassano del Grappa e sono arrivata alla stazione di Padova alle 7.45. Da lì ho preso la corriera delle 8.00 e ho scoperto, con mia immensa gioia, che la corsa scende solo alla fermata di Piove di Sacco compiendo l’intero percorso in un’ora e un quarto.

Ciò significa che si ha tutta la giornata a disposizione per godere appieno i benefici del mare! Il prezzo dei biglietti di andata e ritorno è stato un totale di 10,40€, ossia 5,20€ a tratta.

L’altra variante è quella di raggiungere la stazione di Venezia Santa Lucia e raggiungere Chioggia con i traghetti. Prima si prende il traghetto che va in direzione Lido di Venezia, poi si prende la corriera che va a Pellestrina e, infine, si prende l’ultimo traghetto che termina a Chioggia.

Grazie a questo escamotage hai la possibilità di visitare tre isole lagunari nello stesso giorno apprezzando la varietà di paesaggio e di stile architettonico. 

Se possiedi la carta Venezia la spesa sarà di 1,50€ a singola tratta per un totale di 4,50€. Per andata e ritorno si spendono un totale di 9€. Senza la carta Venezia ti conviene fare il biglietto per l’ACTV di 20€ valido tutto il giorno.

Il percorso richiede 3 ore di viaggio per l’andata e altrettanto per il ritorno. Quindi se vuoi spendere più tempo a Chioggia e Sottomarina questa non è la soluzione più ottimale.

E in treno è fattibile?

Da Bassano non c’erano alternative valide per cui l’ho escluso ma ti voglio svelare come ho fatto a scovare le soluzioni di viaggio: ho utilizzato un sito che uso anche all’estero e che si chiama Rome 2 Rio. Ne ho parlato più approfonditamente in questo articolo.

 

mercato del pesce chioggia

Al mercato del pesce a Chioggia

 

Cosa vedere a Chioggia

 

Innanzitutto vorrei consigliarti di visitare Chioggia il giovedì quando prende vita il mercato settimanale con il suo famosissimo mercato del pesce. Puoi vedere chi popola il mar Adriatico e gustare la freschezza dei molluschi appena pescati.

Orate, branzini, seppie, gamberoni fanno bella vista sulle bancherelle mentre qualche gabbiano si aggira furtivo brontolando, con la speranza di guadagnarsi qualcosa da mangiare!

La simpatia dei venditori che invitano ad acquistare dandoti anche dei meravigliosi consigli culinari è divampante e sarà impossibile uscire senza aver riempito il sacchetto della spesa. Portati anche una borsa frigo per tenere in fresco il più possibile il pesce!

La città, all’esterno, si anima di turisti e locali che scendono in piazzetta per acquistare i prodotti alimentari ma anche per fare un po’ di shopping, bere uno spritz o incontrarsi con gli amici.

Chioggia è una piccola Venezia incastonata in un contesto senza tempo con continui richiami architettonici, ponti, barche e locali che richiamano la sorella maggiore.

La via principale è Corso del Popolo e seguendolo puoi salire al campanile di Sant’Andrea e godere della terrazza panoramica con vista sull’intera laguna. Puoi perderti nella flânerie abbandonando i pensieri disturbanti.

Preferisci visitare chiese e musei?

Nonostante la città non sia molto estesa ha un varietà culturale davvero notevole. I punti turistici da visitare sono:

  • Museo dell’orologio all’interno del campanile di sant’Andrea;
  • Giuseppe Olivi: museo di zoologia adriatica a Palazzo Grassi;
  • Chiesa di San Giacomo in corso del Popolo;
  • Cattedrale di Santa Maria Assunta, duomo della città;
  • Refugium Peccatorum, dove i condannati pregavano per la loro anima prima dell’esecuzione.

 

Cartina di chioggia

 

Cosa vedere a Sottomarina

 

Sottomarina è la zona degli stabilimenti balneari dove ci si rilassa in spiaggia con una lettura, un tuffo e un gelato. È la zona della movida veneziana estiva dove si balla in spiaggia nello stabilimento di Cayo Blanco, in località san Felice. Però è anche una zona tranquilla dove si può pranzare su un ristorante a ridosso della diga, chiamato trabucco, in prossimità del faro.

La passeggiata nella frazione di san Felice permette inoltre di vedere il Forte san Felice nell’omonima isola oppure lo sbocco del Brenta e del Bacchiglione in direzione opposta al faro.

 

Diga verso il faro

Diga verso il faro

 

Da non perdere

Secondo il Genius Loci di Chioggia e Sottomarina che ci tiene molto ad accogliere i turisti, è un gran piacione anche se appare scostante, non dovrai assolutamente perdere:

  • il pandolce chioggiotto (una delizia con il ripieno di crema alla nocciola);
  • un bicchiere di spritz;
  • una frittura di pesce, spaghettata di pesce o pesce al forno acquistato al mercato;
  • una lunga passeggiata a Sottomarina con visita al faro;
  • ascoltare in sottofondo una hit dei Radiosboro;
  • un bagno ristoratore e, infine, relax sul lettino.

Una volta compiuto questi 5 passaggi potrai sentire le energie e la vivacità invadere il tuo corpo e tornando vorrai consigliare a tutti i tuoi amici di trascorrere un giorno a Chioggia e Sottomarina!

A me è venuta voglia di farlo con te, vorrà pur dire qualcosa, no? 😉

 

Ristorante nella diga

Ristorante di pesce nella passeggiata per raggiungere il faro

 

Ti lascio gli ultimi indirizzi per organizzare il viaggio:

L’altro giorno mi sono regalata una passeggiata invernale a Innsbruck e prima di andarmene ho festeggiato la gita con un Glünwein. Cosa ho visto? Speravo di ammirare i mercatini di Natale ma ho scoperto che finiscono il 23 dicembre e vengono tolti pure quasi tutti i festoni e le luci entro il 26. 

Rimangono solo ad adornare le varie piazze poche casette natalizie che vendono prodotti artigianali, cibo da strada e, ovviamente, il famoso Glünwein.

Il Glünwein altro non sarebbe che vin brulé con la variante del vino bianco, varie spezie profumate a insaporire in modo caratteristico la bevanda e il calore che inevitabilmente genera nel corpo e nello spirito.

Come arrivare a Innsbruck

 

AUTO

Io ci sono andata in auto in compagnia di amici, attraversando il famoso ponte d’Europa (il più alto in Europa) dal Brennero, spendendo un totale di 19€ andata e ritorno.

La vignetta permette, invece, di guidare nelle autostrade austriache a un costo di 9,20€ ma se si entra a Innsbruck sud non serve l’acquisto di quest’ultima.

Maggiori dettagli sulla vignetta austriaca li trovi a questo indirizzo: Pedaggio Autostradale Austria.

I parcheggi sono alquanto cari e si va da un minimo di 1,30€ ogni mezz’ora, a 2,60€ all’ora, per finire con 18€ il giornaliero mentre le tariffe notturne sono leggermente più basse. Il prezzo è uguale per tutti i parcheggi.

 

TRENO

Vicino al centro si trova anche la stazione ferroviaria denominata Innsbruck Hauptbahnhof da cui partono e arrivano i treni in direzione Germania, Svizzera, Italia e tutta l’Austria.

Dalla stazione si accede con una passeggiata di 10 minuti al centro città, nelle piazze principali da cui si iniziano a intravvedere i primi bagliori di arte gotica e barocca tipica dell’Austria.

Potresti anche vedere le tratte del Flixbus per Innsbruck, la stazione di partenza e di fermata è a Südbahnstraße nei pressi della stazione di benzina DISKONT che si trova a due minuti dalla stazione ferroviaria.

 

arco di trionfo

 

Cosa vedere a Innsbruck

 

Se farai una semplice passeggiata invernale a Innsbruck come ho fatto io non avrai molto tempo per visitare in toto la città, potrai comunque vedere molte bellezze architettoniche che la caratterizzano.

Le più importanti sono le seguenti:

  • Tettuccio d’oro (Goldenes Dachl)
  • Il Duomo di San Giacomo (Dom zu Sankt Jakob)
  • Il Palazzo Imperiale (Hofburg)
  • La Chiesa di Corte dove si trova il cenotafio di Massimiliano I (Hofkirche)

A queste si devono aggiungere l’Arco di Trionfo e la Colonna di Sant’Anna posizionate nell’Altstadt, ossia il centro storico cittadino, l’Alpenzoo, lo zoo più alto in Europa, il Castello di Ambras e il Museo dei Swarovski.

Attorno invece è un dovere ammirare la vivacità del fiume Inn e i monti che la circondano: a nord i Monti del Karwendel, a sud il Patscherkofel e a ovest l’Altopiano di Mieming.

I musei da visitare sono in tutto 20 e ti consiglio di fermarti a recuperare informazioni su escursioni, orari, biglietti e Innsbruck Card presso l’Ufficio Informazioni posizionato in via Burggraben, 3.

 

Centro storico a Innsbruck

 

Mercatini di Natale mancati

 

La mia idea era quella di visitare i mercatini di Natale ma dato che erano già terminati ho optato per una visita più completa alla città. L’arco di Trionfo mi ha subito colpito perché mi ha dato una sensazione di antica magnificenza. 

Così mi sono andata a informare e ho scoperto che l’opera era stata costruita per il matrimonio del futuro imperatore Leopoldo II e serviva a immortalare la grandezza dell’impero asburgico.

Camminando per Maria-Theresien-Straße ho avuto modo di vedere le ultime casette di Natale rimaste ad adornare la piazza. Inoltre, ho visto l’entrata dell’Hard Rock Cafè, gli aerei che passano poco sopra gli edifici e le tinte pastello che colorano le abitazioni.

La fortuna ha voluto che comprendessi il motivo dei diversi colori: essi, infatti, servivano in passato per indicare i negozianti e i loro mestieri, identificandoli in base alla gradazione.

Si può vedere meglio la contrapposizione delle diverse colorazioni passeggiando lungo la riva destra del fiume Inn dove, nella parte opposta, sorge la città vecchia, degna rappresentatrice di quest’arte pittorica. 

Ma è raggiungendo Herzog-Friedrichstraβe che si accede all’attrazione principale di Innsbruck: il Tettuccio d’oro. Si tratta di una specie di balcone finestrato chiamato Erker ricoperto di 2.657 scandole di rame dorato che regala un effetto ottico di pura lucentezza.

 

Cosa sono le scandole?

Sono le tegole in legno come venivano fatte una volta

 

Il palazzo era di proprietà dei conti del Tirolo mentre oggi è diventato il museo Maximilianeum visitabile con o senza guida, dove viene illustrata la città in tutte le sue sfaccettature. 

Continuando a passeggiare in via Pfarrgasse si raggiunge la Dom Platz dove si può ammirare il Duomo di San Giacomo. Fu eretto tra il 1717 e il 1724 sopra le ceneri di un’altra chiesa del 1180, seguendo lo stile barocco. È dedicato a San Giacomo per ricordare il passaggio della via austriaca relativa al Cammino di Santiago de Compostela.

 

Duomo di San Giacomo

 

La passeggiata invernale a Innsbruck continua…

 

Continuando a fare della flânerie, esattamente dietro al Duomo, si trova il Palazzo Imperiale, conosciuto come Hofburg, sede della famiglia regnante e caratterizzato dal Salone dei Giganti, una stanza da ballo enorme che doveva contenere tutti gli invitati a corte. 

Qui si può fare la conoscenza del Genius Loci di Innsbruck, uno spirito che vive a metà strada fra l’aristocratico e il montanaro, miscelando irresistibilmente i due contrasti. 

L’Hofkirche è una chiesa in stile gotico che custodisce le spoglie di Massimiliano I di Austria protette da due imponenti statue in bronzo che catturano al primo sguardo. Si trova sulla via Burggraben e l’entrata costa attorno ai 7€.

E ancora…

Il Castello di Ambras è posizionato al fuori del centro cittadino ma è visitato per la sua bellezza rinascimentale ed è meravigliosamente contornato da un parco curato in ogni dettaglio.

Le opere pittoriche presenti sono di notevole valore e attraversano tutte le varie epoche storiche. Tra queste figura un quadro di Vlad III di Valacchia, meglio conosciuto come il Conte Dracula.

L’Alpenzoo è a nord della città e si può raggiungere in mezz’ora a piedi o in pochi minuti con la funicolare ma non essendo particolarmente amante degli zoo non ho ricercato informazioni su come visitarlo.

Tra l’altro passeggiando per le vie di Innsbruck ho assistito alla morte di un topolino a causa di un avvelenamento o di un malore, non so, mentre si contorceva e allungava le zampine come a richiedere aiuto.

Un topo è sempre un topo ma la scena è stata straziante e molte persone, come me, si sono fermate impotenti per lasciare un pensiero al povero topolino morente. 

Il Museo dei Swarovski si trova ancora più distante, nella cittadina di Wattens. Questo l’indirizzo esatto: Swarovski Kristallwelten, Kristallweltenstraße 1, 6112 Wattens, Austria.

In centro città puoi comunque visitare il negozio Swarovski con relativo museo e forse anche a te verrà voglia di tenere fra le mani quelle pietre luccicanti per percepire se posseggono dei poteri magici.

 

Musica consigliata: Tchaikovsky – Waltz of the Flowers

Lettura consigliata: I Buddenbrock – Thomas Mann

 


I giganti esistono davvero in Austria e vivono nascosti nei boschi. Scendono durante le feste natalizie per partecipare alla vita cittadina. Si mettono negli angoli della strada e rimangono per tutta la loro permanenza immobili e silenziosi. Sono altresì pronti ad accogliere con un sorriso i turisti che li guardano interessati e spaventati allo stesso tempo. I loro nomi sono Mathias, Elfodor, Grunge e Lyanette. Io li ho visti per le strade, in posa ad aspettare i turisti. La prossima volta porto loro il tuo saluto?

 


 

Vuoi sapere anche della Ciclabile San Candido-Lienz? Trovi tutte le info qui:

Sospirolo si trova in provincia di Belluno e fa parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: un luogo da visitare e conoscere.

L’origine del nome Sospirolo è da considerarsi parte integrante del monte Speron che svetta sopra il comune. I Sospiroi, infatti, erano gli abitanti conosciuti nella zona come “la gente che viveva nei casali sotto il monte Sperone”.

Ti confesserò che la prima volta che l’ho sentito io, invece, ho subito immaginato una donzella in attesa del suo amore, trascorrendo il tempo fra lacrime e sospiri. 

Sospirolo e le sue frazioni

 

Sospirolo è un comune che conta circa 3000 abitanti con un centro abitato che merita una piccola visita a partire dalla bellissima chiesa patronale dedicata al culto dei Santi Pietro e Paolo, istituita attorno all’anno 1100.

Nel corso dei secoli la stessa fu ampliata e ricostruita seguendo lo stile architettonico neogotico assai particolare in quella zona e consacrata dal patriarca di Venezia Giuseppe Sarto meglio conosciuto come il Papa Pio X.

La chiesa si trova in una posizione pianeggiante ed è contornata dal profilo bianco delle montagne; in lontananza si scorge il campanile, in posizione arretrata rispetto la chiesa, adiacente al cimitero comunale. 

La nota stonata di questo panorama da cartolina è un palo del telefono sistemato proprio di fianco al campanile. Impossibile fare delle foto senza che questo non sbuchi da qualche parte, un vero peccato!

 

 

Sentiero Dino Buzzanti e Girolamo Segato

Se dalla chiesa si scende in direzione cimitero si trova accanto al parcheggio il sentiero dedicato allo scrittore Dino Buzzati, un percorso ad anello che riporta in centro sulla destra della chiesa.

Il tragitto, ahimè, non è molto curato ma cela al suo interno un tiglio antico che conosce tutte le vicissitudini degli abitanti. Quante cose avrebbe da dire quella pianta se potesse parlare!

Inizierebbe sicuramente raccontandoci la vita del suo abitante più illustre, ossia il cartografo, egittologo e naturalista Girolamo Segato. Chi era costui?

Girolamo nacque all’interno della Certosa di Vedana (te ne parlerò fra un po’) e, all’età di 26 anni, partì in spedizione per l’Egitto. Si appassionò in particolar modo della tecnica della mummificazione.

Quando fece ritorno in Italia si trasferì a Firenze approfondendo gli studi già iniziati in Egitto sull’imbalsamazione. Fu così abile ad apprendere la tecnica da inventarne una parallela e originale che consisteva nella mineralizzazione o pietrificazione. 

Si tratta di un processo che distrugge la parte organica attraverso l’uso di agenti chimici. Tramite questo elaborato fu in grado di creare dei preparati che permettevano la conservazione dei tessuti in termini di consistenza, elasticità e colori.

Pensò di regalare un tavolo di carne pietrificata al Granduca di Toscana per ricevere in cambio una sorta di finanziamento alle sue ricerche. Il nobile, però, non vide l’oggetto come un qualcosa di valore ma anzi di diabolico, e lo tacciò di essersi impossessato della magia Egiziana. 

Segato fu protetto da papa Gregorio XVI che era un suo concittadino ma rimase profondamente colpito dall’accaduto. Decise di tenere per sé la formula segreta che permetteva il processo chimico e tutt’ora non si conoscono ancora i particolari. Un suo tavolo di lavoro è esposto alla Reggia di Caserta nella sala dell’Estate. 

 

Chiesa a Sospirolo

 

Le frazioni di Sospirolo sono:

  • Torbe
  • Mis
  • Gron
  • Pascoli
  • Maras
  • San Gottardo
  • San Zenon
  • Piz-Camolino
  • Oregne – Ai Casai – Campaz
  • Susin

 

Mis

Si tratta di piccole comunità  che nascondono bellezze a volte inaspettate, come il comune di Mis da cui prende il nome l’omonimo lago e che richiama ogni anno migliaia di visitatori.

Alimentato dal fiume Cordevole e da altri torrenti che scendono a picco sulla valle è riconosciuto per essere un luogo incantevole in cui ricaricare le energie a contatto con la natura più selvaggia.

Lo si può fare visitando i famosi Cadini del Brenton, la cascata della Soffia o intraprendendo i numerosi sentieri che portano direttamente all’interno del Parco delle Dolomiti. 

Se vuoi organizzare una gita qui ti consiglio di leggere l’articolo che ho scritto l’anno scorso corredato da tutte le informazioni utili:

Gron

La chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta di Gron a Sospirolo fu progettata dall’architetto armeno Ohannés Gurekian nel 1961. L’uomo nacque a Costantinopoli ma si trasferì in Italia e più precisamente ad Asolo in tenera età. 

I suoi studi verterono sull’ingegneria idraulica ma i suoi lavori si diressero per la maggior parte verso l’architettura. Innamoratosi perdutamente della zona dell’Agordino si stabilì a Frassené.

In queste zone scoprì l’alpinismo e le crode dolomitiche e si fece promotore della salvaguardia del territorio. Per questo, alla fine del secondo conflitto mondiale, fece ritorno nel bellunese e si dedicò alla ricostruzione dei piccoli abitati completamente distrutti dalla guerra.

Va ricordato, inoltre che fu l’ideatore della prima associazione Pro Loco d’Italiavolta a valorizzare le qualità naturali, culturali e architettoniche del territorio. 

 

Certosa di Vedana

 

San Gottardo

Nel comune di San Gottardo di Sospirolo a Masiere si trova l’affascinante Certosa di Vedana oggi chiusa al pubblico perché abitata dalle monache di clausura. Le sue origini sono molto antiche e risalgono all’Alto Medioevo.

Nacque come ospizio per poi essere acquisita dai padri certosini della regola di San Brunone che la trasformarono in luogo di contemplazione e di ricevimento dei viandanti. 

Successivamente divenne una fattoria e iniziò un lento declino strutturale fino a quando non fu ceduta alle monache di clausura provenienti dalla certosa di Riva di Pinerolo che la risistemarono. Attualmente è abitata dalle monache di clausura, un piccolo gruppo di religiose dedita alla preghiera ininterrotta al santissimo Sacramento.

La via degli ospizi

Dalla Certosa di Vedana parte il percorso conosciuto come la via degli ospizi che porta da Vedana alle miniere di Val Imperina, attraverso un tracciato lungo 20 chilometri. 

Si attraversa quindi i luoghi storici adibiti a ospizi come quello di Vedana appunto, di San Gottardo, di Candaten e di Agre seguendo la riva destra del fiume Cordevole.

I paesaggi che si incontrano lungo il cammino sono molto diversi fra loro e variano dal più selvaggio al più verdeggiante fra prati in fiore e terreni agricoli. La distanza però è notevole e va calcolato un giorno intero di cammino. 

 

 

Lago di Vedana

Appena prima di arrivare alla Certosa si trova sulla destra il lago di Vedana, uno specchio d’acqua formatosi naturalmente e considerato oggi come uno dei biotopi bellunesi di maggior rilevanza.  

Lo si può visitare attraverso un percorso ad anello ammirando le ninfee comuni che abbelliscono la superficie del lago e le sue piante le cui fronde scendono a toccare l’acqua.

La fauna presente è molto popolosa e spiccano gli uccelli come l’airone cenerino, la ghiandaia e il germano reale, come anche gli anfibi tipo la salamandra pezzata, la raganella e il tritone punteggiato.

Luogo dedicato alla pesca sportiva dove si possono incontrare trote, cavedani, carpe, pesci persico, eccetera. L’ultima menzione va agli anfibi tra cui i più comuni sono l’orbettino, la biscia dal collare e Colubro di Esculapio, tutti non velenosi!

Oltre alla passeggiata di mezz’ora intorno al lago si può fare il Percorso Natura delle Masiere dalla durata di 1 ora circa.

Si parte dal parcheggio del lago e si attraversano le frazioni di Torbe e Calmatte fino a raggiungere il Belvedere da cui si possono ammirare la valle del Cordevole, la catena Prealpina, la Certosa di Vedana e la chiesa di San Gottardo.

 


Cosa c’è ancora da vedere nel Bellunese secondo Punto e Viaggio:


 

*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Sospirolo mi ha colpito subito per il verde brillante dei suoi prati, il verde più scuro delle sue montagne e il profumo inebriante dei fiori dove ronzano felicemente api indaffarate. 

Potresti decidere di assaggiare un petalo. Alcuni fiori si possono mangiare, lo sai? Ma forse è meglio lasciarli alle api che sanno meglio di noi come rendere prezioso il loro nettare.

Mi sono dedicata un giorno alla flânerie con l’intento di tornarci ancora per terminare di visitare quegli angoli che ho trascurato, mentre il Genius Loci mi si è subito presentato come un essere determinato, diretto e indaffarato.

Porta nel suo cuore i ricordi dell’infanzia e dei suoi giochi nella natura, alla quale è profondamente legato. Sentirai anche tu la voglia di accarezzare l’erba o la corteccia di un albero, oppure ancora mettere i piedi nell’acqua gelida, per assicurarti la sua forza e assorbirne l’energia. 

Lo stesso rumore dello scorrere scivolando tra i sassi ti donerà pace come anche l’immergerti nei boschi per ascoltare il solo canto degli uccelli reclamarne la proprietà.

Musica consigliata: Spasseton – Los Massadores

Lettura consigliata: Barnabo delle Montagne – Dino Buzzati


 

Cosa c’è da vedere a San Gregorio nelle Alpi in provincia di Belluno? Natura, arte e storia e tanto, tantissimo relax o trekking. A te la scelta: sei più un tipo sportivo o una persona che si ricarica semplicemente ammirando la natura?

San Gregorio nelle Alpi

 

Sopra a Santa Giustina si trova il comune di San Gregorio nelle Alpi che, come ogni cittadina bellunese, è formato da piccoli borghi che ne accresce il numero degli abitanti.

Posizionato nell’area conosciuta come la Valbelluna, in prossimità della vicina Valscura, sorge ai piedi della maestosa cima del monte Pizzocco, facente parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Il centro cittadino è all’interno di un perimetro che racchiude vari negozi, uffici, parcheggi e la chiesa a tre navate dedicata ovviamente al culto di San Gregorio.

In origine lo stile architettonico fu bizantino ma l’edificio venne ricostruito per agevolare l’ingresso ai fedeli. La riedificazione è legata a una leggenda popolare che narra della differente intenzione riguardo al luogo di costruzione.

Nel punto in cui doveva sorgere la chiesa, infatti, accadevano di notte dei fatti alquanto strani… 

La sera, gli operai, portavano i materiali edili nella zona di lavoro per poi, la mattina, ritrovarli spostati da un’altra parte. Nonostante fosse interpellata tutta la cittadinanza con ripetuti avvisi di richiamo, gli insoliti spostamenti non cessarono.

Con il passare dei giorni la popolazione accettò il fatto come un segno divino e decise di edificare la struttura religiosa nel luogo predestinato, giusto per non far torto a nessun santo!

Una spettacolare visuale permette a chi transita in zona di godere del panorama bellunese, racchiuso tra il desidero di appropriarsi della natura e il dominio delle rive del Piave che da sempre detta legge in questi territori. 

 

In direzione Casera Ere

Salendo sulle cime

 

Gli amanti del trekking saranno felici di trovarsi in questi luoghi ameni grazie alle numerose proposte escursionistiche che partono dai comuni di Roncoi di Fuori e Roncoi di Dentro e si avvicendano fino alla sommità delle cime. 

Il monte Pizzocco fa da cornice a questi percorsi ma ci si può anche fermare a livelli più bassi visitando la famosa Casera Ere che accoglie i camminatori con piatti tipici e una vista a 360 gradi a dir poco fenomenale.

Il gestore, inoltre, è “un artista del legno” e ha disseminato lungo i sentieri le statue raffiguranti i simboli del bosco e della natura umana con molta cura e dedizione.

Gli altri itinerari proposti sono quelli che raggiungono il bivacco Palia, il passo Forca e la Chiesetta di San Felice al Monte. Richiedono un impegno fisico non indifferente ma sono ben segnalati e facili da seguire. 

Io sono riuscita a fare solo il percorso a Casera Ere durante la mia settimana di vacanze a San Gregorio nelle Alpi e poi ho visitato altri luoghi nelle vicinanze. 

Le proposte escursionistiche in queste zone sono per tutti i gusti e per tutti i livelli. Quello che proprio non si può fare nella provincia di Belluno è annoiarsi ma anzi, rimane così poco tempo a disposizione, che si è costretti a tornare più e più volte!

 

Camminando fra i boschi della Valbelluna

Gli altri itinerari proposti da Punto e Viaggio in provincia di Belluno sono:

Se vuoi conoscere altri itinerari clicca qui: 

 

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Il Genius Loci di San Gregorio nelle Alpi è un essere burlone, accogliente e ospitale: il perfetto anfitrione. La flânerie nei luoghi di montagna non è concessa ma ci si può dilettare a vagare per i piccoli borghi per vedere le fattorie che lavorano a pieno ritmo. 

Durante la tua ricerca dello spirito del luogo osserva come tutto sia perfettamente armonico, ascolta come ogni suono sia attutito e ogni odore potenziato. 

Raggruppa tutto questo in un piatto e ritroverai ogni singola esperienza negli ingredienti: la mano che cucina è la stessa che lavora la terra e alleva la carne. Un cerchio di vita, morte e rinascita che dura da millenni.

Musica consigliata: I choose Love – Shawm Gallaway

Lettura consigliata: Mirtilli o l’importanza delle piccole cose – H.D. Thoureau

Ischia fai da te è possibile? Certamente! L’isola non presenta difficoltà per l’organizzazione del viaggio in quanto ben collegata. Ti basterà raggiungere il porto e da lì partire alla volta di una delle isole napoletane più belle.

Ad accoglierti ci sarà una terra lussureggiante di piante, un terreno ricco di minerali grazie alle eruzioni vulcaniche, un mare dai colori cangianti e delle rocce di tufo verde che ti faranno spalancare la bocca dallo stupore.

Ci sei mai stato? Allora sai già di cosa sto parlando. Se invece non l’hai ancora visitata seguimi nel racconto e ti farò conoscere un angolo italiano che ti verrà voglia di scoprire al più presto.

Come raggiungere Ischia

 

Se stai organizzando un viaggio a Ischia fai da te non ci sarà nessuno con un cartello con su scritto il tuo nome ad attenderti all’aeroporto e neanche qualcuno pronto a indicarti il tragitto da percorrere per arrivare al porto dalla stazione dei treni. 

Per questo motivo ho deciso di mettermi una camicia bianca, un paio di pantaloni neri e di raccogliere i capelli in modo da apparire professionale e trasformarmi nella tua agente di viaggio virtuale. 

Fa’ finta che ci sia io in aeroporto o in stazione pronta ad accompagnarti nel viaggio dei tuoi sogni. Non ti aspettare, però, un trattamento a 5 stelle perché il mio concetto di viaggio si basa sull’avventura.

 

 

Sei pronto/a dunque a partire?

Perfetto, cominciamo! Arrivando all’aeroporto Capodichino a Napoli dovrai scegliere il mezzo a te più congeniale per raggiungere il porto. Tra le soluzioni più convenienti puoi scegliere l’Alibus o il taxi collettivo.

Il primo si trova a circa 200 metri dall’uscita dell’aeroporto, sulla destra e ha un costo di 5 euro a tratta, da pagare direttamente al conducente. Puoi acquistarlo anche in anticipo per un costo ridotto di 4 euro.

Prevede le fermate alla stazione centrale dei treni di Napoli, al terminal dei traghetti del Porto di Massa e al Molo Beverello dove si prendono gli aliscafi. Con il taxi collettivo si pagano 6 euro a persona comprese le valigie e sono previste le stesse soste dell’Alibus.

Qual è la differenza fra traghetto e aliscafo?

La biglietteria dei traghetti si trova prima di raggiungere il molo e più precisamente nella fermata di Calata di Porto di Massa. Il viaggio ha una durata superiore rispetto all’aliscafo e spesso fa fermate anche all’isola di Procida. 

 

Scopri l’isola di Procida qui, un’isola di pescatori e di sognatori, scelta da Massimo Troisi per il film “Il Postino”

 

Guarda le foto di Procida:

 

l'isola vista dalla strada che porta alla sommità

 

Di contro, però, il prezzo del biglietto è nettamente inferiore, si possono risparmiare anche 10 euro a tratta. Il viaggio in aliscafo dura solo un’ora, mentre quello in traghetto si completa in un’ora e un quarto, un’ora e venti, se si fa la fermata a Procida. 

Durante il viaggio puoi vedere la costa napoletana, l’isola di Capri in lontananza, Procida e Vivara, fino a raggiungere il porto di Ischia. Da Napoli puoi scegliere i porti di Casamicciola o Ischia Porto dove scendere, dipende dove è collocata la tua struttura ricettiva.

Se invece desideri fare un piccolo tour della città in questo articolo trovi tutte le informazioni utili:

Finalmente a Ischia: informazioni generali

 

Ischia è un’isola di formazione vulcanica, te ne accorgerai girando le varie spiagge provviste di fumarole e saune naturali, parchi termali e sabbia di colore nero come la pece. 

I minerali presenti nel sottosuolo hanno permesso agli abitanti di sfruttare la terra per la coltivazione di qualsiasi tipo di pianta che qui cresce rigogliosa e in perfetta salute.

Il simbolo dell’isola è il limone ma non mancheranno di impressionarti anche gli orti ricchi di ortaggi, piante officinali e aromatiche. La vera connotazione degli ischiani, infatti, è di tipo contadino più che pescatore e non si è cancellata nel tempo, rimanendo fedele ancora oggi nell’isola. 

 

cartina di ischia

 

L’isola assume la forma di un trapezio, lunga 7 chilometri e larga 10 con una sommità, raggiunta dal monte Epomeo, di 788 metri. Quest’ultimo è un horst, un termine geologico che indica un pezzo di crosta terrestre che si è sollevato rispetto al terreno circostante, grazie alla spinta magmatica.

Il movimento ha dato vita al tufo verde, particolarità dell’isola, a causa del suo sprofondamento in mare e successiva emersione. Il tufo, difatti, è solitamente di colore giallo, ma essendo stato sott’acqua e poi riemerso si è ossidato assumendo una colorazione verdognola.

I comuni di Ischia sono sei:

  • Ischia
  • Casamicciola Terme
  • Lacco Ameno
  • Forio
  • Barano d’Ischia
  • Serrara Fontana 

Come muoversi a Ischia 

 

Il mezzo più economico per muoversi a Ischia è il bus. La stazione degli autobus si trova in prossimità del Porto nel comune di Ischia e da qui partono i bus verso tutte le direzioni. 

La biglietteria si trova dietro il piazzale degli autobus e il costo per una corsa singola è di 1,50 euro. Il prezzo è veramente conveniente e si possono fare i biglietti per una settimana o giornalieri, ma c’è un però. 

Gli autobus sono solo per i coraggiosi essendo un condensato di persone. Ci si ritrova all’interno schiacciati come sardine senza possibilità di muoversi, né di timbrare il biglietto o di prenotare la fermata.

Dovrai stringere amicizia con gli altri frequentatori per fare queste cose e dar vita a un coro affinché tu riesca a scendere alla tua fermata. Sarà a tratti comico e a tratti fastidioso, ma anche questo farà parte della tua avventura sull’isola.

AGGIORNAMENTO: In questo periodo di pandemia mondiale i posti in autobus sono regolamentati e distanziati, al fine di tutelare i viaggiatori.

 

Ceramica con cartina isola di ischia

 

Cosa ho visto sull’isola

 

L’itinerario Ischia fai da te che ho fatto assieme alla mia amica Luisa è stato il seguente:

  • Terme Negombo a Lacco Ameno;
  • Castello Aragonese, Ischia Porto e Ischia Ponte;
  • Baia di Sant’Angelo, Fumarole, Cavascura e Spiaggia dei Maronti;
  • Giardini la Mortella, Forio e Spiaggia di Citara.

 

Terme Negombo

Definirle Terme è piuttosto riduttivo in quanto il Parco Termale Negombo è un implosione di arte, natura e acqua. Si trova in località Lacco Ameno ed è provvisto di 30 piscine di acqua calda, tiepida e fredda.

L’entrata costa 33 euro a persona per l’accesso alle piscine, al mare e ai servizi di spogliatoi e doccia. È un’esperienza da fare se ci si trova in vacanza a Ischia perché la disposizione delle terme si amalgama in modo esemplare all’ambiente circostante.

La cura e la pulizia sono impeccabili e ci si può rilassare in spiaggia all’interno di una baia riparata dai venti e dal mare mosso con una spiaggia di colore nero e un’acqua cristallina. 

Ti confesso che sarei rimasta a vivere lì dentro senza più uscire, per l’eternità! Ma, come ogni cosa bella, purtroppo finisce e si ritorna alla realtà e soprattutto si perde ogni forma di rilassamento acquisita nel momento in cui si risale sull’autobus!

 

Una delle piscine del parco termale Negombo

 

Castello Aragonese

La comunità di Ischia nasce all’interno di questo castello per poi diffondersi in tutta l’isola. Il castello, abitato nel tempo dai vari conquistatori, è rimasto un gioiello di inestimabile valore culturale e turistico.

All’interno si possono ammirare le chiese, i giardini, le carceri, le terrazze e i percorsi sopravvissuti nei secoli. Ti consiglio di salire con l’ascensore per poi scendere visitando tutte le varie aree. Indossa scarpe comode e goditi il panorama di Ischia Ponte con le sue spiagge e le sue case colorate.

L’entrata costa 10 euro e ti verrà fornito un foglietto illustrativo con la spiegazione dei vari punti turistici oppure 15 euro se vuoi farti accompagnare da una guida.

Da non perdere è la stanza mortuaria in cui sedevano le monache passate a miglior vita e lasciate decomporre su dei sedili in marmo con una sorta di imbuto in cui cadevano i liquidi. Una scena po’ macabra ma qui non ci facciamo mancare nulla.

 

Il castello Aragonese

Castello Aragonese

 

Ischia Porto e Ischia Ponte

Lo stesso comune con due centri storici popolati da ristoranti, negozi tipici e vicoli caratteristici. Entrambe le località meritano una visita, sia all’interno che nel lungomare, per ammirare la bellezza e la particolarità dell’urbanistica cittadina.

Gli acquisti più economici si fanno a Ischia Ponte sia per quanto riguarda i souvenir che i prodotti da supermercato. A Ischia porto, però, c’è più scelta sia a livello ristorativo che commerciale. Via Roma è la via principale ed è quella con i negozi più costosi e alla moda.

Le spiagge sabbiose si trovano a Ischia Porto mentre gli scogli a Ischia Ponte e in prossimità del castello Aragonese. Gli stabilimenti balneari si trovano lungo tutta la striscia di sabbia che costeggia il comune. 

Ci sono comunque spiagge libere tra uno stabilimento e l’altro e una più grande vicino al porto. Il mare è piuttosto tranquillo e poco profondo. 

Cerca il localino che sembra un negozio di frutta e verdura a Ischia Ponte, si trova sulla stradina a destra prima del museo del Mare, ti siederai fra grappoli di peperoncini e ceste di pomodori e sarai accolto dalla simpatia contagiosa del proprietario.

 

Veduta su Ischia ponte e Ischia Porto

 

Baia di Sant’Angelo 

Bellissima baia con una veduta panoramica sul mar Tirreno da cui si possono fare diverse escursioni. Il borgo è piuttosto piccolo ma molto curato e ricco di negozi e locali.

C’è una spiaggia dove nuotare e prendere il sole e il porto da cui partono o arrivano i famosi taxi boat che toccano vari punti dell’isola. Si prosegue salendo in direzione fumarole per vedere le famose fuoriuscite di vapore caldo sulla spiaggia.

Il motto del borgo è: “L’unica felicità è godersi la vita”, tienilo come mantra per tutta la durata del tuo indimenticabile e irripetibile viaggio!

 

Baia di sant'Angelo

 

Fumarole, Cavascura e Spiaggia dei Maronti

Attraverso un percorso da fare a piedi o salendo su una golf car si raggiunge la spiaggia dei Maronti passando per la chiesa delle Fumarole, un centro benessere e diversi locali e hotel.

Le fumarole si trovano sul litorale che da inizio (o fine, dipende dai punti di vista) alla spiaggia dei Maronti, dietro i lettini di uno stabilimento. Per la verità non sono molto suggestivi in quanto si vede solo il vapore uscire e si sente la sabbia diventare bollente, ma se sei fortunato, potresti assistere alla cottura di alcune pietanze come il pollo o le uova. 

Le uova vengono prima cotte sotto la sabbia e poi lasciate raffreddare nell’acqua del mare che rimane di temperatura ambiente, in modo da assorbire anche il sale ed essere pronte da mangiare. Più eco sostenibile di così!

Cavascura sono delle sorgenti naturali conosciute fin dai tempi dei romani dove ci si addentra in una grotta satura di esalazioni gassose fino ad arrivare in un centro termale rinomato.

Terminati i vari trattamenti di bellezza ci si può rilassare nella spiaggia dei Maronti, metà libera e metà dotata di lettini e ombrelloni. L’acqua può essere molto mossa a causa dei venti.

 

fumarole in ischia fai da te

 

Giardini la Mortella

I giardini la Mortella sono davvero unici, nati dalla passione di una signora inglese che è venuta a vivere a Ischia assieme al marito, un noto compositore di nome William Walton.

La passione per la botanica ha spinto entrambi a creare un’oasi di assoluta bellezza e diversità con fiori e piante di tutto il mondo che qui sono riuscite a crescere e prosperare in modo rigoglioso.

L’ingresso costa 10 euro ma se si vuole vedere la serra con le orchidee (non ce ne sono molte per la verità), bisogna aggiungere un altro euro prima di entrare nella porta a vetri della serra.

Il giardino non è solo un tripudio di piante ma anche un’opera architettonica ingegnosa, costruita in modo intelligente affinché ogni pianta abbia il proprio spazio e il proprio terreno fertile su cui prosperare in salute. 

La visita dura circa un’ora in cui ci si perde ad ammirare la meraviglia della natura e si può anche vedere un video esplicativo nella sede congressuale con protagonista la proprietaria, che spiega i lavori di costruzione e racconta i vari studi fatti sulle piante.

 

giardino con fontana

 

Forio

Mi aspettavo di più da questa cittadina che però non manca di avere una bellissima veduta sugli scogli di tufo verde e delle chiese fra le più rinomate dell’isola.

La più visitata è la chiesa del Soccorso che nasconde al suo interno un crocifisso ligneo rubato in Sardegna e rimasto intrappolato nell’isola a quanto pare, per volere divino. Il centro si anima verso sera mentre di giorno è frequentato dai turisti in transito in visita alle chiese o alla vicina spiaggia di Citara.

 

Chiesa del soccorso a Forio in ischia fai da te

 

Spiaggia di Citara

La spiaggia si trova a circa mezz’ora dal centro di Forio ed è praticabile tramite una passeggiata dotata di marciapiede pedonale lungo la via a senso unico.

Durante la passeggiata si possono ammirare gli scogli degli innamorati e il becco dell’aquila, due esemplari di roccia di tufo verde che sembrano plasmati da mani umane.

La spiaggia è molto frequentata ed è considerata una fra le più belle dell’isola. In zona, infatti, sorgono numerose strutture ricettive e con mia grande sorpresa, è dotata anche di una piccola stazione degli autobus da qui partono i bus per Ischia Porto.

Il mare è stato molto mosso in quel giorno di visita ma ciò non mi ha impedito di giocare con le onde come se fossi una dodicenne fuggita dalla scuola! 

scogli degli innamorati di tufo verde

 

Cosa c’è ancora da vedere

 

Il tempo non è bastato a vedere tutte le bellezze di Ischia che, nonostante le dimensioni, ha moltissimo da offrire ai turisti. L’isola è rinomata per le terme e in effetti ce ne sono per tutti i gusti a partire dai Giardini Terme Poseidon specializzati nel percorso Kneipp, la Fonte delle Ninfe Nitrodi fra le più antiche al mondo, le Idroterme Olympus, le Antiche Terme Belliazzi e molte altre.

Ci sono poi le Terme di Sorgeto nell’omonima baia che si possono accedere gratuitamente da Forio Panza con una discesa sul mare di alcune centinaia di gradini. Si arriva fra pietre bollenti e saune naturali contornati da una natura selvaggia e particolare. 

C’è un altro luogo magico chiamato la “Grotta del Mago” che un utente di Google Local Guide ha lasciato questo commento: 

 

“Le leggende attribuiscono a questo luogo proprietà fantastiche: culto del Sole, personaggi particolari che qui vivevano, accesso a mondi sotterranei. La realtà è la sua bellezza, resa ancora più particolare dai giochi di luce. In un momento della giornata la luce entra da un buco che si trova sulla sommità della Grotta e tutto si illumina. Meraviglioso.”

 

Spiagge, grotte, baie e scogli non finiscono qui a Ischia ma non voglio svelarti tutti i segreti perché credo che ognuno di noi riesca a trovare un pezzettino di terra in cui lasciarci il cuore e se poi ti racconto tutto che avventura è? 

Quando visitare Ischia? Ogni stagione ha la sua particolarità, il clima è favorevole tutto l’anno tranne i mesi di gennaio e febbraio che risultano essere i più freddi. 

Se ci vai dimmi cosa ne pensi e mandale un bacio da parte mia, ciao bella Ischia!

 

Link utili per il viaggio a Ischia fai da te:

 

 

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Flânerie a go go qui a Ischia! E tutto per trovare quel Genius Loci che da bravo mattacchione si diverte a essere sfuggente per non farsi riconoscere. Appare, scompare, sorride e fa battute. 

Un’isola travestita da campagna dove l’attività più amata è curare gli orti, c’è da perderci la testa! Eppure è proprio questo collegamento profondo con la terra, il mare e il cielo a rendere Ischia così speciale.

Un perpetuo odore di zolfo (e di benzina nel traffico) aleggia sull’isola ma entrando nei vicoli nascosti si ritrovano le piante che non smettono di crescere: alte, orgogliose, audaci. Si scorge in lontananza il castello Aragonese che sembra quasi separato dalla terraferma ma è lì a dimostrare che tutto è connesso. 

Il parlottare della gente, gli schiamazzi e poi di nuovo il silenzio perché camminando siamo arrivati in un giardino segreto, protetto e profumato di fiori. Ischia è una continua sorpresa, una caccia al tesoro come si faceva da bambini, quella visione del mondo che oggi abbiamo dimenticato.

 

Musica consigliata: Una furtiva lacrima – Enrico Caruso

Lettura consigliata: L’isola del Tesoro – R.L. Stevenson

Romano d’Ezzelino è una città oggi poco conosciuta ma famosa nel Medioevo grazie o, a causa, di personaggi che vi hanno abitato. Si trova collocata in provincia di Vicenza ai confini con quella trevigiana.

Nella parte alta della città c’è la strada provinciale che raggiunge il Monte Grappa, il simbolo della resistenza nei due conflitti mondiali.

Si divide in quattro frazioni: Romano d’Ezzelino (chiamata anche Romano Alto), San Giacomo, Fellette e Sacro Cuore. La sua bellezza si riversa nella prosperosa campagna, nelle verdeggianti colline e nei territori ameni che circondano le case, i sentieri e la natura incontaminata.

Colle di Dante opere in esposizione

 

Dante e il suo colle

In prossimità del centro di Romano d’Ezzelino si trovano due colline che favoriscono una piacevole passeggiata: partendo dal piazzale della chiesa si percorre prima il Col Molin e poi il Col Bastia conosciuto come il col di Dante.

L’accesso è aperto a tutti tranne ai mezzi di trasporto (no bici o moto). Sulla sommità si trova l’acquedotto comunale e una croce con delle panchine dove prendere un momento di raccoglimento. In lontananza si possono ammirare, tempo permettendo, i colli Euganei e sulla destra le colline bassanesi.

Proseguendo lungo il sentiero si arriva al col Bastia con il cimitero del paese, la Torre Ezzelina, simbolo della famiglia degli Ezzelini, e un muro con i versi del poeta fiorentino. Cosa c’entra Dante con la Romano d’Ezzelino?

 

versi Dante

I versi di Dante dedicati a Cunizza da Romano

Romano d’Ezzelino nel Medioevo

 

A comandare buona parte del Veneto durante il periodo medievale fu un tiranno conosciuto con il nome di Ezzelino da Romano. Un uomo senza scrupoli, proveniente da Onara, che con la forza ottenne il dominio di quasi tutto il territorio veneto.

Estese i suoi possedimenti fino a Verona ma il prezzo che dovette pagare per mantenerli fu molto alto. Dovette combattere, infatti, sanguinose battaglie registrando numerose perdite di militari e familiari. La stessa sorte toccò ai successori.

Il sommo poeta Dante conobbe la sorella di Ezzelino, tale Cunizza da Romano e probabilmente colpito dai suoi modi gentili, la inserì in un passo della Divina Commedia.

L’occasione fu durante il suo viaggio nel Paradiso in compagnia di Beatrice mentre attraversava il cielo di Venere (canto IX, versetto 25). Lo spirito di Cunizza da Romano gli disse:

 

In quella parte della terra prava Italica,

Che siede intra Rialto e le fontane di Brenta e Piava

Si leva un Colle e non s’urge molt’alto,

là dove scese già una facella

che fece alla contrada molto un grande assalto”.

 

Ezzelino da Romano venne anch’esso ricordato dal Poeta ma all’Inferno con questi versi: “E quella fronte ch’al ‘l pel così nero è Azzolino” relegato fra i dannati nel 7° cerchio nel canto XII dell’Inferno.

Nel colle sono dunque ricordati i versetti del Paradiso e intorno alla torre, negli ultimi anni, sono state esposte delle opere fatte con degli elementi naturali, come legno e paglia, che ricordano alcuni passi della Divina Commedia.

 

Torre Ezzelina nel col Bastia a Romano d'Ezzelino

Torre Ezzelina

 

Sentieri natura

 

La passeggiata dei colli è un circuito ad anello che impiega circa un’ora e mezzo di cammino. Altre interessanti escursioni possono essere fatte accedendo a Valle Santa Felicita, una rientranza naturale racchiusa fra le montagne.

Per raggiungerla serve arrivare in centro del paese, seguire la strada che porta a Cima Grappa e girare a destra in via Valle Santa Felicita. Per facilitare il percorso da seguire ti lascio il link di Google Maps: Indicazioni Stradali.

Troverai un parcheggio con un ristorante annesso e l’accesso a diversi percorsi escursionistici, più o meno impegnativi. Si possono fare corsi di roccia grazie alla verticalità in alcuni punti dei fianchi della montagna.

Al ritorno ci si può fermare a mangiare qualcosa presso il Ristorante dalla Mena o alla Pizzeria Antica Abbazia. Niente flânerie nei boschi ma la potrai fare una volta raggiunto il centro paese.

 

I percorsi più frequentati sono:

  • Il “Cavallo” che arriva fino al Pian dei Noselari,
  • sentiero verso Campo Croce
  • “Scalon” per raggiungere Campeggia.

 

Una bellissima chiesetta, oramai poco utilizzata per le funzioni religiose, spicca sul prato di accesso e può essere vista come luogo meditativo prima dell’ascesa alle montagne.

Intorno, se l’erba non è tagliata, fanno la loro comparsa le bianche margherite che appaiono in lontananza come lumini lasciati accesi in devozione dai fedeli.

All’approssimarsi del bosco, invece, le essenze rilasciate dalle piante donano sensazioni di benessere mentre i falchi gridano in alto al comparire delle prede. Un luogo in cui rilassarsi e godersi il trascorrere del tempo e della natura.

 

Veduta dalla Valle Santa Felicita su Romano

Romano d’Ezzelino dalla Valle Santa Felicita salendo il sentiero Cavallo

 

Feste e sagre

 

Ci sono due eventi importanti che si svolgono ogni anno che richiamano numerosi visitatori:

  • La sagra della Candelora
  • Il palio di Romano e gli Angoli Rustici

La prima si svolge nel mese di gennaio e prevede la sfilata nelle vie cittadine della statua della Madonna della Candelora accompagnata dal complesso bandistico.

A seguire intrattenimento musicale, piatti tipici e un mercatino con bancarelle storiche con cibo oramai in disuso come le stracaganasse (marroni essiccati), carruba e storti (coni di sfoglia con ripieno di panna).

Il palio, invece, si svolge il 25 aprile o il 1° maggio, secondo le condizioni meteo e prevede la corsa dei mussi (asini) nel centro del paese. Da quest’anno la manifestazione è stata spostata a Villa Negri a San Giacomo per facilitare la corsa agli animali.

Precede l’evento la manifestazione degli Angoli Rustici in cui gli abitanti indossano i vestiti d’epoca e svolgono gli antichi mestieri contadini o intrattengono i bambini con giochi oramai dimenticati.

E del Genius Loci che ti racconto? Lui è un po’ burbero, dispotico e brontolone ma anche dolce, sensibile e presente. Vive in disequilibrio mostrando a volte il suo lato peggiore, a volte quello migliore. Incontrarlo in un modo o nell’altro sarà solo una questione di fortuna.

 

Foto degli angoli rustici

Foto della Proloco Romano di Nicola Cocco: momento negli angoli rustici

 

Idee viaggio in Veneto? Leggi qui:

 

Quali sono le alternative turistiche alle province venete?

Giardino Bolasco a Castelfranco Veneto: informazioni sul parco e sulla villa

In bici lungo la ciclopista del Sile per scoprire le bellezze del Veneto

A zonzo nel borgo di Montagnana un giorno d’autunno

Villa Valmarana a Mira e l’esperienza del Burchiello

 


Musica consigliata: Pensieri e Parole – Lucio Battisti

Lettura consigliata: Gian Antonio Cibotto – I veneti sono matti

Il museo di Sherlock Holmes si trova a Londra, ma appartiene veramente al personaggio partorito dallo scrittore Arthur Conan Doyle?

Quando ero più piccola mi era molto difficile discernere la fantasia dalla realtà (e ancora oggi, per la verità, ho qualche problema!) perché pensavo, erroneamente, che quando un adulto parlasse, dicesse solo la verità.

Rimanevo sconvolta nello scoprire che alcune storie fossero inventate di sana pianta. Il primo trauma è stato naturalmente Babbo Natale, anche se addolcito dalla rivelazione di mia nonna.

In modo molto innocente un Natale mi chiese: “non crederai ancora a Babbo Natale, vero?” Ovviamente sì! Ma dal modo in cui mi era stata posta la domanda non mi rimase che rispondere “no“. Indagai con i miei amichetti di asilo e constatai la confusione in merito, pertanto considerai la possibilità che non esistesse.

Su Sherlock Holmes, invece, non avevo dubbi…

A LONDRA: ALLA RICERCA DI SHERLOCK HOLMES

 

Prima di acquistare la collana completa dei libri di Arthur Conan Doyle avevo sentito raccontare delle avventure di Sherlock Holmes e del suo fidato amico Watson.

I personaggi erano così particolari, ma allo stesso tempo dettagliati, che non nutrivo alcun dubbio sulla loro esistenza. Erano certamente esistiti: avevano una casa e un indirizzo specifico.

In edicola uscirono tutti i romanzi del baronetto e io non persi occasione di comperarli. Nel primo romanzo “Uno studio in rosso” lessi l’introduzione e la vita dell’autore.

Scoprii così, a malincuore, che Sherlock Holmes era un personaggio di fantasia, come pure il suo amico Watson, inventati da un dentista annoiato che arrivò addirittura a odiarli.

Fu l’ennesimo shock! Leggendo i successivi romanzi, però, imparai ad amarlo e nonostante la sua “non esistenza” per me diventò una persona in carne e ossa.

Per questo motivo, durante il mio viaggio a Londra, decisi di visitare il museo che si trova all’indirizzo dei libri: vicino alla stazione Marylebone e alla metro Baker Street, al 239 di Baker Street (di fianco al numero 221B ideato da Doyle).

IL MUSEO DI SHERLOCK HOLMES

 

Il museo è gestito dall’associazione Sherlock Holmes International Society ed è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18.30. Il costo del biglietto è di circa 15 sterline che sembrano eccessive, ma se sei un fan del personaggio verrà considerata come la miglior spesa fatta!

In quell’occasione entrai dal negozio di souvenir dove si possono trovare molti aggeggi che sono serviti al detective per risolvere i suoi casi. Una ragazza vestita da governante, che impersona la signora Hudson (la governante), mi accolse dicendomi che il signor Holmes non era in casa, ma che potevo visitare lo stesso l’appartamento.

In preda all’emozione mi accostai, come mi era stato indicato, alla porta a sinistra del negozio salendo i fatidici 17 scalini che Watson soleva percorrere trafelato a causa di qualche intuizione improvvisa.

La casa:

Il primo piano dell’edificio vittoriano è composto dallo studio e dalla stanza da letto di Sherlock. Quando lo visitai, mi parve quasi strano non sentire nessun odore provenire da qualche intruglio ideato dallo strano detective.

Uno dei titoli di Sherlock HolmesAll’improvviso fui sopraffatta dai ricordi dei casi e andai alla ricerca dei dettagli: c’era la lente di ingrandimento, delle carte, il camino e la poltrona dove Holmes rifletteva. Tutto risuonava familiare come se in quella casa ci fossi già stata!

Al piano superiore, invece, si trova la stanza della signora Hudson e dell’amico Watson. Sopra il letto di quest’ultimo il cappello e una valigia pronta per essere riempita al richiamo di un paziente.

All’ultimo piano, infine, le statue di cera dei personaggi più famosi descritti nei libri accolgono i visitatori. Non voglio svelarti chi sono, altrimenti farei dello spoiler qualora non avessi ancora letto le sue avventure.

La visita termina ritornando in negozio dove acquistai un portachiavi che porto sempre con me. Ogni volta che lo guardo mi fa pensare a quei momenti in cui la fantasia incontrò la realtà e forse da realtà si trasformò in fantasia.

Se Sherlock e Watson siano esistiti veramente alla fine è diventato un dettaglio trascurabile, quello che importa è aver ritrovato degli amici con i quali ho trascorso dei bellissimi momenti di lettura.

 

 

Trovi i libri di Sherlock Holmes qui: Tutti i racconti di Sherlock Holmes

Top 10 Irlanda: le città da visitare e l’itinerario da creare per non perdersi nulla, neanche i risvolti più fantasiosi dell’isola.

Sì, perché l’Irlanda non è solo un isola da visitare ma anche da vivere attraverso le molteplici leggende, i riti propiziatori e i personaggi magici che vi abitano.

Non ti aspettare, dunque, un semplice viaggio ma un’immersione completa all’interno di una cultura dal fascino magico e magnetico.

 

Cartina dell'Irlanda

 

Dublino

 

Dublino è la capitale irlandese e punto di arrivo per la maggior parte dei turisti. Conosciuta per i suoi pub e le passeggiate in città attraverso i suoi vicoli che costeggiano il fiume Liffey. Le attività da svolgere sono davvero molte per cui una volta che avrai lasciato le valige in hotel dovrai darti da fare per partire alla scoperta della città.

Potresti trovare utile, se fai un viaggio non organizzato, prepararti per tempo un itinerario con l’ausilio di Google My Maps, è molto semplice, in questo articolo ti spiego come fare.

 

A Passeggio

 

Statua dello scrittore James Joyce

Una delle mete più battute a Dublino è Grafton Street la via commerciale in cui si trovano i negozi alla moda e dove si esprime la vivacità giovanile.

A pari merito è posizionato il famoso quartiere vicino al Temple Bar ricco di pub, musica fino a notte fonda e tasso alcolico alle stelle! Ti sconsiglio di prendere alloggio in questa zona se non sei un under 25 o se non ricerchi la movida.

Se vuoi allontanarti dalla confusione e mescolarti fra i turisti affaccendati a scoprire le top 10 dell’Irlanda muoviti verso l’Ha’Penny Bridge, il ponte sul fiume e poi continua in direzione Docklands.

Si tratta della vecchia zona portuale di Dublino che nel corso degli anni ha subito una riqualificazione trasformandosi in un centro per gli affari moderno ed eccentrico.

Sei pronto/a a fare un nuovo bagno di folla? Allora cerca nella cartina O’Connell Street, altra via commerciale dove perdersi a guardare le vetrine e ascoltare le esibizioni degli artisti di strada.

Prima di andare a riposare all’ombra di una pianta nel parco cittadino St. Stephen’s Green va alla ricerca delle statue di James Joyce autore dei celebri libri Ulisse e Gente di Dublino e di Molly Malone, pescivendola e prostituta, che se toccata porta fortuna.

Secondo la leggenda la povera donna, non avendo vissuto una vita soddisfacente, si aggira ancora fra i vicoli della città sfocati dalla nebbia, in cerca di un riscatto che mai avrà.

 

Dove si trovano non te lo dico! Sarà tuo compito scovarle!

 

Musei, chiese ed edifici

Il Trinity College è il simbolo di Dublino famoso non solo per l’università ma anche per contenere all’interno della Old Library il pregiato manoscritto miniato conosciuto come “The Book of Kells”.

Inoltre, nel giardino interno, è presente la statua “Sfera dentro la Sfera” dell’artista contemporaneo italiano Arnaldo Pomodoro. Un’altra simile si trova nel lungomare di Pesaro e di fronte agli uffici della Farnesina.

La Christ Church Cathedral è una chiesa che nasconde un passato piuttosto mbiguo: è nata, infatti, dai resti di un’antica chiesa vichinga costruita in legno.

Tutt’altra storia, invece, racconta la St. Patrick Cathedral che rappresenta il simbolo dell’Irlanda protestante ed è uno dei luoghi cristiani più antichi.

Gli ultimi due edifici significativi della storia culturale irlandese sono il Castello di Dublino, una fortezza di origine normanna eretta da Giovanni Senza Terra e il General Post Office dove venne firmata l’indipendenza e dove si rifugiarono i ribelli nella rivolta del 1916.

 

Bere & Mangiare a Dublino

La città è visitata anche per i suoi famosi prodotti alcolici: la birra e il Whiskey. La Guinness Storehouse è la fabbrica che produce la celebre birra scura che si può visitare per conoscerne tutti i processi di lavorazione. Allo stesso modo si può visitare la Old Jameson Distillery e degustare il whiskey della migliore tradizione irlandese.

La cucina irlandese proposta nei pub o nei ristoranti ti sorprenderà per le combinazioni di gusti semplici, provenienti dai prodotti agricoli locali. La mia ricetta preferita è  Seafood Chowder, l’antica ricetta di zuppa di pesce irlandese.

Per non parlare poi della colazione all’irlandese che propone piatti come fagioli, pane con il burro, caffè e altre delizie super proteiche. Scoprila qui.

Se ti avanza del tempo scopri cosa fare a Dublino a costo zero:

 

Musicisti intenti a suonare all'interno di un pub irlandese

 

Belfast

 

Belfast è la capitale dell’Irlanda del nord tristemente nota in passato per gli attacchi dell’IRA, l’organizzazione che richiedeva indipendenza dalla Corona Britannica.

Fortunatamente i momenti bui sono stati cancellati e oggi è possibile visitarla in tutta sicurezza per scoprire i siti di interesse culturale.

Per acquistare dovrai necessariamente cambiare gli euro in pound perché il sistema finanziario corrisponde a quello inglese. Fatto ciò potrai dedicarti alla visita.

Ciò che spiccherà agli occhi saranno i meravigliosi murales che enfatizzano l’architettura locale, la statua “The Big Fish” in cui ogni tassello racconta le vicissitudini della città e il St. Jones Market, un edificio vittoriano che ospita nel fine settimana un mercato vintage.

 

Cosa visitare

Il museo più particolare presente in città è quello dedicato al Titanic, custodito all’interno del cantiere navale dove venne costruito il famoso e sfortunato transatlantico.

L’Ulster Museum è visitato, invece, per la sua raccolta di arte contemporanea oltre che a sezioni dedicate alla civiltà egizia, manufatti e suppellettili locali.

La City Hall rappresenta invece la Belfast dal passato ricco e glorioso vissuto nell’era d’oro mercantile. Può essere considerato come l’edificio più importante della città.

Infine la città consiglia una visita ai Botanical Gardens costruiti durante il periodo vittoriano per sopperire alla crescente curiosità riguardo il mondo botanico.

 

Strada cittadina e commerciale a Belfast, città da visitare fra la top 10 Irlanda

 

Cork

 

Dal nord di Belfast al sud della top 10 Irlanda passando per Cork, la città dai venti ponti che si affacciano sul fiume Lee di origine medievale.

Il centro storico e l’English Market sono i punti raggiunti dai turisti per avere un assaggio culturale ma anche gastronomico della contea.

Il quartiere Shannon è conosciuto per essere la zona residenziale operaia abbellita da soluzioni abitative di uguale fattura ma variopinte, nate forse per contrastare il grigiore della vita in fabbrica.

Due, invece, i siti culturali, la:

  • Cattedrale di San Finne Barre, di architettura neogotica prettamente francese;
  • Crawfort Art Gallery, mostre temporanee e permanenti con entrata gratuita.

 

Una mucca fra le migliaia presenti in Irlanda

 

Galway

 

Galway è una città chiassosa, vivace e festaiola grazie alla massiccia presenza di giovani universitari e dei numerosi e variopinti pub.

I visitatori sono attratti dal suo quartiere latino che a discapito del soprannome nasconde le radici che affondano nel medioevo con tanto di mercato con prodotti tipici.

Se invece hai voglia di passeggiare puoi dirigerti nella Long Walk dove puoi ammirare delle graziose casette in tinta pastello, sistemi di chiuse e canali che costeggiano la foce del fiume Corrib.

Uscendo, verso la zona residenziale, puoi ammirare in lontananza le isole Aran percorrendo la Salthill Promenade seguendo un percorso lungo almeno 2 chilometri.

 

Veduta sull'oceano

 

Isole Aran

 

Uno dei motivi che mi spinge a ritornare in Irlanda, oltre che per rivedere la sua natura incontaminata, sono la bellezza delle isole Aran.

Sono delle conformazioni rocciose staccatesi dalla zona del Burren che hanno dato vita a tre piccole isole dai nomi gaelici Inishmaan, Inishmore e Inisheer.

Essendo relativamente lontane dalla terraferma hanno mantenuto intatte le radici e la tradizione della più antica cultura gaelica.

L’abbigliamento tipico è divenuto famoso in tutto il mondo per la qualità della lana e il particolare intreccio dei maglioni che qualifica il mestiere di chi li porta.

Gli abitanti maschi delle isole Aran indossano un pesante gilet di tweed con annessa cintura colorata mentre la parte femminile si riconosce dalla tipica camicia in flanella rigorosamente rossa.

 

Barca solitaria sulla costa irlandese

 

Limerick

 

Sulla carta Limerick è la terza città irlandese in ordine di importanza ma non ha molto da offrire al turista. Per quale motivo è citata fra la top 10 Irlanda?

Principalmente per il King’s John Castle, un edificio imponente di straordinaria bellezza che spicca sulle rive del fiume Shannon e meta di visita, seppur veloce, dei tour organizzati.

L’interesse turistico stenta a decollare a causa di un debole impulso industriale che relega la città a un sonnacchioso tessuto urbano non stimolato dalla vivacità culturale presente invece in buona parte dell’isola.

 

Un curioso cartello irlandese che avvisa i visitatori che possono essere colpiti da rocce e dardi infuocati

 

I castelli

 

L’Irlanda è un’isola disseminata di castelli: alcuni ridotti oramai a ruderi, altri divenuti residenze chic dove soggiornare nel segno del lusso. Molti di questi sono stati scelti dai registi americani per girare le scene di alcuni tra i film più famosi grazie all’atmosfera magica che li circonda.

Uno tra i più famosi e visitati è sicuramente Blarney Castle che invita i visitatori a baciare una pietra sospesi nel vuoto perché, secondo una leggenda, questo atto coraggioso dona il potere dell’eloquenza.

La Rock of Cashel è invece un rudere dall’aurea molto suggestiva che nasconde un passato di potere dove risiedevano re ed ecclesiastici della regione.

Una lista completa dei castelli da visitare la trovi qui:

 

Uno dei castelli presenti in Irlanda

 

Le contee

 

Le contee irlandesi sono 28 a cui si aggiungono tre municipalità. Corrispondono alle nostre regioni e differiscono l’una dall’altra per varietà naturale e culturale.

All’apparenza l’Irlanda può sembrare una piccola isola visitabile in una sola settimana ma in realtà per conoscerla a fondo non basterebbe un mese.

Sono talmente tante le particolarità insite e sparpagliate per il territorio che sarà necessario tornarci più volte per affermare di averla visitata veramente.

Tra la top 10 Irlanda le scogliere delle Cliffs of Moher

 

Giant’s Causeway, Cliffs of Moher, Carrick-a-rede

 

Ti verrà sicuramente proposto, durante il tuo soggiorno in Irlanda, un tour diretto a questi tre diversi siti fra i più famosi dell’isola.

Il primo, il Giant’s Causeway si trova nell’Irlanda del nord ed è conosciuto come il Selciato del Gigante. Pare, infatti, che un gigante guerriero che viveva nella zona dell’Ulster, tale Fionn Mc Cumhaill, si fosse innamorato di una sua simile.

Per non perdere tempo costruì una strada di pietra verso l’isola scozzese di Staffa in modo da poterla vedere tutti i giorni e dichiararle il suo amore.

In realtà si tratta di un’esplosione sotterranea avvenuta oltre 60 milioni di anni fa che ha dato vita a questa particolarissima conformazione rocciosa, unica del suo genere, entrata a far parte del Patrimonio Unesco nel 1986.

 

Veduta sulla Giant's Causeway

 

Wicklow Mountain National Park

 

Forse il Parco Naturale delle Wicklow Mountains è fra i più selvaggi dell’isola ed è consigliato agli escursionisti e agli amanti della natura. Fra le radici dei meravigliosi alberi presenti nella zona si nascondono anche quelle celtiche legate alle figure magiche e occulte dei druidi.

Tali personaggi, infatti, ricoprivano i ruoli di sacerdoti che agivano sotto il volere di Madre Natura preservandola ed esaltando i suoi componenti.

Veneravano le piante come esseri superiori e minacciavano gli uomini contro le barbarie perpetrate all’ambiente tacciandole come risvolti funesti che si sarebbero riversati sulla gente.

La cultura irlandese è molto complessa e di difficile interpretazione ma ciò dona una nota solenne e intrigante al viaggio mescolandosi fra storia, castelli, leggende, musica e tradizioni orali.