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Ti sei mai abbuffato/a in hotel o al bar con la colazione moderna turca? Domani puoi farlo seguendo la lista dei seguenti ingredienti. Ti anticipo già che la colazione moderna turca è prevalentemente salata, come la maggior parte dei primi pasti internazionali, anche se, a volte, scopriamo delle pietanze dolci che ci fanno tanto piacere!

Almeno per quanto mi riguarda. Fatico sempre, quando sono all’estero, iniziare il mattino con qualcosa di salato, preferisco cercare della frutta fresca o secca e qualche biscotto. Ma anche cambiare le abitudini alimentari fa parte dell’esperienza del viaggio per cui perché non provare?

La cultura della colazione

 

La colazione moderna turca è un vero e proprio rito da onorare in compagnia di amici e parenti durante il fine settimana, quando si ha più tempo libero.

Può durare anche delle ore in quanto le pietanze messe a disposizione sono un’infinità e variano, ovviamente, in base alla regione in cui ci si trova. Due bevande ci accomunano: il tè e il caffè.

Ma il tè accompagna la colazione mentre il caffè viene bevuto solo al termine del pasto. Difatti, la colazione si chiama kahvalti che significa proprio “prima del caffè”.

Si tratta di un caffè forte? Non meno del nostro, solo che come ti ho anticipato nella colazione giordana, è servito nello stesso contenitore in cui si prepara, per cui quando ti sarà servito troverai alla fine anche il fondo.

Non dimenticarlo! Io la prima volta che l’ho bevuto ho mandato giù fondo e caffè assieme e non è stata una sorsata memorabile! Spesso al caffè viene aggiunto anche un tocco di cardamomo che dona una nota esotica alla bevanda.

Per quanto riguarda il tè, invece, si incontra è il classico tè verde o nero come lo sorseggiamo anche noi. A volte pesantemente zuccherato come si usa anche in Marocco.

 

tè turco

Gli ingredienti della colazione moderna turca

 

Come già ti anticipavo gli ingredienti sono davvero numerosi a partire dal formaggio tipico in base alla località, olive nere e verdi, verdura di stagione come pomodoro, cetrioli, peperoni conditi con dell’ottimo olio di oliva.

Spesso, però, le verdure di stagione si trovano all’interno del menemen, una sorta di frittata di verdure. Questa pietanza è ciò che ogni viaggiatore desidera assaggiare non appena entra in territorio turco.

La preparazione è molto semplice: basterà cuocere in una padella un pomodoro, una cipolla, erbe selvatiche e un peperone con dell’olio d’oliva. Quando si saranno ammorbiditi si aggiungeranno le uova, in base ai commensali (come anche le verdure) e si lascerà cuocere.

L’impasto dovrà essere mescolato spesso in modo da separare gli ingredienti affinché risultino omogenei. Prima che il composto si solidifichi si metterà il sale e le spezie a piacimento come il timo, l’origano o il prezzemolo. La frittata sarà tagliata a fette e servita in un tagliere.

Al salato si aggiunge il dolce come il miele, della frutta fresca già tagliata a fette, il burro di sesamo con la melassa di uva e il gustosissimo simit, ovvero ciambella al sesamo.

Ricetta simit

 

Ingredienti

 

  • 150 grammi farina 00;
  • 100 grammi farina di farro;
  • 5 grammi di lievito istantaneo;
  • mezzo bicchiere di olio di oliva;
  • un bicchiere di acqua temperatura ambiente;
  • 4 cucchiai di zucchero di canna o se si vuole dare più sapore zucchero vanigliato;
  • 3 cucchiai di miele;
  • sesamo e  un pizzico di sale;

 

Procedimento

 

In una ciotola mescolare, dopo aver setacciato le due farine, il lievito, lo zucchero, il sale, una manciata di sesamo, l’olio e l’acqua a filo. Aggiustare gli ingredienti qualora l’impasto risulti troppo solido o liquido.

Lasciare riposare il panetto così formato per circa un’ora a temperatura ambiente e proteggerlo da una pellicola o un canovaccio. Trascorso il periodo di riposo tagliare in piccole porzioni per creare delle strisce lunghe circa 10 centimetri.

Arrotolare le strisce affinché risultino intrecciate e poi attaccare un’estremità all’altra per dare vita alla ciambella. Continuare in questo modo fino al termine dell’impasto.

Lasciare riposare le ciambelle all’interno del forno per un’altra mezz’ora. Successivamente preparare una ciotola con dell’acqua a cui andrà aggiunto il miele.

Intingere le ciambelle una a una e poi passarle sopra a un piatto su cui avremo inserito il sesamo. La copertura può essere fatta sia su un solo lato che su entrambi.

Lasciare riposare per un altro quarto d’ora e accendere nel frattempo il forno. Quando raggiungerà la temperatura di 200° si potranno inserire le ciambelle per circa 15 minuti o fino a che avranno assunto un bel colorito dorato.

Sono ottimi serviti caldi o freddi e come accompagnamento al tè o al caffè. Volendo si possono impreziosire con l’aggiunta della cannella mescolata ai semi di sesamo nella guarnizione prima della cottura.

Perché variegata colazione russa? Perché qui al mattino si può scegliere il piatto dolce o il salato, in base al proprio gusto personale. In questo modo ogni palato rimarrà appagato con immensa soddisfazione di chi cucina.

Bisogna ammettere, però, che in origine la colazione seguiva queste regole: le pietanze erano dolci per chi aveva la facoltà di spendere, erano salate per chi non poteva permettersi di acquistare determinati ingredienti.

Il salato

 

In quasi tutto il mondo è presente il pane e, di conseguenza, non può certo mancare in Russia. Fra il più consumato c’è il “Darnitskij” ovvero un pane fatto con la farina di segale e frumento che assume una colorazione scura, quasi nera.

In contrapposizione troviamo il Karavai” costituito da farina bianca e in forma rotonda anche se a onor del vero è consumato prevalentemente nelle cerimonie, spesso nei matrimoni. In queste occasioni viene decorato con figure che richiamano elementi della natura come uccelli, stelle, fiori, eccetera.

Oppure si consuma una classica pagnotta con farina di segale di forma allungata conosciuta come “Nareznoj” che si usa per fare panini.

E cosa si usa mangiare assieme?

Di solito i russi fanno largo consumo di salsiccia, chiamata “Kolbasa” pronta in diverse varianti e lavorata con differenti tipi di carni dal maiale al pollo, ad esempio.

Un altro tipo di salsiccia è la Bologna sausage che prende il nome dalla nostra mortadella perché in parte ci assomiglia ma è preparata con carne di pollo, tacchino, maiale o bovino.

Al pane e salsiccia si accompagnano le uova fritte che vengono servite all’occhio di bue cotte su un letto di olio affinché risultino morbide e croccanti allo stesso tempo.

 

Salsicce russe da colazione

 

Il dolce

 

Il “Kasha” è una sorta di porridge di avena all’inglese solo che invece di usare l’avena si usa il semolino. Gli ingredienti sono pochi tra cui figurano una o due tazze di latte, 2 cucchiai di semolino, 1 cucchiaino di burro e uno di zucchero.

Si diluisce il latte con mezzo bicchiere di latte e lo si porta a ebollizione. Quando raggiunge la temperatura si inserisce il semolino a filo mescolando continuamente.

Si lascia puoi cuocere a fiamma bassa per altri 5 minuti inserendo lo zucchero e un pizzico di sale. A fine cottura si inserisce la noce di burro e si versa nella tazza.

Il Kasha si accompagna a frutta fresca di stagione o se lo si vuole ancora più dolce e speziato si può aggiungere un cucchiaio di miele e una spruzzatina di cannella.

 

Le “Bliny” sono una specie di frittelle molto in voga nella variegata colazione russa. Per prepararle si avrà bisogno di due ingredienti insoliti: il kefir e il bicarbonato di sodio.

Per il kefir ne serviranno due tazze mentre il bicarbonato di sodio solo mezzo cucchiaino. Quest’ultimo fungerà da lievito ma sarà meno pesante e più facile da digerire.

A questi prodotti vanno aggiunti 2 uova, 2 cucchiai di olio di oliva, 1 cucchiaio di zucchero, un pizzico di sale e 2 cucchiai di farina 00 o integrale se si preferisce.

In una teglia inserire tutti gli ingredienti tranne il bicarbonato e mescolare. Nel frattempo far bollire l’equivalente di una tazza di acqua su cui andremo a sciogliere il bicarbonato.

Aggiungere quindi l’acqua all’impasto e lasciare che lieviti a temperatura ambiente per almeno 15 minuti. Procedere infine alla cottura finale predisponendo una padella con un filo di olio e inserire di volta in volta un mestolo di impasto.

Cuocere fino a far assumere alla frittella un colorito dorato e una croccantezza ai bordi. Considera alcuni minuti di cottura per lato.

 

Syrniki russi

 

Dolce e salato in base ai gusti

 

Alcuni piatti della variegata colazione russa possono essere interpretati sia in chiave salata che zuccherata anche se nelle ricette originali non c’è questa netta differenza.

 

In questa sezione rientrano a pieno titolo i “Syrniki” ossia dei pancake al formaggio molto gustosi e molto apprezzati dai turisti. Ti serviranno 1 cucchiaio di lievito in polvere, 1 pizzico di sale, 1 uovo, 200 ml di latte, 100 grammi di farina 00.

Si aggiungerà poi il formaggio Tvorog originale o in alternativa 100 grammi di ricotta o di formaggio a fiocchi. Anche in questo caso si può sostituire la farina 00 con quella integrale o qualsiasi altra farina a scelta.

Si preparano come il pancake mettendo assieme tutti gli ingredienti in una ciotola facendo attenzione a non fare grumi e si deve lasciare riposare la miscela per almeno un’ora.

Come per i Bliny si prende un mestolo di impasto e lo si fa scaldare in una padella con un filo di olio. Questa volta, però, l’impasto risulterà più alto grazie all’azione del lievito e si cucineranno un paio di minuti per lato.

In alternativa si potranno cuocere in forno per renderli più leggeri cuocendoli per una quindicina di minuti a una temperatura di 180°C. Controllare sia la crescita che la cottura affinché i lati non risultino troppo scuri.

 

L’ultima ricetta riguarda i “Grenki” delle semplici fette di pane indurito scaldate al forno con l’aggiunta di alcuni ingredienti piuttosto intriganti: le uova, il sale o lo zucchero.

Tutto qui? Esatto!

Il procedimento da tenere sarà il seguente: rompere le due uova in un piatto e mescolare con il zucchero o il sale. Bagnare le fette di pane con questo miscuglio e poi appoggiarlo in una teglia da forno precedentemente bardata dalla carta.

Lasciare cuocere a una temperatura di 160°C per una decina di minuti fino a quando non saranno belle dorate e poi servire calde con l’aggiunta di frutta fresca o degli ingredienti descritti sopra.

 

хороший завтрак (buona colazione!)

La colazione giordana è un mix di pietanze dolci e salate capace di soddisfare qualsiasi gusto, anche il più raffinato e difficile. Come ci riesce? La risposta è semplice: qualità dei prodotti, passione per la cucina e potere dell’unione fra cibo e compagnia.

Colazione giordana

 

Inizio subito nell’elencare la classica accoppiata burro e marmellata, ereditati sicuramente dall’interazione turistica, innaffiati da un buon bicchiere di caffè.

Già qui cominciamo a differenziarci perché il caffè è insaporito da una spezia che a me fa impazzire e che ho assaggiato assieme al caffè per la prima volta in Guatemala.

La preparazione è di origine turca e si trova in quasi tutto il Medio Oriente dove il caffè viene fatto bollire in un pentolino per due volte e servito senza essere filtrato.

A questo si aggiunge il cardamomo facendo così assumere un sapore esotico e particolare che non a tutti piace. Il problema, però, si trova alla fine della bevanda quando si vuole terminare il bicchiere ritrovandosi in bocca tutto il fondo!

Almeno a me la prima volta è successo così. Non ero a conoscenza di questa usanza per cui mi sono ritrovata per strada con i depositi amarissimi di caffè in bocca e senza nessuna possibilità di sputare: dal secondo caffè in poi sono stata ben attenta a non rivivere quel momento.

 

Manakish con Za'atar

 

Prodotti locali

 

Se il locale in cui andrai a mangiare la colazione giordana è tipico e caratteristico allora ti sorprenderà vedere servito l’hummus, i pomodori, le olive e un formaggio morbido derivante dallo yogurt.

Sono delle pietanze che troverai in qualsiasi pasto della giornata e non potevano dunque mancare anche durante la colazione. Se ti piacciono i ceci, come a me, sarà un’ottima scusa per gustarli anche al mattino.

La Za’atar è un composto macinato impreziosito da un ingrediente dal sapore particolare: il timo selvatico. A questo vengono aggiunte altre erbe e spezie come il coriandolo e l’origano.

Al suo interno c’è anche del sommaco (una bacca tipica dei paesi arabi), sesamo e del sale. Il miscuglio di questi ingredienti viene macinato e conservato per insaporire i piatti e aggiunto alle Manakish, delle focaccine che sostituiscono il nostro pane.

Le Manakish contengono acqua, farina, lievito, olio e sono servite calde come accompagnamento alle pietanze sopra elencate. Non si usa consumare frutta fresca se non qualche dattero nel periodo di maturazione.

 

 

Come preparare le Manakish?

 

Se vuoi fare la tua personalizzata colazione giordana ti lascio la ricetta per i Manakish. Gli ingredienti te li ho già nominati e li dovrai impastare assieme come faresti per il pane o per la pizza.

Poi si lascia lievitare l’impasto per circa un’ora a temperatura ambiente. Una volta terminato il tempo di riposo si creano delle focaccine, si aggiunge il za’atar e si andranno a mettere in forno per circa 15/20 minuti a 180 gradi.

 

Scopri anche la ricetta del barbecue dei beduini:

Vorresti organizzare un viaggio in Giordania ma non sai come fare? Eccoti la soluzione:

La salutare colazione giapponese affascina per l’accostamento di sapori così diversi fra loro che non siamo soliti gustare. Le regole ferree della cucina tradizionale impongono un assortimento variegato al fine di non annoiare il palato. 

L’unica difficoltà che potremmo riscontrare nella preparazione delle pietanze sarà reperire tutti gli ingredienti, per questo dovremo premunirci in tempo.

A tale proposito ti consiglio di dare un’occhiata ai negozi etnici della tua città o di chiedere informazioni al tuo ristorante sushi di fiducia.

Salutare colazione giapponese

 

Perché all’inizio dell’articolo ho usato l’aggettivo salutare accostato alla colazione giapponese? Perché la maggior parte degli ingredienti sono composti da proteine velocemente assimilabili che donano un senso di sazietà senza appesantire il processo digestivo.

La preparazione dei piatti non è difficile e neanche troppo impegnativa e soprattutto può essere preparata in grandi quantità per averne a disposizione per diversi giorni.

Secondo le regole classiche della tradizione giapponese i pasti si consumano seduti su un cuscino posizionato sopra il tatami, con un tavolino davanti ove appoggiare un vassoio.

 

Sopra il vassoio ci andranno delle ciotole di varie forme e dovranno seguire una logica ben precisa:

 

  • mai posizionare sulla stessa linea due ciotole con la stessa forma (tonda + tonda, ad esempio) ma alternare;
  • il riso si posiziona a sinistra, la zuppa a destra, le bacchette davanti al commensale con la punta rivolta verso sinistra appoggiate a un sostegno;
  • dentro la ciotola rotonda ci vanno degli ingredienti quadrati o rettangolari e viceversa;
  • le bacchette non devono mai puntare verso una persona;
  • gli ingredienti seguono dei concetti cromatici e la stagionalità.

 

L’etichetta giapponese richiede un rituale molto complicato che si sta perdendo a causa dei ritmi di vita sempre più sostenuti e l’influenza della cultura occidentale. Rimane comunque piacevole spaziare ogni tanto nella tradizione per non perdere le radici culturali di un popolo.

 

scritta in giapponese del wabi sabi

 

Quali ingredienti troviamo?

 

Diciamo subito che la colazione non discosta molto dagli altri pasti principali della giornata infatti tra gli ingredienti troviamo il riso con fagioli, la zuppa di miso, il salmone o lo sgombro, i sottaceti e una specie di omelette chiamata Tamagoyaki.

Le porzioni non sono abbondanti, data la varietà dei piatti proposti, ma contribuiscono comunque ad alzarsi dalla tavola belli pienotti e soddisfatti!

Il riso è cotto a vapore e accompagnato ai fagioli di soia fermentati, conosciuti come Nattō oppure ai fagioli rossi varietà azuki. Il salmone o sgombro sono serviti crudi come sashimi, grigliati o affumicati. 

La zuppa di miso si presenta all’interno di una ciotola di legno laccato chiusa da un coperchio. Va bevuta portando la ciotola vicino alla bocca mentre i pezzetti di alghe e tofu nel fondo vanno presi con le bacchette.

zuppa di miso fotoL’omelette Tamagoyaki è vuota durante la colazione, ripiena se consumata come street food. La scelta del ripieno varia a seconda dei gusti e del luogo. 

Infine, se c’è ancora posto, rimangono i sottaceti di daikon, prughe, zenzero, eccetera. Anch’essi si usano in accompagnamento al riso.

 

Come preparare la zuppa di miso?

Il miso nasce dalla fermentazione dei semi di soia salati e il fungo Koji, viene poi aggiunto al brodo arricchito di alga wakame, pezzetti di tofu e alcune foglie di verdure. Il gusto è delicato e sapido allo stesso tempo mentre le verdure e il tofu mitigano l’effetto untuoso del brodo.

 

Come preparare i Tamagoyaki?

La ricetta è molto semplice, gli ingredienti invece sono difficili da reperire. Ma proviamoci lo stesso! Ti servono:

4 uova, 1 cucchiaio di zucchero di canna, 2 cucchiai di brodo dashi, salsa di soia a piacimento.

 

Il procedimento segue i seguenti passaggi:

I tamagoyaki pronti per essere mangiati!Sciogliere lo zucchero nel brodo, aggiungere qualche goccia di salsa di soia e aprire le uova. Mescolare il tutto e cuocere in una padella a fuoco lento fino a formare una frittata. 

Arrotolare verso sinistra la frittata e mettere sulla padella un altro quantitativo di impasto per creare una nuova frittata. Continuare in questo modo fino all’ultima. 

Se il procedimento riesce difficile appoggiare le frittate sopra un tappetino di bambù e ripiegarle tutte assieme come quando si fa il sushi fino a formare un singolo rotolo. Il rotolo così formato va tagliato in pezzi da 5 centimetri circa e serviti caldi ai commensali. 

 

Per conoscere altri piatti della cucina giapponese ti consiglio il libro “Il Giappone in Cucina” di Graziana Canova Tura, io lo sto leggendo adesso e sto trovando dei spunti veramente interessanti per avvicinarmi alla tradizione culinaria del Sol Levante. 

La super proteica colazione irlandese è indicata a tutti coloro che durante il primo pasto della giornata non smettono mai di avere fame. Un momento della giornata in cui si mangia come se non ci fosse un domani! Cibi ricchi di proteine sia vegetali che animali, ottima per vegetariani o carnivori.

Il trucco per non esagerare sta nel scegliere prodotti leggeri e di non eccedere con le dosi né con il numero di ingredienti.

La super proteica colazione irlandese

 

Assomiglia molto alla Full English Breakfast, pare, infatti, che i contadini irlandesi abbiano iniziato a mangiare sostanzioso dopo la dominazione inglese.

È composta da bevande calde come caffè nero, o succo di frutta per chi non ama le sostanze eccitanti, accompagnate da carne, fagioli, pane, uova, burro e porridge. A volte nelle tavole fanno presenza anche marmellate caserecce.

 

CARNE, UOVA E FORMAGGI

Dipende dall’area geografica in cui ti trovi, comunque immancabile è la pancetta meglio conosciuta come il bacon alla griglia.  A seguire rognoni di agnello, salumi di maiale, sanguinacci oppure il salmone cotto in modi diversi.

Le uova sono servite in camicia o meglio alla Benedict: sopra una fetta di pane tostato con prosciutto e salsa maionese più burro (chiamata salsa olandese). In alternativa sono uova strapazzate, scrambled, assieme a bacon, formaggio, pepe e basilico.

Fra il più gustosi c’è da menzionare il Cashel Blue, una sorta di Gorgonzola irlandese con un forte sapore piccante, il Durrus e il Milleens prodotti a Cork e il Corleggy come formaggio caprino.

 

porridge

 

PANE, PORRIDGE, CONTORNI

Il tipico pane irlandese è lo Soda Bread di origine casereccia confezionato con diversi cereali e latte, servito con il burro salato e cotto nel paiolo. Un alimento dal sapore alquanto particolare.

Il porridge sono i fiocchi d’avena cotti con il latte caldo e insaporiti con spezie, in particolare la cannella. In alternativo a questo viene servito il pudding in due versioni due versioni: bianco cucinato con carne e grasso di maiale, per i vegetariani fiocchi d’avena e spezie e nero con carne ma con maggiori quantità di spezie.

Per finire possono essere serviti contorni come pomodori cotti alla piastra e insaporiti con dell’erba cipollina, funghi e fagioli stufati.

Vuoi provare la super proteica colazione irlandese? Ti lascio il video per prepare il porridge e quello per preparare il pudding con i semi di chia, indicato ai vegani.

 

Ti incuriosiscono altre colazioni?

Nella colazione guatemalteca si fa scorta di proteine grazie ai componenti vegetali che donano sazietà per l’intera giornata. Per la verità la stessa colazione può essere consumata anche come pranzo o come cena essendo preparata con prodotti tipici del luogo, sostituendo alcuni ingredienti con carne o pesce. Una delle colazioni nel mondo moderno più proteica e sicuramente la più energizzante per chi ha bisogno di iniziare la giornata carico di energia!

 

Gli ingredienti della colazione guatemalteca sono i seguenti:

 

  • Una tazza di caffè nero
  • Una manciata di riso bianco bollito
  • Salsa guacamole
  • Frijoles refritos
  • Una frittata
  • Pomodori freschi
  • Tortillas a volontà

 

La salsa guacamole non è altro che salsa di avocado molto usata anche nella cucina messicana e in generale in tutto il Centro e Sud America.

 

ciotolina di salsa verde guacamole

 

Ricetta della salsa guacamole

 

La salsa guacamole in Guatemala, come anche in Messico, si consuma all’interno di tacos o come accompagnamento ai piatti o ai nachos. L’elemento principe è l’avocado, qui chiamato aguacate, un frutto alcalinizzante, idratante ed energizzante grazie alla fonte di proteine, acidi grassi essenziali, grassi monoinsaturi e micronutrienti.

L’avocado contiene più proteine del latte vaccino e i nutrizionisti consigliano di mangiarne almeno uno al giorno. Possono anche essere consumati dai diabetici in quanto aiutano ad abbassare il colesterolo.

Di seguito la ricetta che può essere arricchita secondo il proprio gusto personale aggiungendo cipolla, spezie e succo di limone al posto del lime.

 

Ingredienti per due persone:

 

  • 2 avocado maturi
  • Sale q.b.
  • 2 pomodori maturi di piccole dimensioni
  • 2 o 3 cucchiai di olio di oliva
  • Lime succo e scorza (a piacere)
  • Pepe

 

Preparazione:

 

Tagliare gli avocado a metà, toglierli dalla buccia e farli a dadini. Pestare con una forchetta o in un mortaio il frutto. Fare lo stesso procedimento con i pomodori tagliandoli a dadini e pestandoli. 

Successivamente aggiungere i due composti e miscelare con il resto degli ingredienti: l’olio, il lime, il pepe e il sale. Ottimi per la colazione guatemalteca mentre in Messico sono serviti come antipasti nei pasti principali.

Un’altra ricetta con la salsa guacamole la trovi a questo link

 

ciotola di frijoles refritos con coriandolo

 

Ricetta dei Frijoles Refritos

 

Una delle pietanze più popolari in Guatemala e in Messico sono i Frijoles Refritos cioè una purea di fagioli neri che accompagna le tortillas, il riso, la carne o le verdure. Li trovi anche al supermercato già preparati e pronti per essere scaldati e mangiati di solito in confezioni piuttosto abbondanti.

La preparazione è molto semplice ma i fagioli neri devono essere lasciati in ammollo per almeno una notte. Devono poi essere lessati, aggiungendo un cucchiaio di bicarbonato, in questo modo risulteranno più morbidi e sarà più facile macinarli. A piacere, volendo renderli ancora più gustosi, si può aggiungere a fine cottura del formaggio piccante grattugiato.

 

Ingredienti per i Frijoles Refritos per 4 persone:

 

  • 300 grammi di fagioli neri
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio (facoltativo)
  • Pepe e sale quanto basta
  • 2 cucchiai di olio di mais

 

Preparazione:

 

Togliere i fagioli dopo averli lasciati in ammollo e metterli in una padella. Lasciarli lessare a fuoco lento per almeno due ore. Quando si saranno ammorbiditi scolare i fagioli e tenere da una parte il brodo di cottura. Passarli in un tegame aggiungendo sale, pepe e un cucchiaio di olio.

Quando si saranno rosolati nell’olio aggiungere due mestoli di brodo di cottura e lasciare asciugare coprendo il tutto con un coperchio. Terminato il brodo togliere i fagioli dalla pentola e passarli in un passaverdura fino a che non diventano una purea.

Cucinarli per altri cinque minuti per ottenere una consistenza compatta e aggiungere un altro cucchiaio di olio, se necessario, e del brodo di cottura. Lasciare riposare il composto e servire caldo.

 

tortillas (colazione guatemalteca)

 

Ricetta delle Tortillas

 

Le tortillas sono la base della cucina messicana e guatemalteca. Vengono mangiate al posto del nostro pane e consumate durante i principali pasti della giornata.

Si acquistano nei supermercati e in strada dove le donne intente a cucinarle richiameranno la vostra attenzione con un simpatico “Pase adelante” mentre schiacciano tra le mani l’impasto chiamato masa. Dalla tortillas vengono cucinati i piatti più celebri:

 

  • tacos: involtini di tortillas piegati a metà con vari ingredienti dalle verdure alla carne;
  • burrito: le tortillas vengono arrotolate in una sorta di tubicino con gli ingredienti all’interno e una copertura di formaggio;
  • quesadilla: tortilla piegata a metà con ripieno di formaggio;
  • nachos: triangolini fritti di tortillas serviti con salsa guacamole di accompagnamento oppure formaggio fuso e carne;
  • tostadas: sono più piccole delle tortillas ma vengono preparate allo stesso modo e poi fritte. Vengono servite con sopra diversi ingredienti a scelta. Se le trovi in strada puoi decidere gli ingredienti da mettere sopra.

 

Le pietanze appena citate sono consumate più durante il pranzo e la cena e non nella colazione guatemalteca dove si consuma solamente le tortillas da accompagnamento.

 

Ingredienti:

 

  • 200 grammi di farina di mais bianca (in sostituzione farina bianca)
  • 150 millilitri di acqua
  • 2 cucchiai di sale fino
  • 2 cucchiai di olio di oliva extravergine

 

Preparazione:

 

Aggiungere a filo l’acqua alla farina e mescolare con le mani fino a creare un composto morbido. Lasciare riposare in un contenitore a temperatura ambiente per circa mezz’ora.

Riprendere in mano il composto e creare delle palline di circa 4 centimetri. Lasciare riposare altri 10 minuti e poi stendere la pasta fino a ottenere un disco.

Cuocere i dischi formati uno alla volta in una piastra e riporli sotto un tovagliolo in cotone per mantenerli caldi. Farcire le tortillas nel modo in cui si desidera o mangiarli in accompagnamento ad altri piatti. 

 


In sostituzione agli ingredienti sopracitati ci sono i famosi tamales, ossia degli involtini di farina di mais con un ripieno di carne, verdura o in versione dolce. Anche questi sono degli ottimi alimenti da consumare durante la colazione guatemalteca.

Trovi la ricetta completa a questo link


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Disclaimer: le foto sono prese dal web

Fra le colazioni nel mondo moderno più dolci colloco la colazione marocchina: il tuo risveglio in riad sarà deliziato da portate energetiche. Un carico di calorie che ci sosterrà fino a pranzo oppure si potrà spezzare l’attesa con un po’ di frutta. Sei curioso di scoprire come sarà imbandita la tua tavola? Allora leggi l’articolo e prepara gli ingredienti!

 

La colazione marocchina

 

In Marocco la colazione si fa all’aperto. Non importa se ci sono 10 gradi sottozero, bisogna mangiare fuori! Si beve succo di frutta fresca, soprattutto arancia, caffè o tè servito nei tipici bicchierini. Bisogna fare attenzione a ordinare il caffè perché :

  • il caffè nero assomiglia al caffè americano;
  • caffè semplice è un ibrido tra cappuccino e caffellatte;
  • l’espresso è il nostro tipico caffè italiano, più o meno…

 

Si mangia dolce, come ti anticipavo, e quindi via libera alle confetture di arancia, prugne, il miele e anche il burro. Se sei a Essaouira potrebbero proporti anche l’amlou, la Nutella berbera fatta con l’argan.

In tavola potrebbe esserci anche l’olio di argan e un formaggino cremoso. Nel deserto anche la frittata berbera che oltre alle uova all’interno ha pomodori, aglio, spezie, coriandolo o prezzemolo, sale.

Il pane di accompagnamento è una scelta fra msemen e baghrir, una sorta di pancake il primo e una crepe il secondo, su cui spalmare la marmellata.

 

un msemen

Ricetta msemen

Ingredienti:

  • 5 g di lievito di birra;
  • 500 ml di acqua tiepida;
  • 700 grammi di farina 00
  • olio di semi per ungere
  • 1 cucchiaino di sale;
  • 1 cucchiaio di zucchero;

Preparazione:

All’interno di una ciotola dovrai inserire l’acqua tiepida e il lievito affinché si disciolga. Quando ciò sarà avvenuto, incorpora lo zucchero e mescola fino a completo scioglimento.
Adesso è il momento di aggiungere anche la farina a filo precedentemente setacciata con il cucchiaino di sale. L’impasto inizierà a prendere consistenza per cui dovrai lavorarlo ungendolo con l’olio di semi.
Creare delle palline leggermente più piccole di quelle da tennis e spennellarle di olio se non sembrano abbastanza unte. Lasciamole riposare all’interno di una pellicola per almeno mezz’ora affinché lievitino.
Riprendiamole in mano e stendiamole una alla volta fino a che non diventano sottilissime. Spolveriamo con un po’ di farina e pieghiamole seguendo la tecnica originale:
  1. Piegare la sfoglia dall’alto al centro dell’impasto;
  2. La parte sotto al centro dell’impasto;
  3. Il lato destro piegalo fino al centro dell’impasto;
  4. Il lato sinistro direzionalo al centro dell’impasto.

Immagina di piegare un fazzoletto in queste quattro direzioni.

Poi si prende il quadratino e lo si pone con le pieghe verso il basso e si schiacciano affinché non si stacchino. Ungere le mani di olio per fare in modo che non resti attaccato nessun pezzo.

Procedere allo stesso modo con le altre palline e schiacciare nuovamente prima di cucinarle per alcuni minuti, prima su un lato e poi sull’altro, in una padella antiaderente.
Non servirà aggiungere alla padella l’olio in quanto le palline dovranno presentarsi già ben unte. Devono assumere un colorito giallo e non si dovranno scottare.
Se non vuoi cucinarle tutte potrai sempre conservarle in freezer e cuocerle all’occorrenza. In questo caso lasciale prima decongelarle e poi lavora l’impasto aggiungendoci dell’olio di semi.

baghrir

Ecco come si presenta la consistenza di un baghrir, spugnosa e ottima per farci attaccare il miele o la marmellata!

Ricetta baghrir:

Ingredienti:

  • il quantitativo di un bicchiere di farina 00;
  • 500 grammi di farina di semola;
  • un cucchiaino di sale;
  • una bustina di 16 grammi di lievito chimico non vanigliato e un cucchiaino di lievito di birra;
  • circa un litro d’acqua.

Preparazione:

Il procedimento per fare i baghrir per la colazione marocchina è più semplice rispetto a quello per fare i msemen. Ti basterà aggiungere all’acqua tutti gli ingredienti, tra cui la farina precedentemente setacciata, tranne il lievito chimico.
Solo quando gli ingredienti saranno ben amalgamati assieme potrai aggiungere la bustina di lievito chimico e dovrai mescolare fino a che non si sarà completamente assorbita all’interno.
Lasciali riposare per un quarto d’ora e poi in una padella antiaderente, senza ungerla, versaci dentro un mestolo del composto. La padella dovrà essere già calda quindi falla riscaldare per alcuni minuti.
Il bahrir dovrà rimanere leggermente giallo tendente al bianco quindi quando vedi che acquista troppo colore giralo dall’altra parte.
La consistenza è molto particolare in quanto gonfiandosi crea una sorta di alveoli spugnosi che serviranno a trattenere le marmellate. Procedere fino a esaurimento dell’impasto e si conservano in frigo per massimo due o tre giorni.
Metti in cucina un sottofondo di musica gnawa!