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La colazione giordana è un mix di pietanze dolci e salate capace di soddisfare qualsiasi gusto, anche il più raffinato e difficile. Come ci riesce? La risposta è semplice: qualità dei prodotti, passione per la cucina e potere dell’unione dato dal cibo.

 

Ma cosa si mangia esattamente in Giordania nella colazione moderna?

 

Inizio subito nell’elencare la classica accoppiata burro e marmellata, ereditati sicuramente dall’interazione turistica, innaffiati da un buon bicchiere di caffè.

Già qui cominciamo a differenziarci perché il caffè è insaporito da una spezia che a me fa impazzire e che ho assaggiato assieme al caffè per la prima volta in Guatemala.

La preparazione è di origine turca e si trova in quasi tutto il Medio Oriente dove il caffè viene fatto bollire in un pentolino per due volte e servito senza essere filtrato.

A questo si aggiunge il cardamomo facendo così assumere un sapore esotico e particolare che non a tutti piace. Il problema, però, si trova alla fine della bevanda quando si vuole terminare il bicchiere ritrovandosi in bocca tutto il fondo…

Almeno a me la prima volta è successo così. Non ero a conoscenza di questa usanza per cui mi sono ritrovata per strada con i depositi amarissimi di caffè in bocca e senza nessuna possibilità di sputare! Dal secondo caffè in poi sono stata ben attenta a non rivivere quel momento…

 

Manakish con Za'atar

 

Prodotti locali

 

Se il locale in cui andrai a mangiare la colazione giordana è tipico e caratteristico allora ti sorprenderà vedere servito l’hummus, i pomodori, le olive e un formaggio morbido derivante dallo yogurt.

Sono delle pietanze che troverai in qualsiasi pasto della giornata e non potevano dunque mancare anche durante la colazione. Se ti piacciono i ceci, come a me, sarà un’ottima scusa per gustarli anche al mattino.

La Za’atar è un composto macinato impreziosito da un ingrediente dal sapore particolare: il timo selvatico. A questo vengono aggiunte altre erbe e spezie come il coriandolo e l’origano.

Al suo interno c’è anche del sommaco (una bacca tipica dei paesi arabi), sesamo e del sale. Il miscuglio di questi ingredienti viene macinato e conservato per insaporire i piatti e aggiunto alle Manakish, delle focaccine che sostituiscono il nostro pane.

Le Manakish contengono acqua, farina, lievito, olio e sono servite calde come accompagnamento alle pietanze sopra elencate. Non si usa consumare frutta fresca se non qualche dattero nel periodo di maturazione.

 

 

Come preparare le Manakish?

 

Se vuoi fare la tua personalizzata colazione giordana ti lascio la ricetta per i Manakish. Gli ingredienti te li ho già nominati e li dovrai impastare assieme come faresti per il pane o per la pizza.

Poi si lascia lievitare l’impasto per circa un’ora a temperatura ambiente. Una volta terminato il tempo di riposo si creano delle focaccine, si aggiunge il za’atar e si andranno a mettere in forno per circa 15/20 minuti a 180 gradi.

 

Scopri anche la ricetta del barbecue dei beduini:

Vorresti organizzare un viaggio in Giordania ma non sai come fare? Eccoti la soluzione:

La super proteica colazione irlandese è indicata a tutti coloro che durante il primo pasto della giornata non smettono mai di avere fame.

Un momento della giornata in cui si mangia come se non ci fosse un domani! Cibi ricchi di proteine sia vegetali che animali, ottima per vegetariani o carnivori.

Il trucco per non esagerare sta nel scegliere prodotti leggeri e di non eccedere con le dosi né con il numero di ingredienti.

 

Ingredienti della super proteica colazione irlandese

 

Assomiglia molto alla Full English Breakfast, pare, infatti, che i contadini irlandesi abbiamo iniziato a mangiare sostanzioso dopo la dominazione inglese.

È composta da bevande calde come caffè nero, o succo di frutta per chi non ama le sostanze eccitanti, accompagnate da carne, fagioli, pane, uova, burro e porridge. A volte nelle tavole fanno presenza anche marmellate caserecce.

 

CARNE, UOVA E FORMAGGI

 

Dipende dall’area geografica in cui ti trovi, comunque immancabile è la pancetta meglio conosciuta come  bacon alla griglia.  A seguire rognoni di agnello, salumi di maiale, sanguinacci oppure il salmone cotto in modi diversi.

Le uova sono servite in camicia o meglio alla Benedict: sopra una fetta di pane tostato con prosciutto e salsa maionese più burro (chiamata salsa olandese). In alternativa sono uova strapazzate, scrambled, assieme a bacon, formaggio, pepe e basilico.

Fra il più gustosi c’è da menzionare il Cashel Blue, una sorta di Gorgonzola irlandese con un forte sapore piccante, il Durrus e il Milleens prodotti a Cork e il Corleggy come formaggio caprino.

 

PANE, PORRIDGE, CONTORNI

 

Il tipico pane irlandese è lo Soda Bread di origine casereccia confezionato con diversi cereali e latte, servito con il burro salato e cotto nel paiolo. Un alimento dal sapore alquanto particolare.

Il porridge sono i fiocchi d’avena cotti con il latte caldo e insaporiti con spezie, in particolare la cannella. In alternativo a questo viene servito il pudding in due versioni due versioni: bianco cucinato con carne e grasso di maiale, per i vegetariani fiocchi d’avena e spezie e nero con carne ma con maggiori quantità di spezie.

Per finire possono essere serviti contorni come pomodori cotti alla piastra e insaporiti con dell’erba cipollina, funghi e fagioli stufati.

Vuoi provare la super proteica colazione irlandese? Ti lascio il video per prepare il porridge….

 

 

… E quello per preparare il pudding con i semi di chia indicato anche ai vegani:

 

 

Ti incuriosiscono altre colazioni?

 

Fra le colazioni nel mondo moderno più dolci colloco la colazione marocchina. Il risveglio in riad, sarà deliziato da portate energetiche. Un carico di calorie che ci sosterrà fino a pranzo oppure si potrà spezzare l’attesa con un po’ di frutta. Sei curioso di scoprire come sarà imbandita la tua tavola? Allora leggi l’articolo e prepara gli ingredienti!

 

Le pietanze principali della colazione marocchina

 

In Marocco la colazione si fa all’aperto. Non importa se ci sono 10 gradi sottozero, bisogna mangiare fuori!

Si beve succo di frutta fresca, soprattutto arancia, caffè o tè servito nei tipici bicchierini. Bisogna fare attenzione a ordinare il caffè:

 

  • caffè nero assomiglia al caffè americano
  • caffè è un ibrido tra cappuccino e caffellatte
  • espresso è il nostro tipico caffè italiano, più o meno

 

Si mangia dolce, come ti anticipavo, e quindi via libera alle confetture di arancia, prugne, il miele e anche il burro. Se sei a Essaouira potrebbero proporti anche l’amlou, la Nutella berbera fatta con l’argan.

In tavola potrebbe esserci anche l’olio di argan e un formaggino cremoso. Nel deserto anche la frittata berbera che oltre alle uova all’interno ha pomodori, aglio, spezie, coriandolo o prezzemolo, sale.

Il pane di accompagnamento è una scelta fra msemen e baghrir, una sorta di pancake il primo e una crepe il secondo, su cui spalmare la marmellata.

 

un msemen

Ricetta msemen

Ingredienti:

 

  • 5 g di lievito di birra;
  • 500 ml di acqua tiepida;
  • 700 grammi di farina 00
  • olio di semi per ungere
  • 1 cucchiaino di sale;
  • 1 cucchiaio di zucchero;

Preparazione:

All’interno di una ciotola dovrai inserire l’acqua tiepida e il lievito affinché si disciolga. Quando ciò sarà avvenuto, incorpora lo zucchero e mescola fino a completo scioglimento.
Adesso è il momento di aggiungere anche la farina a filo precedentemente setacciata con il cucchiaino di sale. L’impasto inizierà a prendere consistenza per cui dovrai lavorarlo ungendolo con l’olio di semi.
Creiamo delle palline leggermente più piccole di quelle da tennis e spennellarle di olio se non sembrano abbastanza unte. Lasciamole riposare all’interno di una pellicola per almeno mezz’ora affinché lievitino.
Riprendiamole in mano e stendiamole una alla volta fino a che non diventano sottilissime. Spolveriamo con un po’ di farina e pieghiamole seguendo la tecnica originale:
  1. Piegare la sfoglia dall’alto al centro dell’impasto;
  2. La parte sotto al centro dell’impasto;
  3. Il lato destro piegalo fino al centro dell’impasto;
  4. Il lato sinistro direzionalo al centro dell’impasto.

Immagina di piegare un fazzoletto in queste quattro direzioni.

Poi si prende il quadratino e lo si pone con le pieghe verso il basso e si schiacciano affinché non si stacchino. Ungi le mani di olio per fare in modo che non ti resti attaccato nessun pezzo!

Procedere allo stesso modo con le altre palline e schiaccia nuovamente prima di cucinarle per alcuni minuti, prima su un lato e poi sull’altro, in una padella antiaderente.

Non servirà aggiungere alla padella l’olio in quanto le palline dovranno presentarsi già ben unte. Devono assumere un colorito giallo e non si dovranno scottare.

Se non vuoi cucinarle tutte potrai sempre conservarle in freezer e cuocerle all’occorrenza. In questo caso lasciale prima decongelarle e poi lavora l’impasto aggiungendoci dell’olio di semi.
baghrir

Ecco come si presenta la consistenza di un baghrir, spugnosa e ottima per farci attaccare il miele o la marmellata!

Ricetta baghrir:

Ingredienti:

 

  • il quantitativo di un bicchiere di farina 00;
  • 500 grammi di farina di semola;
  • un cucchiaino di sale;
  • una bustina di 16 grammi di lievito chimico non vanigliato e un cucchiaino di lievito di birra;
  • circa un litro d’acqua.

Preparazione:

 

Il procedimento per fare i baghrir per la colazione marocchina è più semplice rispetto a quello per fare i msemen. Ti basterà aggiungere all’acqua tutti gli ingredienti, tra cui la farina precedentemente setacciata, tranne il lievito chimico.
Solo quando gli ingredienti saranno ben amalgamati assieme potrai aggiungere la bustina di lievito chimico e dovrai mescolare fino a che non si sarà completamente assorbita all’interno.
Lasciali riposare per un quarto d’ora e poi in una padella antiaderente, senza ungerla, versaci dentro un mestolo del composto. La padella dovrà essere già calda quindi falla riscaldare per alcuni minuti.
Il bahrir dovrà rimanere leggermente giallo tendente al bianco quindi quando vedi che acquista troppo colore giralo dall’altra parte.
La consistenza è molto particolare in quanto gonfiandosi crea una sorta di alveoli spugnosi che serviranno a trattenere le marmellate. Procedere fino a esaurimento e si conservano in frigo per massimo due o tre giorni.