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Nella pasticceria francese tipica non mancano i sapori, le forme, i profumi e i colori così invitanti da fermare i turisti ingolositi. Ciò succede quotidianamente quando nella vetrina di un locale della Costa Azzurra si nota una tarte Tropézienne.

Un soffice disco di pan brioche ammantato da una generosa porzione di crema chantilly e un delicato sentore di fiori d’arancio a completare l’opera: chi può resistere?

Io no. Per questo, quando ho la fortuna di raggiungere la costa francese, mi pare di percepirne l’odore a ogni angolo di strada, sicura che da qualche parte la mia porzione mi stia aspettando.

Le origini

La deliziosa ricetta della pasticceria francese tipica nasce negli anni ’50, e più precisamente nel 1955. Gli attori francesi Jean-Louis Trintignant e Brigitte Bardot si trovavano a Saint Tropez per girare le scene del film E Dio creò la femmina.

Fu incaricato un certo Alexandre Micka a preparare i pasti per la troupe. Ebbe la fortuna di trovarsi nel posto giusto, al momento giusto. Il pasticcere polacco aveva aperto da qualche anno la sua boulangerie proprio nei pressi del luogo in cui venivano registrate, dal regista Roger Vadim, le scene del celebre film.

Decise di preparare una specialità innovativa per il dessert che prendeva sostanza da una ricetta di famiglia: nacque così la tarte Tropézienne, la quale fece così clamore da rimanere in vetrina per gli anni a venire.

La ricetta originale, essendo stata brevettata, contiene degli ingredienti segretissimi ma noi cercheremo di avvicinarci il più possibile a quelle tonalità di sapori, per far viaggiare le nostre papille gustative!

 

Ingredienti

 

  • 150 grammi di farina 00 + altri 4 cucchiai per la crema;
  • 100 grammi di farina integrale;
  • 15 grammi di lievito madre in polvere;
  • 6 uova;
  • 20 grammi di zucchero di canna per il pan brioche, 50 grammi per la crema;
  • 250 ml di latte e 100 ml di latte di cocco;
  • 250 ml di panna da montare;
  • 75 grammi di burro;
  • 2 uova e 4 tuorli;
  • 100 ml di acqua;
  • una fialetta di essenza ai fiori d’arancio e una alla vaniglia;
  • un pizzico di sale;
  • granella di zucchero o gocce di cioccolato.

 

Specialità francese tipica

Tarte Tropézienne: foto dal web

 

Procedimento

 

Prima di preparare la crema iniziamo a lavorare l’impasto che andrà a formare i nostri dischi di pan brioche. In una ciotola, dunque, unire dopo aver setacciato le farine il lievito madre, due uova, 20 grammi di zucchero di canna e mescolare fino a quando risulterà omogeneo.

Nel frattempo fare ammorbidire il burro a temperatura ambiente e quando sarà abbastanza mollo aggiungere anch’esso agli ingredienti con un pizzico di sale. Togliere dalla ciotola e lasciare lievitare al buio e al fresco il panetto per circa un’ora.

Quando l’impasto avrà raggiunto il doppio del suo volume potrà essere lavorato: la forma sarà quella di un disco di circa 22-24 cm con uno spessore sui 10 millimetri. Sopra il composto aggiungere a piacimento le granelle di zucchero o le gocce di cioccolato per dare un aspetto più invitante alla torta.

Accendere il forno a 180°C e una volta raggiunta la temperatura inserire il disco di impasto precedentemente posizionato all’interno di una teglia rotonda. La cottura non deve superare la mezz’ora: quando il pan brioche sarà diventato dorato sarà tempo di toglierlo dal forno.

Intanto che si aspetta si può preparare la crema chantilly. Gli ingredienti necessari saranno: i tuorli d’uova, lo zucchero, il latte, l’amido di mais, la vaniglia e la panna montata.

In un pentolino riscaldare il latte inserendo l’essenza di vaniglia fino a che si amalgami perfettamente. In una terrina, invece, aggiungere i tuorli d’uova con circa 5 cucchiai di zucchero e i 4 cucchiai di farina.

Introdurre a filo il latte e gli altri ingredienti in una pentola e mescolare lasciando il fuoco basso fino a far rassodare la crema, facendo attenzione a non creare grumi. Lasciare poi raffreddare, prima di aggiungere la panna montata.

Quando sia il disco che la crema si saranno raffreddati, procedere tagliando a metà il disco e bagnare le parti interne con un composto di acqua a cui si sarà aggiunto l’essenza di fiori d’arancio. A questo punto non rimarrà che inserire la crema all’interno e lasciare raffreddare la torta prima di servirla almeno altri 15 minuti. 

Una specialità della pasticceria francese tipica che volendo potrai preparare anche in versione mignon, dandogli una simpatica forma di pasticcino.

I più celebri biscotti veneziani si riconoscono per il loro gusto autentico e per la passione che le massaie ci mettono a prepararli. Ce ne sono per tutti i gusti dai dolci e burrosi agli speziati.

Bussolai buranelli, baicoli, zaletti e pevarini ti dicono niente? No? Allora è arrivato il momento di scoprire il segreto di tutte le ricette senza veli e senza maschere.

Bussolai Buranelli

 

Come puoi dedurre dal nome i Buranelli sono i biscotti tipici dell’isola di Burano e sono disegnati a formare una esse che mi piace pensare significhi “saporiti”. 

La ricetta è molto semplice e gli ingredienti fanno sì che la durata dei biscotti sia molto prolungata così potrai prepararne un bel po’ da consumare con calma. 

 

Ingredienti:

  • 250 grammi di farina tipo “00”
  • 2 albumi di uovo
  • 250 grammi di zucchero semolato
  • 5 tuorli
  • 1 bustina di vanillina
  • un pizzico di sale


Procedimento

Montare gli albumi a neve in un contenitore a parte. Una volta che la consistenza risulterà piuttosto ferma lasciare a riposare e procedere inserendo in un nuovo contenitore i restanti ingredienti.

Mescolare in modo da amalgamare perfettamente il composto e poi aggiungere gli albumi a neve. Continuare a lavorare l’impasto mantenendo una consistenza morbida e dividere il panetto così formato in 5 porzioni.

Procedere prendendo un pezzettino di impasto alla volta donandogli la famosa forma a “esse allungata” e continuare in questo modo fino all’esaurirsi del composto.

Accendere il forno a una temperatura di 180° e lasciarli cuocere per almeno 10 minuti. Controllare se serve qualche minuto in più affinché i biscotti assumano una bella colorazione dorata.

Servire ancora caldi con un buon tè (scopri l’unica produzione di tè in Europa in questo link) oppure lasciali raffreddare a temperatura ambiente. Sono ottimi da consumare anche la mattina con del latte caldo o freddo a piacimento.

 

 

Baicoli

 

Il baicolo è un biscotto a lunga conservazione perché a Venezia quando i marinai si avventurava per il mare non sapevano dopo quanto tempo sarebbero ritornarti a casa e quindi dovevano premunirsi di cibo che mantenesse intatta la sua fragranza a lungo.

La lavorazione del prodotto finale è semplice ma complessa allo stesso tempo perché richiede due tipi di impasto che poi andranno a unirsi formando un biscotto unico nel suo genere. 

 

Ingredienti

  • 150 grammi di farina tipo 1
  • 10 grammi di lievito di birra da sciogliere in un bicchiere di acqua
  • 40 grammi di burro temperatura ambiente
  • 250 grammi di farina 00
  • sale q.b.
  • 1 albume

 

Procedimento

Come prima cosa dobbiamo sciogliere il lievito in un bicchiere di acqua tiepida. Quando si sarà sciolto lo andremo ad aggiungere alla farina di tipo 1 che avremo setacciato in una terrina.

Mescolare e impastare fino a ottenere un impasto elastico e morbido. Incidere una croce sulla superficie del composto e lasciare a riposare e a lievitare per almeno un’ora.

Nel frattempo preparare il secondo impasto con i restanti ingredienti seguendo l’accortezza di montare a neve prima in modo leggero l’albume. Aggiungerlo quindi come ingrediente finale. 

Impastare il nuovo composto fino a ottenere una palla ugualmente elastica e morbida. Aiutarsi con la farina nel caso servisse per dare più scivolosità al composto.

Lasciare riposare per mezz’ora e poi unire i due impasti. Dividere l’unico composto così ottenuto in 3 parti e lasciarlo lievitare ancora per un’altra ora. È arrivato il momento di dare una forma ai biscotti!

Dare all’impasto una forma rettangolare e tagliare a fette con uno spessore di 7 centimetri come se fosse del pane. Infornare sempre a 180° per circa 10 minuti.

Un altro metodo di preparazione è quello di lasciare intatto il rettangolo e cuocerlo così per poi tagliare all’occorrenza i biscotti come se fossero delle fette di pane. Quest’ultimo modo di consumare i baicoli appartiene alla tradizione veneziana.

 

Baicoli, zaeti, pevarini e bussolai

 

Zaletti

 

Celebri biscotti veneziani sono anche i zaletti o zaeti in veneto, la quale origine nasce nelle campagne bellunesi e friulane dove si coltivava il mais. L’ingrediente principe è infatti la farina di mais che dona ai biscotti quel brillante colore giallo.

 

Ingredienti

  • 150 grammi di zucchero
  • 100 grammi di uva sultanina
  • 300 grammi di farina di mais
  • 1 uovo
  • 1 bustina di lievito
  • 200 grammi di farina 1
  • mezzo bicchiere di latte
  • 100 grammi di burro ammorbidito a temperatura ambiente
  • 5 cucchiai di grappa secca
  • un cucchiaino raso di sale
  • 4 cucchiai di zucchero a velo

 

Procedimento

La prima cosa da fare è ammorbidire l’uva sultanina con la grappa aggiungendoci a piacere un po’ d’acqua. Lasciare riposare l’uva nella scodella per almeno mezz’ora.

Unire le due farine assieme setacciandole all’interno di una terrina, aggiungendo il sale, lo zucchero e la bustina di lievito. Successivamente procedere aggiungendo il latte, l’uovo e il burro.

Mescolare fino a ottenere un bell’impasto cremoso e aggiungere come tocco finale l’uvetta togliendole i residui di grappa e acqua. 

Impastare per circa 10 minuti e dare la forma ovale ai biscotti che saranno di una lunghezza pari a 7 centimetri. Disporli sopra una teglia da forno ricoperta di carta e cuocerli a 180° per 15 minuti.

Devono ottenere una colorazione dorata e se è necessario lasciarli per altri 5 minuti a temperatura più bassa. Tolti dal forno vanno serviti su un vassoi e, una volta raffreddati, aggiungere lo zucchero a velo a piacimento.

 

 

Pevarini

 

Forse fra i più celebri biscotti veneziani si classificano i pevarini che vengono mangiati come accompagnamento a una buona “ombra de vin” ovvero un buon bicchiere di vino.

Sono speziati al pepe che in veneto si pronuncia “pevaro” da qui il nome dei biscotti pevarini ma sono accompagnati anche da altre spezie che donano un gusto deciso ed energizzante!

 

Ingredienti

  • 150 grammi di farina tipo 1
  • 50 gramma di melata di miele di zucchero
  • 40 grammi di zucchero semolato
  • 30 g di strutto o burro a temperatura ambiente
  • un pizzico di sale
  • mezza bustina di lievito per dolci
  • mix di spezie tritate finemente: pepe nero o bianco, cannella, chiodi di garofano

Procedimento

Inserire gli ingredienti uno a uno all’interno di una terrina partendo dalla farina setacciata, il burro, la melata, lo zucchero, il lievito e il sale. Le spezie vanno aggiunte alla fine.

Amalgamare il composto fino a ottenere un impasto morbido e profumato e lasciare riposare per 45 minuti in luogo caldo e asciutto con un canovaccio sopra.

Riprendere l’impasto e formare i biscotti tondi con l’aiuto di un coppapasta o di un bicchiere non troppo largo. L’idea è quella di inzuppare il biscotto nel vino e quindi ci deve passare!

Cuocere in forno a 180° per circa 15 minuti mettendoli all’interno di una teglia foderata da carta forno. I biscotti vanno serviti freddi e senza l’aggiunta di zucchero a velo.

 

Ti ho fatto venire l’acquolina in bocca con questi celebri biscotti veneziani? Prova anche i i baci panteschi di Pantelleria, sentirai che bontà!

 

 

La Schwarzwälder Kirschtorte è una ricetta tipica della tradizione tedesca e la sua traduzione corrisponde alla torta della Foresta Nera. Una meraviglia dolce formata da strati di cioccolata, panna e amarene.

Gli ingredienti vogliono rappresentare la voluttà della zona costellata da villaggi fiabeschi, laghi, cascate e territori incontaminati dalla bellezza unica e suggestiva.

Il dolce viene preparato di solito la domenica quando tutta la famiglia si riunisce a pranzo e ha il tempo per chiacchierare e bere un alcolico come digestivo.

Posso assicurarti che dato le dimensioni pantagrueliche delle fette il digestivo alle erbe a fine pranzo ci sta tutto per riuscire a digerire l’introito di zuccheri!

 

Ingredienti

 

  • 500 grammi di ciliegie fresche;
  • 150 grammi di zucchero semolato;
  • un bicchiere e mezzo di acqua calda;
  • 50 grammi di zucchero a velo;
  • 80 grammi di cioccolato fondente amaro a scaglie;
  • 20 grammi di cioccolato in polvere;
  • 4 uova;
  • una bustina di lievito;
  • 500 millilitri di panna fresca;
  • 110 grammi di farina 00;
  • una ventina di ciliegie sciroppate;
  • mezzo bicchiere di liquore kirsch (alle ciliegie);

 

dolce della foresta nera

 

Preparazione

 

La prima mossa da fare è quella di preparare il pan di Spagna che sarà la base della nostra torta. Procedere, quindi, inserendo all’interno di una ciotola le uova, 100 grammi di zucchero semolato, il lievito e il bicchiere d’acqua versandolo a filo.

Unire la farina setacciata e il cacao in polvere facendo attenzione a non creare grumi e mescolare il composto fino a ottenere una soffice crema spumosa.

Tieni da parte 10 grammi di farina per spolverare la teglia e ungila con un po’ di burro affinché non si attacchi il composto. In alternativa puoi usare la classica carta da forno.

Infornare per circa 30 minuti a una temperatura di 180°C. Controllare di tanto in tanto che il pan di Spagna lieviti e che assuma un bel colorito marroncino dorato.

Una volta che sarà pronto lasciare raffreddare e preparare la composta di ciliegie che andrà ad appoggiarsi come collante alla nostra base solida al pan di Spagna.

Per preparare la composta metti le ciliegie a cui avrai già tolto l’osso in un pentolino con mezzo bicchiere di acqua e 50 grammi di zucchero semolato per circa 15/20 minuti. Ricordati di tenere da parte una decina di ciliegie per la decorazione finale!

La consistenza che vogliamo ottenere è quella di una composta non completamente cremosa ma con pezzi di ciliegia ancora da sciogliere affinché li possiamo ritrovare nella torta. Lascia raffreddare per circa 10 minuti.

È arrivato il momento di montare la panna! Procedi, quindi, inserendo la panna, lo zucchero a velo e il liquore al kirsch montandola a neve fino a ottenere una consistenza abbastanza dura.

Adesso arriva il passaggio più impegnativo: dovrai tagliare in tre fette il pan di Spagna che sarà completamente raffreddato. Sei pronto/a?

Ora disponi la prima fetta sul fondo di un piatto da portata, aggiungici una parte della composta, una parte di panna fresca, decora sopra con le ciliegie sciroppate e una spruzzata di cioccolato amaro a scaglie.

Aggiungi sopra la seconda fetta e procedi nell’inserire gli stessi ingredienti e così per la terza fetta. Sopra potresti decidere di incorporare la panna a ciuffetti per darle un aspetto più gradevole e terminare la decorazione con il restante cioccolato a scaglie che andrà al centro e le ciliegie fresche che avrai avanzato a cerchio, nei bordi più esterni.

L’ultimo tocco da chef sarà quello di decorare anche i bordi con panna e cioccolato a scaglie se lo desideri e il dolce è pronto per essere servito. La prima fetta della Schwarzwälder Kirschtorte la posso avere io?!

 

immagine del lago verde

 

La Foresta Nera si trova nella regione del Baden-Württemberg dove si trova anche la città di Ulm famosa per aver dato i natali ad Albert Einstein e per avere la cattedrale con la guglia più altra del mondo. Leggi l’articolo qui:

Se visiti la Foresta Nera potrebbe rivelarsi utile avere la Foresta Nera card. Scopri i vantaggi di acquistare le City card in questo articolo:

E consulta il sito per ottenere la tessera su internet:

 


Aneddoto:

La Schwarzwälder Kirshtorte sarà per sempre legata al ricordo di una giornata libera durante la mia esperienza lavorativa in Germania nell’isola di Sylt. Io e una mia collega decidemmo di prenotare un tour a Copenaghen in Danimarca in un’agenzia dell’isola.

Partimmo con la barca la mattina presto attraversando il mare del Nord che quel giorno era particolarmente in subbuglio. Prenotammo lì la colazione e mentre io avevo optato per dei biscotti, la mia collega scelse una fetta di Schwarzwälder Kirshtorte.

Ci sedemmo vicino ai finestrini della nave e dall’esterno si vedeva l’acqua salire e scendere in base all’oscillazione. Quando arrivarono le consumazioni guardavo con un occhio la mia collega insozzarsi di torta alta 15 centimetri e ripiena di panna, mentre l’altro occhio controllava l’oscillazione continua del livello dell’acqua: su e giù, su e giù. Per fortuna il tragitto fu breve altrimenti i miei biscotti li avrei lasciati lì, depositati sul fondo di una turca in bagno!

La ricetta greca dell’Amygdalota addolcirà le tue giornate e ti permetterà di sognare l’azzurro mare cristallino del Mediterraneo.

Arriva direttamente da una delle isole più fashion delle Cicladi: Mykonos, frequentata ogni estate da migliaia di turisti da tutto il mondo ed esaltata dalla bellezza dei suoi mulini a vento.

 

Ingredienti:

 

  • 400 grammi di mandorle già sgusciate;
  • 50 grammi di zucchero a velo e 100 grammi di zucchero semolato;
  • due albumi di uovo (parte bianca);
  • 50 ml di acqua floreale;

 

Preparazione

 

Come prima cosa vanno tritate le mandorle finemente fino a ridurle a una sorta di farina. Fare in modo che vengano tritate tutte senza dimenticare pezzi interi.

Intanto che il robot sta triturando le mandorle, montare a neve gli albumi fino a ottenere la consistenza della meringa. Lasciare per qualche minuto che l’impasto si amalgami per bene e poi aggiungere a filo lo zucchero semolato e le mandorle tritate.

Fai attenzione che le mandorle non si siano riscaldate dal movimento del robot, in questo caso lasciale raffreddare aprendole sopra una teglia metallica.Admygalota

Mescola molto delicatamente dal basso verso l’alto affinché il composto non si scompatti procedendo con delicatezza a inserire i due ingredienti.

Quando il composto ha raggiunto una consistenza più decisa creare con le mani dei biscotti a forma di mandorla allungata piuttosto cicciotti.

Procedere in questo modo fino a quando non è terminato il composto e adagiarli su una teglia sopra un foglio di carta da forno. Inserire i biscotti all’interno del forno precedentemente riscaldato a una temperatura di 115/120 °C per circa 15 minuti.

Una volta che i biscotti assumono una colorazione dorata toglierli dal forno e lasciare che si raffreddino. Terminare la preparazione aggiungendo sopra lo zucchero a velo a piacere.

Un’ottima variante potrebbe essere quella di aggiungere del cioccolato in polvere o le scagliette di cocco quando il biscotto è ancora caldo. La ricetta greca dell’Amygdalota originale prevede però solamente lo zucchero a velo.

 

καλό γεύμα (buon appetito)!

 



 

Altre ricette dolci le trovi qui:

Oggi ti voglio deliziare con il racconto della Sacher Torte e altre curiosità viennesi per parlare di dolcezza e di mal celata amarezza. Sì, perché la lotta sul riconoscimento della proprietà ideologica della torta austriaca più famosa al mondo fu agguerrita. 

 

La nascita della Sacher

 

Franz Sacher si ritrovò, nell’anno 1832, a inventare una torta al cancelliere Metternich. Era un semplice apprendista nelle cucine di una delle famiglie più in vista dell’Austria ma dovette assumersi una grande e improvvisa responsabilità. 

Il capocuoco si era ammalato e non aveva fatto in tempo a preparare il dessert per l’importante cena di gala che si sarebbe svolta la sera stessa. Sacher non si perse d’animo e ideò un dolce con due strati di pan di spagna, lo divise in due e al centro spalmò una gustosa confettura di albicocche, ricoprendo il tutto con una calda glassa di cioccolato fondente.

Il successo fu ineguagliabile, tanto da consumarsi ancora oggi nei salotti viennesi e nelle case di tutto il mondo. L’originale, però, rimane quella venduta all’hotel Sacher di Vienna, anche se non è stata da subito riconosciuta.

 

 

 

La Sacher è di Sacher

Date a Cesare quel che è di Cesare disse Gesù nei vangeli e lo stesso desidero lo ebbe il giovane Sacher. “La torta l’ho inventata io” avrà detto seppur non conoscendo Pippo Baudo e tramandò la ricetta segreta al figlio.

Eppure la notorietà della torta era cresciuta così in fretta da diventare di dominio pubblico. Fu il figlio di Franz Sacher, tale Eduard Sacher, ad accrescerne l’originalità della ricetta tenendo gelosamente custoditi i segreti di alcuni ingredienti. 

In competizione c’era, però, il pasticcere di corte Demel con il quale Eduard aveva lavorato, che proponeva al mondo una sua versione leggermente differente da quella autentica. È la doppia farcitura di marmellata a determinarne la disuguaglianza tra l’una e l’altra, per il resto, il gusto e la qualità non cambiano. 

Dopo numerose battaglie legali risulta vincitrice l’originale creata dall’inventore Sacher che può finalmente rivendicarne i diritti e proporla in veste autentica nel suo Hotel Sacher posizionato dietro l’Opera di Vienna.

La torta è accompagnata da una tazza di caffè, in quanto ai viennesi risultava un po’ secca, e una spruzzatina di “obers”, il nome tedesco della panna montata.

 

 

La Sacher si trova solo a Vienna?

L’hotel Sacher è il punto di partenza da cui è nata la leggenda della torta viennese ed è stato fondato nel 1876. Successivamente ha visto nascere una filiale a Salisburgo dove si può assaggiare l’originale dessert.

Data la richiesta, però, sono nati dei Cafè Sacher specializzati esclusivamente a servire il dolce viennese nella zona duty-free dell’aeroporto di Vienna, a Innsbruck, Graz e nel Sacher Shop di Bolzano. Oltre alla possibilità di acquistare le delizie austriache anche nel negozio online Sacher (le prelibatezze possono essere ordinate online ma ritirate a Bolzano).

Ti ho fatto venire l’acquolina in bocca? Non resta che scoprirne la ricetta originale.

 

Foto Sacher torte

 

Ricetta Sacher Torte

 

La ricetta originale della Sacher torte la trovi a questo link: Ricetta originale e ricordati di aggiungerci un po’ di panna montata e di servirla con del caffè lungo stile americano. Gustala leggendo questo articolo dedicato alla Sacher Torte e altre curiosità viennesi.

 

Cerchi altre ricette gustose adatte per il clima natalizio o invernale? 

 

Oppure se vuoi immergerti in un mondo di cioccolata ti do alcune indicazioni…

Invochiamo la ricetta dei biscotti della fortuna per trascorrere un 2021 all’insegna dei viaggi, visitando i luoghi più sognati e desiderati.

Si tratta di un’usanza tipica dei ristoranti cinesi quella di servire, a fine pasto, dei biscottini che racchiudono all’interno dei messaggi profetici. Potresti utilizzare anche tu questo espediente nelle cene con gli amici.

All’interno puoi racchiudere delle frasi relative al mondo dei viaggi e ricordare, quindi, ai tuoi commensali quanto sia bello viaggiare e i benefici che ne ricevi. Al termine della ricetta ti lascio anche qualche aforisma da cui trarre ispirazione. Ti auguro un buon viaggio e che duri tutto l’anno!

 

Ingredienti ricetta dei biscotti della fortuna:

 

  • 75 grammi di farina di riso e altrettanto di farina 00;
  • 20 grammi di amido di mais (maizena);
  • 110 grammi di zucchero semolato;
  • Un cucchiaio di olio di oliva;
  • un cucchiaino di acqua naturale;
  • 75 grammi di albume;
  • Alcune gocce di essenza di cannella o di vaniglia secondo i gusti.

 

Zaful WW

 

Preparazione:

 

Dividere gli albumi dal tuorlo e versarli in una ciotola assieme allo zucchero semolato. Iniziare a sbattere il composto con la frusta e fermarsi prima che questo sia montato a neve.

Mescolare quindi per un minuto e poi aggiungere l’olio di oliva e l’essenza desiderata all’impasto. In un’altra ciotola setacciate la maizena e la farina 00. 

Ora sarà arrivato il momento di aggiungere le farine al composto, che nel frattempo si sarà riposato. Introdurre lentamente e continuando a mescolare gli ingredienti fino a che l’impasto non si sarà perfettamente amalgamato.

A questo punto aggiungere il cucchiaino d’acqua e controllare che l’impasto rimanga comunque denso. La ricetta permetterà di creare all’incirca 12 biscotti.

Accendere il forno e portarlo alla temperatura di 170 gradi. Nel frattempo prepara la teglia che finirà all’interno foderandola con della carta forno oppure utilizza un comodo tappetino in silicone se ne possiedi uno. 

Con attenzione versa il composto in modo omogeneo affinché non si formino dei buchi. L’intenzione è quella di formare un cerchio di circa 10 centimetri. 

foto di due biscotti della fortuna

L’aspetto una volta cotto è questo

Potrebbe essere utile tenere a portata di mano una sac à poche. Continua a formare i cerchietti fino all’esaurimento dell’impasto. Se la teglia o il tappetino sono troppo piccoli, cucinane solo due o tre alla volta.

L’importante è non tenere più di 10 minuti la cottura con un forno statico, 8 con un forno ventilato. Controlla comunque il colore del biscotto che deve risultare dorato il bordo e la superficie giallina.

Quando saranno sfornati e ancora caldi girali dall’altro lato e inserisci il bigliettino al centro. Avvicina i lembi esterni senza romperli e uniscili delicatamente.

Per fare in modo che mantengano la posizione e non si aprano puoi inserirli all’interno di tazzine, contenitori oppure stampi per muffin in silicone. Lascia il tempo che si raffreddino, calcola circa un ora, dipende dalla stagione e servili ai tuoi ospiti. 

 

 

E dopo la ricetta dei biscotti della fortuna alcuni aforismi sui viaggi:

 


La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada.

La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.


Quando si sta bene nella propria pelle,

viaggiare è solo stare altrove,

non è più essere lontani.


Il gesto più difficile del viaggiare 

é il primo che si fa, ossia,

mettere i piedi fuori di casa.


Chi viaggia ha scelto come mestiere quello del vento.


Viaggiando alla scoperta dei paesi

troverai il continente in te stesso.


Non andare dove il sentiero ti può portare;

vai invece dove il sentiero non c’è ancora

e lascia dietro di te una traccia.


Il viaggio: un partire da me,

un infinito di distanze infinite

e un arrivare a me.


La vita è ciò che facciamo di essa.

I viaggi sono i viaggiatori.

Ciò che vediamo non è ciò che vediamo,

ma ciò che siamo.


La nostra natura consiste nel movimento,

la calma completa è la morte.


Più i viaggi sono lontani, più si entra nel mondo.


Nei miei viaggi non ho trovato risposte, solo meraviglie.


Vorrei sempre essere altrove,

dove non sono, nel luogo dal quale sono or ora fuggito.

Solo nel tragitto tra il luogo che ho appena lasciato

e quello dove sto andando io sono felice.

Scopri la ricetta facile dei macaron: il biscotto in cui si racchiude la creatività e la maestria dei pasticceri francesi. Ma lo sai che il termine deriva dalla parola italiana maccarone?

Le sue origini si dibattono in due differenti versioni: la prima li vede nascere a Venezia nel XVI secolo e successivamente esportate in Francia da Caterina de’ Medici in occasione del suo matrimonio con il duca d’Orleans, Enrico II di Francia.

La seconda, invece, vede la ricetta facile dei macaron nascere nel 1791 in un convento vicino a Cormery, una cittadina nel dipartimento dell’Indre e della Loira.

I macaron conosciuti oggi, invece, sono stati realizzati all’inizio del XX secolo da Pierre Desfontaines di Ladurée, la famosa pasticceria francese. Rimane il fatto che la loro preparazione è un particolare equilibrio di ingredienti che li rende unici, gustosi e originali.

Gli ingredienti devono essere pesati e bilanciati in modo corretto altrimenti il risultato non sarà soddisfacente. Ti senti pronto ad affrontare questa sfida? Il colore dei macaron saranno viola in perfetto stile Punto e Viaggio, ovviamente!


Zaful WW

INGREDIENTI

 

  • 90 grammi di zucchero semolato;
  • 350 + 60 grammi di zucchero a velo;
  • 190 grammi di albumi d’uovo;
  • 250 grammi di mascarpone;
  • 215 grammi di mandorle in polvere;
  • 30 grammi di farina 00;
  • 250 millilitri di panna fresca;
  • una bacca di vaniglia;
  • coloranti alimentari (a scelta);
  • tre o quattro cucchiai di marmellata di mirtilli.

 

PREPARAZIONE

 

foto di un macaron violaIn una terrina setacciare la farina 00 con 350 grammi di zucchero a velo e le mandorle in polvere. In un altro contenitore montare a neve gli albumi e aggiungere dolcemente lo zucchero semolato.

Ti consiglio di usare una planetaria per praticità. Continuando a mescolare dal basso verso l’alto per non smontare gli albumi aggiungere gli ingredienti precedentemente setacciati e la fialetta di colorante alimentare.

Usare un tappetino in silicone con stampo dei macaron, come quello di Belmalia, per creare dei dischetti tutti uguali. In alternativa puoi usare un pennarello alimentare e delle formine tonde per i biscotti.

Riempire il contenuto del composto all’interno di una tasca per pasticceria e creare i dischetti che verranno poi lasciati a riposare per un’ora.

 

Se si desidera creare i macaron in diversi colori suddividere il composto in tasche differenti 

 

Trascorsa l’ora inserire i dischetti in un forno ventilato per 12 minuti, se forno tradizionale 9/10 minuti controllando continuamente la cottura.

Nel frattempo preparare la farcitura. In un contenitore inserire il mascarpone, la panna, i 60 grammi di zucchero a velo, la bacca di vaniglia e la marmellata di mirtilli, uno alla volta mescolando in modo che gli ingredienti si amalgamino alla perfezione.

Quando avrai tolto dal forno i dischetti lasciali raffreddare per una decina di minuti e poi procedi alla farcitura. Potrai scegliere il tipo di marmellata che meglio preferisci o aggiungere ingredienti seguendo la tua creatività. L’importante è non cambiare il peso corretto per la preparazione dei dischetti. Aspetto con ansia le tue foto, a presto!

Non hai mai assaggiato un succulento Bacio Pantesco? E neanche visto Pantelleria? Ok, andiamo con ordine, prima la ricetta e poi il viaggio!

Il Bacio Pantesco è una frittella con ricotta e gocce di cioccolato preparato con uno strumento particolare che puoi facilmente trovare su Amazon.

Con esso puoi creare diverse forme di frittelle secondo il gusto personale, ti basterà solo fare un po’ di pratica. Si tratta infatti di uno stampo con la formina in ferro che crea figure come stelle, fiori o cerchi e va utilizzato in modo da non lasciare l’impasto attaccato allo stampo.

 

Ingredienti

 

Per le frittelle:

  • olio di girasole, di mais o di semi;
  • zucchero a velo q.b.;
  • 2 uova;
  • 2 g di lievito di birra;
  • mezza tazzina di latte;
  • 50 g di farina.

Per il ripieno:

  • polvere di cannella per insaporire;
  • una confezione di gocce di cioccolato;
  • zucchero semolato q.b.;
  • 300 g di ricotta.

 

Procedimento

 

Iniziamo la ricetta del succulento bacio pantesco preparando la pastella per creare le frittelle. In pantesco le frittelle vengono chiamate “scorce” e sono fritte nell’olio caldo.

In una teglia rompere le due uova e aggiungere il lievito di birra, mescolare, la farina, mescolare, e poi amalgamare ancora con il latte fino a ottenere una pasta omogenea e senza grumi.

Questa prima parte è molto importante per non avere un composto grumoso che disturbi la creazione delle frittelle. Si lascia riposare in frigo per un quarto d’ora e si prepara nel frattempo il ripieno.

In un altro contenitore si mette la ricotta, le gocce di cioccolato, la cannella e si insaporisce con lo zucchero secondo i propri gusti. Gli ingredienti vanno mescolati affinché si amalgamino bene assieme e si lascia da una parte.

la foto di un bacio pantesco

La forma del bacio pantesco è questa

Ora è arrivato il momento di testare lo stampo in metallo! Si sceglie la forma desiderata o si cambia forma a piacere, e la si immerge nel composto.

La pastella va immersa nell’olio caldo, quindi testare prima con un pezzettino di pane se l’olio ha raggiunto la temperatura giusta. Le prime probabilmente non verranno come si desiderano ma poi, a mano a mano che si prende confidenza con l’attrezzo, diventeranno sempre più piacevoli.

Una volta che avrai preparato tutte le frittelle sarà il momento di farcire. Togli l’olio in eccesso con un pezzo di carta assorbente e adagia il ripieno su una frittella.

Sopra mettici un’altra frittella con lo stesso disegno e spolvera con lo zucchero a velo. Controlla che l’impasto sia croccante e non esagerare con il ripieno.

Procedi così con tutte le altre frittelle assicurandoti di averle fatte a numero pari. Eventualmente quelle dispari puoi lasciarle solo con lo zucchero a velo o solo con il ripieno. La ricetta è pronta, non ti resta che ascoltare i pareri dei tuoi commensali!

 

E se vuoi partire per scoprire l’isola segui queste indicazioni:

Il Pan Speziato o Pain d’épices è un dolce che avvolge la casa con il suo profumo inebriante e regala subito un’atmosfera natalizia. L’aroma ha qualcosa di magico e colpisce prima prima l’odorato e poi il gusto. I sensi sono così rapiti da questa superba pietanza che piace ai palati più fini ed esigenti.

La ricetta francese per prepararlo è molto semplice e veloce ed è adatto anche alle persone allergiche o intolleranti grazie all’assenza di uova, burro e latte.



Ingredienti

 

  • 250 grammi di farina di segale, in alternativa farina 00 o macinata a pietra;
  • mezza bustina di lievito;
  • 200 grammi di miele millefiori o castagno;
  • 180 grammi di acqua temperatura ambiente;
  • 10 o 12 grammi di spezie tra cui: cannella, noce moscata, chiodi di garofano, zenzero, anice.

 

Procedimento

 

Inserire il quantitativo d’acqua in un pentolino, portandola ad ebollizione fino a che si sciolga in modo omogeneo il miele. Nel frattempo in un altro contenitore setacciare la farina con le spezie e il lievito in modo che non si formi alcun tipo di grumo.

Una volta terminati entrambi i procedimenti, versare l’acqua e il miele disciolto nella farina setacciata con gli altri ingredienti e creare un impasto che deve raggiungere una consistenza liscia e abbastanza dura.

Questa è la forma che si desidera che si desidera ottenere per avere un impasto come da tradizione.immagini di spezie dentro a dei barattoli

Ora è tempo di inserire l’impasto in una teglia, adagiandolo sopra una carta da forno. Dovrà cuocere per almeno 50 minuti in una temperatura di 150° (forno statico). A cottura ultimata decorare a piacere e lasciare raffreddare.

La ricetta originale del Pan Speziato arriva da Reims, nella regione della Champagne-Ardenne e più precisamente dal dipartimento della Marna.

In ogni via e in ogni negozio francese si può assaggiare il dolce diventato famoso in tutto il mondo per il suo gusto caldo e avvolgente. Ma non serve andarci, almeno per questo Natale, prova a cucinarlo tu!