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I parchi con dinosauri sono piuttosto diffusi in Italia, tanto da poterne visitare quasi uno per ciascuna regione. In questo articolo andremo a conoscere i più suggestivi e andremo a incrociare anche il loro passaggio, le cui orme sono rimaste impresse sulla pietra.

Visitare uno di questi luoghi con i più piccoli, ma anche con i ‘grandi’, sarà un modo per conoscere da vicino gli abitanti della Terra che ci hanno preceduto.

La loro scomparsa è stata improvvisa, sebbene il loro passaggio non sia stato dimenticato, ma addirittura mitizzato. Perciò, facciamo qualche passo indietro nella storia e spiamo chi ci ha preceduto.

 

orme dinosauri sulla roccia

 

Parchi con dinosauri

 

Orme dei Dinosauri – Rovereto

A Rovereto in Trentino, e più precisamente sul monte Zugna, sono visibili le orme di un dinosauro di passaggio, il quale è riuscito a imprimere il suo passaggio sulla roccia.

Si tratta di un sito unico in Europa e soprattutto una testimonianza tangibile del passato preistorico. Tra aprile e ottobre, ogni due sabati al mese, la Fondazione Museo Civico organizza degli appuntamenti con gli esperti, grazie ai quali si vengono a scoprire diverse curiosità attinenti al periodo storico.

Invece, lungo il percorso per raggiungere le orme dei dinosauri, si possono consultare dei pannelli informative e gustare altresì altre testimonianze antiche come i vari fossili presenti.

 

Parco Natura Viva (Extinction Park) – Bussolengo

Nel vicino Veneto in un parco in cui viene ospitata una grande varietà di animali, è dedicato uno spazio ai dinosauri, laddove vengono presentate delle riproduzioni in scala reale dei protagonisti indiscussi della preistoria.

Si tratta di riproduzioni fedeli delle dimensioni reali, poiché sono state studiate da esperti del settore e confrontante fra paleontologi, scienziati e gli artisti che le hanno realizzate.

 

parco dei dinosauri in Italia

 

Lost Word e Parco Dinosauri Lombardia (parchi con dinosauri del nord Italia)

Lost Word è il parco con dinosauri del Piemonte, sviluppato su oltre ventimila metri quadrati di superficie. In particolare, vengono illustrati i dinosauri appartenenti all’era del Mesozoico. Nonché sono presenti numerosi fossili a compendio del percorso informativo.

Invece, vicino a Milano si trova il Parco Dinosauri Lombardia con almeno cinquanta riproduzioni di animali preistorici. I dinosauri sono suddivisi per categoria di appartenenza e tra questi figurano i primi animali presenti in concomitanza con i dinosauri, come gli anfibi, i mammiferi e gli antropodi.

 

Dinoland: il parco dei dinosauri più grande in Italia

In Emilia-Romagna si trova il parco dei dinosauri più grande in Italia. Attraversando il percorso tematico possiamo trovarci al cospetto del Tirannosauro Rex e del Velociraptor.

Si tratta di un’esperienza adatta a grandi e bambini, ma soprattutto economica. Poiché, acquistando il biglietto si ha in omaggio l’entrata a Mirabilandia e gustare due esperienze ricreative completamente diverse.

Dinosauri in Italia

Parco Preistorico di Peccioli – Toscana e Dinosauri in carne e ossa – Fiumicino

Qui si trovano i dinosauri appartenuti alle ere zoologiche del paleozoico, del mesozoico e del cenozoico, lungo una superficie di tre ettari. All’interno del parco si possono trovare ben ventidue riproduzioni in scala reale e l’esperienza per i più piccoli è veramente allettante.

Invece, a Fiumicino, nell’oasi del WWF di Macchiagrande è ambientata una mostra con un focus sull’estinzione, parimenti sviluppa un percorso tematico dalla vita dal tempo dei dinosauri sino ai giorni nostri.

 

Museo Paleontologico dei Dinosauri – Puglia e il Mondo della preistoria a Vibo Valentia (parco con dinosauri in sud Italia)

A San Marco in Lamis si trova uno dei parchi più belli della Puglia, dedicato interamente al periodo preistorico. Lungo tutto il percorso si potranno conoscere le piante e i vegetali tipici e avere la possibilità di visionare delle orme dei dinosauri riprodotte su scala reale.

A Vibo Valentia, e più precisamente a Simbario, troviamo un parco con un’offerta didattica e dei percorsi interattivi atti a dare maggiore informazioni sul periodo di vita e di sviluppo dei dinosauri.

 

Parco della Preistoria – Sicilia (parchi con dinosauri isole)

All’interno di Etnaland troviamo una zona con oltre venticinque riproduzioni in scala reale vissuti nei periodi preistorici del Paleozoico, Mesozoico, Cenozoico e Neozoico.

L’intento è quello di far conoscere lo sviluppo dei dinosauri durante le varie ere geologiche e andare a lambire l’entrata in segna dell’uomo, con le specie del Neanderthal e del Cro-Magnon.

 

Se vuoi approfondire l’argomento dei parchi con dinosauri, prima ti consiglio di leggere la ricostruzione dell’estinzione dei dinosauri, per scoprire che la teoria ha avuto origine grazie a degli studi avvenuti in una famosa località italiana.

La lista dei musei di storia naturale si ferma a quelli più blasonati, poiché in totale nel mondo ne esistono oltre novecento sedi. E nessuno vorrebbe mai scorrere l’intera lista.

Pertanto ci soffermeremo solo sui musei che presentano qualche pezzo interessante e unico nel suo genere. Per esempio, come non si può considerare il Natural History Museum di Londra, sede di lavoro di Charles Darwin?

Tra l’altro, quando sono andata a visitare il museo a Londra mi ricordo che la guardia mi guardò negli occhi e poi mi chiese: “Hai qualche coltello?”.

Al che sono rimasta un po’ interdetta e risposi di no. Lui fece un gran sorriso e aggiunse: “No, ma infatti. Non mi sembri il tipo che va in giro con dei coltelli!”.

Non mi rimase che fare un sorriso di circostanza e accettare di buon grado il mio aspetto ‘per bene’. 😀

 

Fossili nella lista dei musei di storia naturale

Lista dei musei di storia naturale in Italia e in Europa

 

I musei di storia naturale contengono reperti storici che scavalcano la paleontologia, mentre in questo articolo mi voglio focalizzare sui ritrovamenti di fossili e dinosauri.

Il Museo di geologia e paleontologia di Firenze vanta il maggior numero di fossili e rocce in Italia. Difatti, sono presenti ben oltre 300.000 pezzi in totale.

L’itinerario è studiato per fornire un vero e proprio tracciamento della storia paleontologica italiana a partire dai fossili più antichi fino ad arrivare alle esposizioni degli scheletri dei mastodonti toscani, appartenenti al periodo del Pleistocene.

Un altra interessante sezione verte nell’evoluzione vegetale, comprensiva di circa ottomila reperti suddivisi per comparse geologiche.

Gli altri musei italiani da prendere in considerazione sono: Museo civico di storia naturale di Milano, Museo di storia naturale di Ferrara, Museo Civico di Storia Naturale di Jesolo, Museo di storia naturale di Trieste, Museo di storia naturale di Venezia Giancarlo Ligabue e il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa.


In Europa, il museo più importante è il Natural History Museum di Londra, sede lavorativa di Charles Darwin. Fa parte del circuito dei musei gratuiti di Londra, per cui all’entrata non dovrai pagare nessun biglietto.

La visita è caldeggiata dalla presenza di settanta milioni di reperti, i quali sono suddivisi in macro aree di zoologia, paleontologia, botanica, entomologia e mineralogia. Alcune sezioni con mostre temporanee potrebbero essere a pagamento.

All’interno si possono visionare dei dodo e dei panda imbalsamati. Il pezzo forte è lo scheletro del Tyrannosaurus Rex, nonché una sezione circolare del tronco di una sequoia gigante.

A seguire, per ordine di importanza è il Muséum National d’Histoire Naturelle a Parigi, che vanta 650 pezzi fra scheletri e fossili. Rimanendo in tema di scheletri, dobbiamo nominare il Museo Nazionale d’Irlanda ricco tra l’altro di animali impagliati.

Mentre il Museo di Storia Naturale Vienna, il quale è considerato un centro di ricerca a livello mondiale. Tra i suoi reperti figurano la Venere di Willendorf, la maggiore collezione di meteoriti e persino una mucca di mare di Steller dall’età di 200 anni.

 

sequoia gigante primitiva

 

Nel mondo: America, Asia e Oceania

 

Il nostro viaggio inizia nel continente americano e più precisamente al Il Museo Americano di Storia Naturale di New York. Non posso esimermi dal presentare il museo, poiché è considerato il più grande al mondo.

Lo scheletro del Titanosauro è il pezzo forte, ma durante la visita si riscopre l’intera epopea della storia americana. Dall’avvento del film ‘Una notte al museo‘ sono state aperte anche le visite in notturna. Tuttavia, nessuno finora è incappato in qualche guaio con Gengis Khan.

Sullo stesso tono ma in forma ridotta sono gli altri musei americani: Field Museum of Natural History di Chicago con la sua mascotte T. Rex, il Museo Nazionale Smithsonian di Storia Naturale di Washington più famoso per il suo diamante blu maledetto –  l’Hope Diamond – che per la collezione di fossili e dinosauri. Infine, il l Museo di Storia Naturale di Harvard con il suo spettacolare scheletro del Kronosaurus.


In Asia sono tre i musei di storia naturale da citare, i quali sono collocati a Pechino, a Singapore e in Giappone. La Cina non può mancare con la collezione di scheletri di dinosauri, visto che più della metà dei ritrovamenti è avvenuta nel suolo cinese.

Il sauropode Mamenchisaurus jingyanensis è un esemplare lungo ventisei metri e si trova solo qui. Un altro sauropode dislocato su due piani del museo di storia naturale si trova a Singapore.

Un plesiosauro sospeso fa invece mostra nel museo di Tokyo assieme ad altri scheletri marini tra cui il più grande di tartaruga mai ritrovato. Ma la star del museo è il cane Hachiko, divenuto famoso per la sua lealtà riprodotta dalla pellicola con protagonista Richard Gere.


Nel sud America vanno elencati i musei di Buenos Aires e di Rio de Janeiro. Il Museo La Plata conserva lo scheletro di un Argentinosaurus proveniente dal tardo Cretaceo.

Invece, a Rio de Janeiro oltre a Luzia, lo scheletro umano più antico delle Americhe, possiede scheletri di animali autoctoni che presentano assieme agli altri resti il patrimonio naturale unico di biodiversità del Brasile.


Manca solo l’Oceania all’appello nella nostra lista dei musei di storia naturale, la quale si presenta con due sedi a Melbourne e a Wellington. In Australia, a Melbourne, il museo si concentra più sulla storia aborigena, la fauna e i piccoli animali australiani.

A differenza, a Wellington in Nuova Zelanda al Te Papa Museum, ci si sofferma più a indagare sull’unicità dei suoi animali, i quali trattengono ancora oggi una componente paleontologica che li caratterizza. Basti pensare all’uccello Kiwi che non vola.

L’estinzione dei dinosauri ha nel cuore della sua teoria due località in comune: Gubbio e Porto Chicxulub in Messico. Esattamente in questi due luoghi, agli antipodi, lo scienziato Walter Álvarez confermò la teoria sull’estinzione dei dinosauri a causa di un meteorite o di una cometa.

Fino a quel momento, infatti, la teoria sulla fine dei dinosauri era solo una supposizione claudicante perché non avvallata da prove. Ma grazie a un soggiorno a Gubbio e una conferma in Messico si poté finalmente ufficializzare la prova.

Un giorno nel Cretaceo

 

Era un giorno operoso simile agli altri già trascorsi nel Cretaceo e i dinosauri si sollazzavano alla ricerca di nuove prede. Videro comparire un bagliore nel cielo ma non ci fecero caso. D’altronde, come avrebbero potuto spiegarselo?

Quando all’improvviso la Terra cominciò a tremare, a sussultare, a crepitare. Un calore improvviso sommerse ogni forma di vita e poi arrivò un suono lancinante capace di perforare qualsiasi timpano.

Una meteora o una cometa, non è ancora stato appurato, entrò nell’orbita della Terra cadendo nella penisola dello Yucatán, in Messico. Causò maremoti, terremoti e sconvolgimenti climatici di tale intensità che ci vollero milioni di anni prima che la vita riprendesse il suo normale corso.

L’era del Cretaceo terminò e con essa la dinastia dei dinosauri, sebbene i suoi discendenti svolazzino ignari ancora attorno a noi.

 

termine del Cretaceo estinzione dei dinosauri

Walter Álvarez e l’estinzione dei dinosauri

 

Il ripasso è necessario per introdurre un personaggio: il geologo e archeologo nato a Berkeley, negli Stati Uniti, Walter Álvarez. Fu lui assieme al padre Luis Álvarez, tra l’altro Premio Nobel per la fisica, ad accertare la verità della teoria.

Il soggiorno in Italia di Walter lo portò a visitare la Gola del Bottaccione a Gubbio. Notò che alcune rocce conservavano gusci di creature chiamate foraminiferi, dei predatori piuttosto piccoli che vivono nel plancton oceanico.

Solo che i foraminiferi più complessi si trovavano sotto un’ipotetica linea che li separava dai cugini dall’organismo più semplice. E seguendo le indicazioni e gli studi fatti dalla studentessa Isabella Premoli Silva, stavano a indicare due epoche geologiche completamente diverse.

I foraminiferi più complessi vivevano nel Cretaceo, quelli più semplici nel Paleogene. Tra questi periodi, composti da milioni di anni, si era manifestato l’ipotetico collasso terrestre e la conseguente estinzione di massa.

I geologi erano anni che si arrovellavano riguardo il fenomeno. Ma fu per primo Walter Álvarez a capire che la chiave per risolvere il mistero una volta per tutte era nascosta in quella sottile linea di argilla.

E l’occasione di confutare definitivamente la tesi capitò in seguito al rilevamento dell’iridio. Il materiale è comune nello spazio ma molto raro sulla Terra. Quindi, com’era possibile che su quella linea ci fosse una tale quantità di iridio?

Per sicurezza si spostò in Danimarca, in una zona sul mar Baltico, in cui esistono rocce che si accavallano fra il Cretaceo e il Paleogene e anche qui trovò la stessa enorme quantità di iridio. Tanto bastò per confermare la tesi.

 

fossili

La teoria sull’estinzione dei dinosauri viene confermata

 

Nel 1980 padre e figlio Álvarez, in collaborazione con i colleghi Helen Michel e Frank Asaro, pubblicarono la teoria sull’estinzione dei dinosauri sulla rivista “Science”.

Lo studio fece scalpore e i più scettici si opposero, affermando che la dinastia dei dinosauri era già in procinto di sparire anche senza la comparsa del fenomeno catastrofico.

Ma alla fine degli anni novanta si trovò il cratere nella penisola dello Yucatán, vicino a Progreso, seppellito sotto milioni di sedimenti. Tra l’altro il segreto era ben custodito dai geologi delle compagnie petrolifere, i quali erano già a conoscenza del cratere.

Quando il cratere Chicxulub il più grande della Terra venne ritrovato, a Puerto Chicxulub appunto, fu inevitabile accettare la teoria sull’estinzione dei dinosauri degli Alvarez.

Per i dinosauri non ci fu scampo ma in compenso quando il clima si acquietò e l’ambiente divenne vivibile tornò a prosperare la vita in forma di animali più piccoli e questa volta meno voraci. Fino a quando non arrivò, ahinoi, l’uomo.

I dinosauri, comunque, non sono del tutto scomparsi ma sopravvivono in forma diversa e meno appariscente: li puoi osservare tutti i giorni saltellare e svolazzare da una pianta all’altra sotto forma di uccelli.

 

Confutare la teoria sull’estinzione dei dinosauri visitando: