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Pronto/a a organizzare un’escursione a Brent de l’Art a Belluno o meglio a Sant’Antonio Tortal, frazione di Trichiana nella Valbelluna?

Nascosto fra le montagne si è formato un canyon a seguito dello scorrere impetuoso delle acque del torrente Art. Nel corso di millenni ha eroso la roccia fino a trasformarla in qualcosa di magico ed esotico.

Appena lo sguardo si apre davanti alla scarpata erosiva di roccia argillosa, la mente vola verso contesti americani veduti troppe volte nei film. Eppure siamo in provincia di Belluno e i fenomeni carsici avvengono anche qui.

 

 

Raggiungere Sant’Antonio Tortal

 

Si parte da Trichiana, in provincia di Belluno e si seguono le indicazioni che ho trascritto al termine dell’articolo. Ti consiglio di lasciare la macchina nei parcheggi non appena raggiungi il piccolo borgo perché poi la strada diventa forestale e i campi attigui sono destinati allo sfalcio dell’erba.

Oppure puoi raggiungere il paese da Treviso superando i borghi fra i più belli d’Italia di Follina e Cison di Valmarino e salendo impietosamente verso il passo di San Boldo.

Seguendo questa direzione ti ritroverai a fare un percorso ad alto tasso adrenalinico fra costoni di roccia che scendono a picco nella valle, gallerie create a ridosso dei tornanti, motociclisti spericolati o impavidi ciclisti.

E se la fortuna ha deciso di stare dalla tua parte, potresti ritrovarti nel bel mezzo della transumanza, attendendo il lento discendere delle pecore e dei suoi guardiani.

Arriverai sulla sommità del passo dove ad attenderti ci sarà l’Osteria La Muda, la più Antica del Veneto, orgogliosa del suo titolo in vita dal lontano 1470.

Sia che tu arrivi da Belluno o da Treviso una fermata è d’obbligo ma ricordati di prenotare in anticipo per riuscire ad avere un posto garantito e assicurato. Il giovedì si preparano gli gnocchi!

 

Piscine naturali a Brent de l'art a Belluno

 

Passeggiata fra betulle e torrenti

 

Ritornando all’escursione a Brent de l’Art a Belluno, ti consiglio di indossare degli scarponcini da trekking per non scivolare qualora il terreno si presentasse umido. In ogni caso mantengono più stabile il piede e ti assicurano contro le cadute. 

Puoi portare con te il cane, proprio come ho fatto io con Pepe, il quale si è divertito un mondo a correre fra le rocce che costeggiano il torrente. L’unica accortezza che dovrai avere è quella di usare un antiparassitario contro le zecche che si presentano numerose e agguerrite in tutto il bellunese. 

I passeggini, invece, sono sconsigliati perché in certi punti il sentiero è fin troppo ripido, mentre in altri tratti è piuttosto sassoso risultando quindi difficoltoso manovrare il mezzo.

Per il resto, potrai godere di un percorso ad anello breve e mediamente impegnativo di solo 6 chilometri. Puoi partire seguendo la strada asfaltata, poi in ghiaia e scendere direttamente ai canyon oppure attraverso le case scegliendo il sentiero al contrario.

 

 

Qual è il migliore?

Io ho fatto il primo  visitando subito le particolari formazioni rocciose per poi attraversare il bosco e compiere il tragitto completo in un tranquillo sali e scendi.

Il panorama è meraviglioso e variegato. Si passa dal bosco dove la luce entra a fatica facendosi largo fra le foglie fino ad arrivare ai prati fioriti dove sbocciano i selvatici e profumati gigli di San Giovanni. 

Sarai sempre accompagnato dal dolce rumoreggiare dell’acqua e ogni tanto una casara, abbandonata e non, farà la sua comparsa per ricordarti l’imminente arrivo in paese. Saluta il genius loci selvatico del luogo e ringrazialo per l’accoglienza!

 


Informazioni utili:

Mappa da Treviso e da Belluno;

Osteria La Muda.


 

 

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