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Cosa c’è da vedere a San Gregorio nelle Alpi in provincia di Belluno? Natura, arte e storia e tanto, tantissimo relax o trekking. A te la scelta: sei più un tipo sportivo o una persona che si ricarica semplicemente ammirando la natura?

San Gregorio nelle Alpi

 

Sopra a Santa Giustina si trova il comune di San Gregorio nelle Alpi che, come ogni cittadina bellunese, è formato da piccoli borghi che ne accresce il numero degli abitanti.

Posizionato nell’area conosciuta come la Valbelluna, in prossimità della vicina Valscura, sorge ai piedi della maestosa cima del monte Pizzocco, facente parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Il centro cittadino è all’interno di un perimetro che racchiude vari negozi, uffici, parcheggi e la chiesa a tre navate dedicata ovviamente al culto di San Gregorio.

In origine lo stile architettonico fu bizantino ma l’edificio venne ricostruito per agevolare l’ingresso ai fedeli. La riedificazione è legata a una leggenda popolare che narra della differente intenzione riguardo al luogo di costruzione.

Nel punto in cui doveva sorgere la chiesa, infatti, accadevano di notte dei fatti alquanto strani… 

La sera, gli operai, portavano i materiali edili nella zona di lavoro per poi, la mattina, ritrovarli spostati da un’altra parte. Nonostante fosse interpellata tutta la cittadinanza con ripetuti avvisi di richiamo, gli insoliti spostamenti non cessarono.

Con il passare dei giorni la popolazione accettò il fatto come un segno divino e decise di edificare la struttura religiosa nel luogo predestinato, giusto per non far torto a nessun santo!

Una spettacolare visuale permette a chi transita in zona di godere del panorama bellunese, racchiuso tra il desidero di appropriarsi della natura e il dominio delle rive del Piave che da sempre detta legge in questi territori. 

 

In direzione Casera Ere

Salendo sulle cime

 

Gli amanti del trekking saranno felici di trovarsi in questi luoghi ameni grazie alle numerose proposte escursionistiche che partono dai comuni di Roncoi di Fuori e Roncoi di Dentro e si avvicendano fino alla sommità delle cime. 

Il monte Pizzocco fa da cornice a questi percorsi ma ci si può anche fermare a livelli più bassi visitando la famosa Casera Ere che accoglie i camminatori con piatti tipici e una vista a 360 gradi a dir poco fenomenale.

Il gestore, inoltre, è “un artista del legno” e ha disseminato lungo i sentieri le statue raffiguranti i simboli del bosco e della natura umana con molta cura e dedizione.

Gli altri itinerari proposti sono quelli che raggiungono il bivacco Palia, il passo Forca e la Chiesetta di San Felice al Monte. Richiedono un impegno fisico non indifferente ma sono ben segnalati e facili da seguire. 

Io sono riuscita a fare solo il percorso a Casera Ere durante la mia settimana di vacanze a San Gregorio nelle Alpi e poi ho visitato altri luoghi nelle vicinanze. 

Le proposte escursionistiche in queste zone sono per tutti i gusti e per tutti i livelli. Quello che proprio non si può fare nella provincia di Belluno è annoiarsi ma anzi, rimane così poco tempo a disposizione, che si è costretti a tornare più e più volte!

 

Camminando fra i boschi della Valbelluna

Gli altri itinerari proposti da Punto e Viaggio in provincia di Belluno sono:

Se vuoi conoscere altri itinerari clicca qui: 

 

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Il Genius Loci di San Gregorio nelle Alpi è un essere burlone, accogliente e ospitale: il perfetto anfitrione. La flânerie nei luoghi di montagna non è concessa ma ci si può dilettare a vagare per i piccoli borghi per vedere le fattorie che lavorano a pieno ritmo. 

Durante la tua ricerca dello spirito del luogo osserva come tutto sia perfettamente armonico, ascolta come ogni suono sia attutito e ogni odore potenziato. 

Raggruppa tutto questo in un piatto e ritroverai ogni singola esperienza negli ingredienti: la mano che cucina è la stessa che lavora la terra e alleva la carne. Un cerchio di vita, morte e rinascita che dura da millenni.

Musica consigliata: I choose Love – Shawm Gallaway

Lettura consigliata: Mirtilli o l’importanza delle piccole cose – H.D. Thoureau

Devi assolutamente scoprire le cascate del Molina e dintorni: ti regaleranno una giornata all’insegna della natura della scoperta. Io le ho conosciute tramite un post su Facebook e mi hanno subito incuriosita, così ho cercato un po’ di informazioni, convinto alcuni amici e sono riuscita a organizzare una visita.

Cascate del Molina e dintorni: come raggiungerle e altre informazioni utili

 

Precisiamo subito che le cascate si trovano all’interno di un Parco Naturale regolamentato, che impedisce il libero accesso a chiunque. Non potrai fare della flânerie quindi ma solo seguire un percorso tracciato. La posizione esatta è nel borgo di Fiumane, una piccola e caratteristica frazione di Molina che ti consiglio di visitare.

Le case sono abbellite da fiori dai colori sgargianti mentre le porte e i balconi delle finestre contrastano il bianco dei calcestruzzi. Sono inoltre decorate in pietra e legno, come le antiche case di montagna, ottimizzate per i rapidi cambiamenti della temperatura esterna. Noterai anche dei mazzetti di lavanda viola che ti faranno venire voglia di testare il loro gradevole ed energizzante profumo.

Si arriva dunque in macchina, salendo su strade strette e pendii scoscesi fino ad arrivare a un parcheggio gratuito. Qui si potrà lasciare l’auto per scendere all’interno del borgo e gustare un piatto caldo o avventurarsi subito all’interno del parco.

Ci sarà una discesa non indifferente da fare e, di conseguenza, una faticosa salita per ritornare! Quando l’ho fatta io, fortunatamente, il sole era nascosto dalle nuvole e quindi non ho sofferto un caldo eccessivo.

All’entrata del parco si dovrà pagare il biglietto che equivale a un importo di 6 € a persona. Troverai subito i bagni, se ne hai necessità e dei tavolini da picnic.

 

Una delle prime cascate che si vedono seguendo il percorso nero

Ti verrà fornita anche un’utile cartina che ti consiglio di consultare per scegliere l’itinerario più adatto a te. Ce n’è uno per ogni tipo di escursionista:
  • Percorso verde: il più facile e si compie in circa mezz’ora. Si vedono alcune cascate tra cui quella con l’altalena dove è concesso ritornare bambini per qualche istante;
  • Percorso rosso: difficoltà media con una lunghezza di 1 ora e mezza circa. Con il secondo itinerario si può visitare metà parco ammirandone gli scorci più belli.
  • Percorso nero: il più impegnativo che richiede due ore di cammino attraverso un saliscendi emozionante dove si può raggiungere un punto panoramico sulla valle e vedere tutte le cascate del parco, oltre alle grotte e alle iscrizioni su roccia.

 

È possibile usufruire anche di una teleferica per la risalita ma quando ci sono stata io non era funzionante e in corso di manodopera. Verrà sicuramente ripristinata al più presto.

 

La grotta con protuberanze rocciose

Quali sono le particolarità delle cascate del Molina e i dintorni?

Il territorio possiede una presenza imponente di acqua che scorre fra torrenti superficiali e sotterranei mentre le rocce hanno seguito una costante erosione da parte del vento e dall’umidità che le hanno così modellate.

I messaggi della natura che individuerai saranno dunque il gorgoglio dell’acqua fredda e il dolce sibilo del vento fra le alte fronde degli alberi.

Una fitta vegetazione riveste i pendii, rendendo il tutto ancora più selvaggio. All’interno del parco sono state poi piantate differenti specie di alberi che regalano un tocco particolare alla già ricca selezione naturale.

I dorsi delle montagne scendono a picco sulla valle esaltando in questo modo il rigore di un territorio non troppo malleabile. L’uomo però è sempre stato pronto ad accettare le sfide dando vita a paesaggi montani vivibili e, soprattutto, caratteristici.

Una fra le cascate del Molina

Grazie all’acqua sono stati creati numerosi mulini, che si possono visitare previa prenotazione, che seguono la lavorazione del ferro e la spremitura dei cereali.

Il mulino dei Veraghi che si trova a Molina è l’unico ancora in funzione dal 1600 ed è attualmente adibito alla macinazione dei cereali su pietra, seguendo i criteri dell’antica lavorazione contadina.

Il nome del borgo Molina deriva proprio da questo tipo di attività che nel tempo ha permesso agli abitanti di vivere in un territorio così difficile e impervio.

Dedica quindi una giornata intera a scoprire le cascate del Molina e dintorni perché potrai spaziare dalla visita culturale a quella naturalistica e se ancora non ti basta puoi avventurarti nelle grotte di Fumane.

Si trovano sulla strada che da Fumane va a Molina e si tratta di un’installazione umana che fu abitata dall’Uomo di Neandertal fino all’Uomo Sapiens. Poi circa 25 mila anni fa la roccia crollò a seguito della glaciazione, si suppone, creando questo tipo di grotte visitabili oggi.

È stato istituito un museo alquanto particolare che fa da tramite al passato facendo conoscere gli stili di vita e la quotidianità dei nostri predecessori.

La scoperta fu opera di Giovanni e Alberto Solinas, rispettivamente padre e figlio, che attirati dai racconti di queste grotte vennero a visitarle nel 1962.

 

La valle che circonda il borgo di Molina

Informazioni pratiche

 

Di seguito ti lascio le indicazioni stradali per raggiungere le Grotte di Fumane e il Parco delle Cascate del Molina. Ti basterà cliccare sopra i nomi per conoscere l’esatta locazione.

Se vuoi avere maggiori informazioni sul parco le trovi al sito parcodellecascate.it

Le grotte di Fumane sono invece visitabili solo su prenotazione per un gruppo minimo di 10 persone. Per maggiori informazioni controlla il sito grottadifumane.eu

 

Veduta del bellissimo borgo di Molina

 

Altre interessanti attività da fare in Veneto secondo Punto e Viaggio le trovi qui:


Musica consigliata: Occidentali’s Karma – Francesco Gabbani

Lettura consigliata: Desmond Morris – La scimmia nuda

L’azzurro lago Bohinj si trova nel bellissimo Parco Nazionale del Triglav ed è considerato il più esteso lago della Slovenia. Bohinjsko jezero è il nome originale e ha una lunghezza di 4.350 metri e una larghezza massima di 1.250 metri.

È facilmente raggiungibile dal lago di Bled in circa 20 minuti di macchina o 30 minuti di corriera: entrambi i laghi fanno parte del circuito “le Perle delle Alpi” e sono quindi collegati senza dover necessariamente usare l’auto.

L’AZZURRO LAGO BOHINJ

 

Il lago non è molto frequentato dai turisti preferendo il lago di Bled, per cui rimane fortunatamente piuttosto selvaggio. Non esula, però, dal controllo stradale e si è tenuti comunque a pagare il parcheggio. Sono altresì proibiti stazionamenti selvaggi delle vetture o delle moto. A fare da guardia c’è la statua del camoscio Zlatorog, il simbolo del parco, posizionato nel centro cittadino del lago.

 

Zlatorog era un camoscio bianco dai corni dorati che viveva libero nel monte Triglav. A fargli compagnia c’erano tre vergini incaricate a proteggerlo. Molti, infatti, volevano impossessarsi dei suoi corni dato che avevano un valore inestimabile e, a furia di rincorrerlo, un cacciatore riuscì ad ucciderlo.

Il grido di dolore delle vergini fu straziante mentre il sangue di Zlatorog solcava i laghi e le montagne intorno al Triglav. Quel lamento risvegliò lo spirito del bosco che, venuto a sapere dell’omicidio, si adoperò affinché sbocciasse un fiore che donasse nuova vita a Zlatorog. Ora si muove furtivo e invisibile fra i boschi senza che ci sia mai più la possibilità per gli umani di incontrarlo.

 

Al centro del lago si possono noleggiare canoe, sup, barche e nuotare nelle sue splendide acque dai colori cangianti. In certi punti si può usufruire di panche e tavolini, mentre in altri ci si può nascondere in spiaggette riservate, a riparo da occhi indiscreti. Il lago è all’insegna del relax ma anche dello sport, a seconda delle passioni dei visitatori.

È possibile girare il lago in tutta la sua lunghezza, sia in bici che a piedi, attraverso un percorso che attraversa boschi e spiagge su terreni sassosi, muschiati o sdrucciolevoli.

Qualora non si riuscisse a percorrerlo per intero, c’è la possibilità di usufruire di un comodo servizio di barca con motore ecologico, che percorre il tratto dal campeggio Zlatorog Bohinj al centro turistico e viceversa.

 

scritta con cespugli nell'azzurro lago bohinj

 

COSA VEDERE

 

Sulla sponda meridionale del lago è possibile visitare una chiesa in stile romanico datata 1440 a.C, con chiari riferimenti di architettura slovena, dedicata a san Giovanni Battista. La sosta con l’auto nel parcheggio adiacente l’edificio è gratuito per un massimo di 1 ora.

Sempre su questa traiettoria, arrivando da Bled sulla sinistra, sale la strada che porta al monte Vogel (1535 metri) e alla funivia che permette l’ascesa alla cima dove si può ammirare il lago dall’alto e i contorni delle altre vette.

Più avanti, invece, sale la strada che porta alla cascata di Savica: il corso d’acqua che da origine all’azzurro lago Bohinj; mentre sul finire della strada asfaltata, si dirama una strada bianca in salita verso i vari rifugi in quota scelti dagli escursionisti per visitare la valle dei sette laghi.

Nel centro cittadino, infine, trovi supermercati, hotel, parcheggi, gelaterie e locali di ogni tipo. Tutto ciò che possa servirti per trascorrere il soggiorno al meglio.

 


*** VIAGGIO ATTRAVERSO I SENSI ***

 

La flânerie è una pratica che qui non si può fare però si può cercare il Genius Loci del luogo. E chi potrebbe essere se non il protagonista della leggenda? Sto parlando del camoscio Zlatorog il quale incarna lo spirito dei boschi e del lago.

La vista è abbagliata da riflessi dell’acqua che varia in base alla profondità. L’odorato assorbe le essenze benefiche delle piante mentre con il tatto si cercherà di accarezzare un pesce nel lago. Il gusto si accentuerà, cosi pure l’udito e a te non resterà che accontentare entrambi con un lauto pasto immerso nel silenzio del bosco.

 

Musica consigliata: Norah Jones – Sunrise

Lettura consigliata: Il Mistero del Poeta di Antonio Fogazzaro