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Le escursioni in autunno in Italia, in Europa e nel mondo fra natura e città, hanno un fascino particolare che ben si adatta alla stagione.

La nebbia che regala paesaggi suggestivi oppure le luci soffuse dei locali che si specchiano sulle pozzanghere di pioggia appena caduta mentre nell’aria si respira una fragranza umida e muschiata.

L’autunno, lo ammetto, è una delle mie stagioni preferite. Un inframezzo tra gli estremi del caldo e del freddo, un passo verso l’introspezione dove la natura offre i suoi ultimi bagliori prima di concedersi al riposo invernale.

 

 

Dove fare le escursioni in autunno in Italia

 

In questa particolare stagione ognuno di noi sente nascere un esigenza personale che lo spinge a immergersi nella natura per abbandonare un po’ alla volta i ricordi estivi o chiudersi in casa, in città o nei locali per ripararsi dai primi accenni del freddo.

Possiamo dedicarci al Foliage e gustarci la carambola di colori rappresentata dalle foglie delle piante. Ad esempio a Lavarone o ad Arte Sella in Trentino Alto Adige, seguendo percorsi creati ad hoc, si può vivere l’esperienza di un incontro ravvicinato con la natura che si svela in tutta la sua bellezza.

Ad Arquà Petrarca in provincia di Padova, invece, scopriamo un prodotto locale antico famoso più per un detto che per il frutto stesso. Sto parlando delle giuggiole e, in particolare, del famoso “Brodo di Giuggiole” divenuto emblema del borgo.

Una delle spezie più ricercate e costose, ovvero lo zafferano, si può raccogliere fra metà ottobre e i primi di novembre a Città della Pieve in Umbria. In suo onore nasce la manifestazione “Zafferiamo” che richiama turisti da tutto il mondo.

Anche il mare ha un fascino magnetico in autunno quando le spiagge sono deserte e l’acqua riverbera sulla riva trasportando una vivacità che mai si spegne. Fra le più coinvolgenti ti consiglio quella nel litorale riminese o quelle abruzzesi a Punta Aderci e nella Costa dei Trabocchi.

La Puglia, frequentatissima in estate, nasconde nell’entroterra dei borghi magici intrappolati nella rete del passato da cui emergono testimonianze storiche di inestimabile valore. Ascoli Satriano, Troia, Biccari e Candela segnano il passaggio del popolo dei Dauni e le vie antiche della transumanza.

 

veduta sulla campagna di Troia

 

Le escursioni in autunno in Europa

 

Cosa c’è di più suggestivo che visitare un castello avvolto dalla foschia?

Con un po’ di fortuna si può vivere questa esperienza a Carcassonne in Francia. Fra i merletti delle mura e le gocce di bruma sulle feritoie possiamo ascoltare gli echi di un mondo medievale e lasciarci avvolgere dai racconti leggendari.

Salire in Irlanda, invece, significa comprendere il linguaggio dei druidi avvolto dall’impermanenza della natura e scorgere, tramite un abile gioco di luci e ombre, personaggi fatati come gnomi e folletti.

Fra le sponde del lago di Bled in Slovenia, si intravede il profilo di una chiesetta posizionata nel mezzo dell’acqua. I rintocchi delle campane annunciano una profezia: chi le suonerà sarà obbligato dal suo cuore e dalla sua mente a tornare lì per sempre e in eterno.

L’autunno a Plitvice ha qualcosa di raro: sovente inganna gli occhi facendo credere che nulla sia più vitale e sfuggente. La natura si prepara a dormire eppure la si percepisce così fulgida e viva da ipnotizzare la mente e scuoterla nel profondo.

Ulm, in Germania, è un luogo perfetto da conoscere in autunno per via del suo Duomo che sale attraverso 768 scalini quasi alla sommità del cielo. La città natale di Albert Einstein promette interesse e curiosità grazie ai suoi numerosi aneddoti che hanno incasellato la cultura e le vicissitudini degli abitanti.

Sei un fashion addicted?

È il periodo ideale per conoscere i centri commerciali più trendy d’Europa a Parigi, Berlino, Madrid e Londra. I loro nomi ti faranno venir voglia di spese pazze e prematuri acquisti natalizi: scoprili qui!

 

Uno dei castelli presenti in Irlanda

 

Dove andare nel mondo in autunno

 

Si parte alla ricerca del caldo e dell’estate nelle nostre latitudini, ahimè, terminata. Possiamo puntare sul Centro America e immergerci nella cultura latina. Messico, Guatemala e le isole dell’Honduras la rappresentano appieno.

Potremmo però puntare su un clima temperato e virare verso il Marocco e il deserto del Sahara per entrare in contatto con la popolazione berbera e il disincanto delle loro peregrinazioni.

Bazzicare i luoghi degli antichi romani ed esplorare le nostre radici cristiane in Giordania mentre assistiamo esterrefatti al sito di Petra, una delle sette meraviglie del mondo.

 

 

Ovunque decidiamo di andare sarà una scelta azzeccata perché un viaggio significa insegnamento. È un cammino che scegliamo volontariamente di compiere.

Travel deriva dal vocabolo francese travail che significa lavoro fisico o mentale, un travaglio, un passaggio inevitabile o meglio un cammino verso una condizione migliore. Grazie alla vacanza abbandoniamo il carico quotidiano e ci muoviamo liberi fra i sentieri del mondo.

In questo articolo ti farò scoprire i luoghi dove trovare i Dolmen in Italia, in Europa e addirittura nel mondo, perché si trovano un po’ dappertutto! Siamo fortunati a poter vedere dal vivo queste meravigliose testimonianze del mondo antico.

 

Cosa sono i Dolmen

 

I Dolmen sono l’equivalente maschile dei femminili Menhir ovvero dei monolitici antichi eretti nelle epoche passate per vari scopi. Messi assieme vanno a formare i templi megalitici e i famosi Cromlech. La loro funzione è quella tombale e serviva per le sepolture collettive.

Hanno una struttura ben definita in quanto sono composti da una camera formata da blocchi, lastre di copertura e di supporto racchiusi dentro un tumulo di pietre e terra.

Questa architettura serviva a nascondere al suo interno i corpi dei defunti e allo stesso tempo a lasciare una via di uscita nel caso fossero dovuti tornare per qualche motivo.

Conteneva, inoltre, una camera di entrata e alcuni cunicoli sotterranei utili ai vivi per portare doni ai defunti in cambio di preghiere, benedizioni e protezioni.

Quanti Dolmen ci sono nel mondo? Un’infinità! 

Pensa che in tutto il mondo se ne registrano all’incirca 55 mila: quasi 20 mila solo in Europa. Lo stato con la più alta densità di ritrovamenti è la Francia in quanto sono dislocati lungo tutto il territorio.

Altre migliaia si trovano sparse per il mondo e 30 mila sono quelli rinvenuti, invece, in Corea. Gli unici stati a non possederne sono l’America e l’Australia. Molti sono andati distrutti e non se ne hanno più traccia.

Una serie di Dolmen disposti a raggera formavano un cromlech. L’esempio più famoso è dato dal sito inglese di Stonehenge dove, la strana disposizione, ha lasciato per molti anni dubbi agli studiosi sulla sua reale funzione.

 

Sito di Stonehenge

 

Dove trovare i Dolmen in Italia

 

Liguria

In Liguria è stato ritrovato un Dolmen nella provincia di Savona. È collocato nella città di Roccavignale e ha una struttura con 4 massi verticali e uno che chiude a sud. 

Sopra sono collocati tre lastroni e sono rimaste tracce di un antico pavimento, oggi però, quasi completamente cancellato dalle intemperie e dal tempo.

 

Puglia

In totale se ne contano 23 divisi fra la campagna del Salento, il brindisino, il tarantino e il barese. Il Dolmen di San Silvestro a Giovinazzo è l’unico ad avere l’ingresso sepolcrale verso levante mentre la cella è disposta a ponente.

Si tratta di un particolare che lo differenzia da tutti gli altri Dolmen presenti ma non si conosce il motivo per cui gli antichi lo abbiano disposto in tal maniera. 

Gli altri Dolmen sono collocati nelle città di Statte, Ruvo di Puglia, Cisternino, Bisceglie, Corato, Trani, Molfetta, Montalbano di Fasano, Terlizzi e Trani. 

 

Sicilia

La maggior distribuzione di Dolmen è concentrata nella parte sud-orientale dell’isola o meglio nelle province di Caltanissetta, Siracusa e Ragusa. In queste zone si trova anche a Butero una cista dolmenica, ovvero un dolmen a forma di cubo, un monumento insolito tipico del periodo greco. 

Ad Avola, nel Siracusano sono stati rinvenuti dei Dolmen che servivano da tombe funerarie per i bambini. Disposti, invece, in forma ellittica i Dolmen dei monti ragusani, a Cava dei Servi, dove sono stati ritrovati per la prima volta in Europa dei resti di ossa umane provenienti dalle tombe.

In direzione dell’acropoli greca a monte Bubbonia in provincia di Gela si trova un Dolmen a forma rettangolare. Un altro a forma rettangolare si trova a Mura Pregne, sulla dorsale nord orientale del Monte San Mauro, tra Termini Imerese e Sciara.

Altri ne sono rinvenuti a Sciacca, nella contrada Femmina Morta e a Cava Lazzaro in provincia di Ragusa. 

 

Sardegna

Secondo le registrazioni fatte in Sardegna sui numeri dei Dolmen presenti ne sono stati contati 215, concentrati per lo più nella parte centrale e specialmente nella zona della Gallura. 

La loro particolarità è di avere non solo una funzione funeraria come per gli altri monumenti dislocati nel territorio italiano ma anche un significato religioso, tanto da essere orientati secondo un percorso di pellegrinaggio. 

Dando uno sguardo sulla cartina e seguendo la loro dislocazione, infatti, si può notare come siano disposti lungo un asse che attraversa tutta la Sardegna. 

 

Ti elenco i Dolmen principali:

  • Dolmen Santa Caterina e Sant’Andrea a Berchidda;
  • Il comune di Luras presenta i Dolmen Billella, Ciuledda, Ladas e Alzoledda;
  • Il Dolmen più grande è quello di Sa Coveccada a Mores dal peso di circa 27 tonnellate;
  • Sul Monte Maone a Benetutti si trova un Dolmen a forma mista e non definita;
  • A Buddusò ci sono il Dolmen di Sos Monimentos e di Su Laccu;
  • Su Edrosu è il Dolmen di Macomer affiancato da due grossi blocchi di trachite.

 

Una cartina più approfondita la trovi sul sito Isola di Sardegna, alla voce Storia e Dolmen. 

 

Dolmen a due piastroni

 
 

Dove trovare Dolmen in Europa

 
 
La quantità maggiore di Dolmen si trova in Francia e in particolare nella zona della Bretagna. A questi fanno bella compagnia i cromlech inglesi, irlandesi e Gallesi tanto da considerarli parenti stretti.
 
Anche in Corsica si trovano dei Dolmen simili a quelli sardi più che a quelli Bretoni e disposti prevalentemente a raggiera. Così come in Olanda, Danimarca e in Spagna.
 
A Malta si trovano dei monumenti megalitici predisposti da non si sa quale civiltà ma hanno delle caratteristiche comuni con quelli mediterranei e atlantici. 

In Portogallo si trova il Dolmen di Valleverde e il Dolmen bretone di Barnenez nella zona del Finistère considerato il più grande della regione con una planimetria riservata a 11 stanze funerarie. 

Una cartina dettagliata con la datazione dei Dolmen presenti in Europa la trovi qui:

 

Alcuni Dolmen in Europa

 

Dove trovare i Dolmen nel Mondo

 

Come ti ho già anticipato all’inizio dell’articolo il numero maggiore di Dolmen si trovano in Corea suddivisi fra la provincia di Chŏlla-namdo e Chŏlla-puktoe.

In Corea sono conosciuti con il nome di koindol e sebbene non raggiungano delle grandi proporzioni come quelle di Stonehenge, ad esempio, rimangono comunque delle favolose testimonianze storiche.

Altri Dolmen sono presenti in Siria come anche alcuni Menhir di cui ti ho già parlato nell’articolo precedente. Purtroppo la loro manutenzione non è garantita e al momento non è dato sapere in quali condizioni riversano. 

 

Gli unici che ho visitato sono quelli a Malta… E tu a che punto sei?

 

Ti sarà venuta voglia di scoprire anche i Menhir… Non ti rimane che sapere tutto su di loro in questo articolo:

Perché uso il termine variegata colazione russa? Perché al mattino in Russia si può decidere se mangiare dolce o salato, in base a ogni gusto personale. Anche se, originariamente, si seguivano queste regole: mangiava dolce chi era ricco e salato chi non poteva permettersi di acquistare tanti ingredienti.

Questa varietà da quindi la possibilità, a qualsiasi palato, di gustare una colazione con una vasta gamma di prelibatezze facendoti alzare dalla tavola felice e carico per affrontare la giornata.

 

Il salato

 

In quasi tutto il mondo è presente il pane e, di conseguenza, non può certo mancare in Russia. Fra il più consumato c’è il Darnitskij ovvero un pane fatto con la farina di segale e frumento che assume una colorazione scura, quasi nera.

In contrapposizione troviamo il Karavai” costituito da farina bianca e in forma rotonda anche se a onor del vero è consumato prevalentemente nelle cerimonie, spesso nei matrimoni. In queste occasioni viene decorato con figure che richiamano elementi della natura come uccelli, le stelle, fiori, eccetera…

Oppure si consuma una classica pagnotta con farina di segale di forma allungata conosciuta come “Nareznoj” che si usa per fare panini.

E cosa si usa mangiare assieme?

Di solito i russi fanno largo consumo di salsiccia, chiamata Kolbasa pronta in diverse varianti e lavorata con differenti tipi di carni dal maiale al pollo, ad esempio.

Un altro tipo di salsiccia è la Bologna sausage che prende il nome dalla nostra mortadella perché in parte ci assomiglia ma è preparata con carne di pollo, tacchino, maiale o bovino.

Al pane e salsiccia si accompagnano le uova fritte che vengono servite all’occhio di bue cotte su un letto di olio affinché risultino morbide e croccanti allo stesso tempo.

 

Salsicce russe da colazione

 

Il dolce

 

Il “Kasha” è una sorta di porridge di avena all’inglese solo che invece di usare l’avena si usa il semolino. Gli ingredienti sono pochi tra cui figurano una o due tazze di latte, 2 cucchiai di semolino, 1 cucchiaino di burro e uno di zucchero.

Si diluisce il latte con mezzo bicchiere di latte e lo si porta a ebolizione. Quando raggiunge la temperatura si inserisce il semolino a filo mescolando continuamente.

Si lascia puoi cuocere a fiamma bassa per altri 5 minuti inserendo lo zucchero e un pizzico di sale. A fine cottura si inserisce la noce di burro e si versa nella tazza.

Il Kasha si accompagna a frutta fresca di stagione o se lo si vuole ancora più dolce e speziato si può aggiungere un cucchiaio di miele e una spruzzatina di cannella.

 

Le “Bliny” sono una specie di frittelle molto in voga nella variegata colazione russa. Per prepararle si avrà bisogno di due ingredienti insoliti: il kefir e il bicarbonato di sodio.

Per il kefir ne serviranno due tazze mentre il bicarbonato di sodio solo mezzo cucchiaino. Quest’ultimo fungerà da lievito ma sarà meno pesante e più facile da digerire.

A questi prodotti vanno aggiunti 2 uova, 2 cucchiai di olio di oliva, 1 cucchiaio di zucchero, un pizzico di sale e 2 cucchiai di farina 00 o integrale se si preferisce.

In una teglia inserire tutti gli ingredienti tranne il bicarbonato e mescolare. Nel frattempo far bollire l’equivalente di una tazza di acqua su cui andremo a sciogliere il bicarbonato.

Aggiungere quindi l’acqua all’impasto e lasciare che lieviti a temperatura ambiente per almeno 15 minuti. Procedere infine alla cottura finale predisponendo una padella con un filo di olio e inserire di volta in volta un mestolo di impasto.

Cuocere fino a far assumere alla frittella un colorito dorato e una croccantezza ai bordi. Considera alcuni minuti di cottura per lato.

 

Syrniki russi

 

Dolce e salato in base ai gusti

 

Alcuni piatti della variegata colazione russa possono essere interpretati sia in chiave salata che zuccherata anche se nelle ricette originali non c’è questa netta differenza.

 

In questa sezione rientrano a pieno titolo i “Syrniki” ossia dei pancake al formaggio molto gustosi e molto apprezzati dai turisti. Ti serviranno 1 cucchiaio di lievito in polvere, 1 pizzico di sale, 1 uovo, 200 ml di latte, 100 grammi di farina 00.

Si aggiungerà poi il formaggio Tvorog originale o in alternativa 100 grammi di ricotta o di formaggio a fiocchi. Anche in questo caso si può sostituire la farina 00 con quella integrale o qualsiasi altra farina a scelta.

Si preparano come il pancake mettendo assieme tutti gli ingredienti in una ciotola facendo attenzione a non fare grumi e si deve lasciare riposare per almeno un’ora.

Come per i Bliny si prende un mestolo di impasto e lo si fa scaldare in una padella con un filo di olio. Questa volta, però, l’impasto risulterà più alto grazie all’azione del lievito e si cucineranno per un paio di minuti per lato.

In alternativa si potranno cuocere in forno per renderli più leggeri cuocendoli per una quindicina di minuti a una temperatura di 180°C. Controllare sia la crescita che la cottura affinché i lati non risultino troppo scuri.

 

L’ultima ricetta riguarda i “Grenki” delle semplici fette di pane indurito scaldate al forno con l’aggiunta di alcuni ingredienti piuttosto intriganti: le uova, il sale o lo zucchero.

Tutto qui? Esatto!

Il procedimento da tenere sarà il seguente: rompere le due uova in un piatto e mescolare con il zucchero o il sale. Bagnare le fette di pane con questo miscuglio e poi appoggiarlo in una teglia da forno precedentemente bardata dalla carta.

Lasciare cuocere a una temperatura di 160°C per una decina di minuti fino a quando non saranno belle dorate e poi servire calde con l’aggiunta di frutta fresca o degli ingredienti descritti sopra.

 

хороший завтрак (buona colazione!)

Un elenco completo su dove trovare Menhir in Italia, in Europa e nel mondo al fine di organizzare delle vacanze megalitiche! Se ti stai chiedendo di cosa sto parlando vuol dire che per te si aprirà un ventaglio di viaggi completamente nuovi… Sei pronto?

 

Cosa sono i Menhir?

 

I Menhir sono dei monumenti dalla forma particolare sorti nel periodo del neolitico o del Bronzo. Sono di difficile interpretazione in quanto ancora adesso non si conosce il loro riferimento se sia di tipo religioso o sociale.

Si tratta pietre a forma allungata di parallelepipedo posizionate in orizzontale su cui sono stati incisi ornamenti vari, talvolta volti, armi, incisioni o animali, disposti in cerchio.

Per questo motivo sono meglio conosciute come “Strutture Megalitiche” e la loro più famosa rappresentanza è il sito inglese di Stonehenge che si trova vicino ad Amesbury nello Wiltshire.

Queste pietre si trovano non solo in Europa ma anche in altre parti del mondo segno che i nostri antenati primitivi non si facevano certo delle brevi passeggiate!



Dove trovare Menhir in Italia?

 

Se cerchiamo i Menhir in Italia ne troviamo tantissimi soprattutto al nord, sulle isole e al sud Italia. Fra le regioni che registrano la presenza ci sono Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Puglia, Sicilia e Sardegna.

NORD

  • Alto Adige, Lagundo vicino a Merano: non è famoso solo per la sede del birrificio Forst ma anche per avere di fronte all’ufficio del turismo le copie di menhir in marmo di Lasa (tipico della zona). Gli originali sono, invece, conservati all’interno del Museo Civico di Bolzano dove riposano anche le spoglie di Ötzi.
  • Lombardia, Bulciago e Barzano: nel primo comune faceva sfoggio un menhir alto 1,60 metri affondata nel terreno per circa un metro. Fu rubato nel 2007 ma poi ritrovato, senza averne però prove certe perché non è più stato messo nel suo luogo di origine. A Barzano invece figurano ben 2 menhir per un’altezza ciascuno che raggiungono i 2 metri. Si trovano di fianco alla Strada Provinciale 342, all’incrocio di via Giuseppe Parini.
  • Piemonte: a Cavaglià (Biella) 11 menhir vanno a formare un Cromlech. Lugnano, Chivasso e Manzé hanno un Menhir a testa pressoché identici alti all’incirca 4 metri. Monte Pietraborga, Paroldo e Monte Musiné hanno i Menhir meno famosi della regione perché più rovinati. Braglia (Cuneo), invece, è il sito più importante scoperto nel 1970 ma lasciato andare in rovina.
  • Liguria, Varazze, Verzi (Finale Ligure), Monte Caprione, Monte Capri (tra Riomaggiore e Riccò del Golfo), Tramonti (Campiglia). Quest’ultimo in particolare è conosciuto come il Menhir del Diavolo costruito per motivi religiosi.

CENTRO

  • Toscana, Lunigiana: qui si trova un complesso di statue maschili e femminili la cui origine sembra essere collocata nell’età del bronzo. Altri reperti della collezione sono costuditi nel Museo delle statue stele lunigianesi all’interno del Castello del Piagnaro a Pontremoli.

SUD

  • Puglia: si contano ben 79 menhir dislocati a Martano (Lecce) con la presenza di uno del menhir più alto d’Italia che raggiunge i 4,70 metri ed è conosciuto come il Menhir di Santu Totaru. A Muro Leccese rimangono visibili e ancora non devastati dal tempo altri 6. In tutta la provincia di Lecce, comunque, sono disseminati i menhir quasi che ogni comune può vantarsi di averne almeno uno. A Modugno (Bari) fa scena il monaco, un menhir che raccoglie le fattezze del religioso, mentre a Terlizzi (Bari) se ne contano almeno 3 tra cui il più famoso è il Menhir della via Appia. La città con più esemplari, però, è Giurdignano (Otranto) in cui ce ne sono 15.

ISOLE

  • Sicilia, Parco delle Madonie: può vantare la presenza sia di Menhir che di Cromlech.
  • Sardegna: sono state ritrovate almeno oltre 740 statue dislocate in tutta l’isola. In provincia di Oristano a Laconi ce ne sono almeno 100, mentre a Villa Sant’Antonio c’è il più alto d’Italia che raggiunge il 5,75 metri. Quest’area è stata chiamata la valle dei Menhir. Altre opere si trovano nel sud della Sardegna e più precisamente nei comuni di Goni, Sant’Antiaco, Tortì, Barisardo e Marmoiada.

 

Menhir in Sardegna

Foto da Wikipedia

 

In Europa?

 

Alla domanda dove trovare Menhir in Europa posso rispondere che la presenza più massiccia è registrata in Bretagna ma anche in Corsica sempre in Francia, nelle isole Britanniche e in Gran Bretagna, in Germania e in Scandinavia con il sito di Björketorp Runestone e in Portogallo a Sagres e nel distretto di Évora.

FRANCIA

I Menhir disposti in Francia sembrano seguire delle rette che portano da una località all’altra, ecco che quindi vengono classificati in base alle loro direzioni.

Nel Morbihan seguono un percorso di 4 chilometri tra il sito di Kerlescan e Le Ménec e sono conosciuti come gli “Allineamenti di Carnac” tra cui il più visitato è il Grande menhir spezzato di Locmariaquer.

Il più alto Menhir al mondo si trova qui a Locmariaquer e raggiunge l’altezza di 20 metri. Purtroppo è stato rotto in 4 pezzi che giacciono al suolo come un eroe ferito e spezzato dalle ire del tempo.

Quelli fuori dal tragitto sono il menhir di Champ-Dolent vicino a Dol-de-Bretagne (Ille-et-Vilaine) e il menhir di Saint-Uzec a Côtes-d’Armor, il menhir di Cham des Bondons a Lozère e il Menhir della Cattedrale a Le Mans. Quest’ultimo si trova proprio all’interno della cattedrale.

Ci sono poi altri menhir che sono stati spostati dai romani in prossimità dei loro crocevia e si trovano a Murat-sur-Vèbre a Tarn, a Saint-Sulpice-de-Faleyren a Gironde e in Corsica a Filitosa.


INGHILTERRA

Inizialmente si pensava che i Menhir fossero di derivazione celtica mentre poi, con il tempo, si scoprì quanto fossero in realtà antichi. Drizzlecombe, nella contea del Devon in Inghilterra, ospita l’area di Dartmoor con un Menhir che raggiunge quasi i 4,5 metri di altezza.

Il quale è conosciuto come “Beardown Man” con vicino un altro Menhir a cui è stato affibiato il nomignolo di “The Needle of Beardown Man” ossia “l’ago dell’omino con la barba” per la sua forma lunga e affusolata.

L’altro sito importante si trova a Laughter Tor, vicino Two Bridges, sempre nell’area del Dartmoor che va a formare quasi un circuito archeologico ben definito.

Le Frecce del Diavolo sono collocate, invece, a Boroughbridge nel North Yorkshire e sono tre statue in arenaria delle 5 rimaste tra cui figura la seconda più alta del Regno unito raggiungendo un’altezza di circa 7 metri circa.

Il podio va al monolite Rudston di 7,6 metri circa che si trova all’interno del sagrato di Rudston, un piccolo villaggio facente parte della zona dell’East Riding of Yorkshire.

Il nome è legato ha una leggenda secondo cui un giorno il diavolo volle vendicarsi della città Aldborough per alcune malefatte che avevano combinato gli abitanti.

Decise così di lanciare delle pietre in direzione del paese ma siccome lo fece con troppa debolezza queste rimasero superficialmente piantate nel terreno senza causare alcun danno.

Le isole Ebridi, invece, conservano intatte nel tempo sia Menhir che Dolmen oggetto di studi da parte di un antropologo per provare a capirne l’origine motivazionale.



GERMANIA

Due aree tedesche sono addobbate da Menhir: Gollenstein Blieskastel e Spellenstein, St. IngbertIl primo si trova vicino a Blieskastel nel distretto di Saarpfalz di Saarland e presenta un Menhir che raggiunge un’altezza di 6,6 metri fra i più larghi dell’Europa Centrale.

Il secondo, di 5 metri, si trova sempre nel distretto di Saarland ma nella città di St. Ingbert e fu modellato su una porzione di arenaria piuttosto dura tipica della zona di Dudweiler Pfaffenkopf.

SCANDINAVIA

Sono 3 Menhir che formano un complesso megalitico presente nella provincia di Blekinge in Svezia tra cui figura la famosa pietra runica di Björketorp. È considerata la più alta al mondo e raggiunge i 4,2 metri di altezza con l’incisione sia da un lato che dall’altro scritta con l’alfabeto antico delle rune.

Il testo si presuppone possa corrisponde a queste frasi: “Io, maestro delle rune, nascosi qui rune di potere. Incessantemente afflitto da maleficio, condannato a insidiosa morte è colui che rompe questo monumento”.

Nel retro, invece, presente la scritta: “Io prevedo distruzione”.

PORTOGALLO

Nel distretto di Faro e più precisamente a Sagres, rimane ancora eretto un Menhir a testimonianza della presenza di civiltà antiche mentre altri sono sparpagliati in prossimità ma caduti al suolo.

Évora capoluogo del distretto di Évora oltre a essere una città museo Patrimonio dell’Unesco vanta un Menhir di 2,5 metri e vicino un cromlech, chiamato Cromlech di Almendres composto da 96 monoliti disposti a ellissi.

 

Un altro esemplare di Menhir

 

Dove trovare Menhir nel mondo?

 

In Mongolia sono stati ritrovati dei Menhir che sono stati chiamati “Stele del Cervo” per le loro incisioni con disegni di cervi. Non si conoscono gli autori delle statue ma ne sono state ritrovate ben 500 dislocate in tutta la Mongolia. I principali siti sono collacati nella zona di Ulaan Tolgoi e Ushkiin-Uver, vicino a Môrôn.

Nabta Playa in Egitto nasconde fra le sabbie del Sahara un complesso megalitico di Menhir edificato attorno al V millennio a.C. La particolarità è quella di essere orientato al fine di seguire il sorgere e del tramontare del Sole ma solo in particolari periodi dell’anno.

Dove trovare Menhir oltre a questi due stati? Altri ancora se ne trovano nei territori dell’Africa settentrionale e più specificatamente in Palestina e in Siria. In Siria se ne registrano un numero maggiore anche se le condizioni in cui vertono sono piuttosto scoraggianti.

 

Spero di aver soddisfatto la tua curiosità su dove trovare Menhir nel mondo, e se vuoi scoprire anche la parte maschile dei templi megalitici, ovvero i Dolmen… Connettiti a questo link: Dove trovare i Dolmen in Italia, in Europa e nel mondo

Il delta del Danubio è un’area acquitrinosa dove vivono migliaia di specie differenti. La sua bellezza è nella sua atmosfera selvatica. Un magico connubio di acqua dolce, salata e terra fertile.

Ho scoperto questo luogo incantato guardando il documentario “Untamed Romania” disponibile sia su Amazon Prime Video che su Netflix e spero con tutto il cuore, una volta superata la pandemia, di poterlo visitare dal vivo.

Untamed Romania

 

La Romania è famosa per la sua capitale Bucarest, la Transilvania e il conte Dracula ma entro i suoi confini nasconde un territorio divenuto Patrimonio dell’Unesco e per questo protetto e tutelato.

Lo illustra bene il documentario “Untamed Romania” diretto da Tom Barton Humphreys che si è inoltrato nella foresta incontaminata con l’ausilio di foto trappole per immortalare la quotidianità selvaggia di quei luoghi.

Ha dovuto armarsi di un’immensa pazienza, la quale è stata ripagata con immagini di orsi, lupi, tassi, volatili, gatti selvatici e cinghiali che in quella terra fitta di alberi e muschio si muovono agilmente.

Seguendo il corso del Danubio, infine, si arriva alla sua foce che, grazie ai numerosi componenti organici richiama migliaia di uccelli migratori, stanziali e dà nutrimento a roditori e insetti. Un’ecosistema fragile e forte allo stesso tempo frutto di una bellezza rara e autentica.

 

 

La foce del Danubio: informazioni pratiche

 

Patrimonio dell’umanità istituto nel 1991 si divide fra la Dobrugia in Romania e l’Oblas di Odessa in Ucraina. Murighiol è una delle stazioni di arrivo per iniziare a visitare il delta del Danubio.

Proseguendo lungo l’ansa del fiume si trova la cittadina di Tulcea altra meta da cui iniziare un indimenticabile tour nella foce del Danubio. Tulcea conserva una fortezza del IV secolo a.C. diventata museo archeologico, dove sono custoditi i reperti storici della zona.

La destinazione finale è Sulina ultimo avamposto visitabile prima di accedere al mar Nero. Da qui in avanti si possono navigare in acque decisamente più salate. Puoi raggiungere queste località distanti circa un’ora da Bucarest guidando un auto in affitto.

Un volo per la Francia è un sogno che potresti realizzare grazie al contributo di Airfrance, magari scegliendo i voli Roma Parigi. La compagnia di bandiera francese si contraddistingue per l’eleganza, la serietà, la puntualità, l’organizzazione e la comodità dei voli.

 

Piattaforma di prenotazione online

 

Se raggiungi il sito internet di Airfrance visualizzando un volo per la Francia ti accorgerai subito di quanto sia intuitivo prenotare in totale autonomia e sicurezza.

Prendiamo l’esempio dei voli Roma Parigi da fare in primavera. Ti basterà inserire gli aeroporti di partenza e di arrivo, le date di viaggio e il numero dei passeggeri. Poi dovrai decidere l’offerta a te più congeniale e continuare ad aggiungere i tuoi dati personali, il numero dei bagagli e gli estremi di pagamento.

Pochi minuti dopo aver concluso la transazione arriverà un email di conferma al tuo indirizzo di posta elettronica a cui dovrà seguire il check in nelle date indicate. Et voilàcome direbbero i francesiles jeux sont faits“.

 

volo per la Francia

 

Cosa fare a Parigi?

 

Dedicati alla flânerie, ovvero l’arte di passeggiare senza una meta precisa, seguendo solo le tue sensazioni, cogliendo i dettagli che attirano il tuo interesse.

La città si appresta perfettamente a questa arte, non a caso è nata e si è sviluppata qui, cogliendo con lo sguardo le varie immagini che hanno creato storie, film e leggende sulla Ville Lumière.

Parigi nasconde una visuale suggestiva sulla Tour Eiffel: divertiti, come ho fatto io a cercarla fra i palazzi barocchi. La puoi vedere svettare anche dietro la statua del “Pensatore” di Rodin, nel museo dedicato allo scultore francese.

Nel Jardin des Plantes puoi vedere la fioritura dei narcisi o visitare lo zoo annesso, ritagliandoti un momento di pace dal caos cittadino. Il silenzio lo trovi anche nel Museo Grévin, fra i personaggi famosi ricreati con la cera, mentre osservano stupiti il mondo da un’altra prospettiva.

La cura dei dettagli si svelano anche nelle numerose chiese presenti, nei musei, negli edifici eretti dagli architetti famosi o nei negozi che hanno segnato un’epoca come il Bon Marché che è stato, di fatto, il primo grande magazzino della città o il prestigioso centro commerciale Galerie La Fayette.

A Parigi non ci si può certo annoiare, avrai l’imbarazzo della scelta e dovrai prenotare più di un volo per la Francia, per rilassarti a scoprire uno degli stati più belli d’Europa

 

Nel frattempo prepara alcune specialità francesi come:

Le tre follie da fare a Lisbona per affermare di aver vissuto la città sono: vagabondare con la metro, chiacchierare con Pessoa e bagnarsi. Seguimi in questo articolo per capire meglio.

Numero 1. Fare della flânerie ma con la metro

 

Per fare ciò dovrai premunirti della Lisboa Card al fine di poter accedere in modo gratuito a tutti i mezzi pubblici della città e dintorni. L’obiettivo sarà quello di passare da un tram all’altro senza sapere esattamente dove  stai andando.

L’unica cosa da fare sarà osservare l’architettura urbanistica cambiare velocemente, i murales avvicendarsi e ascoltare la musica fado vibrare attraverso i balconi delle finestre socchiuse, come se si volesse mantenere l’intimità della melodia racchiusa all’interno della stanza.

Nel frattempo si possono indovinare quali siano gli edifici turistici da visitare con maggiore calma, una volta terminato questo pazzo tour solitario. Ma la cosa più divertente sarà accorgersi che non sei l’unico a girare senza destinazione, molte persone come te, infatti, stanno facendo la stessa identica corsa a vuoto!

Tram a Lisbona

Numero 2. Fermarsi a chiacchierare con Pessoa

 

Fernando Pessoa è uno dei più famosi autori di narrativa portoghese. Di lui si ricorda l’intensità della sua voce narratrice, la capacità di esaltare la cultura della sua terra e rivelare il Genius Loci di Lisbona. Per questo i suoi concittadini hanno deciso di immortalarlo in una statua, affinché non venga mai meno la sua presenza. Si trova in via R. Garrett.

Di cosa dovrai parlare?

Ma di tutto! Del tempo, della situazione sociale, economica o politica del mondo, dei libri, dei tuoi viaggi e dei tuoi pensieri riguardo la città. Raccontagli degli azulejos che hai visto. Anche a te toccandoli hanno dato la sensazione che la loro lucidità abbia intrappolato la bellezza?

Così rimarrà salva e protetta dalla bruttura del mondo, incarnata nell’eternità dell’arte. Fernando è lì pronto ad ascoltare i viaggiatori che decidono di fermarsi qualche minuto per conversare. Non essere timido ma goditi il momento. Quando mai ti ricapiterà?

Infine, discorri di avvenimenti divertenti come la tua pazza corsa nei tram per non lasciarlo con un velo di tristezza (già in vita era malinconico di suo) ma con una nota di vivacità ed entusiasmo!

Numero 3. Lasciarsi sorprendere dalle onde dell’oceano Atlantico

 

Dopo alcuni giorni trascorsi nella frenesia di Lisbona sarà giunto il momento per te di uscire dai suoi confini per dirigerti verso la costa atlantica.

Spingiti fino a Cascais non senza aver portato con te qualche specialità tipica della pasticceria portoghese e ammira come il mare, seppur nella sua forza e violenza, riesca a equilibrare gli elementi della natura creando armonia.

Il profumo di iodio, poi, farà il resto per calmare i tuoi pensieri. Qui siediti e lascia che i tuoi muscoli si rilassino fino quasi ad addormentarsi e proprio quando avrai ceduto alla forza di gravità ti sentirai brutalmente risvegliato da una sensazione di bagnato. Sarà colpa dell’acqua che, con la complicità dell’alta marea, ha permesso alle onde di raggiungerti.

Non avercela a male!

Il dio Nettuno è un burlone che si diverte a importunare i viandanti in cerca di pace. Fatti invece una risata e accosta l’esperienza a un insegnamento di vita: nel momento in cui assaporiamo la calma dei sensi e sopraggiunge un impedimento improvviso allora si manifesta la nostra vera tempra: saremo capaci di affrontarla o ci coglierà sbigottiti e impreparati?

Queste sono le tre follie da fare a Lisbona per non dimenticarsi che viaggiare non è semplicemente un contare le città visitate ma vivere esperienze che lascino in qualche modo un segno nel profondo della nostra anima.

Barche a Cascais

Cosa vedere ancora a Lisbona e dintorni?

I quartieri sono l’anima di Lisbona. Fra i più interessanti cito il Barrio Alto con la sua piazza principale chiamata Praca do Principe Real dove vicino sorge il Giardino Botanico, il Miradouro di San Pedro di Alcantara e la funicolare di Bica e di Gloria. Una vista a 360 gradi dall’alto della città.
Dall’Elevador di Santa Giusta nel quartiere della Baixa si raggiunge il quartiere Chado amatissimo dal nostro, oramai amico, Fernando Pessoa. Qui si può ammirare la famosa Chiesa do Carmo, bellissima nella sua architettura autentica.
Il teatro Sao Carlos, invece, prende esempio dall’omonimo di Napoli e si trova vicino a Praca de Camoes, anch’essa vicina alla famosa via dove staziona la statua in bronzo di Pessoa.
Al quartiere dell’Alfama sono concentrate i più interessanti punti turistici della città:
  • Cattedrale di Lisbona;
  • Museo del Fado, museo di Arti Decorative;
  • Chiesa di Sao Vicente de Fora, di Sao Miguel e di Santo Estevao, San Antonio da Sé;
  • Miradouro di Santa Lucia e Rua Saudade;
  • Castello di Sao Jorge.

 

Il quartiere centrale Baixa con la sua famosa Praca do Rossio è l’anima commerciale della città ricca di negozi, ristoranti e locali aperti fino a tarda notte.

Una volta attraversata si raggiunge Praca da Figueira dove, dall’altra parte dell’ Arco di Trionfo si arriva all’ultima piazza principale, ossia Praça do Comércio.

In realtà mancano all’appello altre piazze come la Praca de Restauradores con un obelisco situato nel centro e la Praça Marquês de Pombal che porta verso la parte più moderna con edifici a vetrate di tipo commerciale.

Qui si riversano le vie dello shopping più famose e rinomate, intervallate da locali tipici e punti vendita a uso esclusivo dei turisti. Ci sarà da perdersi per ammirare tutto!

E, imperdibile, il quartiere Belem con la famosa torre eretta per ricordare un passato di conquiste avvenute per via marittima, un popolo di conquistatori che ha solcato ogni mare presente sulla Terra.

Il Monastero dos Jerónimos si trova sempre nel quartiere Belem e fu fatto costruire in memoria del conquistatore Vasco de Gama per aver scoperto una nuova rotta verso l’India.

È uno degli edifici più visitati, sai perché?

Perché qui ritroviamo le spoglie di Vasco de Gama, appunto, del poeta navigatore Luís de Camões e del nostro amico scrittore Fernando Pessoa.

 

Non potevamo che chiudere con il suo ricordo l’articolo dedicato alle tre follie da fare a Lisbona. Nella città aleggia il suo spirito per cui è doveroso rendergli omaggio, sempre.

 

 

E per finire: nei dintorni

Dopo le tre follie da fare a Lisbona devi assolutamente recarti a Sintra per visitare il Palacio National de Sintra, il Palacio da Pena e il suo parco e il Convento dos Capuchos. Meglio prenotare organizzati se si intende fare una toccata e fuga. Puoi prenotare qui.

Se invece intendi estendere i tuoi confini raggiungi le isole Azzorre che fanno sempre parte del Portogallo e assaggia l’unico tè prodotto in Europa. Trovi maggiori dettagli in questo articolo:

 

Veduta di Sao Miguel una delle isole azzorre

Acquista la Lisboa Card qui:

Esempio di musica Fado:

Dove trovare la statua di Fernando Pessoa:

Leggi alcuni dei suoi libri:

 

Dopo le tre follie da fare a Lisbona se vuoi veramente dare una spinta al tuo curriculum di vita devi assolutamente recarti a Gubbio e guadagnare la tua PATENTE DA MATTO, io ce l’ho già, tu cosa aspetti??

Maggiori informazioni qui: Patente da Matto ufficiale

La lista dei microstati europei non è tanto lunga perché poche sono quelle zone che nel corso dei secoli sono riuscite a rimanere indipendenti. A loro va il merito, infatti, di non essere state inglobate dagli stati limitrofi conservando la loro vera identità.

Ecco perché diventa ancora più interessante visitarle, anche se a onor di cronaca, alcune di queste sono diventate una sorta di vetrina di loro stesse perdendo la patina originale.

Abbiamo la fortuna di averne due, fra queste, in Italia e sicuramente le conoscerai e le avrai già viste, ma sai che rapporti hanno questi microstati con l’Unione Europea?

 

Microstati verso l’Unione Europea

 

Ognuno di questi stati ha siglato un accordo particolare con l’Europa unita. Non tutte, infatti, rientrano nel trattato di Shengen anche se quasi tutte sono legate da un’unione doganale o comunque hanno i confini aperti con la UE.

E le monete? Tutti, a parte uno, utilizzano l’Euro come moneta locale e le possono anche coniare facendole diventare come estremamente preziose per i collezionisti.

 

Vuoi sapere quali sono? La lista dei microstati europei è la seguente:

 

  • Città del Vaticano
  • San Marino
  • Monaco (principato)
  • Andorra (principato)
  • Liechtenstein (principato)

 

Città del Vaticano

Chi è stato a Roma avrà sicuramente messo piede nella Città del Vaticano per visitare la Basilica di San Pietro nell’omonima piazza san Pietro. Se è stato fortunato, poi, avrà visitato i musei del Vaticano scoprendo la creatività e l’estro degli artisti passati.

I nomi altisonanti che qui hanno lasciato le loro tracce sono innumerevoli tra cui: Raffaello, Bramante, Bernini, Michelangelo, Pinturicchio, eccetera. Le testimonianze artistiche, storiche e culturali sono talmente importanti da considerare lo Stato nella sua totalità come Patrimonio Universale dell’Unesco.

Lo stato consta circa 400 abitanti e la Santa Sede è una delle 5 sedi apostoliche in cui risiede il papa e i suoi ecclesiastici. Venne proclamata  l’11 febbraio 1929 con la firma dei Patti Lateranensi, siglata dal rappresentante del Regno d’Italia Benito Mussolini e quello della Santa Sede Pietro Gasparri.

 

San Marino

Lo stato di San Marino si erge sulla punta e sulle dorsali del monte Titano, monte che fa parte anch’esso del Patrimonio dell’Unesco per essere testimonianza della continuità di una repubblica libera fin dal XIII secolo.

Al suo interno vivono ben 33 mila abitanti suddivisi in un territorio di circa 62 chilometri quadrati fra le regioni dell’Emilia Romagna e le Marche. Le parole su cui questa repubblica si fonda sono: “Vi lascio liberi da ambedue gli uomini” i quali sarebbero l’Impero Romano e lo stato della Chiesa.

La tradizione vuole che un tagliapietre di nome San Marino nell’anno 301 d.c. fuggì dalle persecuzioni romane nei confronti dei cristiani rifugiandosi sul Monte Titano.

Qui fondò una piccola comunità che crebbe e prosperò a tal punto da convincere una ricca donna riminese, proprietaria del territorio, a donarla a titolo gratuito.

Fra le architetture più visitate dai turisti figurano le torri di San Marino, la Basilica, il Palazzo del Consiglio e le chiese di san Pietro, dei Cappuccini, il convento di san Francesco.

 

Monaco

Il Principato di Monaco si trova al confine con la Francia ma è bagnato dal Mar Ligure. Come tutti sappiamo la località più famosa è la celeberrima Monte Carlo che si trova in zona centrale rispetto lo stato.

Il riconoscimento come stato venne fatto nell’anno 1489 grazie alla proclamazione promossa dal re Carlo VIII di Francia mentre divenne principato solo nel 1612 quando la famiglia Grimaldi ottenne il titolo di Principe

La visita a Monaco può essere fatta in un giorno per visitare il castello principesco con il cambio della guardia 5 minuti prima di mezzogiorno, il Giardino Esotico, il museo Oceanografico e la Cattedrale che conserva le spoglie dei regnanti monegaschi.

 

 

Andorra

Andorra si trova ai confini tra Spagna e Francia ed è circondato dai monti Pirenei. La sua capitale La Vella si trova a un’altitudine di 1023 metri ed è considerata la più alta d’Europa.

Fu fondata nell’anno 1278 e la sua particolarità è che non è guidato da una famiglia regnante ma retto da due coprincipi, ossia il vescovo della diocesi catalana di Urgell e il presidente della Repubblica francese.

Cosa visitare in Andorra?

La chiesa di Sant Esteve, la chiesa di Santa Coloma, la Casa de la Vall, le terme di Caldea e il ponte della Margineda costruito interamente in pietra pomice.

Questo microstato durante la Prima guerra mondiale dichiarò guerra alla Germania anche se poi non entrò in conflitto per le esigue risorse militari.

Rimase, però, in guerra con i tedeschi fino al 1939 perché non fu invitata durante la conferenza di pace a Parigi e non firmò l’armistizio nel Trattato di Versailles.

 



Liechtenstein

Il Liechtenstein si trova fra la Svizzera e l’Austria, la lingua parlata è il tedesco e il walser e comprende oltre 37 mila abitanti. La sua capitale è Vaduz e la moneta ufficiale non è l’euro ma il franco svizzero.

Il Liechtenstein venne riconosciuto come stato nel 1806 a seguito dell’invasione di Napoleone Bonaparte che sciolse il Sacro Romano Impero.

Ebbe problemi con la Prussia durante la guerra austro-prussiana avvenuta nel 1866. Venne accusata di essere stata la causa dello scoppio della guerra con l’Austria.

Oggi non è una meta scelta da molti viaggiatori ma ci sono dei luoghi interessanti da visitare tra cui la Galleria Nazionale d’Arte del Liechtenstein, un edificio progettato dagli architetti Meinrad Morger, Heinrich Degelo e Christian Kerezblack.

La facciata esterna è stata realizzata con il cemento interamente colorato di nero, basalto e ciottoli di fiume colorati che vanno a creare degli effetti di luce, in base al cambio delle ore, davvero interessanti.

La Cattedrale neogotica di San Florin, l’edificio religioso più antico e principale dello stato, e il castello di Gutenberg, risalente al XIII secolo e uno dei meglio conservati.

 

Ora che hai in mano la lista dei microstati europei sai se li hai visitati tutti o te ne mancano alcuni… Io sono a quota 3 e tu?

Alcune ricette delle tapas gli stuzzichini spagnoli tipici che vengono serviti come antipasti nei locali accompagnati da un bicchiere di sangria.

L’etimologia di tapa deriva da un’antica usanza che serviva a coprire, ossia tapar, i bicchieri nei locali pubblici con del pane fresco o del prosciutto jambón, onde evitare che vi entrassero insetti molesti, come le mosche, o la polvere se il locale si trovava in prossimità di strade altamente trafficate.

Al pezzo di pane si sono poi aggiunte nel corso del tempo altri prodotti dando vita a una consuetudine amata non solo dagli spagnoli ma anche dalla maggior parte dei turisti.

A differenza dell’aperitivo all’italiana dove i locali mettono a disposizione dei clienti una ciotolina di patatine o altri stuzzichini gratis, in Spagna le tapas si acquistano singolarmente o a pezzi.

Durante il weekend gruppi di amici spagnoli si spostano da un locale all’altro per assaggiare le varie proposte di tapas tanto da coniare il termine tapeo o ir de tapas.

Una tradizione simile esiste anche in Italia e più precisamente a Venezia: qui i locali si chiamano Bacari e le tapas cicheti, mentre il giro dei locali a mangiar stuzzichini si chiama il Bacaro Tour.


Zaful WW

 

PATATAS BRAVAS

 

Ingredienti:

 

  • 4 patate
  • sale e pepe a piacimento
  • 2 cucchiai di aceto di vino
  • 1/2 cucchiaio di paprika dolce e di paprika forte
  • Olio evo per friggere
  • 2 cucchiai di salsa di pomodoro 

 

Procedimento:

Sbucciare e lavare le patate facendole asciugare sopra un panno di cotone. Nel frattempo preparare in un piatto l’emulsione di pomodoro, aceto, paprika, un pizzico di sale e pepe.

Inserire in una teglia l’olio e accendere il fuoco a fiamma media. Quando le patate si saranno asciugate tagliarle a pezzetti di medie dimensioni. Una volta terminato il calore dell’olio avrà raggiunto la temperatura giusta per friggere quindi inserire le patate e lasciare rosolare per circa 20 minuti fino a quando si sarà formata una crosticina dorata.

In un’altra padella aggiungere l’emulsione e finire la cottura delle patate per altri 2 o 3 minuti. Raggiunta la cottura desiderata salare e pepare a piacimento e se lo si desidera aggiungere ancora paprika.


 

FRITTATA DI OLIVE

 

Ingredienti:

 

  • 2 uova
  • 6 pomodorini ciliegino
  • 100 grammi di olive verdi denocciolate
  • 100 grammi di farina
  • 1/2 cipolla
  • Una testa di aglio (a piacimento)
  • Sale e pepe q.b.
  • Spezie: rosmarino, timo e prezzemolo

 

Procedimento:

Forse questa è una dei più semplici stuzzichini spagnoli da preparare… Tagliare le olive, la cipolla e i pomodorini a dadini, a pezzettini o a fettine sottili. Schiacciare la testa di aglio e tenerla da parte. Inserire in una ciotolina i pomodori con un po’ di sale per togliere l’acqua e insaporirli con le spezie.

Setacciare la farina in una terrina aggiungendo il sale e le due uova, quindi mescolare il tutto in modo da ottenere un impasto omogeneo. Successivamente aggiungere uno alla volta gli ingredienti, tranne la cipolla e l’aglio, pepando e salando a piacimento.

Soffriggere in una padella con un po’ di olio di oliva la cipolla e l’aglio e infine aggiungere il composto creato. Cuocere per 7/8 minuti fino a raggiungere una colorazione dorata.

Togliere la frittata dalla padella e tagliare a pezzettini oppure tagliare a fette in un tagliere e lasciarlo intero a disposizione degli ospiti. La frittata va servita calda.

 

Le ricette delle tapas

 

FUNGHI CHAMPIGNON E PEPERONI

 

Ingredienti:

 

  • Una confezione di funghi champignon freschi
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 peperoni verdi
  • Un cucchiaio di aceto di vino
  • Prezzemolo e origano fresco
  • Pepe e sale q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.

 

Preparazione:

Pulire i funghi freschi e tagliarli a fette sottili prima di metterli a bollire in una pentola a fuoco medio per almeno 5 minuti. Cucinare i peperoni anch’essi per 5 minuti in una teglia tagliati precedentemente a fettine sottili con olio, sale, pepe e un cucchiaio di aceto di vino bianco.

Preparare un’emulsione di aglio tritato, prezzemolo, origano, 3 cucchiai di olio, sale e pepe. Trascorsi i 5 minuti scolare i funghi e aggiungere l’emulsione. Lasciare insaporire per altri 5 minuti e, contemporaneamente, lasciare riposare i peperoni nella teglia coprendoli con un coperchio.

Trascorsi cinque minuti per far insaporire i funghi aggiungere i funghi ai peperoni, cuocere per altri 2/3 minuti a fuoco basso, salare e pepare al punto giusto.  Sia i funghi che i peperoni devono raggiungere una consistenza morbida di cottura.

Gli stuzzichini spagnoli vanno serviti caldi in una ciotola abbinati a delle fette di pane già tagliate su cui adagiare una piccola porzione di funghi e peperoni. Lasciare a disposizione anche l’olio, il sale e il pepe nel caso si volesse aggiungere.



 

COZZE GRATINATE

 

Ingredienti:

 

  • 8 cozze
  • 80 grammi di formaggio pecorino (o similare)
  • 80 grammi di pangrattato
  • 1 Carota, 1 sedano, 1 cipolla
  • Sale e pepe
  • Prezzemolo a piacimento

Preparazione:

Altro giro, altri stuzzichini spagnoli…

Mettere l’acqua a bollire in una pentola aggiungendo la carota, il sedano e la cipolla e coprire con un coperchio. Pulire e lavare le cozze facendo particolare attenzione a togliere tutta la sabbia se presente.

Quando l’acqua inizia a bollire aggiungere le cozze e lasciare bollire per altri 5 minuti. Preparare nel frattempo un impasto composto da il formaggio, il pangrattato, il prezzemolo, un pizzico di sale e pepe.

Controllare che si siano aperte tutte le cozze e filtrare l’acqua di cottura in un pentolino. Quest’ultima verrà aggiunta in parte al composto precedentemente preparato facendo attenzione che non si formino grumi.

Dividere le cozze a metà tenendo solo la parte in cui è presente il mollusco per poi metterle all’interno di una pirofila da forno. Aggiungere il composto fino a coprire quasi interamente la valva consumando completamente il prodotto.

Inserire la pirofila nel forno a 180° per circa 15 minuti facendole gratinare. Controllare continuamente la doratura che non deve assumere una tonalità troppo scura. Togliere le cozze dalla pirofila e servire calde in un vassoio.

 


CALAMARES FRITOS

 

Ingredienti:

 

  • 500 g di calamari
  • 100 grammi di farina
  • 1 uovo
  • Prezzemolo fresco tritato
  • Sale e pepe q.b.
  • Olio extravergine di oliva
  • Un bicchiere di latte
  • Una bustina di lievito
  • Mezzo bicchiere di acqua

Preparazione:

In una terrina setacciare metà farina con la bustina di lievito, aggiungere a goccia l’acqua per non creare grumi, poi inserire anche il tuorlo d’uovo, il sale, il pepe, il prezzemolo tritato e un cucchiaio di olio.

Lasciare riposare per 15 minuti e montare l’albume a neve per unirlo al composto. Pulire e sgusciare i calamari, tagliarli a pezzetti e inserirli in un’altra ciotola con il latte. Tenere in immersione i calamari affinché si ammorbidiscano per almeno 5 minuti.

Scaldare l’olio in una padella per friggere il pesce. Trascorso il tempo di immersione togliere i calamari infarinarli con il resto della farina, passarli nell’altro composto e infine friggerli nell’olio bollente. Salare e pepare a piacimento e servire caldo.

I tapas gli stuzzichini spagnoli sono pronti per essere serviti ai tuoi amici per una serata internazionale all’insegna dei viaggi. Conosci qualche altra ricetta? Lasciami un commento qui sotto!

 

Su Amazon puoi trovare libri interamente dedicati alle tapas come questo!

 




Se invece vuoi scoprire le specialità della cucina latina trovi alcune ricette qui:

Top 10 Irlanda: le città da visitare e l’itinerario da creare per non perdersi nulla, neanche i risvolti più fantasiosi dell’isola.

Sì, perché l’Irlanda non è solo un isola da visitare ma anche da vivere attraverso le molteplici leggende, i riti propiziatori e i personaggi magici che vi abitano.

Non ti aspettare, dunque, un semplice viaggio ma un’immersione completa all’interno di una cultura dal fascino magico e magnetico.

 

Cartina dell'Irlanda

 

Dublino

 

Dublino è la capitale irlandese e punto di arrivo per la maggior parte dei turisti. Conosciuta per i suoi pub e le passeggiate in città attraverso i suoi vicoli che costeggiano il fiume Liffey. Le attività da svolgere sono davvero molte per cui una volta che avrai lasciato le valige in hotel dovrai darti da fare per partire alla scoperta della città.

Potresti trovare utile, se fai un viaggio non organizzato, prepararti per tempo un itinerario con l’ausilio di Google My Maps, è molto semplice, in questo articolo ti spiego come fare.

 

A Passeggio

 

Statua dello scrittore James Joyce

Una delle mete più battute a Dublino è Grafton Street la via commerciale in cui si trovano i negozi alla moda e dove si esprime la vivacità giovanile.

A pari merito è posizionato il famoso quartiere vicino al Temple Bar ricco di pub, musica fino a notte fonda e tasso alcolico alle stelle! Ti sconsiglio di prendere alloggio in questa zona se non sei un under 25 o se non ricerchi la movida.

Se vuoi allontanarti dalla confusione e mescolarti fra i turisti affaccendati a scoprire le top 10 dell’Irlanda muoviti verso l’Ha’Penny Bridge, il ponte sul fiume e poi continua in direzione Docklands.

Si tratta della vecchia zona portuale di Dublino che nel corso degli anni ha subito una riqualificazione trasformandosi in un centro per gli affari moderno ed eccentrico.

Sei pronto/a a fare un nuovo bagno di folla? Allora cerca nella cartina O’Connell Street, altra via commerciale dove perdersi a guardare le vetrine e ascoltare le esibizioni degli artisti di strada.

Prima di andare a riposare all’ombra di una pianta nel parco cittadino St. Stephen’s Green va alla ricerca delle statue di James Joyce autore dei celebri libri Ulisse e Gente di Dublino e di Molly Malone, pescivendola e prostituta, che se toccata porta fortuna.

Secondo la leggenda la povera donna, non avendo vissuto una vita soddisfacente, si aggira ancora fra i vicoli della città sfocati dalla nebbia, in cerca di un riscatto che mai avrà.

 

Dove si trovano non te lo dico! Sarà tuo compito scovarle!

 

Musei, chiese ed edifici

Il Trinity College è il simbolo di Dublino famoso non solo per l’università ma anche per contenere all’interno della Old Library il pregiato manoscritto miniato conosciuto come “The Book of Kells”.

Inoltre, nel giardino interno, è presente la statua “Sfera dentro la Sfera” dell’artista contemporaneo italiano Arnaldo Pomodoro. Un’altra simile si trova nel lungomare di Pesaro e di fronte agli uffici della Farnesina.

La Christ Church Cathedral è una chiesa che nasconde un passato piuttosto mbiguo: è nata, infatti, dai resti di un’antica chiesa vichinga costruita in legno.

Tutt’altra storia, invece, racconta la St. Patrick Cathedral che rappresenta il simbolo dell’Irlanda protestante ed è uno dei luoghi cristiani più antichi.

Gli ultimi due edifici significativi della storia culturale irlandese sono il Castello di Dublino, una fortezza di origine normanna eretta da Giovanni Senza Terra e il General Post Office dove venne firmata l’indipendenza e dove si rifugiarono i ribelli nella rivolta del 1916.

 

Bere & Mangiare a Dublino

La città è visitata anche per i suoi famosi prodotti alcolici: la birra e il Whiskey. La Guinness Storehouse è la fabbrica che produce la celebre birra scura che si può visitare per conoscerne tutti i processi di lavorazione. Allo stesso modo si può visitare la Old Jameson Distillery e degustare il whiskey della migliore tradizione irlandese.

La cucina irlandese proposta nei pub o nei ristoranti ti sorprenderà per le combinazioni di gusti semplici, provenienti dai prodotti agricoli locali. La mia ricetta preferita è  Seafood Chowder, l’antica ricetta di zuppa di pesce irlandese.

Per non parlare poi della colazione all’irlandese che propone piatti come fagioli, pane con il burro, caffè e altre delizie super proteiche. Scoprila qui.

Se ti avanza del tempo scopri cosa fare a Dublino a costo zero:

 

Musicisti intenti a suonare all'interno di un pub irlandese

 

Belfast

 

Belfast è la capitale dell’Irlanda del nord tristemente nota in passato per gli attacchi dell’IRA, l’organizzazione che richiedeva indipendenza dalla Corona Britannica.

Fortunatamente i momenti bui sono stati cancellati e oggi è possibile visitarla in tutta sicurezza per scoprire i siti di interesse culturale.

Per acquistare dovrai necessariamente cambiare gli euro in pound perché il sistema finanziario corrisponde a quello inglese. Fatto ciò potrai dedicarti alla visita.

Ciò che spiccherà agli occhi saranno i meravigliosi murales che enfatizzano l’architettura locale, la statua “The Big Fish” in cui ogni tassello racconta le vicissitudini della città e il St. Jones Market, un edificio vittoriano che ospita nel fine settimana un mercato vintage.

 

Cosa visitare

Il museo più particolare presente in città è quello dedicato al Titanic, custodito all’interno del cantiere navale dove venne costruito il famoso e sfortunato transatlantico.

L’Ulster Museum è visitato, invece, per la sua raccolta di arte contemporanea oltre che a sezioni dedicate alla civiltà egizia, manufatti e suppellettili locali.

La City Hall rappresenta invece la Belfast dal passato ricco e glorioso vissuto nell’era d’oro mercantile. Può essere considerato come l’edificio più importante della città.

Infine la città consiglia una visita ai Botanical Gardens costruiti durante il periodo vittoriano per sopperire alla crescente curiosità riguardo il mondo botanico.

 

Strada cittadina e commerciale a Belfast, città da visitare fra la top 10 Irlanda

 

Cork

 

Dal nord di Belfast al sud della top 10 Irlanda passando per Cork, la città dai venti ponti che si affacciano sul fiume Lee di origine medievale.

Il centro storico e l’English Market sono i punti raggiunti dai turisti per avere un assaggio culturale ma anche gastronomico della contea.

Il quartiere Shannon è conosciuto per essere la zona residenziale operaia abbellita da soluzioni abitative di uguale fattura ma variopinte, nate forse per contrastare il grigiore della vita in fabbrica.

Due, invece, i siti culturali, la:

  • Cattedrale di San Finne Barre, di architettura neogotica prettamente francese;
  • Crawfort Art Gallery, mostre temporanee e permanenti con entrata gratuita.

 

Una mucca fra le migliaia presenti in Irlanda

 

Galway

 

Galway è una città chiassosa, vivace e festaiola grazie alla massiccia presenza di giovani universitari e dei numerosi e variopinti pub.

I visitatori sono attratti dal suo quartiere latino che a discapito del soprannome nasconde le radici che affondano nel medioevo con tanto di mercato con prodotti tipici.

Se invece hai voglia di passeggiare puoi dirigerti nella Long Walk dove puoi ammirare delle graziose casette in tinta pastello, sistemi di chiuse e canali che costeggiano la foce del fiume Corrib.

Uscendo, verso la zona residenziale, puoi ammirare in lontananza le isole Aran percorrendo la Salthill Promenade seguendo un percorso lungo almeno 2 chilometri.

 

Veduta sull'oceano

 

Isole Aran

 

Uno dei motivi che mi spinge a ritornare in Irlanda, oltre che per rivedere la sua natura incontaminata, sono la bellezza delle isole Aran.

Sono delle conformazioni rocciose staccatesi dalla zona del Burren che hanno dato vita a tre piccole isole dai nomi gaelici Inishmaan, Inishmore e Inisheer.

Essendo relativamente lontane dalla terraferma hanno mantenuto intatte le radici e la tradizione della più antica cultura gaelica.

L’abbigliamento tipico è divenuto famoso in tutto il mondo per la qualità della lana e il particolare intreccio dei maglioni che qualifica il mestiere di chi li porta.

Gli abitanti maschi delle isole Aran indossano un pesante gilet di tweed con annessa cintura colorata mentre la parte femminile si riconosce dalla tipica camicia in flanella rigorosamente rossa.

 

Barca solitaria sulla costa irlandese

 

Limerick

 

Sulla carta Limerick è la terza città irlandese in ordine di importanza ma non ha molto da offrire al turista. Per quale motivo è citata fra la top 10 Irlanda?

Principalmente per il King’s John Castle, un edificio imponente di straordinaria bellezza che spicca sulle rive del fiume Shannon e meta di visita, seppur veloce, dei tour organizzati.

L’interesse turistico stenta a decollare a causa di un debole impulso industriale che relega la città a un sonnacchioso tessuto urbano non stimolato dalla vivacità culturale presente invece in buona parte dell’isola.

 

Un curioso cartello irlandese che avvisa i visitatori che possono essere colpiti da rocce e dardi infuocati

 

I castelli

 

L’Irlanda è un’isola disseminata di castelli: alcuni ridotti oramai a ruderi, altri divenuti residenze chic dove soggiornare nel segno del lusso. Molti di questi sono stati scelti dai registi americani per girare le scene di alcuni tra i film più famosi grazie all’atmosfera magica che li circonda.

Uno tra i più famosi e visitati è sicuramente Blarney Castle che invita i visitatori a baciare una pietra sospesi nel vuoto perché, secondo una leggenda, questo atto coraggioso dona il potere dell’eloquenza.

La Rock of Cashel è invece un rudere dall’aurea molto suggestiva che nasconde un passato di potere dove risiedevano re ed ecclesiastici della regione.

Una lista completa dei castelli da visitare la trovi qui:

 

Uno dei castelli presenti in Irlanda

 

Le contee

 

Le contee irlandesi sono 28 a cui si aggiungono tre municipalità. Corrispondono alle nostre regioni e differiscono l’una dall’altra per varietà naturale e culturale.

All’apparenza l’Irlanda può sembrare una piccola isola visitabile in una sola settimana ma in realtà per conoscerla a fondo non basterebbe un mese.

Sono talmente tante le particolarità insite e sparpagliate per il territorio che sarà necessario tornarci più volte per affermare di averla visitata veramente.

Tra la top 10 Irlanda le scogliere delle Cliffs of Moher

 

Giant’s Causeway, Cliffs of Moher, Carrick-a-rede

 

Ti verrà sicuramente proposto, durante il tuo soggiorno in Irlanda, un tour diretto a questi tre diversi siti fra i più famosi dell’isola.

Il primo, il Giant’s Causeway si trova nell’Irlanda del nord ed è conosciuto come il Selciato del Gigante. Pare, infatti, che un gigante guerriero che viveva nella zona dell’Ulster, tale Fionn Mc Cumhaill, si fosse innamorato di una sua simile.

Per non perdere tempo costruì una strada di pietra verso l’isola scozzese di Staffa in modo da poterla vedere tutti i giorni e dichiararle il suo amore.

In realtà si tratta di un’esplosione sotterranea avvenuta oltre 60 milioni di anni fa che ha dato vita a questa particolarissima conformazione rocciosa, unica del suo genere, entrata a far parte del Patrimonio Unesco nel 1986.

 

Veduta sulla Giant's Causeway

 

Wicklow Mountain National Park

 

Forse il Parco Naturale delle Wicklow Mountains è fra i più selvaggi dell’isola ed è consigliato agli escursionisti e agli amanti della natura. Fra le radici dei meravigliosi alberi presenti nella zona si nascondono anche quelle celtiche legate alle figure magiche e occulte dei druidi.

Tali personaggi, infatti, ricoprivano i ruoli di sacerdoti che agivano sotto il volere di Madre Natura preservandola ed esaltando i suoi componenti.

Veneravano le piante come esseri superiori e minacciavano gli uomini contro le barbarie perpetrate all’ambiente tacciandole come risvolti funesti che si sarebbero riversati sulla gente.

La cultura irlandese è molto complessa e di difficile interpretazione ma ciò dona una nota solenne e intrigante al viaggio mescolandosi fra storia, castelli, leggende, musica e tradizioni orali.

Esiste una piccola produzione di tè in Europa: l’ho scoperta viaggiando in un’isola dal sapore esotico a metà strada fra Portogallo e USA. Sto parlando di Sao Miguel una delle isole delle Azzorre.

Le isole Azzorre

 

Lambite dall’oceano Atlantico, le isole Azzorre rimangono selvagge e incontaminate grazie alla lontananza dalla terra ferma. La più famosa, la più grande e anche la più vicina si chiama Sao Miguel ed è qui che la maggior parte dei turisti fanno scalo per conoscere questi territori assolati.

Un nutrito numero di nordeuropei, tedeschi e portoghesi partono alla scoperta dell’isola, affrontando i continui cambiamenti di tempo che il territorio propone. In un giorno può piovere fino a dieci volte con grande felicità da parte delle piante che qui crescono rigogliose e in salute.

 

 

 

 

 

Essendo l’isola di origine vulcanica, gode anche di un terriccio ricco di minerali che favorisce ogni tipo di coltivazione. Spesso, infatti, si vedono in aeroporto portoghesi partire con un contenitore carico di ananas.

Il frutto, di dimensioni più ridotte rispetto a quello africano, concentra in compenso un gusto decisamente più dolce e invitante. Un nettare dalle proprietà organolettiche estremamente salutari.

 

Ma la particolare combinazione di terriccio e pioggia permette anche la produzione di una pianta totalmente estranea in Europa: il tè. Possiamo quindi affermare, con una certa sorpresa, che esiste una piccola produzione di tè in Europa.

 

Ciò è possibile solo in una determinata parte dell’isola, nella località Maia, riparata dalla ferocia del vento. In questo terreno il tè ha trovato un habitat ideale nel quale prosperare. La qualità è eccezionale proprio perché inaspettata. 

Si può quindi tornare a casa, a seguito di una piacevole vacanza sull’isola, con una grossa scorta di tè verde e tè nero, entrambe di ottima qualità, che causeranno grande invidia da parte dei tuoi amici. 

 

 

 

 

 

Qual è la differenza?

 

La pianta è sempre la stessa, la Camellia Sinensis, ed è pronta quando i rami sviluppano tre foglie. La differenza fra i tè la fa l’età, a causa delle diverse composizioni chimiche e dell’aroma ma, soprattutto, la lavorazione finale che definisce i tre tipi di tè: tè nero, tè verde e Oolong.

Nel tè nero le foglie raccolte sono sottoposte a fermentazione. Durante il procedimento le catechine si ossidano e perdono il loro potere antiossidante. Il tè verde, invece, non è soggetto a fermentazione conservando così un alto numero di catechine che sono la principale componente delle foglie.

 

I prodotti per il tè verde sono: Hysson, Encosta de Bruma e la varietà Pearl. Per il tè nero trovi invece Moinha, Broken Leaf, Pekoe, Orange Pekoe, Orange Pekoe, Ponta Branca e Oolong.

 

L’azienda produttrice è Gorreana che dal 1883 ha avviato contro ogni pronostico questa fortunata produzione di tè in Europa. Il metodo di coltivazione è organico escludendo pertanto pesticidi e altre sostanze chimiche inquinanti.

Ciò è possibile grazie alla zona che non permette la proliferazione della mosca del tè precludendo pertanto la necessità di utilizzare alcun tipo di fertilizzante.

Le piante furono introdotte nel 1874 da due esperti cinesi e poi curate dalla famiglia proprietaria dell’azienda. Solo nel 1883 dopo vari tentativi e vari successi, la vendita è diventata possibile.

Oggi il prodotto viene venduto in minima parte nell’isola e il resto in Portogallo, Germania, USA, Canada, Austria, Francia, Italia, Brasile, Angola, Giappone e altri stati.

Nel sito dell’azienda puoi anche acquistare i loro prodotti e assaggiare una specialità che può vantare di avere solo l’isola di Sao Miguel.

I meravigliosi laghi di Plitvice sono da vedere almeno una volta nella vita ma anche più, soprattutto con il cambio di colori delle stagioni. Si trovano in Croazia nella zona interna e quasi ai confini con la Bosnia Erzegovina.

Guarda nella cartina l’ubicazione esatta: clicca qui.

 

serie di cascatelle a plitvice

 

La storia dei laghi

 

Il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice fa parte dell’Unesco dal 1979 ed è considerato uno dei più belli in Europa. Negli anni novanta, però, ha vissuto un periodo buio e ha rischiato di essere rovinato per sempre.

Sembra quasi impossibile a dirsi ma qui, nel marzo del 1991, iniziò la triste e lunga guerra civile di indipendenza della Croazia. I serbi si impossessarono degli alberghi e dei spazi pubblici della regione trasformandoli in caserme.

Se attraverserai la regione ti accorgerai che qui è stata particolarmente cruenta. Ci sono ancora tantissime case da intonacare o che hanno dei buchi di pallottole.

Quando la situazione si è calmata gli abitanti si sono subito preoccupati di ripristinare il parco dato che è uno dei maggiori mezzi di sussistenza del territorio. Grazie al contributo statale e all’opera di molti la zona è ritornata in auge pronta nuovamente a presentarsi al pubblico.

 

passerella in legno

 

L’ecosistema

 

I meravigliosi laghi di Plitvice sono formati da un complesso di 16 laghi divisi in superiori e inferiori. Il più grande si chiama Kozjak ed è quello che li divide.

Impossibile non vederlo perché è quello da cui si accede nell’itinerario in battello. Al centro ha una piccola isola ed è contornato da un affascinante complesso montuoso.

Gli immissari sono il Fiume Bianco e il Fiume Nero, uniti in un unico corso d’acqua a sud del lago Prošćansko. L’acqua dei laghi invece viene convogliata nel fiume Korana che continua lungo una gola frequentata soprattutto dagli appassionati di rafting.

La maggior parte delle piante è costituita dal faggio e l’abete mentre fra gli animali ci sono tantissime specie di pesci e uccelli, l’orso e il lupo.

 

pianta fra cascate

 

Il Parco

 

Le entrate del parco sono 3: dalla prima si accede ai laghi inferiori, dalla seconda al lago Kozjak per fare un percorso breve di poche ore e dalla terza invece si parte dai laghi superiori.

In questo modo si possono scegliere i vari percorsi da fare. Le visite variano dalle 2-4 ore, dalle 4-6 ore e dalle 6-8 ore:

  • Dalle 2 alle 4 ore si parte dalla seconda entrata e si sceglie se visitare i laghi inferiori oppure i laghi superiori. Per i laghi superiori si raggiunge la terza entrata con un trenino, compreso nel prezzo, mentre per i laghi inferiori si attraversa il lago con il battello e poi si risale a piedi.
  • Dalle 4 alle 6 ore si parte indifferentemente dai laghi superiori o dai laghi inferiori, quindi prima e terza entrata, e si fa il giro del parco ammirando tutti e 16 i laghi.
  • Il tour di 6 o 8 ore invece comprende anche i percorsi di trekking che si inerpicano sulle montagne, da dove si possono ammirare dei punti strategici fotografici. In questo caso è possibile scegliere la combinazione di due giorni a Plitvice per non dover correre troppo.

 

Si può partire anche dall’entrata numero 2, si prende il trenino e si arriva alla terza entrata. Oppure dall’entrata numero uno, si prende il trenino fino ad arrivare alla terza entrata. Ci si sposta da un punto all’altro con il trenino o con la barca sempre compreso nel prezzo. L’entrata costa circa 35 €.

 

cascata bassa ai meravigliosi laghi di plitvice

 

I laghi si possono osservare da una pratica passerella in legno che attraversa anche i corsi più impetuosi. La passeggiata, infatti, sarà un continuo susseguirsi di corsi d’acqua, cascate, laghetti, rii calmi o movimentati e sarai accompagnato da libellule, anatre e una miriade di pesci.

Ogni stagione saprà regalarti una luce completamente unica, dipende dalla tua fantasia. Ovviamente il mese di agosto sarà quello più frequentato ma ogni anno ci sono comitive e gruppi di turisti in transito.

Ma non dovrai assolutamente perderli! Se ami la natura ti renderai conto, visitando i meravigliosi laghi di Plitvice che il Paradiso esiste, e si trova proprio qui!

 

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Da Zagabria

 

Se ti trovi a Zagabria e vuoi raggiungere Plitvice puoi farlo con la corriera in 2 ore e mezzo di viaggio. Trovi il biglietto all’ufficio Arriva che si trova fuori dalla stazione delle corriere in direzione della statale, nelle biglietterie centrali oppure su internet nel sito di Getyourbus.

Il ritorno, se sei incerto per l’orario, puoi comperarlo direttamente alle tre entrate del parco. All’interno delle casette in legno lungo la strada vendono i biglietti della corriera. Puoi pagare sia in euro che in kuna ma non con la carta di credito. La corriera si prende nella direzione opposta, dall’altra parte della strada.