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Prima della recensione sul libro di Fioly Bocca “l’emozione a ogni passo” voglio narrarti la storia di due donne nel cammino di Santiago.

 

Il corpo sa da subito quello che la mente capisce più tardi. Ha i suoi tempi, la mente, con l’intralcio di tutti i ma, i forse, i nonostante da elaborare.

 

Del libro di Fioly Bocca non è piacevole solo la trama ma anche il personale stile di scrittura. Leggendolo non si trova mai una frase banale o stucchevole, come capita a volte con i romanzi, ma rimane perfettamente ancorata ai fatti e ai protagonisti.

Può sembrare adatto a chi sia in procinto di intraprendere il cammino di Santiago di Compostela, ma in realtà va bene anche per chi ha voglia di leggere semplicemente un romanzo d’amore.

 

Non è mai stupido fare quello che sentiamo di dover fare, anche se non è esattamente razionale. Lo stomaco sa molte più cose della ragione.

 

Recensione libro di Fioly Bocca

 

La scrittrice si concentra su due storie d’amore e sul caso che fa incontrare e conoscere le persone. Le protagoniste della storia, infatti, sono due donne Alma e Frida, che hanno perso entrambe, ma in modo differente, degli affetti.

La prima per una relazione in stallo, che fatica a decollare a causa della distanza. La seconda per la perdita del marito a causa di una malattia incurabile.

 

Non farti ingannare: la perfezione appartiene solo agli amori finiti.

Per questo gli amori imperfetti valgono molto di più.

 

Come spesso accade le anime simili si sfiorano, si avvicinano e alla fine si conoscono. Così succede per Alma e Frida, dove le ferite d’amore richiamano l’una all’altra mettendole in contatto lungo il cammino.

Si raccontano della propria vita, abbandonando passo dopo passo rimorsi pesanti e dolorosi che portano a fatica nell’animo. Alma cerca di dimenticare Bruno, con il quale ha avuto una relazione importante e profonda, ma che non riesce a partecipare alla sua vita quotidiana.

Frida cerca ricordi del marito, attraverso le persone che lo hanno conosciuto e amato, per condividere il dolore e rispondere a domande rimaste ancora senza risposta.

Il cammino non risolverà i loro problemi ma le aiuterà a trovare una soluzione e un espediente per provare meno sofferenza. E porterà a entrambe una sorpresa.

Perché il cammino lascia sempre un’impronta di ciò che è stato ma in cambio richiede un pezzettino di anima. Bisogna essere disposti a lasciare andare per essere felici.

 

Qualcuno dice che camminare aiuti a pensare. Io credo sia vero il contrario:

camminare aiuta a smettere di farlo,

sgombera la mente come una mareggiata pulisce la spiaggia.