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Nella pasticceria francese tipica non mancano i sapori, le forme, i profumi e i colori così invitanti da fermare i turisti ingolositi. Ciò succede quotidianamente quando nella vetrina di un locale della Costa Azzurra si nota una tarte Tropézienne.

Un soffice disco di pan brioche ammantato da una generosa porzione di crema chantilly e un delicato sentore di fiori d’arancio a completare l’opera: chi può resistere?

Io no. Per questo, quando ho la fortuna di raggiungere la costa francese, mi pare di percepirne l’odore a ogni angolo di strada, sicura che da qualche parte la mia porzione mi stia aspettando.

Le origini

La deliziosa ricetta della pasticceria francese tipica nasce negli anni ’50, e più precisamente nel 1955. Gli attori francesi Jean-Louis Trintignant e Brigitte Bardot si trovavano a Saint Tropez per girare le scene del film E Dio creò la femmina.

Fu incaricato un certo Alexandre Micka a preparare i pasti per la troupe. Ebbe la fortuna di trovarsi nel posto giusto, al momento giusto. Il pasticcere polacco aveva aperto da qualche anno la sua boulangerie proprio nei pressi del luogo in cui venivano registrate, dal regista Roger Vadim, le scene del celebre film.

Decise di preparare una specialità innovativa per il dessert che prendeva sostanza da una ricetta di famiglia: nacque così la tarte Tropézienne, la quale fece così clamore da rimanere in vetrina per gli anni a venire.

La ricetta originale, essendo stata brevettata, contiene degli ingredienti segretissimi ma noi cercheremo di avvicinarci il più possibile a quelle tonalità di sapori, per far viaggiare le nostre papille gustative!

 

Ingredienti

 

  • 150 grammi di farina 00 + altri 4 cucchiai per la crema;
  • 100 grammi di farina integrale;
  • 15 grammi di lievito madre in polvere;
  • 6 uova;
  • 20 grammi di zucchero di canna per il pan brioche, 50 grammi per la crema;
  • 250 ml di latte e 100 ml di latte di cocco;
  • 250 ml di panna da montare;
  • 75 grammi di burro;
  • 2 uova e 4 tuorli;
  • 100 ml di acqua;
  • una fialetta di essenza ai fiori d’arancio e una alla vaniglia;
  • un pizzico di sale;
  • granella di zucchero o gocce di cioccolato.

 

Specialità francese tipica

Tarte Tropézienne: foto dal web

 

Procedimento

 

Prima di preparare la crema iniziamo a lavorare l’impasto che andrà a formare i nostri dischi di pan brioche. In una ciotola, dunque, unire dopo aver setacciato le farine il lievito madre, due uova, 20 grammi di zucchero di canna e mescolare fino a quando risulterà omogeneo.

Nel frattempo fare ammorbidire il burro a temperatura ambiente e quando sarà abbastanza mollo aggiungere anch’esso agli ingredienti con un pizzico di sale. Togliere dalla ciotola e lasciare lievitare al buio e al fresco il panetto per circa un’ora.

Quando l’impasto avrà raggiunto il doppio del suo volume potrà essere lavorato: la forma sarà quella di un disco di circa 22-24 cm con uno spessore sui 10 millimetri. Sopra il composto aggiungere a piacimento le granelle di zucchero o le gocce di cioccolato per dare un aspetto più invitante alla torta.

Accendere il forno a 180°C e una volta raggiunta la temperatura inserire il disco di impasto precedentemente posizionato all’interno di una teglia rotonda. La cottura non deve superare la mezz’ora: quando il pan brioche sarà diventato dorato sarà tempo di toglierlo dal forno.

Intanto che si aspetta si può preparare la crema chantilly. Gli ingredienti necessari saranno: i tuorli d’uova, lo zucchero, il latte, l’amido di mais, la vaniglia e la panna montata.

In un pentolino riscaldare il latte inserendo l’essenza di vaniglia fino a che si amalgami perfettamente. In una terrina, invece, aggiungere i tuorli d’uova con circa 5 cucchiai di zucchero e i 4 cucchiai di farina.

Introdurre a filo il latte e gli altri ingredienti in una pentola e mescolare lasciando il fuoco basso fino a far rassodare la crema, facendo attenzione a non creare grumi. Lasciare poi raffreddare, prima di aggiungere la panna montata.

Quando sia il disco che la crema si saranno raffreddati, procedere tagliando a metà il disco e bagnare le parti interne con un composto di acqua a cui si sarà aggiunto l’essenza di fiori d’arancio. A questo punto non rimarrà che inserire la crema all’interno e lasciare raffreddare la torta prima di servirla almeno altri 15 minuti. 

Una specialità della pasticceria francese tipica che volendo potrai preparare anche in versione mignon, dandogli una simpatica forma di pasticcino.

Un volo per la Francia è un sogno che potresti realizzare grazie al contributo di Airfrance, magari scegliendo i voli Roma Parigi. La compagnia di bandiera francese si contraddistingue per l’eleganza, la serietà, la puntualità, l’organizzazione e la comodità dei voli.

 

Piattaforma di prenotazione online

 

Se raggiungi il sito internet di Airfrance visualizzando un volo per la Francia ti accorgerai subito di quanto sia intuitivo prenotare in totale autonomia e sicurezza.

Prendiamo l’esempio dei voli Roma Parigi da fare in primavera. Ti basterà inserire gli aeroporti di partenza e di arrivo, le date di viaggio e il numero dei passeggeri. Poi dovrai decidere l’offerta a te più congeniale e continuare ad aggiungere i tuoi dati personali, il numero dei bagagli e gli estremi di pagamento.

Pochi minuti dopo aver concluso la transazione arriverà un email di conferma al tuo indirizzo di posta elettronica a cui dovrà seguire il check in nelle date indicate. Et voilàcome direbbero i francesiles jeux sont faits“.

 

volo per la Francia

 

Cosa fare a Parigi?

 

Dedicati alla flânerie, ovvero l’arte di passeggiare senza una meta precisa, seguendo solo le tue sensazioni, cogliendo i dettagli che attirano il tuo interesse.

La città si appresta perfettamente a questa arte, non a caso è nata e si è sviluppata qui, cogliendo con lo sguardo le varie immagini che hanno creato storie, film e leggende sulla Ville Lumière.

Parigi nasconde una visuale suggestiva sulla Tour Eiffel: divertiti, come ho fatto io a cercarla fra i palazzi barocchi. La puoi vedere svettare anche dietro la statua del “Pensatore” di Rodin, nel museo dedicato allo scultore francese.

Nel Jardin des Plantes puoi vedere la fioritura dei narcisi o visitare lo zoo annesso, ritagliandoti un momento di pace dal caos cittadino. Il silenzio lo trovi anche nel Museo Grévin, fra i personaggi famosi ricreati con la cera, mentre osservano stupiti il mondo da un’altra prospettiva.

La cura dei dettagli si svelano anche nelle numerose chiese presenti, nei musei, negli edifici eretti dagli architetti famosi o nei negozi che hanno segnato un’epoca come il Bon Marché che è stato, di fatto, il primo grande magazzino della città o il prestigioso centro commerciale Galerie La Fayette.

A Parigi non ci si può certo annoiare, avrai l’imbarazzo della scelta e dovrai prenotare più di un volo per la Francia, per rilassarti a scoprire uno degli stati più belli d’Europa

 

Nel frattempo prepara alcune specialità francesi come:

La ricetta della Cassoulet è tipica della Francia del sud e in particolare dei territorio dell’Occitania e della Linguadoca. Io, per non farmi mancare niente, quando sono stata in vacanza a Tolosa e a Carcassonne l’ho assaggiata in entrambe le varianti.

Quale ho preferito? A parte qualche piccola differenza legata all’insieme di sapori e di spezie non ho notato una prevalenza di piacere di una rispetto all’altra, per cui entrambe sono state promosse a pieni voti!

Ora ti lascio una ricetta che abbraccia entrambe le regioni francesi perché se di una ho apprezzato l’architettura urbanistica, dell’altra ho amato il suo aspetto accogliente e caratteristico. Ti consiglio di visitarle entrambe!

 

Cassoulet

 

INGREDIENTI

 

CARNE:

  • 200 grammi di cotica;
  • 200 grammi di pancetta di maiale;
  • 300 grammi di salsicce;
  • 500 grammi di spalla di agnello.

SPEZIE E CONDIMENTI:

  • sale e pepe q.b.;
  • olio di oliva extravergine;
  • una manciata di prezzemolo;
  • un rametto di rosmarino e uno di timo;
  • 5 foglie di alloro;
  • 3 chiodi di garofano;
  • 30 grammi di burro.

VERDURA DI ACCOMPAGNAMENTO:

  • una cipolla rossa e una bianca;
  • 2 carote;
  • 2 patate;
  • 1 spicchio di aglio;
  • 4 pomodori già pelati di medie dimensioni.

IN AGGIUNTA:

  • 200 grammi di fagioli secchi varietà cannellini.

 

 

PREPARAZIONE

 

Il giorno prima vanno messi in bagno i fagioli che devono ammorbidirsi per almeno tutta la notte. Successivamente vanno scolati, lavati e cotti con l’aggiunta di sale per almeno un’ora a fuoco lento. 

In un’altra pentola inserire la spalla di agnello tagliata a pezzi e già disossata con un po’ di acqua, le salsicce, il rametto di rosmarino e di timo, i chiodi di garofano e l’alloro. Cuocere per circa 20 minuti fino a che l’acqua non si è consumata a metà.

Nel frattempo tagliare a cubetti le patate, i pomodori, a rondelle le carote e a fettine le cipolle. Inserire le verdure in una terrina con un pizzico di pepe, sale e l’olio di oliva extravergine.

Unire le verdure e trascorsi 15 minuti aggiungere i fagioli. Cucinare gli ingredienti per altri 30 minuti e in finale di cottura passare la carne, le verdure e le spezie in una teglia da mettere in forno per l’ultima rosolatura a 150 ° aggiungendo il burro sopra, il prezzemolo, la pancetta e la cotica tagliate a fettine finissime.

Lo spicchio di aglio tienilo per sfregare la teglia. Lascia cuocere in forno per circa un’ora  e se vedi che gli ingredienti necessitano di maggiore tempo per ultimare la cottura abbassa la temperatura a 120°.

 

Spero che la ricetta della Cassoulet ti sia piaciuta e che l’assaggerai presto in terra francese!

Semplici consigli su come muoversi a Tolosa e dintorni per godersi al massimo la vacanza e le numerose bellezze della città. Così non dovrai perdere tempo a cercare informazioni sul web perché le troverai già nell’articolo. 

Tolosa è la città delle violette e dei colori, te ne ho parlato in termini piuttosto innamorati in questo articolo, ma se arrivi in città con l’aereo come fare per raggiungere il centro?

 

 

Dall’aeroporto al centro città

 

L’aeroporto si chiama Toulouse-Blagnac e si trova nella zona industriale di Tolosa a 8 chilometri dal centro città. Una volta uscita dovrai decidere il mezzo più opportuno per arrivare alla struttura ricettiva da te scelta. 

Ci sono cinque opportunità:

  • auto servendoti di uno dei banco noleggi presenti in aeroporto dove figurano le compagnie Avis, Budget, Europcar, Hertz, Enterprise e Sixt;
  • taxi per una spesa prevista di circa 25 € e la fermata si trova al piano terra nella zona degli arrivi e all’uscita delle porte C e D;
  • shuttle con il servizio Flybus Airport Shuttle con partenza ogni 20 minuti circa e la fermata si trova all’uscita degli arrivi. Si raggiunge la stazione centrale in 20 minuti, prima corsa alle 5.00 del mattino, ultima alle 00.15 di sera;
  • autobus locali e in particolare la linea 25 che raggiunge l’aeroporto, la linea 30 collega lo scalo con il centro commerciale Fenouillet. Ancora la linea 66 circola da Tolosa St Cyprien all’aeroporto e infine la linea 88 va dall’aeroporto alla stazione ferroviaria di Tolosa;
  • tram seguendo la direzione della linea blu che porta alla prima intersezione ad Arénes.
  •  

Come muoversi a Tolosa con il tram e la metro

 

mappa tram e metro tolosa

Il servizio pubblico di Tolosa si chiama Tisséo e comprende tram, autobus, shuttle e metro. 

Costo del biglietto uguale per bus, tram o metro:

  • shuttle dall’aeroporto al centro città prezzo 8 €
  • corsa semplice 1,70 €
  • giornata intera 6,10 €
  • 3 giorni 12,20 €
  • carnet 10 biglietti 13,70 €

 

Il tram corrisponde alla linea blu mentre la metro si identifica nelle linee rosso, giallo e arancio.

 

Il treno

 

La stazione ferroviaria principale è Toulouse-Matabiau e si trova in centro città in prossimità del Canal du Midi. È aperta tutti i giorni dalle 5 a mezzanotte e collega le principali città francesi.

Si raggiunge con i mezzi pubblici con la connessione della metro linea rossa alla fermata Marengo SNCF. Si salgono le scale e si raggiunge la hall della stazione. 

I biglietti possono essere acquistati direttamente in stazione o scaricando l’applicazione OUI SNCF in modo da non doverli stampare. Per l’assistenza invece si può utilizzare l’applicazione Assistant SNCF Transport oppure En Gare che svolge le stesse funzioni. 

Un’idea per visitare i dintorni è prendere il treno che porta a Carcassonne, una bellissima città medievale racchiusa in un castello da favola, testimone di molti film hollywoodiani.

 

Bus e Flixbus

 

via ed edifici storici a tolosa

Passeggiando lungo le vie cittadine di Tolosa

La stazione centrale dei bus nonché la fermata dei Flixbus si trovano nei pressi della stazione centrale dei treni, basterà seguire le indicazioni dall’uscita proseguendo verso destra. 

Rispetto al prezzo dei treni quella del Flixbus è notevolmente inferiore a fronte però di una tempistica maggiore e di una ridotta scelta di orari. Controlla le rotte sul sito o sull’applicazione del Flixbus.

Stesso discorso vale per la nuova compagnia low cost di servizio bus Bla Bla Bus che dall’aeroporto porta a prezzi contenuti in numerose città francesi limitrofe. 

Se invece vuoi girare in centro a Tolosa o nelle vicinanze in questa pagina trovi gli orari e le linee da utilizzare: Orari e linee bus Tolosa.

Come muoversi a Tolosa ora non è più un segreto quindi cosa aspetti a prenotare?

 

 

 

La città medievale di Carcassonne nella regione dell’Occitania è una fortezza con una storia affascinante da raccontare… vuoi conoscerla?

Ci troviamo per l’esattezza nel dipartimento dell’Aude, nome che deriva dal fiume omonimo che attraversa la città. Si divide in due parti: la parte fortificata antica e quella moderna.

CITTÀ MEDIEVALE DI CARCASSONE: L’ORIGINE

 

In verità, i primi insediamenti risalgono al 3500 a.C., quindi ben prima del periodo medievale. I Romani iniziarono le prime opere di fortificazione attorno all’anno 100 a.C. edificando le mura settentrionali.

Ne presero possesso successivamente i Visigoti e i Saraceni, ma fu con il visconte Raimond Roger Trencavel che l’acquisì tramite un matrimonio nel 1607, a dare inizio alla sua fama.

Soprattutto durante il periodo della Crociata Albigese Carcassonne si guadagnò la fama di roccaforte a beneficio dei Catari francesi. In questo periodo visse degli anni prosperi e ottenne numerosi ampliamenti.

Ma, come ogni fiaba che si rispetti, arriva il momento in cui la città deve fare i conti con il bruto della situazione. Nel 1209, nel caldo mese di agosto, Simone di Monfort, dopo un assedio piuttosto cruento, riuscì a conquistare la fortezza e fece uccidere il visconte, succedendogli tout court.

Carcassonne divenne così la frontiera fra Aragona e la Francia e assistette a nuove opere di ingrandimento. Luigi IX, re di Francia, la sottomise al suo potere edificando le mura esterne e rendendola di fatto inespugnabile.

Lo constatò Edoardo il Principe Nero nel 1355 quando cercò di conquistare la città medievale di Carcassonne senza riuscirci, sebbene distrusse completamente la parte bassa.

 

entrata al castello comtal

 

Carcassonne si salvò?

Con il passare degli anni la città perse il suo valore militare e fu quasi sul punto di essere demolita se non fosse stata per una campagna fatta a salvaguardia della città da Jean-Pierre Cros-Mayrevielle e Prosper Mérimée che portarono i cittadini quasi in rivolta.

Si decise allora di procedere con un’opera di ristrutturazione sotto la guida dell’architetto Eugène Viollet-le-Duc che vide la rinascita della stessa creando delle aree completamente nuove e avulse all’originalità di un tempo.

Ciò diede vita a diverse critiche ma la città medievale di Carcassonne rifiorì con una doppia cerchia muraria e un totale di 53 torri di estrema bellezza.

Nel 1997 fu aggiunta alla lista dei Patrimoni dell’Umanità promossa dall’Unesco e oggi richiama 3 milioni di turisti ogni anno da tutto il mondo.

 

torre presente nel castello comtal

 

CITTÀ MEDIEVALE DI CARCASSONNE AI GIORNI NOSTRI

 

Oggi è impossibile non rimanere affascinati dalle geometriche alternanze di torri, mura e passerelle in legno. La città fortificata si erge su di una collina con un’altitudine di 111 metri s.l.m. e la si raggiunge attraversando un antico ponte in pietra sopra il fiume Aude.

Lo stesso divide la città medievale di Carcassonne da quella moderna dove vivono la maggior parte degli abitanti. Attorno al fiume è stato creato un parco naturale dove sia gli animali che gli uomini possono godere di una certa tranquillità.

Se si arriva in treno da Tolosa, come ho fatto io, si dovrà attraversare tutto il centro cittadino moderno, ricco di locali di ogni tipo e negozi che richiamano l’anima della Francia del sud, fatta di profumi e prodotti naturali. In alternativa la si può raggiungere anche con il Flixbus.

Dalla stazione si attraverserà il Canal du Midi passando sopra il ponte de Marengo. Da qui si accede al centro città dove si proseguirà dritti fino ad incrociare rue de Verdun.

Ti consiglio di proseguire dritto e di attraversare il Pont Neuf così da avere una visuale sia sul ponte antico che sulla città medievale di Carcassonne. Al ritorno potrai percorrere il Pont Vieux dopo aver fatto un giretto al parco.

 

gobelin nella basilica di Saint Nazaire

 

VISITA ALL’INTERNO DELLA CITTÀ

 

L’ingresso è maestoso. So già che farai come me e che non smetterai un attimo di fare fotografie. La città sembra tirata a lucido ed è perfettamente ristrutturata.

L’unica nota stonata arriverà dai numerosi negozi che toglieranno la sua anima romanzata per dargliene una più commerciale. Va detto, però, che l’atmosfera non viene completamente cancellata ma solo leggermente offuscata.

La visita inizia salendo lentamente lungo le vie che un tempo furono teatro di vita militare e cittadina. All’interno si trovano due musei:

  • il Museo dell’Inquisizione
  • Museo della scuola

Ma l’edificio più visitato è il Castello di Comtal (chateau Comtal) con un prezzo di 9 euro di entrata, 12 euro con l’audioguida. Si inizia il percorso con un video introduttivo che racconta la storia della città in francese con sottotitoli in francese e in inglese.

Poi, si prosegue la visita del castello e in tutte le zone che sono state magnificamente restaurate. All’interno è presente anche un museo con i reperti storici ritrovati nella fortezza e nei dintorni.

Infine, si esce da un torrione per ritornare a immergersi nelle vie cittadine da dove si può ammirare anche l’entrata dell’antico Hotel de la Cité e di fianco la meravigliosa basilica gotica di Saint Nazaire.

Se, nel frattempo, ti è venuta fame ti consiglio di mangiare alla Maison du Cassoulet per assaggiare la specialità tipica della Linguadoca, la cassoulet appunto (trovi la ricetta qui).

 

angolo rustico di carcassonne

 

Leggenda di Carcassonne

 

Il nome Carcassonne ha un’origine ben specifica. Durante la dominanza dei Saraceni l’imperatore Carlo Magno voleva conquistarla. La città faceva gola a tutti per la sua posizione strategica e inoltre, acquisendola, avrebbe dimostrato ulteriormente la sua supremazia.

Pensò bene di assassinare il re Balaad che era l’attuale regnante in modo da condurre gli abitanti alla resa. Ma non aveva fatto i conti con la moglie.

Il marito fece la fine che Carlo Magno si aspettava ma la donna prese in mano le redini decisa a non abbandonare il suo possedimento.

Le battaglie si protrassero per 5 anni fino a quando gli eserciti, entrambi stremati, vollero sferrare il colpo di grazia finale. La donna, con furbizia, decise di lanciare da una torre un maiale ben nutrito sopra le teste dell’esercito avversario, facendo credere di aver ancora molto cibo a disposizione, tanto da poterne buttare.

I nemici, sfiniti, decisero di ritirare l’assedio e la donna, il cui nome era Dama Carcas, fece suonare in segno di vittoria le trombe della città.

Gli avversari, nonostante si stessero allontanando, udirono il suono e gridarono “Carcas sonne, che significa “Carcas suona” e da lì fu deciso definitivamente il nome della città.

Il film leggenda Robin Hood il Principe dei ladri, con Kevin Costner e Morgan Freeman fu girato proprio qui dando l’identità di un’ipotetica Nottingham.

 

particolare del parco sul fiume Aude

 


*** VIAGGIO SENSORIALE ***

 

Qualsiasi città francese si appresta bene alla flânerie e Carcassonne non è da meno. Il Genius Loci,  invece, è di difficile interpretazione essendo stato manipolato da restauri avulsi dal tempo e strettamente legato a vicende dimenticate. Non ho avuto abbastanza tempo per carpire l’anima della meravigliosa città ma ho percepito un forte desiderio di protezione del luogo. 

La vista si è riempita di magnificenza per il lavoro che nei secoli ha dato vita a questa opera dell’uomo. L’udito si è lasciato trasportare dal rigoglio dell’acqua del fiume che scorre vivace fra le verdi sponde.

Il tatto si è dedicato alla scoperta di materiali antichi che hanno sapientemente legato ogni elemento naturale: sassi, acqua, terra e legno, mentre l’odorato ha percepito un forte sentore di umidità dato dalle piogge incombenti.

Infine il gusto si è soffermato sui sapori autentici della terra, dei suoi prodotti come la verdura, la carne e il vino. 

Musica consigliata: Zaz – Je veux

Lettura consigliata: Zazie nel metró di Raymond Queneau

Ho trascorso un weekend a Tolosa per contrastare il grigiore di una primavera in sordina e sono stata accolta da vibranti tonalità pastello.

Un’amante dei colori come me non poteva rimanere indifferente al fascino del capoluogo Occitano e risvegliare sensazioni totalmente avulsi dalle aspettative.

Ho trascorso un weekend a Tolosa ma è come se qualcosa dentro di me si fosse risvegliato, portando un sole che l’inverno aveva sbiadito e offuscato.

 

Tolosa: città viola

 

Il viola è uno dei miei colori preferiti, non a caso il colore dominante del blog è proprio questo. Nell’immaginario collettivo il viola è associato alla spiritualità e all’introspezione.

Non appena ho scoperto che Tolosa ha come simbolo le violette ho subito provato un moto di empatia per questa città. Quando finalmente ho trovato un “bateaux” (tipica imbarcazione francese) ancorata lungo la Garonna che vendeva prodotti fatti con la violetta, ho provato del giubilo.

via ed edifici storici a tolosa

Passeggiando lungo le vie cittadine di Tolosa

Ho attraversato il ponte e sono giunta davanti l’entrata della barca negozio. Appena varcata la soglia sono stata raggiunta dal profumo dolce e delicato di questo fiore e da quel momento non mi ha più abbandonato.

Ovunque andassi percepivo profumo di violetta anche se ero ben conscia fosse solo nella mia mente. Eppure mi bastava pensarci per ravvivare le energie dopo le lunghe passeggiate.

L’imperatrice francese Maria Luigia, nonché consorte di Napoleone I, era follemente attratta da questo fiore determinando il suo prestigio.

Anche lo stesso Napoleone lo usava come segno distintivo tanto da essere soprannominato come “Caporal Violet”. Questo legame indissolubile lega Parma a Tolosa perché è proprio la violetta di Parma a essere diventata simbolo della capitale Occitana.

 

Tolosa: città rosa

 

L’altro colore predominante della città, dopo il viola, è il rosa. Può sembrare quasi una similitudine fra viola e rosa quello che si presenta al tramonto in città quando gli ultimi caldi raggi del sole, al tramonto, si riflettono sugli edifici donando loro una percezione rosata.

È inevitabile non canticchiare un pezzo della canzone più famosa di Édith Piaf “La vie en rose” anche se ciò che la mia anima suggeriva era il brano di Charles Trenet “Boum“.

vista sulla basilica di san sernin

La basilica di Saint Sernin a Tolosa

Soprattutto in Place de Capitole quando la piazza e l’edificio si tingono di rosa in contrasto con il cielo che si fa sempre più scuro. Attorno vibra la vita del mercato, delle persone che si fermano a bere un aperitivo in uno dei tanti bar presenti o di chi semplicemente si ferma ammaliato dalla maestosità del luogo.

Appuntalo come luogo da visitare ma dopo essere uscito dalla metro e aver passeggiato lungo rue d’Alsace Romaine per averne ammirato i negozi.

Potrai così ritornare in questa piazza e assaporare lo spazio, l’apertura fra gli edifici respirando l’atmosfera di Tolosa nella sua vita quotidiana.

 

Poi dirigiti verso le innumerevoli chiese da visitare fra queste ti consiglio:

 

  • Couvent des Jacobins (convento dei giacobini): entrata a pagamento per visitare un’imperdibile chiesa gotica domenicana che contiene le spoglie di san Tommaso d’Aquino;

  • Basilica di Notre-Dame de la Daurade: lungo la Garonna con in basso il parco in cui si ritrovano i ragazzi a chiacchierare e ad ascoltare la musica. Di lato la maestosità del Pont Neuf e dall’altra parte del fiume il Chateau d’Eau, centro esposizione di fotografie;

  • Basilique Saint-Sernin: architettura romanica in pianta ottogonale suddivisa in nicchie dedicate ai vari santi e contenente le reliquie di San Saturnino e della Vera Croce;

  • Chapelle des Carmélites: piccola cappella finemente decorata che raccoglie esposizioni fotografiche;

  • Cattedrale di Tolosa (Cathédrale de Sainte-Étienne): dimensioni maestose ma meno curato l’interno che l’esterno con la sua bellissima facciata e un giardino dove riposarsi con piante e fiori.

 

I musei più interessanti da visitare, invece, sono due:

 

  • Fondazione Bemberg: all’interno dell’Hotel d’Assezat con raccolte di quadri da Canaletto a Picasso. Tre piani di edificio suddiviso in sale, l’entrata costa 9 euro.
  • Museo degli Agostiniani (Musée des Augustins): una raccolta di quadri e sculture dal Medioevo agli anni ’40. Prezzo di entrata 9 euro.

 

Abituati a leggere i nomi degli edifici con i loro nomi in francese perché le scritte in altre lingue non sono molto usate! Sarà l’occasione per rispolverare il francese scolastico ;P

 

ragazza con capelli rossi e corona di fiori fra i capelli

Un dipinto presente alla Fondazione Bemberg

 

Tolosa: città verde

 

Verde? Sì, il verde della Garonna, del riflesso dei platani sul Canal du Midi e ancora il verde fiorito dei parchi. Durante un weekend a Tolosa farai un immersione completa in questo colore e sarà subito primavera.

Quanti e quali sono i parchi da visitare assolutamente?

 

  • Jardin Compans Caffarelli: racchiude al suo interno un giardino botanico e un giardino giapponese con un bellissimo ponte rosso all’ombra di una pianta di ciliegio. Una tappa imperdibile dove ritrovare l’armonia e riassestare le dissonanze della mente.

  • Jardin des Plantes: con la sua lunga via alberata da piante provenienti da tutto il mondo, fiori e panchine sulle quali riposarsi. Attorno l’università, il Museo di Storia Naturale, il Jardin Royal (giardino reale), un centro culturale e una chiesa cattolica.

  • Canal du Midi: lungo tutto il canale trovi una pista ciclabile dove andare in bici, camminare e correre. Affollatissima da turisti e dagli abitanti della città. Ma l’esperienza più bella è seguire il corso del canale sul bateau. Lo puoi fare contattando il sito di Bateaux Toulousains e prenotare una gita di circa 3 ore andata e ritorno su un’imbarcazione coperta e attraversare la città osservandola da un’altro punto di vista.

 

Lo sapevi che il Canal du Midi è nato per collegare l’oceano Atlantico al mar Mediterraneo?

 

 

ponte rosso nel giardino cinese con pianta di ciliegio di fianco

 

Tolosa: città azzurra

 

Il colore fa riferimento alla linea del tram che dall’aeroporto Tolosa-Blagnac ti porta al centro città. Scarica la cartina qui:

Spostarsi con i mezzi pubblici a Tolosa è veramente facile ti basterà una volta uscito dall’aeroporto seguire le indicazioni per il tram.

Potrai acquistare un singolo biglietto (1 deplacement) al costo di 1,70 euro, un biglietto da 3 giorni (trois jours) al costo di 12,20 euro oppure un carnet da 10 biglietti a 13,70 euro. Il biglietto da 3 giorni ti permette l’accesso anche alla metro e ai bus.

Il tram arriva fino a Palais de Justice oppure se ti fermi ad Arénes puoi scendere e prendere la Metro che ti porta in centro città. È suddivisa in due linee: A e B, la prima di colore rosso passa attraverso Capitole e arriva alla stazione dei treni Matabieu (fermata Marengo-SNCF) utile per raggiungere la città di Carcassonne, la B di colore giallo corre lungo il Canal du Midi e arriva rispettivamente a nord e a sud della città.

 

Consulta questo articolo per avere maggiori informazioni su come spostarsi a Tolosa:

 

Altre informazioni: 

 

La città si adatta perfettamente alla  flânerie si può passeggiare senza seguire la mappa e lasciarsi trasportare dai propri pensieri e ammirare i vari dettagli architettonici, fermarsi a gustare una baguette e sorseggiare un caffè o un tè alla violetta. In questo sito trovi infusi, tè e altre specialità alla violetta: https://www.lamaisondelaviolette.com/fr/

simpatiche coppia di anatre su di un muretto

Coppia di anatre su un muretto dopo il Pont Neuf

I sensi non possono che essere coinvolti dai colori, dal profumo di violetta, dal gusto della cassoulet che appartiene alla tradizione della Linguadoca (trovi la ricetta qui) ma è proposta anche qui a Tolosa, e dai rumori degli uccellini che cinguettano sugli alberi.

Nonostante sia una città di notevoli dimensioni, Tolosa può vantarsi di essere a misura di uomo. La presenza di parchi e di spazi verdi, di acqua e di attività fluviali indica la volontà di ricercare la pace e ciò si ripercuote sul carattere degli abitanti.

Li ho trovati gioviali, tranquilli e rilassati, votati al benessere e alla vita all’aria aperta. Amanti dei dettagli e delle piccole cose che assemblate creano una sorta di particolarità tipicamente francese.

Il Genius Loci di Tolosa è uno spirito in pace con gli elementi naturali ma portato verso la comodità del progresso. Una sorta di trait d’union che rafforza la coesione facendo emergere gli aspetti positivi di entrambi a favore del benessere di chi vi dimora.

 

Letture consigliate per un weekend a Tolosa: 

Scopri la ricetta facile dei macaron: il biscotto in cui si racchiude la creatività e la maestria dei pasticceri francesi. Ma lo sai che il termine deriva dalla parola italiana maccarone?

Le sue origini si dibattono in due differenti versioni: la prima li vede nascere a Venezia nel XVI secolo e successivamente esportate in Francia da Caterina de’ Medici in occasione del suo matrimonio con il duca d’Orleans, Enrico II di Francia.

La seconda, invece, vede la ricetta facile dei macaron nascere nel 1791 in un convento vicino a Cormery, una cittadina nel dipartimento dell’Indre e della Loira.

I macaron conosciuti oggi, invece, sono stati realizzati all’inizio del XX secolo da Pierre Desfontaines di Ladurée, la famosa pasticceria francese. Rimane il fatto che la loro preparazione è un particolare equilibrio di ingredienti che li rende unici, gustosi e originali.

Gli ingredienti devono essere pesati e bilanciati in modo corretto altrimenti il risultato non sarà soddisfacente. Ti senti pronto ad affrontare questa sfida? Il colore dei macaron saranno viola in perfetto stile Punto e Viaggio, ovviamente!


Zaful WW

INGREDIENTI

 

  • 90 grammi di zucchero semolato;
  • 350 + 60 grammi di zucchero a velo;
  • 190 grammi di albumi d’uovo;
  • 250 grammi di mascarpone;
  • 215 grammi di mandorle in polvere;
  • 30 grammi di farina 00;
  • 250 millilitri di panna fresca;
  • una bacca di vaniglia;
  • coloranti alimentari (a scelta);
  • tre o quattro cucchiai di marmellata di mirtilli.

 

PREPARAZIONE

 

foto di un macaron violaIn una terrina setacciare la farina 00 con 350 grammi di zucchero a velo e le mandorle in polvere. In un altro contenitore montare a neve gli albumi e aggiungere dolcemente lo zucchero semolato.

Ti consiglio di usare una planetaria per praticità. Continuando a mescolare dal basso verso l’alto per non smontare gli albumi aggiungere gli ingredienti precedentemente setacciati e la fialetta di colorante alimentare.

Usare un tappetino in silicone con stampo dei macaron, come quello di Belmalia, per creare dei dischetti tutti uguali. In alternativa puoi usare un pennarello alimentare e delle formine tonde per i biscotti.

Riempire il contenuto del composto all’interno di una tasca per pasticceria e creare i dischetti che verranno poi lasciati a riposare per un’ora.

 

Se si desidera creare i macaron in diversi colori suddividere il composto in tasche differenti 

 

Trascorsa l’ora inserire i dischetti in un forno ventilato per 12 minuti, se forno tradizionale 9/10 minuti controllando continuamente la cottura.

Nel frattempo preparare la farcitura. In un contenitore inserire il mascarpone, la panna, i 60 grammi di zucchero a velo, la bacca di vaniglia e la marmellata di mirtilli, uno alla volta mescolando in modo che gli ingredienti si amalgamino alla perfezione.

Quando avrai tolto dal forno i dischetti lasciali raffreddare per una decina di minuti e poi procedi alla farcitura. Potrai scegliere il tipo di marmellata che meglio preferisci o aggiungere ingredienti seguendo la tua creatività. L’importante è non cambiare il peso corretto per la preparazione dei dischetti. Aspetto con ansia le tue foto, a presto!

La ricetta provenzale della ratatouille permette di entrare in contatto con un territorio dai profumi inebrianti e dai colori particolari. Inoltre si possono scoprire i prodotti di una terra fertile e coltivata sapientemente dai contadini francesi.

La ricetta provenzale della ratatouille è diventata talmente famosa per la sua semplicità e bontà da entrare prepotentemente anche nella nostra cucina. Un film della Disney con protagonista un topolino che cucina piatti gourmet e raffinati ha fatto il resto. Vediamo assieme la gustosa ricetta.

 

INGREDIENTI

 

  • sale e pepe quanto basta
  • sei cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • un cucchiaino di spezie: timo, origano e prezzemolo
  • 200 grammi di cipolle di Tropea
  • 3 spicchi di aglio
  • 600 grammi di pomodori cuore di bue
  • 2 peperoni rossi e uno giallo
  • 1 chilogrammo di zucchine verdi
  • 600 grammi di melanzane
  • 700 gr di pomodori

 

foto della ratatouille

Risultato finale della ratatouille, un insieme di gustose verdure

 

PROCEDIMENTO

 

Prendere tutte le verdure e affettarle a rondelle oppure grossolanamente seguendo la forma desiderata. Fare lo stesso con la cipolla e l’aglio. Mantenere le verdure separate perché seguiranno un metodo di cottura iniziale differente.

Far rosolare in un tegame le cipolle e l’aglio con tre cucchiai di olio di oliva. Quando iniziano a imbrunire aggiungere i pomodori e lasciare cuocere a fiamma bassa per altri 6/7 minuti.

In un’altra pentola antiaderente cucinare le melanzane con tre cucchiai di olio fino a che si ammorbidiscono e lasciarle riposare sopra un piatto a temperatura ambiente.

Con un altro tegame far saltare e insaporire con un po’ di prezzemolo i peperoni e mettere da parte in un altro piatto caldo. Ripetere lo stesso procedimento con i peperoni. La consistenza di entrambe le verdure deve essere morbida.

Ora unire tutti gli ingredienti e aggiungere le spezie, il timo e l’origano, il sale e il pepe all’interno di una pentola abbastanza capiente. Sentiti libero di aggiungere le spezie che più ti piacciono in modo da raggiungere il gusto desiderato.

Lasciare cuocere per un minimo di 30 minuti con un coperchio, assaggiando in prossimità della scadenza per decidere di proseguire la cottura di altri 15 minuti o meno in caso di necessità.

Servire la ricetta provenzale della ratatouille farà felice qualsiasi commensale, un piatto sostanzioso e ricco di nutrienti e vitamine.

Quali sono i borghi più belli d’Europa escludendo quelli italiani? Gli esperti hanno scelto le più visitate e le più amate dai turisti.

Non è possibile paragonare l’uno all’altro, in quanto si differenziano in posizione, architettura e cultura, ma solo presentare e dare qualche spunto per un possibile soggiorno primaverile.

I borghi più belli d’Europa

 

Reine in Norvegia

Si tratta di un caratteristico villaggio di pescatori nelle isole Lofoten. Le case sono di colore rosso, circondate da neve in inverno e di fiordi ai lati. Quante volte avrai visto la foto della cittadina nelle varie riviste di viaggi?

Pucischie in Croazia

La località si trova sull’isola di Brazza nella regione spalatino dalmata ed è apprezzata per le sue acque dalle tonalità celesti. Le sue case caratteristiche e fissate nel tempo la fanno apparire magica.

I tetti in cotto come voleva la tradizione della zona, fanno risaltare il candore pallido delle abitazioni che riluccicano con il riflesso del mare. Un’oasi protetta dalle ondate di turisti che ogni anno visitano la Croazia.



Gruyeres in Svizzera

Immagina una località svizzera circondata dalla natura e dalla rilassante tempra degli abitanti. Questa è Gruyeres, nel cantone Friburgo, che produce il famoso formaggio con i buchi.

L’architettura è di stampo medievale con un castello che domina dall’alto della collina e delle mura a difesa della città.

Rochefort-en-Terre in Francia

La città è caratterizzata da botteghe di artigiani, boutique e gallerie a rallegrare le antiche vie medievali del centro. Un borgo fiorito con i classici tetti in ardesia e l’aria frizzante della Bretagna.

 

foto di Albarracin con la sua cinta muraria

Albarracin e la sua cinta muraria

 

Albarracin in Spagna

Il comune si trova nella regione autonoma dell’Aragona ed è considerato il più bel borgo di tutta la Spagna. Sorge su uno spuntone di roccia che è stato tagliato dal corso del fiume Guadalaviar, tra paesaggi aridi e secchi.

Al suo interno nasconde monumenti che si susseguono nelle varie epoche storiche, dalle mura erette dagli arabi alle tracce lasciate dai romani. Ogni angolo è un ricordo delle dominazioni passate.

Folegandros in Grecia

Nelle Cicladi, lontano dalle rotte turistiche di Mykonos, Creta e Santorini, si trova questa graziosa località che richiama la tipica architettura ellenica. Il tempo sembra essersi fermato e gli asini lavorano ancora fianco a fianco con gli uomini.

L’isola è frequentata da moltissimi italiani, per lo più del nord, che hanno scelto di vivere in questo angolo di paradiso lontano dalla movida vacanziera.

Hallstadt in Austria

Il borgo, patrimonio dell’Unesco, si trova sulle rive dell’omonimo lago nel distretto austriaco del Gmunden. Una volta era una città mercantile raggiungibile solo via barca. Solo nel XIX secolo fu costruita una via praticabile per trasportare l’immenso quantitativo di sale ritrovato nelle miniere.

 

foto di Hallstatt che si affaccia sul lago con le montagne come sfondo

Hallstatt in Austria con le montagne sullo sfondo

 

Castle Combe in Regno Unito

Tetti spioventi, ponti in pietra e la classica architettura inglese che invita all’ordine e alla pulizia. Benvenuto a Castle Combe il borgo che è stato votato come il più bello del Regno Unito nel 1962.

Gieethorn nei Paesi Bassi

È considerato uno dei borghi più belli d’Europa e più green perché gli unici modi che hanno gli abitanti di spostarsi è tramite imbarcazione o bicicletta. Si trova, infatti, immerso in un parco naturale con un centinaio di ponti e di canali che attraversano il comune.

Il luogo è apprezzato dai turisti per la quiete e la natura incontaminata.

Cong in Irlanda

Città natale di sir William Wilde, padre del celeberrimo Oscar Wilde, si trova nella contea di Mayo ai confini con Galway. La sua particolarità è quella di trovarsi nella posizione di passaggio del fiume che alimenta due laghi.

L’architettura è quella classica irlandese con case in pietra, muretti in sassi e il verde brillante dell’erba. Tra gli edifici famosi figurano i resti di un’abbazia agostiniana e un castello riqualificato in hotel.