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Gli episodi da viaggiatrice divertenti vissuti nei vari viaggi mi hanno insegnato a non prendermi troppo seriamente. Per questo te li voglio raccontare, con la speranza di riuscire a strapparti almeno un sorriso.

Passion Kenya

 

Nel 2013 sono stata in vacanza per ben due volte in Kenya: a febbraio e a settembre. Durante le vacanze di febbraio – trascorse in compagnia di una mia amica – decidemmo di pranzare in un ristorante in spiaggia. Il menu fu molto semplice: riso, pesce e frutta come dessert.

Tra la frutta figuravano i frutti della passione che io avevo assaggiato, credo, solo una o due volte nella mia vita. Come li misi in bocca mi inebriai dal loro sapore dolce e leggermente acido. Il gusto era potenziato dal corretto clima e dalla magica terra rossa dell’Africa. 

Erano così succosi da risultare irresistibili e visto che ero l’unica ad apprezzarli feci man bassa. In totale ne mangiai sette. Avevo pienamente soddisfatto il mio appetito fintantoché non iniziai a sentire un certo brontolio allo stomaco.

Ben presto mi accorsi che i frutti della passione stavano provocando un effetto spiacevole che mi mise in allarme. Così mi inventai una scusa per rientrare in resort.

La corsa prima della catastrofe non fu semplice perché i celeberrimi “Beach Boys”, che si trovano nelle spiagge keniote, non erano propensi a lasciarmi andare.

L’unica cosa da fare era stringere forte le chiappe, camminare veloce senza prestar loro troppa attenzione e dribblare chi cercava di ostruirmi il passaggio.

Arrivai in bagno appena in tempo e ringraziai tutte le divinità e i dei del viaggio per essere riuscita a evitare il peggio (indossavo solo il costume). Uno fra i più imbarazzanti episodi da viaggiatrice decisamente da dimenticare.

 

frutti della passione in kenya

 

Camember in stanza d’albergo

 

La mia prima volta a Parigi fu un’esperienza esaltante, totalizzante. Ero sopraffatta dall’architettura, dalle proposte artistiche e culturali, dalle incredibili offerte museali. 

Feci della flânerie pur non conoscendo ancora il termine. Mi avventurai per le viuzze senza l’ausilio della cartina monitorando il tragitto col desiderio di lasciarmi travolgere solo dalla meraviglia. 

A fine serata scendevo alle Galerie La Fayette per acquistare qualcosa da mangiare quando vidi lui: il famoso formaggio Camember. L’avevo assaggiato in Italia ma non lo avevo trovato particolare o inconfondibile come lo descrivevano i francesi, così decisi di provarlo.

Aggiunsi alla lista della spesa del pane, della verdura fresca e dei gamberetti con salsa rosa. Appena entrai in hotel appoggiai tutto al tavolino e mangiai per primo il formaggio. 

Puzzava e aveva un gusto deciso, unico e indimenticabile. Finalmente comprendevo la passione dei francesi per questo formaggio. Terminata la cena rimasi in hotel e lessi fino ad addormentarmi.

La mattina dopo mi svegliai torcendo il naso. Cos’era quell’odore nauseabondo?

L’involucro del Camember ovviamente! Fu un momento detestabile e scommetto che non l’apprezzò nemmeno il servizio di pulizia che venne a risistemare la stanza, dato che purtroppo era sprovvista di finestre.

 

Delizioso camember

 

Cocco, mango e peperoncino

 

Tra gli episodi da viaggiatrice ‘gourmet traumatiche’ enumero anche quella vissuta in Messico, a Playa del Carmen. Immagina di poter trascorrere sei mesi in Centro America e di toccare la sabbia delle spiagge caraibiche più incantevoli. Cosa manca per completare il quadro? 

Una porzione di frutta fresca locale, naturalmente. Così non appena mi si avvicinò il venditore messicano con i bicchieri carichi di cocco e mango non esitai a prenderne uno.

Pagai e prima di passarmi il contenitore il messicano mi disse fra un brusio e un sorriso qualcosa che non afferrai. Dato il suo stato di vigile attesa e il calore dello sguardo – nonostante non avessi capito – risposi sorridendo in modo affermativo.

Vidi che spruzzò sulla frutta della polvere e immaginai fosse cannella così lo ringraziai per la generosità. “Per tutti i fulmini” – o qualcosa di simile ma più colorito – urlai subito dopo. 

Mi aveva inondato la frutta di peperoncino e mangiando la fetta di mango avevo le labbra in fiamme e la gola che bruciava. Presa dalla disperazione provai a sciacquarmi le labbra con l’acqua salata, peggiorando la situazione.

Finalmente, di nuovo correndo disperata in una spiaggia, ma questa volta senza stringere le chiappe, trovai un chiosco nel quale ordinai dell’acqua per sciacquarmi. 

Mi ricomposi ma le labbra non dimenticarono mai quell’episodio da viaggiatrice.

Dopo qualche giorno trascorso in spiaggia le mie labbra si arrossano e si infiammano ancora adesso, spaventate a morte, temendo di veder ricomparire all’orizzonte la sagoma di un messicano venditore di frutta. Un episodio da viaggiatrice che ha lasciato il segno!

 

Peperoncino sulla frutta

Colazione ammiocuggino

 

È così gradevole sedersi su di un tavolino all’esterno in Marocco e fare una classica colazione dolce innaffiata dal variegato sapore del . Questo pensammo io e la mia amica a Marrakesh quando ci accomodammo al bar la cui terrazza era illuminata dai tiepidi raggi del sole. 

Ordinammo tè e msemen con marmellata. Ma non fu simpatico vedere il cameriere acquistare – con i soldi chiesti in anticipo – i dolcetti dal chioschetto di strada giusto di fronte a noi per poi servircele con l’incartamento originale, oleoso e sbrindellato. 

Vederlo entrare nell’hotel di fianco e uscire con due confezioni singole di marmellata e la caraffa di tè appoggiata al vassoio macchiato e pieno di briciole. 

E infine chiederci con una certa insistenza la mancia, sottolineando a più riprese che la stessa fosse “Up to you“, ovvero a nostra discrezione, pur che non fosse inferiore ai due euro a testa. 

Hammam (mamia che freddo) a metà

In ogni caso in Marocco si possono fare questo tipo di esperienze esaltanti un po’ dappertutto. Incuriosita dall’hamman decisi di prenotare una serata per provare questo rituale di bellezza.

Fu perfetto sotto ogni punto di vista, a parte il finale a sorpresa. Terminato il rituale, infatti, mi mandarono via con una certa fretta perché avevano altra gente da seguire. Mi lasciarono, dopo avermi viziato e coccolato, con i capelli bagnati ad affrontare il freddo clima di gennaio. 

Per fortuna avevo un berretto a coprirmi la testa e l’hotel si trovava a pochi passi. Altrimenti avrei dovuto pagare delle parrucchiere professioniste che attendevano con ansia che scegliessi quell’opzione. In fin dei costi il supplemento costava solo 60€ in più!

 

 

esperienze da viaggiatrice in Marocco

 

Fucili spianati 

 

Fra gli episodi da viaggiatrice più divertenti che sono solita raccontare agli amici figura la rocambolesca partenza dalla Giordania. Lì conobbi un tassista che mi pregò di scegliere lui come autista per l’aeroporto e intenerita dalla sua necessità di guadagnare accettai.

Solo che non ero a conoscenza delle consuetudini giordane: i tassisti ufficiali erano gli unici autorizzati a entrare in aeroporto per accompagnare i turisti. Gli altri dovevano fermarsi a circa un chilometro dall’edificio.

Ovviamente scoprii il fatto quando vidi rallentare il conducente e indossare un sorriso beota per spiegarmi il motivo della fermata. Non mi rimase che incamminarmi per raggiungere l’aeroporto ma al sopraggiungere vidi i poliziotti stringere i fucili e intimare di fermarmi.

Mi chiesero cosa intendessi fare, glielo spiegai. Mi dissero che potevo proseguire prendendo un autobus non appena fosse passato e io gli spiegai che avevo finito i soldi giordani e non ne avevo altri da spendere

Mi guardarono imbarazzati e mi dissero di rimanere ferma accanto a loro ad aspettare. Bloccarono una macchina in transito per chiedere un passaggio.

Il conducente, un turco che si trovava in Giordania per affari, mi guardò come se fossi una poveraccia e non lo biasimai. Quando giungemmo in aeroporto lo ringraziai e mentre lo facevo intravidi un leggero piegamento in alto delle labbra. 

In pratica stava iniziando a ridere a crepapelle ma cercava di contenersi, con scarsi risultati. 

 

Jordan borders

Serata di gala con AC/DC

 

Questo fatto avvenne nel periodo in cui lavoravo in negozio e mi ritrovai con tre giorni di ferie avanzati. Decisi di trascorrere un giorno e una notte alle terme a Montegrotto. Era la prima volta che soggiornavo in una SPA e mi sentivo elettrizzata.

La receptionist mi accolse con estrema gentilezza e mi disse di godermi la giornata perché la sera ci sarebbe stata una sorpresa per chi cenava in hotel.

Seguii il suo consiglio e la sera scesi ansiosa di sapere cosa mi aspettasse. Al massimo dell’esaltazione la signora mi fece sapere che la cena si sarebbe tenuta nella sala grande e che consisteva in una serata di gala a lume di candela.

Così mi aprì le porte del salone, prima che realizzassi il tutto, e subito si propagarono le dolci note di un pianoforte suonate dal musicista in frac. Mi sedetti al mio tavolo accerchiata da coppie vestite in modo raffinato ed elegante, agghindate e truccate a festa.

E io?

Io mi trovavo da sola, con la candelina accesa al centro del tavolo, indossando un paio di jeans e una maglietta bucherellata degli AC/DC. Aggiungere al menù una pala per sotterrarmi pareva brutto?

 

Vergogna alle terme

La casa dello scorpione

 

La classifica degli episodi da viaggiatrice più esilaranti la vince questa. Dopo aver trascorso due mesi in Messico, giungo in Guatemala

Una terra colorata, ricca di storie e briosa. Apro con ansia la porta della mia casita: la residenza che mi ospiterà per un mese appare spartana ma caratteristica. 

Mi trovo a San Pedro de la Laguna, nel lago di Atitlán, un luogo cantato da poeti e artisti e dalle finestre vedo i colibrì succhiare il nettare dai fiori. Mi sistemo come meglio posso togliendo i vestiti dalla valigia e posizionando i prodotti di igiene personale in bagno. 

Decido di fare una doccia prima di avventurarmi a scoprire la cittadina. Entro in vasca che funge da doccia, mi lavo il corpo e i capelli e mentre canticchio una canzone percepisco una presenza oscura alla tendina della doccia. 

Cosa c’è? Un bel esemplare di scorpione nero pronto ad attaccarmi con la coda inarcata. Bestemmio, risciacquo i capelli e cerco di uscire senza farmi pungere. Controllo su Google quanto sono mortali gli scorpioni in Guatemala e mi asciugo.

Sistemo dei libri nella fessura della porta giurando di non entrare mai più in bagno. L’esigenza però ha delle prospettive diverse dalle intenzioni per cui la sera mi convinco a entrare. 

Sembrava sparito ma si era solo spostato sulla porta del bagno, fra gli infissi.

E così apparse e scomparve durante tutto il periodo della mia permanenza. Deciso a condividere la casa con la sua presenza che più volte si palesò facendomi sussultare a ogni visita.

Non riuscii mai a prenderlo ma non perché mi dispiaceva ucciderlo, perché me la facevo sotto e temevo ritorsioni. 

 

esperienze da viaggiatrice con lo scorpione

 

Leggi gli altri incontri con lo scorpione in questo articolo:

 

La colazione giordana è un mix di pietanze dolci e salate capace di soddisfare qualsiasi gusto, anche il più raffinato e difficile. Come ci riesce? La risposta è semplice: qualità dei prodotti, passione per la cucina e potere dell’unione fra cibo e compagnia.

Colazione giordana

 

Inizio subito nell’elencare la classica accoppiata burro e marmellata, ereditati sicuramente dall’interazione turistica, innaffiati da un buon bicchiere di caffè.

Già qui cominciamo a differenziarci perché il caffè è insaporito da una spezia che a me fa impazzire e che ho assaggiato assieme al caffè per la prima volta in Guatemala.

La preparazione è di origine turca e si trova in quasi tutto il Medio Oriente dove il caffè viene fatto bollire in un pentolino per due volte e servito senza essere filtrato.

A questo si aggiunge il cardamomo facendo così assumere un sapore esotico e particolare che non a tutti piace. Il problema, però, si trova alla fine della bevanda quando si vuole terminare il bicchiere ritrovandosi in bocca tutto il fondo!

Almeno a me la prima volta è successo così. Non ero a conoscenza di questa usanza per cui mi sono ritrovata per strada con i depositi amarissimi di caffè in bocca e senza nessuna possibilità di sputare: dal secondo caffè in poi sono stata ben attenta a non rivivere quel momento.

 

Manakish con Za'atar

 

Prodotti locali

 

Se il locale in cui andrai a mangiare la colazione giordana è tipico e caratteristico allora ti sorprenderà vedere servito l’hummus, i pomodori, le olive e un formaggio morbido derivante dallo yogurt.

Sono delle pietanze che troverai in qualsiasi pasto della giornata e non potevano dunque mancare anche durante la colazione. Se ti piacciono i ceci, come a me, sarà un’ottima scusa per gustarli anche al mattino.

La Za’atar è un composto macinato impreziosito da un ingrediente dal sapore particolare: il timo selvatico. A questo vengono aggiunte altre erbe e spezie come il coriandolo e l’origano.

Al suo interno c’è anche del sommaco (una bacca tipica dei paesi arabi), sesamo e del sale. Il miscuglio di questi ingredienti viene macinato e conservato per insaporire i piatti e aggiunto alle Manakish, delle focaccine che sostituiscono il nostro pane.

Le Manakish contengono acqua, farina, lievito, olio e sono servite calde come accompagnamento alle pietanze sopra elencate. Non si usa consumare frutta fresca se non qualche dattero nel periodo di maturazione.

 

 

Come preparare le Manakish?

 

Se vuoi fare la tua personalizzata colazione giordana ti lascio la ricetta per i Manakish. Gli ingredienti te li ho già nominati e li dovrai impastare assieme come faresti per il pane o per la pizza.

Poi si lascia lievitare l’impasto per circa un’ora a temperatura ambiente. Una volta terminato il tempo di riposo si creano delle focaccine, si aggiunge il za’atar e si andranno a mettere in forno per circa 15/20 minuti a 180 gradi.

 

Scopri anche la ricetta del barbecue dei beduini:

Vorresti organizzare un viaggio in Giordania ma non sai come fare? Eccoti la soluzione:

Galleggiare nel mar Morto è sempre stato uno dei miei più grandi sogni e finalmente quest’anno sono riuscita a realizzarlo. Non è stato semplice però e ho rischiato di non riuscirci ma poi la fortuna mi ha teso una mano…

Sono stata in vacanza una settimana in Giordania ma ho trovato un tempo pessimo, come mai mi è successo in vacanza. Vento, pioggia e freddo 5 giorni su 7. Una vera sfortuna!

Insomma un’avventura iniziata nei peggiori dei modi ma non ho perso mai un attimo la speranza. Sono partita da Amman sotto una pioggia torrenziale per arrivare a Madaba.

Mi era impossibile visitare i musei all’aperto e gustare i meravigliosi capolavori in mosaico dei Romani. Il freddo era davvero pungente nonostante indossassi il piumino invernale.

Comunque il primo giorno a Madaba non sono riuscita a prenotare il taxi per andare nel mar Morto, la strada era chiusa. Il secondo giorno ho incontrato un tassista che mi ha assicurato che ci saremmo arrivati.

Il tempo non era dei migliori ma non pioveva a dirotto. Abbiamo fatto una strada che solitamente non si fa per raggiungere un punto di spiaggia libera e finalmente ho visto il mare e mi sono tuffata subito, quasi me lo potessero portare via.

Se avessi fatto la strada principale non ci sarei arrivata perché la polizia l’aveva chiusa a causa delle condizioni atmosferiche pessime. Il mio galleggiare nel mar Morto è stato un modo per sciogliere tutte le tensioni che avevo accumulato e non sono mai stata meglio di così.

 

io lungo la strada verso il mare

Questa è la strada che si pratica per raggiungere il mare. Da notare l’abbigliamento invernale!

 

Mar Morto in Giordania

 

Il mar Morto si trova diviso fra due stati: la Giordania e Israele. Per raggiungerlo dovrai quindi decidere quale dei due stati vuoi visitare. Il lato giordano è più caro in quanto ci sono strutture ricettive di gran pregio che vanno dalle 4 alle 5 stelle e pochi tratti di spiaggia libera.

Per la verità la spiaggia libera non è una vera e propria spiaggia ed è un’avventura raggiungerla. Ma volendo si può fare se si trova un tassista compiacente e disposto a rischiare.

Dalla Giordania la via più veloce per raggiungere il mar Morto e dalla città di Madaba e solo con tour organizzati, taxi o auto a noleggio.

Non esiste infatti un servizio pubblico che ti porta direttamente al mare. Quando farai la strada capirai che per un autobus sarebbe una mission impossible attraversare quelle strade strette, piene di sassi e in pendenza che si attraversano per raggiungere il sito.

 

hotel con cascata vicino al mare

C’è un bellissimo hotel vicino al mare con una cascata termale da provare!

 

Mar Morto da Israele

 

Israele invece è più libero e non è necessario soggiornare in una struttura super costosa per passare una giornata a galleggiare nel mar Morto. Si parte dalla centralissima Gerusalemme con il taxi (costo circa 350 ILS), l’auto a noleggio, i tour organizzati e anche con il bus pubblico.

Di solito si associa anche la visita a Masada, un altopiano patrimonio dell’Unesco e le grotte di Qumram dove furono ritrovate le i famosi “rotoli del mar Morto” (scopri cosa sono qui).

Avendo più tempo a disposizione si può aggiungere una visita all’oasi di Ein Gedi con cascate e palme e un’altra fermata alla città di Gerico. La strada è un susseguirsi di curve come quella giordana ma gli autobus sono ben attrezzati.

Dovrai prendere la linea Egged 486 che parte dalla stazione centrale dalla piattaforma numero 5. Ti porterà direttamente alla spiaggia pubblica dove potrai passare tutto il tempo che ti servirà. Il costo del biglietto andata e ritorno è di circa 63,80 ILS.

La fermata dell’oasi è quella prima di raggiungere il mar Morto, mentre per Masada è subito dopo. Se decidi di voler trascorrere più tempo in questa zona e fare le escursioni con calma puoi andare in direzione Ein Bokek, dove ci sono gli hotel sempre con lo stesso servizio di autobus.

 

Trovi il sito degli autobus qui:

www.egged.co.il

 

 

galleggiare nel mar Morto eccolo qui

Visto da distante perché quando mi sono avvicinata non ho più pensato a fare foto!

 

Perché visitare il Mar Morto?

 

Il mar Morto è praticamente un lago e si trova nella depressione più profonda della Terra attualmente misurata in 415 metri sotto il il livello del mare.

Il livello continua a scendere e sarà quindi destinato a scomparire a causa dell’effetto dell’evaporazione dell’acqua. L’afflusso di acqua non è compensata dai suoi immissari che gli causano anche un alto tasso di salinità.

Ti prego, infatti, di stare molto attento e di proteggere gli occhi e la bocca perché il gusto dell’acqua è praticamente tossica! L’oscillazione delle onde mi ha bagnato le labbra e le ho sentite subito incendiarsi dal dolore.

Non appena ti renderai conto, però, della sensazione di leggerezza che questa salinità comporta e ti lascerai galleggiare nel mar Morto, ogni altro sensazione sgradevole svanirà.

Un tratto della costa appartiene anche alla Cisgiordania nella parte del deserto della Giudea che appartiene alla Palestina, ma è improbabile che tu raggiunga il mare da lì.

Si può andare in qualsiasi stagione, la temperatura esterna e dell’acqua sono sempre gradevoli. Le precipitazioni previste sono solo 6 giorni all’anno il fatto che io ne abbia trovati due è stata un’eccezione (e una gran sfortuna, aggiungo!).

Il mar Morto è un’esperienza davvero unica: sei in un lago più salato delle patatine fritte, nella zona più profonda della Terra fra tre stati che si guardano in cagnesco e destinato a sparire. Non ti pare che meriti davvero galleggiare nel mar Morto almeno una volta nella vita?

 



 

Se stai pensando di organizzare un viaggio in Giordania in questo link trovi tutte le informazioni per farlo in autonomia e in solitaria:

Qui scopri invece una ricetta beduina per preparare un gustoso barbecue:

Cosa si mangia durante la colazione in Giordania?

Lo Zarb è una ricetta beduina: il miglior barbecue che ti verrà offerto solo nelle serate fredde del deserto Wadi Rum in Giordania. Semplici ingredienti di una cucina povera ma piena di nutrienti che ti aiuteranno ad affrontare il tuo viaggio nell’ammaliante silenzio del deserto. La preparazione autentica prevede la cottura a terra con del fuoco vivo, mentre noi la prepareremo nel tradizionale barbecue di casa.

 

Ingredienti:

 

  • 500 grammi di pollo (pecora, montone, agnello, maiale a scelta se non amiamo la carne di pollo);
  • Un litro di acqua;
  • 1 o 2 spicchi d’aglio a piacimento;
  • Sale e pepe;
  • Succo fresco di due limoni;
  • 3 patate;
  • 5 carote;
  • Una cipolla;
  • 1 broccolo;
  • Una cipolla;
  • 2 peperoni gialli;
  • Spezie a scelta e olio di oliva da spennellare.

 

beduino che sta cucinando lo zarb

Momento di cottura dello zarb da parte di un beduino del deserto

 

Zarb Preparazione:

 

Nella tradizione beduina lo Zarb è preparato a terra, creando un grande buco sulla sabbia del deserto, mettendo del legno e accendendo il fuoco. Sopra si mette il barbecue in acciaio, formato da tre strati di acciaio a salire. La sabbia arriva fino al primo strato in modo che il calore sia distribuito uniformemente.

Nelle nostre case invece si prende semplicemente una griglia e si cucinano assieme gli ingredienti. Ma vediamo le varie fasi della lavorazione.

Prima di tutto la carne scelta va fatta marinare per circa un’ora con il succo di limone fresco, l’acqua, l’aglio tritato, sale e pepe. Poi la verdura va tagliata a tocchetti lasciando più grandi i pezzi della verdura che si cucina con più velocità.

Si mette la griglia sul fuoco e si appoggia la carne sotto e la verdura sopra, se si hanno più piani, oppure tutto assieme e si aggiungono a piacimento delle spezie, spennellando la carne, se si desidera con dell’olio di oliva. Si lascia cucinare a fuoco vivo.

Il pollo è il tipo di carne che si cucina più in fretta e bisogna fare attenzione alla cottura delle verdure se si preferiscono un po’ al dente. Come accompagnamento, da tradizione, si può preparare del riso bianco, dell’hummus, un’insalata condita con pomodori, cipolla e cetrioli o il mutabal.

Quest’ultimo è una salsa di melanzane grigliate, frullate e poi mischiate con succo di limone fresco, paprika, sale e menta fresca conosciuto anche come Baba Ganoush. Gli ingredienti cambiano in base alla tradizione.

 

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Vuoi organizzare un viaggio in Giordania in solitaria e fai da te? Nell’articolo troverai tutte le informazioni che ti aiuteranno a farlo.

Ho ceduto anch’io al fascino della Giordania, ma ho deciso di farlo in solitaria e utilizzando solo i mezzi pubblici. Queste le intenzioni. Poi la realtà è stata ben diversa, infatti, ho dovuto cedere ai tour organizzati e a diversi taxi a causa di un tempo impietoso e gelido.

Una settimana di vacanza con 5 giorni di pioggia… Considera che sul mar Morto sono previsti all’anno un massimo di 6 giorni di pioggia. Ebbene, io ne ho trovati 2!

Incredibile vero? Eppure ciò non mi ha scoraggiato e sono riuscita a godere appieno delle bellezze paesaggistiche, culturali e storiche di questo fantastico paese. Sei pronto a conoscerle anche tu?

Dall’aeroporto ad Amman centro

 

Dopo aver trascorso la notte in aeroporto a Bologna, sonnecchiando sui sedili dell’area di partenza, giungo finalmente la mattina ad Amman. Un tempo incerto, carico di nuvole, mi sta aspettando.

Esco dall’aeroporto e non avendo prenotato precedentemente con L’hotel un taxi, sono andata alla ricerca dell’autobus che porta alla stazione di Tabarbour, conosciuta come stazione nord.

Si trova all’uscita della sezione partenze dell’aeroporto e bisogna acquistare prima il biglietto. La biglietteria si trova vicino alla fermata ma per sicurezza ho chiesto in giro, specificando la destinazione. Il biglietto costa circa 4 dinari giordani, mentre il viaggio in taxi costa 25 dinari circa. 

Il mezzo arriva dopo circa venti minuti ma rimane fermo fino a quando non ha raggiunto la capienza massima. Attendo quindi un’altra mezz’ora prima di partire. 

Da Tabarbour bisogna raggiungere l’hotel e quindi sarà necessario prendere un taxi. Il prezzo della corsa cambia in base alla posizione ma fatico molto a mantenere un prezzo adeguato.

I tassisti giordani, infatti, giocano al rialzo e a conti fatti mi sarebbe convenuto concordare con l’hotel l’arrivo in taxi, avrei sicuramente risparmiato! 

 

 

particolare della cittadella di Amman

Vista sulla mano e sulla cittadella di Amman

 

Amman

 

Amman ha qualcosa di mistico e un’evanescenza ammantata negli edifici e nell’aria. Mi ha catturata al primo sguardo: le strade brulicano di vita e di voci mentre le dimore sembrano quasi assopite, chiuse in un tempo senza fine. 

In perenne bilico fra presente e passato, antico e moderno, frenesia e calma, street art e moschee. Ogni cosa cela il suo contrario, vivendo in un equilibrio di opposti che si alternano incessantemente. A disegnare i suoi confini le le sette montagne, chiamate Jabal, che formano la capitale: tra queste la Cittadella.

La Cittadella

È considerata tra i più antichi luoghi abitati ininterrottamente al mondo. Le popolazioni che si sono succedute in ordine cronologico sono: romani, bizantini e la civiltà omayyade. 

Puoi ammirare i resti di templi, colonne, mura, palazzi e chiese. Ogni passaggio ha lasciato un ricordo. Alcuni di questi sono conservati al Museo Archeologico che si trova all’interno della Cittadella. Uno spettacolo da non perdere da dove puoi vedere anche il Teatro Romano, guardando in basso, verso la cosiddetta “downtown“.

Teatro Romano

Una grande piazza porta a conoscere il teatro che rimane pressoché intatto nella sua bellezza autentica. Solo alcune parti in calcestruzzo sono state erose dal tempo, mentre permane l’aurea di sacralità e di storia.

All’interno dello stesso trovi anche il Museo del Folklore e delle Tradizioni Popolari con abiti e accessori tipici del diciannovesimo e inizi del ventesimo secolo oltre a una piccola raccolta di mosaici.

Altri musei

Se hai abbastanza tempo per fermarti a visitare la città di Amman ci sono altri musei che dovresti assolutamente vedere per affermare a pieno titolo di aver fatto un viaggio in Giordania in solitaria e fai da te:

  • Jordan National Gallery of Fine Arts, nel quartiere più antico della città il Jabal Al-Weibdeh, con una sezione dedicata alla mostre temporanee e una collezione che vanta 2000 opere di 520 artisti provenienti da 43 paesi arabi e islamici;
  • Darat al Funun, un museo immerso in una cornice particolare sempre nella zona di Jabal Al-Weibdeh che propone le opere contemporanee degli artisti arabi. Suddiviso in diversi edifici che si amalgamano fra piante di pepe e di rosmarino;
  • Museo della Numismatica, solo per veri appassionati con una raccolta di oltre 2200 monete in circolazione nel vicino Oriente nel quarto secolo a.C.;
  • Museo della Giordania che si trova nel polo Ras al-‘Ayn dove è possibile conoscere lo sviluppo della storia giordana attraverso il patrimonio del Regno Hashemita ivi collocato.

 

jerash e le sue colonne romane

Veduta su Jerash

 

Jerash

 

Per arrivare a Jerash si possono scegliere diverse alternative: prenotazione di tour tramite hotel, passaggio con un taxi o con un autobus in partenza dalla stazione di Tabarbour. 

Gerasa, come l’avevano chiamata i romani, è un tripudio di bellezza inaspettata. Quasi un chilometro di strada acciottolata divisa a metà da un’intersezione, con due templi dedicati a Zeus e ad Artemide, due teatri in cui si svolgono ancora manifestazioni, bagni andati quasi completamente perduti e resti di chiese. 

L’emozione di camminare attraverso un percorso fiancheggiato da colonne in marmo trasudanti di storia mentre si immagina la meraviglia che suscitava nei viaggiatori che qui arrivavano, non può essere spiegata a parole. 

Una città completa di ogni comfort, per quell’epoca, con sistemi di condotta dell’acqua e luoghi ricreativi, necessità e diletto, di nuovo ritorna la contrapposizione degli elementi che caratterizza un po’ tutto il territorio giordano. 

 

Io sono andata in taxi tramite il “tour” prenotato in hotel ed è stato tutto perfetto se non che al ritorno, il tassista si è fermato in prossimità di un centro medico, ha chiuso la macchina con me e altre due persone dentro (lasciandoci aperti i finestrini) ed è andato a donare il sangue o a fare un prelievo. È ritornato dopo un quarto d’ora e come se non fosse successo niente si è infilato nel folle traffico di Amman.

 

Nelle vicinanze:

Se acquisterai un tour, assieme a Jerash, ti verrà proposta la visita al Castello di Ajloun. Si tratta di un castello che si trova a quasi 800 metri sopra il livello del mare nel Parco Nazionale di Dibbin. È un esempio di architettura araba circondato da un fossato e da una passerella che va a sostituire un antico ponte levatoio. Si trova a circa 30 minuti da Jerash.

Le Riserve di Azraq e Shawmari nascondono la fauna e la flora che vanno lentamente perdendosi nel resto del territorio giordano. Sono state istituite proprio con l’intento di preservarle.

 

mosaico di uomo in Giordania in solitaria e fai da te

Mosaico a Madaba

 

Madaba

 

Madaba è la città dei mosaici: ne trovi dappertutto, lungo le vie del paese, nascosti in piccoli musei che quasi non si vedono, sotto pavimentazioni moderne.

Tra i più importanti figura la “mappa della Terra Santa” che è visibile all’interno della Chiesa di St. George, in centro città. L’entrata costa un dinaro e non è compresa nel Jordan Pass

Per arrivare a Madaba da Amman si può prendere un taxi (circa 30 dinari), acquistare un tour che di solito comprende anche la visita al Mar Morto e al Monte Nebo, oppure con un minibus dalla stazione di Tabarbour o di Al-Muhajereen. 

Altri mosaici li puoi visitare qui:

  • Parco archeologico di Madaba;
  • Church of the Apostles;
  • Chiesa di san Giovanni Battista
  • Madaba Museum

 

Io l’ho raggiunta in taxi nonostante avessi preventivato di andarci con il bus. Quello che non avevo preventivato era la bufera di acqua abbattutasi in città. Ho fermato il primo taxi che passava e bagnata dalla testa ai piedi, sono salita. 

Ci vuole circa mezz’ora di strada ma se si trova un autista come il mio che a stento riconosce i sensi unici ci si impiega anche di più. Ed è già tanto che non sono rimasta a piedi perché era in riserva di benzina più o meno a metà tragitto.

 

Nelle vicinanze:

I dintorni più visitati sono:

  • Monte Nebo, dove si dice fu sepolto Mosé;
  • Betania, il vero luogo in cui Gesù venne battezzato da Giovanni Battista;
  • Umm Ar-Rasas, un sito che custodisce il mosaico pavimentale datato 718 d.C. e che raffigura 15 grandi città della Terra Santa, su entrambe le sponde del Giordano, citato sia sull’Antico che sul Nuovo Testamento;
  • Mar Morto che si trova nella si trova nella depressione più profonda della Terra ed è il lago più salato al mondo;
  • Hammamat Ma’in, un complesso di sorgenti minerali dalle calde acque terapeutiche. Si trovano all’interno di una struttura ricettiva di alto livello e scendono a cascata da una parete rocciosa.

Per raggiungere il Mar Morto e Hammamat Ma’in si deve per forza utilizzare un auto noleggiata, un taxi o un tour prenotato in quanto non esistono mezzi pubblici che vi arrivano.

E come ci sono arrivata io? Con il taxi di Ahmed che ha voluto prima portarmi al monte Nebo come richiesto ma in un negozio del suo amico. Poi abbiamo attraversato lo saliscendi che porta al mar Morto e ho nuotato illegalmente in una spiaggia privata. 

Per toglierci la salsedine siamo andati da un altro suo amico pakistano che vive in una tenda ma ha una specie di vasca d’acqua termale calda e poi in una grotta dove esce dell’acqua termale questa volta tiepida.

Quindi non chiedetemi come siano le strutture ricettive nel mar Morto perché, in realtà, non le ho viste neanche col cannocchiale!

 

tempio a petra

 

 

Petra

 

Petra oltre che essere stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO il 6 dicembre 1985 è anche considerata una delle sette meraviglie del mondo moderno.

Raggiungerla da Amman è possibile tramite il servizio di Jett Bus in partenza alle 6.30 di mattina dalla Stazione Sud, vicino alla stazione Abdali e in 3 ore e mezzo arriva alla cittadina Wadi Musa, a neanche 5 minuti dall’ingresso di Petra. Riparte alle 17 per tornare ad Amman. 

Il fascino senza tempo di Petra ti farà vivere una favola. La terra rossa che l’avvolge darà un tocco di scenografica illusione di essere proiettati al passato, ma ci penseranno i beduini con il loro fare assillante a i numerosi gatti malnutriti a riportarti presto alla realtà! 

In base al tempo puoi scegliere le varie opzioni per visitare Petra: in un giorno, due giorni e di sera, con l’illuminazione fornita da candele che creano un gioco di luci molto suggestivo.

Non mi dilungo troppo a raccontarti il fascino di Petra perché è un’esperienza da vivere più che da raccontare. Ti basterà sapere che sentirai il tuo cuore fare Bum! e sarà difficile togliere dagli occhi l’immagine di tanta bellezza.

 

 

Io ho addirittura provato l’ebrezza di dormire in una capsula ed è stata un’esperienza particolare. I miei compagni di stanza erano viaggiatori di tutto il mondo con i quali, ahimé, non ho avuto molta possibilità di parlare perché sono crollata dal sonno la sera presto. 

 

roccia nella sabbia rossa del wadi rum

Roccia nel deserto del Wadi Rum

 

 

Il deserto di Wadi Rum in Giordania in solitaria e fai da te

 

A causa del tempo, purtroppo, non sono riuscita a visitarlo. Ti basterà sapere, però, che qui sono state girate le scene del film di Lawrence d’Arabia e l’autore T.E. Lawrence lo definì “echeggiante”, un aggettivo che penso possa illustrare al meglio il territorio.

Il deserto è composto in parte da rocce di arenaria, sparse qua e là, che creano dei paesaggi surreali, spezzando così la monotonia di un ambiente che sembra infinito. Si può visitare con una jeep o con il cammello e sarà facile prenotare un tour tramite la struttura ricettiva che sceglierai in loco.

Puoi raggiungere il deserto di Wadi Rum da Petra con un mini bus in partenza da Wadi Musa la mattina verso le 6, massimo 6.30, oppure con un tour organizzato.

Ti consiglio di trascorrere almeno una notte nel deserto per godere del silenzio e per poter guardare il cielo come non l’hai mai visto, con miliardi di stelle che fanno capolino fra la via Lattea. Il giorno dopo potrai riprendere un taxi o un minibus che ti porterà all’ultima tappa del viaggio: la città di Aqaba.

 

spiaggia con ombrelloni ad aqaba

 

Aqaba

 

Aqaba è una città marittima che segna il confine con l’Egitto e la frontiera di passaggio con Israele. Da qui arrivano i voli da Roma mentre quelli da Bergamo e da Bologna fanno scalo ad Amman.

Se arrivi dall’aeroporto di Aqaba sarai anche esonerato a pagare il Visto (40 dinari), mentre se arrivi ad Amman lo dovrai pagare. Per questo ti consiglio di acquistare il Jordan Pass, che oltre a darti la possibilità di vedere tutte le attrazione della Giordania, ti farà risparmiare sul visto. 

Le uniche attrattive turistiche escluse sono la chiesa di St. George a Madaba e Betania, tutto il resto è compreso. Si acquista online qui e si può stampare o tenere in formato digitale sul proprio telefono.

Ad Aqaba non ci sarà molto da visitare se non l’Aqaba Museum che contiene una serie di importanti reperti trovati nel sito islamico del periodo islamico dell’alba dell’Islam e dei periodi Omayyade, Abbaside e Fatimide, dalla metà del settimo secolo fino all’inizio del XII secolo d.C. Ma ciò che prevalentemente i turisti amano fare ad Aqaba è affittare una barca per fare snorkeling e prendere il sole in spiaggia.

 

Cosa visitare ancora in Giordania:

 

La più grande riserva naturale in Giordania e la Biosfera di Dana, una delle zone biologicamente e storicamente più ricche di tutto il territorio nazionale. Uno dei luoghi più amati dai beduini che qui ritrovano le loro radici e vivono seguendo la saggezza della terra assieme alle pecore, agli asini e ai cani da pastore. 

Il castello di Karak è uno dei più importanti feudi dei crociati costruito su un’altura a circa 900 metri di altezza e lungo più di 220 metri quasi come se fosse intrappolato in una cinta muraria.

La città di Irbid sorge anch’essa su un’altura sovrastante la Valle del Giordano e il Mare di Galilea. Anticamente era conosciuta come la “nuova Atene” perché ospitò molti poeti e filosofi classici, tra cui Teodoro, fondatore della scuola retorica a Roma. Vicino si possono visitare le sorgenti termali di Al-Himma con due stazioni termali distinte.


 

Contatti utili:

 

Se arrivi da Aqaba puoi contattare su facebook Jordan Jordan, una guida/tassista che parla in italiano.

A Wadi Rum puoi dormire e fare il tour del deserto contattando Emad Wadi Rum, trovi il suo profilo su Facebook, parla anche lui italiano.

A Madaba puoi contattare il tassista Ahmed per andare nel mar Morto o in aeroporto. Ti lascio il suo numero di telefono: 0779462879 (parla solo inglese). Grazie a lui sono stata anche da un suo amico pakistano che ha una piscina riempita dalla sorgente termale calda che sgorga in prossimità di una spiaggia libera sul mar Morto.

Al Cliff hotel, lo trovi su booking, puoi prenotare i vari tour a prezzi veramente concorrenziali. Di contro, però, l’ostello è un po’ fatiscente e quindi ti consiglio di sceglierlo solo se non hai particolari esigenze.

 

 

il tassista Ahmed da contattare per il tuo viaggio in Giordania in solitaria e fai da te

Foto di Ahmed il mio tassista per il mar Morto

 


VIAGGIO ESPERIENZIALE IN GIORDANIA IN SOLITARIA E FAI DA TE

 

Consiglio la flânerie nelle città di Amman, Madaba e Aqaba. Le ultime due sono molto piccole e quindi facili da girare. È piacevole perdersi fra le sue vie e ammirare l’architettura arabeggiante, le odorose piante di pepe o i murales fra gli edifici grigi. 

Il Genius Loci della Giordania si diversifica nelle diverse zone. Da una parte la capitale è più aperta al turista e più impostata. Nei piccoli villaggi si respira diffidenza e una sorta di riverenza. Permane forte, soprattutto nei beduini, un’anima commerciale e invadente, con poco rispetto degli spazi altrui. Fa parte del naturale desiderio di interazione e di conoscenza. La Giordania in solitaria e fai da te ti farà godere della massima espressione della libertà personale. 

Il gusto è sopraffatto dall’amaro del fondo di caffè come viene presentato qui. Sembra rappresentare il paradosso della vita: il sapore vira all’amaro se non sappiamo come gustarla. La vista non può che rimanere estasiata dai paesaggi e dalle costruzioni umane

L’udito è forte, fastidioso e disturbante nelle città mentre, come già scritto sopra, echeggiante nel silenzio del deserto. L’odorato è attirato dal cardamomo che viene messo a sorpresa nel caffè, per rapire e intrappolare i sensi.

Il tatto è enfatizzato dagli eccessi: il sale nel mar Morto ti farà provare una sensazione di viscosità fino a quando non scoprirai che non è una percezione ma la realtà

 

Musica consigliata: musica con rababa (strum!ento a corde dei beduini)

Lettura consigliata per la Giordania in solitaria e fai da te: Alif l’invisibile di Willow Wilson