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A Livingston ci si dimentica per un attimo di essere in Guatemala, I maya Q’eqchi convivono con i Garifuna, un’etnia originaria dell’isola di Saint Vincent.

Spaziano dal Belize, al Guatemala, all’Honduras fino al Nicaragua. La lingua è una mescolanza di idiomi caraibici e africani con qualche influenza francese.

Nel sangue hanno radici africane che si percepiscono al ritmo della musica reggae e nel profumo della cucina creola. La cucina si caratterizza dal tapado, uno stufato di crostacei, pesci e gamberi cotto nel latte di cocco e insaporito con il coriandolo. Ma propone anche piatti tradizionali come riso e fagioli o specialità honduregne e salvadoregne come la baleada e la pupusa.

Guarda la cartina qui: https://bit.ly/2UWOKoU

 

Casa sul rio Dulce

Benvenuto nel mondo dei Garifuna…

 

Livingston si trova alla foce del fiume Rio Dulce. Può essere raggiunta da Puerto Barrios o da Rio Dulce città, tramite una lancha, una barca adibita al trasporto di passeggeri.

Il biglietto si può acquistare direttamente al porto e non appena la lancha sarà completa si partirà attraverso Rio Dulce per raggiungere Livingston. Puerto Barrios è una città portuale dove si vedono sfilare numerosi camion della frutta “Del Monte” ma piuttosto sporca e malmessa.

Rio Dulce città invece si presenta con un mercato giornaliero ricco di bancarelle e un porto da cui partono i tour per raggiungere Livingston attraverso il Rio Dulce.

Navigando sul fiume si può ammirare la folta vegetazione che lo circonda, il “Castillo de San Felipe” sulle sponde del lago Izabal e la Finca Tatin. Quest’ultima è un suggestivo b&b con bungalow e costruzioni di legno immerse nella foresta. Molti decidono di fermarsi qui circondati solo dalla selvaggia vegetazione per vivere momenti di vita rallentata e pacifica.

 

Pezzettino di mare a Livingston

 

Livingston e i dintorni

 

Una volta raggiunto Livingston si è accolti da ragazzi che propongono strutture ricettive, tour nelle località vicine o biglietti per Punta Gorda in Belize. Poi si prende la stradina in salita che porta al centro città affiancata da ambo i lati da negozi e ristoranti fino ad arrivare al proprio hotel.

Una volta sistemate le valigie è ora di scegliere cosa visitare. Tramite lancha o con una meravigliosa passeggiata di un’ora e mezza sulla spiaggia si raggiunge “Los sietes altares”, una serie di cascate e laghetti d’acqua dolce immerso nella foresta dove è possibile fare anche il bagno.

Non sempre però è una delizia per gli occhi vederla… dipende dalla quantità di acqua che scende. In certi periodi dell’anno, infatti, le piogge in zona sono talmente scarse da mostrare solamente un triste rigagnolo di acqua.

Un’altra meta raggiungibile con la lancha è Playa Bianca, una spiaggia di finissima sabbia bianca in un mare cristallino in cui viene voglia di affondarci mani e piedi. Si può acquistare il tour in un’agenzia o i biglietti direttamente al porto.

Nonostante questa zona sia toccata dal mar dei Caraibi non si può certo dire che sia un paradiso. Tutta la città è sommersa dall’immondizia che si dice venga trasportata dal Rio Dulce fino a raggiungere la sua foce.

Lungo il mare, infatti, è praticamente impossibile trovare un posto pulito dove stendere l’asciugamano e prendere un po’ di sole. Comunque è una sosta che vale la pena fare, almeno per due giorni, per respirare un’aria diversa e conoscere anche questo pezzettino particolare del Guatemala.

Ritornando verso il Rio Dulce si attraversa il Biotopo Chocon Machacas all’interno del Golfete, dove si trova ancora qualche rarissimo esemplare di tapiro e lamantino, oltre che diverse specie di uccelli acquatici. Ma i lamantini e anche i tapiri sono veramente difficili da avvistare e dubito possano vivere allegramente in mezzo all’immondizia acquatica.

Divertiti a fare della flânerie per esplorare angoli nascosti che regalano degli scorci indimenticabili. E il Genius Loci? Beh lui è un tipo lento, rilassato, socievole ma se indisposto diventa burbero. Davvero irresistibile, insomma!

 

Musica consigliata: Shakira – Waka Waka

Lettura consigliata: Il delfino – Sergio Bambaren

 



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Antigua è la vecchia capitale del Guatemala che ha conservato l’aspetto coloniale fra le pieghe causate dai terremoti agli edifici.

Viaggiando in Guatemala è d’obbligo fare una sosta di due o tre giorni ad Antigua, ammirando la città che è stata dichiarata “Patrimonio dell’Umanità” dall’Unesco nel 1979.

Guarda la cartina qui: https://bit.ly/2uvA0lV

collage su antigua

Scoprire Antigua

 

Antigua fu capitale dal 1543 al 1776 quando a causa di numerosi terremoti fu rasa al suolo e praticamente distrutta. Oggi la popolazione si aggira attorno ai 45.000 abitanti con una forte ascendenza europea e nordamericana.

Camminando tra le vie si incontrarono le rovine di maestosi palazzi e chiese, attualmente messe in sicurezza e visitabili. Tra le più importanti incontriamo: Iglesia y Convento de las Capuchinas, Templo y Convento de Santa Clara, Ruinas y Convento de la Merced, Ruinas de Catedral, Ruina de la Iglesia y Convento de Recolección, eccetera.

Molte chiese e edifici invece non hanno subito grandi danni e sono state riadattate nelle varie epoche storiche. Tra queste figurano: Iglesia de la Merced, Parroquia de San José Catedral, Templo de la escuela de Cristo e Ermita de Santo Calvario.

Fanno sfondo alla memoria storica moderni negozi e locali vivaci aperti a qualsiasi ora del giorno. Ma ciò che più colpisce è l’acciottolato urbano che è veramente difficile da camminare se non si usano delle scarpe comode.

Inoltre bisogna prestare massima attenzione al saliscendi degli scalini e dalle inferriate delle finestre che sporgono in modo pericoloso lungo i marciapiedi. Per fare una foto sono rimasta incastrata con i capelli in un’inferriata e ho dovuto farmi aiutare da un passante!

Scuole di spagnolo

Antigua è scelta dai turisti che decidono di fermarsi più a lungo per le scuole di spagnolo anche se non sono tra le più economiche del Guatemala. Fra queste ricordiamo:

  • Ixquic Spanish School
  • Centro Linguistico La Union
  • Ixchel Spanish School
  • Academia Spanish Traveling
  • Centro de Aprendizaje Universal
  • Academia Sevilla
  • Academia APPE
  • Casa de Lenguas
  • Christian Spanish Academia
  • Probigua Spanish School

Se inserisci il nome della scuola nella stringa di ricerca di Google troverai la home page con tutte le varie informazioni sui corsi e sui prezzi.

Musei da visitare

Si possono trovare anche vari musei tra cui quello del Cioccolato, del Jade e del Libro Antiguo.

Il Museo del Cioccolato offre la possibilità di creare una tavoletta di cioccolato attraversando tutte le fasi di lavorazione: si parte dalla selezione delle fave di cacao, si va alla tostatura, alla rottura delle fave e alla macinazione. Infine il cioccolato viene fatto raffreddare e consegnato. Si può così gustare il cioccolato puro o acquistarne altro all’interno del negozio.

Il Museo della Giada esibisce oltre settanta pezzi derivanti dalla cultura maya, olmeca, mokaya e azteca. La giada era considerata “la pietra del cielo” e veniva indossata dai personaggi di spicco delle popolazioni mesoamericane. All’interno è possibile acquistare e toccare con mano prodotti manifatturieri creati dagli artigiani locali.

Il Museo del Libro Antiguo si trova all’interno del municipio sulla piazza principale ed è formato da una sala dedicata alle collezioni temporanee e due contenenti documenti e libri antichi per un totale di circa 2500 opere, per lo più donate da residenti stranieri e abitanti di Antigua.

Inoltre ci sono il Museo di Santiago che contiene armi, mobili e pitture del periodo coloniale, il Museo de Arte Colonial con pitture appartenenti alla medesima epoca e un’opera di Don Pedro de Alvarado, conquistatore spagnolo del Guatemala. Se avanza del tempo si può visitare il Museo del Santo Hermano Pedro che espone quadri, fotografie e altri oggetti che i fedeli hanno donato in segno di gratitudine al santo.

luci serali su un edificio ad antigua

 

Dintorni di Antigua

 

Vulcani

Appena fuori dal centro cittadino ogni giorno viene imbastito un mercato dove si può pranzare o acquistare generi alimentari e abbigliamento. L’aspetto buffo è vedere i poliziotti che vigilano chiedendo un’offerta libera per il loro operato. Accanto si trovano delle costruzioni che accolgono numerosi commercianti di prodotti artigianali guatemaltechi.

Allontanandosi dalla piazza principale e salendo al Cerro de la Cruz si può ammirare la città e sullo sfondo i famosi vulcani che la circondano: il Volcan de l’Agua, l’Acatenango e il Volcan de Fuego. Si possono salire tutti e tre ma il livello di difficoltà è piuttosto alto.

Il vulcano più frequentato e anche il più semplice è il Pacaya che si trova a una mezz’ora di macchina da Antigua ed è famoso per i ragazzini che accompagnano il turista cavalcando il cavallo e chiedendo continuamente se si ha bisogno del “taxi” per affrontare la salita. Con “l’aiuto” o meno, una volta raggiunta la vetta, vengono cucinati e mangiati in compagnia della guida dei gustosi Marshmellow.

Villaggi

Ci sono poi alcuni villaggi che meritano una menzione nel caso ci si ritrovi ad Antigua con del tempo da spendere. Santa Maria de Jesus si trova ai piedi del Volcan de l’Agua e solo di domenica ospita un mercato con prodotti tipici locali e articoli di artigianato. San Felipe, invece, è famoso per i suoi manufatti in giada, ceramica e argento; mentre Pastores per i prodotti in pelle come stivali da cowboy o frustini in pelle. Infine a San Lorenzo el Tejar, a circa mezz’ora di distanza da Antigua, è famoso per le sue sorgenti termali di acqua calda che sgorgano naturalmente.

Da Antigua è possibile scendere in tre ore a Monterrico, la cittadina balneare più affollata della costa guatemalteca, oppure scegliere di dirigersi verso Città del Guatemala o ancora salire al lago di Atitlán o Quetzaltenango. Le località si possono raggiungere prenotando uno shuttle oppure con i mezzi pubblici che si trovano quasi tutti nelle vicinanze del mercato generale.

 

Fai della flânerie il tuo credo religioso qui ad Antigua perché solo in questo modo puoi gustarti il vero spirito del luogo o Genius Loci come sono solito chiamarlo. Si tratta di un personaggio schivo eppure piacevole, simpatico ma a volte riservato, estroverso e pure introverso, un tipo difficile da classificare…

 

Musica consigliata: Adelante Corazon – Maria Jose

Lettura consigliata: Alessio Di Martino – Bimbi sperduti, pirati guatemaltechi e suonatori

Ti piacerebbe scoprire il tuo nahual maya? Sto parlando del tuo animale guida che secondo i maya ti accompagna a conoscere il tuo destino.

 

CHI SONO I MAYA E SCOPRI IL TUO NAHUAL MAYA

 

La civiltà Maya occupò quella zona conosciuta come Mesoamerica che comprendeva gli stati del Messico, Guatemala, Belize, Honduras ed El Salvador.

 

La stessa si differenziava in ben 44 lingue differenti. La religione aveva tre caratteri principali:

  • era politeista ossia gli dei erano legati al mondo della natura;
  • la suddivisione del bene e del male era strettamente collegata;
  • ogni persona possedeva il suo nahual.

 

Il Nahual è un animale o spirito guida che determina non solo le caratteristiche caratteriali e l’inclinazione personale, ma orienta anche l’esistenza futura.

Per questo motivo è molto importante conoscere il proprio nahual, proprio per sapere quale obiettivo ha la nostra nascita nel mondo.

Inoltre ogni giorno è possibile consultare “l’oroscopo maya” per sapere esattamente che azioni compiere e quali richieste avanzare affinché siano realizzate.

Nella cultura Maya il Nahual è lo spirito di tutto ciò che esiste: dalla nascita ogni persona ne ha uno la cui funzione è quella di mantenere l’equilibrio tra l’umanità e la naturalezza.

La cosmovisione Maya si basa infatti sul rispettare, proteggere e vivere in armonia con tutte le forze della natura, in armonia con la Madre Terra.

Uno scompenso con questo legame o una lettura sbagliata del proprio Nahual, se non addirittura la non conoscenza dello stesso, può creare degli squilibri psichici e può portare l’individuo a sentirsi perennemente insoddisfatto.

Per conoscere il tuo nahual serve calcolare la tua nascita nel calendario maya, che ti ricordo durava 20 giorni, oppure puoi semplicemente trovare il tuo inserendo la data di nascita a questo link: Mayatecum Calcular

 

calendario completo per scoprire il tuo nahual maya

 

 

 

COME LEGGERE I NAHUALES?

 

I nahuales sono importanti per conoscere la realizzazione di azioni in un dato giorno. Ti basterà inserire la data nel calcolatore, vedere a quale nahual maya corrisponde e leggere il suggerimento relativo.

La croce maya invece descrive le energie che ti guidano nella vita e si dividono in:

  • giorno del concepimento, appartiene al passato ed è ciò che determina i tratti caratteriali attuali che non possono essere cambiati ma solo tenuti sotto controllo;
  • l’energia del destino, questa è importante per conoscere che futuro ti aspetta e che direzione dovrai seguire;
  • nahual alla destra e alla sinistra del tuo nahual originario, ovvero degli “angeli custodi” che ti proteggono e influenzano anche il tuo carattere rendendoti la persona unica e originale che sei. Determinano inoltre le influenze al quale sei soggetto.

 

Gli animali corrispondenti a ogni nahual maya sono:

 

BAT’ZSCIMMIA
EEGATTO SELVATICO
AJARMADILLO
I’XGIAGUARO
TZ’IKINAQUILA, KONDOR, QUETZAL, FARFALLA
AJMAQGUFO, APE, INSETTI
NO’JCOYOTE, PAPPAGALLO
KEYCERVO, PIANTE
Q’ANILCONIGLIO,
TOJFUOCO, TERRA, FUNGO
TZ’ICOYOTE, CANE
TIJAXPESCE SPADA, TUCANO, CIVETTA
KAWOKTARTARUGA
AJPUL’ESSERE UMANO
IMOXTARTARUGA, COCCODRILLO, ALLIGATORE
I’QCOLIBRÌ
AK’AB’ALPIPISTRELLO, CACATUA
K’ATGECO, RAGNO
KANSERPENTE
KAMEGUFO

 

L’isola di Flores è una località incantevole nel Péten, in Guatemala. Da qui partono le visite per le celeberrime rovine maya di Tikal.

Si può visitare in un giorno anche se ti consiglio di fermarti almeno alcuni giorni.

 

ARRIVO A FLORES

 

Prima di arrivare all’isola di Flores si attraversano le cittadine di San Benito e Santa Elena, quest’ultima scelta dai viaggiatori che vogliono stare defilati, lontani dal centro. Si attraversa un lungo ponte all’inizio del quale c’è un centro commerciale (ahimè!) e la stazione dei pullman.

Ti consiglio di fermarti a ritirare con il bancomat a Santa Elena perché nell’isola non ci sono sportelli bancari. Però fai molta attenzione e se ti è possibile fallo con la compagnia di qualcuno perché non è molto sicuro.

Mi immagino già la scena, perché è capitata a me… Una volta trovato l’hotel nel quale soggiornerai ti appresterai a fare un giro dell’isola, camminerai per circa 20 minuti, ammirando ogni dettaglio che si proporrà davanti ai tuoi occhi.

Ammirerai le diverse tonalità di colore delle case prediligendo una rispetto all’altra. Deciderai di lasciare gli edifici centrali per passeggiare nel lungolago.

Ti meraviglierai a scoprire alcuni punti parzialmente sommersi dall’acqua e poi bam! Ti fermerai all’improvviso. “Ma non l’ho già fatta questa strada?” ti domanderai…

L’isola di Flores si sviluppa su una superficie di appena 4000 chilometri quadrati e quindi si fa presto a visitarla tutta.

Contornata dal lago Peten Itza fu abitata dai Maya originari del Messico, ma quando arrivarono gli spagnoli fecero allontanare gli abitanti e distrussero le abitazioni originali edificando la città secondo lo stile europeo. In effetti camminando ti renderai subito conto che lo stile è coloniale e che poco rappresenta la tradizione guatemalteca.

 

scritta i love peten

COSA VISITARE 

 

Non ci sono edifici particolarmente rilevanti da segnalare ma il complesso è interessante. Puoi scegliere di fare un giro in barca attorno all’isola e andare a visitare el Mirador.

Ti basterà contrattare il viaggio con un lanchero, il guidatore delle barche che qui si chiamano lanche, e lasciarti cullare dal dondolio delle onde.

Il Mirador è un’altura che permette un panorama completo dell’isola e anche alcuni momenti di divertimento con il Rope Swing. Si tratta di una corda con la quale ci si tuffa direttamente nell’acqua.

Si possono fare dei giri in barca anche la sera per godere del tramonto e cenare in compagnia degli altri passeggeri. Oppure puoi scegliere dai banchetti di strada i prodotti casalinghi preparati dalle massaie guatemalteche.  I ristoranti propongono la cucina sia tipica che internazionale con prezzi che vanno dai 5 ai 15 euro.

Dall’isola di Flores puoi prendere la corriera Fuente del Norte per arrivare a Belize City e da lì visitare le meravigliose isole di Ambergris Caye e Caye Caulkner oppure prenotare un tour completo per le rovine maya di Tikal.

 

camminata lungo lago

Scopri come muoverti in Guatemala in questo articolo:

E se stai cercando un aiuto per visitare il Guatemala “fai da te” ti lascio i link della guida che ho scritto:

 

tipica porta colorata a flores

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

La flânerie in Guatemala è finalmente concessa grazie alla tradizione europea dell’urbanistica dell’isola di Flores. L’unico problema è che non ci sarà molto da passeggiare: in compenso potrai godere dei colorati negozi, insegne e intonaci delle case.

Il Genius Loci di Flores è legato all’afflusso turistico. Molti guatemaltechi aspettano con ansia l’arrivo dei visitatori per proporre i loro averi. L’isola, infatti, è direzionata più al turismo che alla vita classica dei guatemaltechi. Ma un occhio cade sempre sulle radici primarie maya, difficilmente vengono dimenticate.

Il colore dominerà su tutto e sarà difficile non notarlo. Sarai attratto anche dallo sciabordio dell’acqua che si infrange su scale che non dovrebbero essere sommerse ma lo sono…

L’odorato sarà attratto dai profumi che provengono dalle cucine tipiche e non, mentre il gusto vorrà saziare il suo desiderio di cibarsi. L’alternativa è adattarsi alla strepitosa cucina di strada, in Guatemala sempre appetitosa.

Avrai desiderio di toccare i muretti che dividono l’acqua dalla terraferma o i recinti in legno e magari di fare un bel bagno che con il caldo è sempre gradito!

Musica consigliata: Edo Fendy – Marimba

Lettura consigliata: Mini guida del Guatemala di Tayanita Travel


Qual è il mio posto nel mondo? Questa la domanda posta ai suoi ambassador da Momondo. E per me è solo una: San Pedro nel lago Atitlan in Guatemala.

La sua atmosfera semplice e naturale mi ha colpita non appena sono scesa dalla lancha. Mi sono ritrovata in un mondo perso nel tempo dal fascino magnetico e mi sono sentita a casa.

Il lago Atitlán è un gioiello nascosto tra le montagne e i vulcani dove il tempo segue il ritmo della natura e le barche navigano silenziosamente tra le sponde.

Le città principali che si affacciano al lago Atitlán sono:

  • Panajachel
  • Santa Cruz de la Laguna
  • Jaibalito
  • Tzununá
  • San Marcos la Laguna
  • San Pablo la Laguna
  • Santa Clara la Laguna
  • San Juan la Laguna
  • San Pedro la Laguna
  •  Santiago Atitlán
  • San Lucas Tolimán.

Il lago è circondato da piantagioni di caffè di ottima qualità, piante di avocado e da un’agricoltura florida. È possibile salire in tre ore, se si è allenati, alla cima del vulcano San Pedro di 3020 metri. Si può scegliere se partire all’alba o in tarda mattina.

Da Santa Clara si può salire alla Nariz de l’Indio da dove si gode una magnifica veduta sul lago oppure fare un’escursione al Cerro de Oro di 1892 metri nella parte opposta del lago.

Spostarsi tra un paese e l’altro è semplice grazie all’agile servizio di  traghetti, chiamati lanche, e alle partenze frequenti. Oppure si può girare a bordo di un Chicken Bus. Spostarsi in macchina da soli invece non è consigliato a meno che non si faccia il pezzo da San Pedro la Laguna a San Juan la Laguna.

 

lago di atitlan

Veduta sul lago Atitlan

Le cittadine sul lago Atitlan

 

PANAJACHEL

Panajachel è chiamata Pana o Gringolandia a testimonianza della presenza massiccia di turisti americani. È la città più commerciale di tutta l’isola dove si trovano bancarelle ricche di prodotti tessili artigianali.

Numerosi hotel si affacciano sulla via principale tra ristoranti e negozi. Si trovano supermercati dove poter acquistare cibi americani o europei. Nel resto del lago invece ci sono solo piccoli negozi di alimentari.

SAN MARCOS LA LAGUNA

San Marcos la Laguna è famoso per i centri olistici e spirituali. Persone di tutto il mondo scelgono di vivere seguendo i precetti delle filosofie spirituali abbandonandosi allo studio dello yoga o rilassandosi con massaggi e meditazioni.

SAN JUAN E SAN PEDRO LA LAGUNA

San Juan la Laguna è un paese piccolo e con poche soluzioni recettive. È conosciuto per le piantagioni di caffè biologico e per la produzione di cotone e l’uso di tinture naturali.

San Pedro la Laguna è la seconda città più grande dopo Panajachel e centro culturale del lago. Qui si incontrano viaggiatori provenienti dall’Europa, America e Asia che vengono per studiare lo spagnolo in una delle numerose scuole favoriti dal clima piacevole, i prezzi competitivi e il livello di insegnamento.

SANTIAGO ATITLÁN

Santiago Atitlán è il paese con la più forte connotazione nativa dove si svolgono antichi rituali e l’orgoglio delle tradizioni si fa sentire prepotentemente.

Una volta raggiunto il molo di Santiago si è assaliti da giovani guidatori di tuk tuk che propongono tour della città. Si può così sfrecciare tra le vie cittadine ascoltando le vicissitudini di questa interessante parte del lago. I negozi e le bancarelle hanno i prezzi più bassi della zona.

 

foto di me nel lago atitlan

Sulla cima della Nariz de l’Indio

Il mio posto nel mondo

 

Sono rimasta un mese a San Pedro de la Laguna e da subito mi sono sentita a mio agio. Devo ammettere però che l’esperienza non è stata molto semplice.

Avevo affittato una bellissima casa prefabbricata in riva al lago. La mattina mi svegliavo con il canto degli uccellini, lo sbattere delle ali dei colibrì che venivano a succhiare il nettare dei fiori vicino alla finestra della cucina e il rumore delle barche in transito.

Si chiamava “La Casita” ed era un ninnolo affettuoso appropriato. Era composta da tre stanze suddivise in soggiorno, camera e cucina. All’esterno un grande giardino con piante di caffè e avocado, fiori profumati e una vista sul lago eccezionale.

La sistemazione era molto basica, non avevo la televisione, né la radio o qualsiasi altra cosa. C’erano solo dei libri sugli scaffali. Ma era perfetto così, era il momento di estraniarmi dal mondo e quel luogo mi permetteva di farlo.

Alla mattina andavo a fare yoga e al pomeriggio studiavo spagnolo. Tutto era meraviglioso finché non arrivò lui…

Purtroppo scoprii in fretta di non essere l’unica abitante di quella magnifica casa. Assieme a me aveva messo dimora uno scorpione. Il primo incontro fu sulla tenda della vasca, mentre mi lavavo i capelli.

Mentre stavo canticchiando e frizionando i capelli mi accorsi di una presenza sospetta sulla tenda. Era qualcosa di nero ed era anche grosso! Guardai meglio e vidi uno scorpione con la coda alzata in segno di difesa.

Entrai nel panico.

 

la mia casita vista da fuori

L’esterno della casita

 

Ma siccome non potevo scappare così com’ero finii di lavarmi i capelli, trovai il modo di spostare la tenda e corsi fuori dal bagno richiudendo immediatamente la porta dietro di me.

La prima cosa che feci fu controllare su google se gli scorpioni in Guatemala fossero mortali. Niente di tutto ciò ma non mi tranquillizzai. Passai il resto della serata pensando sul da farsi, sperando se ne andasse il prima possibile.

La mattina dopo dovetti andare in bagno e non lo vidi. Gridai al miracolo fino a che non lo vidi nascosto nell’intercapedine della porta. Presi i libri sugli scaffali e li misi sotto la porta in modo che non uscisse da lì.

foto dello scorpione

La mia “mascota”

Però il soffitto era pieno di buchi e sarebbe potuto uscire in qualsiasi modo.

Speravo lo facesse dalle fessure che davano verso l’esterno. Parlai di questo al mio professore di spagnolo che mi disse di ucciderlo. Una parola…

Per molti giorni non lo vidi e avevo quasi dimenticato l’esperienza quando una sera di vento forte vidi uno scorpione entrare in tutta fretta dalla fessura della porta di entrata.

In un attimo presi la scopa e iniziai a spingerlo verso l’esterno ma rimaneva attaccato alle fibre e tenace, tentava di avanzare. Alla fine ebbi la meglio e riuscii a farlo scappare.

Mi sedetti con il cuore in gola e sul più bello che mi stavo calmando eccolo ricomparire. Ripetei i gesti un’altra volta fino a farlo sparire. Questa volta chiusi la fessura con dei libri, ciabatte, sacchetti di plastica, tutto quello che mi capitò fra le mani.

Ripetevo quell’operazione ogni volta che uscivo e rientravo di casa. La presenza funesta poteva manifestarsi la sera o quando faceva più freddo del solito.

 

Aliexpress WW

Nuovamente ritornò la calma fino a che, una sera, non sentii dei rumori provenire dalla cucina.

Sentii come un fruscio sui sacchetti di pasta che avevo acquistato giorni prima al supermercato. Andai a vedere e vidi lo scorpione che si muoveva agilmente fra il mio cibo. Mi salì definitivamente il nervoso!

Questa volta afferrai il martello e appena fu sul muro, vicino al frigo, lo colpii con poca forza. In realtà l’attimo prima provai un moto di compassione e quindi il mio colpo finì a vuoto.

Lui, da abile attore, fece finta di essere stato colpito e finì sotto il frigo. Spostai il frigo perché tra la cucina e la camera non c’era la porta e non potevo dormire con l’idea dello scorpione che girava per casa. Si sarebbe sicuramente vendicato!

Spostai con fatica il frigo ma dello scorpione non c’era più traccia. Quella notte dormii con il martello vicino al cuscino.

Quella fu l’ultima volta che vidi il mio coinquilino, la “mascota” come l’aveva chiamata il mio professore di spagnolo, ossia il mio animale domestico. Nonostante la disavventura però quel luogo mi è rimasto nel cuore.

Lì avevo realizzato il sogno della mia vita: vivere vicino alle montagne e all’acqua in modalità semplice e senza grande pretese. Prendere la verdura dall’orto del vicino e cibarmi con i prodotti locali cucinati dalle abili casalinghe guatemalteche.

Andare al mercato e comprare ogni sorta di prodotti esotici, dalla frutta al caffè fresco e perfino la cioccolata pura al 100%. Fu difficile riportare le chiavi al legittimo proprietario, ma il mio viaggio doveva continuare. Dovevo visitare ancora l’Honduras e il Belize!

 

Se anche a te interessa fare un viaggio in Guatemala ho scritto una guida completa per organizzare al meglio il tuo viaggio. La trovi in vendita qui:

Sei mesi in Centro America. Sei mesi di viaggio intenso e di emozioni forti. Per la seconda volta da sola in luoghi extra europei. Questo è il resoconto del mio viaggio.

Se ripenso a quante volte fin da bambina ho sognato di viaggiare da sola in qualche paese esotico e a quando sono riuscita a metterlo in pratica, mi sembra di volare. I desideri devono essere riposti in un cassetto della mente e, non appena arriva l’occasione, metterli in pratica.

Questa è sempre stata la mia filosofia di vita e mi soddisfa sapere che lentamente riesco a fare ogni cosa mi passi per la testa. Un passo dopo l’altro. Un sogno alla volta. Poi si gira pagina e si va avanti.

 

SEI MESI IN CENTRO AMERICA

 

Sono partita a ottobre, piena di dubbi e di ripensamenti, chiedendomi se stavo facendo la cosa giusta. Avevo anche conosciuto una persona con la quale stava nascendo qualcosa e l’avrei sicuramente persa lungo il cammino. Ma la fedeltà a me stessa mi ha impedito di fermarmi ed è stata la scelta azzeccata.

Messico 

Mérida

La prima tappa è stata Mérida, nello Yucatan, una settimana ospite in una stanza prenotata su Airbnb con dei ragazzi che abitavano nelle vicinanze del centro. Una camera con un’amaca e un ventilatore. La prima notte insonne, causa fuso orario e adrenalina a mille.

Il primo giorno ho bevuto tre litri di acqua in un’ora, il caldo era insopportabile, ma i colori e la vivacità del Messico mi stavano lentamente rapendo.

Quando camminando scoprii il mercato cittadino entrai totalmente in fusione con il luogo. Rimanevo ore nel parco ad ammirare i lineamenti dei messicani e l’intensità dei loro occhi scuri.

I loro ampi sorrisi carichi di gioia e di spensieratezza. Mi sono sorpresa a vedere la domenica ecologica in cui molte strade del centro vengono chiuse al traffico cittadino a favore delle bici e dei pedoni. Canti, danze e manifestazioni a tutte le ore, il ritmo latino e la tradizione musicale.

Ho fatto diversi tour per vedere cenotes, la riserva della biosfera Celestun, le piramidi di Uxmal e la spiaggia di Progreso. Mi sentivo ancora un pesce fuor d’acqua nonostante abbia avuto la possibilità di conoscere nuove persone. Ero ancora sulla difensiva, stavo sondando il terreno per riuscire a lasciarmi andare.

 

cielo messicano

Playa del Carmen

Il motivo per cui avevo scelto il Messico per la seconda volta. La prima c’ero stata con una mia amica e c’ero rimasta una settimana, l’altra l’avevo trascorsa a Cancun. Questa volta mi sarei fermata un mese.

Il leit motiv sarebbe stato lentezza, godimento e conoscenza. Volevo sapere tutto su Playa del Carmen, entrare nel vivo della vita della riviera maya. Anche qui alloggio su Airbnb da una signora alquanto particolare con una cagnetta di nome Agua.

Lei, insegnante di yoga Kundalini, al martedì e al giovedì alle 4 di mattina teneva la sua lezione in casa. Ma vivevo tutto in modo molto tranquillo, d’altronde mi trovavo esattamente dove volevo essere.

Camminavo in lungo e in largo ogni Avenida e ogni spiaggia scoprendo qualsiasi angolo nascosto. Ho visitato tutti i cenotes possibili e immaginabili, tutte le località nella riviera e seguito lezioni di yoga nella scuola vicino a dove abitavo. Ho nuotato con tartarughe e delfini e assaggiato ogni sorta di frutta.

Dopo aver conosciuto tantissime nuove persone, mi sono sciolta come un ghiacciolo, lentamente, lasciando andare strati di difesa e decidendomi di uscire da quella zona comfort che mi faceva allontanare dagli altri. I sorrisi diventavano meno tirati, mentre cuore e mente lasciavano spazio a sentimenti e ricordi.

 

spiaggia di tulum

Città del Messico

Trascorso il mese, sono salita a Città del Messico per una settimana per visitare finalmente la casa di Frida Kahlo e la piramide di Teotihuacan. Il D.F., come lo chiamano i messicani, è culturalmente ricco di fascino ma pur sempre una città coloniale con chiari riferimenti occidentali. Non era questo ciò che cercavo nel viaggio.

Mi mancavano ancora quattro mesi per completare i miei sei mesi in Centro America.

 

Chiapas

Sono salita per poi scendere di nuovo nel sud del Messico e immergermi in ciò che resta delle vere radici maya. Sono stata a Tuxtla Gutierrez, San Cristobal de las Casas, dove ho sentito anche alcune scosse di terremoto, e Palenque. Ho odiato a morte quelle strade con i dossi artificiali, messi dai nativi per far rallentare le macchine, uno ogni minuto circa.

Ma i paesaggi che ho visto sono stati stupefacenti, incredibili, inimmaginabili. Una natura potente e rigogliosa che solo la volontà dei nativi è riuscita a preservare. I laghi di Montebello, le cascate di Agua Azul, le cascate di El Chiflón, el Cañon del Sumidero e i suoi coccodrilli.

Le città rimaste intatte e autentiche come Chiapa de Corzo, San Juan Chamula, Zinacantan dove ho visto un santone sacrificare una gallina per proteggere una famiglia, oppure la comunità riunita in piazza a giudicare i misfatti di alcune persone. Emozioni indelebili, orologi inesistenti, tempo superfluo.

 

immagine di iguana

 

Guatemala

 

Lago di Atitlán 

Nel lago di Atitlán e nella cittadina di San Pedro ho trovato un luogo ideale nel quale vivere. I miei sei mesi in Centro America si stavano drasticamente riducendo… Il ritmo di vita è rilassato, gli orari sono un optional e la cosa più importante è imparare a prendersela comoda.

La mia vita consisteva in lezioni di spagnolo e di yoga. Questo mi ha aiutato a spogliarmi di altri strati fatti di frenesia e velocità, tipici della cultura occidentale. Un lago per me magico, al quale ripenso con grande nostalgia.

 

Antigua e Monterrico

L’antica capitale del Guatemala, ferita e distrutta varie volte dai due terribili vulcani che la circondano. Il Volcan de Fuego e il Pacaya. Ogni tremolio mi faceva sussultare, colpa delle crepe che avevo visto passeggiando lungo i viali. Ma dopo essere stata avvolta in un luogo senza tempo, mi è sembrata troppo europea. 

Sono scappata al mare a Monterrico e ho ritrovato ciò che volevo trovare nei miei sei mesi in Centro America. In una distesa di sabbia nera dove bazzicano cani affamati e senza padrone. Dove si poteva prendere il sole solo al mattino perchè la sabbia diventava incandescente e non si poteva nuotare a causa della forza dell’Oceano Pacifico.

 

spiaggia di monterrico al tramonto

Breve sosta in Honduras e ritorno in Guatemala

 

San Pedro Sula e Roatan

Mi ero lasciata influenzare dai racconti sull’Honduras e voluto visitare anch’io una delle sue idilliache isole. Prima ho fatto sosta a Copán Ruines per vedere le piramidi maya.

Sono partita da Antigua con lo Shuttle e sono arrivata in giornata. Il giorno dopo sarei ripartita alla volta di San Pedro Sula, uno dei paesi più pericolosi al mondo.

Ammetto di aver avuto per la prima volta paura, leggevo timore anche negli sguardi della gente sul mezzo nel quale viaggiavo. Fortunatamente in serata ho raggiunto l’hotel e la mattina dopo sono volata nell’isola di Roatan.

Ho trascorso esattamente metà del viaggio rinchiusa in bungalow a causa della pioggia in compagnia di una gattina di appena sei mesi di nome Princesa.

Quel tempo mi è servito per mettere nero su bianco i miei pensieri e le mie avventure nei sei mesi in Centro America.

Nei giorni di sole uscivo a fare snorkeling, a passeggiare o a fare tour dell’isola in motorino. Ma c’erano veramente troppi italiani, quasi mi infastidiva sentire parlare il mio idioma dopo tanto tempo rinchiusa in una bolla di vetro maya.

 

Spiaggia di Livingston, una delle tante viste nel mio viaggio di sei mesi in centro america

Ritorno in Guatemala

 

Il funzionario della dogana mi fece osservare, prima di rimettere il timbro, che mi rimanevano 23 giorni da trascorrere in Guatemala. Mi sarebbe piaciuto vedere tanti altri posti ma ho dovuto fare una cernita.

Ho scelto Livingston, Coban e Flores. Il primo è il Caraibi del Guatemala dove vivono i “Garifuna” una popolazione di origine africana trapiantata dai coloni.

L’africa e il latino, una combinazione che non promette bene. Purtroppo, anche se il luogo è suggestivo, l’immondizia è orrendemente esagerata e deturpa completamente il paesaggio.

Coban invece si trova fra le montagne e fa veramente freddo in inverno. Ma intorno si possono ammirare immense piantagioni di caffè e a sorpresa di cardamomo.

Sì perchè qui si trova il caffè al cardamomo, una prelibatezza che continuo a bere ancora oggi. La città è piuttosto affollata ma non di turisti, la maggior parte sono di origine americana o nord europea.

Flores invece è una graziosa isoletta che si trova nel lago Petén Itzá, in uno dei dipartimenti più belli dello stato, il Petén. Da qui partono le escursioni per visitare Tikal, uno dei siti maya più suggestivi perchè immersi in una foresta immacolata, lontana da qualsiasi insediamento umano. Sono rimasta tre giorni, poi ho dovuto salutare il mio amato Guatemaya e dirigermi in Belize.

 

mare azzurrissimo in belize visto nei sei mesi in centro america

Belize e Messico

 

Belize City e Caye Caulkner

Ero giunta all’ultima tappa del mio viaggio, poi sarebbe toccato il tragitto del ritorno. Avevo trascorso cinque mesi e mezzo ma mi credi se ti dico che i miei occhi non erano ancora sazi?

Da Flores parto in corriera per raggiungere Belize City, avevo sentito non fosse molto sicura, quindi ho sorvolato la visita. Mi sono subito diretta ai traghetti per l’isola di Caye Caulkner.

Sono arrivata e l’aria era calda, avvolgente e rilassante. Vicino a me l’isola di Ambergris Caye, meglio conosciuta come la Isla Bonita di Madonna. 

Ma Caye Caulkner ha la particolarità che non circolano auto, solo biciclette e golf car e il ritmo era molto più blando. Tanto da rischiare di perdere il traghetto di ritorno in Messico perchè il mio autista aveva fatto festa la sera prima e non si era svegliato in orario!

Non ho mai visto però un’acqua tanto azzurra, sembrava quasi dipinta. Ma le spiagge a disposizione non sono molte e ripararsi dal sole è davvero difficile. Ma non era mia intenzione stare distante perché dovevo ritornare e volevo catturare ogni singolo raggio.

 

L’ultimo giorno l’ho trascorso nella mia amata Playa del Carmen. Era giusto così, dovevo concludere qui un cerchio che si era aperto a ottobre e si richiudeva ad aprile.

 

***

 

Sei mesi in Centro America mi hanno cambiata. Sono ritornata più leggera e ho capito che la felicità si ottiene spogliandosi di tutte le cose superflue che ci portiamo addosso.

Maschere, pregiudizi, condizionamenti sociali, senso del tempo. La serenità riguarda il togliere più che il costruire.

Ogni tanto riaffiorano i ricordi di quei mesi e mi ricordo degli insegnamenti avuti. Cercherò di non essere mai più la persona che ero prima di partire. Farò in modo che la routine non cancelli ciò che il viaggio mi ha insegnato.

Se mi chiedono se ne è valsa la pena, con un gran sorriso rispondo di sì. Se mi chiedono se mi sono sentita sola rispondo no.

Essere stata finalmente con me stessa, fuori dal mio contesto abituale, mi ha dato una forza e una lucidità che non credevo di avere.

Per questo ti voglio dire che se ti si presentasse l’occasione, dovresti provarci anche tu.

Ritrovarti è il dono più grande che tu possa farti. 

Se mai ti venisse voglia di partire all’estero per studiare lo spagnolo ti consiglio caldamente di valutare un corso di spagnolo in Guatemala a San Pedro de la Laguna.

Immerso nella natura vulcanica si nasconde un villaggio di pescatori con un importante numero di scuole di lingue. Sono le più economiche che puoi trovare in tutto il Guatemala.



San Pedro de la Laguna

Se dovessi scegliere un luogo nel mondo dove trasferirmi senza troppi pensieri correrei qui. Ho trascorso un mese due anni fa, per studiare lo spagnolo e fare un corso di Ashtanga yoga (leggi l’articolo completo qui)

Incastonato sulle pendici del vulcano San Pedro, il villaggio è bagnato dal lago Atitlán, vissuto fin dall’antichità dalle popolazioni maya.

Qui troverai usanze e costumi rimasti intatti nel tempo. Avrai la possibilità di raccogliere la verdura direttamente dall’orto o aiutare i paesani nella coltivazione del caffè.

Il tempo sembra si sia fermato e nell’aria si respira semplicità, serenità e tranquillità. I ritmi sono lenti scanditi dall’eterna primavera: caldo di giorno, più fresco la sera e la mattina. Un idilliaco luogo in cui rinascere.

Ma non credere che sia poco frequentato. La città richiama infatti persone da tutto il mondo, un crocevia di culture che scelgono proprio San Pedro come tappa fondamentale in un viaggio in Guatemala.

E gli abitanti sono ben felici di accogliere i visitatori con larghi sorrisi e un saluto che non viene mai negato a nessuno. Questa è la mia dichiarazione di amore per te, San Pedrito <3

 

Corso di Spagnolo in Guatemala

 

Nel tempo ho mantenuto amicizie nate proprio in questo comune e alcune settimane fa mi ha contattato Kathy, una ragazza che lavorava nel centro in cui facevo yoga.

Mi ha raccontato di aver cambiato lavoro e con orgoglio ha dichiarato di essere diventata insegnante di spagnolo.

Abbiamo scherzato un po’ sul fatto che ora avrebbe potuto correggere i miei errori grammaticali e mi ha spiegato che la appassiona molto questo nuovo ruolo.

La scuola nella quale insegna è Lake Atitlan Spanish Schoolcon docenti certificati dal Ministero dell’Educazione del Guatemala e tutti parlanti la lingua inglese. E tutti locali.

Lo scopo della scuola è proprio quello di assumere persone del posto per offrire loro un lavoro, oltre a sostenere progetti  per il sostentamento delle famiglie più indigenti.

Building my dreams” è il nome del progetto (costruendo sogni) dove ogni alunno può dare il suo piccolo contributo facendo qualcosa per lui ma anche per gli altri. Nonostante il villaggio sia frequentato dai turisti, molte persone vivono con salari molto bassi e necessitano di aiuto.

Proprio per questo la maggior parte delle scuole di spagnolo a San Pedro pensano agli altri. E non appena conosci la popolazione e ti rendi conto di quanto sia ospitale, verrà voglia anche a te di fare altrettanto. A San Pedro si respira una “buena onda” e sicuramente questa scia prenderà anche te.

 

Vista dall'alto e fra le nebbie il lago Atitlan

Informazioni generali sui corsi e prezzi

 

Le lezioni si svolgono all’aperto, immersi nella natura, al riparo dal sole. Sarai a tu per tu con l’insegnante seguendo un percorso ad hoc che si abbini perfettamente alle tue attitudini, conoscenze e livello di studio. Stabilirai assieme a lui le tue priorità, gli orari, la frequenza e il metodo di studio. 

Se preferirai fare delle lezioni itineranti avrai la possibilità di farle. Se vorrai dedicarti alla comunicazione con i locali o fare attività extra formative, potrai proporre ogni cosa ti passi per la testa senza problemi.

Non ci sono protocolli rigidi da seguire. Tutto ciò che dovrai fare è impegnarti nello studio senza annoiarti o saltare le lezioni.

Ho detto che i prezzi sono tra i più competitivi di tutto il Guatemala ed è veramente così, guarda la tabella:

  • 2h al giorno per 10 h settimanali circa 67 € a settimana;
  • 3h al giorno per 15 h settimanali circa 78 € a settimana;
  • 4h al giorno per 20 h settimanali circa 104 € a settimana.

Se poi vuoi aggiungere anche l’alloggio per vivere completamente immerso nella cultura locale e imparare tutto ciò che c’è da sapere sui maya e le loro tradizioni pagherai 76 € a settimana con il bagno condiviso o 88 € con il bagno privato.

In più sarai in compagnia di una famiglia che ti saprà consigliare sulle attività da fare e su come muoversi lungo tutto il lago. Attorno infatti ci sono altri bellissimi paesi da vedere come San Marcos la Laguna, Panajachel, Santiago, eccetera.

Ma se per mancanza di tempo o di occasione non puoi andare a San Pedro e godere della sua terra magica puoi sempre rivolgerti alla scuola per il corso.

Organizzano anche corsi di spagnolo via skype basta chiedere informazioni più dettagliate agli insegnanti. Ti lascio anche la loro pagina facebook: lake atitlan spanish school.

Non potresti iniziare l’anno nel migliore dei modi quindi prepara la valigia e parti per il tuo corso di spagnolo in Guatemala!




Io e lo yoga:

La mia esperienza in Centro America:

Sai che ho scritto anche una guida completa sul Guatemala? La trovi qui:

Un anticipo su quello che troverai nella guida puoi leggerlo qui: