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Le escursioni in autunno in Italia, in Europa e nel mondo fra natura e città, hanno un fascino particolare che ben si adatta alla stagione.

La nebbia che regala paesaggi suggestivi oppure le luci soffuse dei locali che si specchiano sulle pozzanghere di pioggia appena caduta mentre nell’aria si respira una fragranza umida e muschiata.

L’autunno, lo ammetto, è una delle mie stagioni preferite. Un inframezzo tra gli estremi del caldo e del freddo, un passo verso l’introspezione dove la natura offre i suoi ultimi bagliori prima di concedersi al riposo invernale.

 

 

Dove fare le escursioni in autunno in Italia

 

In questa particolare stagione ognuno di noi sente nascere un esigenza personale che lo spinge a immergersi nella natura per abbandonare un po’ alla volta i ricordi estivi o chiudersi in casa, in città o nei locali per ripararsi dai primi accenni del freddo.

Possiamo dedicarci al Foliage e gustarci la carambola di colori rappresentata dalle foglie delle piante. Ad esempio a Lavarone o ad Arte Sella in Trentino Alto Adige, seguendo percorsi creati ad hoc, si può vivere l’esperienza di un incontro ravvicinato con la natura che si svela in tutta la sua bellezza.

Ad Arquà Petrarca in provincia di Padova, invece, scopriamo un prodotto locale antico famoso più per un detto che per il frutto stesso. Sto parlando delle giuggiole e, in particolare, del famoso “Brodo di Giuggiole” divenuto emblema del borgo.

Una delle spezie più ricercate e costose, ovvero lo zafferano, si può raccogliere fra metà ottobre e i primi di novembre a Città della Pieve in Umbria. In suo onore nasce la manifestazione “Zafferiamo” che richiama turisti da tutto il mondo.

Anche il mare ha un fascino magnetico in autunno quando le spiagge sono deserte e l’acqua riverbera sulla riva trasportando una vivacità che mai si spegne. Fra le più coinvolgenti ti consiglio quella nel litorale riminese o quelle abruzzesi a Punta Aderci e nella Costa dei Trabocchi.

La Puglia, frequentatissima in estate, nasconde nell’entroterra dei borghi magici intrappolati nella rete del passato da cui emergono testimonianze storiche di inestimabile valore. Ascoli Satriano, Troia, Biccari e Candela segnano il passaggio del popolo dei Dauni e le vie antiche della transumanza.

 

veduta sulla campagna di Troia

 

Le escursioni in autunno in Europa

 

Cosa c’è di più suggestivo che visitare un castello avvolto dalla foschia?

Con un po’ di fortuna si può vivere questa esperienza a Carcassonne in Francia. Fra i merletti delle mura e le gocce di bruma sulle feritoie possiamo ascoltare gli echi di un mondo medievale e lasciarci avvolgere dai racconti leggendari.

Salire in Irlanda, invece, significa comprendere il linguaggio dei druidi avvolto dall’impermanenza della natura e scorgere, tramite un abile gioco di luci e ombre, personaggi fatati come gnomi e folletti.

Fra le sponde del lago di Bled in Slovenia, si intravede il profilo di una chiesetta posizionata nel mezzo dell’acqua. I rintocchi delle campane annunciano una profezia: chi le suonerà sarà obbligato dal suo cuore e dalla sua mente a tornare lì per sempre e in eterno.

L’autunno a Plitvice ha qualcosa di raro: sovente inganna gli occhi facendo credere che nulla sia più vitale e sfuggente. La natura si prepara a dormire eppure la si percepisce così fulgida e viva da ipnotizzare la mente e scuoterla nel profondo.

Ulm, in Germania, è un luogo perfetto da conoscere in autunno per via del suo Duomo che sale attraverso 768 scalini quasi alla sommità del cielo. La città natale di Albert Einstein promette interesse e curiosità grazie ai suoi numerosi aneddoti che hanno incasellato la cultura e le vicissitudini degli abitanti.

Sei un fashion addicted?

È il periodo ideale per conoscere i centri commerciali più trendy d’Europa a Parigi, Berlino, Madrid e Londra. I loro nomi ti faranno venir voglia di spese pazze e prematuri acquisti natalizi: scoprili qui!

 

Uno dei castelli presenti in Irlanda

 

Dove andare nel mondo in autunno

 

Si parte alla ricerca del caldo e dell’estate nelle nostre latitudini, ahimè, terminata. Possiamo puntare sul Centro America e immergerci nella cultura latina. Messico, Guatemala e le isole dell’Honduras la rappresentano appieno.

Potremmo però puntare su un clima temperato e virare verso il Marocco e il deserto del Sahara per entrare in contatto con la popolazione berbera e il disincanto delle loro peregrinazioni.

Bazzicare i luoghi degli antichi romani ed esplorare le nostre radici cristiane in Giordania mentre assistiamo esterrefatti al sito di Petra, una delle sette meraviglie del mondo.

 

 

Ovunque decidiamo di andare sarà una scelta azzeccata perché un viaggio significa insegnamento. È un cammino che scegliamo volontariamente di compiere.

Travel deriva dal vocabolo francese travail che significa lavoro fisico o mentale, un travaglio, un passaggio inevitabile o meglio un cammino verso una condizione migliore. Grazie alla vacanza abbandoniamo il carico quotidiano e ci muoviamo liberi fra i sentieri del mondo.

In questo articolo ti farò scoprire i luoghi dove trovare i Dolmen in Italia, in Europa e addirittura nel mondo, perché si trovano un po’ dappertutto! Siamo fortunati a poter vedere dal vivo queste meravigliose testimonianze del mondo antico.

 

Cosa sono i Dolmen

 

I Dolmen sono l’equivalente maschile dei femminili Menhir ovvero dei monolitici antichi eretti nelle epoche passate per vari scopi. Messi assieme vanno a formare i templi megalitici e i famosi Cromlech. La loro funzione è quella tombale e serviva per le sepolture collettive.

Hanno una struttura ben definita in quanto sono composti da una camera formata da blocchi, lastre di copertura e di supporto racchiusi dentro un tumulo di pietre e terra.

Questa architettura serviva a nascondere al suo interno i corpi dei defunti e allo stesso tempo a lasciare una via di uscita nel caso fossero dovuti tornare per qualche motivo.

Conteneva, inoltre, una camera di entrata e alcuni cunicoli sotterranei utili ai vivi per portare doni ai defunti in cambio di preghiere, benedizioni e protezioni.

Quanti Dolmen ci sono nel mondo? Un’infinità! 

Pensa che in tutto il mondo se ne registrano all’incirca 55 mila: quasi 20 mila solo in Europa. Lo stato con la più alta densità di ritrovamenti è la Francia in quanto sono dislocati lungo tutto il territorio.

Altre migliaia si trovano sparse per il mondo e 30 mila sono quelli rinvenuti, invece, in Corea. Gli unici stati a non possederne sono l’America e l’Australia. Molti sono andati distrutti e non se ne hanno più traccia.

Una serie di Dolmen disposti a raggera formavano un cromlech. L’esempio più famoso è dato dal sito inglese di Stonehenge dove, la strana disposizione, ha lasciato per molti anni dubbi agli studiosi sulla sua reale funzione.

 

Sito di Stonehenge

 

Dove trovare i Dolmen in Italia

 

Liguria

In Liguria è stato ritrovato un Dolmen nella provincia di Savona. È collocato nella città di Roccavignale e ha una struttura con 4 massi verticali e uno che chiude a sud. 

Sopra sono collocati tre lastroni e sono rimaste tracce di un antico pavimento, oggi però, quasi completamente cancellato dalle intemperie e dal tempo.

 

Puglia

In totale se ne contano 23 divisi fra la campagna del Salento, il brindisino, il tarantino e il barese. Il Dolmen di San Silvestro a Giovinazzo è l’unico ad avere l’ingresso sepolcrale verso levante mentre la cella è disposta a ponente.

Si tratta di un particolare che lo differenzia da tutti gli altri Dolmen presenti ma non si conosce il motivo per cui gli antichi lo abbiano disposto in tal maniera. 

Gli altri Dolmen sono collocati nelle città di Statte, Ruvo di Puglia, Cisternino, Bisceglie, Corato, Trani, Molfetta, Montalbano di Fasano, Terlizzi e Trani. 

 

Sicilia

La maggior distribuzione di Dolmen è concentrata nella parte sud-orientale dell’isola o meglio nelle province di Caltanissetta, Siracusa e Ragusa. In queste zone si trova anche a Butero una cista dolmenica, ovvero un dolmen a forma di cubo, un monumento insolito tipico del periodo greco. 

Ad Avola, nel Siracusano sono stati rinvenuti dei Dolmen che servivano da tombe funerarie per i bambini. Disposti, invece, in forma ellittica i Dolmen dei monti ragusani, a Cava dei Servi, dove sono stati ritrovati per la prima volta in Europa dei resti di ossa umane provenienti dalle tombe.

In direzione dell’acropoli greca a monte Bubbonia in provincia di Gela si trova un Dolmen a forma rettangolare. Un altro a forma rettangolare si trova a Mura Pregne, sulla dorsale nord orientale del Monte San Mauro, tra Termini Imerese e Sciara.

Altri ne sono rinvenuti a Sciacca, nella contrada Femmina Morta e a Cava Lazzaro in provincia di Ragusa. 

 

Sardegna

Secondo le registrazioni fatte in Sardegna sui numeri dei Dolmen presenti ne sono stati contati 215, concentrati per lo più nella parte centrale e specialmente nella zona della Gallura. 

La loro particolarità è di avere non solo una funzione funeraria come per gli altri monumenti dislocati nel territorio italiano ma anche un significato religioso, tanto da essere orientati secondo un percorso di pellegrinaggio. 

Dando uno sguardo sulla cartina e seguendo la loro dislocazione, infatti, si può notare come siano disposti lungo un asse che attraversa tutta la Sardegna. 

 

Ti elenco i Dolmen principali:

  • Dolmen Santa Caterina e Sant’Andrea a Berchidda;
  • Il comune di Luras presenta i Dolmen Billella, Ciuledda, Ladas e Alzoledda;
  • Il Dolmen più grande è quello di Sa Coveccada a Mores dal peso di circa 27 tonnellate;
  • Sul Monte Maone a Benetutti si trova un Dolmen a forma mista e non definita;
  • A Buddusò ci sono il Dolmen di Sos Monimentos e di Su Laccu;
  • Su Edrosu è il Dolmen di Macomer affiancato da due grossi blocchi di trachite.

 

Una cartina più approfondita la trovi sul sito Isola di Sardegna, alla voce Storia e Dolmen. 

 

Dolmen a due piastroni

 
 

Dove trovare Dolmen in Europa

 
 
La quantità maggiore di Dolmen si trova in Francia e in particolare nella zona della Bretagna. A questi fanno bella compagnia i cromlech inglesi, irlandesi e Gallesi tanto da considerarli parenti stretti.
 
Anche in Corsica si trovano dei Dolmen simili a quelli sardi più che a quelli Bretoni e disposti prevalentemente a raggiera. Così come in Olanda, Danimarca e in Spagna.
 
A Malta si trovano dei monumenti megalitici predisposti da non si sa quale civiltà ma hanno delle caratteristiche comuni con quelli mediterranei e atlantici. 

In Portogallo si trova il Dolmen di Valleverde e il Dolmen bretone di Barnenez nella zona del Finistère considerato il più grande della regione con una planimetria riservata a 11 stanze funerarie. 

Una cartina dettagliata con la datazione dei Dolmen presenti in Europa la trovi qui:

 

Alcuni Dolmen in Europa

 

Dove trovare i Dolmen nel Mondo

 

Come ti ho già anticipato all’inizio dell’articolo il numero maggiore di Dolmen si trovano in Corea suddivisi fra la provincia di Chŏlla-namdo e Chŏlla-puktoe.

In Corea sono conosciuti con il nome di koindol e sebbene non raggiungano delle grandi proporzioni come quelle di Stonehenge, ad esempio, rimangono comunque delle favolose testimonianze storiche.

Altri Dolmen sono presenti in Siria come anche alcuni Menhir di cui ti ho già parlato nell’articolo precedente. Purtroppo la loro manutenzione non è garantita e al momento non è dato sapere in quali condizioni riversano. 

 

Gli unici che ho visitato sono quelli a Malta… E tu a che punto sei?

 

Ti sarà venuta voglia di scoprire anche i Menhir… Non ti rimane che sapere tutto su di loro in questo articolo:

Un elenco completo su dove trovare Menhir in Italia, in Europa e nel mondo al fine di organizzare delle vacanze megalitiche! Se ti stai chiedendo di cosa sto parlando vuol dire che per te si aprirà un ventaglio di viaggi completamente nuovi… Sei pronto?

 

Cosa sono i Menhir?

 

I Menhir sono dei monumenti dalla forma particolare sorti nel periodo del neolitico o del Bronzo. Sono di difficile interpretazione in quanto ancora adesso non si conosce il loro riferimento se sia di tipo religioso o sociale.

Si tratta pietre a forma allungata di parallelepipedo posizionate in orizzontale su cui sono stati incisi ornamenti vari, talvolta volti, armi, incisioni o animali, disposti in cerchio.

Per questo motivo sono meglio conosciute come “Strutture Megalitiche” e la loro più famosa rappresentanza è il sito inglese di Stonehenge che si trova vicino ad Amesbury nello Wiltshire.

Queste pietre si trovano non solo in Europa ma anche in altre parti del mondo segno che i nostri antenati primitivi non si facevano certo delle brevi passeggiate!



Dove trovare Menhir in Italia?

 

Se cerchiamo i Menhir in Italia ne troviamo tantissimi soprattutto al nord, sulle isole e al sud Italia. Fra le regioni che registrano la presenza ci sono Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Puglia, Sicilia e Sardegna.

NORD

  • Alto Adige, Lagundo vicino a Merano: non è famoso solo per la sede del birrificio Forst ma anche per avere di fronte all’ufficio del turismo le copie di menhir in marmo di Lasa (tipico della zona). Gli originali sono, invece, conservati all’interno del Museo Civico di Bolzano dove riposano anche le spoglie di Ötzi.
  • Lombardia, Bulciago e Barzano: nel primo comune faceva sfoggio un menhir alto 1,60 metri affondata nel terreno per circa un metro. Fu rubato nel 2007 ma poi ritrovato, senza averne però prove certe perché non è più stato messo nel suo luogo di origine. A Barzano invece figurano ben 2 menhir per un’altezza ciascuno che raggiungono i 2 metri. Si trovano di fianco alla Strada Provinciale 342, all’incrocio di via Giuseppe Parini.
  • Piemonte: a Cavaglià (Biella) 11 menhir vanno a formare un Cromlech. Lugnano, Chivasso e Manzé hanno un Menhir a testa pressoché identici alti all’incirca 4 metri. Monte Pietraborga, Paroldo e Monte Musiné hanno i Menhir meno famosi della regione perché più rovinati. Braglia (Cuneo), invece, è il sito più importante scoperto nel 1970 ma lasciato andare in rovina.
  • Liguria, Varazze, Verzi (Finale Ligure), Monte Caprione, Monte Capri (tra Riomaggiore e Riccò del Golfo), Tramonti (Campiglia). Quest’ultimo in particolare è conosciuto come il Menhir del Diavolo costruito per motivi religiosi.

CENTRO

  • Toscana, Lunigiana: qui si trova un complesso di statue maschili e femminili la cui origine sembra essere collocata nell’età del bronzo. Altri reperti della collezione sono costuditi nel Museo delle statue stele lunigianesi all’interno del Castello del Piagnaro a Pontremoli.

SUD

  • Puglia: si contano ben 79 menhir dislocati a Martano (Lecce) con la presenza di uno del menhir più alto d’Italia che raggiunge i 4,70 metri ed è conosciuto come il Menhir di Santu Totaru. A Muro Leccese rimangono visibili e ancora non devastati dal tempo altri 6. In tutta la provincia di Lecce, comunque, sono disseminati i menhir quasi che ogni comune può vantarsi di averne almeno uno. A Modugno (Bari) fa scena il monaco, un menhir che raccoglie le fattezze del religioso, mentre a Terlizzi (Bari) se ne contano almeno 3 tra cui il più famoso è il Menhir della via Appia. La città con più esemplari, però, è Giurdignano (Otranto) in cui ce ne sono 15.

ISOLE

  • Sicilia, Parco delle Madonie: può vantare la presenza sia di Menhir che di Cromlech.
  • Sardegna: sono state ritrovate almeno oltre 740 statue dislocate in tutta l’isola. In provincia di Oristano a Laconi ce ne sono almeno 100, mentre a Villa Sant’Antonio c’è il più alto d’Italia che raggiunge il 5,75 metri. Quest’area è stata chiamata la valle dei Menhir. Altre opere si trovano nel sud della Sardegna e più precisamente nei comuni di Goni, Sant’Antiaco, Tortì, Barisardo e Marmoiada.

 

Menhir in Sardegna

Foto da Wikipedia

 

In Europa?

 

Alla domanda dove trovare Menhir in Europa posso rispondere che la presenza più massiccia è registrata in Bretagna ma anche in Corsica sempre in Francia, nelle isole Britanniche e in Gran Bretagna, in Germania e in Scandinavia con il sito di Björketorp Runestone e in Portogallo a Sagres e nel distretto di Évora.

FRANCIA

I Menhir disposti in Francia sembrano seguire delle rette che portano da una località all’altra, ecco che quindi vengono classificati in base alle loro direzioni.

Nel Morbihan seguono un percorso di 4 chilometri tra il sito di Kerlescan e Le Ménec e sono conosciuti come gli “Allineamenti di Carnac” tra cui il più visitato è il Grande menhir spezzato di Locmariaquer.

Il più alto Menhir al mondo si trova qui a Locmariaquer e raggiunge l’altezza di 20 metri. Purtroppo è stato rotto in 4 pezzi che giacciono al suolo come un eroe ferito e spezzato dalle ire del tempo.

Quelli fuori dal tragitto sono il menhir di Champ-Dolent vicino a Dol-de-Bretagne (Ille-et-Vilaine) e il menhir di Saint-Uzec a Côtes-d’Armor, il menhir di Cham des Bondons a Lozère e il Menhir della Cattedrale a Le Mans. Quest’ultimo si trova proprio all’interno della cattedrale.

Ci sono poi altri menhir che sono stati spostati dai romani in prossimità dei loro crocevia e si trovano a Murat-sur-Vèbre a Tarn, a Saint-Sulpice-de-Faleyren a Gironde e in Corsica a Filitosa.


INGHILTERRA

Inizialmente si pensava che i Menhir fossero di derivazione celtica mentre poi, con il tempo, si scoprì quanto fossero in realtà antichi. Drizzlecombe, nella contea del Devon in Inghilterra, ospita l’area di Dartmoor con un Menhir che raggiunge quasi i 4,5 metri di altezza.

Il quale è conosciuto come “Beardown Man” con vicino un altro Menhir a cui è stato affibiato il nomignolo di “The Needle of Beardown Man” ossia “l’ago dell’omino con la barba” per la sua forma lunga e affusolata.

L’altro sito importante si trova a Laughter Tor, vicino Two Bridges, sempre nell’area del Dartmoor che va a formare quasi un circuito archeologico ben definito.

Le Frecce del Diavolo sono collocate, invece, a Boroughbridge nel North Yorkshire e sono tre statue in arenaria delle 5 rimaste tra cui figura la seconda più alta del Regno unito raggiungendo un’altezza di circa 7 metri circa.

Il podio va al monolite Rudston di 7,6 metri circa che si trova all’interno del sagrato di Rudston, un piccolo villaggio facente parte della zona dell’East Riding of Yorkshire.

Il nome è legato ha una leggenda secondo cui un giorno il diavolo volle vendicarsi della città Aldborough per alcune malefatte che avevano combinato gli abitanti.

Decise così di lanciare delle pietre in direzione del paese ma siccome lo fece con troppa debolezza queste rimasero superficialmente piantate nel terreno senza causare alcun danno.

Le isole Ebridi, invece, conservano intatte nel tempo sia Menhir che Dolmen oggetto di studi da parte di un antropologo per provare a capirne l’origine motivazionale.



GERMANIA

Due aree tedesche sono addobbate da Menhir: Gollenstein Blieskastel e Spellenstein, St. IngbertIl primo si trova vicino a Blieskastel nel distretto di Saarpfalz di Saarland e presenta un Menhir che raggiunge un’altezza di 6,6 metri fra i più larghi dell’Europa Centrale.

Il secondo, di 5 metri, si trova sempre nel distretto di Saarland ma nella città di St. Ingbert e fu modellato su una porzione di arenaria piuttosto dura tipica della zona di Dudweiler Pfaffenkopf.

SCANDINAVIA

Sono 3 Menhir che formano un complesso megalitico presente nella provincia di Blekinge in Svezia tra cui figura la famosa pietra runica di Björketorp. È considerata la più alta al mondo e raggiunge i 4,2 metri di altezza con l’incisione sia da un lato che dall’altro scritta con l’alfabeto antico delle rune.

Il testo si presuppone possa corrisponde a queste frasi: “Io, maestro delle rune, nascosi qui rune di potere. Incessantemente afflitto da maleficio, condannato a insidiosa morte è colui che rompe questo monumento”.

Nel retro, invece, presente la scritta: “Io prevedo distruzione”.

PORTOGALLO

Nel distretto di Faro e più precisamente a Sagres, rimane ancora eretto un Menhir a testimonianza della presenza di civiltà antiche mentre altri sono sparpagliati in prossimità ma caduti al suolo.

Évora capoluogo del distretto di Évora oltre a essere una città museo Patrimonio dell’Unesco vanta un Menhir di 2,5 metri e vicino un cromlech, chiamato Cromlech di Almendres composto da 96 monoliti disposti a ellissi.

 

Un altro esemplare di Menhir

 

Dove trovare Menhir nel mondo?

 

In Mongolia sono stati ritrovati dei Menhir che sono stati chiamati “Stele del Cervo” per le loro incisioni con disegni di cervi. Non si conoscono gli autori delle statue ma ne sono state ritrovate ben 500 dislocate in tutta la Mongolia. I principali siti sono collacati nella zona di Ulaan Tolgoi e Ushkiin-Uver, vicino a Môrôn.

Nabta Playa in Egitto nasconde fra le sabbie del Sahara un complesso megalitico di Menhir edificato attorno al V millennio a.C. La particolarità è quella di essere orientato al fine di seguire il sorgere e del tramontare del Sole ma solo in particolari periodi dell’anno.

Dove trovare Menhir oltre a questi due stati? Altri ancora se ne trovano nei territori dell’Africa settentrionale e più specificatamente in Palestina e in Siria. In Siria se ne registrano un numero maggiore anche se le condizioni in cui vertono sono piuttosto scoraggianti.

 

Spero di aver soddisfatto la tua curiosità su dove trovare Menhir nel mondo, e se vuoi scoprire anche la parte maschile dei templi megalitici, ovvero i Dolmen… Connettiti a questo link: Dove trovare i Dolmen in Italia, in Europa e nel mondo

Ci sono monasteri e templi induisti in Italia? La rete capillare di scuole di yoga nel nostro territorio ha anche favorito una curiosità sull’induismo? Pare proprio di sì stando ai numeri attuali anche se ancora non superano le comunità buddiste.

Ma che cos’è l’induismo e che relazione ha con la pratica dello yoga?

 

L’induismo

 

È difficile dare una definizione di Induismo in quanto più che religione si tratta di uno stile di vita assoggettato a determinati concetti. I quali sono definiti nei testi sacri fra cui spiccano i Veda, una raccolta di nozioni di ostica interpretazione.

Secondo la filosofia induista, infatti, gli insegnamenti dovevano essere recepiti in forma sensoriale, emozionale e istintiva e non come siamo stati abituati a spiegare noi occidentali, in forma concettuale o teorica.

La presenza delle divinità induiste aumenta, poi, la confusione presentandosi in diverse rappresentazioni. L’apice è composta dalla Trimurti:

  • Brahma, il Creatore;
  • Shiva, il Distruttore;
  • Vishnu, il Conservatore.

Da loro nascono e si evolvono numerose divinità richiamando seguaci che si rispecchiano nelle medesime caratteristiche identificative. Vengono così edificati templi in loro onore affinché possano intercedere nelle richieste personali e spirituali degli adepti.

Molte posizioni dello yoga rappresentano le divinità o traggono da loro origine creando una sorta di danza divinitoria a cui gli yogi estrapolano l’energia.

La filosofia yogica prende, inoltre, molti concetti dall’induismo come quelli che ha portato in evidenza Patanjali con il suo manifesto relativo agli “Otto Passi dello Yoga” per non parlare poi dell’uso dei mantra per entrare in meditazione.

L’unico monastero induista in Italia si trova in Liguria nel Savonese e più precisamente ad Altare in località Pellegrino. Il suo nome è Matha Gitananda Ashram ed è dove vengono celebrati corsi e ritiri spirituali o semplici visite per chi desidera approfondire la conoscenza di questa filosofia orientale.

 

Equilibrio

Templi induisti in Italia

 

I Templi o comunità presenti in Italia non sono tantissime ma sono comunque dislocate in quasi tutto il territorio nazionale. Sono presenti anche associazioni fondate da indiani che servono da tempio per professare la religione. Di seguito ti lascio la lista suddivisa per regione:

 

Lombardia

Shree Durgiana Mandir: Castelverde in provincia di Cremona, tel: 327 864 2474

Shri Hari Om Mandir: via Martin Luther King, 19, 46020 Zona Industriale Polesine in provincia di Mantova

Maha Shiv Shakti Mandir: via G. Garibaldi, n.54, 25086 Botticino (Brescia), tel: 320 085 7897

Shri Vishnu Mandir: via Colombo, 8, 20094 Corsico (Milano), tel: 347 763 4757

Sito internet: https://www.shrivishnutemplemilano.org/


 

Veneto

Hindu Sanatan Mandir: via Olimpica, 28, 36071 Arzignano (Vicenza), tel: 389 682 7904

Jai Jagadambe Maa Durga Shakti Mandir: via Fontane, 132, 31047 Ponte di Piave, Treviso, tel: 320 553 5600


 

Emilia Romagna

Shree Nav Durga Mandir: Strada Comunale del Lino, 43010 Polesine Parmense (Parma), tel: 329 019 3852

Vaishno Mata Mandir: Strada Provinciale Nord, 138, 42017 Novellara (Reggio Emilia), tel: 329 896 0714


 

Lazio

Om Hindu Mandir: via Amedeo Cencelli, 23a, 00177 Roma, tel: 339 665 1409

Shree Durga Maa Mandir: Terracina, Latina, tel: 331 772 5377


Sicilia

Geetanjali Circle – Doorga Maa Mandir: via Cava, 13, 95124 Catania, tel: 348 898 7002

Associazione Culturale Shiv Shakti Mandir: via Giuseppe Verdi, 59, 95131 Catania


Toscana

Maa Bhagwati Jagran Committee: via A. Burzagli 27, Montevarchi (Arezzo), tel: 333 296 6233


 

Ricerca i templi in questa mappa:

 

 

Non è una lista completa di monasteri e templi induisti in Italia ma è un punto da cui partire se si vuole approfondire la conoscenza di questa meravigliosa filosofia donata dalla cultura indiana.

 

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Viaggiare in Italia seguendo le orme di Goethe è possibile grazie a un’associazione che si occupa di geolocalizzare i luoghi visti dallo scrittore tedesco.

Un progetto incredibile nato dopo i festeggiamenti dei 200 anni dalla pubblicazione del libro/resoconto che portò Goethe alla scoperta del Belpaese.

Un viaggio molto caro all’artista che lo immortalò fra le pagine di un libro, trascrivendo esperienze e sensazioni provate. Un ricordo tangibile di una rinascita, di un momento di libertà e di gioia che lo fece sussultare ricordando quanto la vita valesse la pena di essere pienamente vissuta.

 

Goethe

 

Il suo viaggio in Italia nacque dopo il grande successo avuto dalla sua precedente opera “I dolori del giovane Werther” che ricevette riconoscimenti da ogni parte del mondo.

Si ritrovò famoso, acclamato dal pubblico ma carico di una responsabilità notevole dopo aver scritto un libro di tale levatura letteraria.

Come avrebbe potuto eguagliare quel successo?

Non ne aveva idea. Per questo decise di prendersi una pausa e di partire per un viaggio che gli avrebbe schiarito le idee e dissolto le nubi che offuscavano la sua mente.

Aveva bisogno però di un posto caldo, solare, aperto e gioviale. Scelse l’Italia e fu un’idea vincente. Sarebbe riuscito ad acquietare i pensieri e la calma gli avrebbe dato l’idea per scrivere un altro romanzo che avrebbe eguagliato, se non addirittura superato, il precedente.

Così iniziò a scoprire i paesaggi incantati dell’Italia: dolci pendii fioriti, voluttuosi laghetti, mari caldi, brezze gentili, cieli azzurri cotonati da nuvole candide, sole bruciante che faceva risaltare ogni sfumatura di colore.

All’età di quasi 40 anni tornò a meravigliarsi e a stupirsi di quanto la bellezza possa riscaldare l’anima. Le parole che sgorgavano dal cuore furono di autentica sorpresa e gli occhi si riempirono di incanto. 

Un viaggio che fece vibrare le corde più profonde della sua anima in un modo così impercettibile da trasformarlo completamente. Non solo cambierà l’autore ma anche un’intera comunità, che rimarrà affascinata per sempre dai suoi scritti e che, ancora oggi, sogna di viaggiare e di provare quel medesimo stupore.

In questo link trovi la cartina del viaggio e la descrizione degli spostamenti:

 

foto di colline con piante e casupole in lontananza

 

L’associazione Goethe Italia

 

Il progetto nasce dal promotore Federico Massimo Ceschin con l’intento di rivalorizzare i luoghi attraversati dall’autore tedesco in occasione del suo viaggio.

Non solo, quindi, viaggiare in Italia seguendo le orme di Goethe, ma anche quelle tedesche ed europee, mettendo in luce la grande eredità lasciata ai cittadini del Vecchio Continente.

Sia all’andata che al ritorno Goethe attraversò paesi come l’Austria, la Svizzera, il Liechtenstein e la Repubblica Ceca descrivendo non solo ciò che gli occhi vedevano ma soprattutto ciò che il cuore percepiva.

Fu attraversato da un senso comunitario molto forte che lo portò a stringere amicizia con le persone del posto, guardandole e ammirandone la loro unicità e semplicità.

Un tratto che accomuna tutti i paesi europei, divisi ma pur sempre uniti, oggi più di ieri. Un’anticipazione all’idea di unità e di uguaglianza in questo magico palcoscenico chiamato mondo. 

 

W. Goethe, Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni? – 1795

 

Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni? Brillano tra le foglie cupe le arance d’oro,

Una brezza lieve dal cielo azzurro spira, Il mirto è immobile, alto è l’alloro!

Lo conosci tu? Laggiù! Laggiù! O amato mio, con te vorrei andare!

 

Conosci tu la casa? Sulle colonne il tetto posa, La grande sala splende, scintillano le stanze,

Alte mi guardano le marmoree effigi: Che ti hanno fatto, o mia povera bambina?

La conosci tu? Laggiù! Laggiù! O mio protettore, con te vorrei andare.

 

Conosci tu il monte e l’impervio sentiero? Il mulo nella nebbia cerca la sua strada,

Nelle grotte s’annida l’antica stirpe dei draghi, La roccia precipita e sopra lei l’ondata:

Lo conosci? Laggiù! Laggiù, Porta la nostra strada, andiamo o padre mio!

 

W. Goethe, Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn – 1795

 

Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn, Im dunkeln Laub die Goldorangen glühn,

Ein sanfter Wind vom blauen Himmel weht, Die Myrte still und hoch der Lorbeer steht?

Kennst du es wohl? Dahin! Dahin möcht’ ich mit dir, O mein Geliebter, ziehn.

 

Kennst du das Haus? Auf Säulen ruht sein Dach, Es glänzt der Saal, es schimmert das Gemach,

Und Marmorbilder stehn und sehn mich an: Was hat man dir, du armes Kind, getan?

Kennst du es wohl? Dahin! Dahin möcht’ ich mit dir, O mein Beschützer, ziehn.

 

Kennst du den Berg und seinen Wolkensteg? Das Maultier such im Nebel seinen Weg,

In Höhlen wohnt der Drachen alte Brut; Es stürzt der Fels und über ihn die Flut.

Kennst du ihn wohl? Dahin! Dahin geht unser Weg! O Vater, laß uns ziehn!

 

AGGIORNAMENTO!!

Il sito non è più disponibile e non conosco i motivi per cui l’abbiano chiuso. Rimane online, però, l’itinerario di viaggio che ti ho linkato sopra.

Ti sei mai chiesto quali siano le terme più belle al mondo e dove si trovino? Io sì e cercando sul web ho scoperto le seguenti.
Partiamo subito dalle più vicine, ossia quelle che si trovano in Italia e in Europa. Fra queste figurano:

Terme Fonteverde (Italia)

Rilassarti in una delle sette piscine ammirando il panorama circostante sarà un’esperienza che non ti lascerà indifferente. Tutte le sfumature della luce durante il giorno sapranno regalarti degli attimi di pura beatitudine.

Le fonti termali hanno origini millenarie e apportano benefici sia al corpo che alla mente. E poi non si trovano all’estero, perciò una visita qui è d’obbligo!

 

Terme Liquidrom (Germania)

Nella bellissima capitale tedesca Berlino, troviamo il Liquidrom, un centro termale adatto a tutta la famiglia. La spa è composta da diverse piscine tutte riscaldate e da un sottofondo musicale che si può sentire anche sottacqua.

Vengono organizzati dei veri e propri eventi mondani con dj e serate danzanti. Oppure delle serate all’insegna del relax per chi desidera ricaricare le energie.

Un ottimo modo per spezzare la frenesia della metropoli e rifugiarsi in un’oasi di pace.

 

Aquadome (Austria)

La caratteristica più affascinante della spa Aquadome è la vista a 360 gradi sulla natura, sulle montagne e sugli alberi. Ti sembrerà quasi di essere immerso nella natura più selvaggia mentre ti rilassi ai bordi della piscina.

Anche le saune sono ricercate e realizzate in cristallo. La sala lounge dove rilassarsi è anch’essa costituita da vetrate e sarà impossibile non fermarsi ad ammirare il verde del prato e l’azzurro del cielo.

 

Terme di UUnarquot (Groenlandia)

Un paesaggio da cartolina quello delle terme UUnartoq: piccoli laghi che nascondono delle sorgenti geotermali, circondati dallo spettacolo degli iceberg che galleggiano sul mare.

Penso non sia necessario aggiungere altro per sentirsi rapiti dall’immagine, vero?

 

Cagaloglu Hamami, Turchia

Il New York Times, il prestigioso quotidiano americano, ha inserito il Cagaloglu Hamami come uno dei mille posti da visitare nel mondo.

Si tratta dell’Hammam più famoso di Istanbul. Il trattamento più richiesto è il massaggio che qui viene eseguito in modo piuttosto forte ma che riesce a sciogliere anche le tensioni più profonde. Un meritato riposo fra una visita e l’altra alla meravigliosa capitale turca.

 

Aman Amangiri (USA)

L’Aman Amangiri si trova nello stato dell’Utah, fra rocce e terra grigia che ricorda vagamente un paesaggio lunare. Fra le proposte c’è la “Flotation Therapy”, un trattamento sensoriale “ad alto potere rilassante”, dice chi l’ha provato.

 

foto di goccia d'acqua che cade nell'acqua

Terme di Travertine (USA)

Sempre negli Stati Uniti si trovano le famose Terme Travertine, questa volta nello stato della California e più precisamente nella California State Park.

La loro particolarità è quella di essere frequentate dai reduci degli hippy, dei moderni backpacker, dai nudisti e dai viaggiatori attirati dalla sua fama libertina.

Se hai intenzione di viaggiare in questa parte dell’America una visita non la dovrai assolutamente mancare!

 

Termas San Joaquin (Messico)

Anche il Messico ha le sue terme e si chiamano San Joaquin. Sono molto lussuose e costruite con colonne dorate sovrapposte da archi e volte come un antico tempio greco.

Regala la sensazione di un salto nel passato, un lusso riservato alle caste più abbienti dell’antica Grecia, ma a disposizione in realtà a tutti.

Se i cenotes non sono abbastanza per te dovrai provare questa meravigliosa esperienza.

Terme di Puritama (Cile)

Scendendo più giù nel sud America, nel deserto più arido del mondo, ci sono le terme di Puritama. Sono considerate le sorgenti naturali più calde della terra e si trovano nel nord di San Pedro de Atacama.

La parte più divertente è raggiungerle in quanto si dovrà affittare una jeep e guidare nel deserto fino a trovare il punto di sbocco delle acque.

Immersi quindi in un paesaggio selvaggio sarà una delle esperienze più emozionanti della tua vita!

Infine l’Asia o meglio il Giappone e le sue terme chiamate Beppu. Prendono il nome dalla città che si trova nell’isola vulcanica di Kyushu.

Si trovano all’interno del Suginoi Hotel e sono visitate da ben 12 milioni di visitatori all’anno! Segno che anche i giapponesi amano crogiolarsi al caldo delle terme e rilassarsi grazie al tepore che emanano.

 

Recensione del libro “La libertà viaggia in treno” di Francesco Pace: un insieme di ventitré racconti che accompagnano il lettore a viaggiare con la mente.

VIAGGIARE IN TRENO (CON LA FANTASIA)

 

Durante una mia incursione su Amazon Kindle mi sono imbattuta nel libro di Francesco Pace “La libertà viaggia in treno“. Sono stata subito attratta dalla copertina con l’immagine di un treno in corsa. Da appassionata di viaggi non ho potuto resistere.

Il libro è composto da 23 racconti di tragitti attraverso paesi europei, extraeuropei e italiani accompagnati dalla descrizione di pensieri e personaggi incontrati dall’autore. Sono percorsi brevi ma intensi capaci di ridestare sensazioni dimenticate che solo un viaggio in treno sa regalare.

 

“Non sempre è possibile individuare quel che spinge a lasciare la casa e a salire su un treno che va lungo il filo del mare, quel che invita il viaggiatore a uscire dalle chiuse pareti della domestica abitudine e ad affidarsi a quel che è sconosciuto.”

 

C’è qualcosa di introspettivo nel viaggiare in treno. Spesso mi è capitato di ascoltare brandelli di vita confidati in modo disarmante. Forse perché le parole se ne vanno seguendo il ritmo della corsa o forse perché è più semplice confidare le proprie pene a degli sconosciuti piuttosto che alle persone a noi più vicine.

 

immagine di un treno stilizzato

 

LA LIBERTÀ VIAGGIA IN TRENO

 

La libertà viaggia in treno permette di scoprire intrecci tra passato e presente, tra vissuto e non vissuto portando il lettore a spasso per il mondo e facendolo sentire partecipe del viaggio. Qui la fantasia gioca un ruolo fondamentale basta solo avere l’umiltà di lasciarsi trasportare.

 

Il treno consuma il tempo in modi che non si possono mai indovinare. Alle volte il tempo pare scomparire, quasi fermarsi, si può stare quasi a contare i secondi con lo sguardo. Altre volte invece è rapido, non si fa a tempo a chiudere gli occhi che è già passata un’ora, un giorno, una vita intera”.

 

La recensione non può che essere positiva. La lettura è stata scorrevole e piacevole. Per un breve periodo ho scorto, attraverso le pagine, uno spaccato di vita a me sconosciuta, proprio come se avessi viaggiato in treno.

 

QUALI SONO LE ALTRE LETTURE DI VIAGGIO CHE TI CONSIGLIO?

 

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