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Il legame fra Israele e gli specchi esseni affonda le sue radici nell’antichità, in quella zona desertica a 30 km da Gerusalemme, vicino al mar Morto. Si tratta di un’antica confraternita vissuta attorno al II secolo a.c. secondo le testimonianze di Plinio il Vecchio.

La loro comunità era di tipo monastico e non riconoscevano né l’uso del denaro, in quanto si dedicavano al baratto, né il vincolo del matrimonio, essendo liberi dai riti religiosi.

Possedevano, comunque, una loro particolare spiritualità che esulava completamente da quella pagana ma rimase sconosciuta fino al ritrovamento dei “Rotoli di Qumran” nel 1947. 

Fu solo lo scienziato e ricercatore Gregg Braden a far conoscere al mondo le teorie degli specchi esseni attraverso uno studio approfondito dei papiri ritrovati.

 

La teoria degli specchi esseni 

 

Secondo gli Esseni esistono 7 specchi che riflettono attraverso gli altri la realtà in cui viviamo. In sostanza significa che rapportandoci agli altri possiamo scoprire quale sono le affinità o le discrepanze che ci identificano.

Sono gli aspetti del nostro inconscio, in profondità nella nostra anima, a caratterizzarci e farci, quindi, avvicinare a una persona piuttosto che a un’altra. 

 

Per quale motivo sono così importanti?

Perché ci permettono di capire chi siamo, cosa vogliamo, dove stiamo andando e qual è il cammino che dobbiamo seguire per essere felici e soddisfatti della nostra vita. 

Assomigliano a 7 livelli di consapevolezza pur senza seguire un livello gerarchico. Per arrivare a riconoscerci come individui autentici dobbiamo comprendere tutti gli specchi, senza nessuna eccezione.

 

 

Primo specchio

Lo specchio del presente: il momento in cui vivo ora mi sta dimostrando gli obiettivi che ho raggiunto e la consapevolezza che ho guadagnato. Quando un’emozione o un episodio si presenta in modo frequente vuol dire che dobbiamo imparare qualcosa e non lo abbiamo ancora fatto. 

Se nella quotidianità subiamo dei soprusi o incontriamo certi tipi di persone che ci causano irritazione o sofferenza, significa che dentro di noi, abbiamo una componente simile che ci infastidisce.

Ciò che dobbiamo fare è riconoscerla, come prima cosa e poi eliminarla, solo così potremmo tornare a essere in equilibrio con la nostra parte interiore. 

 

Secondo specchio

Il secondo specchio riflette il giudizio: così come giudichiamo gli altri, giudichiamo noi stessi o la situazione che viviamo al momento. Siamo in grado di discernere o ci facciamo trasportare dalle opinioni altrui?

Laddove puntiamo la nostra attenzione carichiamo allo stesso tempo la nostra energia direzionandola nella realtà che poi andremo a vivere. In sostanza con i nostri giudizi stiamo creando anche la nostra realtà.

 

Terzo specchio

Specchio dell’attrazione: tramite l’acquisizione di tale consapevolezza scopriamo ciò che ci apparteneva in passato e che ora abbiamo perduto. Succede quando proviamo attrazione per una persona, sia come amico che come amante, senza riconoscerne il motivo.

La soluzione è presto detta: quell’individuo possiede una qualità che ricerchiamo per essere in equilibrio con la nostra mente ma che sentiamo di non contenere più. 

Per questo motivo percepiamo un legame particolare, sottovalutando inconsciamente altri aspetti, che non riusciamo nemmeno a vedere con una lente di ingrandimento.

 

Riflesso del mondo

 

Quarto specchio

Riflesso della dipendenza: sentiamo la necessità, senza conoscerne la motivazione, di immergerci completamente in qualcosa a discapito di altre attività magari più confortanti.

Un esempio classico è quella della totale dedizione al lavoro che preclude del tempo alla famiglia per poi ritrovarsi a rimpiangere di aver perduto momenti essenziali e irrecuperabili. 

Dobbiamo metterci in allarme quando non riusciamo a sottrarci a qualche dovere perché ciò significa essere già dipendenti e incanalati in un vortice di involontaria sudditanza. 

 

Quinto specchio

Specchio della divinità o del rapporto con il divino: inteso non solo in ambito religioso ma più propriamente in quello spirituale e quindi personale. 

Secondo gli Esseni, così come per altre filosofie, noi siamo tutti degli dei, degli esseri divini che perseguono gli obiettivi a cui siamo stati destinati dalla nascita.

Per comprendere questa divinità dobbiamo imparare a slegarci dall’unione con i nostri genitori e acquisire l’indipendenza che ci compete. In poche parole dobbiamo assumerci le nostre colpe e le nostre responsabilità.

Dobbiamo, inoltre, liberarci dalle catene familiari che non ci permettono di spiccare il volo. 

 

 

Sesto specchio

La parte oscura: il sesto specchio ci mette di fronte alla nostra zona d’ombra, quella parte che nascondiamo agli altri per vergogna o per semplice insicurezza.

È la battaglia più difficile perché richiede il coraggio di affrontare definitivamente le nostre paure più recondite ma prima vanno stanate e comprese all’interno di noi. 

Il primo passo è quindi quello di capire quali siano i mostri che non ci permettono di avanzare e poi trovare lo strumento adatto per sconfiggerli senza rimanerne feriti. 

Settimo specchio

L’ultimo specchio concerne la perfezione: la comprensione finale di una situazione e la consapevolezza di quanto sia giusta e sincronica nonostante l’apparente incapacità di coglierne il senso. 

Tutto è uno e noi siamo parte dell’uno. Lo possiamo sentire in modo più deciso con l’aiuto della meditazione, l’introspezione e la ritenzione dei sensi.

 

Se vuoi approfondire l’argomento degli specchi esseni ti consiglio di leggere il libro di Giovanna GarbuioGli specchi Esseni” (l’ebook è gratuito se sei iscritto al programma di Amazon Prime).

 

Invece se sei desideroso/a di conoscere il mar Morto ti lascio il link dell’articolo che ne parla:

Galleggiare nel mar Morto è sempre stato uno dei miei più grandi sogni e finalmente quest’anno sono riuscita a realizzarlo. Non è stato semplice però e ho rischiato di non riuscirci ma poi la fortuna mi ha teso una mano…

Sono stata in vacanza una settimana in Giordania ma ho trovato un tempo pessimo, come mai mi è successo in vacanza. Vento, pioggia e freddo 5 giorni su 7. Una vera sfortuna!

Insomma un’avventura iniziata nei peggiori dei modi ma non ho perso mai un attimo la speranza. Sono partita da Amman sotto una pioggia torrenziale per arrivare a Madaba.

Mi era impossibile visitare i musei all’aperto e gustare i meravigliosi capolavori in mosaico dei Romani. Il freddo era davvero pungente nonostante indossassi il piumino invernale.

Comunque il primo giorno a Madaba non sono riuscita a prenotare il taxi per andare nel mar Morto, la strada era chiusa. Il secondo giorno ho incontrato un tassista che mi ha assicurato che ci saremmo arrivati.

Il tempo non era dei migliori ma non pioveva a dirotto. Abbiamo fatto una strada che solitamente non si fa per raggiungere un punto di spiaggia libera e finalmente ho visto il mare e mi sono tuffata subito, quasi me lo potessero portare via.

Se avessi fatto la strada principale non ci sarei arrivata perché la polizia l’aveva chiusa a causa delle condizioni atmosferiche pessime. Il mio galleggiare nel mar Morto è stato un modo per sciogliere tutte le tensioni che avevo accumulato e non sono mai stata meglio di così.

 

io lungo la strada verso il mare

Questa è la strada che si pratica per raggiungere il mare. Da notare l’abbigliamento invernale!

 

Mar Morto in Giordania

 

Il mar Morto si trova diviso fra due stati: la Giordania e Israele. Per raggiungerlo dovrai quindi decidere quale dei due stati vuoi visitare. Il lato giordano è più caro in quanto ci sono strutture ricettive di gran pregio che vanno dalle 4 alle 5 stelle e pochi tratti di spiaggia libera.

Per la verità la spiaggia libera non è una vera e propria spiaggia ed è un’avventura raggiungerla. Ma volendo si può fare se si trova un tassista compiacente e disposto a rischiare.

Dalla Giordania la via più veloce per raggiungere il mar Morto e dalla città di Madaba e solo con tour organizzati, taxi o auto a noleggio.

Non esiste infatti un servizio pubblico che ti porta direttamente al mare. Quando farai la strada capirai che per un autobus sarebbe una mission impossible attraversare quelle strade strette, piene di sassi e in pendenza che si attraversano per raggiungere il sito.

 

hotel con cascata vicino al mare

C’è un bellissimo hotel vicino al mare con una cascata termale da provare!

 

Mar Morto da Israele

 

Israele invece è più libero e non è necessario soggiornare in una struttura super costosa per passare una giornata a galleggiare nel mar Morto. Si parte dalla centralissima Gerusalemme con il taxi (costo circa 350 ILS), l’auto a noleggio, i tour organizzati e anche con il bus pubblico.

Di solito si associa anche la visita a Masada, un altopiano patrimonio dell’Unesco e le grotte di Qumram dove furono ritrovate le i famosi “rotoli del mar Morto” (scopri cosa sono qui).

Avendo più tempo a disposizione si può aggiungere una visita all’oasi di Ein Gedi con cascate e palme e un’altra fermata alla città di Gerico. La strada è un susseguirsi di curve come quella giordana ma gli autobus sono ben attrezzati.

Dovrai prendere la linea Egged 486 che parte dalla stazione centrale dalla piattaforma numero 5. Ti porterà direttamente alla spiaggia pubblica dove potrai passare tutto il tempo che ti servirà. Il costo del biglietto andata e ritorno è di circa 63,80 ILS.

La fermata dell’oasi è quella prima di raggiungere il mar Morto, mentre per Masada è subito dopo. Se decidi di voler trascorrere più tempo in questa zona e fare le escursioni con calma puoi andare in direzione Ein Bokek, dove ci sono gli hotel sempre con lo stesso servizio di autobus.

 

 

Trovi il sito degli autobus qui:

www.egged.co.il

 

 

galleggiare nel mar Morto eccolo qui

Visto da distante perché quando mi sono avvicinata non ho più pensato a fare foto!

 

Perché visitare il Mar Morto?

 

Il mar Morto è praticamente un lago e si trova nella depressione più profonda della Terra attualmente misurata in 415 metri sotto il il livello del mare.

Il livello continua a scendere e sarà quindi destinato a scomparire a causa dell’effetto dell’evaporazione dell’acqua. L’afflusso di acqua non è compensata dai suoi immissari che gli causano anche un alto tasso di salinità.

Ti prego, infatti, di stare molto attento e di proteggere gli occhi e la bocca perché il gusto dell’acqua è praticamente tossica! L’oscillazione delle onde mi ha bagnato le labbra e le ho sentite subito incendiarsi dal dolore.

Non appena ti renderai conto, però, della sensazione di leggerezza che questa salinità comporta e ti lascerai galleggiare nel mar Morto, ogni altro sensazione sgradevole svanirà.

Un tratto della costa appartiene anche alla Cisgiordania nella parte del deserto della Giudea che appartiene alla Palestina, ma è improbabile che tu raggiunga il mare da lì.

Si può andare in qualsiasi stagione, la temperatura esterna e dell’acqua sono sempre gradevoli. Le precipitazioni previste sono solo 6 giorni all’anno il fatto che io ne abbia trovati due è stata un’eccezione (e una gran sfortuna, aggiungo!).

Il mar Morto è un’esperienza davvero unica: sei in un lago più salato delle patatine fritte, nella zona più profonda della Terra fra tre stati che si guardano in cagnesco e destinato a sparire. Non ti pare che meriti davvero galleggiare nel mar Morto almeno una volta nella vita?

 



 

Se stai pensando di organizzare un viaggio in Giordania in questo link trovi tutte le informazioni per farlo in autonomia e in solitaria:

Qui scopri invece una ricetta beduina per preparare un gustoso barbecue:

Cosa si mangia durante la colazione in Giordania?

Vuoi organizzare un viaggio in Giordania in solitaria e fai da te? Nell’articolo troverai tutte le informazioni che ti aiuteranno a farlo.

Ho ceduto anch’io al fascino della Giordania, ma ho deciso di farlo in solitaria e utilizzando solo i mezzi pubblici. Queste le intenzioni. Poi la realtà è stata ben diversa, infatti, ho dovuto cedere ai tour organizzati e a diversi taxi a causa di un tempo impietoso e gelido.

Una settimana di vacanza con 5 giorni di pioggia… Considera che sul mar Morto sono previsti all’anno un massimo di 6 giorni di pioggia. Ebbene, io ne ho trovati 2!

Incredibile vero? Eppure ciò non mi ha scoraggiato e sono riuscita a godere appieno delle bellezze paesaggistiche, culturali e storiche di questo fantastico paese. Sei pronto a conoscerle anche tu?

Dall’aeroporto ad Amman centro

 

Dopo aver trascorso la notte in aeroporto a Bologna, sonnecchiando sui sedili dell’area di partenza, giungo finalmente la mattina ad Amman. Un tempo incerto, carico di nuvole, mi sta aspettando.

Esco dall’aeroporto e non avendo prenotato precedentemente con L’hotel un taxi, sono andata alla ricerca dell’autobus che porta alla stazione di Tabarbour, conosciuta come stazione nord.

Si trova all’uscita della sezione partenze dell’aeroporto e bisogna acquistare prima il biglietto. La biglietteria si trova vicino alla fermata ma per sicurezza ho chiesto in giro, specificando la destinazione. Il biglietto costa circa 4 dinari giordani, mentre il viaggio in taxi costa 25 dinari circa. 

Il mezzo arriva dopo circa venti minuti ma rimane fermo fino a quando non ha raggiunto la capienza massima. Attendo quindi un’altra mezz’ora prima di partire. 

Da Tabarbour bisogna raggiungere l’hotel e quindi sarà necessario prendere un taxi. Il prezzo della corsa cambia in base alla posizione ma fatico molto a mantenere un prezzo adeguato.

I tassisti giordani, infatti, giocano al rialzo e a conti fatti mi sarebbe convenuto concordare con l’hotel l’arrivo in taxi, avrei sicuramente risparmiato! 

 

 

particolare della cittadella di Amman

Vista sulla mano e sulla cittadella di Amman

 

Amman

 

Amman ha qualcosa di mistico e un’evanescenza ammantata negli edifici e nell’aria. Mi ha catturata al primo sguardo: le strade brulicano di vita e di voci mentre le dimore sembrano quasi assopite, chiuse in un tempo senza fine. 

In perenne bilico fra presente e passato, antico e moderno, frenesia e calma, street art e moschee. Ogni cosa cela il suo contrario, vivendo in un equilibrio di opposti che si alternano incessantemente. A disegnare i suoi confini le le sette montagne, chiamate Jabal, che formano la capitale: tra queste la Cittadella.

La Cittadella

È considerata tra i più antichi luoghi abitati ininterrottamente al mondo. Le popolazioni che si sono succedute in ordine cronologico sono: romani, bizantini e la civiltà omayyade. 

Puoi ammirare i resti di templi, colonne, mura, palazzi e chiese. Ogni passaggio ha lasciato un ricordo. Alcuni di questi sono conservati al Museo Archeologico che si trova all’interno della Cittadella. Uno spettacolo da non perdere da dove puoi vedere anche il Teatro Romano, guardando in basso, verso la cosiddetta “downtown“.

Teatro Romano

Una grande piazza porta a conoscere il teatro che rimane pressoché intatto nella sua bellezza autentica. Solo alcune parti in calcestruzzo sono state erose dal tempo, mentre permane l’aurea di sacralità e di storia.

All’interno dello stesso trovi anche il Museo del Folklore e delle Tradizioni Popolari con abiti e accessori tipici del diciannovesimo e inizi del ventesimo secolo oltre a una piccola raccolta di mosaici.

Altri musei

Se hai abbastanza tempo per fermarti a visitare la città di Amman ci sono altri musei che dovresti assolutamente vedere per affermare a pieno titolo di aver fatto un viaggio in Giordania in solitaria e fai da te:

  • Jordan National Gallery of Fine Arts, nel quartiere più antico della città il Jabal Al-Weibdeh, con una sezione dedicata alla mostre temporanee e una collezione che vanta 2000 opere di 520 artisti provenienti da 43 paesi arabi e islamici;
  • Darat al Funun, un museo immerso in una cornice particolare sempre nella zona di Jabal Al-Weibdeh che propone le opere contemporanee degli artisti arabi. Suddiviso in diversi edifici che si amalgamano fra piante di pepe e di rosmarino;
  • Museo della Numismatica, solo per veri appassionati con una raccolta di oltre 2200 monete in circolazione nel vicino Oriente nel quarto secolo a.C.;
  • Museo della Giordania che si trova nel polo Ras al-‘Ayn dove è possibile conoscere lo sviluppo della storia giordana attraverso il patrimonio del Regno Hashemita ivi collocato.

 

jerash e le sue colonne romane

Veduta su Jerash

 

Jerash

 

Per arrivare a Jerash si possono scegliere diverse alternative: prenotazione di tour tramite hotel, passaggio con un taxi o con un autobus in partenza dalla stazione di Tabarbour. 

Gerasa, come l’avevano chiamata i romani, è un tripudio di bellezza inaspettata. Quasi un chilometro di strada acciottolata divisa a metà da un’intersezione, con due templi dedicati a Zeus e ad Artemide, due teatri in cui si svolgono ancora manifestazioni, bagni andati quasi completamente perduti e resti di chiese. 

L’emozione di camminare attraverso un percorso fiancheggiato da colonne in marmo trasudanti di storia mentre si immagina la meraviglia che suscitava nei viaggiatori che qui arrivavano, non può essere spiegata a parole. 

Una città completa di ogni comfort, per quell’epoca, con sistemi di condotta dell’acqua e luoghi ricreativi, necessità e diletto, di nuovo ritorna la contrapposizione degli elementi che caratterizza un po’ tutto il territorio giordano. 

 

Io sono andata in taxi tramite il “tour” prenotato in hotel ed è stato tutto perfetto se non che al ritorno, il tassista si è fermato in prossimità di un centro medico, ha chiuso la macchina con me e altre due persone dentro (lasciandoci aperti i finestrini) ed è andato a donare il sangue o a fare un prelievo. È ritornato dopo un quarto d’ora e come se non fosse successo niente si è infilato nel folle traffico di Amman.

 

Nelle vicinanze:

Se acquisterai un tour, assieme a Jerash, ti verrà proposta la visita al Castello di Ajloun. Si tratta di un castello che si trova a quasi 800 metri sopra il livello del mare nel Parco Nazionale di Dibbin. È un esempio di architettura araba circondato da un fossato e da una passerella che va a sostituire un antico ponte levatoio. Si trova a circa 30 minuti da Jerash.

Le Riserve di Azraq e Shawmari nascondono la fauna e la flora che vanno lentamente perdendosi nel resto del territorio giordano. Sono state istituite proprio con l’intento di preservarle.

 

mosaico di uomo in Giordania in solitaria e fai da te

Mosaico a Madaba

 

Madaba

 

Madaba è la città dei mosaici: ne trovi dappertutto, lungo le vie del paese, nascosti in piccoli musei che quasi non si vedono, sotto pavimentazioni moderne.

Tra i più importanti figura la “mappa della Terra Santa” che è visibile all’interno della Chiesa di St. George, in centro città. L’entrata costa un dinaro e non è compresa nel Jordan Pass

Per arrivare a Madaba da Amman si può prendere un taxi (circa 30 dinari), acquistare un tour che di solito comprende anche la visita al Mar Morto e al Monte Nebo, oppure con un minibus dalla stazione di Tabarbour o di Al-Muhajereen. 

Altri mosaici li puoi visitare qui:

  • Parco archeologico di Madaba;
  • Church of the Apostles;
  • Chiesa di san Giovanni Battista
  • Madaba Museum

 

Io l’ho raggiunta in taxi nonostante avessi preventivato di andarci con il bus. Quello che non avevo preventivato era la bufera di acqua abbattutasi in città. Ho fermato il primo taxi che passava e bagnata dalla testa ai piedi, sono salita. 

Ci vuole circa mezz’ora di strada ma se si trova un autista come il mio che a stento riconosce i sensi unici ci si impiega anche di più. Ed è già tanto che non sono rimasta a piedi perché era in riserva di benzina più o meno a metà tragitto.

 

Nelle vicinanze:

I dintorni più visitati sono:

  • Monte Nebo, dove si dice fu sepolto Mosé;
  • Betania, il vero luogo in cui Gesù venne battezzato da Giovanni Battista;
  • Umm Ar-Rasas, un sito che custodisce il mosaico pavimentale datato 718 d.C. e che raffigura 15 grandi città della Terra Santa, su entrambe le sponde del Giordano, citato sia sull’Antico che sul Nuovo Testamento;
  • Mar Morto che si trova nella si trova nella depressione più profonda della Terra ed è il lago più salato al mondo;
  • Hammamat Ma’in, un complesso di sorgenti minerali dalle calde acque terapeutiche. Si trovano all’interno di una struttura ricettiva di alto livello e scendono a cascata da una parete rocciosa.

Per raggiungere il Mar Morto e Hammamat Ma’in si deve per forza utilizzare un auto noleggiata, un taxi o un tour prenotato in quanto non esistono mezzi pubblici che vi arrivano.

E come ci sono arrivata io? Con il taxi di Ahmed che ha voluto prima portarmi al monte Nebo come richiesto ma in un negozio del suo amico. Poi abbiamo attraversato lo saliscendi che porta al mar Morto e ho nuotato illegalmente in una spiaggia privata. 

Per toglierci la salsedine siamo andati da un altro suo amico pakistano che vive in una tenda ma ha una specie di vasca d’acqua termale calda e poi in una grotta dove esce dell’acqua termale questa volta tiepida.

Quindi non chiedetemi come siano le strutture ricettive nel mar Morto perché, in realtà, non le ho viste neanche col cannocchiale!

 

tempio a petra

 

 

Petra

 

Petra oltre che essere stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO il 6 dicembre 1985 è anche considerata una delle sette meraviglie del mondo moderno.

Raggiungerla da Amman è possibile tramite il servizio di Jett Bus in partenza alle 6.30 di mattina dalla Stazione Sud, vicino alla stazione Abdali e in 3 ore e mezzo arriva alla cittadina Wadi Musa, a neanche 5 minuti dall’ingresso di Petra. Riparte alle 17 per tornare ad Amman. 

Il fascino senza tempo di Petra ti farà vivere una favola. La terra rossa che l’avvolge darà un tocco di scenografica illusione di essere proiettati al passato, ma ci penseranno i beduini con il loro fare assillante a i numerosi gatti malnutriti a riportarti presto alla realtà! 

In base al tempo puoi scegliere le varie opzioni per visitare Petra: in un giorno, due giorni e di sera, con l’illuminazione fornita da candele che creano un gioco di luci molto suggestivo.

Non mi dilungo troppo a raccontarti il fascino di Petra perché è un’esperienza da vivere più che da raccontare. Ti basterà sapere che sentirai il tuo cuore fare Bum! e sarà difficile togliere dagli occhi l’immagine di tanta bellezza.

 

 

Io ho addirittura provato l’ebrezza di dormire in una capsula ed è stata un’esperienza particolare. I miei compagni di stanza erano viaggiatori di tutto il mondo con i quali, ahimé, non ho avuto molta possibilità di parlare perché sono crollata dal sonno la sera presto. 

 

roccia nella sabbia rossa del wadi rum

Roccia nel deserto del Wadi Rum

 

 

Il deserto di Wadi Rum in Giordania in solitaria e fai da te

 

A causa del tempo, purtroppo, non sono riuscita a visitarlo. Ti basterà sapere, però, che qui sono state girate le scene del film di Lawrence d’Arabia e l’autore T.E. Lawrence lo definì “echeggiante”, un aggettivo che penso possa illustrare al meglio il territorio.

Il deserto è composto in parte da rocce di arenaria, sparse qua e là, che creano dei paesaggi surreali, spezzando così la monotonia di un ambiente che sembra infinito. Si può visitare con una jeep o con il cammello e sarà facile prenotare un tour tramite la struttura ricettiva che sceglierai in loco.

Puoi raggiungere il deserto di Wadi Rum da Petra con un mini bus in partenza da Wadi Musa la mattina verso le 6, massimo 6.30, oppure con un tour organizzato.

Ti consiglio di trascorrere almeno una notte nel deserto per godere del silenzio e per poter guardare il cielo come non l’hai mai visto, con miliardi di stelle che fanno capolino fra la via Lattea. Il giorno dopo potrai riprendere un taxi o un minibus che ti porterà all’ultima tappa del viaggio: la città di Aqaba.

 

spiaggia con ombrelloni ad aqaba

 

Aqaba

 

Aqaba è una città marittima che segna il confine con l’Egitto e la frontiera di passaggio con Israele. Da qui arrivano i voli da Roma mentre quelli da Bergamo e da Bologna fanno scalo ad Amman.

Se arrivi dall’aeroporto di Aqaba sarai anche esonerato a pagare il Visto (40 dinari), mentre se arrivi ad Amman lo dovrai pagare. Per questo ti consiglio di acquistare il Jordan Pass, che oltre a darti la possibilità di vedere tutte le attrazione della Giordania, ti farà risparmiare sul visto. 

Le uniche attrattive turistiche escluse sono la chiesa di St. George a Madaba e Betania, tutto il resto è compreso. Si acquista online qui e si può stampare o tenere in formato digitale sul proprio telefono.

Ad Aqaba non ci sarà molto da visitare se non l’Aqaba Museum che contiene una serie di importanti reperti trovati nel sito islamico del periodo islamico dell’alba dell’Islam e dei periodi Omayyade, Abbaside e Fatimide, dalla metà del settimo secolo fino all’inizio del XII secolo d.C. Ma ciò che prevalentemente i turisti amano fare ad Aqaba è affittare una barca per fare snorkeling e prendere il sole in spiaggia.

 

Cosa visitare ancora in Giordania:

 

La più grande riserva naturale in Giordania e la Biosfera di Dana, una delle zone biologicamente e storicamente più ricche di tutto il territorio nazionale. Uno dei luoghi più amati dai beduini che qui ritrovano le loro radici e vivono seguendo la saggezza della terra assieme alle pecore, agli asini e ai cani da pastore. 

Il castello di Karak è uno dei più importanti feudi dei crociati costruito su un’altura a circa 900 metri di altezza e lungo più di 220 metri quasi come se fosse intrappolato in una cinta muraria.

La città di Irbid sorge anch’essa su un’altura sovrastante la Valle del Giordano e il Mare di Galilea. Anticamente era conosciuta come la “nuova Atene” perché ospitò molti poeti e filosofi classici, tra cui Teodoro, fondatore della scuola retorica a Roma. Vicino si possono visitare le sorgenti termali di Al-Himma con due stazioni termali distinte.


 

Contatti utili:

 

Se arrivi da Aqaba puoi contattare su facebook Jordan Jordan, una guida/tassista che parla in italiano.

A Wadi Rum puoi dormire e fare il tour del deserto contattando Emad Wadi Rum, trovi il suo profilo su Facebook, parla anche lui italiano.

A Madaba puoi contattare il tassista Ahmed per andare nel mar Morto o in aeroporto. Ti lascio il suo numero di telefono: 0779462879 (parla solo inglese). Grazie a lui sono stata anche da un suo amico pakistano che ha una piscina riempita dalla sorgente termale calda che sgorga in prossimità di una spiaggia libera sul mar Morto.

Al Cliff hotel, lo trovi su booking, puoi prenotare i vari tour a prezzi veramente concorrenziali. Di contro, però, l’ostello è un po’ fatiscente e quindi ti consiglio di sceglierlo solo se non hai particolari esigenze.

 

 

il tassista Ahmed da contattare per il tuo viaggio in Giordania in solitaria e fai da te

Foto di Ahmed il mio tassista per il mar Morto

 


VIAGGIO ESPERIENZIALE IN GIORDANIA IN SOLITARIA E FAI DA TE

 

Consiglio la flânerie nelle città di Amman, Madaba e Aqaba. Le ultime due sono molto piccole e quindi facili da girare. È piacevole perdersi fra le sue vie e ammirare l’architettura arabeggiante, le odorose piante di pepe o i murales fra gli edifici grigi. 

Il Genius Loci della Giordania si diversifica nelle diverse zone. Da una parte la capitale è più aperta al turista e più impostata. Nei piccoli villaggi si respira diffidenza e una sorta di riverenza. Permane forte, soprattutto nei beduini, un’anima commerciale e invadente, con poco rispetto degli spazi altrui. Fa parte del naturale desiderio di interazione e di conoscenza. La Giordania in solitaria e fai da te ti farà godere della massima espressione della libertà personale. 

Il gusto è sopraffatto dall’amaro del fondo di caffè come viene presentato qui. Sembra rappresentare il paradosso della vita: il sapore vira all’amaro se non sappiamo come gustarla. La vista non può che rimanere estasiata dai paesaggi e dalle costruzioni umane

L’udito è forte, fastidioso e disturbante nelle città mentre, come già scritto sopra, echeggiante nel silenzio del deserto. L’odorato è attirato dal cardamomo che viene messo a sorpresa nel caffè, per rapire e intrappolare i sensi.

Il tatto è enfatizzato dagli eccessi: il sale nel mar Morto ti farà provare una sensazione di viscosità fino a quando non scoprirai che non è una percezione ma la realtà

 

Musica consigliata: musica con rababa (strum!ento a corde dei beduini)

Lettura consigliata per la Giordania in solitaria e fai da te: Alif l’invisibile di Willow Wilson