Articoli

Che ne pensi quest’estate di fare un curioso coast to coast veneziano per scoprire tutte le località marittime in Veneto? Partiremo da Caorle per arrivare al Delta del Po, passando attraverso la laguna e i suoi panorami mozzafiato. Sei pronto a salpare?

 

Caorle

 

La città di Caorle si affaccia sul mar Adriatico a nord est della laguna veneta tra le foci dei fiumi Livenza e Lemene. È molto amata per il suo centro storico: un gioiellino di arte veneziana ricca di colori e di contrasti cromatici.

La sua particolarità la deve alle sue chiese. Il santuario della Madonna dell’Angelo collocato in prossimità della spiaggia e il Duomo di Caorle in centro città. Dalle mura del santuario  si può vedere la curvatura naturale della spiaggia estendersi da nord a sud e ammirare l’immensità del mare.

Il Duomo, in piazza Vescovado, è risalente all’anno 1038 e, accanto, sorge un campanile a forma cilindrica pendente, proprio come quello di Pisa!

La spiaggia si divide in due zone: Levante e Ponente. Per orientarti sappi che quella a levante è la più vicina al santuario.

Dalla spiaggia di Ponente seguendo a ritroso il corso del fiume Lemene all’interno del canale Nicesolo nasce un sentiero dal fascino ancestrale. Si tratta del “Sentiero dei Casoni” ovvero le antiche abitazioni dei pescatori di Caorle in paglia e legno.

Le strutture sono alquanto particolari e offrono un salto nel passato Veneto quasi oramai dimenticato. Il sentiero è percorribile sia in bicicletta che a piedi.

 

Santuario Madonna dell'Angelo a Caorle

 

Porto Santa Margherita e Duna Verde

 

La località si trova dalla parte opposta dello sbocco del fiume Livenza a Caorle. È una zona meno frequentata e perciò più tranquilla dedicata esclusivamente ai vacanzieri estivi in cerca di sole, spiaggia e mare.

La Duna verde è un altro tratto di costa adriatica fra Caorle ed Eraclea con una spiaggia attrezzata e una libera, e un campeggio immerso nel verde frequentato prevalentemente da turisti stranieri.

 

Porto santa Margherita e Duna Verde

 

Eraclea Mare

 

La città di Eraclea dista circa 10 chilometri da Eraclea Mare e la sua spiaggia termina allo sbocco artificiale del fiume Piave. A causa di uno straripamento avvenuto nel 1935 l’estuario del fiume ha cambiato posizione lasciando al suo posto la “Laguna del Mort”.

Una lingua di terra e acqua che ha dato vita a un’ecosistema di straordinaria bellezza popolata da vari tipi di animali e piante. Il sentiero è percorribile sia a piedi che in bicicletta. L’importante è rispettare il silenzio della natura e degli uccelli migratori che vengono qui a riposare o a nidificare.

 

Margherita a Eraclea Mare

 

Lido di Jesolo e Jesolo

 

Subito dopo lo sbocco del Piave ci ritroviamo nella località turistica più in voga del Veneto: Jesolo. La destinazione è la preferita dai giovani grazie alla presenza di locali notturni e discoteche ma anche di parchi acquatici e chiringuiti vari.

Il regno della movida veneta adatto a chi la sera vuole uscire per locali e rientrare la mattina presto!

Il lido di Jesolo, invece, è più indicato per chi cerca i villaggi turistici con tutti gli optional inclusi che permettono di rimanere l’intera vacanza nello stesso ambiente senza doversi continuamente spostare.

 

Feste in spiaggia a Jesolo

 

Cavallino e Punta Sabbioni

 

Quando si arriva al punto in cui giunge il fiume Sile è il momento per abbandonare Jesolo e partire alla scoperta di Cavallino. Benché piccola Cavallino Tre Porti ha moltissimo da offrire soprattutto per gli appassionati dell’outdoor.

Non a caso si è classificata come la sesta località più visitata in Italia! 

Amatissima dagli turisti stranieri per il suo ventaglio di possibilità sportive fra cui sentieri a piedi o in bici, pesca e navigazione in barca elettrica. A queste attività si aggiungono alcuni percorsi storici culturali, visita della città e del percorso di stazionamento delle barche. 

Punta sabbioni è circondata da pini marittimi che diffondono i loro fitociti nell’aria mescolandosi al potere curativo dello iodio. È anche la zona che divide il mare dalla laguna e sede del più grande campeggio d’Italia, il famoso camping “Marina di Venezia”.

 

Faro Cavallino nel coast to coast veneziano

 

Venezia e la laguna

 

In questo coast to coast veneziano non mi dilungherò troppo a parlarti di Venezia. Troppe informazioni ci sarebbero da scrivere mentre per quanto riguarda le isole della laguna ne ho già parlato approfonditamente in diversi articoli.

Per tua comodità metto i link di seguito così puoi conoscere anche le isole lagunari che spesso vengono saltate:

 

in barca in laguna in direzione di torcello burano e san francesco del deserto

 

Chioggia e Sottomarina

 

Un’altra meta molto amata dal turismo nostrano è Sottomarina. Separata da un ponte mobile si trova la città di Chioggia, considerata la sorella di Venezia.

A Chioggia si va per acquistare il pesce fresco che poi viene distribuito in tutto il Veneto mentre a Sottomarina si va per abbronzarsi e rilassarsi sotto un ombrellone.

La spiaggia è suddivisa in attrezzata e libera e termina con la diga che permette una bellissima passeggiata fino a raggiungere il faro. Lungo il percorso ci si può fermare a mangiare nei trabucchi riconvertiti in ristoranti e gustarsi il pesce ascoltando il dolce dondolio dell’acqua salata.

Puoi trovare l’articolo completo qui: Chioggia e Sottomarina.

 

Trabucco a Sottomarina

 

Rosolina Mare

Rosolina mare è una zona marittima piuttosto particolare perché si trova a ridosso del delta del Po. Non è rinomata come le altre località marittime in Veneto e diciamo che spesso è dimenticata nel coast to coast veneziano.

Ma è un peccato perché proprio grazie alla vicinanza con il delta può vantare un paesaggio ricco e particolare. L’isola di Albarella, facente parte di Rosolina Mare e lunga circa 5 chilometri è un’oasi naturalistica di inestimabile valore popolata da animali di passaggio e insetti lacustri.

Il Giardino Litoraneo Botanico di Porto Caleri cerca di preservare, invece, le diversità floristiche della zona come lo zigolo, lo sparto pungente, l’eringio, eccetera.

 

Airone a Rosolina Mare nel coast to coast veneziano

 

Delta del Po

 

Il Parco Regionale Delta del Po fa parte della biosfera dell’Unesco ed è un ambiente tutelato e protetto. Permette di immergersi nella natura selvaggia dove l’acqua e la terra si dividono gli spazi e danno vita a biodiversità sorprendenti.

All’interno del parco è possibile girare in bici, in barca o a piedi e incontrare così moltissime razze di uccelli diversi, ascoltare il canto delle rane o scappare dalle zanzare!

Attraverso i rami fluviali si possono incontrare diverse varietà di piante acquatiche e lacustri utili a preservare il delicato ecosistema della zona. Fra le spiagge attrezzate troviamo quella di Barricata e Boccasette oltre alla già citata Rosolina Mare.

Un modo diverso per vivere la spiaggia dove si possono alternare giornate prettamente marittime a quelle votate alla scoperta di paesaggi unici e inimitabili. Un connubio perfetto per una vacanza originale!

Visita il sito del Parco a questo link

Un viaggio alla scoperta della Costa dei Trabocchi e dintorni, attraverso l’Abruzzo marittimo. Uno dei panorami più belli della costa adriatica, dove il blu del mare fa contrasto con l’azzurro del cielo e i gabbiani godono di una libertà senza confini e senza limiti.

I Trabocchi 

 

I trabocchi sono delle originali strutture in legno a ridosso del mare che venivano usate dai pescatori per catturare il pesce.

Venivano issate delle reti e da lì si poteva pescare senza allontanarsi troppo dalla riva. Dei lunghi pali di legno permettevano di posizionare le reti in diversi punti strategici.

Si pensa che l’idea sia stata “rubata” ai Fenici che dovevano trovare un modo per contrastare le forte raffiche di vento di Maestrale che si abbattono in quella zona di costa.

Sono costruite con pino di Aleppo che resiste alla corrosione dovuta alla salsedine. Mentre i modelli di rete cambiano in base alla zona.

Sì, perché i trabocchi non sono solo una prerogativa della costa abruzzese ma anche di quella molisana e pugliese. Tanto da essere considerati oggi patrimonio monumentale del Parco Nazionale del Gargano.

Oggi sono stati trasformati in rinomati ristoranti di pesce fresco e richiamano turisti da tutto il mondo grazie all’atmosfera particolare e rilassante.

Se è vero che i trabocchi sono presenti fino alla Puglia, il tratto maggiormente visitato è quello che va da San Vito Chietino a Punta Aderci.

 

un trabocco lungo la costa dei trabocchi e dintorni

 

La Costa dei trabocchi

 

Il tragitto è percorribile in auto seguendo la SS16, incontrando diversi trabocchi e ammirando la costa selvaggia abruzzese.

A San Vito Chietino si possono ammirare anche l’Eremo di Gabriele d’Annunzio e il Promontorio Dannunziano.

Il poeta trascorse un mese di vacanza a San Vito Chietino e rimase affascinato dai trabocchi, soprattutto da il Trabocco Turchino, tanto da citarlo nella sua opera Trionfo della Morte.

Iniziò il libro proprio nel 1889 durante il soggiorno in Abruzzo e fa parte della trilogia di romanzi che comprende anche Il Piacere e l’Innocente. Finì di scriverlo nel 1894.

Soggiornò in quella che oggi è una casa privata con l’amante Barbara Leoni e che custodisce solo il ricordo dell’Eremo felice della coppia.

Più avanti si può visitare il promontorio nel quale il poeta soleva sedersi e trarre ispirazione per il suo romanzo, raccogliendo profumi e sapori dal territorio circostante. Ed è la stessa cosa che puoi fare anche tu attivando questi sensi…

La Costa dei Trabocchi finisce idealmente nella Riserva Marina Naturale di Punta Aderci.

 

veduta di vasto e il suo litorale sabbioso

 


Tips:

Puoi fare un pezzo di Costa dei Trabocchi anche se non hai la macchina, come ho fatto io. Prendi il treno fino a San Vito – Lanciano e ti dirigi verso il mare.

Continui a seguire il mare lungo il tragitto dell’antica linea ferroviaria. Talvolta ti ritroverai a percorrere dei brevi tratti sulla Statale così da avere l’occasione di vedere l’Eremo e il Promontorio Dannunziano.


passerella di legno a punta aderci

 

Punta Aderci

 

La Riserva è stata istituita nel 1998 per preservare il fragile ecosistema che accoglie la nidificazione di uccelli migratori e stanziali e la crescita di piante autoctone.

Tra le specie animali ritroviamo: il fenicottero maggiore, l’occhiocotto e la sterpazzola,l’airone cenerino, il cavaliere d’Italia, l, il tarabusino, la garzetta, il gruccione, il martin pescatore, a nitticora, la sgarza ciuffetto, la cinciallegra, il saltimpalo, la cappellaccia, il beccamoschino, il gheppio, lo sparviere e la poiana.

Il simbolo del parco è invece il fratino, un uccello della famiglia dei Charadriidae. Aguzza l’udito e prova a riconoscere il canto di almeno uno degli uccelli nominati…

La flora invece è composta dal ravastrello, l’ammofila arenaria, la calcatreppola marina,  la euforbia delle spiagge, il papavero giallo, il mirto, la salsola, il giglio di mare, il finocchio spinoso e la ginestra.

Ma soprattutto l’alga rossa tipica del Mediterraneo ossia l’Halymenia floresia.

Dal promontorio di Punta Aderci si può arrivare a vedere il Parco Nazionale della Majella e anche il Parco Nazionale del Gran Sasso.

La parte più frequentata, invece, è Punta Penna con una bellissima spiaggia di sabbia color oro.

 

sabbia e sassi a punta aderci

 

Vasto

 

La Riserva Naturale di Punta Aderci fa parte della città di Vasto che si trova abbarbicato sulla cima di una collina dal quale domina la costa adriatica.

Più in basso si trova Vasto Marina e poi la zona di San Salvo con un bellissimo lungomare dalla spiaggia dorata e finissima, pieno di locali e spiagge attrezzate.

Se provi a toccare la sabbia e a lasciarla scivolare fra le mani ti sembrerà quasi di percepire la leggerezza del tempo e del suo continuo mutamento.

Il centro storico ha origini molto antiche. Fu edificata dal popolo dei Frentani nel XII secolo che la chiamarono Histonium.

Poi, nel 1799, diventò Repubblica sotto il dominio della famiglia d’Avalos per quasi un secolo. I monumenti più importanti da visitare sono il Castello Caldoresco, la Cattedrale o il Duomo di Vasto e il Palazzo d’Avalos, che oggi ospita un complesso di Musei sulla cultura locale.

 

Questi meravigliosi edifici fecero conquistare a Vasto nel  XIX secolo il titolo di “Atene degli Abruzzi“.

 

Ed è davvero piacevole perdersi nei vicoletti che a volte nascondono delle sorprese inaspettate come il resto della facciata della Chiesa di San Pietro, rimasta solo la parte frontale, o il mosaico delle terme romane ritrovate in fase di scavo.

Per non parlare poi della veduta sul mare che si apre dai giardini di Villa Comunale o seguendo la discesa che scende verso il mare.

Uno spettacolo davvero incredibile che fa sussultare il cuore per la sua bellezza senza tempo. Una sinfonia che ricorda le note del notturno di Chopin.

Una terra meravigliosa e incontaminata, intrisa di natura, storia e cultura. 

Fai della flânerie un momento di piacere e di distrazione mentre il Genius Loci di questi luoghi, con la sua spiccata accoglienza ti saprà regalare un soggiorno indimenticabile nella terra abruzzese.

 

 

Se hai un altro giorno a disposizione ti consiglio di raggiungere le bellissime isole Tremiti da Vasto con il collegamento ferroviario Vasto-Termoli (circa 15 minuti).

Come raggiungere le isole Tremiti con il traghetto? Semplicemente seguendo i consigli in questo articolo! Prendi nota e prenota!

Vedrai che non solo scoprirai delle isole dal fascino antico ma te ne innamorerai perdutamente tanto da non voler più ritornare a casa.

Sognerai di soggiornare in un ambiente selvaggio e un po’ ostile ma consapevole di vivere un’esistenza piena, leggera e libera dallo stress.

 

Raggiungere le isole Tremiti con il traghetto….. dal porto di Termoli

 

Era da un po’ di tempo che mi frullava per la mente l’idea di visitare le isole Tremiti. Non sapevo bene come organizzare il viaggio quando poi ho conosciuto una persona che abita a Vasto, in Abruzzo, e mi ha raccontato della sua terra.

Ho così scoperto che la città si trova ai confini con il Molise e ho deciso di prenotare un soggiorno lì. Quando sono giunta in stazione, ho constatato con più certezza che la vicinanza è davvero notevole.

Solo 15 minuti di treno per raggiungere Termoli. Da lì l’arrivo alle isole Tremiti è garantito con un viaggio in traghetto di circa 1 ora e 25 minuti.

Quindi, un mercoledì mattina, con un sole cocente e brillante, mi avvio alla stazione, prendo il treno e arrivo a destinazione. Il cellulare ha deciso improvvisamente di prendersi una vacanza e la connessione diventa assente.

Procedo verso il centro scendendo una via a caso e incontro dei signori al bar che sorseggiano un caffè. Chiedo gentilmente indicazioni per il porto.

La strada è molto semplice: si attraversa il centro vivace e pieno di negozi e poi si scende verso il Piazzale della Scalinata del Folklore.

<<<<<<<   Segui l’itinerario qui per raggiungere le isole Tremiti con il traghetto >>>>>>

Non mi aspettavo un porto così grande. Mi guardo intorno alla ricerca di qualche indicazione e ancora una volta accorre in mio aiuto un signore.

Mi vede vagare con lo sguardo in cerca di qualcosa e mi chiede se sto cercando l’attracco per i traghetti alle Tremiti. Immagino quante volte abbia visto turisti sperduti guardarsi attorno, come me, con aria dubbiosa.

Mi indica di dirigermi in fondo al molo dove si vede in lontananza un traghetto della Tirrenia. Lì avrei trovato l’ufficio dove acquistare i biglietti.

 


Alternative per raggiungere le isole Tremiti con il traghetto:

I biglietti si possono acquistare nel sito ufficiale delle Isole Tremiti cliccando qui

In alternativa le Tremiti sono raggiungibili dai porti di Vieste, Peschici e Rodi: per maggiori informazioni consulta questo sito


 

Allo sportello non trovo grande affluenza e acquisto rapidamente i biglietti. Il costo è di 16,29 per l’andata e anche per il ritorno a cui aggiungere 2,50 come tassa di sbarco per un totale di 35,08 €.

La navigazione è tranquilla e senza accorgermi approdiamo all’isola di San Domino. L’acqua del mare è di un azzurro cangiante, un invito al nuoto e allo svago.

Come scendo dalla nave vengo intercettata da una signora che mi propone un tour di un’ora e mezzo fra le isole di San Nicola, Cretaccio e la Capraia.

Decido di accettare pagando l’importo di 16 € (non so dirti se in alta stagione i prezzi aumentino) e dopo circa 10 minuti si avvicina una barca facendoci salire a bordo.

 

veduta dal porto

 

Isola di San Domino

 

La prima visita è dedicata a San Domino. Una fra le isole più grandi e la più popolosa. Veniva chiamata dai monaci benedettini “l’orto del paradiso” grazie alla folta vegetazione e al suolo fertile.

Fra le scogliere si nascondono delle calette dal fascino senza tempo e alcune grotte dalla bellezza mozzafiato. La grotta delle Rondinelle è famosa per la presenza di rondini di mare che nidificano nel mese di marzo.

La grotta del bue marino era la dimora della foca marina, oggi quasi estinta e sormontata dal Ripa dei Falconi, una falesia sulla quale nidificano il falco della regina, il falco pellegrino e le Diomedee.

Queste ultime sono dei rarissimi uccelli di mare chiamati in questo modo per il loro canto notturno, che assomiglia al lamento dei soldati per il loro eroe perduto Diomede.

La grotta delle viole sulle cui rocce nascono dei bellissimi fiori colorati fra cui le viole e crea dei giochi di luce incredibili all’interno degli anfratti.

Entrando si possono notare anche la presenza di molti pesci e di molluschi che tingono le pareti di colore violaceo.

Toccando i punti cardinali dell’isola si possono scoprire ancora lo scoglio e la grotta di sale, dove si raccoglieva il sale, lo scoglio dell’elefante che ritrae il muso di un elefante e lo scoglio dell’elefante seduto che sembra avere la proboscide in direzione del mare.

Da ammirare anche la stazione di benzina a Punta Secca che punta direttamente  verso l’infinità del mare e che lascia volare la fantasia verso mete distanti ed esotiche.

All’interno dell’isola è invece interessante sottolineare differenti strutture ricettive fra cui il campeggio del Touring Club Italiano nascosto fra scogli e falesie.

In questa isola aveva scelto di trascorrere le vacanze anche il cantante Lucio Dalla. La villa di proprietà è visibile direttamente dal mare e riconoscibile per il suo colore giallo che richiama i colori dell’isola del Cretaccio.

 

scogli particolari e scogliera bianca

 

Isola del Cretaccio e isola della Capraia

 

Entrambe le isole sono disabitate e completamente differenti. La prima è costituita da materiali prevalentemente argillosi che ne stanno inesorabilmente segnando la fine.

Un po’ alla volta, infatti, l’isola sta scomparendo lasciando le sue tracce fra i fondali del mare. Il colore predominante è il giallo che spicca fra le isole di San Domino e San Nicola, e distingue appunto la formazione argillosa.

L’isola della Capraia, invece, è ricca di vegetazione e di uccelli marini che qui hanno decretato la loro residenza. L’unica abitazione è composta da una cascina che serve solo come rifugio per gli animali domestici che un abitante di San Nicola ha deciso di utilizzare.

Su di una roccia che si accascia direttamente sul mare sorge il faro che una volta ospitava una famiglia che ci ha vissuto per otto anni.

Durante questo periodo di tempo la coppia ha avuto sei figli. La comunità ha deciso che costava troppo mantenere la famiglia e ha lasciato disabitato anche questo pezzettino di mondo!

Il nome Capraia deriva dalla presenza di innumerevoli piante di capperi che qui nascono spontanee. Inoltre è dichiarata riserva naturale e fra le sue acque nasconde la statua di Padre Pio che si può osservare facendo un immersione o dello snorkeling.

 

come raggiungere le isole tremiti e vedere il porticciolo con l'azzurro del mare in sottofondo

 

Isola di San Nicola

 

L’isola di San Nicola è quella che invita il turista a un percorso prettamente culturale. In questo luogo, nel tempo, si sono succeduti i monaci Cistercensi, dal 1237 al 1313, i canonici Lateranensi, dal 1413 sino alla fine del Cinquecento e, infine, i Benedettini Cassinesi il IX secolo.

Ognuno di loro ha lasciato traccia del passaggio valutabile in chiese, chiostri, vicoli acciottolati, passaggi sul mare, fortificazioni e mura.

Quando si giunge al porto si sale su di una stradina che porta sulla punta più alta dell’isola, attraverso un percorso antico, che trasuda lavoro e dedizione.

Fra le mure di cinta si giunge al Torrione Angioino, di forma circolare, che si presenta all’entrata del Castello dei Badiali.

Delle scale seguite da un ponte di legno permette di entrare nel fulcro dell’antica cittadina adornata da ingegnose opere di difesa, costruite durante l’epoca dei Cistercensi con il Patrocinio di Carlo d’Angiò.

L’opera più ammirata è la Loggia della Cisterna della Meridiana. Si tratta di un pozzo profondo circa 17 metri, che raccoglieva l’acqua piovana. Il nome invece deriva dall’uso secondario che veniva fatto, ossia misurare le ore del giorno attraverso la Meridiana.

 

colonnato nell'isola di san Nicola

L’edificio più importante è l’Abbazia di Santa Maria a Mare, costruita dai monaci benedettini nel 1045.

Con l’arrivo dei Lateranensi la facciata è stata ristrutturata dandole un impronta più rinascimentale con l’aggiunta di cherubini, santi e l’immagine della Vergine Maria.

Dall’alto si può godere di una vista sensazionale sulle altre isole e le numerose feritoie della cinta muraria permettono uno scorcio sul mare aperto e sulla penisola pugliese.

A fianco del porticciolo c’è una piccola spiaggia di sassi dove sono attraccate le barche e un piccolo molo dove prendere il sole. Di fianco il bar ristorante “la Conchiglia” dove gustare un piatto di pesce fresco.

Fra le scogliere si nasconde la Grotta di San Michele, che sembra raffigurare un teschio e gli Scogli Segati, una roccia perfettamente tagliata in due. Il taglio è talmente perfetto che pare fatto da artigiani esperti.

Ogni ora, prenotando il tour delle isole, si può tornare all’isola San Domino e riposare nella caletta di spiaggia a fianco al porto.

Semi nascosta dal trafficato porto, permette di riposare e di fare un bellissimo bagno fra le acque cristalline sulle quali nuotano numerosi pesci, granchi e molluschi.

Di fronte numerosi ristoranti e negozietti dove acquistare cibo o souvenir. Viziosi gabbiani aspettano un pezzettino di cibo… non deluderli!

 

costruzioni verso la salita all'isola

Altre informazioni

 

Durante il periodo estivo l’isola di San Domino e quella di San Nicola raggiungono assieme i 500 abitanti mentre in inverno diventa praticamente disabitata.

Le isole Tremiti sono composte in realtà da 5 isole. Tra di loro infatti figura anche l’isola di Pianosa, oggi decretata riserva naturale protetta con divieto di approdo da parte delle navi e anche di balneazione.

Per poterla visitare bisogna ottenere un permesso speciale con guide autorizzate proprio per preservarne l’atmosfera intatta e naturale.

Le isole Tremiti sono pugliesi e si trovano in provincia di Foggia. Fanno parte del bellissimo Parco Naturale del Gargano e possono vantare una qualità delle acque di eccezionale valore ambientale e naturalistico.

 

Ti è venuta voglia di raggiungere le isole Tremiti con il traghetto? Non mi resta che augurarti buon viaggio, allora!

 

come raggiungere le isole tremiti e l'acqua cristallina del mare

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

La flânerie è ammessa ma non concessa nel senso che non ci sono molti percorsi alternativi in cui vagare e perdersi. Ci si può perdere solo ammirando la bellezza del mare nel raggiungere le isole Tremiti con il traghetto. 

Il Genius Loci delle Tremiti è un gran lavoratore con un sorriso stampato in faccia, la calma di chi ne ha viste tante e il viso screpolato dalla salsedine, dal vento e dal sole. 

I colori dominanti sono il blu del mare e il giallo della creta. Chissà se il pittore Vermeer fu ispirato da queste sfumature per dare vita a uno dei suoi quadri più famosi, certamente l’avrebbe apprezzato.

Il cibo ha un sapore particolare perché condizionato dal viaggio in mare e dall’aria carica del profumo di iodio. Il canto degli uccelli ti fa perennemente ricordare che siamo ospiti in questa terra e che dovremmo ringraziare di poter attraccare, non è così scontato come sembra…

Il fondale sassoso, sabbioso e incontaminato delle isole lasciano vagare la mente verso viaggi inconsci, nell’abisso della nostra psiche che ci ricorda con velati messaggi di essere sempre felici.

Musica consigliata: Lucio Dalla

Lettura consigliata: La felicità sul comodino di Alberto Simone