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Se parli del Marocco i viaggiatori consigliano di visitare Fes e i suoi suk perché sono l’essenza dell’antica tradizione marocchina. La città è divisa in due parti, una più moderna e l’altra ancora legata al passato, tanto da considerarsi la capitale spirituale del Marocco.

Fes e i suoi suk

 

Entrando a Bab Guissa (bab significa porta) ti ritroverai al Palais Jamai Hotel. Lo vedrai immerso in un parco di aranceti, fontane e fiori in una cornice fiabesca. Se la tua visita coinciderà con la stagione della fioritura, sarai sopraffatto dal profumo di arancio che si sprigiona dalle piante in contrapposizione con l’odore pungente delle piante del pepe.

Di fianco al parco scoprirai la moschea Kairaouine e più distanti le moschee di Er-Rsif, Andalusa e Es-Sahrij. Le altre porte d’ingresso alla città sono: Bab Shemsa, Bab Chorfa, Bab Mahrouk e Bab Jamai.

Nell’ultima si scorge un cimitero. Si tratta del cimitero dei merinidi destinato agli ultimi sultani della dinastia. Le porte di Fes portano ai mercati chiamati suk, ognuno differenziato in base alle merci.

Fes e i suoi suk

 

I suk sono i mercati, come ti dicevo, suddivisi in corporazioni distinti in base alle merci. I più amati sono suk el Attarine dove si acquistano profumi e spezie, il suk el Henna, come puoi dedurre dal nome, dedicato alle radici e alle foglie tintoree e il Place Nejjarine con il suk dedicato ai falegnami. A Fes troviamo anche un mercato coperto, Kissaria, dove vengono venduti ricami, sete e broccati.

Ma la zona più famosa è quella della conceria Chouaras, nel quartiere dei tintori. Se vorrai visitarla ti verranno consegnate delle foglie di menta che serviranno a stemperare il fastidioso odore di guano.

 

foto delle concerie di fes

Shot sulla conceria di Fes

 

La tecnica di lavorazione è tipica del medioevo: fu in quel periodo, infatti, che vennero costruite delle vasche per trattare le pelli. All’interno veniva inserito un miscuglio di acqua e guano dove gli artigiani si immergevano fino alla cintola per togliere le impurità e renderle più lisce. Tutt’ora i lavoratori seguono questo processo, lavorando senza sosta quasi tutti i giorni.

Vicino alla conceria si trovano i negozi in cui vengono venduti i prodotti finiti, ricamati e imbellettati in base alla creatività dell’arte marocchina.

Affiancati a questi hanno trovato spazio i negozi più commerciali con articoli decisamente meno artigianali o prodotti tecnologici. Non manca nemmeno l’abbigliamento firmato “made in China” o le finte marche di moda, segno che qualche traccia di modernità è riuscita a entrare nella città antica.

L’alternanza tra vetusto e moderno si sta facendo sempre più marcata ed è nostro compito preservarne la tradizione, il passato e le radici di una comunità. Come? Acquistando solo prodotti originali e non i cloni di ciò che possiamo trovare anche nel negozio vicino a casa.

La sera scende anche nella medina, le luci si accendono regalando dei bizzarri effetti di chiaro-scuro e il muezzin intona il suo canto di preghiera che si propaga in tutta la città. Almeno questo non sarà intaccato dal passaggio dei turisti, felici di ascoltare queste litanie incomprensibili ma pregne di significato.

 


*** SENTORI ESPERIENZIALI ***

 

A Fes dovrai stare molto attento a fare la flânerie perché la medina è un dedalo di vie che si intersecano l’una nell’altra ed è facilissimo perdersi, in più il il wi-fi o il gps non sempre funzionano a dovere.

Prendiamo ora in considerazione il Genius Loci di Fes: da quello che ho potuto sentire io Fes è una città chiusa, ermetica e introversa. Difficile da decifrare perché l’anima si nasconde dietro la ricerca di buoni affari e di conseguenza non rivela la sua vera identità. Mutevole e diffidente come il vento che cambia in base alla direzione da seguire.

Cosa richiamano i sensi? La vista attiva la scoperta dei colori più vivaci, l’udito il rumore di qualche antico strumento artigiano che lavora incessantemente, l’odorato è un miscuglio di carne fresca, spezie, miele e un tanfo insopportabile nella zona delle concerie, frammentato da un rametto di menta piperita, il gusto è un’esplosione di sapori fra i quali spicca in modo preponderante il cumino e infine il tatto richiama la ruvidezza dei tessuti naturali ricavati dall’agave, la morbidezza dei dolci e dei datteri, la morbidezza delle pelli lavorate.

 

Musica consigliata: musica chaabi

Letture consigliate: 1Q84 libri 1,2 e 3 di Murakami

Toccata e fuga a Marrakesh in la minore per assaporare la follia di piazza Jemma El Fna e fare un rilassante e tipico hamman. Dirigersi a Essaouira, recuperare le energie e ritornare a immergersi nel caos della frenetica città marocchina: questo l’itinerario del mio viaggio.

Marrakesh è la capitale del turismo mondiale, qui arriva la maggior parte dei visitatori che inizia perdendosi nei suk. si mescola alla popolazione e finisce per assaggiare qualsiasi tipo di cibo o acquistare ogni genere di merce.

L’arrivo

 

Alle 23 esco dall’aeroporto di Marrakesh dopo un viaggio di circa 3 ore e mezzo da Treviso. Poche persone si accalcano, fortunatamente, alle file per fare il visto e in circa dieci minuti riesco a uscire.

Per circolare liberamente in Marocco bisogna essere provvisti di un passaporto in corso di validità e compilare il visto che si trova direttamente in aeroporto. Ricordati quindi di portare con te una penna.

All’esterno dell’aeroporto verremo accolti da una moltitudine di autisti e si dovrà contrattare il prezzo del taxi per raggiungere il centro. Sarà difficile però riuscire a risparmiare perché i tassisti sono molto abili a fare i prezzi che vogliono. Cerca comunque di non superare i 200 dirham (20 euro) per arrivare alla Medina.



Il riad

 

riad con piscina nella mia toccata e fuga a marrakeshI riad più caratteristici si trovano all’interno della Medina anche se non sono semplici da trovare a causa delle vie con le scritte in arabo ma puoi sempre chiedere un aiuto a qualche passante. In questo modo sarai comodo/a a visitare i principali punti turistici tra cui la famosa piazza Jemma El Fna e i colorati suk.

La stazione dei treni e quella degli autobus si trovano nella parte nuova, quella moderna, vicino agli hotel di lusso e internazionali ma se vuoi davvero immergerti nella cultura marocchina ti consiglio di soggiornare in un tipico riad.

Cosa sono i riad? Delle abitazioni con giardino interno, magari una piscina e le stanze in affitto tutte intorno.

riad visto nella mia toccata e fuga a marrakesh

La parte centrale adibita a giardino e dove si fa la colazione, in alternativa si fa in terrazza.

L’importante è mangiare all’esterno anche con 5 gradi, questa è la filosofia! Ti consiglio pertanto di portare dei vestiti pesanti e di non sottovalutare il clima invernale.

 

Piazza Jemma El Fna

 

Eccola qui: una della piazze più famose al mondo dove troverai e mangerai di tutto. Durante il giorno incontrerai incantatori di serpenti, venditori di denti, donne che vorranno farti l’henné o leggerti la mano, eccetera. Saranno talmente insistenti che cercherai di evitare in tutti i modi di incrociare i loro sguardi. Attorno a loro troneggiano bancarelle di succhi freschi, che ti consiglio caldamente di assaggiare, e oggettistica che troverai anche nelle vie dei suk.

La sera la piazza si trasforma in un immenso ristorante all’aperto: cous cous, tajine e street food con le spezie più piccanti ed invitanti che ti faranno brontolare lo stomaco. Dovrai essere abile a destreggiarti fra le varie proposte dato che i venditori saranno pronti a bloccarti per farti sedere al proprio tavolo.

Potresti optare durante la tua toccata e fuga a Marrakesh per un tè caldo che funge da aperitivo in una delle terrazze che si affacciano sulla piazza (l’alcol è vietato). In questo modo potrai gustare la frenesia della città senza esserne direttamente coinvolto.

Inoltre, se la serata lo permette, potrai godere del tramonto del sole che andrà a nascondersi dietro la moschea della Koutubia, una delle più importanti in città e ascoltare il richiamo alla preghiera.


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I souk

 

Se ami fare shopping sei nel posto giusto: i negozi si alternano uno all’altro presentando i migliori prodotti dell’artigianato locale. Spezie, abbigliamento, carne, pelle e articoli per la casa saranno solo un assaggio di ciò che si nasconde all’interno. Ti basta solo avere la voglia di visitare, di osservare e di scovare nel marasma generale l’oggetto dei tuoi desideri. A ogni tua indecisione risponderà lesto il commerciante che saprà sicuramente convincerti a non andartene a mani vuote.

Oltre ai tradizionali suk ti consiglio di visitare anche la Mellah, il quartiere ebraico, in cui puoi notare un repentino cambio di stile architettonico e una piazza dove confluisce il traffico cittadino.

Cosa visitare durante una toccata e fuga a Marrakesh

 

Marrakesh è stata l’antica capitale del Marocco, un punto di congiunzione fra le popolazioni del nord e quelle berbere del deserto: qui si veniva a scambiare i propri prodotti e, in parte, lo si fa ancora oggi.

Dalla piazza Jeema el Fna si diramano vicoli che portano alle principali attrazioni della città. Non dovrai assolutamente perdere:

  • Palazzo Bahia, in cui risiedeva il Gran Visir con le sue mogli e le concubine, un tipico esempio di architettura del ‘900;
  • le Tombe Saadiane in cui riposano le spoglie del sultano e dove si svolge il mercato più famoso al mondo;
  • le rovine del Palazzo El Badi, una dimora che conteneva oltre 250 stanze, voluta dal sultano Ahmed Al-Mansour che si trova nella zona dei suk.

All’esterno della Medina

 

Potrai visitare i famosi Giardini Majorelle, voluti da Yves Saint Laurent, anche se ci sono dei giardini pubblici molto più belli che trovi in direzione dell’aeroporto o verso la stazione dei treni. Considera che ogni attrazione ha un costo di entrata pari a 7 euro quindi ti consiglio di scegliere quelle più importanti.

Il giardino Menara invece fu costruito nel XII secolo dai Almohadi ed è uno degli scorci che fa capolino fra le foto dei turisti che amano fotografarsi dalla piscina rettangolare con sfondo la montagna dell’Atlante, spesso innevata.

La Palmerie è in direzione Casablanca e Fez ed è una zona residenziale e ricreativa in cui vengono proposti numerosi sport acquatici, giri con il quad, a cavallo o con i pattini.

L’hammam nella toccata e fuga a Marrakesh

 

Se ne avrai il tempo ti consiglio di fare un salto in un hammam: si tratta della versione marocchina delle terme romane. Si entra in un salone che ha la temperatura pari a quella di un bagno turco e lo si farà assieme a un’assistente.

Lentamente i pori della pelle si apriranno grazie al calore dell’ambiente. Si verrà cosparsi di sapone nero, una particolare miscela ottenuta dalle olive dal fantastico potere lavante.

L’assistente proseguirà togliendo il sapone con un particolare guanto chiamato kessa che eliminerà qualsiasi impurità dalla pelle. Poi verranno lavati i capelli, con un’altra miscela naturale.

Si proseguirà, volendo, con un massaggio decontratturante con l’olio di argan che scioglierà ogni tensione e ti lascerà completamente rilassato/a. Il trattamento durerà un’ora e avrà un costo di circa 30 euro.

Potresti essere rispedito in hotel con i capelli bagnati, come è successo a me! Quindi ti consiglio di portare un asciugamano in cui avvolgerli o un berretto per ripararti dal freddo se lo farai nei mesi invernali.

Ci sono diverse soluzioni di hamman:

  • tradizionale marocchino, in cui dovrai portarti sapone, guanto e shampoo e dovrai arrangiarti a fare tutto. La pulizia dei locali dipende dal tipo di hammam scelto. Ce ne sono diversi a Marrakesh e in tutto il Marocco. Pagherai l’entrata con pochi euro;
  • tradizionale ricercato, quello che ti ho illustrato sopra ideale per il turista ma apprezzato anche dai marocchini per il servizio e la pulizia;
  • hammam spa in cui viene offerto anche il tè e i biscotti con un costo che si aggira sui 60 euro.

Marrakesh o la ami o la odi

Sarà difficile abituarsi ai motorini che sfrecciano nei stretti vicoli, i venditori che richiamano continuamente la tua attenzione, i tassisti che cercano di fare i furbi. Ma ti lascerà in bocca un sapore di ingegnosità che difficilmente saprai dimenticare, quindi goditi il momento e lasciati trasportare dal pazzo mondo marocchino.

 

lampadario tipica lavorazione marocchina (toccata e fuga a Marrakesh)

 


*** ESPERIENZA SENSORIALE ***

 

Consigliata la flânerie nella toccata e fuga a Marrakesh attraverso le vie che riservano delle sorprese inaspettate. Se riesci a resistere ai motorini, ai carretti e ai richiami dei venditori senza perdere le staffe, sarà un’esperienza unica camminare senza fretta, a ritroso nel tempo.

Il Genius Loci di Marrakesh è un genio piuttosto focoso, fragoroso, inaffidabile, sanguigno. Si può arrivare a detestarlo o a invidiarlo, dipende dal carattere di ognuno.

I sensi saranno portati all’esasperazione per il continuo avvicendarsi di pensieri, sensazioni ed emozioni. Ascoltali tutti senza, però, lasciarti sopraffare. Se serve indossa un paio di cuffie ed estromettiti da tutto. L’ho fatto anch’io!

Musica consigliata: musica di Zouhair Bahaoui

Lettura consigliata: Fight Club di Chuck Palahniuk

Essaouira è una città portuale in Marocco vivace, cosmopolita e variegata raggiunta e amata dai giovani surfisti in cerca dell’onda perfetta. Lambita dall’oceano Atlantico è una meta per sognatori e per i nostalgici della cultura beat.

 

Storia di Essaouira in Marocco

 

La città fu un’antica stazione commerciale berbera fino all’arrivo dei romani che la usarono come punto per l’industria della salagione e la tintura a base di porpora. Nel VII arrivarono gli arabi che la tennero fino alla conquista dei portoghesi facendola diventare un importante scalo marittimo lungo le vie delle carovane.
La chiamarono Mogador e il sultano Muhammad III del Marocco, per ringraziare della rinascita della città, la ridisegnò completamente donandole uno stile europeo. Infatti il moderno nome Essaouira significa proprio «la ben disegnata». Così come crebbe velocemente allo stesso modo perì con l’instaurazione del protettorato francese sul Marocco avvenuto nel 1912 e il conseguente sviluppo di altri porti commerciali più vicini all’Europa.

 


 

Negli anni ’70 ritrovò il suo antico fascino assumendo una nuova connotazione, ossia quella di una città musicale e culturale, grazie al festival della musica Ghnawa che si svolge ancora oggi ogni anno in giugno, un ritmo importato in Marocco dagli schiavi neri.

Grazie alla manifestazione, in quegli anni giunsero numerosi musicisti di fama internazionale come Frank Zappa, Sting, Bob Marley e Jimi Hendrix, accomunati dalla ricerca di nuove sonorità.

 

vietta colorata di blu a essaouira

Essaouira oggi 

 

Se arrivi a Essaouira da Marrakech, come ho fatto io con un pullman della CTM (16 euro andata e ritorno), puoi assaporare il dolce cambiamento di paesaggio. Passerai dalla grande città alla zona residenziale fino ai villaggi più poveri.
Anche il terriccio sarà diverso: la terra rossa lascerà il posto al ruvido acciottolato fino a quando non incontrerai dolci pendii, dalle morbide forme, abitati dalla famosa pianta di argan: sarà un’occasione unica per vedere fino ad Agadir l’unico tratto al mondo a ospitare questa pianta dalle magiche virtù curative.
Essaouira ti apparirà così, all’improvviso, dopo una salita, quando il tuo cuore avrà iniziato a fare “bam” per aver scorto il mare.

La stazione dei pullman dista dal centro storico una quindicina di minuti a piedi. In alternativa puoi prendere un taxi, ma come al solito fa attenzione al prezzo che ti chiedono!

La corsa costa 8 Dirham, circa 80 centesimi. Se ti chiedono di più allontanati dalla stazione verso destra per trovare un altro taxi. Sì fermano alzando il braccio e vedrai che il prezzo sarà più ragionevole.

L’entrata principale e dalla porta chiamata “Bab Marrakech” dove sarai travolto da un miscuglio di odori, parole e colori. Benvenuto/a nella Medina!

 

 

I commercianti non cercano a tutti i costi di venderti qualcosa come a Marrakech e anche gli articoli saranno diversi, noterai una certa creatività e inventiva del tutto originale. Dopo esserti immerso nella vita commerciale di Essaouira sarai pronto per dirigerti al porto e qui sentirai per la seconda volta il tuo cuore fare “bam“.

Vedrai gabbiani volare in cerca di cibo, gattini affamati guardarti con occhi spenti, sarai travolto da un forte odore forte di pesce fresco e sentirai parlare, confabulare, richiamare la tua attenzione, mentre dovrai districarsi fra persone e biciclette.

Vedrai i pescatori muoversi come formichine operose mentre tu, magari, già stanco da tutto questo rumore, butterai l’occhio al di là del mare scorgendo in lontananza la spiaggia. Allora farai il percorso a ritroso e ti ritroverai quasi a correre pur di uscire dal trambusto e recuperare un momento di tranquillità. Eccoti in spiaggia ad ammirare la forza dell’oceano che con le onde riesce a spaventare anche i nuotatori più esperti.

 

tramonto sull'acqua a Essaouira

Cosa fare a Essaouira

 

Essaouira è una città che invita alla calma e quindi dovrai prenderti il tuo tempo per fare ciò che desideri senza fretta. I prezzi sono più abbordabili rispetto a Marrakech, quindi se hai intenzione di fare acquisti falli qui. Ti farò ridere, mai sai qual è il prodotto più interessante che ho visto?

Il pigiama! Ce ne sono di bellissimi qui, di ogni fattura e di ogni colore, adatto a tutti i gusti.

Se lo shopping non ti interessa ma vorresti approfittare per assaggiare del pesce fresco vai verso il porto e dietro ai giardini pubblici vedrai dei ristoranti. Con 100 Dirham, circa 10 euro, potrai scegliere il pesce che vuoi e fartelo preparare al momento sulla griglia. Contratta per avere il pesce migliore. Se sei vegetariano ti consiglio di prendere un buon succo fresco con frutta di stagione al prezzo di 5 o 10 Dirham, 5 o 10 centesimi.

Se ti piace surfare qui sei nel posto giusto. Ci sono scuole di surf e kitesurf, inoltre puoi noleggiare l’attrezzatura a prezzi abbordabili.

Dopo gli stabilimenti balneari vedrai dei cammelli sulla spiaggia. Non sono selvatici ma pronti ad aspettare i turisti per fare una passeggiata lungo la battigia.

Oppure se preferisci, puoi fare come ho fatto io, ossia fare un bel giro a cavallo di due ore al costo di 250 Dirham, 25 euro. Farai un percorso fra spiaggia e zona più boscosa vedendo dei panorami suggestivi e mozzafiato.


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*** ESPERIENZA SENSORIALE***

 

La flânerie è d’obbligo soprattutto lungo la spiaggia quando si inizia ad andare incontro al nulla! Chilometri di spiaggia assolata dove lasciare andare i pensieri più cupi e farsi cullare dal rumore delle onde del mare.

Il Genius Loci di Essaouira è difficile da determinare essendo stata distrutta e poi ricostruita. C’è un forte influsso straniero di persone che cercano di vivere in modo frugale fuori dal traffico delle città.

Credo che il genio sia racchiuso nella forza del mare e del vento, nella tenacia dei gabbiani e negli sguardi consumati dei pescatori. Il lavoro è pesante ma produttivo, bisogna adattarsi ai capricci del tempo per ottenere qualcosa e sperare che ci sia abbastanza da vendere.

Che dire dei sensi? La vista è attratta dalla potenza delle onde che si infrangono sugli scogli, l’udito dal fischiare del vento che richiama l’attenzione alla sua potenza o alla sua assenza e dalle note psichedeliche della musica gnawa.

Il gusto è strettamente legato al sapore del mare e del sale. L’odorato è un misto di salsedine e odore acre di pesce. Il tatto è collegato ai granelli di sabbia e alla durezza e alla lucentezza dei sassi che ogni tanto si trovano sul bagnasciuga.

 

Musica consigliata: genere gnawa

Letture consigliate: Gibran raccolta

Ho seguito un itinerario del Marocco insolito scendendo verso sud nel deserto per incontrare nomadi, cammelli liberi e stelle cadenti. Sono tornata da pochi giorni e sto raccogliendo tutte le emozioni e le sensazioni che ho provato.

ITINERARIO MAROCCO INSOLITO

 

Da qualche mese l’aeroporto di Treviso ha aperto la linea diretta per Marrakech così, in compagnia di amiche, sono partita una sera, piuttosto fredda e umida, per visitare la città verso le 23. In pochi minuti abbiamo raggiunto il centro città con un taxi, lasciato le valigie in riad e dirette verso piazza Jemma el Fna per mangiare qualcosa.

Era quasi mezzanotte e il locale stava per chiudere ma ci hanno permesso di mangiare una pizza calda e soffice con un retrogusto al cumino che mi ha subito ricordato altri viaggi africani. Poi, ritorno al riad e subito a letto: l’indomani sarebbe iniziata l’avventura.

 

Pizza marocchina

Una margherita con le olive e carote…

Diario di viaggio:

 

PRIMO GIORNO:

Partenza dal Riad di Marrakech alle 6.30. Svegliate dal muezzin alle 5.30. Tè veloce in riad e un succo d’arancia al mercato in attesa delle guide che arrivano felici e sorridenti. Si chiamano Abdul e Adbo e sono due giovani ragazzi marocchini dalla verve contagiosa. Trentuno anni ciascuno come tutti gli altri marocchini che ho conosciuto.

Saliamo sulla Jeep 4X4 e partiamo in direzione deserto attraversando le montagne dell’Atlante. Raggiungiamo un’altitudine di 2260 metri e fa freddo. Ma è solo per poco, ridiscendiamo e il sole inizia a far sentire il calore.

Verso le 9 ci fermiamo a fare colazione in un piccolo locale e approfittiamo della classica colazione marocchina con pane, miele e olio di argan, accompagnata da caffè nero fumante.

Durante il tragitto attraversiamo piccoli e pittoreschi villaggi berberi e paesaggi da cartolina con palmeti, montagne rossastre e aride, fichi d’india e fiumi solitari. Ci fermiamo alcuni minuti in un villaggio per comperare il cibo da cucinare nel deserto. Ripartiamo per fermarci nel deserto.

 

foto del deserto, sabbia e alcune piante

Immagine di un deserto insolito con delle piante

 

Arriviamo in un campo tendato a Zagora e ci prepariamo a pranzare. Ci togliamo il maglione e poi ci sediamo a bere il nostro primo tè caldo nel deserto con la classica foto di rito.

Uno dei modi più usati per servire il tè è quello di versare il liquido in un bicchiere, ributtarlo dentro la teiera e finalmente servire la bevanda ai commensali.

È già ora di pranzo mentre il sole alto nel cielo fa sentire il suo caldo tepore. Ci avviciniamo a una tenda, alziamo i coperchi e meraviglia delle meraviglie!

Ciò che vediamo ci lascia letteralmente a bocca aperta: verdure fresche tagliate a dadini, spiedini di carne e una frittata berbera con pomodori, tajine di verdure e per terminare cous cous.

 

Una gatta rossa richiama continuamente la nostra attenzione in cerca di cibo, come non accontentarla?

 

Al termine del pranzo ci alziamo per camminare un po’. Mi è mancata la sensazione della sabbia a contatto con i piedi e qui appare ancora più sottile tanto da non rimane addosso. Se potessi passerei tutto il pomeriggio a camminare sulle dune ma il tramonto detta legge e dobbiamo raggiungere l’altro campo tendato!

Ci inoltriamo fra le dune con la nostra jeep, la musica  è al massimo del volume mentre ci dimeniamo come Shakira non per volontà ma solo a causa degli sbalzi. Nel frattempo scorgiamo nomadi raccogliere acqua dai pozzi e gruppi solitari di cammelli liberi pascolare sull’arido terreno sabbioso.

Le dune, infatti, si inframezzano al terreno roccioso dando vita a un paesaggio surreale con piccole piante che sfidano l’aridità facendo sfoggio di foglie verdissime.

Circa 40 minuti prima del tramonto arriviamo al campo tendato di Erg Chigaga dove ci aspetta la passeggiata con i dromedari. Non manca il dromedario folle, con gli occhi azzurri, dietro di me che cerca di mangiarmi la coperta sulla quale sono seduta riuscendo anche a pizzicarmi di tanto in tanto la chiappa.

Quasi dimentico dove sono non appena la guida mi segnala un buco scavato dalla volpe del deserto e subito mi viene in mente un passaggio del libro “il piccolo principe“:

 

Non chiederti di cosa ha bisogno il mondo: chiediti che cosa ti rende felice e poi fallo. 

Il mondo ha solo bisogno di persone felici.

 

Al ritorno ci diamo una rinfrescata veloce e ci accomodiamo per bere l’ennesimo tè caldo mentre aspettiamo che venga imbastita la cena. Si avvicinano anche i gatti consapevoli che presto arriverà cibo anche per loro. Il menu è piuttosto frugale: una minestra calda, carne e verdure cotte nel tajine e infine frutta a volontà

È arrivato il momento di ammirare le stelle e la via Lattea mentre un grande fuoco arde e la musica dei bonghi si fa sempre più ritmata e assordante. Cominciano i balli e le lezioni di tamburo. Verso mezzanotte andiamo a dormire nel silenzio più totale e ci svegliamo con il canto degli uccelli. Purtroppo dopo l’alba senza riuscire a vedere la nascita del sole che a causa delle nuvole si teneva nascosto all’orizzonte.

 

due ombre nel deserto

Due berberi che confabulano al calar del sole nel deserto

SECONDO GIORNO:

 

Dopo l’abbondante colazione arriva il triste momento di abbandonare il deserto e il suo silenzio per tornare alla civiltà. Risaliamo sulla Jeep questa volta per fare il percorso inverso e ci muoviamo in direzione Mhamid.

Mhamid è una piccolo borgo berbero, a ridosso del deserto, che accoglie pochi visitatori e infatti non appena scendiamo dall’auto ci sentiamo un po’ osservati. Degli uomini seduti al bar ci inquadrano cercando di capire la nostra nazionalità, fingendo indifferenza e scarso interesse.

Beviamo un caffè veloce e ripartiamo per visitare un’altra località magica: Tamnougalte.

Ma prima facciamo una breve sosta in un piccolo centro berbero, abitato da malesi che dopo aver viaggiato con le carovane lungo il deserto si sono dedicate con passione alla lavorazione della ceramica fermandosi qui. Dai loro forni escono piatti e stoviglie elaborate e colorate. Ci attende una visita per scoprire il processo produttivo e il negozio dove acquistare gli articoli finiti.

 

uomo che lavora la ceramica

 

Questa volta raggiungiamo davvero Tamnougalte. Il ksar (villaggio fortificato) si trova in cima a una collina e per raggiungerlo bisogna attraversare il ponte dove scorre il fiume Draa con palmeti carichi di datteri che adornano la strada da una parte all’altra.

Attraversiamo edifici di terra e sassi che hanno dato origine al villaggio più di 500 anni fa fino ad arrivare al nostro hotel, un’antica kasbah. Il suo nome è Kasbah Des Caids ed è una sorta di residenza, museo e castello. Dall’alto delle sue terrazze si può ammirare il paesaggio circostante e il villaggio di Agdz.

Uno scenario incredibile con le varie costruzioni di terra e i monti dell’Atlante in lontananza. La kasbah è talmente caratteristica da essere stata scelta per girare il film Babel con protagonista Brad Pitt.

 

Cos’è una kasbah?

È essenzialmente una cittadella, una fortezza o una città fortificata di un distretto arabo.

 

Ad attenderci l’immancabile bicchiere di tè, questa volta senza menta e più speziato e una visita all’intera struttura. Alla sera, invece, la cena si è svolta in una delle terrazze osservando il calare del sole e il nascere della mezza luna con davanti un piatto di verdure, pollo e frutta aromatizzata allo sciroppo di datteri e cannella.

 

veduta dal villaggio fortificato ne marocco insolito

TERZO GIORNO:

Il terzo giorno di questo itinerario Marocco insolito è stato anche l’ultimo e abbiamo dovuto svegliarci presto per ritornare direttamente all’aeroporto di Marrakesh.

Abbiamo assaporato gli ultimi strascichi di calore di questo Marocco insolito sapendo che non lo avremmo ritrovato al ritorno. Infatti, a Treviso pioveva e faceva freddo. Ma a me non importava perché mi sentivo comunque riscaldata e felice.

 


RICERCA DEI SENSI

 

Per ovvi motivi non è il caso nel deserto approcciarsi alla flânerie mentre per quanto riguarda il Genius Loci il discorso si fa complicato. Non sono rimasta abbastanza tempo ma quello che ho capito è che la libertà è uno dei valori più importanti per il popolo berbero e per i tuareg. 

La vista è ancora abbagliata dalla luce delle stelle e dalla visione della via Lattea, nell’udito, invece, risuonano ancora le vibrazione dei tamburi mentre il gusto è sopraffatto dalle spezie locali. Il tatto è ancora alla ricerca della sabbia sottile e delle ruvide crine del dromedario. L’odorato in questo itinerario Marocco insolito è fine, poco presente, perché in questo caso gli altri sensi primeggiano.

 

Musica consigliata: Amir Sofi

Lettura consigliata: il Piccolo Principe di Antoine Saint-Exupéry